Ravello De Masi interviene sull´auditorium

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Ravello. “Ravello perderà venti milioni di euro perché non è possibile dirottare i fondi dell’auditorium su altri progetti.” Domenico De Masi, presidente della Fondazione Ravello e deus ex machina dell’auditorium di Neuyemaier, è pessimista. “Il problema più che giuridico è politico. Paolo Imperato e Salvatore De Martino, che hanno sostituito l’amministrazione di Secondo Amalfitano, non vogliono l’auditorium  sostanzialmente – spiega De Masi -,  coerentemente con la loro annosa battaglia contro l’auditorium quando erano all’opposizione, il loro programma elettorale, sia pure con formula possibilista, si è impegnato a  impedire la costruzione dell’auditorium.” Ma ci fu chi sostenne che l’auditorium fosse illegale..


“Non mi intendo di iter amministrativi e urbanistici, per cui non posso dire se la via adottata dalla Regione e dal Comune siano le più opportune o le più rapide. Mi fido della buona fede e della competenza di chi impostò la sequenza delle azioni, ricevendone il plauso da centinaia di esperti e superando il vaglio del Consiglio di Stato.”


Il Comune ha però presentato il parere pro veritate di un urbanista come D’Angelo che dice che è necessaria una variante al Put..


“L’attuale Maggioranza sta seguendo una comprensibile tattica: a parole dice di non essere contraria all’auditorium ma, per evitarne la costruzione, la subordina a una variante del PUT, ben sapendo che, perché la Regione  decida tale variante, saltano tutti i tempi necessari per non perdere i fondi. Non a caso, per suffragare questa sua scelta, il Comune esibisce proprio il parere di un giurista che da anni sostiene l’illegalità dell’auditorium. Vi sono diecine di altri giuristi, almeno altrettanto prestigiosi, che sostengono la tesi opposta, ma il Comune ha scelto proprio quello più consono alle sue vere intenzioni: evitare a tutti i costi la costruzione dell’auditorium, che tornerebbe a merito della precedente Amministrazione.”


Cosa dovrà fare l’amministrazione Imperato, secondo lei? “L’attuale Maggioranza si trova di fronte a un dilemma: o contraddice tutta la sua lunga azione contro l’auditorium, tradendo la promessa fatta ai propri elettori; o perde: una ventina di milioni di euro; il capolavoro progettato da uno dei massimi architetti viventi; la possibilità di migliorare in modo determinante la vita socio-economica di Ravello.Ho parlato a lungo con Imperato e Di Martino. Ne ho tratto l’impressione che Imperato sarebbe un poco più propenso alla costruzione dell’auditorium mentre Di Martino è contrario a tutti i costi. Ovviamente, si tratta di una mia impressione soggettiva, che potrebbe essere smentita dai fatti. E’ molto probabile che la nuova Maggioranza abbia un suo piano di sviluppo, alternativo a quello della precedente Amministrazione e almeno altrettanto efficace. Me lo auguro vivamente, per il bene di Ravello, di cui ho la fortuna di essere cittadino onorario.”


Michele Cinque


 


 


 


Lettera di De Masi


 


 


 


 


 


 


Soprattutto negli ultimi quattro anni, con la nascita della Fondazione Ravello, questa “città della musica” ha affidato (almeno in parte) il proprio sviluppo turistico, economico e sociale, alla realizzazione di eventi culturali di alta qualità, che durante i mesi caldi si svolgono nelle ville e nelle piazze mentre nei mesi freddi si interrompono, provocando, a cascata:


·        il calo dei flussi turistici,


·        la chiusura degli alberghi,


·        il licenziamento e l’emigrazione degli addetti.


 


Per trasformare questo circolo vizioso in circolo virtuoso, la precedente Amministrazione Comunale, di concerto con la Regione e la Provincia, aveva disegnato un piano complessivo che prevedeva la costruzione di un “contenitore” esteticamente e funzionalmente eccellente, capace di accogliere spettacoli, convegni e convention nei giorni di pioggia e durante i mesi freddi. Ciò avrebbe attratto turismo culturale e turismo manageriale durante tutto l’anno, consentendo:


·        l’apertura permanente degli alberghi,


·        l’incremento occupazionale,


·        la permanenza dei giovani a Ravello durante tutto l’anno,


·        un maggiore dinamismo della vita socio-economica.


Il piano fu presentato nel programma elettorale dell’allora sindaco Secondo Amalfitano e ricevette la maggioranza dei voti.


 


Lo strumento legale di questo piano fu ravvisato nella Fondazione Ravello (creata nel 2003 dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune e dal Monte Paschi).


Lo strumento pratico fu ravvisato in un edificio polifunzionale, affidato alla progettazione di un architetto di fama internazionale come Oscar Niemeyer. Lo strumento operativo fu ravvisato in un Festival di alta qualità, destinato ad espandersi via via fino a coprire tutte e quattro le stagioni dell’anno.


Lo strumento urbanistico e finanziario fu ravvisato in un PIT capace di convogliare sul progetto alcuni fondi regionali ed europei per un ammontare di oltre 20 milioni di euro.


 


Fin dall’inizio la Minoranza, guidata dagli avv. Paolo Imperato e Salvatore Di Martino, non condivise questo piano. L’avv. Di Martino dichiarò più volte alla stampa la sua convinzione che Ravello non ha bisogno di un auditorium.


Italia Nostra si schierò contro l’auditorium; WWF, Legambiente e Verdi si schierarono a favore.


 


Per realizzare l’auditorium, la Maggioranza, di concerto con la Regione,  privilegiò uno dei possibili iter procedurali ottenendo tutte le necessarie approvazioni, e precisamente:


§         Decreto dell’Assessore regionale all’Urbanistica (16-10-2003)


§         Ratifica dell’accordo di programma (27-10-2003)


§         Approvazione della Conferenza dei Servizi 84-8-2003)


§         Parere favorevole della Commissione Edilizia Integrata del Comune di Ravello (17-7-2003)


§         Ratifica della Giunta Regionale (6-8-2003)


§         Parere favorevole del Comitato Tecnico Regionale, sezione di Salerno (24-7-2003)


§         Parere favorevole dell’Azienda Sanitaria Locale (29-7-2003)


§         Parere favorevole della Commissione Valutazione tecnico-amministrativa del progetto definitivo (30-7-2003).


§         Parere favorevole, espresso nella Conferenza di servizi, della Sovrintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio di Salerno e Avellino (4 agosto 2003).


 


A sua volta la Minoranza, usando mezzi legittimi e legittima pressione sulla pubblica opinione, è riuscita a ritardare la costruzione dell’auditorium, tuttora in alto mare dopo ben sei anni.


 


Non mi intendo di iter amministrativi e urbanistici, per cui non posso dire se la via adottata dalla Regione e dal Comune siano le più opportune o le più rapide. Mi fido della buona fede e della competenza di chi impostò la sequenza delle azioni, ricevendone il plauso da centinaia di esperti e superando il vaglio del Consiglio di Stato.


 


Allo stato attuale esistono tutti gli strumenti per la realizzazione dell’auditorium:


·        i fondi;


·        il progetto;


·        tutte le autorizzazioni indispensabili per procedere alla cantierizzazione.


Alle ultime elezioni amministrative l’ex-maggioranza, guidata da Secondo Amalfitano, è stata sostituita da una nuova maggioranza, guidata proprio da Imperato e Di Martino. Coerentemente con la loro annosa battaglia contro l’auditorium, il loro programma elettorale, sia pure con formula possibilista, si è impegnato a  impedire la costruzione dell’auditorium e a dirottarne i fondi su altri progetti.


 


Tale dirottamento è legalmente impossibile per cui, se l’auditorium non viene costruito, Ravello perde definitivamente i fondi ad esso destinati e cade il piano complessivo dell’ex-Maggioranza, che nell’auditorium individuava un tassello imprescindibile.


 


D’altra parte, se partisse la gara d’appalto e si avviasse la costruzione dell’auditorium, verrebbe meno l’impegno che, in campagna elettorale,  l’attuale Maggioranza ha assunto nei confronti dei propri elettori e sarebbero vanificati gli sforzi legittimi, sapienti e puntuali con cui, per sei anni, essa ha impedito la realizzazione dell’opera.


 


 


 


 


Ovviamente, ora l’attuale Maggioranza si trova di fronte a un dilemma: o contraddice tutta la sua lunga azione contro l’auditorium, tradendo la promessa fatta ai propri elettori; o perde:


·        una ventina di milioni di euro;


·        il capolavoro progettato da uno dei massimi architetti viventi;


·        la possibilità di migliorare in modo determinante la vita socio-economica di Ravello.


 


Ho parlato a lungo con Imperato e Di Martino. Ne ho tratto l’impressione che Imperato sarebbe un poco più propenso alla costruzione dell’auditorium mentre Di Martino è contrario a tutti i costi. Ovviamente, si tratta di una mia impressione soggettiva, che potrebbe essere smentita dai fatti.


 


Per uscire da questo vicolo cieco, l’attuale Maggioranza sta seguendo una comprensibile tattica: a parole dice di non essere contraria all’auditorium ma, per evitarne la costruzione, la subordina a una variante del PUT, ben sapendo che, perché la Regione  decida tale variante, saltano tutti i tempi necessari per non perdere i fondi.


 


Non a caso, per suffragare questa sua scelta, il Comune esibisce proprio il parere di un giurista che da anni sostiene l’illegalità dell’auditorium. Vi sono diecine di altri giuristi, almeno altrettanto prestigiosi, che sostengono la tesi opposta, ma il Comune ha scelto proprio quello più consono alle sue vere intenzioni: evitare a tutti i costi la costruzione dell’auditorium, che tornerebbe a merito della precedente Amministrazione.


 


Così l’attuale maggioranza ottiene un altro risultato: dopo avere impedito la costruzione dell’auditorium, dopo avere perso i fondi che sarebbero stati preziosi per Ravello, può dire che la colpa è tutta della precedente Amministrazione che ha sbagliato le procedure. Mi ricorda quel giovane che, dopo avere ammazzato i genitori, chiedeva clemenza al giudice perché era orfano.


 


Allo stato attuale, l’esito più probabile, squisitamente masochista e meridionale, è che:


·        l’auditorium non si costruirà;


·        con esso, Ravello perderà una ventina di milioni di euro;


·        gli alberghi continueranno a chiudere nei mesi freddi per scarsa affluenza turistica;


·        i lavoratori stagionali licenziati dagli alberghi continueranno ad emigrare;


·        i giovani continueranno a disertare Ravello, prima nei mesi invernali e poi tutto l’anno;


·        l’intero piano di sviluppo elaborato dalla precedente Maggioranza sarà vanificato;


·        almeno in parte cade la ragion d’essere della Fondazione Ravello nonché del Ravello Festival.


 


E’ molto probabile che la nuova Maggioranza abbia un suo piano di sviluppo, alternativo a quello della precedente Amministrazione e almeno altrettanto efficace. Me lo auguro vivamente, per il bene di Ravello, di cui ho la fortuna di essere cittadino onorario.