Piano di Sorrento. Personale, atto votato per blindare la giunta. Daniele Acampora: «Stallo di 6 mesi, bisognava agire»

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Piano di Sorrento. «Erano passati sei mesi, la delibera aveva un peso politico e andava firmata. Ed è regolare, non ci sono ombre». Daniele Acampora commenta così la querelle che tiene banco a Piano di Sorrento e che ha portato alla spaccatura tra il sindaco Giovanni Ruggiero e l’ormai ex alleato Vincenzo Iaccarino, che si è opposto fino alla fine al provvedimento ricevendo il benservito dalla giunta. Oggetto del contendere la delibera sulla riforma del personale proposta dal vicesindaco Salvatore Cappiello. Passo dopo passo, incontro dopo incontro, l’approvazione è arrivata. Anche se condita dalle polemiche perché Iaccarino ha detto di non essere stato convocato e che quindi l’atto sarebbe illegittimo. L’assessore al bilancio, Acampora, era stato individuato tra i dissidenti all’interno della giunta. Lui, con la quota rosa Rosa Russo e proprio Vincenzo Iaccarino, avevano spinto Ruggiero ad un’analisi approfondita del provvedimento di riassetto del personale. Tutto era in stand-by. Fino alla fumata bianca. «Io non mi sono mai dichiarato contrario all’atto, tutt’altro – puntualizza Acampora – Ho spinto affinché fosse un atto condiviso da tutti, perché il tempo lo aveva reso un problema politico». Dopo il via libera della settimana scorsa, c’è stata la frattura insanabile tra il primo cittadino e Iaccarino. «Umanamente mi è dispiaciuto un sacco per l’ex assessore con il quale ho sempre avuto un ottimo rapporto». La resa dei conti è arrivata dopo sei mesi dalla prima proposta, complice il rimpasto che ha visto entrare ingiunta con la carica di vicesindaco al personale Salvatore Cappiello e uscire dall’esecutivo Pasquale D’Aniello, assessore relegato al ruolo di consigliere. Un iter lungo, ricco di insidie. E su cui Cappiello si è attivato per giungere ad una svolta sulla pianta organica dei dipendenti del Comune. Sulla vicenda, l’assessore evidenzia quella che è sempre stata la sua posizione nell’organo di governo rispondendo, fra le righe, alle accuse di Vincenzo Iaccarino. «Io non ho mai cambiato modo di pensare. Volevo che fosse una delibera condivisa da tutti, perché consideravo importante questo anno per compiere passi in avanti per tutta la maggioranza. Dispiace che non è stato così». Dal suo canto, Iaccarino non si è tuttora capacitato di come si sia ritrovato all’improvviso solo a opporsi sul provvedimento. Senza dimenticare la questione della riunione di giunta in cui c’è stato l’ok al riassetto del personale. Una riunione che l’ex assessore dell’ente locale di piazza Cota contesta. In soldoni: «Non sono mai stato convocato». «Nessun venerdì 17 (il giorno dell’approvazione dell’atto, ndr) – se la ride Acampora – Il percorso del provvedimento era arrivato a termine. Lo scenario che era aperto poteva essere di tre tipi: ritiro della delibera, firma da parte di tutti gli assessori, dimissioni del sindaco e poi chissà. L’atto andava firmato e ho firmato. E’ importante muovere le acque in questa fase, la politica per il paese deve ripartire. Sarà l’anno più importante per la città, perché poi si entrerà nella stagione pre-elettorale e tutto potrebbe cambiare». (José Astarita – Metropolis)