Napoli. Teatro Il Primo. “BELLO, ONESTO, ILLIBATO CERCA VEDOVA RICCA ED INCONSOLABILE SCOPO … PATRIMONIO”.

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Articolo di Maria Pia Daidone –  Al Teatro “Il Primo” applausi per “BELLO, ONESTO, ILLIBATO CERCA VEDOVA RICCA ED INCONSOLABILE SCOPO … PATRIMONIO”.

 

 

 

 

 

Dal 28 dicembre 2013 

 

La Compagnia Bianca Sollazzo

 

va in scena con

 

BELLO, ONESTO, ILLIBATO

 

CERCA VEDOVA RICCA ED INCONSOLABILE SCOPO … PATRIMONIO

 

di Rosario Ferro e Aurelio De Matteis

 

con

 

Rosario Ferro

 

Aurelio De Matteis, Elena Maggio, Pino Pino, Alessandra Bacchilega

 

Costumi

 

Rosaria Riccio

 

Musiche

 

Marco Mussomeli

 

regia:

 

Rosario Ferro

 

 

 

Quando l’amore è … arrangiarsi

 

L’arte di arrangiarsi, di cui il popolo partenopeo, per vocazione o per necessità, è maestro, fa da sfondo alle vicende del protagonista di quest’esilarante vicenda.

 

E’ la storia  dell’uomo che vive di espedienti, contando sul proprio carisma e sulla capacità di ottenere ciò che desidera attraverso sapienti giri di parole.

 

Decide così, per sopravvivere, di circuire ingenue e ricche vedove, allo scopo di sistemarsi, ma …. come andrà a finire?

 

 

 

La  bravura della compagnia pilotata da Rosario Ferro è stata costruita con una certa preparazione.

 

Tutti gli elementi hanno provato molto; reggere in scena per quasi due ore per una comicità, a tratti dilagante, non è cosa da poco.

 

Alcuni interpreti diventano macchietta per gags continue, altri rivestono le peculiarità di caratteristi sapienti.

 

Rosario Ferro li accompagna in un altro viaggio teatrale e “Il Primo” risponde alle esigenze dei napoletani, che desiderano un teatro anche in vernacolo.

 

Proprio a teatro si riescono a recuperare espressioni gergali, manifestazioni di declinazione vernacolare e rivelazioni di taglio dialettale.

 

Si recupera la memoria della propria lingua e le risate diventano contagiose.

 

La trama è divertente, insolita per alcuni risvolti.

 

Lo spettacolo è gustoso e, quindi, da vedere per un serata in compagnia.

 

Non è la solita commedia degli equivoci, ma è, soprattutto, la messa in scena della durezza della vita con amenità varie e sorrisi variegati con finale a sorpresa, di ampia apertura.

 

 

 

Maria Pia Daidone