Furore domenica la gara dei tuffi mondiali in Costiera Amalfitana

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Furore. Un’emozione che si ripete anno dopo anno. Ha aperto i battenti la ventesima edizione del Marmeeting che come ogni anno culminerà nella gara dei tuffi dalle grandi altezze che verrà disputata domenica nell’incantevole scenario naturale del Fiordo di Furore. Ancora la Divina Costiera al centro dell’interesse di questa manifestazione che cresce di anno in anno alternando alla gara anche appuntamenti culturali che aiutano a diffondere l’immagine nel mondo della Costiera Amalfitana. Ieri è andato in scena il primo atto del Marmeeting con il Tour Charter che altro non è stato che un giro dei tuffatori nelle più importanti località della Costiera Amlfitana con conseguente esibizione di tuffi che hanno attirato la curiosità dei bagnanti e dei numerosi turisti che saranno certamente a Furore nel giorno della gara vera e propria. Andrei Roublev e Sergei Zotin si sono esibiti in tuffi anche sincronizzati dall’Arco Naturale di Amalfi e i due atleti hanno praticamente bloccato il traffico dei mini traghetti costretti a fermarsi per permettere alle decine di stranieri a bordo di immortalale le acrobazie dei due tuffatori. Per non parlare dei bagnanti e dei curiosi ammirati dalle piroette disegnate in aria dagli atleti. Insomma, un bell’anticipo della gara. Saranno dodici i tuffatori che parteciperanno al ventesimo Marmeeting e che cercheranno di strappare lo scettro all’australiano Joe Zuber, vincitore della scorsa edizione. L’australiano volante, dj nel tempo libero ma stuntman nella vita, dovrà guardarsi dalla voglia di riscatto del russo Sergei Zotine, vincitore nel 2003 e quinto nella scorsa edizione, e del colombiano Orlando Duque, tre volte vincitore nel 2001, 2002 e 2004. Nella scorsa edizione il colombiano finì al terzo posto. Occhio particolare anche ad Andrei Roublev, secondo nella scorsa edizione e particolarmente in forma almeno a detta di chi lo ha visto all’opera. La piattaforma del Fiordo di Furore è situata a 28 metri di altezza con una velocità prima dell’impatto con l’acqua che arriva a circa cento chilometri l’ora. Prima dell’impatto i tuffatori avranno non più di tre secondi di tempo per coordinare i movimenti predefiniti. La giuria è composta da cinque giudici internazionali ognuno dei quali al termine del tuffo darà una votazione in base all’esecuzione. La votazione più alta e quella più bassa vengono eliminate e la somma dei tre punteggi rimanenti viene moltiplicata per il coefficiente di difficoltà. Il punteggio più alto ottenuto dalla somma dei voti conseguiti nei tre tuffi decreterà il vincitore della gara. L’ordine in base al quale gli atleti eseguono il primo ed il secondo tuffo viene stabilito mediante un sorteggio effettuato dal presidente di giuria il giorno precedente la competizione, mentre per il terzo tuffo gli atleti si esibiranno seguendo la classifica in ordine inverso. Infine, da segnalare domani a Furore la tavola rotonda dal titolo «Essere Mare», moderata dal giornalista de La7 Paolo Pellacani.
(da Il Mattino)