CALCIO: CARRARO A MOGGI, CHIEDIAMO IL SERVIZIO A PISANU

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ROMA – ”Siccome tra l’altro Pisanu ti ha chiamato e ti ha detto che se bisogno, in qualche caso, gli si puo’ dire a Pisanu di fare il servizio…”. E’ Franco Carraro a parlare in una telefonata, che figura tra le intercettazioni, a Luciano Moggi. Nella conversazione si affrontano i problemi relativi alle elezioni in federcalcio.

Moggi e Carraro si riferiscono in particolare alla necessita’ di ”beccare le societa’ di serie C” per indirizzare il loro voto. Si parla anche di un incontro che Moggi potrebbe avere con l’allora ministro dell’Interno al quale, suggerisce Carraro, ”gli si deve dare un elenco di societa’ sulle quali intervenire”.

TERREMOTO JUVENTUS, PER IBRA E CANNAVARO SOSPETTO ‘NERO’
TORINO – La raffica di perquisizioni scatta di buon ora, alle 7.25, quando i finanzieri si presentano nella sede della Juventus, in corso Galileo Ferraris, e nella casa di Luciano Moggi, un’ elegante palazzina del centro storico di Torino, impugnando un decreto (che vale anche come avviso di garanzia) firmato dal pubblico ministero Bruno Tinti.

L’ ultima tegola che si abbatte sulla società bianconera è quella del doping amministrativo. Un’ inchiesta vecchia, nata ormai più di un anno e mezzo fa, e che finora era rimasta sottotraccia, quasi nascosta dai processi sul doping e dalle intercettazioni sulle designazioni arbitrali. La Guardia di Finanza, su ordine della procura subalpina, spedisce venti militari a “casa Juventus” e altri venti a Torino e in varie regioni italiane per cercare carte che dimostrino l’ esistenza di “plusvalenze”, “movimenti finanziari riservati”, operazioni di “cosmesi di bilancio”, “manovre truffaldine”. Finiscono indagati l’amministratore delegato Antonio Giraudo (che lo era già da tempo) e (la novità) Luciano Moggi.

False comunicazioni ai soci, divulgazione di notizie sociali riservate e frode fiscale sono i reati ipotizzati. Le Fiamme Gialle vanno in tutte le case di ‘Lucianone’, a Torino, a Civitavecchia, a Monticiano (il suo paese natale, in provincia di Siena), a Napoli, e anche nelle due abitazioni del figlio Alessandro a Torino e Roma. Perquisite anche le case dei calciatori Slatan Ibrahimovic (Torino) e Fabio Cannavaro (Napoli), ai quali, però, non viene contestato nulla. Documenti sono prelevati nella filiale torinese di Price Waterhouse, società di certificazione dei bilanci che custodisce materiale relativo ai contratti di giocatori bianconeri.

Le accuse. La Juventus, secondo il pm Tinti e i suoi consulenti Patrizia Volante ed Enrico Stasi, ha rimpolpato i bilanci grazie alle plusvalenze (“sopravalutazione del valore dei giocatori ceduti e inserimento in bilancio della posta attiva corrispondente”). Si adombra anche l’ esistenza di fondi neri: nell’acquisto dei diritti sportivi per Ibrahimovic ci sarebbero stati tra Aiax e Juventus “movimenti finanziari riservati”, mentre per Cannavaro “emergono elementi che dimostrano la regolamentazione riservata dei rapporti economici”. Ma Cannavaro replica: “Mai fatti contratti in nero. Tra l’altro secondo me a noi neanche convengono…”.

Nell’inchiesta della procura di Torino si parla anche di agevolazione di “manovre truffaldine di altre società”. Moggi avrebbe aiutato il Como a “ricevere in via riservata un importo di 1.600.000 euro” con una manovra di ingegneria applicata al calciomercato, definita “un accordo trilaterale” con i lariani e il Genoa. L’accordo era “funzionale a consentire al Como di ricevere in via riservata un importo di 1 milione e 600 mila euro a seguito della risoluzione di un contratto di partecipazione che riguardava i calciatori Felice Piccolo e Alex Pederzoli”. Per raggiungere lo scopo la Juventus depositò in Lega “un contratto dal quale risultava che i due calciatori ritornavano di sua proprietà che li riscattava al prezzo di 10 mila euro ciascuno”.

Quindi stipulò un contratto con cui il Genoa vendette alla Juventus due giocatori, Francesco Massimiliano Volpe e Domenico Criscito, del valore di 150 mila euro ciascuno, “sopravvalutandoli in misura pari ad 1 milione e 500 mila euro”. Dalla sede della Juventus la Guardia di Finanza se ne va dopo sette ore. Portando via un pc portatile e così tanta documentazione che, per contenerla, hanno usato borse di carta marchiate Juve messe gentilmente a disposizione dalla società. Altri quindici faldoni sono rimasti in una stanza di corso Galileo Ferraris, che è stata sigillata. Verranno esaminati con più calma.

BERLUSCONI: MILAN VITTIMA, SI APPLICHINO LE REGOLE
Silvio Berlusconi si dice in disaccordo con Guido Rossi sulla necessità di scrivere nuove regole per il mondo del calcio e sostiene che le norme esistono e devono essere applicate e che il Milan, nello scandalo del calcio, “é una vittima” che è stata “defraudata” da alcuni comportamenti arbitrali. Il leader della Cdl è intervenuto sulla scandalo del calcio nel corso di una intervista sul canale romano T9.

AIA SOSPENDE I NOVE ARBITRI INDAGATI
Il vicepresidente vicario dell’associazione italiana arbitri, Cesare Sagrestani, ha deciso di sospendere ‘cautelativamente’ i nove arbitri, gli ex designatori e gli assistenti indagati in questi giorni.


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                                                                      Michele De Lucia