"Incontri al buio"2014 all´English Inn con la commedia di Virzì "Tutti i santi giorni"

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Grazie alla squisita disponibilità di Franco Cappiello dell’English Inn, la rassegna itinerante “Incontri al buio”, promossa come di consueto dal Circolo Endas- Associnema “Penisola sorrentina”Onlus, presieduto dalla dott. Adele Paturzo, giunge alla sua 31ma edizione. Il Cineforum trova ospitalità, per questo nuovo anno , presso il noto pub sorrentino sito sul Corso Italia. Un’altra serie di film di qualità selezionati dal direttore artistico prof. Antonio Volpe per la rassegna d’èssai più longeva della penisola sorrentino-amalfitana. Ingresso libero. Vi aspettiamo lunedì 13 gennaio alle ore 20,00! La trama del primo film in programma. Guido (Luca Marinelli) ed Antonia (Thony) sono una coppia di giovani: toscano lui e siciliana lei, si sono conosciuti ad un concerto di quest’ultima, in un locale di Roma, città dove ora convivono. Lui lavora come portiere di notte ed è appassionato di letteratura e storia antica, con un pallino per le agiografie; lei lavora in un autonoleggio e continua a comporre canzoni e a covare la timida speranza di tornare a cantarle in pubblico. Il titolo del film deriva dall’abitudine di Guido, al ritorno dal suo lavoro, di svegliare Antonia portandole la colazione a letto ed accennandole la storia del santo che si festeggia nel giorno. Il film si snoda intorno al loro desiderio di avere figli, che li porterà a provare varie strade e confrontarsi con ambienti e persone radicalmente diversi, in una Roma di cui vengono esasperate le differenze interne.Tutto si muove intimamente nella commedia romantica di Virzì, fino a toccare le corde più sensibili di un’umanità essenziale: amore, ragione, sentimento, libertà, destino, desiderio (di essere madre, di essere padre), dolore (di non esserlo). Ogni scelta di regia sembra essere dentro le possibilità delle vite dei protagonisti, interrogandosi su come si parla oggi d’amore e come si parla oggi l’amore. Quali i tempi e i ritmi di queste parole, interpretate con sorprendente e ironico sentimento da Thony e Luca Marinelli, ‘numero primo’ portatore di uno sguardo vibrante e ipersensibile. Dunque appuntamento da non mancare all’English Inn Corso Italia Sorrento con gli“Incontri al buio” 31ma ed. promossi in collaborazione con Franco Cappiello dal Circolo Endas-ASSOCINEMA “Penisola sorrentina”onlus Prima della pellicola si svolgerà il consueto salotto letterario a cura del dott. Carlo Alfaro “All’ombra del Tasso”, nuovi talenti ed artisti alla ribalta (4° edizione). Di seguito gli altri titoli in cartellone…. 20 gennaio Del perduto amore(ITA 1998)di e con Michele Placido, Giovanna Mezzogiorno,Fabrizio Bentivoglio,Rocco Papaleo,Sergio Rubini,Enrico Lo Verso 95’ Drammatico 1958. Liliana è una giovane comunista che si dedica totalmente all’emancipazione delle donne in un paesino lucano. Il suo impegno entra in collisione non solo con la mentalità dei conservatori ma anche con quella dei suoi stessi compagni di partito. Apre anche una scuola popolare che è esempio quotidiano del suo bisogno di ‘fare’ senza calcoli utilitaristici e proprio alla scuola della ‘comunista’ verrà educato colui che diverrà nel futuro un sacerdote e ricorderà l’intera vicenda. Placido asseconda la sua vena impegnata e sanguigna evitando cadute nel bozzettismo anche se qualche momento oleografico non manca. Sa però dirigere (e lo aveva già dimostrato in Un eroe borghese) e realizza un film ‘utile’ per la memoria un po’ troppo spesso labile dei suoi connazionali. 27 gennaio La grande bellezza(ITA 2013)di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, Carlo Verdone,Sabrina Ferilli,Carlo Buccirosso,Iaia Forte,Pamela Villoresi,Galatea Ranzi,Serena Grandi,Fanny Ardant,Antonello Venditti,Isabella Ferrari,Roberto Herlitzka etc. 142’ Commedia, Drammatico “La grande bellezza” è un film meraviglioso. Crudele, decadente, tenero e devastato precisamente come Roma.E’ un film, che non rievoca le tenere memorie della Dolce vita, ma parla di noi, dello sprecare una vita superflua tra terrazze salottini di intellettuali, in un mondo in cui basta esserci , essere visibili, avere successo, e in cui conta solo il mercato e la tv. Parla della nostra miseria morale, in cui i tipi alludono a vite più complesse, nella gran folla anonima. Tempo di passioni tristi, di grigiore riempito di chiasso. Non c’è tempo di pensare. Ottimi i dialoghi e il linguaggio filmico, va letto a strati con un piccolo sforzo mentale e emotivo. D’altra parte che ce ne facciamo delle capacità mentali, se non le usiamo? 3 febbraio La scuola è finita(ITA-Svizzera 2012)di Valerio Jalongo con Valeria Golino,Vincenzo Amato,Antonella Ponziani 85’Drammatico Roma, Istituto Pestalozzi. Nella porta dell’aula c’è un buco dove si possono scrutare alunni che bivaccano invece di studiare, che spacciano invece di ascoltare. Uno di loro, Alex Donadei, arriva al quinto piano e sotto l’effetto delle “paste” si getta giù, ma è illeso. A combattere questo declino, nella selva di insegnanti burocrati e annoiati, ci sono anche la professoressa Quarenghi e il professor Talarico supereroi imperfetti per i loro problemi personali ma che vedono la bellezza anche in mezzo ai mostri e cercheranno di salvare Alex da genitori irresponsabili, da un vita fallita. La scuola è finita è il grido liberatorio per molti ragazzi quando inizia l’estate, ma per l’ultimo film di Valerio Jalongo è anche un augurio sulla fine di un sistema attuale che più che di istruzione è di distruzione. Fisica, quelle di istituti sfasciati per occupazioni dettate solo dalla noia, quella simbolica di un’Italia che si dimentica della sua forte identità culturale.Un racconto sull’ umanità di un ruolo così difficile ma fondamentale come l’insegnante, dove è facile sbagliare e esser subito condannati se si va al di la del consiglio dei docenti, delle ore pagate e degli scrutini affrettati in aule fatiscenti. 10 febbraio Il colore della menzogna(FRA 1999) di Claude Chabrol Con Sandrine Bonnaire, Valeria Bruni Tedeschi, 113’Drammatico Thriller In Bretagna, tra Saint-Malo e Cancale, un commissario di polizia indaga sulla morte di una bambina, violentata e strangolata, e sul decesso, avvenuto in circostanze sospette, di uno scrittore, divo dei talk show. Protagonista del film è un pittore zoppo, René, che vive un tormentato rapporto con la moglie infermiera Vivianne. Il dramma della bambina porterà a intessere una rete di sospetti che coinvolgerà reciprocamente tutti i personaggi; ciascuno sospetta dell’altro, e ciascuno ha qualcosa da nascondere, ma spesso si tratta di colpe indipendenti l’una dall’altra. Alla fine, in un degrado assoluto che ha molte cause – l’ipocrisia, l’ingiustizia sociale, il bigottismo, l’emarginazione – solo l’amore che unisce i due coniugi sembra riuscire a sopravvivere alla tempesta che si è abbattuta sulla costa bretone, come si abbatte quotidianamente in ogni luogo e su ogni persona…. La cosa più sorprendente del film – e quella che maggiormente infrange i canoni del genere – è il finale, che certo non vi riveleremo. Basti dire che in Il colore della menzogna, è una menzogna il motore del finale, come lo sono gran parte degli stati d’animo, dei sospetti e dei finti valori su cui è costruita la vita di ogni comunità. Ma qualche volta le menzogne sono un valore positivo. 17 febbraio This is the England(GB 2006)di Shane Meadows Con Thomas Torgoose 101’ Drammatico Festival Internazionale del Film di Roma 2006: premio speciale della giuria British Independent Film Awards 2006: miglior film, miglior esordiente (Thomas Turgoose) Premi BAFTA 2008: miglior film britannico Festival di Mons 2008: miglior film europeo luglio 1983. Shaun ha 12 dodici anni, vive con sua madre, suo padre è morto nella guerra delle Falkland. A scuola è vittima del bullismo ed è considerato da tutti un perdente, proprio in questo periodo turbolento, Shaun si trova sempre più isolato dal resto dei giovani ragazzi e passa le giornate alla spiaggia praticamente solo. Dopo l’ennesimo litigio a scuola, dovuto al suo abbigliamento ritenuto da sfigato con i pantaloni a zampa di elefante, Shaun incontra un gruppo di skinheads che sembrano non curarsi dei suoi vestiti. Grazie a loro troverà degli amici veri che lo faranno sentire parte di qualcosa e il coraggio che gli è sempre mancato, riuscendo a respingere la timidezza per conoscere Smell, una ragazza più grande di lui.Uno sguardo su un Inghilterra martoriata dalla Tatcher, che stranamente era malvista sia dalla sinistra (era l’epoca del grande sogno del Red Wedge) sia dalla destra militante (il National Front che sempre ritorna). Ed è proprio quest’ultima la categoria bersagliata dal film di Shane Meadows. Qui la violenza con cui maldestramente si cerca un riscatto sociale è accentuata dai proclami di quei mascalzoni, in giacca e cravatta, che attizzano l’ignoranza delle masse sull’idea agghiacciante di Nazione. Visto che i politici che stanno in alto pensano a cose così distanti da tanta gente che vive ai margini, allora la “giustizia” è meglio farsela da soli. L’Inghilterra della Tatcher dei primi anni ottanta era quella dei tre milioni e mezzo di disoccupati, del conservatorismo esagerato, della guerra delle Falkland che non servì a nient’altro che all’immagine pubblica della Lady di Ferro, ma fece più di mille morti. In quel panorama confuso la chiamata alle armi per difendere la propria terra e l’immigrazione erano elementi per sbandierare teorie deliranti su una soluzione possibile. Eppure This is England fa chiarezza anche sul fatto che contrariamente ai luoghi comuni in cui tutti cascano (gli skinheads con le Doctor Marteens sono tutti di destra), c’era una gioventù che malgrado le apparenze cercava di fondare una comunità più aperta (la culturi Oi!, malgrado le teste rasate e i bomber, era dichiaratamente di sinistra così come la cultura Ska). E nello stile tipicamente inglese tira fuori le cause e gli effetti senza pregiudizi di sorta. 24 febbraio La stanza dello scirocco(ITA,1998) di Maurizio Sciarra Con Giancarlo Giannini,Toni Sperandeo,Tiziana Lodato 98’ Commedia Sicilia 1936. Il marchese di Acquafurata, antifascista, torna in incognito al paese, si finge maggiordomo e, per sottrarre il palazzo avito al podestà, inventa un testamento che affida a una giovane coppia di terremotati senza tetto. Partito il marito, volontario in Africa Orientale, tra il servo-padrone e la bella popolana nasce una passione che s’incendia nella stanza dello scirocco, costruita dagli architetti arabi nelle case patrizie di Sicilia per difendersi dall’afa estiva. Con Suso Cecchi D’Amico e Salvatore Marcarelli, l’esordiente M. Sciarra ha adattato liberamente (fin troppo) un accorto romanzo (1995) di Domenico Campana, scegliendo una chiave antinaturalistica, contigua a un grottesco da opera dei pupi, condizionata dalla presenza di un mattatore come G. Giannini. 3 marzo Ribelli per caso(ITA 2001)di Vincenzo Terracciano Con Antonio Catania,Renato Scarpa,Franco Javarona,Gea Martire 100’ Commedia Il film è ambientato in un ospedale malandato nella periferia di Napoli, meglio ancora in una stanza di quest’ospedale (la 104), disadorna e sporca, dove, prima di solidarizzare definitivamente (emblematica, a tal proposito la scena in cui il “presunto” avvocato, Antonio Catania, offre un lembo della coperta a Ciro, il fruttivendolo, in quella specie di deposito dell’ospedale che diventa luogo di cospirazione e di riscatto) s’incontrano e si scontrano sei poveri diavoli, appartenenti a fasce sociali diverse, ma accomunati tutti dalla paura, dalla sofferenza, più morale che fisica, dall’angoscia della quotidianità, fatta di cibi precotti ed insapori, di atteggiamenti indifferenti o sgarbati da parte di un personale pressappochista e scarsamente qualificato e soprattutto dalla mancanza di risposte alle legittime e pressanti domande sulla loro condizione di salute. Tutto ciò potrebbe far pensare ad un film sulla malasanità ma non è così.il nuovo film di Terracciano poco o nulla concede alla cronaca di un sistema sanitario disastrato, proponendosi, fin dall’inizio, come un apologo, decisamente grottesco, sulla vita e sulla dignità dell’esistenza che appare sempre di più un’utopia in un mondo in cui tutto viene mercificato o, comunque, reificato.