Atrani per la chiesa dei dogi che riapre domenica

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Atrani.  “Abbiamo bisogno di fondi per finire il restauro al più presto e ridare la fruibilità ad una delle principali chiese della Costiera Amalfitana.” A lanciare l’appello e la storica e consulente Lina Sabino che sta seguendo i lavori di restauro della Chiesa di San Salvatore de Birecto ad Atrani, conosciuta anche come la Cappella Palatina dei Duchi amalfitani della Repubblica, risalente al 940,  una splendida chiesa che  si affaccia superbamente sulla piazzetta di Atrani, ma chiusa da più di vent’anni al pubblico e, quindi, anche alle possibili escursioni turistiche a causa di lavori di restauro.


“I lavori di restauro stanno procedendo da sei anni e abbiamo ricevuto circa 400.000 euro – spiega la Sabino -, ma questo nel corso di varie tranche e sempre facendoci tagli notevoli, addirittura nel 2005 non abbiamo ricevuto nulla.” Una chiesa che sarà riaperta domenica 7 maggio, e le altre due domeniche successive, per la manifestazione “Omaggio di Atrani – storia e arte nei vicoli del paese” organizzata dall’Associazione Pro loco Atrani e dal Comune, una vera e propria passeggiata nella storia dell’arte della Costiera Amalfitana con bar e ristoranti che offriranno degustazioni in piazza e gli studenti dell’istituto turistico di Amalfi che faranno da guida alle chiese. La  cosa più interessante sarà la visita ai lavori, che sta seguendo la dottoressa Lino Sabino, da quasi sei anni. “Questa chiesa ha un palinsesto straordinario- dice la Sabino -, ci sono continue scoperte di straordinario valore, non siamo sicuri che sia proprio la chiesa dove si incoronavano i dogi, ma di certo era il luogo di quello che era il parlamento dell’Antica Repubblica d’Amalfi che si riuniva qui nell’atrio che abbiamo portato alla luce dove c’era la sacrestia, ritengo una delle scoperte più interessanti.”


La storia di questa chiesa affascina per i tanti misteri che l’avvolgono, forse sarebbe stata anche spostata in alto a causa delle alluvioni provocate dal fiume Dragone. Dai lavori, effettuati con saggi stratigrafici, si è accertata la sua origine medievale. Ditta Forcellino di Roma, la stessa che ha curato il restauro del Mosè del Michelangelo, con la consulenza storico-artistica della dottoressa Lina Sabino e direttore dei lavori l’ex Soprintendente Francesco Prosperetti Le esigenze di far effettuare dei lavori sorsero già nel 1987, in occasione di un seminario di studi sul IX centenario delle Porte medievali in bronzo che erano poste all’ingresso della chiesa.  Quindici anni trascorsero, qualche lavoro, fra l’altro contestato, fu fatto dal Comune, poi, seppur con ritardo, anche grazie alle proteste degli atranesi, i finanziamenti  cominciarono ad affluire con la Soprintendenza.. Sono state demolite delle chiusure per rendere visibili e accessibili delle campate medievali. “Ci sono resti e molti segni che fanno pensare anche ad una Villa Romana – riflette la Sabino -, come a Positano e Minori, il mare di fronte ed un fiume al lato. Comunque già abbiamo tantissimo da mettere in luce, per questo ci teniamo che la popolazione veda i lavori che si stanno facendo, io per prima voglio riaprire al più presto al culto questa chiesa.” Una delle opere più pregevoli, la porta bronzea del 1087 è sistemata momentaneamente nella Colleggiata di Maria Maddalena, ma all’interno della chiesa è stato individuato uno dei marmi più interessanti della storia artistica medievale del sud Italia, due grifoni che forse rappresentano il potere spirituale e temporale che la chiesa custodiva.


 


Michele Cinque