Puolo – seconda puntata: un borgo dove è vietato ammalarsi

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Continuiamo la storia di una delle vicende più inquietanti e assurde della Campania, se non d’Italia. Del borgo ostaggio, legittimamente, s’intende, dei privati. A Puolo la strada c’è però è in mano ai privati, d’estate si paga,  d’inverno è chiusa. Chi scende va al parcheggio e paga 6,50 euro per l’auto nei giorni feriali e 7,00 euro nei giorni festivi, per i residenti si paga 5,00 euro, 5,50 nei festivi, le moto, invece, pagano 3,50, nei feriali, 4,00,nei festivi.


Tutto in regola sia chiaro, almeno sembra, in effetti se i Comuni di Sorrento e Massa Lubrense pensano a fare i campi di golf o le funivie invece di pensare a un semplice intervento per interesse pubblico per liberare una trentina di famiglie, in maggioranza pescatori od operai, che non sono assolutamente in grado di ribellarsi, e non ne hanno neanche gli strumenti visto che la strada è lecitamente dei privati, la Cala di Puolo S.r.l., questa è una scelta di queste amministrazioni, ma chissà cosa penserebbero se vivessero qui con le loro famiglie. Qui d’inverno qui è dura. Paradossalmente è meglio quando la strada, che accede al parcheggio, è a pagamento, perché è aperta. Almeno quando è aperta qui può arrivare l’ambulanza in tempi umani.


“Qui l’ambulanza dovrebbe arrivare in venti minuti normalmente – dice un anziano pescatore -, ma d’inverno i proprietari chiudono la strada d’accesso, l’altra è troppo stretta, e l’ambulanza a volte arriva dopo un’ora. O deve scendere nella strettoia o si deve portare il malato sulla strada. D’inverno qui siamo completamente abbandonati a noi stessi.”


Un’ora per un’ambulanza con un’ospedale a pochi chilometri, con una strada che potrebbe farla arrivare subito o comunque che agevolerebbe i soccorsi. Questo significa che in caso di un infortunio grave dove i tempi di soccorso devono essere brevi e immediati il rischio di perdere addirittura la vita è concreto


La strada non è chiusa per dispetto dai privati, semplicemente essendo una loro proprietà privata ne possono fare quello che vogliono, quello che viene chiuso è lo spazio dell’ex cava, utilizzato come parcheggio, che d’inverno diventa un cantiere-deposito di imbarcazioni, oltre a permanere come parcheggio. Esiste un’altra strada, che viene da Sorrento, ma è impraticabile per veicoli di grande stazza, al massimo qualche auto e non hanno neanche posto per parcheggiare. Lo stesso allargamento è utopistico a meno che non si pensi di abbattere qualche casa. Dunque il problema ricade sulle amministrazioni pubbliche che dovrebbero intervenire. Molto più economico e utile e immediato attivare un procedimento di pubblica utilità che non danneggi i privati. Ma sembra che nessuno si interessi, salvo nel periodo delle elezioni o con i progetti di porti turistici, che stravolgerebbero questo borgo (ma a proposito, come si può concepire un porto turistico senza strada pubblica di accesso? Ah questi politici quante ne combinano pur di spendere i soldi pubblici! Ma questa sarà ancora oggetto di un’altra nostra puntata)


Ma possibile che questa strada venga lasciata così senza che nessuno ne chieda la liberazione? E invece c’è qualcosa di strano che siamo riusciti a rintracciare. Magia delle magie, una delibera del Consiglio Comunale di Massa Lubrense di qualche anno fa. Ma allora c’è qualcuno sensibile a Massa? Mah.. ve lo faremo sul prossimo numero. Ma al di là delle manifestazioni di interesse, delle petizioni, delle dichiarazioni dei politici, nessuna amministrazione ha fatto concretamente nessun atto giuridico atto a poter liberare effettivamente questa strada. E la colpa non è dei privati, che fanno, e giustamente, il loro interesse. Ma di chi amministra la cosa pubblica nell’interesse di tutti. Continueremo a parlare di questa vicenda finchè ci verrà consentito, su Agora vi è la mail e l’indirizzo e chiunque può dire la sua sulla vicenda Puolo, fornendo atti, documenti e quant’altro, anche critiche. Siamo convinti che i giornalisti dovrebbero dare voce a chi non ha voce e crediamo che questo sia uno di questi casi.


 


Michele Cinque