Giornata della Memoria, Napolitano su minacce a ebrei: "Miserabile provocazione"

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Giornata della Memoria, Napolitano su minacce a ebrei: “Miserabile provocazione”

Il monito del capo dello Stato nel giorno in cui il mondo ricorda l’Olocausto: “Intervenire contro ogni forma di odio razziale”. Lo sterminio nei lager nazisti: al Quirinale cerimonia per le vittime della Shoah. Papa Francesco parla di “vergogna per l’umanità”. E il premier Letta: “Vigilare su negazionismo”

 

 

27 gennaio 2014

ROMA – Nel giorno in cui il mondo ricorda l’Olocausto e l’Italia commemora le vittime della Shoah, dal Colle si leva una durissima presa di posizione: “Gli insulti e le minacce contro la sinagoga di Roma e altri luoghi della comunità ebraica sono una miserabile provocazione, un insulto assimilabile solo alla stessa ripugnante materia usata in quei pacchi”. Di fatto, una ‘porcata’: a essere recapitate infatti sono state teste di maiale mozzate. Le parole arrivano dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia istituzionale organizzata al Quirinale per la ‘Giornata della Memoria’.

Il presidente della Repubblica ha poi auspicato che gli autori del gesto possano essere presto individuati, sottolineando che costoro “non hanno nulla a che vedere con la Roma e i romani che per sentimento umano e civile, consapevolezza democratica, educazione e cultura, sono fraternamente accanto agli uomini e donne di origine e religione ebraica, stringendosi ad essi in una abbraccio di solidarietà e in un impegno di lotta rigorosa contro ogni forma di antisemitismo. Ma ancora: “Partecipo quest’anno per l’ottava volta alla celebrazione di una ricorrenza e di un incontro che mi hanno coinvolto come poche altre iniziative in Quirinale, anche emotivamente e in profondità. I diritti umani sono le basi fondamentali della nostra democrazia che non può ignorare i rischi  cui possono essere esposti gli innocenti”.

Nella Giornata della Memoria a intervenire è anche Papa Francesco: “Mai più l’orrore della Shoah, vergogna per l’umanità”. Bergoglio scrive e affida tali parole ad una lettera indirizzata al suo amico rabbino di Buenos Aires, Abraham Skorka, resa nota ieri dagli organizzatori del Concerto ‘I violini della speranza’, in programma al Parco della Musica.

Su Twitter il premier Enrico Letta ha voluto postare un messaggio mirato.

E nella dichiarazione che compare sulla home page del sito del governo, il presidente del Consiglio sottolinea ancora: “Il dovere della memoria non si conclude col Novecento: oggi tocca alla mia generazione, nata dopo la seconda guerra mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verità storica, e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti. Tenere alta la guardia – conclude Letta – contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione, ricordare la lezione dei Giusti tra le Nazioni: questi sono i due compiti essenziali che il Giorno della Memoria impone a noi, cittadini italiani ed europei”.

Su Twitter anche Matteo Renzi, segretario del Pd.Il leader democratico e sindaco di Firenze si è rivolto stamani agli studenti delle scuole toscane intervenuti al Nelson Mandela Forum per la commemorazione della giornata della memoria. “Le persone che ascolterete oggi non vi stanno raccontando un film – ha detto Renzi – non vi stanno raccontando una storiellina. La potete pensare come vi pare sulla politica. Ma c’è una cosa che non potete fare: far finta di credere che questo sia un film. Non potete dimenticare che i vostri nonni hanno vissuto una pagina di storia che noi qui vogliamo dire non deve più tornare“.

Ad Auschwitz-Birkenau morirono più di un milione di persone, uccise nella camera a gas, stremate dalle impossibili condizioni di lavoro, dalle numerose esecuzioni, percosse e torture inflitte dagli agenti delle Ss. Le vittime erano in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e rom. Campi di sterminio, luoghi del terrore che l’immaginario collettivo trascrive nei più bui capitoli della storia dell’umanità, liberati il 27 gennaio 1945 dalle truppe sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla Vistola all’Oder. Quegli attimi di speranza, in cui vennero trovati circa 7mila prigionieri ancora in vita, il mondo ancora oggi, dopo 69 anni, li ricorda come il ‘Giorno della Memoria’. E nella cerimonia al Quirinale proprio su questo si è soffermata il ministro della Istruzione Maria Chiara Carrozza con l’attenzione puntata ai più giovani, alla necessità di spiegare nelle scuole “quanto sia importante presidiare i nostri valori di convivenza civile, di solidarietà e di accettazione dell’altro”. “Essere europei vuol dire non dimenticare mai Auschwitz. E non farlo neppure oggi, mentre ci avviciniamo alle elezioni europee, e per questo è essenziale stimolare i più giovani a partecipare alla vita delle istituzioni”.

Ufficialmente, la ricorrenza del 27 gennaio nel ricordo della Shoah (che in ebraico significa ‘distruzione’) è celebrata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a partire dal 2005, in seguito alla risoluzione Onu del primo novembre 2005. In Italia, sono gli articoli 1 e 2 della legge 211 del 20 luglio 2000 che definiscono le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria, anche se più nell’Ue i rischi di una crescita dell’antisemitismo continuano a restare alti.

Il ministro dell’Integrazione, Cecile Kyenge, per l’occasioneha sottolineato: “Questa giornata è importante e non riguarda semplicemente il passato. E’ una giornata che ci deve mettere tutti di fronte alle nostre responsabilità. La responsabilità di poter intervenire, difendere e soprattutto abbattere tutti i giorni gli stereotipi e i muri che rischiano di diventare conflitti. Questa è una nostra responsabilità, delle istituzioni e degli studenti. Non dobbiamo mai abbassare la guardia”.

 

Fonte R.it

 

Inserito da Alberto Del Grosso