Monsignor Scarano, chieste altre indagini I legali del prelato: «Soldi sono donazioni»

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SALERNO – Una richiesta di approfondimento indagini e’ stata presentata al pm di Salerno Elena Guarino dai legali di monsignor Nunzio Scarano, l’ex contabile Apsa in Vaticano ai domiciliari da martedi’ scorso con l’accusa di concorso in riciclaggio e falso. L’avvocato Silverio Sica, chiede di «accertare la provenienza del denaro, finito al centro della inchiesta, frutto della donazione della famiglia D’Amico a don Nunzio». Secondo la difesa del prelato 62enne, il flusso di denaro che secondo l’accusa e’ stato riciclato mediante societa’ off shore era stato «donato dai D’Amico. A questo punto chiediamo di conoscerne la provenienza. Don Nunzio ha fornito agli inquirenti i suoi estratti conti, ma vuole capire da dove arrivano quei soldi». ASSENTE – Come preannunciato nei giorni scorsi, Scarano non si e’ presentato all’interrogatorio di garanzia fissato per oggi dal gip Dolores Zarone. Anche don Luigi Noli, parroco di Fiumicino e fidato collaboratore e amico di Scarano, ha deciso di rinunciare all’interrogatorio. Il notaio Bruno Frauenfelder, per il quale e’ stato disposto il divieto temporaneo di esercitare l’attivita’ professionale, si e’ dichiarato «estraneo ai fatti» tramite il suo avvocato difensore, Federico Conte. «Il notaio non ha alcun collegamento con la vicenda – dice l’avvocato – attendiamo la decisione del Riesame». Intanto Sica ha presentato al gip Zarone una documentazione che accerta il quadro «precario» di salute del prelato, chiedendo che venga autorizzata la perizia medica e la visita di controllo psichiatrico rigettata nei giorni scorsi dal giudice.

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