CONCORDIA , SCHETTINO NON VOLEVA SALIRE SUL GOMMONE DEI VIGILI DEL FUOCO

0

Vigili attenti.. Il comandante Schettino di Meta di Sorrento non voleva risalire sul Costa Concordia con il gommone dei vigili del fuoco, è questa un’altra notizia sparata in questo stillicidio quotidiano “Quando salimmo a bordo della Concordia non sapevamo se potesse rimanere stabile, era un mondo rovesciato, intorno all’una di notte c’erano ancora 700 persone da evacuare. Ci affidammo a S.Barbara che non ha tradito le aspettative”: così Ennio Aquilino, comandante dei vigili del fuoco di Grosseto in aula al processo per il naufragio. “Ci muovevano all’interno con un filo d’Arianna, un cordino di nylon per non smarrirsi”. Aquilino ha anche detto di “non aver incontrato alcun ufficiale”. Dopo essere sbarcato sullo scoglio del Giglio, a Francesco Schettino fu offerta per due volte una barca per andare sottobordo alla Concordia, ma lui non accettò perché ”rispose che doveva rimanere a controllare la sua nave”. Lo ha raccontato un nuovo testimone dell’udienza del processo di Grosseto, il comandante dei vigili urbani del Giglio Carlo Galli che la sera del naufragio coordinò la protezione civile sull’isola. ”Raggiunsi lo scoglio dov’era Schettino con altri naufraghi, un centinaio – ha detto Galli rispondendo al pm Alessandro Leopizzi – Gli dissi che l’avrei portato al porto del Giglio per imbarcarsi su un gommone con cui andare sottobordo alla Concordia ed eventualmente potervi risalire. Ma mi disse no, mi rispose che doveva rimanere a controllare la sua nave”. “Quando gli ho ripetuto l’invito – ha proseguito Galli -, che sarei stato in grado di portarlo sotto la nave, un secondo ufficiale della Concordia, che era lì con lui, commentò che era una buona idea provare a tornare a bordo. Ancora Schettino ribadì di no, che lui doveva restare lì. Intanto davanti a noi un elicottero della guardia costiera stava evacuando col verricello delle persone, segno che c’era altra gente a bordo”. Lo scoglio è quello della Gabbianara, prospiciente la nave ormai rovesciata. ”Schettino era asciutto, non gli altri con lui – ha anche ricordato Galli – Mi ricordo che aveva due cellulari, forse uno scarico, allora chiese il mio, ma non glielo prestai, mi serviva per coordinare i soccorsi. Portammo via i passeggeri, con lui rimasero in uno, due ufficiali” della nave. “Non so con chi parlasse Schettino al telefono, e non ho visto se avesse oggetti con sé”, ha anche detto Galli rispondendo alle parti civili. I difensori di Schettino hanno insistito affinché Galli spiegasse se il comandante avesse chiesto di far arrivare direttamente davanti allo scoglio una barca, ma il comandante dei vigili ha risposto negativamente Gigione Maresca