Arriva il ponte, ma si fà il muro

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Positano. Quel ponte tanto sospirato che doveva spezzare l’isolamento della perla Costiera arriva ma non và. Troppo lunga la campata necessaria per poter sostenere il peso degli autobus ed i tecnici dell’Anas trovano l’alternativa di un muro, per ripristinare almeno una carreggiata entro lunedì. Non si trova la roccia per poggiare il ponte bailey di 36 metri venuto da Campobasso e quindi emergono problemi di sicurezza e difficoltà tecniche per il montaggio che fanno preferire la scelta di ripristinare una carreggiata, rompendo finalmente l’isolamento di Positano che dura dal sei gennaio scorso. L’autosnodato con i moduli di acciaio era partito alle tre di notte, per poi arrivare verso le nove del mattino a Positano, ma ai primi scavi, per verificare la saldezza della sede stradale di appoggio, ci si è resi che sarebbe stato necessaria una campata della lunghezza di 43 metri, che riduceva la portata a circa 18 tonnellate, non sufficiente a garantire in sicurezza il transito degli autobus.


Nel primo pomeriggio di ieri si è tenuto un summit con la ditta Porcaro vertici dell’Anas,con  il capocompartimento ingegnere Nicola Marzi ed i funzionari Sebastiano Vancolle, Ferdinando Mele e la consulenza del professore universitario Marangoni.


“Abbiamo optato per la soluzione più rapida e sicura – ha detto il sindaco di Positano Domenico Marrone -. L’Anas  mi ha garantito che comunque riuscirà a risolvere il problema dell’isolamento entro lunedì sistemando una carreggiata. Il ponte da una parte è meglio che non si sia installato, intanto viste le difficoltà tecniche incontrate ci volevano giorni per sistemarlo, poi, quando a marzo si sarebbe dovuto smantellare questo avrebbe causato molti disagi ad una circolazione già più intensa a causa dell’inizio della stagione turistica. Ma anche i lavori per ripristinare la strada del resto sarebbero stati resi più complessi, erano previsti al di sotto del ponte, ma poi  è stata individuata la roccia per la platea già a due metri sulla prima carreggiata e non più in profondità come si pensava.”


L’autosnodato col ponte a moduli intanto è stato parcheggiato nei pressi della frana. Sul perché non si siano verificate altre soluzioni prima di trasportare la struttura del ponte sul posto dall’Anas non giungono risposte “per motivi di etica interna bisogna comunicare solo con gli uffici stampa.” Intanto gli operai della ditta Porcaro, di Benevento,  si sono messi al lavoro. L’appalto dei lavori, affidati in somma urgenza in quanto affidataria da due mesi anche della manutenzione della Statale Amalfitana, è stato quantificato per un importo base di 100.000 euro.


I lavori stanno procedendo già da lunedì con la ricostruzione del top del substrato roccioso per arrivare alla platea da dove si getteranno le fondamenta. Sono state inoltre eliminate le porzioni di carreggiata e muri di contenimento in precarie condizioni di stabilità posti al contorno del dissesto e svuotati quasi trecento metri cubi di materiale, molto rimasto a valle verso la costa e quindi da rimuovere. La  costruzione delle nuove opere di contenimento della strada saranno fondate sul substrato calcareo con delle opere di sottofondazione (micropali).


Sorgono intanto i quesiti sul perché di questa frana e delle condizioni di una Strada Statale che, ancora con l’impianto borbonico, è presa d’assalto in tutti i modi a cominciare dai pesanti autobus turistici e camion alle ville abusive a mare, tutti fattori che ne minano la stabilità. Sulla vicenda  è partita anche un’interrogazione parlamentare del senatore Tommaso Sodano, mentre dalla relazione dell’Autorità di Bacino Destra Sele emerge che “il dissesto verificatosi non dipende da problematiche connesse alla geomorfologia dei luoghi ma solo ed esclusivamente ad un cedimento strutturale del preesistente e fatiscente muro di contenimento in muratura della strada.” Che conferma la criticità di una strada che è necessario monitorare integralmente.


 

Michele Cinque