Antonella Mansi dalla costa d´ Amalfi il KO a Profumo a rischio Fondazione Monte dei Paschi di Siena

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“La proposta del consiglio d’amministrazione della banca non ha oggi alcuna possibilità di essere approvata” così dice il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena , Antonella Mansi, originaria di Scala in Costa d’ Amalfi, intervenendo all’assemblea degli azionisti della banca. E cala subito il gelo sull’assemblea degli azionisti in seconda convocazione di Mps. I soci dovranno varare il maxi-aumento da 3 miliardi e decidere quando eseguirlo. Lo scontro è atteso proprio su quest’ultimo aspetto con la banca che punta su gennaio e la Fondazione Mps, primo azionista, a giugno. E’ presente in sala il 49,3 per cento. L’assemblea degli azionisti del Montepaschi ha applaudito la numero uno della Fondazione, Antonella Mansi, che di fatto ha sbarrato la strada alla proposta di aumento di capitale a gennaio avanzata dal Cda presieduto da Alessandro Profumo. In attesa del verdetto, in parte scontato visto il dominio dell’Ente col suo 33,5%, l’intervento della vicepresidente di Confindustria è stato acclamato dal pubblico senese che tifa per il ‘no’ all’aumento e definisce il rischio nazionalizzazione “soltanto uno spauracchio”. “Capacità, determinazione e tenacia” invece sono le qualità che i soci riconoscono nella Mansi e ad un piccolo azionista addirittura gli scappa una battuta: “è un presidente con gli attributi”. “Oggi esiste purtroppo un’indiscutibile necessità dell’ente di badare alla propria sopravvivenza, è una nostra precisa responsabilità – ha spiegato ancora Mansi dialogando con i giornalisti prima di entrare -. Speriamo comunque che questo si possa conciliare nel tempo con l’interesse della Banca a cui noi teniamo molto perchè è il nostro primo asset”. “Qui dovremmo parlare non di conflitto di interessi ma semmai di ‘conflitto di doveri'” ha aggiunto riferendosi al parere legale di Pier Gaetano Marchetti presentato da Alessandro Profumo il 24 dicembre nel quale si ipotizzava il rischio di ‘conflitto di interessi’ della Fondazione. “Per noi la tutela dell’integrità del patrimonio non è un optional” ha aggiunto e poi, rivolgendosi ai vertici dei Mps, ha spiegato: “non potete chiederci di far crollare proprio noi l’edifico che ci è stato dato dalla legge”. “L’odierna assemblea – ha proseguito la presidente della Fondazione – non deve rappresentare comunque un punto di arrivo ma, a nostro giudizio, un nuovo punto di partenza, per un cammino che, almeno per quello che ci riguarda, intendiamo riprendere insieme, in lealtà e trasparenza, più forti di prima”. “La Fondazione non si tirerà indietro e perseguirà con tenacia e solerzia l’implementazione dei propri piani strategici, con il forte auspicio di mantenere comunque un ruolo di azionista rappresentativo all’interno della futura compagine azionaria della banca e con l’obiettivo già indicato di tornare a essere il motore di sviluppo di questo territorio”. Nei corridoi del Mps si rincorrono le voci sulle dimissioni di Produmo e lui. Dimissioni? “Queste sono decisioni che si assumono a sangue freddo e nei luoghi deputati. Non nessuna anticipazione da fare agli azionisti” dice il presidente di Mps rispondendo in Assemblea.

 

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