Furore Inn il giorno dopo il sequestro

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Furore. E’ una giornata soleggiata qui a Furore, “il paese dipinto”, come lo ha soprannominato Raffaele Ferraioli, che è stato sindaco da un ventennio in questo piccolo Comune della Costiera Amalfitana, arrivato agli onori della cronaca nazionale per il Furore Inn, l’albergo a cinque stelle che doveva essere solo una struttura ricettivo-sportiva, con piscine pubbliche, che è stato sequestrato dopo il blitz della finanza di ieri. Ed ora è, invece, un’albergo in mano ai privati, la società mista pubblico-privata, la Futura SpA, che era a maggioranza privata è passata, in seguito ad aumenti di capitale, in mano privata e la gestione è stata data alla Italian Touch di  Maria Teresa Mansi, di Gianfranco e Marina Cioffi.


Il giorno dopo il blitz della Guardia di Finanza l’albergo è ancora aperto, lo è perché il sequestro non prevede la chiusura della struttura alberghiera, per la quale la Procura ha nominato un custode giudiziario, il dottor Coppola di Napoli, che affianca gli amministratori della Italian Touch.


Al Furore Inn si arriva, dalla Costiera Amalfitana, dal bivio di Agerola, si prosegue per sei-sette chilometri, attraverso una serie di tornanti, e poi si notano enormi insegne “Furore Inn Resort”. Una stradina, la Via dell’amore, porta all’albergo, non si notano turisti, anche se fino a qualche giorno fa c’erano persone in camera. Nello spazio che era la piazza della chiesa di S. Elia, dove giocavano i bambini, ed ora diventato parcheggio per l’albergo, si notano alcuni dipendenti che trasportano pacchi di bicchieri. Son più di una decina le auto parcheggiate, ma è il silenzio ad impressionare, salvo qualche motorino passeggero, non si sente alcun rumore, sembra essere fuori dal mondo. Intorno spuntano, come d’incanto, case e bad e breakfast, che si alternano ai “muri d’autore” che han fatto entrare Furore nel novero delle “Città dipinte”.


Si scende all’interno della struttura, prendendo l’ascensore, che segna, in corrispondenza del parcheggio, il quarto piano, per arrivare alla hall a piano terra. Ma la struttura si estende anche oltre, ci sono enormi terrazzamenti che vanno verso il mare, al di sotto altri spazi, all’interno una palestra ed  un centro termale all’avanguardia. Un albergo che punta alla qualità con 25 camere di lusso e un albergo che aspirava alla stella Michelin come “La Volpe Pescatrice”.


Chiediamo alla portineria se è possibile prenotare una camera. “Si, certo che si può prenotare.” Ma l’albergo non è sotto sequestro? Avete letto i giornali oggi? Un certo imbarazzo e il portiere risponde. “I giornali dicono un sacco di cose, noi non parliamo di queste cose.” Facce indifferenti, come se la cosa non li riguardasse. Nel “paese dipinto” succede questo è altro, dopo più di due anni dallo scoppio dello scandalo c’è anzi una certa sorpresa da parte degli indagati “Perché sequestrare oggi? – dice Aniello Lanzara, ex presidente della Futura SpA ci cui e socio di maggioranza -, non vi sono novità rispetto a due anni fa.” Nessuna novità se non che gli indagati sono arrivati a quaranta, sarebbero coinvolti tutti i livelli istituzionali, dal Comune alla Soprintendenza fino ad organi regionali di controllo, una congerie tali di interessi, se l’ipotesi accusatoria fosse confermata, che farebbe del Furore Inn uno dei più gravi scandali avvenuti negli ultimi anni in Campania.


Michele Cinque