DUE SOLDATI ISRAELIANI FERITI IN SCONTRI

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Due soldati israeliani sono stati feriti oggi in scontri con guerriglieri hezbollah al confine fra Libano e Israele. Lo hanno detto le forze armate israeliane.

Piccole unita’ di soldati israeliani hanno lanciato negli ultimi giorni attacchi limitati in Libano meridionale per distruggere postazioni e bunker da dove gli hezbollah lanciano razzi contro il territorio israeliano.

Le forze armate hanno detto che gli scontri sono iniziati non lontano da dove ieri gli hezbollah hanno ucciso due soldati israeliani e ne hanno feriti nove in scontri a fuoco.

BOMBE SU BUNKER DEI CAPI HEZBOLLAH
L’aviazione israeliana ha sferrato questa notte un massiccio attacco contro un bunker di Beirut usato dai dirigenti di Hezbollah: la notizia, trapelata da fonti militari, e’ stata confermata questa notte all’Ansa da una portavoce dell’esercito israeliano.

Dalle fonti israeliane non si hanno per ora informazioni sui risultati dell’attacco e sull’identita’ dei dirigenti di Hezbollah che, secondo Israele, avrebbero potuto trovarsi nel bunker.

Secondo le edizioni elettroniche di alcuni quotidiani israeliani i militari di Gerusalemme ritenevano possibile la presenza nel bunker anche del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Da Beirut e’ arrivata immediata la precisazione degli Hezbollah. ”Nessuno dei nostri leader o dei nostri membri e’ stato colpito”, si afferma in un comunicato.

Il gruppo radicale sciita sostiene inoltre che gli aerei hanno preso di mira non un bunker ma una moschea ancora in costruzione. Fonti militari israeliane hanno precisato che il raid si e’ svolto verso le 21:00, dopo che l’intelligence aveva segnalato la probabile presenza di dirigenti della milizia sciita nel bunker. Almeno 20 aerei hanno partecipato all’attacco, sganciando sul rifugio, situato nel quartiere di El-Barajneh, a sud di Beirut, circa 23 tonnellate di bombe.

Diversi responsabili israeliani hanno affermato negli ultimi giorni di considerare il capo di Hezbollah, un ‘obiettivo’ dell’esercito. Il ministro Zeev Boim ha affermato sabato che Israele ”liquidera’ alla prima occasione” Nasrallah, invitandolo a ”pregare Allah”.

Nei primi giorni dell’offensiva in Libano gli aerei con la stella di David avevano ripetutamente colpito il quartiere generale Hezbollah a Beirut, nel tentativo secondo la stampa israeliana di colpire Nasrallah. Dopo l’attacco Nasrallah, in una dichiarazione televisiva, aveva dichiarato una ”guerra totale” contro Israele.

La stampa israeliana ha affermato, citando fonti militari, che gli attacchi in Libano hanno consentito finora all’esercito dello stato ebraico di distruggere quasi il 50% delle capacita’ operative della milizia sciita, rilevando pero’ che la ”struttura di comando” costituita dai 12 principali leader del movimento finora non e’ stata colpita.

Il quotidiano Maariv ha diffuso ieri un gioco di carte – ispirato a quello distribuito ai marines dall’esercito Usa in Iraq con i volti dei principali dirigenti del movimento baathista – con le facce dei 12 piu’ importanti capi di Hezbollah.

Lo sceicco Hassan Nasrallah e’ l’asso di quadri. Fra gli altri dirigenti segnalati da Maariv c’e’ il ‘re di cuori’ Imad Mughnyeh, un palestinese sciita sospettato di aver partecipato agli attentati dell’ 11 settembre e indicato in Israele come il responsabile del rapimento di due soldati una settimana fa, e il ‘re di picche’, il vice segretario generale Hezbollah sceicco Naim Kassem.

ANCORA RAZZI SU TIBERIADE

Alcuni razzi sparati dal libano hanno colpito la citta’ di Tiberiade (Galilea), senza tuttavia provocare vittime. Lo ha riferito la radio militare.

Nella vicina citta’ di Nazareth, dove ieri due bambini sono stati uccisi dall’esplosione di un razzo sparato da miliziani Hezbollah, il comando israeliano delle retrovie e’ impegnato a valutare i danni e ad approntare opere di riparazione.

Il sindaco Ramez Jeraisy ha lamentato che in citta’ non sia mai stato installato un sistema di sirene di allarme e che in pratica non esistano rifugi pubblici.

SINIORA: MONDO CI AIUTI A DISARMARE HEZBOLLAH
”Il mondo intero deve aiutarci a disarmare l’Hezbollah. Ma prima di tutto occorre giungere al cessate il fuoco. Sino a che continueranno i bombardamenti non si potra’ fare nulla”. E’ l’appello che il premier libanese Fuad Siniora lancia al mondo in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ mentre i venti di guerra nella Regione continuano a soffiare minacciosi e prosegue la strage di civili per i raid israeliani e i missili lanciati dal ‘Partito di Dio’. Secondo Siniora ”occorre delegittimare le ragioni dell’Hezbollah”, le cui azioni ”rispondono alle agende politiche di Teheran e Damasco”. Per farlo pero’, sottolinea il premier, Israele deve lasciare la zona di Sheba, in Libano al confine con Israele e Siria – per la cui liberazione il Partito di Dio sostiene di combattere – e ”liberare i tre prigionieri libanesi” che tuttora detiene nelle sue carceri.

Per quanto riguarda poi una forza di interposizione Onu, osserva Siniora, ”ho spiegato a Prodi, Chirac e agli altri leader stranieri con cui sono in contatto che la mossa non e’ sufficiente. Non bastano 6.000, 8.000 o addirittura 20.000 soldati stranieri per disarmare Hezbollah se prima non si giunge a una soluzione complessiva del problema che riguarda anche Sheba”.

SINIORA, PRODI? UN AMICO CHE PUO’ FARE MOLTO
”Conosco Prodi da molto tempo. So che e’ un buon amico del Libano e degli arabi. E so anche che puo’ fare molto per noi”. In un’intervista al Corriere della Sera il premier libanese Fuad Siniora apre alla mediazione italiana per arrivare ad un cessate il fuoco, fondamentale per poi poter ”disarmare” Hezbollah con l’aiuto della comunita’ internazionale.

”L’Italia – osserva il premier libanese – e’ un partner privilegiato e ha forti interessi in Libano, il suo export nel nostro Paese supera il miliardo di dollari, il primo in assoluto – sottolinea – piu’ alto di quelli di Francia e Cina. Non mi stupisce che faccia di tutto per porre fine alla catastrofe rappresentata dai bombardamenti israeliani”.

Per questo, aggiunge Siniora, ”ci tengo a dire al vostro Paese quanto mi interessa la vostra mediazione” tanto che ”sto anche pensando di invitare Massimo D’Alema a Beirut”.

PRESIDENTE LAHOUD, FERMARE IL MASSACRO
Il presidente libanese filo-siriano Emile Lahoud ha lanciato oggi un appello per un cessate il fuoco ”immediato” volto a fermare ”il massacro” nel suo paese.

”Cio’ che sta accadendo e’ un vero massacro – ha detto Lahoud parlando alla radio francese France Inter – Israele sta per bombardare tutto, anche i vicoli, anche le ambulanze, i camion e sta per tagliarci i viveri. Tutto questo e’ criminale”.

Lahoud ha aggiunto che ”Israele utilizza ogni metodo, ogni propaganda. So che si apprestano a bombardare i civili, i bambini, tutti, ed e’ a questi che bisogna pensare”.

Circa i metodi per uscire da questa situazione il presidente libanese chiede ”un cessate il fuoco immediato… e poi si parlera’ di tutto. Si potra’ parlare di tutto ma prima bisogna fermare i combattimenti… fermare la guerra…. fermare i massacri”.

< www.ansa.it Michele De Lucia