PAESTUM L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTE E CULTURA “ ARCOBALENO

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Paestum


 


A PAESTUM L’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTE E CULTURA “ ARCOBALENO”.


Tra apprezzamenti e sottili polemiche per aver lasciato…a piedi il pubblico!


 


Rosanna Di Giaimo


 


Gira l’Italia e l’Europa alla ricerca di personaggi da premiare. Da Parigi a Mosca, a Paestum per la prima volta. E’ Silvano Valentini, giornalista e critico d’arte, Presidente del Premio Internazionale di Arte e Cultura “Arcobaleno” che, con il supporto tecnico-artistico del pittore simbolista-surrealista Gerry Scaccabarozzi, segnala ogni anno chi si è distinto per meriti artistici o umanitari. Ed ogni colore dell’arcobaleno, che nella sua parabola comprende idealmente le forze intellettuali ed artistiche del nostro Paese e dell’Europa, contrassegna una forma di espressione, dall’arte alla cultura, dal mondo dell’imprenditoria a quello sportivo e della solidarietà.


La ottava edizione ha scelto il nostro territorio quale humus della creatività e dell’impegno sociale e così, nell’antico angolo della piazzetta che fa da proscenio alla Basilica paleocristiana, sabato 15 luglio, hanno ritirato  il riconoscimento Giuseppe Liuccio, giornalista, scrittore e poeta, Maria Donnarumma D’Alessio, pedagogista, Claudio Caserta, critico d’arte e Giuseppina De Maria, promotrice d’arte e cultura che ospita, peraltro, nella sua bella dimora gentilizia la “Paestum Art Gallery”.


Ed è proprio la  gallerista Maria Mucciolo ad aver voluto che il Premio raggiungesse le rive della greca Posidonia “perché – ha sostenuto nel corso della cerimonia – l’arte non ha confini geografici ed  un luogo come Paestum vanta nomi importanti che meritano di varcare il territorio campano. Il  Premio Arcobaleno è un vivace veicolo perché questo avvenga”.


E Giuseppe Liuccio, ricordando la sua Trentinara che dall’alto della rupe guarda verso i Templi, ha riconosciuto la originalità del Premio itinerante ideato da Silvano Valentini e, manifestando il suo apprezzamento verso un riconoscimento “lombardo”, con la garbata ironia di sempre, ha espresso la  speranza che la sua terra non si ricordi di lui post mortem!


Del resto, solo poche settimane fa, Liuccio si è aggiudicato il Premio Montale (fuori di casa) per la narrativa con il romanzo “Lettera alla madre”, ambientato proprio in terra di Cilento.


“Sì, non è il primo premio che ricevo dal Nord – ha sottolineato – ma l’organizzazione del Montale ha provveduto al confort del vasto pubblico che ha affollato l’importante manifestazione!” Già, perché tutto si è svolto rigorosamente in piedi, in quanto, per uno schizofrenico passaparola, né l’Azienda di Soggiorno, ubicata nella piazzetta Basilica, né l’Amministrazione comunale avevano fornito le sedie che, beffarde, si godevano lo spettacolo al di là di un cancello rigorosamente chiuso di cui nessuno aveva le chiavi! Cose che succedono!

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