Sorrento Regina Giovanna meta dei Gay

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Sorrento. Sono i bagni della Regina Giovanna a Sorrento, con la Costiera Amalfitana, il  buen retiro dei gay della Campania secondo una ricerca realizzata dalla Klaus Davi & Co con la Nathan il Saggio Srl per il BitLab, Osservatorio sul turismo.


“Sarà una meta per questa fascia, come per altre, perché è un bel posto – dice  Francesca Imperato dell’Excelsior Vittoria, uno dei migliori alberghi di Sorrento -, il nostro turismo è aperto a tutte le fascie non ad una in particolare.”


Che il posto sia preferito dai gay, ma anche per chi voglia avere una intimità e tranquillità unica nel suo genere, è risaputo, anche per la bellezza del posto e la difficoltà a raggiungere questi bagni che attraversano una vera e propria villa romana.  Ed è proprio questo il fascino di questo luogo. Si arriva a Capo di Sorrento e si percorre una lunga stradina. Questa stradina, ancora lastricata con pietre, scende verso il mare tra i terreni coltivati soprattutto ad olivo e nell’ultimo tratto si apre alla vista dell’incantevole scenario della baia di Sorrento di lato e del Vesuvio di fronte. Sulla punta del Capo si trovano i resti della villa romana di Pollio Felice, risalente alla prima età imperiale, quando la nobiltà romana scelse il Golfo di Napoli come meta privilegiata di riposo e vacanze, costellandolo di numerose e ricche ville marittime costiere.  


“Non conosciamo le preferenze di chi vada a farsi il bagno alla Regina Giovanna – dice il sindaco di Sorrento Marco Fiorentino -, ma abbiamo cercato di salvare quell’area acquistando dei terreni.”


Un’area così bella che anche Teresa Naldi vi ha acquistato una vasta tenuta. “Più che ai bagnanti bisogna far attenzione ad altro. Ci sono delle speculazioni in atto – accusano però dal WWF -, spuntano bad and breakfast ed agriturismi da tutti i lati.” Proprio ieri sera, intanto, è stato presentato,  a cura del Centro “Bartolomeo Capasso” di Sorrento, il volume dell’archeologo Mario Russo La villa romana del Capo di Sorrento con i fondi agricoli acquistati dal Comune cavallo tra il XIV e il XV sec.  


Con l’avvento dell’impero, Sorrento divenne uno dei centri più apprezzati dalla nobiltà patrizia romana. Oltre alla villa di Pollio Felice sul Capo, a Sorrento c’erano altre notevoli ville, tra cui quella dell’imperatore stesso, che si trovava sul promontorio che divide la Marina Grande dalla zona del porto. In questa villa fu esiliato Agrippa Postumo, il nipote di Ottaviano Augusto. Nel 79 d.C. Sorrento subì gravi danni per il terremoto causato dalla celeberrima eruzione del Vesuvio, che causò la distruzione di Ercolano e Pompei e che segnò anche simbolicamente la fine di quel periodo aureo di lusso sfarzoso e di ozi. Come le altre ville romane marittime, la villa di Pollio aveva il suo approdo a mare, le peschiere in cui allevare il pesce fresco per i banchetti ed un ninfeo, qui ricavato in uno specchio d’acqua interno e comunicante con il mare aperto attraverso una fenditura nella roccia. Questa piccola cala è chiamata anche “Bagno della Regina Giovanna” perchè secondo la tradizione popolare qui veniva spesso e volentieri ad immergersi, lontana da occhi indiscreti, la regina Giovanna. Cosi come lei anche altri vogliono vivere i loro momenti di intimità fuori da occhi indiscreti.


Michele Cinque 

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