Positano POST APOC FILM FEST

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POST APOC FILM FEST


 


Nella cornice di Montepertuso va in scena una novità assoluta.


“Un esperimento, un tentativo” dicono gli organizzatori, i ragazzi dell’Associazione La Selva. “Volevamo fare qualcosa di inedito, e allo stesso tempo di attuale”. E bisogna riconoscerlo, una sua pazza attualità – in questi giorni di missili libanesi e ayatollah nucleari – questa iniziativa ce l’ha: una rassegna di film post-apocalittici (dicesi post-apoc per i cultori). Ce li avete sicuramente presenti: sono quei film in cui la civiltà, a causa di un evento catastrofico (il più delle volte una guerra atomica) viene spazzata via e i protagonisti vagano su lande deserte dove scorrazzano orde di nuovi barbari.


E’ la prima volta che qualcuno in Italia cerca di organizzare questo materiale per delle proiezioni pubbliche. “Il pensiero è quello di gettare un piccolo seme quest’anno, per poi crescere nel tempo e magari arrivare un giorno a fare un vero e proprio festival, con film, incontri, conferenze” dice Roberto Dal Bosco, ideatore del progetto. Perché il post-apoc è una sottocultura vera e propria, forse addirittura uno stile di vita, una cultura. Una cultura per la fine della civiltà. “Film come Mad Max hanno segnato profondamente l’immaginario degli anni Ottanta …  si può  dire che ci hanno aiutato ad immaginare una continuazione dell’umanità in condizione estreme. Nelle menti di presidenti e generali della guerra fredda questi panorami di rovine era sicuramente una possibilità considerata”. Tuttora negli USA esistono gruppi di fanatici, i survivalist, che ammassano armi e scorte alimentari aspettando la fine del mondo sottoforma di attacco terroristico, crack finanziario, invasione straniera, focolaio nucleare.


Al post-poc si sono dedicati in moltissimi. Autori di manga, cinematografai thrash italiani, perfino registi d’essai come Tarkovskij. Un genere da non sottovalutare insomma, e davvero tutto da scoprire.


Dal 27 Luglio al 2 Agosto, ogni sera un film, a cominciare dalla trilogia di Mad Max (con gli introvabili esordi australiani del giovanissimo – e affascinantissimo – Mel Gibson) per proseguire con “Il pianeta delle scimmie”, “2020 i sopravvissuti”e altri ancora.


Chiesa di montepertuso, ore X


 


 


Roberto Dal Bosco (Vicenza 1978) lavora nell’ambito del video realizzando spot televisivi e scrivendo documentari. Scrive per varie riviste come Zer0, Citylights, Vogue Italia.