Napoli attentato con busta bomba alla Prefettura la crisi ci sta uccidendo

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 Napoli. L’esasperazione per la crisi di questi giorni, la rabbia sociale che monta di fronte a negozi chiusi e a una economia che va decisamente a rilento. Sono questi i punti messi nero su bianco, nel testo che accompagnava la lettera esplosiva spedita questa mattina in Prefettura. Un gesto dagli evidenti contenuti eversivi, non fosse altro perché indirizzato al vertice del Palazzo di governo a Napoli, ma che fa leva sul risentimento popolare, specie per il clima da default economico che si è abbattuto in città negli ultimi mesi.

Poche righe per esprimere rabbia, parole lontane dalla rassegnazione. Il pacco è arrivato all’ufficio accettazione della Prefettura nella mattinata di ieri, alle 12,10 era nelle mani di una funzionaria, una delle addette alla segreteria particolare del prefetto Francesco Antonio Musolino.

Cosa ha fatto la donna? Ha tentennato un po’ prima di aprire quel plico, come se avesse capito che c’era qualcosa di strano in quella busta. Qualche momento di esitazione, poi ha deciso di aprire comunque quel plico da lettere intestato alla persona del prefetto Musolino. Sembrava una lettera di auguri.

Fortunatamente però la donna ha avuto i riflessi pronti e, quasi se lo aspettasse, ha tenuto il plico lontano dal viso e i danni sono stati contenuti: la funzionaria ha riportato così escoriazioni e bruciature all’altezza dell’arcata sopraccigliare destro e lungo il braccio sinistro, riuscendo ad allontanare in modo tempestivo il plico incendiario. Sono trascorsi dieci minuti dopo mezzogiorno, quando scatta l’allarme in Prefettura. Una lettera esplosiva, un ordigno tutt’altro che rudimentale indirizzato al Prefetto. Non era mai accaduto un episodio del genere, quanto basta a far scattare immediati accertamenti sul posto.

Viene subito soccorsa la funzionaria della prefettura, ricoverata all’ospedale Pellegrini, mentre al Palazzo di governo arrivano artificieri, agenti della scientifica (che condurrano le indagini sin da subito assieme alla Digos), ma anche militari del Ros e dei carabinieri e agenti della Mobile. In prefettura arriva il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, che coordina la sezione antiterrorismo della Procura di Giovanni Colangelo, nei primi minuti si cercano di acquisire elementi decisivi a ricostruire regìa, movente ed esecutori di un episidio che non ha precedenti.

Poche le parole rilasciate agli inquirenti: per un attimo ho tentennato – avrebbe detto la funzionaria -, ho avuto uno strano presentimento, poi ho aperto quella busta. Stando a quanto emerge dalle indagini, si tratta di una busta commerciale – di quelle che in genere contengono bollette o notifiche ordinarie – con il nome del destinatario (il prefetto Musolino) scritto al computer o con una macchina per scrivere. Era solo sensibilmente più spessa di una normale busta da lettere. Ma non è tutto: il plico recava all’interno polvere pirica collegata ad alcuni fili che hanno provocato l’esplosione e la fiammata. Viene inoltre confermata la presenza di un foglio in A4 ripiegato in due, con un testo scritto non in corsivo, ma al computer o usando una macchina per scrivere. Spiega il viceprefetto Francesco Esposito, tra i primi a fornire assistenza alla donna ferita: “Continuiamo a lavorare con grande serenità, come facciamo tutti i giorni, senza farci intimidire”.

Ma chi c’è dietro un episodio di tale portata simbolica? E soprattutto: perché colpire la segreteria del prefetto? Diverse le piste battute, che vanno dal gsto isolato di qualcuno stritolato dalla crisi, all’area antagonista. Meno concreta l’ipotesi di una ritorsione per gli abbattimenti di edifici abusivi, che hanno nella Prefettura la propria regia operativa. Ma la parola passa ai tecnici: si è infatti accertato che la lettera era arrivata in mattinata (c’era il timbro del 31 dicembre) negli uffici del Palazzo e che era stata smistata alla segreteria del prefetto, come se si fosse trattato di un biglietto di auguri, potendo approfittare del particolare clima di festa che si respira nell’ultimo giorno dell’anno. Fonte Il Mattino