Tramonti ricorso al Tribunale della Liberta per le case popolari

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TRAMONTI = Un ricorso presentato al Tribunale del Riesame per chiedere e ottenere il dissequestro della case popolari in costruzione e “sigillate” lo scorso sette giugno. I magistrati dovrebbero esprimersi a giorni e gli amministratori del Comune di Tramonti sono fiduciosi che la decisione sarà a loro favore. “Siamo sicuri che si sia trattato solo di un equivoco – rimarca il sindaco Armando Imperato – perché  riteniamo di essere in possesso di tutte le autorizzazioni. La nostra principale preoccupazione, oltretutto, è stata quella di seguire alla lettera le direttive dell’Autorità di bacino, riqualificando la zona, anche se il parere dell’Ente non era affatto vincolante. Perciò siamo tranquilli e certi che i fraintendimenti si risolveranno al più presto. Abbiamo fatto il nostro dovere e riteniamo di aver portato a termine tutti gli adempimenti che ci erano stati richiesti”. L’ordinanza del Tribunale di sequestro era stata eseguita nel contesto delle indagini portate avanti, sotto la supervisione del Pubblico ministero Gabriella Nuzzi, in base alle risultanze delle perizie effettuate dal tecnico nominato dall’Autorità giudiziaria. Le quali avrebbero evidenziato che le opere, finite nell’occhio del ciclone, sarebbero state realizzate “in area classificata “R3” di zona sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale e idrogeologico, in assenza delle prescritte autorizzazioni e con deturpamento delle bellezze naturali”. In pratica in quel posto, secondo la tesi accusatoria, non si sarebbe  potuto proprio costruire. L’attenzione degli inquirenti nei confronti del piano di qualificazione urbanistica per la eliminazione delle baracche-container, approvato inizialmente dal Comune di Tramonti nel 2002 e successivamente modificato definitivamente nel 2004, aveva preso  il via in seguito ad un esposto denuncia presentato, lo scorso anno, da un comitato civico locale. Il progetto, finanziato dalla Regione e partito nel 2005, prevede la realizzazione di 39 appartamenti, di cui 21 a  Polvica, che sono quelli finiti sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.


Gaetano de Stefano (La Citta)