Intervista alla brava cantautrice napoletana Giulia Capolino, a cura di Maurizio Vitiello.

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Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde la cantautrice Giulia Capolino.  

 

Mi puoi raccontare della tua famiglia? 

Sono stata “iniziata” alla poesia da ragazza da una mia prozia, Lina Laganà, che insieme alla sorella, mia nonna Giovanna, concertista del San Carlo, organizzava le cosiddette “periodiche” sulla terrazza di Villa Volpicelli dove abitavano e, tuttora, vive la mia famiglia materna. 

Così, su invito di Marco Napolitano ho deciso di aderire alla sua iniziativa di aprire il mio salotto e fare un House Concert per Pianocity Napoli 2013 e tenere periodicamente un salotto culturale. Pochi giorni fa, ho tenuto un salotto culturale sul tema “Incanti Partenopei”. 

 

Puoi ricordarci i tuoi esordi, le difficoltà iniziali superate e i momenti attuali? 

Ho esordito al City Hall, storico locale napoletano, tenuto da Dino Luglio negli anni ’90 come “chansonniére” del “Mardi Français”. Poi, è iniziata la mia passione per il jazz, la bossanova e ho incontrato musicisti che sono diventati miei amici, sostenitori collaboratori fra cui il “Magic Sax” Nando Trapani, il chitarrista di flamenco Bruno Pedros, Guido Schiraldi, mio maestro di canto indiano, insegnante di sitar al Conservatorio di Vicenza, Pia Srinivasan Buonomo, insegnante di canto indiano, Alberto Falco, chitarrista che ha arrangiato anche il mio secondo cd “Musica dell’anima”. 

Oggi collaboro con il pianista Marco Fiorenzano e Nando Trapani (sax). Sto portando in giro il mio nuovo concerto di “Chansons“ che nasce dall’idea di proporre brani della tradizione della chanson française e brani di mia nuova composizione, sia per i testi che per la musica, aventi un sapore francese e mitteleuropeo, che faranno parte anche di un nuovo lavoro discografico. 

Sto anche lavorando a un concerto-spettacolo che vorrei presentare in teatro nella prossima  stagione. 

 

Quali motivazioni di fondo ti hanno spinto a intraprendere la carriera musicale? 

Ho sempre sentito il bisogno di esprimermi;  cantavo  già alle medie, ricordo, facevo le imitazioni alla recita di fine anno scolastico. Mi sono esibita con varie formazioni nei principali locali napoletani. 

Ho scritto poesie, dipinto; poi, ho seguito la vena cantautorale e deciso di pubblicare un primo disco “Torre ‘Ncantata” (2009) e nel 2011 “Musica dell’anima dove ho espresso il mio modo di sentire mistico, le mie varie esperienze spirituali e il forte interesse per la musica e le filosofie orientali. 

 

Quale concerto ti ha consegnato più emozioni? 

Quello fatto al Teatro Sancarluccio in occasione dell’uscita del mio secondo cd “Musica dell’anima” in cui ho sentito che c’era una particolare armonia fra tutti i componenti del gruppo, alcuni dei quali provengono dall’India come Sanjay Kansa Banik (tablas) e Madja Diebatè  (Senegal). 

Per me è stata una conferma: le vibrazioni che nascono dalla musica sono davvero capaci di unire i popoli e le loro differenti culture musicali. 

 

Ho visto e ascoltato attentamente, via web, i video e penso che le composizioni che hai realizzato espongano canti di riflessione antropologica. 

Ho da sempre “cercato”, “ricercato”, e ho coltivato vari interessi per le discipline esoteriche,  mistiche e iniziatiche, dapprima per spirito di accrescimento culturale e spirituale personale, poi, per saperne di più rispetto ad alcuni episodi accaduti in cui “ho visto” le mie vite precedenti in cui ed ho cantato in una lingua a me , oggi , sconosciuta, un dialetto turco sud asiatico, come poi mi spiegò il Prof. Marrazzi dell’Università Orientale di Napoli. 

Il  testo della canzone “NUR” dice: 

“Nur um ham ayé yo dichim: a quam ay, a quam ay” 

Significato: 

 Oh, Luce, o spirito guida! 

– Eccomi, sciamano. 

In alcuni  momenti di meditazione e sogni notturni ho ritrovato tracce di un mio antico passato di sciamana di origini asiatiche; da tali visioni è nato un canto profondo e devozionale, di preghiera e ringraziamento alla divinità per aver ritrovato un’armonia profonda con me stessa e il mondo circostante, nonché un antico potenziale di energia capace di modificare il mondo.

 

Quali cantautori sono più vicini a te e per quali sensibilità?  

Forse, Battiato per l’interesse per la cultura orientale e il misticismo, che traspare dalla sua produzione.

 

Pensi che la crisi economica che non abbiamo superato e che stiamo vivendo sia anche di caratura esistenziale? 

Sicuramente! Il discorso molto stimolante sarebbe lungo!!! Proverò a sintetizzarlo in una frase che appare scritta anche all’interno del booklet del mio cd “Musica dell’anima”: “Non cercare fuori ciò che è dentro di te”. 

In tutti gli esseri umani c’è il bene, L’AMORE, LA FORZA VITALE. 

Sta a noi tirarla fuori, accettare la sfida che questo periodo di crisi ci offre come opportunità di cambiamento e trasformazione degli aspetti negativi fuori e dentro di noi. 

 

Con quali amici artisti operi e concretizzi serate musicali? 

Ultimamente con Marco Fiorenzano, Nando Trapani, Alberto Falco, Raffaele Natale. 

 

Gli altri colleghi come li trovi? 

Adoro la musica ….!!!! 

 

Quali i tuoi progetti prossimi? 

Sto lavorando a un concerto spettacolo, che vorrei presentare in teatro nella prossima  stagione; e a un nuovo disco di cantautorato. 

 

Lasceresti Napoli per un’altra città, e se sì perché? 

Credo di no; Napoli è dentro di me; è tutto il mio mondo, le mie esperienze, il mio vissuto, i miei affetti, anche se mi intriga molto Parigi, dove ritornerei volentieri per un bel po’!!!