Capodanno, la crociata del Wwf della Penisola Sorrentina: «In Italia 5000 animali muoiono per i botti di fine anno»

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Si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra i quali non mancano casi di rapaci, che spaventati perdono il senso dell’orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire mortalmente un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale, vagano anche per chilometri, e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia. A ciò va aggiunto anche lo stress indotto dai botti e dagli effetti pirotecnici, anch’esso causa di morte frequente. Anche quest’anno molti grandi Comuni hanno proibito i botti, ma questo non basta!!! È necessario evitare tale pratica poiché il danno è amplificato proprio dalla simultaneità dell’evento, quando l’intera penisola è “bersagliata” da esplosioni pirotecniche… dal mare ai monti. “Negli ultimi anni – scrive Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – un numero sempre crescente di cittadini e turisti ci ha segnalato i gravi disagi e le sofferenze patite dai loro animali, che al rumore dei fuochi di capodanno impazziscono e corrono il rischio di subire gravi conseguenze. I fuochi artificiali sono infatti causa di morte, ferimenti e traumi per animali domestici e selvatici. Sappiamo che serve coraggio per rompere una tradizione che va avanti da anni… ma bisogna iniziare a dare l’esempio.” Sono sempre di più le città italiane in cui apposite ordinanze bandiscono i botti di Capodanno per privilegiare la sicurezza del centro e dare un chiaro segnale di attenzione verso il mondo degli animali. L’ultimo giorno dell’anno può di sicuro essere rallegrato da ricchi spettacoli dal vivo e buona musica, ma niente botti per il Capodanno. Nelle ordinanze emanate in molte città si vieta infatti “l’accensione ed i lanci di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici in tutte le vie, piazze o aree pubbliche dove transitano o siano presenti delle persone” in considerazione degli “oggettivi pericoli per le persone, dei rumori molesti causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini e del fatto che botti, petardi e fuochi sono causa di stress, morte, ferimenti e traumi per cani, gatti, animali domestici ed uccelli”. (Metropolis)