Erchie abbandonata a se stessa

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MAIORI = “Siamo completamente abbandonati”. Il grido di allarme viene da Erchie, il caratteristico borgo marinaro, frazione di Maiori. Che di inverno è abitato da uno sparuto drappello di famiglie mentre in estate si anima con i tanti turisti che scelgono la località proprio per le sue caratteristiche di zona tranquilla e amena. E, proprio nei lunghi mesi freddi, la vivibilità, così come denunciano i residenti, è al limite del degrado. Sporcizia e incuria la fanno da padrona e i rifiuti, gettati alla rinfusa nelle strade o nell’alveo del fiume che, nel 2004, straripò causando danni a strutture e tanta paura, sono l’abitudine. Una situazione per certi versi assurda e paradossale, in quanto la cittadina, che nel corso dell’alta stagione turistica si mette il vestito “buono” proprio per accogliere i vacanzieri, dall’autunno e fino in primavera ritorna ad essere la cenerentola della Costiera. E, questo, causa tante difficoltà ai “coraggiosi” che hanno scelto di vivere stabilmente nella frazione e che hanno investito anche soldi credendo nello sviluppo del borgo. I progetti per il futuro esistono, a partire dal piano spiaggia bloccato in Soprintendenza, fino ad arrivare ad altre operazioni di restyling programmate dall’Amministrazione guidata da Stefano Della Pietra. Ma, con ogni probabilità, gli abitanti gradirebbero, in primo luogo, che fossero risolti i problemi di ogni giorno.   “Noi abbiamo gli stessi diritti di chi vive  a Maiori – rimarcano i residenti  – paghiamo le tasse e non troviamo giusto che non ci vengano garantiti  gli stessi servizi”. Che, probabilmente, con un po’ più di attenzione potrebbero essere assicurati senza nemmeno tanti sforzi. “Non chiediamo la luna – evidenziano – ma solo che ci venga prestata maggiore attenzione. Chi viene ad Erchie in questo periodo dell’anno probabilmente pensa di essere arrivato in un paese senza alcuna regola”. Infatti, a quanto pare, anche la raccolta dei rifiuti solidi urbani non è assicurata più di una volta a settimana. E, su questo argomento, il Consiglio comunale, ha deciso di avviare un indagine per controllare se, effettivamente, il capitolato di appalto venga o meno rispettato. Ma le note dolenti non si fermano solo alla spazzatura.  “Il torrente  è ormai diventato una discarica a cielo aperto –  rilevano i residenti – e manca la manutenzione, nonostante le nostre innumerevoli segnalazioni, delle caditoie, dei tombini, degli idranti e dei vari raccoglitori di acqua piovana. Questo determina un allagamento, non appena le condizioni meteorologiche sono avverse, della strada  Provinciale, che  diventa un fiume in piena. E,  inoltre c’è una grossa perdita ad una condotta di acqua potabile all’inizio di Via Oliveto. Abbiamo segnalato il disservizio alla ditta manutentrice ma non abbiamo avuto ancora  nessuna risposta”.


 


Gaetano de Stefano