Roma batte Verona e insegue la Juve

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 VERONA – E se Gervinho fosse il giocatore più decisivo del campionato? Nella Roma che allunga sul Napoli e accorcia sulla Juventus – il pari ottenuto dalla Lazio nella serata di ieri vale il -6 – sbancando il Bentegodi è fortissima l’impronta dell’ivoriano, l’unico in grado di alterare gli equilibri di una sfida che per larghi tratti è apparsa bloccata. Merito di Rudi Garcia, capace di restituirgli la fiducia persa nel periodo trascorso a Londra e di imporsi in estate, chiedendo a gran voce l’acquisto di un calciatore che incide come forse nessun altro nella manovra e nei risultati della propria squadra. Terzo ko consecutivo, invece, per l’Hellas, costretto a convivere con l’emergenza e privato dell’elemento chiave del suo centrocampo: Donati e Donadel non riescono a sopperire alla partenza di Jorginho, ne risente soprattutto la fluidità del gioco scaligero.

LE SCELTE – L’assenza contemporanea di Agostini e Moras porta Mandorlini a ridisegnare il pacchetto arretrato: Cacciatore passa a sinistra, Gonzalez agisce da terzino destro, Marques-Maietta in mezzo. Rispetto al ko di Milano torna Toni al centro dell’attacco. Garcia tiene a riposo Totti e Pjanic – non al meglio il bosniaco – e conferma la fiducia riposta in Torosidis nel match di Coppa Italia con la Juventus, tenendo fuori Dodò. Si siede anche Florenzi, in avanti ci sono Destro e Ljajic. La Roma parte forte in pressing, l’Hellas fatica ad uscire palla al 

 

piede: il primo squillo è a firma Destro, girata mancina bloccata comodamente da Rafael. I ritmi restano altissimi per circa 20′, durante i quali i giallorossi non riescono comunque a creare pericoli. Col passare dei minuti viene fuori il Verona, per le abitudini di gioco dei capitolini è manna dal cielo.

SI INFIAMMA GERVINHO – Scaligeri all’attacco? Più spazi per il vero uomo imprescindibile in casa romanista. È il 34′ quando Gervinho può scappare in contropiede sulla sinistra e mettere in mezzo per Destro, la cui conclusione di prima intenzione non inquadra la porta. Non bastassero gli infortuni già registrati, il Verona perde anche il proprio leader difensivo: Maietta va ko durante un rinvio – le prime notizie suggeriscono uno strappo muscolare – e Mandorlini inserisce Donadel, portando Romulo terzino – il brasiliano faticherà non poco – e Gonzalez centrale. In chiusura di frazione la Roma passa. Donati può stoppare palla a centrocampo ma opta per un rinvio azzardato, l’ex Palermo svirgola e serve Gervinho. L’ivoriano ha davanti a sé 40 metri, la differenza di passo con Donadel è netta, altro cross all’indietro ma stavolta a concludere c’è Ljajic, che non sbaglia: tocco del serbo per il vantaggio che chiude il primo tempo.

HALLFREDSSON GUIDA LA RISCOSSA – L’avvio di ripresa cambia, almeno in apparenza, la sfida. Castan si addormenta sulla sinistra, Iturbe gli porta via la sfera, stringe centralmente e scarica per Donati. Il mediano apre ulteriormente per Hallfredsson, il sinistro dell’ex reggino non è di quelli irresistibili ma De Sanctis va giù lento ed è tradito anche dal terreno di gioco: pallone che si insacca nell’angolino, il pari narcotizza il Verona e risveglia la Roma, subito pericolosa con una sponda di Strootman per Destro e poi con una conclusione da lontano di Maicon, messa in angolo da Rafael. Il momento è giallorosso, Romulo prova una bizzarra uscita palla al piede all’interno dell’area piccola, azzardando addirittura un dribbling ai danni di Ljajic. Il serbo ruba la sfera, non ha spazio per tirare e decide quindi di servire Strootman, meglio piazzato: l’olandese si trova il pallone un po’ troppo indietro e il suo mancino è strozzato, Torosidis prova la correzione di tacco senza fortuna.

GERVINHO SI METTE IN PROPRIO – Al quarto d’ora la Roma passa nuovamente, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Gervinho raccoglie sul palo lontano, salta Donati come fosse un birillo e sullo slancio fa fuori anche Romulo: destro secco dai 14 metri, Rafael non può nulla. L’unico tentativo veronese in risposta è un altro sinistro da lontano di Hallfredsson, più potente rispetto a quello vincente ma centrale, De Sanctis ci mette comodamente i pugni. Garcia, che aveva già inserito Pjanic per l’opaco Nainggolan, dà minuti anche a Florenzi e Totti per Ljajic e Destro. Il capitano giallorosso serve a Castan il pallone del tris su punizione, colpo di testa fuori di un soffio del centrale. Il terzo gol arriva in maniera discussa e discutibile. Break impressionante di Torosidis, il greco entra in area e punta Marques. Il difensore brasiliano colpisce senza alcun dubbio prima il pallone e poi la caviglia dell’ex Olympiacos, Mazzoleni indica il dischetto fra le proteste, Totti non si cura più di tanto delle finezze regolamentari e incrocia il destro che chiude il match e lo lancia a quota 232 gol in A. Non diventano 233 per questione di centimetri: in pieno recupero il suo tocco sotto finisce sulla traversa, dopo che Marques era andato vicino al 2-3. Vince la Roma. La Roma di Gervinho.

HELLAS VERONA-ROMA 1-3 (0-1)
Verona (4-3-3): Rafael 6; Gonzalez 6, Marques 6, Maietta 6 (37′ pt Donadel 5.5), Cacciatore 6; Romulo 5.5, Donati 5 (38′ st Longo sv), Hallfredsson 6.5; Iturbe 6, Toni 5.5, Gomez 5.5 (23′ st Martinho 5.5). (Borra, Nicolas, Donsah, Cirigliano, Jankovic, Sala, Cacia). All.: Mandorlini
Roma (4-3-3): De Sanctis 5.5; Maicon 6.5, Benatia 7, Castan 5.5, Torosidis 6.5; Strootman 6, De Rossi 6.5, Nainggolan 5.5 (15′ st Pjanic 5.5); Gervinho 8, Destro 5.5 (31′ st Totti 6), Ljajic 6.5 (19′ st Florenzi 6). (Lobont, Skorupski, Dodò, Jedvaj, Romagnoli, Taddei, Marquinho, Mazzitelli, Ricci). All.: Garcia
Arbitro: Mazzoleni
Reti: 46′ pt Ljajic, 4′ st Hallfredsson, 15′ st Gervinho, 37′ st rig. Totti
Ammoniti: Marques per proteste, Hallfredsson, Romulo, Nainggolan e Destro per gioco falloso
Recupero: 3′ e 3′