Napoli. Blitz nei panifici illegali, chiusure e sequestri

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Napoli. Pane e farine conservati in locali fatiscenti, dipendenti al lavoro senza formazione, ma anche assenza delle misure per prevenire la contaminazione. È quanto emerso nell’ambito dei controlli svolti in diversi panifici del capoluogo campano dai carabinieri di Napoli insieme ai colleghi del Nas e che hanno portato a sanzioni amministrative per un totale di 16.100 euro nei confronti di sei titolari. L’operazione si colloca nel più ampio quadro di servizi predisposti dalle forze dell’ordine per controllare, nell’area cittadina e nella provincia, l’intera filiera del pane, dalla produzione e deposito al successivo trasporto e vendita al dettaglio. In un panificio situato in via Guantai ad Orsolona, ispezionato dai carabinieri della compagnia Vomero insieme al Nas, è scattata la chiusura amministrativa del laboratorio di produzione dopo l’accertamento della mancanza dell’attestato di formazione professionale dei dipendenti, oltre che di diverse carenze igienico-sanitarie, come la presenza di insetti e parassiti all’interno dei locali dove venivano preparati gli alimenti; problemi sotto il profilo igienico-sanitario sono stati riscontrati anche in un altro panificio, in via Raffaele Marfella, dove i militari hanno riscontrato anche l’assenza del manuale di autocontrollo, oltre a constatare che anche in questo caso i dipendenti non erano in possesso degli attestati obbligatori; profilassi non sufficiente e pulizia inadeguata anche in via dell’Abbondanza, ennesimo panificio dove i carabinieri hanno rilevato l’assenza del manuale HACCP (Analisi del pericolo e controllo dei punti critici), il sistema per prevenire i pericoli di contaminazione alimentare; il mancato rispetto delle regole per la tracciabilità degli alimenti ha fatto scattare il sequestro per circa 1.200 chilogrammi di farina in un panificio di piazza Marianella. Nell’ambito della stessa operazione, i carabinieri della Compagnia Stella, sempre supportati dal Nas, hanno riscontrato irregolarità in un panificio di via Vecchia Roma ed in uno di via del Cassano. Nel primo caso i militari hanno scoperto che il pane, in lievitazione o appena cotto, era conservato sotto intonaci screpolati o cadenti, mentre macchie di umidità erano presenti nel deposito delle farine e che il sistema anti intrusione degli insetti non era funzionante. Nel secondo caso, invece, le tracce di sporco hanno reso subito chiaro che in quei locali non venivano effettuati interventi di pulizia ordinaria né straordinaria e, durante dell’ispezione, i carabinieri hanno scoperto che i servizi igienici erano stati adibiti a deposito di materiali per la panificazione. Nel corso dei controlli sono stati prelevati campioni di sale, lievito e farina, inviati all’Arpac. In particolare, la farina utilizzata nei panifici ispezionati sarà analizzata per determinare il grado di umidità, per verificare eventuali truffe sul peso, la presenza di ceneri, per scoprire carenze durante la produzione ed eventuale radioattività; quest’ultimo tipo di analisi è volto ad individuare eventuali partite di materiale proveniente dalle aree colpite dall’incidente di Chernobyl e finito illecitamente sui mercati europei come materiale a basso costo. (Nico Falco – Il Mattino)   

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