Finanziaria, protesta dell’Udc

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Fondi ridotti di 140 milioni, i centristi minacciano la crisi di governo. Volonté: “Pronti a votare no anche se fosse posta la questione di fiducia in Parlamento”


E’ scontro tra Udc e alleati sulla Finanziaria: nel mirino dei centristi stavolta sono i fondi per il sostegno delle famiglie, tagliati in una misura che il partito di Casini ritiene inaccettabile. La “fronda” minaccia la tenuta del governo.
A provocare l’ira dei centristi sono le manovre intorno al fondo che la Finanziaria ha previsto per la famiglia, ridotto da 1,140 miliardi a un miliardo. Un taglio che provoca l’ultimatum dei centristi: “Solo pensare che il miliardo di euro per le famiglie possa essere spezzettato in tanti rivoli per altri scopi, mi atterrisce. Chiunque pensi a questa disastrosa soluzione vuole la crisi di governo e della maggioranza. I nostri voti non ci sarebbero nemmeno con la fiducia” dice il capogruppo centrista alla Camera, Luca Volontè.
Una convinzione di cui i centristi hanno informato il ministro dell’Economia. “Ho parlato con Tremonti e gli ho fatto presente che, se fossero vere quelle voci che danno per dirottati altrove i soldi per le famiglie, non esisterebbe più questa maggioranza ed il governo salterebbe” dice il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi. “L’Udc – insiste Giovanardi – fa dei fondi alla famiglia una questione dirimente. E questa è la posizione dell’intero partito”.
Un ultimatum che neanche il ricorso alla fiducia potrebbe rendere vano. “I nostri voti non ci sarebbero nemmeno in quel caso – spiega Volontè – davanti alla crisi della natalità è irresponsabile anche solo immaginare di toccare quei fondi fortemente voluti da noi. Senza i soldi per la famiglia, i voti dell’Udc non ci saranno. Questo è un confine invalicabile”.
Ma dal ministro Gianni Alemanno arrivano segnali che mirano a sopire le polemiche: “Il miliardo per la famiglia c’è ed è blindato. Quello dei centristi è un falso allarme: adesso tutto è rientrato”.


 


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