MURA E TORRI DI SANT´ELIA FIUMERAPIDO

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Nel X secolo, fu imposto il nome di Sant’Elia alla nuova cittadina costruita da Mansone e che già dal 1057 si ha notizia che fosse ben difesa da poderose mura di cinta e da torri (1). A seguito delle devastazioni saracene la città cambiò volto e si edificarono possenti mura contornate da torri poste a guardia e a difesa della città. Come potrete notare dalla ricostruzione topografica fatta da Gino Alonzi si possono osservare le stesse cinta muraria, le torri, e gli edifici più significativi. Il Palazzo Badiale, detto ancora oggi “la Corte”, era nell’attuale piazza Cocorocchia. Mentre le chiese di San Biagio, dal 1800 è la sede del Palazzo Municipale e di cui vi restano, esattamente al piano terra, un magnifico affresco parietale tenuto sotto vetro e riferibile al 1300 (foto al lato) e fregi ed affreschi seicenteschi ancora ben visibili nel soffitto di uno degli uffici in cui doveva trovarsi l’altare maggiore, essendo l’ingresso rivolto ad est dove oggi c’è la sede dei Vigili Urbani (2), quindi di Santa Maria la Nova, e San Pietro, edificate nel XIII secolo (3). Per accedere nel paese, nelle mura si aprivano tre portali. La prima, sicuramente la più imponente, detta Porta di Napoli o di San Biagio era rivolta a sud e precisamente fra l’ attuale caseggiato a lato del Palazzo Picano ed il Municipio, nell’ attuale Piazza Risi, di circa m. 7 di altezza e oltre m. 4 di larghezza. La seconda certamente più piccola, e posta a nord del paese, all’ ingresso dell’ attuale via Santilli, rivolta verso la chiesa di San Cataldo ed essa stessa chiamata Porta d’ Abruzzo o di San Cataldo come la citava già marco Lanni (4), della quale oggi resta ben riconoscibile, incassato in un muro di una casa, un suo stipite con capitello e le cui misure dovevano essere di m. 3,80 di altezza e di circa m. 4 di larghezza. La terza, ancora più piccola e probabilmente aperta successivamente alle altre, nel XIII secolo, rivolta a nord-ovest, verso il fiume e da cui si accedeva proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria la Nova, è ancora oggi detta “La Portella” ed ancora esistente, alta m. 2,60 e larga m. 1,30. La Porta di San Cataldo fu fatta demolire nel 1866 mentre quella di Napoli, o “La Porta”, nel 1907, entrambe abbattute per dare aria e luce al centro abitato, umido e malsano. Della seicentesca Porta di Napoli sono state, recentemente, ricomposte ed adagiate su un prato, nella Villa Comunale, le pietre che la componevano, a ricostruzione della stessa ma la pietra scolpita che ne fungeva da chiave di volta è dal 1975 incassata e conservata in un muro delle scale del Palazzo Municipale. Poste a guardia del paese, lungo le mura medioevali, si ergevano, una decina di torri come si può ben notare dalla foto in alto: cinque erano poste lungo l’odierna via delle Torri, di cui ben tre sono ancora ben riconoscibili. Una era all’ angolo di via Giuseppe Picano e del sito detto “La Fontana; altre quattro erano lungo il lato che si affaccia verso il Fiume Rapido fra via Le Ripe e Piazza Cocorocchia.

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