LA SALERNITANA SI SCUOTE. MENDICINO GUIDA L´ATTACCO

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Comincia bene il nuovo corso tecnico targato Gregucci. La Salernitana batte un giovane Barletta segnando per la prima volta nella stagione tre gol in una sola volta e tenendo la sua porta inviolata dopo quasi due mesi. Tra i pali c’è Gori, in difesa Scalise e Bianchi debuttano dal primo minuto. Perpetuini viene preferito a Pestrin in cabina di regia, mentre sulla linea dei trequartisti che dà sostegno ad un generoso Mendicino c’è Gustavo sulla sinistra. Il brasiliano svolge bene le mansioni tattiche affidategli da Gregucci e dalla sua zona di competenza partono diverse azioni interessanti. A destra Foggia è più ispirato e tonico e le sovrapposizioni puntuali di Scalise sono uno sfogo importante su quella corsia. Tuttavia, la Salernitana non riesce subito a colpire e bisogna attendere la mezzora per la prima vera conclusione in porta. Mancini, che pare gradire molto il ruolo di trequartista, impegna Liverani con un rasoterra affilato su cui l’estremo pugliese si rifugia in corner. Il gol è maturo ewd arriva poco dopo. Mancini e Gustavo parlano la stessa lingua e si vede. Il brasiliano di San Paolo chiede il “dai e vai” al ragazzo di Ostia che sogna il Brasile. Il paulista si inserisce in area con i tempi giusti ed approfitta dell’errata chiusura di Cane per presentarsi al cospetto di Liverani. Il tiro di sinistro è una rasoiata imprendibile che gonfia la rete e scuote l’Arechi. Il vantaggio sblocca definitivamente la Salernitana che si scrolla di dosso le paure ed azzanna la partita. Ad inizio ripresa i granata chiudono i conti. Foggia colleziona il sesto legno stagionale con un sinistro dai 25 metri che avrebbe meritato miglior sorte ma che diventa un assist per Mancini che con calma e freddezza aspetta il momento giusto per segnare un gol che dedicherà al suo primogenito in arrivo. Poco dopo è il turno di Mendicino che raccoglie i frutti di un lavoro impagabile sul piano dinamico e viene mandato in porta da un invito delizioso di Foggia. L’ex Crotone regala alla platea un ricamo che si deposita dolcemente in porta e va a festeggiare sotto la curva, rimasta ancora priva degli ultras. Il Barletta si scioglie ma ha un’occasione per segnare la rete della bandiera quando l’arbitro fischia un rigore dalla genesi rimasta misteriosa. La Mantia dal dischetto si fa stregare da Gori che chiude la porta e bagna nel modo migliore il suo esordio in granata. Tre punti importanti per la Salernitana che si rimette in corsa ma che sa che a L’Aquila l’attende un vero e proprio spareggio.
NICOLA ROBERTO TVOGGISALERNOSPORT

Comincia bene il nuovo corso tecnico targato Gregucci. La Salernitana batte un giovane Barletta segnando per la prima volta nella stagione tre gol in una sola volta e tenendo la sua porta inviolata dopo quasi due mesi. Tra i pali c’è Gori, in difesa Scalise e Bianchi debuttano dal primo minuto. Perpetuini viene preferito a Pestrin in cabina di regia, mentre sulla linea dei trequartisti che dà sostegno ad un generoso Mendicino c’è Gustavo sulla sinistra. Il brasiliano svolge bene le mansioni tattiche affidategli da Gregucci e dalla sua zona di competenza partono diverse azioni interessanti. A destra Foggia è più ispirato e tonico e le sovrapposizioni puntuali di Scalise sono uno sfogo importante su quella corsia. Tuttavia, la Salernitana non riesce subito a colpire e bisogna attendere la mezzora per la prima vera conclusione in porta. Mancini, che pare gradire molto il ruolo di trequartista, impegna Liverani con un rasoterra affilato su cui l’estremo pugliese si rifugia in corner. Il gol è maturo ewd arriva poco dopo. Mancini e Gustavo parlano la stessa lingua e si vede. Il brasiliano di San Paolo chiede il “dai e vai” al ragazzo di Ostia che sogna il Brasile. Il paulista si inserisce in area con i tempi giusti ed approfitta dell’errata chiusura di Cane per presentarsi al cospetto di Liverani. Il tiro di sinistro è una rasoiata imprendibile che gonfia la rete e scuote l’Arechi. Il vantaggio sblocca definitivamente la Salernitana che si scrolla di dosso le paure ed azzanna la partita. Ad inizio ripresa i granata chiudono i conti. Foggia colleziona il sesto legno stagionale con un sinistro dai 25 metri che avrebbe meritato miglior sorte ma che diventa un assist per Mancini che con calma e freddezza aspetta il momento giusto per segnare un gol che dedicherà al suo primogenito in arrivo. Poco dopo è il turno di Mendicino che raccoglie i frutti di un lavoro impagabile sul piano dinamico e viene mandato in porta da un invito delizioso di Foggia. L’ex Crotone regala alla platea un ricamo che si deposita dolcemente in porta e va a festeggiare sotto la curva, rimasta ancora priva degli ultras. Il Barletta si scioglie ma ha un’occasione per segnare la rete della bandiera quando l’arbitro fischia un rigore dalla genesi rimasta misteriosa. La Mantia dal dischetto si fa stregare da Gori che chiude la porta e bagna nel modo migliore il suo esordio in granata. Tre punti importanti per la Salernitana che si rimette in corsa ma che sa che a L’Aquila l’attende un vero e proprio spareggio.

NICOLA ROBERTO TVOGGISALERNOSPORT