Casinò online spacciati per svizzeri. In realtà sono gestiti da gruppi esteri che infrangono la legi

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Casinò online spacciati per svizzeri. In realtà sono gestiti da gruppi esteri che infrangono la legislazione elvetica sulla concorrenza

Il gioco d’azzardo dilagante non conosce frontiere e modalità di attuazione, anche perché oggi la rete sta diventando uno dei maggiori veicoli utilizzati da chiunque si voglia approcciare ad un fenomeno che non conosce flessione.
Di questo ne sono ben a conoscenza soggetti senza scrupoli che approfittano della psicologia di persone sempre più vulnerabili attraverso sistemi e marchi che appaiono specchietti per le allodole capaci di captare coloro che si approssimano al gioco.
Il marchio della “Svizzera”, in tal senso appare molto efficacie per catturare nella rete molti malcapitati, tant’è che nel paese d’Oltralpe è stato segnalato che alcuni casinò online che portano nomi legati a tale nazione, propongono giochi d’azzardo in internet illegali, secondo la legislazione di questo Stato.
Ed è addirittura arrivata una nota ufficiale della Segreteria di Stato dell’economia elvetica a mettere in guardia da questi siti, più precisamente www.onlinecasinoschweiz24.ch, www.casino-zuerich.com e swisscasinoonline.eu, i quali non hanno nulla a che fare con la Svizzera nonostante vengano usati molti riferimenti alla Confederazione.
Tramite l’utilizzo dello stemma svizzero e di indicazioni geografiche quali «Svizzera», «swiss» e «Zürich», nonché diversi contenuti ingannevoli, le aziende che gestiscono i siti, fanno credere agli utenti di offrire giochi d’azzardo elvetici. In realtà, non hanno nulla a che fare con la Confederazione, ma sono gestiti da gruppi con sede a Gibilterra e in Belize.
La Commissione federale delle case da gioco non ha mai autorizzato i passatempi presenti su questi siti e il diritto vigente vieta l’esercizio del gioco d’azzardo online. La SECO ritiene peraltro che siano state violate la legge federale contro la concorrenza sleale e la legge per la protezione degli stemmi pubblici.
Le autorità federali non hanno ancora deciso se denunciare i gruppi. Le procedure sarebbero difficili proprio perché i gestori sono esteri.
Ancora una volta, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, siamo costretti a segnalare come si tenti di approfittare della credulità popolare per far cascare migliaia di soggetti ignari colpevoli solo di credere di giocare (d’azzardo) in sistemi protetti, quando purtroppo nel momento in cui si sceglie di “giocare” c’è comunque, ed in ogni caso, ben poco di protetto.
Da parte della nostra associazione, non possiamo che rimarcare e ribadire incessantemente il fatto che le ludopatie sono patologie psicologiche serie che possono portare alla rovina di interi nuclei familiari.