Parcheggio luna rossa

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AMALFI = Una penale, per ogni giorno di lavoro in più rispetto alla data prevista per il completamento del parcheggio. E una polizza fidejussoria di 250.000 euro utile a ripristinare lo “stato coante” del manufatto che ospita l’attuale garage qualora il progetto esecutivo della Sacaim non dovesse concretizzarsi. E’ la proposta dell’Amministrazione comunale, redatta dall’ufficio tecnico, e votata dal Consiglio, ad eccezione dei componenti della minoranza che si sono allontanati dall’aula, che sarà inviata ufficialmente ai proprietari del suolo dove dovrà sorgere il garage “Luna Rossa”. Un’area di sosta su tre livelli, proprio all’ingresso del paese, all’altezza dell’hotel Luna, con 204 posti auto, completamente scavata nella roccia, con un tunnel di uscita pedonale che sbuca alle spalle di piazza Municipio, bypassando la Statale. Il costo complessivo è di oltre cinque milioni di euro, e per la sua realizzazione sono stati previsti 730 giorni di lavoro dal momento dell’apertura del cantiere. A questo punto bisognerà attendere le contromosse della famiglia Barbaro, che comunque, almeno stando alle indiscrezioni, avrebbe già detto, anche se in via ufficiosa, di non voler accettare l’accordo. In quanto, sulla questione economica, fermo restando i trenta posti auto e i cinque per moto, a titolo definitivo, sui quali pare che non vi sia alcun dubbio, la causa del contendere è rappresentata dall’indennizzo richiesto, in caso in cui non fosse portato a termine il parking. I proprietari, infatti, in caso di mancato completamento dell’opera, oltre alle spese di ripristino del garage dell’hotel, hanno pure richiesto un indennizzo di 2,5 milioni di euro. Insomma sembra proprio che la domanda e l’offerta siano alquanto distanti. E, dunque, non è difficile ipotizzare che la vicenda possa anche trasferirsi nelle aule del tribunale. Perché il Comune, come anticipato dal sindaco Antonio De Luca, nel caso in cui non ottenesse nessuna risposta, entro  un numero di giorni stabiliti, procederà all’occupazione dei suoli. La storia del Luna Rossa si trascina orami da quasi sei anni. Nel 1999, infatti, l’amministrazione comunale guidata da Luigi Torre, elaborò il progetto preliminare. E solo nel 2003, dopo aver ottenuto i pareri degli enti interessati, si passo alla fase esecutiva. Fu indetta la gara di appalto,  che si aggiudicò  la ditta Sacaim di Venezia, la quale presentò un offerta al “ribasso” del 6,94 per cento rispetto al “prezzo” di partenza.


 


Gaetano de Stefano

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