Stati Uniti. Senatore Bruce Burns propone la reintroduzione di plotoni di esecuzione per le condanne

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Stati Uniti. Senatore Bruce Burns propone la reintroduzione di plotoni di esecuzione per le condanne a morte al posto delle iniezioni letali

Sarà una provocazione o un modo per attirare su di sé i riflettori delle cronache politiche, fatto sta che un rappresentante delle istituzioni, anzi di uno dei più autorevoli consessi degli USA, l’ha sparata veramente grossa.
Si perché il senatore Bruce Burns dello Stato del Wyoming, repubblicano, ha recentemente proposto l’impiego di plotoni di esecuzione per eseguire le condanne di morte nei confronti dei detenuti cui è stata inflitta la pena capitale, in caso di problemi costituzionali o altre questioni che impediscono il di utilizzare l’iniezione letale.
Il senatore ha ricordato che la legge statale prevede attualmente che debba essere utilizzata la camera a gas se l’iniezione letale non è disponibile.
“Lo stato del Wyoming non ha una camera a gas attualmente, una camera a gas che opera, quindi la procedura e la spesa per costruire uno sarebbe impraticabile “, ha detto il senatore Burns, membro della Commissione Giustizia del Senato. Ed ha continuato in questo delirio: “Ritengo francamente la camera a gas che sia crudele e inusuale, così ho pensato alla fucilazione come esiste anche nello Utah”.
Ha così proposto un disegno di legge che verrà esaminato in sessione legislativa che inizia il prossimo 10 febbraio. “Una delle ragioni per cui ho scelto un plotone rispetto a qualsiasi altra forma di esecuzione è perché francamente è uno dei più economici per lo Stato”, ha detto il senatore Burns.
Il senatore Burns ha detto che il suo disegno di legge risolve questo problema perché un certo numero di stati sono a corto di prodotti chimici utilizzati per l’iniezione letale, in gran parte perché le aziende hanno smesso di vendere i farmaci nelle carceri.
Il Wyoming, uno stato occidentale scarsamente popolato, ha solo un detenuto nel braccio della morte e l’ultima condanna a morte è stata eseguita nel 1992.
Richard Dieter, direttore esecutivo del National Death Penalty Information Center, ha detto lunedì scorso che crede che il Wyoming potrebbe affrontare “sfide” costituzionali, se cercherà di utilizzare il plotone di esecuzione come unico metodo di esecuzione.
Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da anni si batte per i diritti umani e quindi contro la pena di morte, ritiene che l’assurda e sconvolgente proposta debba essere immediatamente censurata, per evitare comportamenti emulativi in Paesi dove la pena capitale viene ancora praticata. È ovvio che nel caso ancor più assurdo di approvazione, dovrebbe essere la comunità internazionale a prendere posizione perché diventerebbe un precedente che seppur inconcepibile nel 2014, diventerebbe estremamente pericoloso perché sovente gli USA vengono presi a paradigma come paese democratico e di libertà.

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