GHEDDAFI, ´IN ITALIA C´E´ UN MINISTRO FASCISTA E RAZZISTA´

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MILANO – “Oggi esigo le scuse ufficiali nei miei confronti, nei confronti della Lega e nei confronti delle persone la cui morte è stata strumentalizzata da parte di chi, nell’immediato e nei giorni successivi, ha diffuso notizie false, sapendo di mentire”. Lo afferma l’ex ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, commentando le dichiarazioni di Gheddafi sui fatti di Bengasi.

GHEDDAFI, IN ITALIA MINISTRO FASCISTA E RAZZISTA
Nel discorso pronunciato ieri a Sirte e trasmesso in diretta dalla tv di Stato, il leader libico Muammar Gheddafi ha puntato il dito contro “un ministro italiano fascista che ha usato un linguaggio razzista, da crociato, colonialista e retrogrado”, ministro che “il governo (italiano) detesta e ripudia” e che “é stato costretto a dimettersi”, nel quale è riconoscibile – sia pur mai nominato – l’esponente leghista Roberto Calderoli. “In Italia – si legge nel discorso di Gheddafi diffuso oggi dall’agenzia libica ufficiale Jana – c’é un ministro italiano fascista che ricorre ad un linguaggio razzista, da crociato, colonialista e retrogrado, che il Governo (italiano) detesta e ripudia. Un ministro che è stato obbligato a dimettersi”.

FASSINO, FRASI GHEDDAFI SCONCERTANTI SPERO OCCASIONALI
“Sono frasi sconcertanti, se queste parole saranno confermate, che non favoriscono certo le migliori relazioni tra Italia e Libia. Mi auguro che siano espressioni occasionali e che invece da parte del governo e delle autorità libiche ci sia una reale disponibilità a discutere in modo pacato e sereno con l’Italia di tutti i problemi di reciproco interesse”. Così Piero Fassino, intervistato dalla radio RTL 102.5 commenta le affermazioni del leader libico Gheddafi che ha minacciato l’Italia chiedendo risarcimenti per il periodo coloniale. “Credo che i problemi tra i due paesi – ha detto il segretario Ds – si possono affrontare e risolvere se c’é reciproco rispetto, discutendo e negoziando, cercando soluzioni ragionevoli. Non credo che con delle minacce si possa favorire la reciproca comprensione e la soluzione dei problemi”. Per Fassino, nonostante questi ultimi avvenimenti l’ episodio dell’esibizione della maglietta con le vignette su Maometto da parte dell’ex ministro Calderoli “non assume un aspetto diverso. L’atteggiamento di Calderoli era sbagliato – ha detto Fassino – perché ha dato argomenti e alibi ai fondamentalisti. Noi occidentali abbiamo bisogno di fare esattamente il contrario, di sviluppare una politica e atteggiamenti che nei paesi islamici aiutino i riformatori a prevalere sugli integralisti”.

FINI, PIU’ ARRINGA COMIZIALE CHE PRESA POSIZIONE
Le parole del Colonnello Muammar Gheddafi non devono impressionare più di tanto, perché è chiaro che si tratta più di un’ arringa comiziale ai suoi fedelissimi che di una responsabile presa di posizione in campo internazionale. E’ quanto afferma il vicepremier e ministro degli esteri Gianfranco Fini in una dichiarazione, diffusa oggi, sul discorso tenuto ieri dal leader libico Gheddafi.

Quanto ai rapporti italo-libici – prosegue il vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini – la posizione dell’ Italia rimane quella enunciata in Parlamento e chiaramente indicata nella Dichiarazione approvata dal Consiglio dei Ministri del 23 febbraio, nella quale veniva testualmente data priorità assoluta alla duplice esigenza di: “1) chiudere definitivamente il capitolo storico del passato coloniale, anche con misure altamente significative, oltre a quelle già eseguite o in corso di esecuzione, da concordare con la parte libica, che diano il segno dell’ amicizia tra i due popoli, rinnovando nel contempo l’ invito alle Autorità libiche a dare seguito completo agli impegni sottoscritti, in particolare ai fini della concessione senza discriminazioni dei visti ai profughi italiani; 2) continuare a ricercare con la parte libica una soluzione accettabile del contenzioso economico sui crediti che vantano le aziende italiane, rappresentando nel contempo la necessità che si ponga termine alle limitazioni tuttora vigenti sul piano normativo e pratico in Libia a danno delle aziende italiane”. Su questa strada il Governo intende proseguire, ma è di tutta evidenza – conclude Fini – che l’ impegno deve essere reciproco e che nessun aiuto viene in questa direzione dalle ultime parole del Colonnello Gheddafi.

MUSSOLINI,SENZA MIO NONNO ANCORA SUI CAMMELLI
“Se non era per mio nonno stavano ancora sui cammelli col turbante in testa! Sono loro che ci devono risarcire perché fu un colonialismo positivo, il fascismo esportò la democrazia e strade, case, scuole”. E’ dirompente la nipote del Duce Alessandra Mussolini nel criticare l’ultimo attacco di Gheddafi all’Italia e al passato coloniale. “Ci vuole un colpo di reni dell’Italia – afferma il leader di Alternativa Sociale – perché, prendendo spunto dalle parole del Papa, ci vuole reciprocità anche dal punto di vista economico”. Per Mussolini, è ora che l’Italia cerchi una sua indipendenza economica dalla Libia. “Non possiamo dipendere – attacca – dal loro petrolio che sta macchiando le nostre coscienze. Con questa dipendenza non possiamo difendere il nostro Stato, la nostra religione. Basta con queste genuflessioni continue”. E per dire basta alla sudditanza dalla Libia nel settore dell’energia, Mussolini indica una via: “E’ ora di pensare al nucleare”.


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                                                         Michele De Lucia

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