Napoli «horror» distrutto dal ciclone Denis: 3-0 per l´Atalanta, ora è allarme

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Stavolta la croce può essere gettata addosso a Benitez. Un Napoli inguardabile, privo di Hamsik, Jorginho e Higuain in avvio, è sceso in campo (?) a Bergamo contro un’avvelenata Atalanta e le ha prese di santa ragione. Amnesie difensive e testa tra le nuvole consentono agli uomini di Colantuono di umiliare gli azzurri, che potevano approfittare della battuta d’arresto della Fiorentina a Cagliari e cercare di mettere pressione alla Roma. Il ciclone dell’ex Denis si abbatte su una squadra partenopea totalmente allo sbando, stanca e sfilacciata, troppo brutta per essere vera.Un 3-0 perentorio, che non lascia scampo, che brucia da morire soprattutto dopo i recenti attriti con gli orobici. Vero è che lo stadio atalantino è da sempre terra di sofferenza per i colori azzurri, vero è che anche con Mazzarri il Napoli nei mesi invernali è calato fisicamente e mentalmente. Ma è una sconfitta davvero preoccupante per una squadra che vorrebbe lottare stabilmente per i piani alti.I ritmi altissimi dell’Atalanta si avvertono già in avvio, sotto una pioggia incessante. Dopo le tensioni di Coppa Italia, i nerazzurri scendono in campo inviperiti, col sangue agli occhi, pronti a scatenare tempeste in area azzurra. La difesa del Napoli, diretta di nuovo da Reina e aiutata da un centrocampo basso, fa da “pompiere” per tutto il primo tempo. I problemi sono soprattutto in attacco, dove Pandev e Duvan non pungono – ma non era il caso di prendere qualcuno in attacco a gennaio? – e dove i furetti Mertens e Callejon appaiono troppo isolati. Dalla curva atalantina c’è il “diluvio” di petardi, si fa male un operatore. Sgocciola così un primo tempo da sbadigli, con il Napoli che dà l’impressione di non essere mai sceso in campo.Segnali positivi nella ripresa? Macché: pronti-via e l’ex Denis approfitta di una dormita colossale – specialmente di Dzemaili – e piega le mani – incredibilmente di burro – a Reina. Napoli in ginocchio, ancora senza idee, stimoli, lo straccio di velocità, un briciolo di equilibrio. Bonaventura continua a seminare il panico, non c’è uno straccio di reazione. Entra finalmente Higuain per Duvan: serve una scossa, e infatti dopo pochi secondi Mertens si divora il pari. E’, però, un fuoco di paglia: Denis fa 2-0, azione quasi in fotocopia della precedente, solo che stavolta a sbagliare è un altro svizzero: Inler.Ed esulta, Denis, cha al Napoli ha segnato spesso dopo il suo addio. E viene da chiedersi se, vedendo negli anni i vari Lucarelli, Dumitru, Calaiò e adesso Duvan, sia stato un po’ troppo frettoloso farlo andare via.Nemmeno il tempo di rifletterci, che un altro argentino, Maxi Moralez, ne approfitta sigillando il 3-0, ancora in contropiede. Il Napoli cola a picco, come mai in questo campionato. Manca un rigore su Mertens sul 2-0, è vero, ma è un alibi troppo flebile per questo Napoli molle, con la testa altrove. Forse all’Olimpico di Roma, dove è stato rinviato per maltempo il match col Parma. E dove servirà tutt’altra prova, altrimenti saranno ossa ancora più rotte.RILEGGI LA DIRETTA
DI MARCO PERILLO IL MATTINO SPORT.IT

Stavolta la croce può essere gettata addosso a Benitez. Un Napoli inguardabile, privo di Hamsik, Jorginho e Higuain in avvio, è sceso in campo (?) a Bergamo contro un’avvelenata Atalanta e le ha prese di santa ragione.

Amnesie difensive e testa tra le nuvole consentono agli uomini di Colantuono di umiliare gli azzurri, che potevano approfittare della battuta d’arresto della Fiorentina a Cagliari e cercare di mettere pressione alla Roma. Il ciclone dell’ex Denis si abbatte su una squadra partenopea totalmente allo sbando, stanca e sfilacciata, troppo brutta per essere vera.

Un 3-0 perentorio, che non lascia scampo, che brucia da morire soprattutto dopo i recenti attriti con gli orobici. Vero è che lo stadio atalantino è da sempre terra di sofferenza per i colori azzurri, vero è che anche con Mazzarri il Napoli nei mesi invernali è calato fisicamente e mentalmente. Ma è una sconfitta davvero preoccupante per una squadra che vorrebbe lottare stabilmente per i piani alti.

I ritmi altissimi dell’Atalanta si avvertono già in avvio, sotto una pioggia incessante. Dopo le tensioni di Coppa Italia, i nerazzurri scendono in campo inviperiti, col sangue agli occhi, pronti a scatenare tempeste in area azzurra. La difesa del Napoli, diretta di nuovo da Reina e aiutata da un centrocampo basso, fa da “pompiere” per tutto il primo tempo. I problemi sono soprattutto in attacco, dove Pandev e Duvan non pungono – ma non era il caso di prendere qualcuno in attacco a gennaio? – e dove i furetti Mertens e Callejon appaiono troppo isolati. Dalla curva atalantina c’è il “diluvio” di petardi, si fa male un operatore. Sgocciola così un primo tempo da sbadigli, con il Napoli che dà l’impressione di non essere mai sceso in campo.

Segnali positivi nella ripresa? Macché: pronti-via e l’ex Denis approfitta di una dormita colossale – specialmente di Dzemaili – e piega le mani – incredibilmente di burro – a Reina. Napoli in ginocchio, ancora senza idee, stimoli, lo straccio di velocità, un briciolo di equilibrio. Bonaventura continua a seminare il panico, non c’è uno straccio di reazione. Entra finalmente Higuain per Duvan: serve una scossa, e infatti dopo pochi secondi Mertens si divora il pari. E’, però, un fuoco di paglia: Denis fa 2-0, azione quasi in fotocopia della precedente, solo che stavolta a sbagliare è un altro svizzero: Inler.

Ed esulta, Denis, cha al Napoli ha segnato spesso dopo il suo addio. E viene da chiedersi se, vedendo negli anni i vari Lucarelli, Dumitru, Calaiò e adesso Duvan, sia stato un po’ troppo frettoloso farlo andare via.

Nemmeno il tempo di rifletterci, che un altro argentino, Maxi Moralez, ne approfitta sigillando il 3-0, ancora in contropiede. Il Napoli cola a picco, come mai in questo campionato. Manca un rigore su Mertens sul 2-0, è vero, ma è un alibi troppo flebile per questo Napoli molle, con la testa altrove. Forse all’Olimpico di Roma, dove è stato rinviato per maltempo il match col Parma. E dove servirà tutt’altra prova, altrimenti saranno ossa ancora più rotte.

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DI MARCO PERILLO IL MATTINO SPORT.IT