Abuso delle Tese ancora nessun intervento

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A dispetto di tutte le dichiarazioni il sindaco di Positano Domenico Marrone, il Comune di Positano  non interviene energicamente sull’abuso delle Tese e le associazioni, con i cittadini, cominciano a protestare. La dirigente Ds, ex assessore di Portici, dello stesso partito del sindaco, non ha avuto il sequestro dal Comune ma solo notizia di reato e la rampa di cemento si trova ancora li sulle scale di una passeggiata pubblica. Le scelte sull’operare o meno un sequestro e sul ripristino spettano ai responsabili degli uffici, ma in un caso del genere, che ha colpito l’opinione pubblica positanese, il sindaco, come per legge, poteva dare delle direttive.


“Vogliamo aspettare ancora, ma faremo un documento in cui chiederemo di intervenire – dice Raffaella De Leo di Italia Nostra -, quella è un’opera che si trova su una strada pubblica ed è facilmente individuabile ad occhio nudo che sia così, è giusto intervenire per ripristinare lo stato dei luoghi.”


Anche le associazioni Posidonia e Gea chiederanno il ripristino dei luoghi, mentre alcuni cittadini sono inferociti. “Non è possibile che si intervenga tempestivamente su un cittadino qualsiasi che sta realizzando una finestra o una porta senza toccare lo spazio pubblico e si chiuda di fatto un occhio su questa vicenda grave che è uscita già da dieci giorni sulla stampa.”


Un precedente di intervento su suolo pubblico con immediato ripristino c’è stato qualche anno fa alla spiaggia Grande, con l’pertura di un varco da parte del Conwinum, per crearsi un’uscita in piazza, varco che fu chiuso dopo qualche giorno dell’allora sindaco Ottavio Fusco.
Eppure il sindaco Domenico Marrone aveva preso con la stampa un  impegno che non lasciava scampo alla rampa d’accesso che sarà abbattuta. La rampa è stata costruita su di un sentiero che congiunge Santa Maria del Castello, la frazione vicana che, a seicento metri sul mare, si affaccia sulla perla della Costiera.  La lunga scalinata dalla quale si possono ammirare specie botaniche e anche coppie di falchi pellegrini in volo, fu fatta costruire nel 1730 da Carlo II di Borbone, quando non esisteva la rotabile, per congiungere più rapidamente Positano con Napoli attraverso i monti di Vico Equense ed è una delle più belle e frequentate passeggiate della Campania, ora parte della strada è invasa da una rampa abusiva per una villa privata.
La responsabile di una rampa abusiva di accesso alla Villa Nausicaa, che ha ospitato artisti e scrittori, costruita su un sentiero pubblico de Le Tese, che ha fatto sollevare ambientalisti e cittadini della perla della Costiera, uscita sul Corriere qualche giorno fa,  ora ha un nome.   Una settimana fa  il blitz dell’ufficio tecnico del Comune di Positano e dei vigili urbani che hanno individuato  per abusivismo edilizio Silvana Calandrelli, affermata imprenditrice, dirigente della Quercia ed ex assessore al turismo nella giunta Spedaliere e titolare di una nota agenzia di viaggi a Portici.  La Calandrelli, avrebbe fatto costruire una rampa d’accesso abusiva sulle “Tese” di Positano, un sentiero storico, per creare una seconda entrata nella sua villa acquisata di recente a Positano. L’ex assessore della giunta Spedaliere, si difende negando ogni addebito e condicendo che non ha ancora ricevuto nessuna notifica.


Michele Cinque