ENTRO IL 20 IN 6 REGIONI ACCONTO IRAP PIU´ SALATO

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ROMA – Nelle 6 regioni che hanno sforato la spesa sanitaria in attesa della verifica sulle misure di rientro che dovrà concludersi entro la fine di giugno, comunque i contribuenti dovranno pagare entro il 20 giugno un’acconto Irap, per l’anno d’imposta 2006, più salato. E’ quanto ha reso noto il ministero dell’Economia, in commissione finanza della Camera. Nel caso in cui il governo dovesse approvare il piano di rientro di una o più regioni interessate i contribuenti “potranno recuperare quanto versato in più rispetto al dovuto” nel secondo acconto. Le regioni interessate sono: Liguria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Campania e Lazio.
 

ALLARME CONTI, ‘INTERVERREMO CON TAGLI E LOTTA ALL’EVASIONE’









ROMA -“Ce l’ho fatta nel 1996 e l’operazione è riuscita” e ce la faremo anche oggi. E’ “fiducioso” Romano Prodi sulla possibilità che il suo governo possa rimettere i conti pubblici in ordine anche se la preoccupazione è tangibile e sta monopolizzando tutte le tappe del suo intenso tour europeo. Due sono le “ricette” del premier e saranno pronte già ai primi di luglio: tagli alle spese e lotta senza quartiere all’evasione fiscale.

Ha scelto Berlino – capitale del motore d’Europa, di un paese alle prese con una crisi che presenta tante analogie con quella italiana – il presidente del Consiglio per affrontare di petto il delicatissimo tema dei conti pubblici.

Preceduto dalle allarmate dichiarazioni del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa che disegnano un quadro di ora in ora più “grave”, il premier è arrivato a Berlino questa mattina per scambiare consigli concreti con Angela Merkel, cancelliere di un governo di amplissima coalizione che, in anticipo solo di poche settimane, ha affrontato il nodo del deficit attraverso due misure nette: l’aumento dell’iva dal 16 al 19% e l’adozione di un provvedimento chiamato “tassa sui ricchi” (chi supera i 250 mila euro di reddito annuo si vedrà aumentare l’aliquota, dal 42 al 45%). “Situazioni diverse anche se la via è identica”, precisa Prodi nel corso di un lungo incontro con la stampa tedesca assai interessata a sapere come l’Italia intende muoversi per uscire dalle secche dei conti in rosso e tornare ad essere, secondo le parole del premier, di nuovo un Paese leader in Europa.

Non a caso quindi la giornata del presidente del Consiglio in una città assediata da festanti tifosi di cento nazionalità è stata scandita da una serie di dichiarazioni rassicuranti per i mercati e accompagnata da parole semplici e dirette per far capire che la strada è una sola: “Le regole sono semplici, vanno rispettate e io so come comportarmi”. Non c’é quindi alcuna scappatoia e nessuno del suo governo, precisa, “ha mai minimamente contestato la disciplina europea”.

Prodi ha rivendicato orgogliosamente il suo ruolo di presidente della Commissione Europea e non ha nascosto il disagio e le difficoltà di essere passato “in poco più di un anno dalla parte di esaminatore a quella di chi deve fare gli esami”. Il tempo stringe e il presidente del Consiglio sente proprio a Berlino l’esigenza di fare in fretta: “per questo saranno presi presto i provvedimenti necessari per mettere i conti in ordine non solo con le esigenze della Commissione Europea ma anche rispettando il diritto di tutti gli altri paesi partner”.

La preoccupazione si mischia all’ottimismo: Prodi non manca infatti di sottolineare che l’Italia “può farcela poiché è stato forgiato un governo unito nell’idea di tornare alle radici di Maastricht, di tornare a essere leader in Europa”. Ai giornalisti che insistevano per sapere quali fossero esattamente nel merito i provvedimenti che l’esecutivo adotterà, Prodi ha chiesto pazienza ricordando di “essere alla guida del governo da soli 24 giorni”. Troppo presto quindi per entrare nel dettaglio: l’esecutivo infatti, ha spiegato, “sta ancora lavorando sulle strategie”.

Ma la preoccupazione per i conti in rosso cresce di giorno in giorno e il professore sottolinea che l’analisi spietata del ministro dell’Economia era “condivisa” e soprattutto “totalmente concordata”. Un’uscita fatta nel pomeriggio da Berlino forse anche per togliere dall’isolamento il proprio ministro dei conti. Una difesa di Padoa-Schioppa che il presidente del Consiglio ha accompagnato ad un messaggio diretto ai mercati, subito dopo l’incontro con il cancelliere tedesco: “é necessario lavorare per rafforzare i mercati finanziari europei”. Quindi, in sostanza, Prodi è convinto che bisogna stringere il rapporto tra Euronext e Borsa tedesca perché, ha aggiunto in sintonia con Angela Merkel, bisogna costruire “un sistema di contrattazione finanziaria che sia di supporto all’Unione Europea che nasce”.


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                                                         Micheòle De Lucia