Positano Cinque accusa Amalfitana in agonia

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MARIO AMODIO Ancora una volta è costretto a deporre il fioretto e a sparare ad alzo zero. Vito Cinque (foto piccola), presidente degli albergatori positanesi, inizia un’altra crociata. Lo scorso anno toccò agli attracchi indiscriminati lungo la banchina della sua città. Oggi, invece, dopo i maxi bus finiti nell’occhio del ciclone, è la volta della statale amalfitana. Ed è per denunciare il degrado della 163, che il patron dell’hotel più prestigioso di Positano, ha scritto al capo compartimento dell’Anas puntando l’indice contro la mancata manutenzione della sede stradale. «Con rammarico sempre crescente – dice l’owner del San Pietro, dallo scorso anno alla guida dell’associazione albergatori positanesi – siamo spettatori passivi del desolante degrado in cui versa la statale che collega Meta di Sorrento ad Amalfi, unica arteria di comunicazione in Costiera Amalfitana. Invece di essere preservata, in quanto patrimonio Unesco, essa è oggetto di una lenta e continua agonia». La presa di posizione si è resa necessaria dopo le numerose segnalazioni effettuate in questi anni da operatori turistici, amministratori e cittadini. A cominciare dal mancato adeguamento del tratto della statale compreso tra POSITANO e Praiano, dove il manto d’asfalto presenta dal 2001 un solco pericolosissimo al centro della carreggiata per effetto della posa della condotta del metano. Ma l’intervento di Cinque non è solo contro il manto stradale rovinato o non uniforme, ma anche contro la segnaletica inadeguata, e «fatto gravissimo – aggiunge il patron del San Pietro – invaso da erbacce, detriti e sporcizia». Quella dell’albergatore, secondo Cinque, è anche la voce della casalinga, dello studente, dell’avvocato o del medico «che ogni giorno percorrono quella che dovrebbe essere una meraviglia d’ingegneria stradale, decantata per l’arditezza della costruzione e per il contesto in cui sorge». «Per un turismo più orientato verso la qualità, chiunque, dal semplice residente, all’imprenditore, deve mobilitarsi per bloccare questa inutile quanto dannosa depauperazione – aggiunge il presidente degli albergatori positanesi – questo appello è allo stesso tempo un grido di denuncia e un punto di partenza per stimolare costruttivi spunti di riflessione. Un grido di denuncia per una situazione ormai al collasso, per rivendicare formalmente la dignità civile del nostro territorio. Un punto di partenza per sensibilizzare le istituzioni interessate e far crescere una cultura più responsabile verso il ripristino e la tutela delle condizioni strutturali della viabilità in Costiera Amalfitana».