Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Napoli che peccato! Fermato dall’Inter in casa il record di vittorie

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NAPOLI – Il Napoli non riesce ad arrivare alla nona vittoria consecutiva, fine del record e non va oltre lo 0-0 contro l’Inter. Un super Samir Handanovic blocca la strada degli azzurri, al primo pareggio in campionato dopo otto vittorie consecutive. Non è stata una partita facile per gli uomini di Maurizio Sarri che hanno tentato in tutti i modi di trovare il gol vittoria ma l’estremo difensore sloveno è stato praticamente perfetto sventando tutti i pericoli creati dai padroni di casa. Grandissima partita di contenimento per l’Inter (Skriniar tra i migliori) in grado di bloccare il super tridente del Napoli ma anche di riproporsi in attacco con veloci ripartenze. Belle prestazioni per Antonio Candreva e Borja Valero che hanno messo in notevole difficoltà il centrocampo azzurro. Alla fine è un punto che va bene soprattutto a Luciano Spalletti: il Napoli resta in vetta con 25 punti ma l’Inter c’è (a quota 23) e con questa tenacia lotterà fino alla fine.

NAPOLI-INTER 0-0: TABELLINO E STATISTICHE

INSIGNE C’È – Sarri ritrova Lorenzo Insigne: il fantasista azzurro è tra i titolari dopo il ko contro il Manchester City. Dall’altra parte Spalletti punta sul 4-2-3-1 con Mauro Icardi riferimento offensivo in attacco. Alle sue spalle Candreva, Borja Valero e Perisic.

NAPOLI OK IN AVVIO – La prima occasione è per Marek Hamsikche al 5′ va vicino al vantaggio con un bel tiro dal limite dell’area ma la palla finisce sul fondo. L’Inter non sta a guardare e mette pressione al Napoli con rapide ripartenze e scambi di palla in velocità ma la difesa azzurra è attenta e guidata da un super Kalidou Koulibalyriesce a resistere al forcing nerazzurro.

Madrid “commissaria” la Catalogna e a Barcellona in 500 mila in piazza contro la Spagna

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Madrid “commissaria” la Catalogna e a Barcellona in 500 mila in piazza contro la Spagna , ne parla La Repubblica – Alla presenza di tutti i ministri del suo governo, Mariano Rajoy ha annunciato la decisione di applicare, per la prima volta nella storia della Spagna, l’articolo 155 della Costituzione. “Non era nostro desiderio ma nessun governo può accettare che la legge venga violata”, ha spiegato il premier spagnolo che ha poi aggiunto: “La Catalogna ha cercato lo scontro avviando un processo unilaterale e illegale. Ci hanno obbligato ad accettare un referendum indipendentista che non potevamo accettare”. Quattro gli obiettivi della scelta: “Tornare alla legalità, recuperare la normalità e la convivenza, continuare con la ripresa economica e andare a nuove elezioni in Catalogna”.

A sera, la replica del leader catalano indipendentista Carles Puidgemont che ha accusato Rajoy di aver portato a compimento “il peggior attacco dai tempi del franchismo, un golpe”, e si è rivolto all’Europa per avere solidarietà: “Se i valori fondanti europei sono stati messi a rischio qui in Catalogna, sappiate che lo saranno anche in Europa. Noi siamo europei e siamo convinti che l’Europa pacifica dovrebbe proteggere ognuno di noi, stare al nostro fianco”. E convoca per lunedì il plenum del parlamento catalano.

E intanto in piazza a Barcellona quasi 500 mila persone si sono radunate sin dal primo pomeriggio chiedendo la liberazione di due attivisti pro-indipendenza ma, soprattutto, scandendo slogan anti Madrid. Una imponente mobilitazione cui hanno partecipato anche Puidgemont e il suo governo.

Costa d’ Amalfi sconfitto in casa dal Valdiano

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Costa d’Amalfi sconfitta casalinga contro il Valdiano,  con il risultato di 2 a 1 e rimane nella parte bassa della classifica .
Mister Contaldo manda in campo buona parte dei titolarissimi. L’unica eccezione è in difesa con l’esclusione di Vigorito e la conferma della coppia centrale Bove e Caraviello. L’inizio non è dei più auguranti: i costieri soffrono e subiscono l’aggressività degli ospiti che già nel primo tempo si portano in vantaggio di 2 reti a 0. La prima messa a segno da Magliocca, abile a raccogliere un cross dalla destra sugli sviluppi di calcio d’angolo, il secondo realizzato su rigore da Vitale.

Nella ripresa arriva la reazione d’orgoglio del Costa d’Amalfi che, al 68°, accorcia le distanze con Lettieri, servito magnificamente da Cestaro. I costieri potrebbero anche pareggiare la gara dopo sessanta secondi, ma il colpo di testa di Criscuoli esce di poco fuori. Sabato la prossima gara fuori casa  contro il Solofra.

COSTA D’AMALFI-VALDIANO
Costa d’Amalfi: Faggiano, Vitiello Luigi, D’Amora, Cestaro, Caraviello, Bove (85° Vigorito), Ferrara (64° Catalano), Di Landro (87° War), Marino, Lettieri, Criscuoli (88° Vitiello Raffaele)
All. Contaldo (A disp. Napoli, Ruggiero, Reale)
Vladiano: Robertiello, Esposito, Isoldi, Comegna (74 Della Femina), Abate, Magliocca, Paolini (6° Iovine), Farano, Vitale (69° Delle Donne), Trimarco (81° D’Alto), Aracri (64° Limatola).
All. Criscuolo (A disp. Tortora, Petraccione)
Reti: 1° Magliocca – 32° rig Vitale – 68° Lettieri

Piano di Sorrento la mostra da non perdere, nel garage dell’artista Francesco D’Urso in Via dei Platani

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Piano di Sorrento la mostra da non perdere, nel garage dell’artista Francesco D’Urso in Via dei Platani .

La Prima mostra personale di Francesco D’Urso, opere create con Argilla Conchiglie e legno, ha riscosso un gran successo. L’artista è noto per essere il pasticciere di un noto bar a Sorrento su Viale degli Aranci, ma anche per un suggestivo presepe nel giardino prospiciente Viale degli Aranci che riceve decine di attestazioni ogni anno.

La mostra sarà a Via dei Platani, 24 a Piano di Sorrento dove c’è il presepe nel giardino.

La mostra si potrà visitare nei giorni 19-20-21 ottobre dalle 16:00 alle 20:00 il giorno 22 ottobre dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 21:00

Donato Cellini è protagonista nel video di Manuel Auteri

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Scelto da cantautore bolognese è il protagonista di una delle tre scene

 

 Nessun testo alternativo automatico disponibile.Piano di Sorrento – A piccoli passi Donato Cellini sale i gradini della scala ed eccolo che è il protagonista in una delle 3 scene nel video di Manuel Auteri che lo ha scelto tra altre persone.

Grazie ad un’associazione di volontariato che opera in un ospedale di Bologna con vari artisti di un certo calibro, il giovane carottese, tre anni or sono si è avvicinato al mondo delle spettacolo, ed il primo personaggio che incontrò fu con Alessandra Amoroso. I passi si fanno poco alla volta, dalla cantante pugliese ad arrivare ad altri artisti del mondo, non solo della canzone, possiamo dire che il passo è breve. Dopo aver salito il primo gradino della scala, eccolo che ne sale altri, pian piano e con il passare del tempo, Nek, Gianni Morandi, Debora Iurato ed altri, ed anche sempre incontrati grazie all’opera di volontariato svolta da questo ospedale bolognese. Ed appunto un nativo della città del ‘Dottor Balanzone’ che lo ha voluto protagonista del suo nuovo video e singolo ‘dottor amore’, il brano sarà in rotazione radio a partire dal 23 ottobre su oltre cento radio fm nazionali. In questo filmato si parla di un paziente che ha bisogno di un dottore. Un dottore però è difficile da trovare, un dottore che sappia curare l’amore trovandone una soluzione. Per l’amore non ci vuole nessun dottore, siamo noi stessi i dottori che devono trovare la giusta medicina a questa ‘malattia’ che quando ti colpisce ci fa essere diversi.

Il nostro intrepido eccolo nella città capoluogo dell’Emilia Romagna, essere il protagonista in una delle 3 scene, sempre collegate tra loro, di questo video del nuovo singolo di Manuel Auteri: “In essa accudisco mio padre che è malato e poi con l’amore del figlio si riprende”. Ci dice parlando di questa nuova avventura che ha affrontato in questo filmato del cantautore bolognese, che fin dalle scuole elementari studia batteria passando poi alla chitarra ed al pianoforte. La prima partecipazione importante avviene al Festival di Castrocaro del 1998, e poi a seguire Vota le Voci (1999 e 2000) ed il concorso Valmara, poi nel 1999 conosce Vasco Rossi ed il suo staff. E’ il anche coproduttore del singolo ‘Ciao amore’ firmato da Pia Tuccito (che fa parte dello staff di Vasco Rossi), comparendo anche all’interno del secondo singolo ‘Quella vispa di Teresa’ insieme allo stesso cantautore nativo di Zocca. Nel 2003 inizia la collaborazione con l’attuale produttore artistico, Renato Droghetti, ex componente del gruppo Taglia 42, collaboratore di Edoardo Bennato, De Crescenzo, e coautore di Paolo Menguzzi. Con gli anni il cantautore bolognese anche lui sale i gradini della scala ed oggi è tra quelli a cui il pubblico non può fare a meno. E che non potrà fare a meno di questo suo nuovo singolo che uscirà il 23 ottobre e girato sui colli bolognesi e che vede protagonista il nostro intrepido Donato.

GISPA

Castellammare altra tragedia, va in ospedale per un mal di schiena e muore

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Castellammare di Stabia ( Napoli ). Nuova tragedia dopo la morte dello chef quarantanovenne residente a Vico Equense avvenuta qualche giorno fa. Sulla cui vicenda ci sono dei dubbi umani, visto che è morto sette ore dall’incidente e non è stata subito percepita la sua gravità.

Stavolta a perdere la vita è un 61enne operaio stabiese, Giuseppe Balestrieri. L’uomo è morto per un’aneurisma all’aorta, mentre aspettava di essere visitato al pronto soccorso San Leonardo di Castellammare di Stabia. Ma ha atteso un po’ di tempo per un dolore insopportabile e alla fine il peggio è arrivato. Non era chiara la natura di quello e fastidio e l’uomo quindi non era stato messo in codice rosso, presso il nosocomio quanto piuttosto era stato lasciato in attesa. Invece proprio mentre aspettava il suo turno al pronto soccorso è rimasto vittima di un malore fatale.

Comprensibile l’ira dei suoi familiari che hanno subito sporto denuncia per scoprire la verità sulla morte dell’uomo. Sul caso è stata aperta subito un’inchiesta da parte della procura di Torre Annunziata che ha disposto l’autopsia sul cadavere ed inoltre ha anche sequestrato la cartella clinica dell’uomo. Ora i familiari vogliono vederci chiaro su quanto è accaduto a 61 anni operaio stabiese.

A Ravello Lab il sindaco di Matera parla della sua Capitale della Cultura. E il 29 arrivano Franceschini e De Luca

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Ravello è già Capitale della Cultura potremmo dire. Nella cittadina della Costiera amalfitana si susseguono eventi culturali come in nessun altro piccolo paese della Campania. Tutto sempra richiamare al progetto Ravello – Costa d’ Amalfi Città della Cultura 2020 . Al Ravello Lab si è anche presentato il sindaco di Matera, già Città della Cultura, che ha parlato della sua candidatura, mentre per la fine della settimana prossima è previsto l’arrivo ad un convegno dell’ex Ministro Franceschini e del Governatore De Luca.

Intanto questa mattina, sabato 21 ottobre,  si è conclusa la XII edizione di Ravello Lab-Colloqui Internazionali sul tema SVILUPPO A BASE CULTURALE Governance partecipata per l’impresa culturale, iniziativa curata da Federculture e dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.

Il Sottosegretario ai Beni Culturali, Antimo Cesaro, intervenendo a nome del Governo, ha affermato che “nella capacità di creare reddito e occupazione sta il vero valore sociale dell’impresa culturale, la quale nella fase di start up puó essere aiutata da finanziamenti pubblici, ma nel medio e lungo tempo deve puntare alla sostenibilità e alla capacità di ritagliarsi uno spazio nel dinamico mercato culturale”. Ha inoltre riconosciuto a Ravello Lab il ruolo di “suggeritore di politiche” relative al rapporto tra cultura e sviluppo.

Secondo Alfonso Andria, Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e del Comitato Ravello Lab, il vero punto di forza di Ravello Lab è nei panel tematici, quest’anno dedicati rispettivamente a “Pianificazione strategica, progettazione e valutazione”, coordinato da Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania per i Rapporti internazionali e l’UNESCO e a “L’impresa culturale tra risultato economico e valore sociale”, coordinata dal Pierpaolo Forte, Presidente Fondazione Donnaregina-Museo MADRE. È lì che la “community” di Ravello Lab, costituita da stakeholder pubblici e privati provenienti da tutt’Italia, da rappresentanti del MiBACT, di Regioni – e tra queste della Regione Campania – ed Enti Locali e da esponenti delle istituzioni sovranazionali, produce, attraverso lo scambio di esperienze e di buone pratiche, i contenuti e gli spunti operativi per concrete ricadute sui territori.

Da quest’anno l’iniziativa gode del sostegno di Confindustria: lo ha confermato il Presidente Vincenzo Boccia nel corso di un videomessaggio, in cui sottolinea il valore della cultura quale elemento sostanziale per affrontare una “stagione della consapevolezza”, rilanciando lo sviluppo del Paese attraverso iniziative appropriate. Presente tra gli interventori a Ravello Renzo Iorio, Presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria, ha ribadito la centralità dell’impresa culturale nel sistema Italia.

In questa edizione, che si è aperta con un’approfondita riflessione a più voci sull’Anno Europeo del Patrimonio Culturale (2018), Claudio Bocci, Direttore di Federculture afferma che “accanto al tema della progettazione integrata e partecipata per favorire il dialogo tra diversi livelli istituzionali e tra pubblico e privano abbiamo posto il tema dell’impresa culturale e della necessità di individuare metriche di valutazione che ne restituiscano il valore economico e il valore sociale”.

L’intervento conclusivo della tregiorni è stato affidato al Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, che ha illustrato il percorso verso Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e altri aspetti della programmazione, sottolineando il coinvolgimento della cittadinanza fortemente voluto dall’Amministrazione da lui guidata. Si attua così uno dei principi fondanti della Convenzione di Faro sulla partecipazione attiva dei cittadini alla cultura.

Dopo l’ evento del Ravello Lab sono attesi l’ex Ministro Dario Franceschini e del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca  per il convegno  “I beni culturali tra diritto ed economia, tra centro e periferia” , che si terrà dal 27 al 29 novembre, organizzato a ravello dall’Unione nazionale avvocati amministrativisti e SCABEC sotto il patrocinio dalla Regione Campania con la collaborazione Comune di Ravello col sindaco avvocato Salvatore Di Martino e Fondazione Ravello collaboreranno all’organizzazione dell’evento mettendo a disposizione  l’Auditorium Oscar Niemeyer che ospiterà i lavori, e Villa Rufolo, che con la sua Torre-Museo e con l’evento  “Mille Anni di Magia” per l’occasione proprogato fino a inizio novembre.

Per Franceschini un ritorno nella Città della Musica, dove è stato tre anni fa accolto a Villa Rufolo da Secondo Amalfitano, per Ravello un nuovo assist per il progetto Città della Cultura 2020.

Tragedia sfiorata a Tramonti, contadino fa un volo di tre metri da un albero. Milza a pezzi

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Tragedia sfiorata a Tramonti, contadino fa un volo di tre metri da un albero. Milza a pezzi e riporta fratture multiple. E’ accaduto stamane in un giardino della cittadina della Costiera amalfitana , dove un uomo è rimasto vittima del grave incidente in seguito al quale è stato trasportato in gravi condizioni presso il presidio Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello.

Qui, una volta sottoposto a esami diagnostici, Tac compresa, gli sono state riscontrate fratture multiple al torace e soprattutto la rottura della milza con rischio di grossa emorragia anche mortale.

Per l’uomo, che doveva essere sottoposto con urgenza a intervento chirurgico, è stato disposto il trasferimento al Ruggi di Salerno dove è stato trasportato con l’eliambulanza da Maiori .

Allerta meteo Costa d’ Amalfi e Sorrento , ma il sole rimane fino a novembre

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Allerta meteo Costa d’ Amalfi e Sorrento , ma il sole rimane fino a novembre , solo domani pomeriggio ci dovrebbe essere un pò di maltempo in Campania e quindi anche  fra Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, anche se le pioggie non dovrebbero esserci o almeno non eccessive in provincia di Salerno ma nell’alta provincia di Napoli e fra Capri e Ischia .

La Protezione Civile della Regione Campania, infatti, ha diramato un avviso di allerta meteo di colore Giallo, ossia di grado ordinario, per piogge e temporali valevole almeno nella fascia oraria tra le 12 e le 24 di domani su buona parte del territorio.

In particolare, l’avviso riguarda le seguenti zone: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele. Si prevedono fenomeni temporaleschi caratterizzati da una incertezza previsionale e rapidità di evoluzione, con danni alle coperture e strutture provvisorie dovuti a raffiche di vento e fulminazioni; ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale.

Ed ancora: scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; possibili cadute massi; occasionali fenomeni franosi legati a condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, anche per la ridotta capacità di assorbimento e smaltimento degli afflussi meteorici, a causa degli effetti indotti dai numerosi incendi boschivi verificatisi sul territorio regionale.

La Sala Operativa della Protezione Civile della Campania, pertanto, raccomanda “alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure necessarie a prevenire e contrastare i fenomeni attesi”.

Positanonews domani vi aggiornerà in tempo reale sull’evolversi del tempo , per quanto riguarda la Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina.

Qui sull’evindenziato potete vedere le previsioni meteo

Qui sotto le webcam per vedere la situazione sul territorio scelte da Positanonews

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SORRENTO –

AMALFI –

CAPRI

 

Schiavi illude, poi Frosinone pareggia in 10: granata non sfruttano superiorità, finisce 1-1

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SALERNITANA (3-4-3): Radunovic; Mantovani, Schiavi, Bernardini; Kiyine, Signorelli (18’ st Odjer), Ricci, Vitale; Rosina (41’ st Cicerelli), Bocalon (33’ st Rossi), Sprocati. A disp: Adamonis, Pucino, Zito, Alex, Rizzo, Kadi, Gatto, Asmah, Perico. All: Alberto Bollini.

 

FROSINONE (3-4-3): Bardi; Brighenti, Ariaudo, Terranova; M. Ciofani, Sammarco, Maiello (27’ st Gori), Crivello; Ciano (22’ st Citro), D. Ciofani, Soddimo (22’ st Matarese). A disp: Zappino, Vigorito, Russo, Besea, Beghetto, Volpe, Krajnc. All. Moreno Longo.

 

Arbitro: Sig. Marco Serra di Torino (Cecconi/Capaldo); IV uomo: Vigile.

 

NOTE. Marcatori: 43’ pt Schiavi (S), 31′ st Crivello (F); Ammoniti: Schiavi, Vitale (S), Brighenti (F); Espulso: Brighenti (F) per somma di ammonizioni; Angoli: 2-3; Recupero: 0’ pt – 5’ st; Spettatori: 10210 di cui 300 da Frosinone.

 

Segna Schiavi, pareggia Crivello e alla fine Salernitana-Frosinone è 1-1. I granata non vanno oltre il pareggio contro i più blasonati ciociari, che dominano gran parte della partita e forse meriterebbero di più. Tanto rammarico anche per la Salernitana però, perché al decimo del secondo tempo Brighenti lascia Longo in 10. I granata non riescono a sfruttare la superiorità numerica, anzi, subiscono il pareggio e rischiano il ko. Alla fine il pareggio accontenta Bollini, però oggi si poteva fare di più.

LA CRONACA. Dopo 70 secondi il Frosinone già va al tiro: Ciofani fa la sponda, Crivello carica il mancino ma non centra la porta. È la dichiarazione di intenti dei ciociari che domineranno per 43 minuti fino al gol di Schiai. Soddimo all’8 impegna Radunovic, poi il portiere serbo soffia sulla conclusione di Ciofani in girata che finisce di poco a lato. Al 23’ sempre Ciofani di testa spaventa Radunovic, poi Ciano su punizione manca la porta per questione di centimetri. Solo Frosinone a centrocampo, solo Frosinone in attacco, niente Salernitana. Ma il calcio è strano e basta un calcio d’angolo (il primo della gara guadagnato al 42’ per sbloccare il match). Bardi respinge il cross di Sprocati di nuovo in corner, poi dal secondo angolo la Salernitana passa. Sprocati cicca la conclusione, nell’area piccola c’è Schiavi e il capitano granata si trasforma in centravanti: conclusione di rabbia e 1-0 proprio a pochi secondi dallo scadere. Nel secondo tempo è un’altra Salernitana. I granata entrano in campo più convinti e Sprocati all’8 sfiora il colpo del ko. Poi al 10’ la seconda svolta del match: Brighenti già ammonito atterra Sprocati e va negli spogliatoi. La Salernitana si carica dalla superiorità numerica ma ha il grave demerito di non chiudere il match. Bocalon al 17’ si divora il raddoppio a tu per tu con Bardi colpendo centrale e debolmente di testa. Kiyine dal limite non è preciso, Rosina un po’ confusionario. Ma la nota dolente della giornata è Bocalon. Il centravanti veneto è in giornata no e non ne prende una e la Salernitana ne risente. La superiorità numerica non si fa sentire con il passare dei minuti il Frosinone prende campo e coraggio. Naturale conseguenza, il gol del pareggio. Batti e ribatti in area, poi la palla va a Crivello che col sinistro fa 1-1 al 31’. Nell’ultimo quarto d’ora è di nuovo solo Frosinone che nonostante l’uomo in meno sembra crederci di più. I ciociari però non riescono a sfondare il muro dei difensori granata che, con sofferenza, riescono a portare a casa l’ennesimo pareggio del campionato. Questa volta, però, il rammarico è maggiore perché i granata hanno sciupato un vantaggio di un gol e di un uomo. Piccolo passo in avanti per la Salernitana che va a quota 13, martedì si scende di nuovo in campo a Novara.

Pagellone Salernitana-Frosinone: Bocalon, che errore! Kiyine sbaglia troppo, tiene la difesa

RADUNOVIC 6 ha coraggio da vendere sulle palle alte, non ha paura di uscire anche solo per smanacciare e pulire l’area di rigore. Incolpevole sul pari di Crivello.

 

MANTOVANI 6,5 dalle sue parti agisce Soddimo, cliente sempre pericoloso. Prova a prenderlo sull’anticipo e spesso ci riesce. Mura su Sammarco, sbaglia solo quando lascia troppo spazio a Ciofani che controlla, si gira e non inquadra lo specchio.

 

SCHIAVI 6,5 ringhia a modo suo su Ciofani, nel primo tempo commette un’ingenuità colossale quando regala al Frosinone una punizione dalla zolla preferita di Ciano. Mette il piattone sul tiro sporco di Sprocati e si fa tutto il campo per andare ad esultare sotto la Sud.

 

BERNARDINI 6 quando è chiamato a fare il suo, vale a dire chiudere e anticipare l’avversario, lo fa con la solita autorevolezza. Qualche problema in più nel momento in cui è costretto a portare palla per dare l’input iniziale alla manovra. Brividi quando non s’intende con Radunovic e lascia sfilare una palla pericolosa su cui nessun calciatore del Frosinone fortunatamente s’avventa.

 

KIYINE 5 in pericolosa involuzione, sulla falsariga della non eccellente prova di Avellino. Ha mezzi tecnici e atletici potenzialmente devastanti ma giocate e leziosismi ancora da torneo Primavera. Si propone spesso in sovrapposizione, in altrettante circostanza si dimentica delle sortite di Crivello. Meglio nella ripresa, fin quando Longo non passa al 3-4-2 avanzando Crivello. Lo perde clamorosamente in occasione del pari.

 

SIGNORELLI 5 s’addormenta subito lasciandosi soffiare palla da Soddimo. Compassato, fuori tempo e fuori ritmo. Un cambio sprecato, non ha i novanta minuti e chissà mai se li avrà. Dal 18’ st ODJER 6 sfortunato in occasione del gol laziale quando prova a spazzare l’area in diverse circostanze. In precedenza bravo a far da muro davanti alla difesa.

 

RICCI 6 nel primo tempo paradossalmente meglio in fase difensiva che in sede di costruzione. Riesce a sporcare diversi palloni, ma il pallino del gioco resta stabile in mano ciociara. Meglio nella ripresa approfittando dei maggiori spazi a disposizione.

 

VITALE 6 Ciofani lo aggredisce alto, spesso resta sulle sue perché intimorito dalla presenza di Ciano. Nel primo tempo arriva al cross solo una volta. Beneficia della superiorità numerica nella ripresa, pennella una palla al bacio per Bocalon che spara addosso a Bardi.

 

ROSINA 6 Bollini gli chiede di rimanere largo e creare superiorità numerica sulla corsia esterna con le sovrapposizioni di Kiyine. Va molto meglio quando s’accentra e riesce a duettare nello stretto con Sprocati e Bocalon. Scompare dal campo dopo l’ora di gioco, in evidente debito d’ossigeno. Dal 40’ st CICERELLI s.v.

 

BOCALON 5 fa fare un figurone ad Ariaudo. Lotte, corre e si sbatte ma s’infrange sul muro eretto dall’ex Juventus. Si divora il gol del raddoppio, cerca il palo lungo ma trova le manone di Bardi. Dal 33’ st ROSSI s.v.

 

SPROCATI 6,5 l’adrenalina sembra averla lasciata al Partenio. Spesso si estranea, ma i suoi strappi sono comunque fondamentali e decisivi. Guadagna l’espulsione di Brighenti con un cambio di passo dei suoi.

 

ALL. BOLLINI 5,5 costretto a far di necessità virtù, tra assenze e contingenze varie. Brucia in partenza due sostituzioni schierando Signorelli e Rosina sapendo che nessuno dei due aveva i novanta minuti nelle gambe. Il Frosinone spadroneggia a metà campo, la Salernitana lascia fare anche perché sprovvista delle armi necessarie ad arginare il palleggio ciociaro. Si doveva e poteva far meglio sulle corsie esterne, soprattutto una volta in vantaggio. Sorpreso dalla mossa di Longo che alza Crivello e si merita il pari.

 

ARBITRO sig. SERRA 6 partita maschia, intensa talvolta al limite. Manda sotto la doccia Brighenti con un’applicazione letterale del regolamento. Qualche punizione invertita, ma direzione tutto sommato sufficiente.

fonte solosalerno.it

Sant’Agnello-San Vito Positano 1-1, non basta la sesta rete di Vincenzo Di Ruocco

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Non va oltre il pareggio il San Vito Positano di mister Ernesto Apuzzo nella difficile trasferta di Sant’Agnello. Allo stadio Comunale finisce 1-1, dopo un gran primo tempo disputato dai giallorossi che hanno visto andare in rete l’ennesima volta Vincenzo Di Ruocco, ora a quota sei gol stagionali, in testa con il compagno di squadra Farriciello. Dopo un primo tempo molto positivo, è salito in cattedra il Sant’Agnello di Giulio Russo che ha avuto una reazione d’orgoglio ed ha trovato il pareggio con Nocerino.

Peccato per l’occasione mancata nel finale da Del Sorbo su assist di Farriciello. Un 1-1 che comunque non è così doloroso visto che Cervinara e Virtus Avellino hanno pareggiato: soltanto il Valdiano ha superato gli uomini di Apuzzo grazie alla vittoria in trasferta sul Costa d’Amalfi. Il tutto in attesa che l’Agropoli capolista giochi a Castel San Giorgio. Non è sceso in campo, invece, Luigi Gargiulo, il grande ex della giornata: l’ex capitano del San Vito Positano, ora tra le fila del Sant’Agnello, è ancora alle prese con un infortunio (l’avevamo sentito in esclusiva).

Mister Apuzzo a fine gara inferocito: ha strigliato duramente i ragazzi per il pareggio subito, per quelli che per lui sono due punti persi.

Intanto, domani, la Juniores affronterà il Costa d’Amalfi, nel primo derby della Costiera Amalfitana.

Serie A, cresce l’attesa per la supersfida tra Napoli e Inter: ecco le probabili formazioni

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Cresce spasmodica l’attesa per la supersfida di stasera tra Napoli e Inter, valida per la nona giornata di Serie A. Due squadre che stanno sicuramente stupendo un po’ tutti in questo inizio di campionato e che sicuramente daranno spettacolo. Da un lato gli Azzurri allenati da Maurizio Sarri che sono attualmente a punteggio pieno, 8 vittorie su 8 gare disputate, e che stanno producendo un gioco davvero entusiasmante; dall’altra i nerazzurri di Luciano Spalletti, il quale è riuscito a ridare vigore all’Inter e a valorizzare tanti giocatori molto criticati.

Sarà la sfida tra le difese migliori del campionato (solo 5 reti subite da entrambe) ma anche la sfida di due attacchi molto prolifici (da un lato 26 reti per il Napoli dall’altro 17 per l’Inter). Gli Azzurri sono molto motivati e hanno voglia di continuare il filone di vittorie per puntare a quello scudetto che ormai manca da quasi 30 anni: una vittoria sull’Inter significherebbe andare a +5 sulle seconde, mentre i nerazzurri sembrano un po’ la mina vagante del campionato per adesso. Tanta apprensione per le condizioni di Lorenzo Insigne, uscito malconcio dalla sfida col Manchester City in Champions.

Vediamo le probabili formazioni per stasera:

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. Allenatore: Sarri

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Nagatomo; Gagliardini, Vecino; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi. Allenatore: Spalletti

Gemellaggio Positano-Thurnau viaggio in Germania dal 5 al 13 dicembre, posa prima pietra Piazza Positano

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Il Gemellaggio tra Positano e la città tedesca di Thurnau nasce nel 2000 sulle orme del musicista tedesco Wilhelm Kempff e del ceramista Gunther Studemann, legati alle 2 città. Nel 2000 è nata anche l’Associazione per i gemellaggi, che gestisce gli scambi culturali tra Positano e Thurnau, e che quest’anno organizza il viaggio nella città Francofona dal 5 al 13 dicembre, una settimana di cultura, divertimento ed integrazione, i partecipanti saranno infatti ospitati, come sempre avviene, dalle famiglie del posto. Quest’anno un appuntamento di particolare rilevo, la posa della prima pietra della ‘Piazza Positano’, ulteriore legame di amicizia tra i 2 popoli.

Programma settimana del Gemellaggio 5 – 13 Dicembre 2017

5/12 Giovedì: partenza in pullman da Positano per l’aeroporto di Napoli. Volo Napoli – Monaco di Baviera ( part. 12,15 – arr. 13,55). Trasferimento in pullman per Thurnau. Arrivo a Thurnau, accoglienza da parte del sindaco e del presidente dei gemellaggi con musica della banda MusikvereinThurnau. Alloggio presso le famiglie.

6/12 Venerdì: Visita alla Ditta “IREKS Gmbh” di Kulmbach. Ditta alimentare da 160 anni con 15 filiali in Europa e aziende affiliate in Gran Bretagna e USA. Occupa 2.600 dipendenti da 30 nazioni. Visita al distretto di Kulmbach e al Landrat Klaus Peter Soellner. Discussione “Quale Europa ci auguriamo?” dal punto di vista dell’Alta Franconia e della Campania. Presenziano la discussione LandratSoellner e il rappresentante del Comune di Positano. Passeggiata nel mercatino di Natale di Kulmbach.

7/12 Sabato: Visita alla città universitaria di Erfurt. Visita al Centro informazioni della Cancelleria di Stato della Turingia. Conferenza del Sig. Hoffmann sulla storia dell’Unione Europea e visita degli storici edifici governativi. Visita della città e successivamente visita del mercatino di Natale.

8/12 Domenica: Thurnau – Incontro con una famiglia siriana. Racconto della fuga, della vita in Siria e dell’attuale esperienza a Thurnau. Il gruppo degli assistenti volontari informano sulle offerte di aiuto per i rifugiati. Pranzo in famiglia. Presentazione del progetto “Coaching fuerGefluechtete”. Diritti dei rifugiati, offerte di formazione e misure per l’integrazione. Visita del mercatino natalizio della ceramica.

9/12 Lunedì: Giornata libera da passare con le famiglie ospitanti. In serata concerto nella Chiesa di San Lorenzo.

10/12 Martedì: Coburg. – Visita guidata della città e del mercatino di Natale.

11/12 Mercoledì: Cerimonia di posa della prima pietra della Piazza Positano alla presenza del sindaco di Thurnau Martin Bernreuther, del rappresentante del Comune di Positano, del Landrat Klaus Peter Soellner e di altre personalità politiche. Conferenza stampa in Comune. In serata Festa del Gemellaggio al Kutschenhaus del Castello di Thurnau. Discorsi dei rappresentanti dei due comuni, dei rappresentanti delle associazioni del gemellaggio e dei politici presenti.

12/12 Giovedì: Visita della Kemmenate del Castello di Thurnau e del Gebetserkers (la finestra della  preghiera) da poco restaurata. Il castello di Thurnau è stato dichiarato monumento nazionale. Visita del progetto per il castello di GuenterKarittke e di Ralph Wirth. Nel pomeriggio Terme di Obernsees.

13/12 Venerdì: Partenza con pullman da Thurnauper Monaco di Baviera e volo per Napoli (part. 15,45 – arr. 17,20). Transfer con pullman per Positano.

Durante la settimana ci sarà anche una mostra di dipinti di Paula Baerenfaenger, una pittrice tedesca che ha vissuto a Positano e che ha lasciato molti dipinti sul nostro paese.

La quota di partecipazione è di Euro 230,00 a persona, comprensiva di voli e trasferimenti da/per aeroporto. Per informazioni e prenotazioni :

Rosaria 333/6310413 o Mechy 335/7495975.

Il programma potrebbe subire variazioni

 

Una voce, un flauto e la luna

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Myriam Dal Don

Salerno abbraccia Gilda Fiume e Antonio Senatore nella sfida di Casta Diva. Dignitosa la prova dell’orchestra guidata da Daniel Oren con Myriam Dal Don nel ruolo di konzertmeister

Di Olga Chieffi

 Ogni accento curato, ogni nota con il giusto peso, nell’arco della scena tra le selve ossianiche disegnate a quattro mani da Flavio Arbetti e dai ragazzi del liceo artistico, il flauto di Antonio Senatore e la voce di Gilda Fiume hanno schizzato quell’enciclopedismo affettivo che Vincenzo Bellini ha pensato per Casta Diva. Il declamato drammatico iniziale, il lirico sacrale dell’invocazione è stato reso dai due protagonisti non privo dal far intravvedere le ambiguità passionali della sacerdotessa amante nello svettare della voce all’acuto che rivela i due volti della donna. E’ il momento che il pubblico del nuovo allestimento della Norma del teatro Verdi di Salerno, affidata alla regia di Giandomenico Vaccari, attendeva, chi per conoscenza, chi per punire una non impossibile defaillance del soprano, così come è senza veli, alcuni, insieme al suono del flauto, trasparente e lussureggiante, in questo pulsare melodico del lungo e articolato fraseggio belliniano, che ci ha fatto ricordare “La sera del dì di festa” di leopardiana memoria “Dolce e chiara è la notte e senza vento,/ E questa sovra i tetti e in mezzo agli orti/Posa la luna e di lontan rivela/ Serena ogni montagna”. Platea attenta e mormorante tra le labbra, che non è stato certo deluso dalla giovane Gilda Fiume, al suo debutto nel ruolo, che è riuscita a calarsi in quel personaggio che vive in modo rappresentativo lo scisma belliniano, in quanto l’esplosione della novella potenzialità lirica è chiamata a collaudarsi entro gli argini contegnosi d’una vera e propria ossatura vieux style e, per coinvolgere a pieno il pubblico, ha bisogno di rivivere in voci straordinarie e complete. Poche opere, infatti, nel paesaggio del nascente melodramma borghese riescono, al pari di questa, a registrare l’ossequio ad una formula e, insieme, il suo rovesciamento per il tramite della dilatazione melodica, del canto lunare fuoriuscente di continuo dalla morsa del tempo ordinario. Applausi sinceri, quindi, per Gilda Fiume e per tutti gli strumentini, unitamente al coro, preparato da Tiziana Carlini, che hanno prodotto quasi completamente l’intenzione artistica di Daniel Oren, creando colori a volte infungibili, validi solo per l’ethos di questa partitura, animando un palcoscenico pieno d’ombra e di mistero, in cui i personaggi, prigionieri del melodramma tentano di liberarsi, mentre la luce, viva e granulosa, ha ornato i loro gesti. Felice il ritorno qui a Salerno della violinista Myriam Dal Don nel ruolo di Konzertmeister dell’ Orchestra Filarmonica Salernitana, dopo averla applaudita in diversi contesti, dal Festival di Musica Antica a diverse esibizione in formazione, nell’interpretazione stavolta di una partitura che è risuonata in una miriade di dettagli sotto una luce nuova. Questa sera, la violinista regalerà un’esibizione in forma privata, facendo ri-suonare, un violino centenario di scuola napoletana, uno strumento datato 1904, costruito dal liutaio Vincenzo Postiglione, maestro di Vincenzo e Mariano Annarumma, liutai salernitani e rinato, dopo oltre mezzo secolo di silenzio, attraverso le mani e le cure di Ciro Caliendo, erede dei segreti della eccelsa scuola napoletana di liuteria.

Formazione turistica in Costa d’ Amalfi, corsi a Minori e Praiano

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Il Distretto Turistico inaugura un innovativo programma di corsi di formazione destinato sia ai gestori che ai dipendenti delle aziende turistiche della Costa d’Amalfi.

Per il Distretto Turistico Costa d’Amalfi la fine della lunga stagione lavorativa sarà un momento importante. Attraverso il suo braccio operativo, la rete soggetto costituita nel 2015 e di cui fanno parte oltre 40 aziende del nostro territorio, il presidente Andrea Ferraioli ha messo in piedi un lungo periodo di formazione che partirà il prossimo 23 Ottobre a Praiano presso il Centro Culturale Andrea Pane con il Corso di “Hotel Management”. Il corso è stato organizzato in collaborazione con Formamentis e si svolgerà su tre giornate. Da Novembre partirà una lunga serie di lezioni che terrà impegnati gli operatori del settore per tutto il periodo invernale.

I corsi sono destinati sia ai gestori che ai dipendenti degli hotel della Costa d’Amalfi. “Una delle caratteristiche a cui abbiamo fatto maggiore attenzione è il coinvolgimento di docenti che avessero avuto esperienze nei nostri territori. Non ci interessava la docenza distaccata del professionista estraneo al nostro contesto.Gli alberghi e i ristoranti della Costa d’Amalfi hanno caratteristiche molto peculiari che possono essere sviscerate solo con una conoscenza reale frutto di un lavoro sul campo. Tra i docenti spiccano i nomi di Andrea Zana (Hotel Manager del San Pietro di Positano), Andrew Camera (Hotel Manager del Santa Caterina di Amalfi), Antonella Gatto (Guest Relation Assistant dell’Hotel Caruso di Ravello), Andrea Viacava (kitchen design autore della cucina del ristorante Sensi di Amalfi oltre che del ristorante Zass di Positano), Massimo Porzio (Banqueting Manager de Il San Pietro di Positano), Nicoletta Gargiulo (maitre e sommelier del ristorante de Le Agavi di Positano).

“Si comincerà il 23 Ottobre con la lezione del prof. Galbiati sul Management alberghiero. Dal mese di Novembre sino a Marzo sarà un susseguirsi di occasioni sia per gli operatori che per gli stessi gestori. Affronteremo temi come il team building, l’orientamento strategico, il revenue management, il food & beverage management, il controllo di gestione ma daremo anche l’occasione a chi lavora di formarsi con corsi di Housekeeing, gestione del complain, tecniche di servizio del vino o di customer complain. Porteremo avanti anche due corsi di lingue orientate al servizio in hotel. Siamo certi che sarà una ottima occasione di migliorare le già ottime competenze dei nostri operatori.”

Accanto a questi momenti formativi il Distretto ha in programma l’organizzazione di incontri di approfondimento multi-disciplinare: un convegno sul Buon Pescato con il Prof. Roberto Sandulli dell’Università Parthenope di Napoli, la seconda edizione del seminario “Hotel Talks” in collaborazione con la web agency Travel Web J, corsi di aggiornamento sui funghi, i tartufi e sull’uso delle erbe spontanee in cucina.

I corsi si svolgeranno tra la sede di Praiano e quella di Minori.

Positano. Salvatore Di Leva e Cristina Jurado oggi sposi: un amore nato sul mare

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Positano. Salvatore Di Leva e Cristina Jurato oggi sposi: un amore nato sul mare. Lui al molo della perla della Costiera amalfitana a lavoro nella biglietteria Alilauro lei sbarca qui in Costa d Amalfi da Montreal Canada e i “Leoni al sole” colpiscono il cuore della bella fanciulla ed è subito amore oggi il matrimonio alle 16,30 a Sorrento Chiesa Sant’Antimo Auguri da tutta la redazione di positanonews

Condè Nast Traveler: secondo i lettori le due costiere nella top 10

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Condè Nast Traveler, il magazine americano di riferimento nel settore delle vacanze di lusso, ha stilato una classifica sulle migliori strutture lussuose del mondo. I viaggiatori dell’élite americana testimoniano il gradimento per le strutture di lusso di Capri, Sorrento e Costiera Amalfitana, con gli esperti di Condè Nast stimano per Positano il San Pietro (17esimo) e Le Sirenuse (31esimo). Tra gli altri hotel della Costa d’Amalfi si segnalano il Santa Caterina di Amalfi (18esimo), il Belmond Hotel Caruso di Ravello (22esimo). Eccellente il settimo posto conservato dal Palazzo Avino di Ravello in vent’anni, che rimane tra le strutture al vertice del panorama internazionale.

Tra i migliori 50 alberghi al mondo di Condè Nast, gli alberghi della Penisola Sorrentina hanno dato grandi soddisfazioni nel rappresentare la Campania nel mondo: sul podio c’è infatti il Capri Tiberio Palace di Capri, secondo in classifica, e a seguire il Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento sesto per il magazine e secondo hotel di lusso campano, che segnala le ottime capacità della manager Tiziana Laterza. Chiudono la carica delle nove campane, il Caesar Augustus di Capri (ottavo) e con l’altra struttura caprese del Quisisana 23esimo piazzato dietro al Caruso.

Sorrento, donna tenta di derubare ristorante “Da Filippo”: fermata durante la fuga

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Increscioso episodio occorso al celebre ristorante Da Filippo a Sorrento, in via Cesarano. Una donna, questa mattina, è stata fermata dopo essersi data alla fuga e aver tentato di derubare l’esercizio commerciale. E’ stato un dipendente del ristorante che ha cominciato a sentire dei rumori strani: proprio pochi attimi dopo ha scorto una figura, con indosso un passamontagna, che frugava nel registratore di cassa.

A quel punto il dipendente ha messo in fuga il ladro, inseguendolo per via Cesarano. Due guardie giurate, vista la scena, sono intervenute ed hanno fermato l’individuo in fuga, il quale si è rivelato essere una donna residente proprio a Sorrento. Successivamente sono stati chiamati i Carabinieri e la donna è stata portata in Caserma: per lei è scattata la denuncia.

Halloween, PositanoNews pubblicherà tutte le iniziative più interessanti: ecco le info!

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In occasione della festività di Halloween, la redazione di PositanoNews ha deciso di pubblicare tutte le iniziative più interessanti che verranno proposte in Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, ma non solo. Per qualsiasi segnalazione, inviate una mail a:

direttore@positanonews.it

oppure contattateci su Whatsapp al numero: 3381830438.

Susan Sarandon: l’Italia e Ravello nel cuore, diviso tra il Caruso e villa Rondinaia

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Susan Sarandon dichiara il suo amore per l’Italia e Ravello, e le colonne del The Telegraph si condiscono di un’intervista, che si tramuta in una dichiarazione d’amore al caratteristico borgo della Costiera Amalfitana. Nelle corde dell’attrice premio Oscar c’è l’Hotel Caruso, classificata tra le sue mete preferite: “Hotel Caruso a Ravello, in Italia, per le sue enormi camere e viste mozzafiato, stile antico e eleganza” è stata la risposta alla domanda su quale fosse il suo albergo preferito. La Città della Musica è quindi in cima alle preferenze della Sarandon, che è stata ospitata più volte tra le suite del Caruso e la villa della Rondinaia dell’amico Gore Vidal.

Nel mirino della diva di Hollywood c’è stata per un periodo di tempo la villa dell’intellettuale americano, che nei scorsi mesi è stata la location del biopic con protagonista Kevin Spacey, girato tra Ravello e la Costa d’Amalfi. L’acquisto della villa avrebbe consentito all’artista di instaurare un rapporto speciale e durato. Proprio come lo scrittore.

L’artista avrebbe rivelò in passato le sue intenzioni verso la dimora ravellese, durante un’intervista, rilasciata nel corso della visita al Giffoni Film Festival 2010. “Sono in parte italiana— raccontò l’attrice hollywoodiana – mia figlia ha studiato a Bologna e parla benissimo l’italiano. E poi qui al sud è bellissimo. Gore Vidal, il padrino di mio figlio, aveva una casa a Ravello. Mi piaceva moltissimo. Quando l’ha venduta me lo ha detto e io avrei fatto di tutto per acquistarla, ma non avevo i soldi”.

 

Il comitato per il Sacrario Militare di Cava presenta al sindaco le due nuove targhe commemorative dei caduti in guerra

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CAVA DE’ TIRRENI –

Mostrata, ufficialmente, stamattina a palazzo di città di Cava de’ Tirreni dal presidente del comitato per il Sacrario Militare Daniele Fasano e dal grand’ufficiale Salvatore Fasano al primo cittadino metelliano Vincenzo Servalli la bozza delle lapidi che verranno inaugurate giovedì 2 novembre alle 15 nel cimitero di Cava de’ Tirreni. L’opera ideata dal comitato cavese in collaborazione con il comune conterrà i nominativi di 713 eroi morti in guerra. La parte più numerosa con quasi 500 caduti della prima guerra mondiale sarà disposta a sinistra della chiesa madre quindi a destra le oltre 200 denominazioni dei morti durante la seconda guerra mondiale per un totale di 712 persone cui è stato aggiunto Massimiliano Randino, scomparso tragicamente nel 2009, come “caduto in missione di pace”. E così pochi minuti fa nel corso della riunione straordinaria del comitato con il sindaco Vincenzo Servalli, il presidente Daniele Fasano, il grand’ufficiale Salvatore Fasano, il tesoriere Roberto Catozzi ed il colonnello Carlo De Martino dopo l’incontro di venerdì sera alla presenza dell’assessore Enrico Polichetti per mettere a punto l’organizzazione dell’evento, si è parlato dell’innovativa realizzazione. “Ci sarà una venatura come di marmo celeste – chiarisce Daniele Fasano- Una sorta di cornice in plexiglass. E’ qualcosa che non ha precedenti, capace di resistere al trascorrere del tempo. Non ce ne sono altri così. Constatata l’adesione preannunciata, dovrebbe essere un momento da ricordare per la nostra città”. All’inaugurazione delle due lapidi delle dimensioni di 2 metri per 1 prenderà parte anche monsignor Orazio Soricelli Vescovo della Arcidiocesi Amalfi-Cava. “Un impegno doveroso – annuncia il sindaco – ne sono felice”. Quindi un rimando alla chiesa madre. “Spero che diventi presto il nuovo sacrario cavese – aggiunge Daniele Fasano- Per fare questo ovviamente bisognerebbe riformare l’ossatura laterale della chiesa madre stessa. Sarebbe anche più logico perché qui c’è l’ossario che fu la prima opera di Salvatore Fasano”. “Ci stiamo pensando – fa trapelare il primo cittadino – Dobbiamo infatti trasferire l’ossario in una sede più adeguata con una disponibilità sul bilancio 2018 per lavori complessivi di circa 90.000 euro. Sono tanti soldi ma l’ossario è una questione di civiltà”.

Vietri sul Mare oggi celebra “L’amore ai tempi di Dante”: al via la rassegna della Congrega Letteraria

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Parte oggi a Vietri sul Mare, la quarta edizione della rassegna letteraria “La Congrega letteraria”. Gli incontri si terranno all’oratorio della Santissima Annunziata e Santissimo Rosario a via San Giovanni. Stasera è previsto il primo appuntamento alle 18,30, con la presentazione del libro del professor Mario Aversano “L’amore ai tempi di Dante: il canto V dell’Inferno”.

L’associazione omonima associazione che supporta la candidatura di Ravello a capitale italiana della cultura 2020, avrà l’onore di aprire le danze dell’annuale rassegna, ospitando l’esimio prof. Aversano, uno dei principali “dantisti” viventi.

Vico Equense, indagato conducente olandese del SUV per morte Vincenzo Amabile

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Vico Equense ,  indagato conducente olandese del SUV per morte Vincenzo Amabile Svolta nelle indagini sulla morte di Vincenzo Amabile, lo chef di Castellammare di Stabia, ma residente a Vico Equense, che ha perso la vita alcuni giorni fa a seguito di un incidente sulla statale sorrentina.

Secondo quanto riporta Alessandra Staiano sulle pagine del Metropolis, infatti, il conducente del SUV che travolse lo scooter a bordo del quale viaggiava lo chef stabiese di 49 anni è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Torre Annunziata con l’accusa di “omicidio colposo“.

Si tratta di un turista olandese, ospite di un noto albergo che si trova vicino al punto dello scontro mortale.

Stando alla ricostruzione del quotidiano, l’indagato non è risultato positivo all’alcool test, né ai controlli per verificare eventuali tracce di droga nel sangue.

Poco prima di mettersi sullo scooter, per andare incontro alla morte, l’ultimo messaggio in chat, come riportano molti giornali,  alla figlia: “Oggi quasi quasi non andrei a lavorare”.

Una sorta di presentimento, che rende il tutto ancora più drammatico. Intanto è stata ricostruita la dinamica dell’incidente. Amabile aveva fatto visita alla madre a Castellammare, al rione Savorito, e stava per recarsi al lavoro a Sorrento.

All’altezza di Pozzano, nei pressi della spiaggia La Rotonda, si è scontrato con un Suv che si stava immettendo sulla strada dalla piazzola di sosta, a bordo del quale vi erano due turisti.

Il 49enne cuoco viene sbalzato a terra nell’impatto. Sul posto intervengono i sanitari del 118, che trasportano Amabile al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Qui, viste le condizioni critiche, i medici dispongono il trasferimento al Cardarelli di Napoli, dove Amabile muore poco dopo le 18.

Intanto monta la protesta a Castellammare di Stabia sulla pericolosità di quello e altri punti, con appello al sindaco Pannullo,  ma anche da parte di tutti i residenti della Costa di Sorrento , che quotidianamente passano per raggiungere l’imbocco dell’autostrada Napoli – Salerno. Foto di apertura da Facebook, incidente di Stabia Channel

IV° Edizione Campionato Nazionale Pizza DOC

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Lunedì 23 dalle 15 alle 19 e martedì 24 ottobre dalle 10 alle 19 parte la quarta edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC. L’ evento organizzato da “E20 in – Giaccoli & partners” di Antonio Giaccoli, è patrocinato dal comune di San Valentino Torio, dai Giovani Imprenditori Salerno e dalla Regione Campania.Più di trecento pizzaioli italiani iscritti al Campionato, si daranno appuntamento presso l’Arena Macchè di San Valentino Torio in provincia di Salerno. Numerosi i concorrenti provenienti dal resto d’Europa e dall’America. Direttore tecnico del progetto è Angioletto Tramontano, maestro pizzaiolo della pizzeria “O’Sarracino” di Nocera Inferiore.Ospiti della kermesse: “Le Centenarie”, rappresentati da don Antonio Starita, Alessandro Condurro della pizzeria “Da Michele” di Napoli, Luciano Sorbillo, Teresa Iorio, Attilio Albachiara, Luigi e Vincenzo Capuano, Sergio Miccù, il presidente della “Associazione Verace Pizza Napoletana” Alfredo Folliero, Pasqualino Rossi,Diego Viola, Fabio Cristiano e tanti altri maestri pizzaioli d’eccezione oltre a  food blogger e tanti altri ospiti del mondo pizza. Sono circa 300 i pizzaioli provenienti da tutta Italia, con una rappresentanza dalla Polonia, Ucraina, Stati Uniti. La quarta edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC avrà una giuria nascosta. Per evitare di influenzare le votazioni, i giudici non vedranno chi elabora il prodotto prima di aver votato la pizza. Saranno gli allievi dell’IPSAR “Domenico Rea” di Nocera Inferiore a consegnare la pizza al tavolo dei giudici. Per tutte la competizioni, tranne la gara di abilità pizza più larga, il concorrente utilizzerà i propri prodotti, il proprio impasto. Al via del direttore di gara, il pizzaiolo avrà a disposizione 5 minuti per preparare la sua pizza, dopodiché essa verrà mostrata alla giuria da nostri collaboratori. I giudici assegneranno un punteggio da 50 a 95, basando la loro valutazione su tre principi: Gusto, Cottura, Presentazione. Saranno ben 12 le categorie a disposizione dei concorrenti, i quali potranno scegliere anche la tipologia di forni e le attrezzature, con le quali poter gareggiare: Pizza Margherita DOC; Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente con cui si valuterà l’innovazione nell’impasto e negli ingredienti, pizza con prodotti tipici reperibili in un determinato periodo dell’anno; Pizza in pala; Pizza senza Glutine; Pizza più larga; Free style; Pizza Romana; Pizza Fritta; Categoria Juniores, riservata ai ragazzi dai 14 ai 20 anni;  Categoria Associazioni; Pizza a “DUE”. A tutti i partecipanti sarà conferito un attestato di partecipazione ed un kit di partecipazione, con prodotti tipici e gadgets. Ai vincitori di ogni singola categoria sarà garantito un premio, una coppa ed una medaglia. Per i pizzaioli provenienti dall’estero è riservato il trofeo “Nuceria Pizza International”.

 

Per maggiori informazioni:

www.facebook.com/campionatopizzadoc

www.campionatonazionalepizzadoc.it

 

Contatti:

ufficiostampa@campionatonazionalepizzadoc.it

 

Vincenzo Cianci

 

Ravello, Gianluca Mansi rinconfermato segretario del Partito Democratico

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Il segretario uscente Gianluca Mansi è stato riconfermato alla guida del Pd ravellese. Nell’ultima assemblea svoltasi giovedì nel circolo di Ravello, in cui ha avuto luogo il voto interno che ha decretato la riconferma di Mansi, c’erano due mozioni in gioco: quella di Gianluca Mansi, Antonella Correale e Ciro Carfora da una parte e quella di Gino Mansi, Dario Cantarella e Gaetano Amato.

L’attestato di fiducia rinnovatomi dai tesserati del partito non può che inorgoglirmi – ha sottolineato il segretario ravellese – In questi otto anni abbiamo cercato di costruire un circolo sano, capace e pronto a dare voce ai problemi e alle esigenze del nostro territorio. Tutto in estrema sinergia, in un percorso condiviso e ragionato contraddistinto da una politica oculata e attenta”

Così Gianluca Mansi ha analizzato il voto avvenuto nel circolo della Città della Musica, in cui non sono bastati due voti e una scheda bianca alla mozione opposta per ottenere la guida del Partito Democratico a Ravello, che con il voto dell’altra sera segnala la sua terza riconferma. La prossima sfida per il partito sarà il banco delle elezioni politiche.

Tornare tra la gente, ristabilire fiducia e speranza nei confronti della politica – ha detto Mansi – In vista delle prossime elezioni, anche da Ravello dovrà partire una spinta propositiva che, attraverso i temi programmatici del nostro partito, riesca a far cambiare volto al Paese”.

Positano Music On the Rocks oggi il closing day

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Music On the rocks presenta, domani sabato 21 ottobre l’ultimo party dell’estate , ringraziando tutti i clienti e lo staff.

Entrata gratuita tutta la notte.

Info e contatti

Music on the rocks

Via grotte dell’incanto

Positano (SA)

333 656 5269

www.musicontherocks.it

Positano tutto pronto al Rada per il wedding party di Emilio Desiderio e Isabella Rispoli

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Positano tutto pronto al Rada per il wedding party di Emilio Desiderio e Isabella Rispoli. Lo chef del “Rada” lo stupendo ristorante di Peppe Russo Black , che si staglia sul mare al di sopra del Music on The Rocks , che proprio stasera chiuderà con il “Closing day”, per una volta sarà al tavolo con la sua stupenda futura moglie. Lui di Arola di Vico Equense, chef affermato e preparato, lei affermata albergatrice con Villa Gabrisa, una delle strutture più accoglienti della cittadina che si trova in Via Pasitea, dotata anche di un eccellente ristorante. A loro due vanno gli auguri più cari per il matrimonio che si celebrerà domani pomeriggio. 

Vico Equense, sciopero in vista per gli operai Sarim della nettezza urbana

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Gli operai della Sarim sono nuovamente in stato di agitazione, a causa dei problemi di igiene e sicurezza nei cantieri di Vico Equense e Meta. Le difficili condizioni dei luoghi di lavoro sono confermate anche da una nota del segretario regionale Cgil Antonio Santomassimo, inviata al prefetto di Napoli Carmela Pagano e ai due sindaci dei comuni sorrentini, Andrea Buonocore di Vico Equense e Giuseppe Tito di Meta.

Dal testo della nota trasmessa da Santomassimo si evince difatti che “il cantiere di Vico Equense presenta serissime carenze dal punto di vista della salute e sicurezza dei lavoratori in quanto i locali adibiti ad uso spogliatoi e servizi sono insufficienti e inidonei. Inoltre alcuni dei mezzi di servizio risultano non idonei a garantire la sicurezza degli operatori con rischi anche per la collettività”. Il locale rappresentante della nota sigla sindacale, addirittura segnala che gli operai della sede vicana sono sottoposti a carichi di lavoro esagerati, che pesa sull’età media elevata dell’organico. Una situazione non migliore si registra anche a Meta, che stando alle testuali parole di Santomassimo “i locali adibiti a spogliatoi e servizi risultano insufficienti e vi sono carenze sull’impianto elettrico a servizio degli stessi che espongono la salute e sicurezza del personale. Inoltre vengono imposte quotidianamente modifiche ai turni di servizio con disposizioni che violano la normativa contrattuale e sulla sicurezza”. In questo stralcio di lettera il sindacalista si riferisce all’attività di spazzamento meccanico, intrapresa dagli operai a partire dalla mezzanotte, nel tratto di strada statale che collegano Meta e Vico Equense.

I lavoratori in questa attività sono messi in serio rischio, infatti secondo Santomassimo, dato che gli operai a piedi che servono la macchina spazzatrice sono costretti a percorrere la strada statale di notte, i lavoratori non sono forniti dei dispositivi di protezione dettati dalla legge, per adoperare il soffiatore della spazzatrice e addirittura per lunghi periodi, gli stessi non sono sottoposti a turnazioni per il riposo. Il segretario Cgil ha dato per tutti questi motivi la disponibilità ad affrontare in sede negoziale le tematiche che abbiamo qui riportato.

L’Accademia dei Buongustai di Sorrento  premia il Tramonto D’Oro di Praiano.

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Praiano – Anche quest’anno, ormai come solida tradizione, con “ l’addio all’estate”, si è celebrato il secondo del consueto doppio appuntamento annuale, (l’altro si celebra a maggio con “il benvenuto all’estate”) che vede una “certa Sorrento” riunirsi al ristorante dell’Hotel Tramonto D’Oro a Praiano. Protagonisti dell’evento, oltre ad un panorama mozzafiato tra i più ammirati al mondo che soltanto un luogo incantevole come la Costiera Amalfitana può offrire, una ventina di componenti fieri di appartenere a quella Sorrento onesta e perbene per il cui territorio molti di essi con tenacia continuano a battersi., Riuniti sotto la sigla “Accademia dei Buongustai di Sorrento”, una sorta di associazione capeggiata da Ciccio Gargiulo, ancora una volta si è voluto” evidenziare”  accompagnato da piacevoli discussioni, i pregi gastronomici del nostro beneamato territorio. Dopo un lungo girovagare per tutto il meridione d’Italia, Ciccio Gargiulo dall’alto della sua ultra quarantennale esperienza di buongustaio, affinché tali incontri  rimangano qualcosa di indelebile, anni fa riuscì ad individuare tutti gli elementi indispensabili per un tale evento nel ristorante del Tramonto D’Oro della famiglia Esposito a Praiano. Bella gente, paesaggi meravigliosi , prodotti tipici ed una tradizione culinaria che fa scuola in tutto il mondo, sono gli ingredienti che ne caratterizzano la unicità e che trovano, in un tale contesto, la loro esaltazione. Un luogo che a parole non si riuscirà mai a descrivere tale è la sua bellezza ed a cui la famiglia Esposito da decenni, con esperienza e rettitudine ( che fanno dell’ospitalità di questi luoghi qualcosa di esclusivo), contribuisce ad esaltarne le qualità. Tanto che gli Accademici riunitisi in sessione ordinaria, all’unanimità hanno deciso che per la bontà del cibo, la varietà dei piatti l’alta professionalità del servizio, e l’incomparabile posizione, il Tramonto D’Oro è una tappa irrinunciabile per chi vieni in Costiera Amalfitana. In questa occasione altro prestigioso riconoscimento è andato al Maitre Giuseppe D’Urso per la sua spiccata professionalità a cui  gli Accademici hanno consegnato il premio quale miglior Maitre per l’estate 2017. Ancora una volta il  cibo genuino e vini di annata conditi da un’aria frizzante dal sapore di mare e da un sole che esaltava le bellezze uniche della costiera, sono stati gli ingredienti che uniti alle continue attenzioni della famiglia Esposito e di tutta la meravigliosa squadra del Tramonto d’Oro di Praiano, hanno contribuito al successo di una giornata che difficilmente ancora una volta non si riuscirà a dimenticare. Appuntamento quindi alla prossima primavera con il benvenuto all’estate 2018 , chiaramente al Tramonto D’Oro a Praiano. 21 ottobre 2017 – salvatorecaccaviello.

Positano da lunedì divieti di sosta per pulizia strade

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Riceviamo un avviso dal Comune di Positano . A partire da lunedì 23 ottobre sono stati programmati alcuni necessari interventi di pulizia sulla strada statale 163, che interesseranno il tratto del centro abitato.

Vi preghiamo di prestare particolare attenzione alla segnaletica, di non sostare nelle zone interessate e di voler provvedere a spostare le auto in sosta in tempo utile, così da consentire un approfondita pulizia della sede stradale.

Di seguito il calendario degli interventi ed, in allegato, l’ordinanza completa.

• lunedì 23/10/17, dalle ore 04:00 alle 14:00, nel tratto di Via G. Marconi dal civico n. 276 Via Coralli al civico n. 260 Località Canneto;

• martedì 24/10/17, dalle ore 04:00 alle 14:00, nel tratto di Via G. Marconi dal civico n. 260 Località Canneto al civico n° 236 ‘Grada Nuova’;

• mercoledì 25/10/17, dalle ore 04:00 alle 14:00, nel tratto di Via G. Marconi dal civico n. 236 ‘Grada Nuova’ al civico n. 188 Liparlati (salita cimitero);

• giovedì 26/10/17, dalle ore 04:00 alle 14:00, nel tratto di Via G. Marconi dal civico n. 18 Liparlati (salita cimitero)  al civico n. 110 hotel Eden Roc;

• venerdì 27/10/17, dalle ore 04:00 alle 14:00, nel tratto di Via G. Marconi dal civico n. 110 hotel Eden Roc al civico n. 2 Località ‘Fontana dei cavalli’.

Vi ringraziamo per la collaborazione.

Positano si devono rimettere i numeri civici nel paese

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Positano si devono rimettere i numeri civici nel paese. Un restyling dei numeri civici , per chi non vuole farlo da solo provvederà una ditta a 8 euro a intervento.

Casa dell’acqua si e casa del latte a Sant’Agnello no. I misteri dell’urbanistica, a loro tutto è permesso

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Non c’è bisogno di cercare per forza mafia, politica o altro, ma qualche chiarezza sulle case dell’acqua in penisola sorrentina bisogna farla. A Sorrento pare che alcune non funzionino e danno le colpe ai commercianti che vogliono vendere le bottiglie d’acqua , dove funzionano ci sono i dubbi sui controlli, ed in effetti questo punto non è tanto lineare, i campioni d’acqua vengono forniti, e non presi a campione o a sorpresa come si dovrebbe secondo noi, ma ci sono tanti discorsi da fare sui costi, sui ricavi, sull’obsolescenza dei macchinari, chi li ripara, chi  li sostituisce. Pure sull’urbanistica , insomma non abbiamo capito mai perchè non è stata messa una casa del latte a Sant’Agnello cosa che voleva fare una azienda agricola, mentre si permettono senza problemi urbanistici e paesaggistici le case d’acqua, non si poteva autorizzare anche loro che fanno una cosa sana a dispetto dei prodotti di latte confezionati? Mah!

Forza Italia a Positanonews “Cesaro estraneo alla vicenda Case dell’acqua”. E’ solo omonimia

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Forza Italia a Positanonews “Cesaro estraneo alla vicenda Case dell’acqua”. E’ solo omonimia. Ieri è stato riportato in anteprima sulla testata della Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana la vicenda delle Casette dell’Acqua dell’Encon presieduta da un Cesaro omonimo solamente del figlio dell’ex Presidente della Provincia di Napoli , lo riferisce a Positanonews l’ufficio stampa di Forza Italia Campania. La notizia era stata lanciata dal Fatto Quotidiano e fatto oggetto di una interrogazione parlamentare dei VAS rispetto a presunti controlli delle acque non fatti in maniera corretta e a presunti collegamenti mafiosi. Per comprendere la vicenda leggetevi l’articolo sulle casette d’acqua e l’interrogazone parlamentare dei VAS, in ogni caso sulle casette d’acqua, senza necessariamente mettere in mezzo politica e mafia, bisogna vederci chiaro, ci vorrebbe una commissione d’inchiesta per valutare vari aspetti.

Sostegno all’Editoria anche ai giornali digitali

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A seguito di un incontro con il Ministro Luca Lotti del presidente di Anso, Marco Giovannelli, e di un colloquio telefonico con Luca Sofri, direttore de Il post, si è sbloccata una situazione che di fatto avrebbe tagliato fuori i giornali digitali dal provvedimento a sostegno dell’editoria. Venerdì 13 ottobre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che inserisce a pieno titolo le testate online nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti TV e radio locali.

Agevolazione che arriva al 90% se a investire sono piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative. Grazie all’intervento del Ministro Lotti, il decreto approvato inserisce a pieno titolo le testate online. Il decreto legge andrà in aula settimana prossima per la conversione in legge, così come previsto dalla nostra Costituzione.

«È un grande successo per i nostri giornali – commenta Marco Giovannelli,presidente di Anso (Associazione nazionale Stampa Online) – un successo doppio perché ribadisce ancora una volta che il mondo dell’editoria sta cambiando e finalmente si riconosce che i giornali digitali hanno pari dignità. In questi vent’anni sono nate centinaia di esperienze che con fatica e tenacia lavorano per un’nformazione per lo più locale. La qualità e la professionalità sono un elemento fondante della gran parte delle nostre esperienze.

Esiste anche un dato occupazionale importante e il prossimo mese, all’interno del festival Glocalnews, a cui Anso collabora da anni, verranno presentati i dati dell’Osservatorio condotto da AgCom con la nostra collaborazione e quella di Uspi. Ringraziamo il ministro Lotti per aver ascoltato le nostre voci ed essersi impegnato in prima persona per questo risultato».

Nelle scorse settimane c’erano state diverse proteste e prese di posizione contro le prime decisioni che avrebbe escluso le testate digitali dal provvedimento. Queste dovranno comunque essere in linea con quanto richiesto dalla nuova legge sull’editoria che prevede una serie di adempimenti tra cui la registrazione in Tribunale e al ROC.

ESCLUSIVA Case d’Acqua , parla Michele Rosselli “Analisi nella legalità e niente rapporti con la mafia”

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ESCLUSIVA Case d’Acqua , parla Michele Rosselli “Analisi nella legalità e niente rapporti con la mafia”. Abbiamo sentito Michele Rosselli il titolare del Centro Diagnostico Rosselli con sede a Sperone in provincia di Avellino che si cura delle analisi delle Case d’ Acqua, di cui ha parlato il VAS ( Verde Ambiente e Società ) sulle case d’ acqua in Penisola Sorrentina, da Sorrento a Vico Equense, che Positanonews ha riportato con un “virgolettato” e quindi non rappresenta frutto de lavoro del nostro giornalista, bensì di un comunicato stampa e di una interrogazione parlamentare. La visibilità di Positanonews sul territorio per cui sceglie di rivolgersi alla nostra testata, riservandosi comunque denunce contro le accuse infondate. “Si dicono cose assurde si descrive la nostra società come se fosse in qualche modo poco corretta nelle analisi delle acque alla Encon proprietaria delle Case d’ Acqua – dice a Positanonews.it  Michele Rosselli -, il cui titolare Cesaro non è neanche lontanamente parente ne affine al Cesaro politico ( deputato di Forza Italia ed ex presidente della Provincia di Napoli , ndr ) . Noi abbiamo seguito le analisi come per legge seguendo le disposizioni di legge, la Encon ci fornisce i campioni e noi li analiziamo. Ancora più grave è il riferimento a presunti “attenzionamenti” con mafia o camorra, noi siamo completamente estranei e saremo sicuramente costretti a tutelarci legalmente”

Insomma , fondamentalmente non è il Centro Diagnostico Rosselli che ha fatto alcunchè di strano, è la stessa normativa che , per come è fatta, in questa vicenda, lascia delle perplessità

Eletto il Priore dell’Arccoinfraternita di Minori

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Una delle più antiche ed importanti Confraternite laico-religiose dell’ARCIDIOCESI di Amalfi e Cava dei Tirreni, e forse dell’intera Provincia di Salerno, si è dato un nuovo PRIORE che subentra all’uscente Buonocore.  Il Direttivo venuto fuori dall’ultima consultazione ha scelto Franco Mancieri che già da tempo collaborava  insieme a un gruppo di coetanei alla buona riuscita della vita dell’Arconfraternita. Franco Mancieri, docente di cucina e  pasticceria in uno dei più accorsati e attivi istituti alberghieri della Provincia di Salerno, il Virtuoso di via Calenda (reso importante dal Preside Gaetano Gargano),inizia, così, il suo percorso anche di collaborazione con la Parrocchia . Mancieri collabora, altresì con il costituto Comitato per le celebrazioni del 225° anniversario del ritrovamento delle ossa di Santa Trofimena, protettrice della cittadina di Minori. L’Arciconfraternita, nominata tale dal Vescoco di Amalfi Ercolano Marini, ha il grande pregio di conservare la tradizione dei Battenti e degli ultrafamosi riti della Settimana Santa. A Mancieri ed al Direttivo tutto i più caldi auguri da Positano News e da Gaspare

Cinema Armida programmazione 19/25 ottobre 2017 tante novità

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Il Cinema Teatro Armida, appena rinnovato, bellissimo teatro situato nel cuore di Sorrento,  con tantissime novità e servizio di ristorazione con il nuovo ristorante “Basilico” inaugurato ieri, offre comodità e tutti i servizi per i propri clienti.

programmazione 19/25 ottobre 2017

AMMORE E MALAVITA 
Ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Due mondi distanti si incontrano nella pellicola partenopea di Marco e Antonio Manetti, Ammore e malavitaCiro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer di Napoli, una delle due “tigri” – accanto a Rosario (Raiz) – al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso) detto “o’ re do pesce”, e dell’astuta moglie donna Maria (Claudia Gerini).
La giovane infermiera Fatima (Serena Rossi) è una ragazza onesta e sognatrice, finita per sbaglio in una situazione pericolosa. Ciro riceve l’incarico di sbarazzarsi di quella testimone indesiderata che “ha visto troppo”, ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c’è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Inizia così una lotta senza quartiere sullo sfondo degli gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

L’UOMO DI NEVE 
Ore 17.30 – 20.00 – 22.30

Nella città di Oslo quando i primi fiocchi cadono, alcune donne spariscono nel nulla e misteriosi pupazzi di neve compaiono a sorvegliare le strade. L’uomo di neve segue le indagini del detective Harry Hole (Michael Fassbender), a capo di una squadra speciale della polizia di Oslo incaricata di investigare su una serie di omicidi locali. Dopo l’ennesima sparizione, avvenuta durante la prima nevicata dell’anno, Hole scopre interessanti collegamenti con alcuni casi irrisolti vecchi di vent’anni: la cornice invernale, la vittima designata, il pupazzo di neve sulla scena del crimine, tutti elementi che richiamano i metodi di un elusivo serial killer. Con l’aiuto di una giovane e brillante recluta, il poliziotto dovrà unire i puntini per svelare il disegno nascosto dietro le frequenti sparizioni, prima che la neve torni a imbiancare le strade e cancelli ogni traccia dell’assassino.

Doveva essere Martin Scorsese, il primo regista a dirigere L’uomo di nevefilm tratto da uno dei romanzi della popolarissima serie di Harry Hole scritta dal norvegese Jo Nesbø. Poi, come spesso accade, tempi e traversie produttive hanno cambiato le cose, e Scorsese ha ceduto il posto dietro la macchina da presa a Tomas Alfredson (lo svedese di due bellissimi film come Lasciami entrare e La talpa), rimanendo legato al progetto come produttore esecutivo.
Il coinvolgimento di uno come il regista italoamericano aiuta comunque a far capire quanto potesse essere interessante e atteso il debutto cinematografico di uno dei più amati (anti)eroi letterari degli ultimi anni, il ruvido e tormentato poliziotto di Oslo Harry Hole, dotato di un grande fiuto investigativo ma anche di un’insana passione per gli alcoolici e, a volte, non solo, che Alfredson ha voluto affidare a Michael Fassbender Ottima scelta, perlomeno sulla carta e in base alla somiglianza fisica dell’attore col il protagonista di questa fortunata serie noir.
L’uomo di neve, che vede Harry Hole alle prese con un serial killer che se la prende con madri single e i loro figli, sceneggiato da Hossein Amini e Matthew Michael Carnahan, e le riprese sono avvenute proprio nei luoghi natali di Hole e di Nesbø, tra Oslo e altre città norvegesi.
Ma quello di Alfredson, se è il primo film a portare Hole al cinema, non è basato sul primo dei romanzi di Nesbø che lo vedono protagonista: “L’uomo di neve”, pubblicato per la prima volta nel 2007, è infatti il settimo di una serie iniziata dieci anni prima con “Il pipistrello”, e che è arrivata all’undicesimo capitolo, “Sete”, pubblicato in tutto il mondo proprio quest’anno, nel 2017.
L’uomo di neve, la cui uscita nei cinema in Italia è prevista per il 12 ottobre 2017, non è nemmeno il primo film tratto da un romanzo di Nesbø, che oltre alla serie di Hole ha scritto e scrive altre serie e altri romanzi singoli. Uno di questi, appunto, è “Il cacciatore di teste”, pubblicato in patria nel 2008 e diventato nel 2011 un bel thriller diretto da Morten Tydlum e interpretato da Aksel Hennie e Nikolaj Coster-Waldau.
Sono poi in arrivo gli adattamenti di “Sangue e neve”, primo dei tre libri che compongono la serie di Olav Johansen, che verrà diretto da Tobey Maguire; del romanzo del 2014 “Il confessore”, per la regia di Denis Villeneuve; di “Sole di Mezzanotte”, il secondo della serie di Olav Johansen, che batterà anche bandiera italiana grazie alla produzione di Cattleya, che si è aggiudicata i diritti, e alla regia di Francesco Carrozzini.

VITA DA GIUNGLA: ALLA RISCOSSA! 
Ore 16.30 – 18.30

Vita da Giungla: Alla riscossa! – Il Film riunisce gli amati protagonisti della serie televisiva importata dalla Francia nel loro primissimo lungometraggio animato.
Il pinguino Maurice non solo si è adattato al clima tropicale della Giungla, ma ne è diventato anche il più abile e tenace paladino. Il Grande Guerriero Tigre, cosparso di vernice arancione per assomigliare agli amorevoli felini che l’hanno adottato, si pone alla testa di una piccola squadra di valorosi, una sorta di pattuglia della natura che interviene a combattere ingiustizie e sbrogliare grattacapi. Nel mimetico quartier generale, Maurice si confronta con il tarsio brontolone Gilbert, un primate cinico e svogliato in cerca di tranquillità, il gorilla Miguel, il cui pugno poderoso compensa lo scarso ingegno, la pipistrellina Batricia, affetta da un’inguaribile forma di amore non corrisposto (per il cinico Gilbert), e il pesciolino Junior, figlioletto adottivo di Maurice nonché tigrotto onorario.
Con il sostegno e l’incoraggiamento dei rospi Al e Bob, e del facocero canterino Fred, i coraggiosi amici si tufferanno in una nuova emozionante avventura nel folto della giungla selvaggia.

 

CINEMA TEATRO TASSO
SORRENTO MUSICAL
Ore 21.30 (Per Info & Prenotazioni 0818075525)

Tutte Le Novità Su PROGRAMMAZIONE, RASSEGNA TEATRALE e PROSSIME USCITE Sono Disponibili Anche sul Sito Web! www.cinemateatroarmida.it

Per Informazioni 0818781470

Villa Romana sommersa a Marina Lobra, verifiche di Soprintendenza e Parco Marino. Travolta da eruzione Vesuvio

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Sorrento . In riferimento ai presunti ritrovamenti archeologici nei fondali di Marina della Lobra, avvenuti nei giorni scorsi a Massa Lubrense, con un comunicato l’Area Marina Protetta di Punta Campanella approfondirà e verificherà la portata della scoperta, in totale sintonia con la Soprintendenza archeologica della Campania e con la responsabile della penisola sorrentina, dottoressa Tommasina Budetta. Il Parco Marino è pronto a stipulare un protocollo di intesa con la Soprintendenza in modo da procedere regolarmente con le opportune verifiche, seguendo un corretto iter istituzionale.

” Siamo pronti ad effettuare tutti i controlli e gli approfondimenti del caso- sottolinea il Presidente dell’AMP Punta Campanella; Michele Giustiniani– Laddove fosse confermata la portata della scoperta, chiederemo alla Capitaneria di Porto di emettere un’ordinanza di interdizione all’accesso nello specchio d’acqua interessato, ma nel frattempo bisogna andarci con i piedi di piombo”. Secondo quanto riportato dall’Archeoclub di Massa Lubrense, nei fondali di Marina della Lobra ci sarebbero i resti di una villa Patrizia o di un antico santuario.

Positanonews ha sentito ambienti vicino alla Soprintendenza “Vi è tutto da verificare, ci potrebbe essere qualche resto ma la foto ripresa sui social e dai media ( sopra in evidenza, ndr ) non è quello che rappresenta quello che è stato visto e trovato, siamo fra il porto di Marina della Lobra e Sammontano dove è stato rinvenuto il Ninfeo” .

Il Ninfeo , che si trova a Villa Fondi, è stato trovato circa 50 metri più in alto rispetto al mare,  ma come zona potrebbe essere una villa romana come tante sulla Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana, travolta probabilmente, come quella di Positano dall’eruzione del Vesuvio. Staremo a vedere.

FRIDAY 20- 21OCTOBER 2017 from 23.00 @ Fauno Notte Club Somebody’s Story the invasion of Panda

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Fauno notte club presenta, stasera venerdì 20 ottobre alle 23:00 FRIDAY 20 OCTOBER  Somebody’s Story the invasion of Panda.

Ci sarà l’esibizione della band KAPAFRESKA con Antonio Carbone.

Ingresso €15 entro le ore 00.30
CERCA LA RIDUZIONE DONNA
info > fb.me/somebodystory

E stasera….Panda Invasion By Somebody's StoryIngresso €15 entro le ore 00.30#FaunoNotteClub #Sorrento #StayWithUs #WinterOpening Somebody's Story

Pubblicato da Fauno Notte Club su Venerdì 20 ottobre 2017

Il divertimento non finisce qui, infatti sabato 21 ottobre, Fauno Notte club presenta

lo “scontro” tra dj più forte che ci sia, infatti ci saranno Franky D.P vs Pepyx Mc, non mancate!

Info e contatti

Fauno notte club

Piazza Torquato Tasso, 13a
80067 Sorrento

tel. 081 878 1021

 

Sorrento-C/mare. Continua la danza del clero: arrivano le nomine per i nuovi presbiteri ordinati lo scorso settembre

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Sorrento-C/mare. Dopo un mese dalla loro ordinazione sacerdotale (QUI ne ho parlato abbondantemente), l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia S.E. Mons. Francesco Alfano, ha firmato i decreti di nomine per i nuovi presbiteri. Rese pubbliche in questi giorni, ma approvati il 2 ottobre scorso.

Un traguardo, sicuramente così si potrà chiamare. Una vera grazia per una piccola diocesi di provincia (205 kmq), per i pochi (si fa per dire) abitanti, ben 240.600 battezzati, quindi cattolici, secondo l’annuario pontificio del 2015.

Allo strenuo delle “grandi” diocesi mondiali, che ogni anno tentano di “sfornare” un buon numero di sacerdoti, bisogna dire che in penisola sorrentina e nell’area stabiese, la vocazione non latita, c’è! Una “chiamata” per ben NOVE giovani in questa fetta di provincia napoletana, da bellezze paesaggistiche uniche, con un territorio che parte da Capri ed arriva fino ad una parte di Pompei, passando per la “zona montana” comprendente Casola di Napoli, Lettere, Gragnano e Pimonte.

Michele, Alfonso, Filippo, Christian, Antonio, Michele, Enzo, Gianluigi, Vincenzo sono i giovanissimi che giovedì 14 settembre 2017, festa dell’esaltazione della Santa Croce, alle ore 19 nella concattedrale di Castellammare di Stabia, hanno ricevuto nelle mani (quindi benedette da un crisma, olio profumato) dell’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia S.E. Monsignor Francesco Alfano l’ordinazione presbiterale, che li porta a guidare una comunità cristiana, annunciando strenuamente la parola di Dio. Erano stati ordinati diaconi transeunti (di passaggio) nella concattedrale, lo scorso 23 giugno 2016.

Non tutti i presbiteri collaboreranno in una parrocchia. Don Filippo Capaldo e Don Antonio D’Urso andranno a Roma a studiare, coadiuvando con alcune realtà parrocchiali nella capitale. Di seguito l’elenco con foto e incarico (vice parroci) dei nuovi sacerdoti.

 

 

Don Michele Afeltra è nato l’11 marzo 1988 a Gragnano. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia Santa Maria dell’Orto in Madonna delle Grazie, Gragnano. E’ originario di Sant’Antonio Abate e dell’omonima parrocchia


Don Alfonso Benfatto è nato il 13 aprile 1976 a Castellammare di Stabia. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria in Messigno, Pompei. E’ originario della parrocchia della Concattedrale


 

Don Christian Cicirelli è nato l’11 novembre 1990 a Sant’Agnello. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia Sant’Antonio di Padova in Castellammare di Stabia. E’ originario della parrocchia San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento


 

 

 

 

 

Don Michele Inserra è nato il 14 marzo 1980 a Sorrento. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso le parrocchie di Santissimo Salvatore – Schiazzano, San Pietro Apostolo – Monticchio e San Paolo Apostolo – Pastena (Massa Lubrense). E’ originario della parrocchia della Santissima Trinità di Piano di Sorrento


Don Enzo Meglio è nato il 18 luglio 1980 a Castellammare di Stabia. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia Santi Filippo e Giacomo, Cattedrale, Sorrento. E’ originario della parrocchia di Santa Maria del Santissimo Rosario (Starza) a Castellammare di Stabia. Prende il posto di don Roberto Imparato, nuovo parroco della parrocchia di San Vincenzo in Castellammare di Stabia, che prenderà possesso della sua nuova parrocchia sabato 4 novembre, alle ore 18:30, con la cerimonia d’ingresso presieduta dall’arcivescovo


Don Gianluigi Persico è nato il 7 ottobre 1990 a Piano di Sorrento. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni di Vico Equense. E’ originario della parrocchia di Sant’Agata sui due Golfi (Massa Lubrense). Prende il posto di don Emmanuel Miccio parroco della Parrocchia Santa Maria delle Grazie in Alberi (Qui ne ho molto parlato)


Don Vincenzo Vitiello è nato il 14 aprile 1990 a Torre Annunziata. Eserciterà il ministero di vicario parrocchiale presso la parrocchia Santa Maria Assunta e San Catello, Concattedrale, Castellammare di Stabia. E’ originario della parrocchia di Santa Maria dell’Arco in Ponte Persica (Castellammare di Stabia).

Gioia del Colle. La rivincita di Francesco, bibliotecario autistico: “Pochi precisi come lui”

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L’agenda azzurra e una pagina bianca sul pc raccolgono il report della mattinata tra scatoloni e manuali. «Oggi, in biblioteca, ho lavorato al computer, messo i timbri sui libri, ho tagliato e inserite le etichette». Francesco annota i passaggi e chiede un applauso per ogni traguardo raggiunto. «Avere un ruolo e sentirsi utile lo gratifica, è il motore della sua felicità», sorride Nicoletta Masi, che da 15 anni insieme ad altre due educatrici è diventata la sua seconda famiglia. Francesco Addabbo, 23 anni, fa l’archivista e non conosce la noia. «Quando a due anni ci hanno detto che era autistico, abbiamo deciso che avrebbe avuto degli obiettivi e non sarebbe rimasto parcheggiato in uno dei tanti centri per ragazzi con il suo stesso problema», racconta la mamma, Enza Francavilla. Alle 9 del mattino Francesco timbra il cartellino alla biblioteca comunale di Gioia del Colle, trentamila residenti a sud di Bari. «Francesco ha il compito di catalogare i libri arrivati grazie a un’importante donazione», spiega Cataldo, il collega di fiducia, che posiziona tra gli scaffali i volumi appena etichettati. Nicoletta tira fuori i classici greci dai cartoni. «Uno, 51, 101, 151»: Francesco marchia col timbro rosso una pagina ogni 50, l’invito ai lettori a restituire il prestito ed evitare i furti. Dopo la quarta di copertina si passa all’etichetta con titolo e casa editrice, e il testo è pronto per essere inserito nel catalogo multimediale. «Accendi il pc e vai all’elenco», suggerisce Nicoletta per completare il primo carico. Applauso. «Francesco è instancabile e meticoloso — afferma soddisfatta — Pochi potrebbero fare questo lavoro con la stessa precisione». Mamma Enza mostra gli attestati e le certificazioni. «Francesco ha fatto uno stage in pasticceria, un tirocinio in un supermercato e ora per sei mesi lavorerà in biblioteca», racconta la donna, vigilessa, che alterna i turni in servizio col marito (e collega) per non lasciare neppure un minuto al caso. «Abbiamo da subito creato un ambiente positivo e ci siamo affidati al metodo Aba, impostato sull’insegnamento senza errori, sulla motivazione e sulla gratificazione del bambino autistico»: e dietro l’acronimo si nascondono anni di sorrisi e sacrifici. Per impostare il lavoro con Francesco, Enza si è rivolta a una psichiatra norvegese. «Il primo risultato è che mio figlio ora sa guardare negli occhi e ha eliminato tante sue stereotipie. Da piccolo era un selvaggio e strappava montagne di carta, adesso cataloga libri ordinatamente». Tra le mani il testo della legge sull’autismo, approvata nel 2015 dal governo Renzi, Enza ha bussato alle porte del Cat, il nuovo Centro territoriale per l’autismo del Dipartimento di salute mentale della Asl di Bari. «Così è partito il progetto pilota di stage formativo — conferma il coordinatore del Cat, Cesare Porcelli — che ci aiuta a rompere il vecchio schema che vuole l’autistico incapace di fare le cose. Semplicemente Francesco funziona in modo diverso: a noi spetta capirlo e organizzare il sistema di accoglienza in relazione alle sue abilità». La scrivania cucita su misura è oggi quella della biblioteca. Due ore al giorno dal lunedì al venerdì, con un contributo dato alla famiglia come supporto alle spese per l’educatrice e le altre professionalità. «I sei mesi di sperimentazione saranno certamente prorogati — assicura Domenico Semina, direttore del Dipartimento — e magari con le competenze acquisite Francesco potrà conquistare un vero reddito. Sull’autismo adulto c’è ancora una certa trascuratezza, è necessario provare nuovi approcci». Dalla Puglia la battaglia di Enza e Francesco è dire «no» all’assistenzialismo. «Alle 5 c’è il corso di batteria, dobbiamo preparare il saggio». Occhi negli occhi, mani battute a tempo, riguardano l’ultima esibizione dal video sul cellulare «per scegliere un brano che spacca». La famiglia Addabbo è una diga. «Cerchiamo in tutti i modi di arginare la malattia, ci è ben chiaro che dall’autismo non si guarisce». Così Enza ha impostato un «diario regolarizzato» per le giornate. Tre volte a settimana tennis, piscina, pallavolo. «La domenica, però, vado in moto con papà»: Francesco segnala il promemoria che ricorda l’appuntamento col meritato riposo. (Silvia Dipinto – la Repubblica)

Come fa il nostro cervello a gestire le password e come mai a volte le cancelliamo di colpo?

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Provate a contarle: quante password usate? Probabilmente decine, tra siti per l’ecommerce e l’ebanking, email e social media. Non c’è da stupirsi se ci sentiamo tutti travolti dal «password overload» (il sovraccarico mnemonico dell’era digitale). Ma come nascono, vivono, muoiono le tracce cerebrali di questi codici di accesso? E perché all’improvviso la memoria fa cilecca? Tutto comincia nell’emisfero sinistro, sopra l’orecchio. È in questa regione temporo-parietale che si trova la memoria a breve termine, con tracce che durano meno di un minuto. Il suono della password viene trattenuto in un magazzino fonologico la cui capacità dipende in parte dalla lingua. «Un inglese riesce a memorizzare il suono di 7 numeri, perché sono monosillabi, per gli italiani la media è 5 o 6 perché le parole son più lunghe», sostiene Papagno. Quando ripetiamo mentalmente le informazioni per qualche secondo eseguiamo la fase del ripasso. Ma perché subentri la memoria a lungo termine, nell’ippocampo, deve avvenire un’elaborazione più profonda, di tipo semantico. Il problema è che i requisiti della cyber-security non vanno d’accordo con la psicologia. È più improbabile che un estraneo indovini le nostre password quando sono composte in modo arbitrario, ma per noi ricordarle è più difficile. L’evoluzione ha forgiato il sistema per farci memorizzare informazioni significative, non stringhe alfanumeriche. Quando le sequenze rimandano a informazioni calde, come un compleanno o un nome familiare, è abbastanza semplice. Altrimenti possiamo aiutarci dividendo in pezzi il pin o visualizzando il percorso delle dita sulla tastiera. Quasi tutti tendono a riutilizzare la stessa password in più siti, ma se ci vengono imposti dei vincoli come l’uso di qualche maiuscola, azzeccare è comunque difficile. Le memorie a lungo termine possono durare tutta la vita e non esistono limiti di capacità. Per riemergere, però, devono essere riattivate. È proprio quello che facciamo ogni volta che ci ricordiamo una password: l’input per eseguire la ricerca mnemonica parte dalla regione prefrontale, la sede del decision-making. Mentre scandagliamo l’archivio, riattiviamo memorie simili a quella desiderata causando un fenomeno di interferenza che confonde i ricordi. Secondo una teoria in voga, ogni volta che riattiviamo una traccia ne creiamo una nuova, perciò una password usata spesso può contare su più tracce di una password meno utilizzata. Ma in alcuni momenti, per stress, distrazione o stanchezza, anche i codici di identificazione consolidati possono soccombere alla competizione diventando inaccessibili. Sarà capitato anche a voi alle casse del supermercato o davanti al bancomat. Tirate fuori la carta, vi accingete a digitare ma nella testa c’è il vuoto. E intanto si allunga la coda dei clienti in attesa. L’informazione è ancora lì, ma non funziona l’apriti sesamo: meglio riprovare a mente fresca l’indomani. Gli esperti comunque invitano a non preoccuparsi. Oggi fatichiamo a ricordarci le password come in passato faticavamo a memorizzare i numeri di telefono, che ormai sono affidati a quelle protesi mnemoniche che chiamiamo smartphone, ci rassicura il neurologo Stefano Cappa dello Iuss (Istituto universitario di studi superiori) di Pavia. Inoltre dimenticare alcune informazioni è fisiologico: una certa dose di oblio è necessaria al normale funzionamento della memoria e persino al benessere psicofisico. (Anna Meldolesi – Corriere della Sera)

Il principe Harry porta la fidanzata Meghan a Buckingham Palace da Elisabetta: nozze in vista?

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L’Operazione «Principessa Meghan» va avanti a pieno regime. Dopo l’intervista attentamente coreografata a Vanity Fair del mese scorso, le gole profonde della corte inglese fanno filtrare al Daily Mail la notizia di un tè con la regina a Buckingham Palace: ospiti il principe Harry e la sua ragazza, l’attrice americana Meghan Markle. Una presentazione che non può che essere il preludio di un fidanzamento ufficiale e infine delle nozze. «Non è più questione di se, ma di quando», dicono i bene informati. L’incontro sarebbe avvenuto la scorsa settimana. La coppia è arrivata a bordo di un’auto coi finestrini oscurati ed è stata rapidamente scortata negli appartamenti privati della regina al primo piano. Qui normalmente Elisabetta prende il tè delle cinque, servendosi per una mezz’ora di sandwich, focaccine e torte. Ma il piccolo party con Harry e Meghan è andato avanti per quasi un’ora, il tutto in un’atmosfera informale studiata apposta per mettere a proprio agio l’attrice. Cosa si siano detti non è dato di sapere, ma è difficile che la regina abbia intenzione di mettersi di traverso. Pare infatti che Harry avesse insistito fin dall’estate per presentare Meghan alla sovrana. E d’altra parte la giovane è ormai di casa a Kensington Palace, la residenza che il principe condivide con William e Kate. Così come sembra che l’attrice abbia fatto un’ottima impressione su Carlo, padre di Harry, e sulla stessa consorte di lui, Camilla. Dunque non restava che fare l’ultimo passo sulla scala reale. L’introduzione di fronte all’opinione pubblica di colei che probabilmente diventerà un nuovo membro della famiglia reale è cominciata con l’intervista a Vanity Fair. Fino ad allora Harry e Meghan avevano tenuto un profilo molto discreto e il principe si era pure lanciato in ammonimenti insolitamente duri a rispettare la privacy dell’attrice, condannando i commenti razzisti che a suo dire erano stati fatti riguardo alla loro relazione (Meghan è di orgine afro-americana per parte di madre). Finché dalla copertina del settimanale americano la giovane ha annunciato: «siamo una coppia e siamo innamorati». Uno strappo, questo, alla tradizione reale, perché neppure Kate aveva mai discusso la sua relazione con William prima del fidanzamento ufficiale: e anche dopo si era limitata a una breve intervista televisiva. Ma Meghan Markle rappresenta uno scarto dalla norma che ha bisogno di una attenta operazione di pubbliche relazioni. Si tratta di una attrice, nota soprattutto per il suo ruolo nella serie legale televisiva Suits, anche se pare che ora abbia deciso di rinunciare a proseguire le riprese. Inoltre è di tre anni più anziana di Harry e in più ha già un matrimonio fallito alle spalle. E, come si è detto, è anche di origine miste. Ce n’è quanto basta per far storcere il naso ai più tradizionalisti. Ma Harry è convintissimo. Dopo le relazioni fuggevoli con Chelsy Davy e Cressida Bonas, questo sembra essere amore vero. Ed è in linea con l’operazione che William, Kate e la loro corte stanno conducendo: raccogliere l’eredità di Diana per svecchiare decisamente la monarchia e metterla in condizione di sopravvivere nel XXI secolo. Perché c’è chi teme che un Carlo troppo a lungo sul trono possa preludere a una crisi esistenziale per la casa reale. Dunque ben venga a bordo una giovane sportiva che si porta dietro un’aura hollywoodiana. Qualcuno forse si ricorda di Grace Kelly? (Luigi Ippolito – Corriere della Sera)

Sorrento. All’hotel Excelsior Vittoria una suite dedicata a Luciano Pavarotti

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Una suite per Luciano Pavarotti. Non si tratta di musica, ma di un’elegante camera che l’hotel Excelsior Vittoria di Sorrento dedica al tenore modenese nel decennale della scomparsa. «Sono sicura che qui Luciano si sentirebbe a casa», commenta la moglie Nicoletta Mantovani. «Esistono diverse ragioni che lo legano a questi luoghi. Dall’ammirazione per Enrico Caruso all’amore per la cultura e la canzone classica napoletana, ma anche l’amicizia con Lucio Dalla che proprio all’Excelsior Vittoria scrisse il brano “Caruso”, interpretato poi con Luciano». Le fa eco Guido Fiorentino, titolare con la sua famiglia dell’albergo in piazza Tasso: «Pavarotti è stato spesso nostro ospite, in particolare nell’estate del 1987. Mio padre Luca e mia madre Lidia ebbero in quell’occasione il privilegio di fare gli onori di casa». Alla cerimonia d’intitolazione della suite al “tenorissimo”, avvenuta oggi alle 17,30, ha partecipato anche Mantovani che, in qualità di presidente della Fondazione Pavarotti, ha instaurato un legame preferenziale con la famiglia Fiorentino e il Comune di Sorrento per la realizzazione dell’iniziativa. La camera è stata arredata con ricordi, oggetti personali e teche provenienti dalla casa-museo di Santa Maria Mugnano, alle porte di Modena, dove “Big Luciano” trascorse gli ultimi anni. La suite resta aperta alle visite fino alle 20,30. Poi è prevista una cena a cura dello chef stellato Antonino Montefusco, solo su invito, con il coordinamento dell’hotel manager Tiziana Laterza. Il “Pavarotti day” coinvolge pure il teatro Tasso, in piazza Sant’Antonino: alle 20 il sipario si alza sullo spettacolo “Qui dove il mare luccica”. Sul palco il pianista Paolo Andreoli, il tenore Jenish Ysmanov, il baritono Biagio Pizzuti e i soprano Elisa Balbo e Vittoriana De Amicis, impegnati in un programma che include musiche di Verdi, Puccini, Mozart e Mascagni, il repertorio classico di Pavarotti. «Sono grata agli organizzatori – prosegue Mantovani – anche per la performance dei giovani cantanti d’opera, che la Fondazione sostiene. La nostra attività è volta a mantenere viva la memoria di Luciano, dando alle nuove leve del canto lirico l’opportunità di farsi ascoltare e conoscere ». Con la suite intitolata al “tenorissimo” si aggiunge un altro tassello nella ricca storia dell’Excelsior Vittoria, fondato nel 1834 dalla famiglia Fiorentino. In 183 anni l’albergo ha ospitato star del cinema come Marilyn Monroe, Sophia Loren e Jack Lemmon, ma anche personaggi di spicco della musica come Richard Wagner e naturalmente Caruso, che nel 1921 trascorse la sua convalescenza dalla pleurite nella suite 448. Da allora quella camera porta il suo nome, conservando alcuni oggetti personali e lo stesso piano su cui Lucio Dalla avrebbe composto “Caruso” nel 1986. Un’altra suite, dal 2013, è dedicata proprio a Dalla. Il tris di omaggi ai big della canzone si completa oggi con Pavarotti. La giornata dà il là a una serie di appuntamenti della stagione invernale dell’Excelsior Vittoria. Lo chef Montefusco accoglierà domenica alle 19,30 il collega Roberto Cerea, anima del ristorante Da Vittorio di Bergamo, per un aperitivo e una cena di alta qualità. Da venerdì 10 novembre saranno in mostra diverse immagini tratte dal libro “Dinner with Jackson Pollock”, un inedito ritratto dell’artista americano firmato da Robyn Lea: al vernissage sarà presente Francesca Pollock, nipote di Jackson. Infine, sabato 25 alle 19,30, cena gourmet “a effetto” che prepareranno Montefusco e Alessandro Gualtieri, alias Nasomatto, autore di alcune fragranze diventate ormai dei classici della profumeria di nicchia. (Alessandro Vaccaro – la Repubblica)

Napoli. Misura anti-furbetti al Cardarelli. Impronte digitali per le presenze. Dal 1 gennaio i nuovi marcatempo

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Napoli. Al Cardarelli arrivano i lettori di impronte digitali e da gennaio 2018 tutti i dipendenti della più grande azienda ospedaliera del Mezzogiorno diranno addio al badge. La rivoluzione era già stata annunciata dal direttore generale Ciro Verdoliva mesi addietro, in occasione del terremoto giudiziario che l’inverno scorso aveva travolto l ospedale Loreto Mare. La scoperta della cricca dei «furbetti del cartellino» aveva infatti generato un clima di diffidenza generalizzato, mettendo in cattiva luce agli occhi dei cittadini anche i dipendenti che con quella faccenda nulla avevano a che vedere. A febbraio il direttore generale, sulla scorta del via libera della Regione, aveva dato mandato affinché ci si attivasse per realizzare un sistema marcatempo con utilizzo di impronte digitali. «Una scelta necessaria – spiega Verdoliva – arrivata anche su richiesta dei nostri dipendenti, evidentemente desiderosi di dimostrare a tutti che al Cardarelli non ci sono furbetti». Prima di introdurre il nuovo sistema, la direzione dell’ospedale ha voluto chiedere un parere sulla legittimità di questa tecnologia, a garanzia della privacy dei dipendenti. Ieri il via libera è arrivato, nel parere del Garante si specifica che «l’obiettivo principale dell’istallazione del sistema di rilevazione biometrica non è di accertare la prestazione lavorativa del singolo dipendente», bensì «di garantire che ogni dipendente registri l’inizio della prestazione lavorativa unicamente per se stesso e non per altri colleghi». Va detto che il Cardarelli sarà il primo ospedale pubblico di Napoli ad adottare questa tecnologia, che attualmente è in uso solo al Ruggi di Salerno. Ma sarebbe auspicabile che i lettori venissero introdotti un po’ ovunque. Intanto, sempre ieri, è stata annunciata un’altra novità basata sull’introduzione di nuove tecnologie. Un cambiamento ancora solo prospettato, sul quale però si sta già lavorando. Nell’incontro «Farmacisti – Provveditori – Soresa: condividere un percorso finalizzato al Risk Management» è stata annunciata la realizzazione di una App che servirà ai cittadini per acquistare farmaci e accedere a cure sanitarie attraverso lo smartphone. Lo ha spiegato Gianluca Postiglione, dg Soresa: «La strada indicata dalla Regione è quella di avviare un processo di digitalizzazione di servizi come la prenotazione di esami, cure ambulatoriali e acquisto di farmaci. Per questo motivo, stiamo lavorando ad una App per cellulari». (Raffaele Nespoli – Corriere del Mezzogiorno)

Crollo nella basilica di Firenze. Ultimo intervento una settimana fa. L’Opera: «Non c’era traccia di rischi»

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Firenze. La basilica di Santa Croce è una delle chiese più controllate al mondo. E non soltanto per i tesori che custodisce e per i dispositivi elettronici con la quale è equipaggiata, ma per i continui sopralluoghi mirati a garantire la sicurezza alle centinaia di migliaia di turisti che la visitano ogni anno. Così l’Opera, che la gestisce in accordo con il Comune e il ministero dell’Interno, ha elaborato protocolli speciali e molto rigidi sulle sicurezza e i controlli sono frequentissimi. L’ultimo era stato effettuato appena una settimana fa. «Il nostro è un complesso che si estende per 11.000 metri quadri, è sempre aperto un cantiere per i lavori di manutenzione, ma soprattutto di prevenzione. Perché nulla è lasciato al caso, niente all’approssimazione per garantire una visita sicura a tutti», spiega il segretario generale Giuseppe De Micheli. Già, la prevenzione importantissima davanti a complessi architettonici così complessi e antichi. L’ultimo intervento era stato effettuato da poco: la scorsa settimana. I tecnici dell’Opera di Santa Croce avevano impiegato un elevatore per pulire le vetrate nella parte della basilica. E la struttura meccanica era stata posizionata proprio nel settore dove ieri è avvenuta la tragedia. «Ma noi non ci eravamo fermati soltanto alla pulizia e al controllo dello stato delle vetrate — spiega ancora De Micheli — l’elevatore era stato impiegato anche per effettuare una verifica sulle superfici di quella zona». I tecnici avevano controllato palmo a palmo le strutture e tutto era risultato regolare. Insomma, nessun pericolo di crollo, nessun sospetto di distacco del ben che minimo frammento dalle capriate del soffitto che si eleva per trenta metri. E il passato? «Negli ultimi quindici anni l’intero complesso di Santa Croce è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato costantemente in ogni sua parte — assicura ancora De Micheli — Lo ripeto, il nostro è un cantiere permanente. Io sono segretario generale da diciassette anni a non ho mai visto accadere nulla del genere. Poi non sta a me dare giustificazioni. Semmai è la sovrintendenza che deve dare un giudizio tecnico sul nostro operato. In ogni caso, c’è un’inchiesta e io non voglio assolutamente interferire. Naturalmente questa tragedia di oggi ci obbliga a riflettere e cercare di capire come sia possibile che sia accaduta una cosa simile che, oltre che a una tragedia, ci appare una beffa del destino proprio per i controlli che in quella zona erano stati effettuati la scorsa settimana». De Micheli racconta di aver ricevuti moltissimi messaggi di incredulità per ciò che è accaduto, anche dalle istituzioni. Il sindaco Dario Nardella ha espresso «profondo dispiacere per l’incidente» e segnalato la presenza dei tecnici del ministero sul posto. Poi ha disposto, tramite i servizi del Comune, l’immediata assistenza alla moglie del turista spagnolo morto. Anche l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori ha espresso cordoglio e vicinanza alla moglie e alla famiglia della vittima e ha assicurato la preghiera di tutta la comunità diocesana. L’arcivescovo è vicino anche all’Opera di Santa Croce e alla comunità dei Francescani Conventuali che gestiscono la basilica. (Marco Gasperetti – Corriere della Sera)

Ischia. Anti-G7 gettano salsa di pomodoro in mare: è il sangue dei migranti. Corteo ridotto, ritorno a casa in anticipo

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Poco meno di due ore: tanto è durata la manifestazione di protesta autorizzata dalla Prefettura di Napoli – e rivelatasi pacifica nonostante i timori della vigilia – che ha permesso a 135 persone di raggiungere l’isola d’Ischia, fino ad oggi pomeriggio teatro del G7 dei ministri dell’Interno (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone e Unione europea). I controlli capillari al porto di Napoli hanno fatto sì che la motonave Driade della Caremar giungesse nel porto d’Ischia alle 13.15, con quasi due ore di ritardo rispetto all’orario preventivato. Una volta a terra il gesto simbolico è stato rappresentato dalla salsa di pomodoro gettato sia in banchina che nelle acque portuali: «E’ il sangue dei migranti», hanno urlato i contestatori, seguiti a distanza anche dal sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino, che si era adoperato affinché il corteo non si svolgesse, senza alcun risultato. Il corteo organizzato dai Centri sociali ha avuto un itinerario ridotto. La Prefettura, infatti, aveva sì autorizzato lo svolgimento alla manifestazione ma il percorso concordato con gli organizzatori non prevedeva l’accesso al centro del Comune di Ischia. Dopo aver percorso la riva sinistra ed essere giunti a pochi metri dalla chiesa di Portosalvo, gli anti-G7 hanno preteso di proseguire lungo via Iasolino. Ma la Prefettura, com’è noto, aveva prescritto alle forze dell’ordine che in questi giorni presidiano l’isola di tenere i manifestanti a non meno di un chilometro di distanza da piazza degli Eroi, cuore del Comune capofila e luogo non molto distante dal «Punta Molino», l’hotel scelto dal Ministero dell’Interno italiano per ospitare l’importante riunione. I contestatori hanno cercato di opporsi a questo diktat, affermando l’antidemocraticità del divieto di percorrere via Iasolino e quindi il centro di Ischia. Onde evitare che qualche manifestante decidesse di fare di testa propria generando disordini, i celerini hanno bloccato l’accesso non solo a via Iasolino, ma anche alla vicina via Quercia. Nonostante l’intervento di alcuni oppositori locali i membri del reparto mobile della Polizia di Stato sono stati irremovibili, non concedendo ai contestatori di procedere oltre. I manifestanti hanno quindi deciso di dare vita ad un presidio, durante il quale vari esponenti dei Centri sociali hanno esposto le ragioni che li hanno condotti a Ischia per contestare il G7. Poco prima delle ore 15.00 i manifestanti hanno lasciato l’ingresso di via Iasolino e sono tornati alla banchina olimpica del porto d’Ischia, dove hanno atteso il traghetto delle 15,20 che li avrebbe riportati a Napoli. (Gaetano Ferrandino – Corriere del Mezzogiorno)  

Napoli vista attraverso le storie di alcuni uomini molto particolari: dal «paglietta» al principe Sanseverino d’Aragona

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C’è un personaggio smarrito nella memoria di Napoli, un campione di parlantina e di recitazione, il re degli intrattenitori come lo si definirebbe oggi, un uomo che con la sola capacità oratoria si salvò la vita. Si chiamava Nicola Fasulo e di mestiere faceva l’avvocato, il paglietta come in senso spregiativo veniva definita la categoria. La sera del 18 gennaio 1799, mentre si aspettava l’arrivo dell’esercito francese, mentre i Borbone erano fuggiti e la città era finita nelle mani dei lazzaroni, aveva riunito nella sua casa di via Atri i capi dei giacobbi per organizzare la rivoluzione. Non aveva calcolato però il tradimento del suo servitore e fu sorpreso in salotto dalle schioppettate. Fece fuggire gli ospiti attraverso un cunicolo, si mise la veste da camera e aprì la porta come se fosse stato interrotto in una delle sue letture: «Lor signori che cosa comandano?». «I giacobini!», gridarono quelli. «Giacobini, in casa mia, non ne sono mai venuti», rispose lui. I lazzaroni stavano per cascarci, ma il servitore riuscì a convincerli che il paglietta li stava ingannando. Mentre veniva portato al Mercato per la fucilazione, Fasulo ebbe l’intuizione geniale: doveva parlare, parlare, parlare, e non smettere più. Doveva prendere tempo, almeno quanto ne bastava perché l’esercito francese arrivasse in città. Ammise di essere un giacobbo, «ma che dico giacobbo, capo-giacobino, arcigiacobino, generalissimo dei giacobini» e promise ai lazzaroni di aiutarli a catturare tutti gli altri suoi compagni. Diede loro gli indirizzi sbagliati e fece passare le ore tra vane ricerche e trovate teatrali da commedia dell’arte. Fin quando gli stranieri non lo liberarono e lo nominarono perfino ministro nella breve Repubblica napoletana del 1799. Raccontato così da Benedetto Croce, Fasulo era in fondo il prototipo perfetto del napoletano, simpatico e furbacchione, chiacchierone e saltimbanco, ribelle e inconcludente. Perciò è strano che sia stato dimenticato e che accanto al suo portone non ci sia nemmeno una targa. Il viaggio può cominciare da qui, da questo palazzo scrostato, dalla scena di quelle schioppettate, dalla strada lungo la quale Fasulo fu trascinato in catene senza mai interrompere la sua parlantina. Perché per raccontare una delle città più raccontate del mondo, Napoli milionaria e nobilissima, Napoli da sventrare e Napoli d’oro, Napoli Gomorra e Napoli mille colori, Napoli paradiso abitato da diavoli e Napoli non bagnata dal suo stesso mare, per descrivere un luogo già descritto ovunque, in musica, cinema e parole, si può provare a far parlare le persone e le pietre in cui sono rimaste impresse le loro gesta. L’avvocato Fasulo e un altro avvocato di due secoli dopo, Gerardo Marotta, che proprio ai martiri del 1799 ispirò molta della sua attività, portò in città i migliori filosofi del ’900, da Gadamer a Popper, ma riunì anche la migliore società civile contro progetti urbanistici da «mani sulla città». Due avvocati, dunque, e un nobile ribelle, Ferrante Sanseverino d’Aragona principe di Salerno, che nel 1552 voleva rovesciare i Borbone con l’aiuto della flotta turca ma non riuscì perché in ritardo. Gli alleati lo aspettavano in rada a Procida, ma lui non arrivava. La congiura saltò e il suo palazzo fu confiscato e trasformato per contrappasso in un simbolo del potere spagnolo, la chiesa del Gesù (i gesuiti, come spiega lo studioso Raffaele Ajello, erano un braccio della monarchia nel Regno). Nella magnifica biblioteca dei Girolamini si potranno incontrare le tracce di un uomo che forse amava troppo i libri, il sovrintendente Marino Massimo De Caro, che ha confessato di averne rubati 1.270, lui che doveva proteggerli, ed è finito condannato in primo grado a sette anni. A Villa Lucia ci si imbatterà nella casa del pastaio Alfonso Garofalo (non soltanto un omonimo di chi scrive), che la comprò dagli aventi causa di Ferdinando I di Borbone probabilmente per fare sfoggio delle sue fortune, ma non risultò gradito al giornale cittadino, il Mattino di Scarfoglio, che titolò: «Da re Nasone a re Maccarone». Cinque personaggi per leggere la città, senza perdere i «fondamentali», i presepi e i cunicoli sotterranei, la certosa di San Martino e il Palazzo Reale. I colori abbaglianti, la luce dei tramonti che conquistò i vedutisti, i mille oggetti che si offrono allo sguardo camminando per le strade, le verande abusive in alluminio anodizzato e i ghirigori di stucco barocchi. Cercando di cogliere l’essenza di una città complessa, che forse, come scrive Antonio Pascale, sta nella capacità di rendere tutto eccezionale. Se ad esempio piove e si crea una voragine, non si chiama un ingegnere per ripararla, si chiama in causa una metafora di Walter Benjamin e si dice che la città è «porosa», e su quella città porosa si scrivono libri, si fanno convegni, gli intellettuali si stracciano le vesti, i politici litigano. Col risultato che, di metafora in metafora, la voragine rimane lì. Tale e quale. (Mario Garofalo – Corriere della Sera)

Firenze, crollo nella basilica di Santa Croce. Turista muore davanti alla moglie. Si indaga per omicidio colposo

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Firenze. Con un brivido che ancora gli corre giù per la schiena, la guida Bernardo Randelli racconta di aver alzato gli occhi e di aver visto quella pietra cadere dal soffitto alto più di trenta metri. «Poi, nel punto esatto dove mi trovavo insieme ad altri turisti pochi minuti prima, ho sentito un rumore sordo e orribile — ricorda — e subito dopo le urla di una donna. Ho messo al sicuro i turisti e ho visto un uomo a terra, sangue sino ai gradini della seconda e la terza cappella del transetto destro, alcuni metri dalla tomba di Rossini. Una signora accanto al corpo piangeva disperata». La signora è la moglie del turista Daniel Testor Schnell, 52 anni, spagnolo, residente a Barcellona. La prima a cercare di soccorrere il marito con il cranio fracassato da un «peduccio» in pietra, una sorta di capitello che serve per aumentare la base di appoggio delle grandi strutture lignee del soffitto. Si è gettata su quel corpo ormai senza vita, altri hanno tentato di rianimarlo inutilmente. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri nella basilica di Santa Croce, una delle chiese più belle e rappresentative di Firenze, che custodisce le tombe di Michelangelo, Galilei, Alfieri, Foscolo, Rossini e dove anche Dante, morto in esilio, doveva essere sepolto. In quel momento nella chiesa si trovavano un centinaio di turisti. La tragedia è accaduta senza alcun segnale premonitore. La pietra è caduta quasi verticalmente, un grande proiettile a forma di parallelepipedo di almeno quaranta centimetri per quaranta e del peso di diversi chili, che ha sfiorato la testa di altri turisti spagnoli per poi colpire Daniel. Che cosa abbia provocato quel distacco saranno gli accertamenti dei periti della Procura ad accertarlo. Un’inchiesta è già stata aperta per omicidio colposo e la Procura ha sequestrato l’area dove il turista è stato colpito. Di certo si sa che da sempre i lavori nella basilica sono particolarmente accurati. «Ora bisogna capire come sia accaduto questo fatto drammatico e se ci sono responsabilità sulla manutenzione» commenta da New York il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. L’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, esprime «cordoglio e vicinanza» alla moglie e alla famiglia della vittima e assicura la preghiera di tutta la comunità diocesana. «Provo un dispiacere profondo per l’incidente nella Basilica» twitta nel pomeriggio il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Non è la prima volta che dai monumenti fiorentini si staccano pietre. Il 4 gennaio del 2012 una marmo di 80 chili crollò dalla statua dell’Abbondanza in piazza della Repubblica sulla cui base solitamente si siedono i turisti, ma quel giorno pioveva e non c’era nessuno. Sempre lo stesso anno, il 13 aprile, alcuni frammenti di marmo si staccarono dal campanile di Giotto e colpirono un’automobile dei vigili urbani. (Marco Gasperetti – Corriere della Sera)

Tramonti di-vino nella guida ai Vini d’Italia 2018: tre etichette selezionate in Costa d’Amalfi

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I vini della Campania della Campania inseriti nella grande guida de l’Espresso de I Vini d’Italia 2018, sono trentaquattro. La guida presentata ieri a Firenze nella location della stazione Leopolda insieme a I Ristoranti d’Italia 2018, elenca tra le 34 etichette più importanti d’Italia: le bottiglie campane entrate nella guida sono 9 nella sezione Vini da bere subito; 12 tra i Vini da comprare; 9 tra i Vini da conservare; 4 tra quelli da riassaggiare.

Gli esperti de l’Espresso hanno quindi selezionato in Costiera Amalfitana tre nettari, di cui due provenienti da Tramonti: il Cardamone 2015, rosso dell’Azienda Agricola Reale tra i Vini da bere subito e l’È Iss 2014, l’autoctono Tintore prodotto dalla Tenuta San Francesco, collocato tra i Vini campani da conservare. Dal versante costiero è stato selezionato invece il Furore rosso 2106 di Marisa Cuomo inserito tra i Vini da comprare.

Una valida esperienza di alternanza scuola-lavoro

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I ragazzi del Sabatini Menna in stage

Le classi V E e IV D del liceo artistico di Salerno Andrea Sabatini e Filiberto Menna al fianco dello scenografo Flavio Arbetti per costruire le selve di Norma

 Di OLGA CHIEFFI

Le classi V E e IV D del liceo artistico di Salerno Andrea Sabatini e Filiberto Menna hanno presenziato ieri mattina la conferenza di presentazione della Norma, guidati dal loro appassionato direttore scolastico Ester Andreola, da protagonisti. Infatti, hanno impiegato come meglio non si poteva, le loro ore di credito formativo, al fianco dello scenografo del nuovo allestimento della più amata opera belliniana Flavio Arbetti. “Gli studenti del Liceo artistico Sabatini-Menna hanno contribuito alla realizzazione di questa splendida scenografia dipingendola, sfruttando a dovere – ha affermato Ester Andreola, una dei veri catalizzatori delle esperienze artistiche in città – questa grande opportunità. Utilizziamo l’alternanza come fonte di ulteriore approfondimento, divulgazione del sapere e crescita culturale. I nostri studenti non hanno criticato la nostra alternanza scuola-lavoro e le polemiche non ci interessano. Il teatro per noi è l’elemento focale di rappresentazione: abbiamo l’arte e la bellezza come punti di riferimento e abbiamo anche l’ambizione di valorizzare i talenti dei nostri studenti, insegnando loro a vivere tutto con passione ed entusiasmo. E’ un momento di crescita importante: i ragazzi fanno un’esperienza laboratoriale, hanno incontrato scenografi ed imparato grazie a loro cosa significa la costruzione di un piano scenico sul campo. Inoltre, il segmento di architettura ha intenzione di realizzare un plastico in scala del teatro da esporre nel corso delle visite guidate”. Arte e bellezza anche come medicina. Nel familiare consesso è intervenuta anche la regista Giustina Laurenzi, la quale ha sottolineato l’importanza del teatro, per il gruppo di ragazzi psicopatici che segue e che incontreremo in una delle repliche di Norma. “Dopo l’esperienza con il liceo artistico – ha annunciato il segretario artistico Antonio Marzullo – apriremo le porte a quanti vorranno avvicinare le arti delle maestranze del teatro, sarti, truccatori, macchinisti, in modo da creare una “caldera” di giovani che immaginano il loro futuro sopra e sotto il palcoscenico”. Il finale lo abbiamo lasciato a Noemi Pierri, attenta portavoce degli stagisti del nostro liceo artistico, non nuovo a creare scenografie per le operine messe in scena dal Conservatorio G.Martucci di Salerno. “L’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro di quest’anno al Teatro Verdi ha contribuito ad approfondire la nostra conoscenza relativa alla progettazione scenografia. L’approccio diretto con i materiali è stato efficace a tal punto da riuscire a stimolare la nostra capacità creativa. Abbiamo interagito con gli artisti dell’Arena di Verona aiutandoli nello scolpire blocchi di polistirolo per la realizzazione delle rocce, abbiamo avuto l’opportunità ed il piacere di conoscere anche lo scenografo Flavio Arbetti, che con grande disponibilità ha risposto ad ogni nostra domanda, fornendoci utili insegnamenti e consigli per il nostro futuro lavorativo. C’è un pensiero dello scenografo che ricorderemo sempre: “Il progetto non è fine a se stesso, lo scenografo non è solista, ma il suo equilibrio con il regista, con il costumista, con il tecnico, con l’orchestra…È tutta una squadra! Se parti solista, sei già perdente!”

Classe V E

Aliberti Lucia, Carpentieri Alessia, Daidone Federica, De Luca Rosa, Franco Emilia Giannitti Rosario, Graziano Fiorentina, Iannone Mariangela, Izzo Chiara, Lambiase Pia Francesca,Marino Benedetta, Massotti Uliana, Pappacena Marica, Pierri Noemi, Robustelli Gianluca Serra Evanna

Classe IV D

Amabile Tommaso, Antonelli Marianna, Bisogno Giuseppe, Carpentieri Giulia Castaldo Alessandra, Cuccurullo Anna Maria, Ferraioli Daria, Greco Valentina Iannone Maria Laura, Liguori Irene, Marino Marika, Pellegrino Raffaele, Salvati Martina, Scarico Angela, Sica Arianna.

 

Norma, conflitto di private passioni

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Norma Gilda Fiume

Questa sera alle ore 21, il sipario del teatro Verdi rivelerà l’allestimento di Giandomenico Vaccari e Flavio Arbetti, con Gilda Fiume nel ruolo della carismatica eroina belliniana, con a fianco due altri rilucenti voci, Teresa Iervolino e Gustavo Porta. Grande attesa per la prova dell’Orchestra Filarmonica Salernitana guidata da Daniel Oren

 Di Olga Chieffi

Norma, conflitto di alte e private passioni, sullo sfondo alquanto vago della resistenza gallica a Roma. Dramma dell’amore? Della Gelosia? Certo, ma prima di tutto dell’ambiguità, del doppio servizio a un dio e alla passione, alla patria e all’adorato nemico. Alle spalle, l’ombra virgiliana e purcelliana dell’appassionata Didone, infedele al popolo di cui è regina, sedotta da un futuro romano e vendicativa. La veggente e presunta vergine Norma, figlia di Oroveso, gran sacerdote del dio gallico Irminsul, è la guida spirituale dei Galli che mordono il freno della dominazione romana. Al contempo, è moglie segreta e madre di due figli del proconsole Pollione. Situazione a mezza strada fra la Vestale e Medea, tanto per citare le due protagoniste di Spontini e Cherubini che la Callas eccelsamente interpretò riscoprendo il bel canto di inizio Ottocento. Giandomenico Vaccari ha dichiarato ieri nel corso della conferenza stampa svoltasi tra gli stucchi e i velluti della platea del massimo cittadino, presenziata da Ermanno Guerra, in rappresentanza del Comune di Salerno, della bacchetta in seconda, Gaetano Soliman, che vedremo in azione domenica 22, dopo aver condotto l’intera concertazione, e di Antonio Marzullo, di aver puntato le sue carte su questo conflitto, cercando di restituire al pubblico attraverso la sua regia le linee di universalità e contemporaneità facilmente assimilabili ai tempi moderni. Nell’anno celebrativo del cinquantenario della scomparsa di Maria Callas, questa sera, in un silenzio attonito, il pubblico attenderà l’aria più celebre, “Casta Diva”, con le sue modulazioni arpeggiate che passano per posizioni non stabili e si definiscono nella tonalità di Fa maggiore, per poi cedere la scena al flauto che rivelerà l’estetica musicale della scuola di fiati salernitana, rappresentata da Antonio Senatore, il quale attraverso il cesello di ogni nota e intervallo lancerà il canto di Norma, che avrà la voce di Gilda Fiume. Un auspicio, una responsabilità quello di debuttare in questo ruolo sublime e scoperto, in questo particolare anno “Una responsabilità certo – ci ha rivelato il giovane soprano che racchiude nel nome di un’altra eroina dell’opera, la figlia di Rigoletto, pupilla di Mariella Devia – ho studiato profondamente questa partitura, anche attraverso svariati ascolti. Le grandi Norme del passato, non solo la Callas, ma anche la Sutherland, la Caballè, la Sills, mi hanno donato tutte qualcosa, ma oggi gli stili sono cambiati e tra gli innumerevoli consigli della mia maestra, ne seguirò uno su tutti, quello di essere me stessa di “sentire” la mia voce e il mio corpo, come sto facendo con gli altri ruoli”. Un bruciante monoprotagonismo quello di Norma, al punto da annullare ogni virtuale antagonista, già che ciascuno dei personaggi si trova ad agire sotto la sfera d’influenza della sacerdotessa spergiura e vive di luce riflessa, non riuscendo ad attestare in proprio simile forza musicale e drammatica. Ma il sacro rituale nasconde una realtà assai più dolente, che già si mostra alla fine del primo atto, all’interno dell’abitazione di Norma, nell’incontro coi figlioletti. Il preludio strumentale, con gravi accordi e fremiti, afferma un senso di fatalità, mentre sarà l’oboe che traccerà il tema che può considerarsi “dei figli”, affettuoso, slanciato, sospiroso, un turbamento che aggredisce la madre con affetti contrastanti. Il passaggio dalla condizione pubblica a quella privata non poteva essere più convincente. D’ora in avanti le pagine altissime si susseguono numerose, anche se in parte ritardate dall’abbondanza dei recitativi. Il duetto tra Norma e Adalgisa, che avrà la voce di Teresa Iervolino, altra perla della scuola campana di canto, castigato e confidente, nei suoi vari colori, il terzetto fra le due donne e Pollione, che sarà interpretato da Gustavo Porta, folgorati dallo stesso motivo, che giustamente li accomuna, come l’identica condizione che li sottomette, infine la collera di Norma. Quindi, ancora Norma coi figli, un celebre preludio a scena aperta, dove alla situazione che richiama i terribili unisoni, i singhiozzi e le frasi avvolgenti degli archi, si arriva già al linguaggio di Traviata; il dramma di lei è scolpito poi dal recitativo “Dormono entrambi” e dal dolentissimo , implorante duetto fra lei e Adalgisa “Mira, o Norma”. Ancora una volta la druidessa e il suo popolo si ritrovano per una scena di massa dai feroci impeti guerrieri che ha segnato il nostro risorgimento “Guerra, Guerra, le galliche selve!”. Il duetto con l’ex amante e padre dei suoi figli li unisce ancora una volta in un canto epicheggiante e disperato. Norma implora, quindi, Oroveso, affidato alla voce di George Andguladze, e smorza l’ira di lui in un tortuoso melisma, fino ad alimentare di maggiori, affannose fiamme la forza crescente del finale, di chi ha voluto gustare la suprema libertà della disobbedienza. Alla testa della Filarmonica Salernitana e del coro preparato da Tiziana Carlini, questa sera, alle ore 21, ci sarà Daniel Oren a sottolineare con la sua bacchetta e la sua “voce” il sodalizio e la frattura insieme tra accademia neoclassica e ansia di forare, romanticamente, la volta di quel microcosmo sull’aire di un sospiro notturno.

Positano. La dottoressa M. Cristina Moruzzi al Policlinico a Roma

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Positano. Un pensiero per La Dott.ssa Maria Cristina Moruzzi, medico specializzato in ginecologia ed ostetricia strutturata presso il policlinico “A. Gemelli di Roma”, da parte della famiglia.

Il tuo cammino continua: al tuo cuore grande, alla tua forza e grinta, al tuo esserci sempre. Alla forza dei sogni, perché l’amore per ciò che fai ti rende unica! Sei il nostro orgoglio, con amore infinito la tua famiglia …

Auguri da parte della redazione di Positanonews

Piano di Sorrento: operazione degli uomini della Guardia Costiera. Controlli sulla filiera della pesca

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Incessante ed incisiva è l’attività nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca da parte degli uomini della Guardia Costiera di Piano di Sorrento, coordinati dal Comandante Guglielmo Cassone, Capo del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia.
La scorsa notte, presso il punto di sbarco del porto di Marina di Cassano, a seguito di un’intensa attività di monitoraggio diurna e notturna, volta a contrastare il fenomeno della pesca di esemplari di specie ittiche di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione (novellame), sono stai sequestrati alcuni esemplari di pesce spada sottomisura al primo stadio della crescita.

Nella mattinata odierna, gli Ispettori della locale ASL hanno accertato il cattivo stato di conservazione dei suddetti esemplari e, pertanto, è stata disposta la distruzione degli stessi. Al comandante dell’unità, oltre all’attribuzione di 5 punti per infrazione grave, è stata contestata una sanzione amministrativa di 2.000 €.
Le operazioni della Guardia Costiera si sono protratte per l’intera nottata e successiva mattinata, portando anche ad elevare sanzioni amministrative in violazione alle norme che disciplinano la navigazione, la sosta e l’ormeggio in ambito portuale.

La castagna, “principessa d’autunno”: a Scala il 21 e 22 ottobre è protagonista della Sagra

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Giovanni Pascoli dedicò nella sua raccolta Myricae una poesia a “Il Castagno”, il re del bosco che da riparo durante l’estate, dolci frutti durante l’autunno, legna per l’inverno e un letto di foglie alle bestie durante l’inverno.

“Tu, pio castagno, solo tu, l’assai, doni al villano che non ha che il sole; tu solo il chicco, il buon di più, tu dai alla sua prole”, dai versi del Pascoli riverbera l’annata positiva che stanno vivendo alcune località della Costa d’Amalfi, giovando alle economie delle comunità di Tramonti e Scala. Proprio nel “Borgo più antico della Costiera” si celebrano le castagne, sin dalla seconda metà degli anni Settanta, dove l’originaria festa di ringraziamento per il raccolto e la promozione del prodotto autoctono, si è raffinata nel corso degli anni in una vetrina che porta il frutto autunnale in un circuito di prodotti finiti, che esaltano il gusto e le proprietà della “principessa d’autunno”. Le feste dedicate alla castagna in Campania, che avranno luogo in questo lungo weekend nei borghi antichi, portano al grande pubblico questo frutto in tante varietà: arrostite, lessate, essiccate, in purea e in marmellata, come stuzzichino, dolce o contorno, sotto forma di birra. Tutti modi per esaltare gustosi piatti autunnali, dolci o salati. La castagna è un versatile ingrediente che può andar bene dal pane ai dolci, dal Medioevo addirittura è parte integrante della dieta delle popolazioni montane, esaltando per le ricche tavole soprattutto le sue versioni dolciarie, che hanno portato alla creazione dei Marrons Glaces.

Ma della castagna, che è solito sottolineare gli usi della sua dolce e farinosa polpa, bisogna decantarne anche le proprietà benefiche: i frutti del castagno sono delle miniere di beta-carotene e folati, contenenti vitamina C e acidi grassi palmitico e oleico, che fanno bene al cuore. Energetiche e caloriche, le castagne possiedono ferro, fosforo, calcio e potassio, diventando utili sia come antinfiammatorio e per la febbre (per il potassio), sia per merenda per gli sportivi data la capacità di contrastare la stanchezza e rimineralizzare le ossa. Insomma grazie alle castagne c’è ne per tutti, per gli amanti della buona cucina e per chi vuole restare in salute.

“PARADOX” DI ADRIANA MOCCIA UN “URBAN FANTASY” AMBIENTATO A SORRENTO

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“PARADOX” DI ADRIANA MOCCIA UN “URBAN FANTASY” AMBIENTATO A SORRENTO

Sorrento location di un fantasy, anzi un “urban fantasy”,  con “Paradox” che sarà presentato lunedì sera  a Sorrento nella libreria Tasso con la presentazione di Carlo Alfaro. Adriana Moccia , figlia di musicisti sorrentini. Una “selfpublisher”  già di successo a soli 27 anni, visto i consensi che sta riscuotendo la sua opera . Diplomata al Liceo Artistico a Sorrento poi all’Accademia cinematografia e recitazione  a Napoli, sta portando avanti il suo progetto con passione ed entusiasmo. La sentiamo telefonicamente.

Cosa è Paradox?

“Paradox è un fantasy ,una saga – dice Adriana Moccia -, è un’idea che mi è venuta per passione,  un libro pensato per i giovani, ma adatto a tutti” Non c’è nulla di autobiografico ? “E’ un fantasy e la protagonista è americana, ma ci si potrebbe veder qualcosa “

C’è qualcosa di Sorrento nella tua opera?

”C’è tanto di Sorrento.per la sua scuola mi sono ambientata al Chiostro di San Francesco e per il contesto ambientale dove vive Le Tore”

Che riscontri stai avendo ?

“Tantissimi, recensioni di blogger che non conoscevo, persone che mi chiamano dicendo che vogliono venire a Sorrento per vedere i luoghi di Paradox, per me è una gran soddisfazione”

Ecco la trama e per chi vuol approfondire non resta che comprarsi questo libro che è anche in versione e-book

Lunghi capelli castani e grandi occhi nocciola. Amanda Evans è una diciassettenne nata e cresciuta in California. Vittima di tragici eventi, perde i genitori ed è costretta dai servizi sociali a trasferirsi da suo zio Vincent che vive in Italia. Amanda cade in una pericolosa depressione e si isola dal mondo. Un giorno un’ombra la perseguita terrorizzandola. L’episodio si ripete, insieme ad altre vicende inspiegabili e spaventose, finché arriva a scuola Roberto: un nuovo studente dai lineamenti perfetti e gli occhi a mandorla color ghiaccio. Da quel momento la vita di Amanda prende una svolta. Quando è con lui riesce a mettere da parte le sofferenze e i ricordi dolorosi. Ben presto però capisce che Roberto nasconde un segreto. Le anime dei due protagonisti sono legate da una missione che lui deve compiere: salvare Amanda da un pericoloso destino. Tuttavia la scelta di stare insieme metterà in pericolo entrambi, conducendoli in un costante bilico tra la vita e la morte.

Paradox è una storia colma di  suspense elettrizzante, che vede due ragazzi legati da un amore che li salva e li distrugge nello stesso tempo, ma è anche una storia di speranza per i protagonisti che, tramite un percorso psicologico e spirituale riescono a riassaporare la perduta gioia di vivere.

 

Sorrento, offese in pubblico da parte di un 35enne: vigilessa ottiene risarcimento

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Risarcimento danni per un vigile, anzi una vigilessa, di Sorrento che venne offesa da un 35enne originario di Napoli ma residente a Bacoli. I fatti risalgono al luglio del 2013, quando L.B. offese in luogo pubblico, alla presenza di diverse persone, l’onore ed il prestigio di A.G., all’epoca dei fatti dipendente del Dipartimento con un contratto a tempo determinato.

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata aprì un procedimento penale nei confronti dell’uomo con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale. In questo caso, è previsto che ove l’imputato prima del giudizio, abbia riparato interamente al danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.

Il 35enne ha manifestato la volontà di riparare interamente il danno sia alla vigilessa che al Comune di Sorrento: 500 euro andranno, quindi, alla donna offesa, mentre altri 500 andranno all’ente. Inoltre, dovranno essere presentate scuse formali verso le due parti.

Vico Equense. Trasporti, nasce il tavolo tecnico permanente

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Vico Equense. Trasporto pubblico locale, inaugurato il tavolo tecnico permanente tra il Comune di Vico Equense e l’EAV.

All’incontro hanno partecipato il Sindaco Andrea Buonocore, e gli Assessori ai trasporti e lavori pubblici Lucia Vanacore e Gennaro Cinque. “Una città si misura dal servizio che riesce a garantire”, ha ribadito il Sindaco Buonocore ai dirigenti del trasporto regionale.

Vico Equense. Una giornata in Capitaneria di Porto per i diversamente abili del Centro di via Madonnelle

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Vico Equense. Una giornata di amore per il mare, alla scoperta dei segreti della navigazione, quella organizzata questa mattina dall’Associazione Diportisti Equani, presieduta da Francesco Savarese.

I ragazzi diversamente abili del centro diurno residenziale “Il cielo in una stanza” di via Madonnelle a Vico Equense, hanno visitato i locali della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia guidata dal comandante Guglielmo Cassone.

All’iniziativa ha partecipato il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore e il vicesindaco Franco Lombardi. Il comune ha sostenuto l’evento così come avvenne la scorsa estate con l’iniziativa un “sorriso fra le onde”.

 

 

 

 

 

 

Vico Equense, atti falsi per elezioni comunali: segretario ed ex consigliere rinviati a giudizio

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Sono stati rinviati a giudizio Luigi Salvato, segretario del Comune di Vico Equense e Luigi Savarese, ex consigliere comunale. Al primo è stato contestato di aver firmato atti falsi per le elezioni comunali e ora rischia da un anno a 6 anni di reclusione, mentre al secondo è stato contestato di aver esposto fatti non conformi al vero nella dichiarazione autenticata di accettazione della candidatura e ora potrebbe essere condannato ad una pena dai 3 mesi ai 3 anni. L’udienza preliminare della settimana scorsa ha decretato il rinvio a giudizio.

Una vicenda della quale già vi parlammo e che risale al maggio 2016, quando furono presentate alcune liste elettorali senza la firma del candidato sindavo Andrea Buonocore. Salvato si è sempre difeso asserendo che la dichiarazione sottoscritta c’era, ma è stato sottratta o è andata persa.

La commissione elettorale mandamentale di Sorrento in quel mese di maggio giudicò illegittime tre liste collegate al candidato Buonocore. Cominciò così un iter giudiziario che è ancora in corso.

La Costa d’Amalfi a Host 2017 con Pansa: a Milano al via l’esposizione su ospitalità e ristorazione

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Milano diventa capitale mondiale dell’ospitalità e della ristorazione e torna oggi Host 2017 fino a martedì 24 ottobre HostMilano, la manifestazione leader mondiale del settore dell’ospitalità e della ristorazione.

“HostMiIano con il suo 40% di espositori esteri da 51 Paesi  – commenta Fabrizio Curci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano Spa –  conferma che l’attrattività della manifestazione si deve alle sue specificità, che ne hanno fatto un riferimento mondiale. Proprio il tasso di internazionalizzazione in continuo aumento, con il 13,4% in più di aziende straniere e oltre 1.500 buyer internazionali, dimostra quanto HostMilano abbia saputo evolversi da fiera di prodotto a momento di incontro e confronto, dove si presentano in anteprima mondiale l’innovazione tecnologica, i nuovi format e le nuove tendenze di consumo.  Una leadership che Fiera Milano ha saputo conquistarsi sul campo grazie a competenza, innovatività, impegno e un costante dialogo con tutti gli attori delle filiere, italiani ed esteri”.

Per la prima volta partecipa alla manifestazione anche il Grupo Consular De America Latina Y El Caribe N.I. con 11 Paesi, mentre sono cinque le nazioni new entry, che si presentano per la prima volta ad HostMilano: Egitto, Nuova Zelanda, Sudafrica, Ucraina e Uganda. Rappresentati sono tutti i continenti, ma la Top 5 vede i Paesi leader nella produzione di food service, oltre all’Italia: Germania, Francia, Spagna, USA, che saranno presenti anche con uno stand ufficiale del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (US Commercial Service) e Svizzera.

All’interno di una strategia che ha vistouna maggiore promozione capillare in tutto il mondo per raggiungere un più ampio spettro di utenti, la manifestazione ha voluto concentrare l’attenzione sulle aree target di questa edizione – USA, Canada e Medio Oriente – per le quali sono state messe in campo varie attività per attrarre i visitatori, anche tramite accordi con autorevoli associazioni di categorie, nordamericane ed europee.
Gli espositori incontreranno oltre1.500 hosted buyer da 80 Paesi, che, grazie al crescente investimento sulla profilazione e alla collaborazione sempre più stretta con ITAItalian Trade Agency, includeranno molti nomi rinnovati e un mix tipologico sempre più completo. Le aree di provenienza sono infatti Europa (10%), Mediterraneo e Sudafrica (7%), Medio Oriente (15%), Nord America (23%), Centro e Sud America (8%), Russia (18%), Asia e Oceania (19%).

Tra tutti gli espositori, si segnala dalla Costa d’Amalfi la partecipazione della Pasticceria Pansa con la sua nuova creazione “Terra”, che è in tema con la kermesse internazionale di settore: finissimo cioccolato della Repubblica Dominicana è stato infatti legato al caffè indiano Mysore della torrefazione Portioli, insieme ai nostrani Limoni IGP Costa d’Amalfi, portando l’eccellenza nella manifestazione meneghina.

Morte chef Vincenzo Amabile: la ricostruzione della giornata maledetta

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C’è ancora grandissimo sgomento per la morte dello chef Vincenzo Amabile, stabiese di 49 anni che risiedeva da diverso tempo a Vico Equense. Vincenzo ha lasciato moglie e tre figli (19, 15 e 9 anni) dopo un incidente shock sulla strada che collega Castellammare di Stabia alla Penisola Sorrentina. Vediamo nel dettaglio la ricostruzione di questa giornata maledetta.

Dopo aver fatto visita alla madre a Castellammare, Rione Savorito, Vincenzo si è avviato verso Sorrento in sella al suo Beverly, destinazione ristorante Inn Bufalito dove ricopriva il ruolo di chef da diverso tempo. All’altezza della frazione di Pozzano, nei pressi della spiaggia La Rotonda, si è scontrato con un SUV che si stava immettendo sulla strada dalla piazzola di sosta e a bordo del quale vi erano due turisti. Vincenzo viene sbalzato a terra nell’impatto. Sono le 14 circa. Celermente intervengono i soccorsi del 118 e la PolStrada e lui viene portato all’ospedale San Leonardo cosciente. Dopo aver parlato con alcuni parenti, Vincenzo accusa dei dolori al torace e difficoltà respiratorie, i medici di conseguenza vengono avvertiti e constatano un versamento toracico, quindi alle ore 18,00 viene predisposto il trasferimento all’ospedale Cardarelli di Napoli. Vincenzo arriva intorno alle ore 19 a Napoli, ma le sue condizioni si sono aggravate durante il tragitto. Poco dopo l’arrivo viene dichiarato morto.

Lo chef Amabile era molto apprezzato sia per il suo talento che per la simpatia con la quale affrontava la vita. Una persona speciale che se n’è andata troppo presto.

Ora la salma è in attesa dell’autopsia, per gli accertamenti del caso.

Meta, ecco il bando per le licenze NCC: 17 posti da assegnare

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Il Comune di Meta di Sorrento ha reso noto che è indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assegnazione di 17 autorizzazioni a carattere stagionale (01 Marzo-31 Ottobre), per trasporto pubblico non di linea mediante servizio di Noleggio Con Conducente (NCC), svolto con autovetture fino ad un massimo di 9 posti, compreso il conducente. E’ stabilito il rilascio di una sola autorizzazione per concorrente avente diritto secondo la graduatoria finale.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE:

La domanda di partecipazione al concorso, dovrà pervenire, compilata in ogni sua parte, utilizzando esclusivamente il modello allegato, a pena la irricevibilità, entro le ore 12,00 del 16.11.2017, al Protocollo Generale del Comune di Meta mediante consegna a mano, inoltrata con lettera raccomandata A/R a mezzo servizio postale o agenzia di recapito autorizzata, in plico chiuso e sigillato, recante sul frontespizio la seguente dicitura: domanda di concorso pubblico per l’assegnazione di n° 17 autorizzazioni a carattere stagionali all’esercizio di Noleggio con conducente”, al seguente indirizzo: “Comune di Meta – Ufficio Protocollo Generale – via Municipio n° 13 – 80062 Meta (NA) 0 a mezzo posta elettronica certificata in unico file, formato PDF, contenente tutte le pagine e firmate digitalmente, all’indirizzo: comune.meta@asmepec.it precisando nell’oggetto “domanda di concorso pubblico per l’assegnazione di n° 17 autorizzazioni a carattere stagionali all’esercizio di Noleggio con conducente”.

Ai fini dell’ammissione al concorso, farà fede unicamente il timbro dell’ufficio Protocollo Generale del Comune di Meta riportante data e numero di acquisizione o la data ed ora di ricezione all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune di Meta. Le domande pervenute oltre il termine perentorio specificato, verranno considerate inammissibili e non saranno in alcun modo prese in considerazione. Nel caso di ditta individuale, la domanda dovrà essere sottoscritta, dal titolare dell’impresa. In caso di società la domanda dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante. L’Amministrazione Comunale non assume responsabilità per la dispersione delle domande
dipendenti da inesatta indicazione del recapito da parte dei concorrenti Oppure mancata o tardiva.

Amalfi, il Sindaco Milano continua la campagna di ascolto: ieri incontro con associazione pensionati

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Il sindaco Daniele Milano ha proseguito ieri la sua campagna di ascolto, annunciata questa settimana sui social. La sede municipale di Palazzo San Benedetto ha accolto infatti un folto gruppo di anziani, che sono stati ascoltati dal primo cittadino dal primo cittadino amalfitano. Devo dire grazie all’associazione Pensionati di Amalfi: stasera abbiamo dato vita ad un incontro veramente interessante e propositivo!”, queste sono le parole di Milano in conclusione del confronto.

La campagna di incontri di metà mandato dell’amministrazione comunale di Amalfi è iniziata martedì mattina a sorpresa, nelle aule dell’Istituto Superiore Marini-Gioia, luoghi in cui Daniele Milano è stato invitato a salutare l’inizio percorso di studi, avendo avuto modo di confrontarsi con i giovanissimi studenti su vari temi. “È stato bello tornare da sindaco nella scuola che ho frequentato – ha sottolineato il sindaco – è stato ancora più bello trovare tanti ragazzi giovani interessati al confronto, curiosi nel fare le domande ed anche un po’ emozionati. Voglio considerare questo appuntamento al quale sono stato invitato, e nel corso del quale i ragazzi mi hanno apertamente parlato dei loro desiderata per la città, come il primo degli incontri di ascolto di metà mandato. È stato piacevole, emozionante, ma anche molto utile”. Seguiranno nei giorni a venire, una serie di incontri con categorie e realtà associative, che toccheranno il centro e i borghi della città.

Sorrento, ancora proteste contro la sosta selvaggia: “La vergogna continua” – FOTO

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Continuano le polemiche a Sorrento per quanto riguarda la sosta selvaggia dei mezzi che scaricano e caricano merci. Come abbiamo più volte sottolineato noi di PositanoNews, dando voce a tantissimi cittadini, c’è grande disagio nello splendido comune della Penisola Sorrentina a causa di questa situazione che dura ormai da tanto tempo.

Poco fa, un furgoncino è stato immortalato mentre sosta su un parcheggio riservato ai diversamente abili. “A questo punto al posto riservato ai disabili possiamo pure cambiare nome, lo chiamiamo postallegro -hanno commentato sarcasticamente sulla fanpage “Sorrento senza barriere”, movimento che cerca di combattere le barriere architettoniche- una sosta che si dà a tutti, il carico e scarico è un po’ troppo, considerando che la polizia municipale tollera pure… La vergogna continua purtroppo”.

Il “Wembley” della Costa d’Amalfi al taglio di nastro: il sindaco Mansi ha incontrato Tavecchio

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Presto ci sarà il taglio del nastro allo Stadio Comunale di Scala, che dopo otto anni di restyling ritornerà ad essere fruibile. Ieri il sindaco di Scala Luigi Mansi ha incontrato personalmente il Presidente della Figc Carlo Tavecchio nella sede della federcalcio, per definire l’evento sportivo che potrebbe accompagnare l’inaugurazione. L’operazione di ristrutturazione, costato oltre 1 milione di euro, regalerà a tutto il territorio della Costa d’Amalfi il ritorno del vecchio “Wembley”, teatro di sfide epiche, in versione moderna e rivisto nelle strutture di supporto al campo.

Il nuovo Comunale di Scala avrà spalti dalla capienza di circa mille posti a sedere, ed dotato di spogliatoi interrati più grandi, sala stampa, depositi, un impianto di illuminazione di ultima generazione con fari e led, panchine seminterrate, angolo bar ed un ampio parcheggio, oltre al vicino eliporto. Si ricorda che il progetto di ristrutturazione del campo San Lorenzo, venne presentato nel lontano dicembre 2012 con la presenza di Gianni Rivera, il leggendario “Golden Boy” del calcio italiano, che in quell’occasione rivelò il proprio entusiasmo per il rinnovamento dell’impianto sportivo, dando la propria disponibilità a partecipare ad una eventuale partita inaugurale sul nuovo terreno scalese. Le premesse offerte da questo nuovo campo, potrebbe vedere in futuro qualche club professionista allenarsi dalle nostre parti.

Sorrento, lavori di metanizzazione: nuovi divieti di sosta. Ecco le info

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Lavori di metanizzazione a Sorrento. La società CEM costruzioni, appaltatrice dei lavori di metanizzazione per conto della SETEAP spa, ha richiesto un provvedimento temporaneo di circolazione al fine di poter eseguire lavori di costruzione rete gas su alcune strade del territorio comunale. Il Comune l’ha accolta, ritenendo necessario, per ragioni di pubblico interesse inerenti la circolazione stradale, di adottare i provvedimenti meglio specificati in dispositivo.

Ecco perché è stato decisa l’istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli e l’istituzione temporanea del senso unico alternato regolato da movieri, nelle sotto indicate strade comunali e calendario:

1. dal 23 ottobre al 24 ottobre 2017, dalle ore 09:00 alle ore 19:00, in via degli Aranci – tratto tra incrocio via Capo al civico n° 9;

2. dal 25 ottobre al 27 ottobre 2017, dalle ore 09:00 alle ore 19:00, in via degli Aranci – altezza Civico 11;

3. dal 06 novembre al 17 novembre 2017, dalle ore 08:00 alle ore 19:00, in largo Parsano vecchio (lato slargo).

E’ a cura dell’impresa richiedente predisporre la segnaletica provvisoria relativa a quanto disposto dalla presente ordinanza, da collocare almeno 48 ore prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza, nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti ex art. 21 C.d.S. e artt. 30-36 del relativo regolamento

Le Guide de L’Espresso 2018: Vico Equense conquista tanti cappelli.

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La vita comincia a quarant’anni, dicono. Anche quella delle guide gastronomiche, se è vero che la prima edizione della guida Espresso venne presentata nell’autunno del 1978. Quarant’anni di “I Ristoranti d’Italia” della guida L’Espresso, e una copertina oro per festeggiarli. L’edizione 2018 è stata presentata ieri mattina a Firenze, negli spazi della Stazione Leopolda
dal direttore Enzo Vizzari, la guida ha introdotto quest’anno i ‘cappelli d’oro’, attribuiti ai ‘nuovi classici’, ovvero ai ristoranti, in tutto dieci, che hanno contribuito in maniera decisiva a cambiare il volto della cucina italiana.
Sono invece 16 i locali da 4 cappelli, a seguire 40 ristoranti da 3 cappelli, 132 da 2 cappelli, e 457 quelli segnalati con 1 cappello.
La regione con il maggior numero di cappelli si conferma la Lombardia, con 164, più 3 cappelli d’oro, la seconda è il Veneto a quota 107, e terzo il Piemonte. La nostra regione conquista 68 cappelli: in Penisola Sorrentina dopo Don Alfonso, al top per l’Espresso in Campania, figurano i tre cappelli della Torre del Saracino, di Gennaro Esposito, e i due cappelli dell’Antica Osteria Nonna Rosa dello chef Peppe Guida. A seguire i Bikini, L’Accanto dell’hotel Angiolieri, Maxi di capo la Gala, e Villa Chiara Orto e Cucina tutti con un cappello.

Sorrento celebra Luciano Pavarotti

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Stasera venerdì 20 ottobre, alle ore 20, il teatro Tasso di Sorrento ospita “Qui dove il mare luccica”, un omaggio ad uno dei più grandi nomi della lirica: Luciano Pavarotti.
Oggi in onore di questa giornata sarà possibile visitare la Suite Pavarotti che il Grand Hotel Excelsior Vittoria che ha deciso di dedicare al maestro, mentre in serata si terrà una cena, solo su invito, preparata dall’executive chef Antonino Montefusco.
L’evento, promosso dal Comune di Sorrento, dalla Fondazione Pavarotti e dal Grand Hotel Excelsior Vittoria, vedrà l’esibizione del del pianista Paolo Andreoli, del tenore Jenish Ysmanov, del baritono Biagio Pizzuti e dei soprani Elisa Balbo e Vittoriana De Amicis. Un’atmosfera suggestiva tra le note del repertorio di Pavarotti, onorandone la memoria nella cornice di un luogo a cui il tenore era molto legato.In scaletta note e brani di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Franz Lehár, Wolfgang Amadeus Mozart, Pietro Mascagni, Agustín Lara, Ernesto De Curtis, Guido Maria Ferilli e di un grande ed indimenticato amico di Sorrento, Lucio Dalla.

Sorrento . L’Armida si colora di “Basilico” il brand sta già avendo successo con la sua pizza

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Sorrento . L’Armida si colora di “Basilico” il brand sta già avendo successo con la sua pizza. Una foto su facebook e abbiamo visto che c’era qualcosa di nuovo e davvero particolare a Sorrento . Alla prima serata non poteva mancare Positanonews, il giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, ha assaggiato sapori e atmosfere uniche e particolari , quelle del ristorante pizzeria al Cinema Armida, dove puoi gustare, fra un film e l’altro,  straordinari prodotti di qualità e un restyling del spazi davvero eccezionali ed eleganti. Qui hai la possibilità di goderti di un’ottima pizza, stuzzicherie, antipiasti o un bel piatto di pasta, tutti con prodotti legati al territorio della Campania fra i migliori in circolazione, scovati con grande tenacia dallo stesso Maurizio Mastellone motore di questa bellissima iniziativa e patron dell’Armida, uno dei teatri – cinema più rinnovati d’ Italia. Quindi chi vuole vedersi un film può arrivare anche un pò in anticipo per cenare senza poi l’assillo di perdersi l’inizio del film, che può vedersi salendo la rampa di scale che lo porta sopra..

Con  Maurizio Mastellone qui abbiamo la sorpresa di trovare  il direttore Giovanni Casola, originario di Nocelle borgo di Positano sulla Costa dì Amalfi sul Sentiero degli Dei “Un posto così è davvero unico – ci confida il nostro “paesano” che oramai ha fatto esperienze ovunque da Montecatini all’estero -, si sente un’atmosfera diversa”

Qui si mangia una pizza eccezionale in un originale contesto architettonico – artistico. A terra un pavimento di ceramica – vetrata fluorescente  del padre di Mastellone, poi una statua di San Gennaro rosso , un’opera artistica realizzata dal laboratorio di Napoli “Le voci di Dentro”, ma sono tante e tali le cose da raccontare  che le diremo con calma, anzi ce le racconterete voi, perchè una cosa è certa questo è un luogo da visitare e gustare… Ma ne sapremo di più sicuramente dopo mercoledì quando ci sarà l’incontro con la stampa dove ci faranno sapere i dettagli di questa grande novità per la penisola sorrentina. Intanto ci faceva piacere far sapere che a Sorrento c’è questo locale aperto anche a pranzo davvero piacevole anche solo per un brunch

Penisola Sorrentina, Alfonso Longobardi: su mobilità e trasporti servono azioni concrete, non idee astratte e generiche

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Il Consigliere Regionale Alfonso Longobardi è intervenuto ieri sera al “Convegno sull’emergenza traffico e mobilità in Penisola Sorrentina”, un incontro che ha avuto luogo presso il Centro Culturale di Piano di Sorrento. Sull’evento promosso dall’Associazione “Si Può Fare”, in cui si sono confrontati esperti, politici e cittadini della Penisola Sorrentina, Longobardi ha espresso le proprie considerazioni: “Ho partecipato a Piano di Sorrento ad un confronto pubblico promosso per discutere di trasporti e mobilità in Penisola Sorrentina.
La situazione ormai congestionata del traffico che incide sull’intero comprensorio richiede un netto cambio culturale e di abitudini quotidiane”.

“Occorre pensare e programmare nuove forme di mobilità, – dice il consigliere regionale – che inducano tutti a non usare necessariamente un auto o un mezzo personale per ogni spostamento, così da investire in tutte le modalità alternative di trasporto, a partire dal potenziamento delle vie del mare. Si tratta di un tema delicato che è divenuto una delle principali criticità della costiera: per questo occorre massima sinergia istituzionale che veda coinvolte in un progetto costruttivo le Amministrazioni locali e le Istituzioni pubbliche sovracomunali, dalla Regione al Governo nazionale.
Il tutto senza tralasciare il coinvolgimento degli operatori pubblici e privati che si occupano del trasporto”.

“Nel mio intervento oggi ho rimarcato la necessità di rivedere gli strumenti di programmazione urbanistica e in tal senso è sempre più attuale la necessità di aggiornare leggi regionali come il Piano Urbanistico Territoriale.
Senza aggiornare il Put non si riuscirà a migliorare trasporti e mobilità visti i vincoli ormai datati che oggi bloccano i necessari cambiamenti che le nostre realtà urbane richiedono. Tutto ciò senza intaccare minimamente la tutela di ambiente e paesaggio.
Avanti tutta, INSIEME!” – Conclude Alfonso Longobardi.

 

6^ FESTA ORGANISTICA A CAMPINOLA

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IL CORO “AVE STELLA MARIS” DI MAIORI ALLA 6^ FESTA ORGANISTICA DI CAMPINOLA A TRAMONTI

Domenica prossima, 22 ottobre, alle 18.30 nella chiesa parrocchiale di Campinola di Tramonti si terrà il penultimo appuntamento della 6^ FESTA ORGANISTICA. Ospite e protagonista sarà il CORO POLIFONICO “AVE STELLA MARIS” di Maiori che nell’occasione accompagnerà la Messa celebrata dal parroco don Gennaro Giordano.

Il Coro opera abitualmente con il servizio liturgico nella Collegiata S. Maria a Mare di Maiori; con la direttrice Julia Zlidareva propone musiche e canti della tradizione cristiana, spaziando dalla polifonia rinascimentale al gregoriano, al genere classico e alle armonie contemporanee.   Pur non coltivando velleità esibizionistiche, per lo spirito e l’impegno con cui opera, il Coro di Maiori a buon diritto è stato invitato alla Festa di Campinola.

“La fede senza le opere è sterile” dice San Giacomo e a Campinola le opere si rinnovano con l’organo settecentesco. In un’epoca di disorientamento dei gusti e dei valori, la piccola borgata di Campinola in Costa d’Amalfi, con immensa gioia, rinnova il piacere per la bella musica confermandosi capitale amalfitana dell’organistica, con l’auspicio di continuare ad amarla e custodirla per l’elevazione spirituale e l’accrescimento culturale e sociale.

Inaugurata in luglio dal giovane Nicola Salvati, la Festa è proseguita con il giovanissimo Antonio Salvati e il Coro Polifonico Alfonsiano di Pagani, il trio beneventano composto da Davide Gagliardi all’organo con il soprano Giuseppina Marino e il basso Anton Gryvniak, a settembre il famoso organista Paolo Bottini di Cremona. La conclusione sarà il 18 novembre con il noto Emanuele Cardi di Battipaglia con la giovane Ilaria Centorrino di Messina che sta esprimendo splendide capacità interpretative in varie parti d’Europa.

E’ un autentico atto d’amore espresso dagli Amici dell’Organo “Carlo Rossi”, dalla Parrocchia e da quanti supportano l’iniziativa: Giardino Segreto dell’Anima, Cucina Antichi Sapori, Tenuta San Francesco e Ceramiche Vietri Scotto e quest’anno anche Luigi Vaccaro e Fratelli Vigilante di Cremona. Direzione artistica e relazioni Antonio De Marco

Capri, il sindaco Di Martino saluta il convegno dei giovani di Confindustria, che si terrà nei prossimi giorni

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Gianni De Martino, Sindaco di Capri, porge i propri saluti all’annuale meeting dei giovani imprenditori, che avrà luogo nei prossimi giorni in terra caprese. “Capri dà il benvenuto ai giovani di Confindustria che venerdì e sabato saranno i protagonisti dell’annuale meeting di autunno, giunto alla 32esima edizione, importante appuntamento che vede la nostra isola vetrina di prestigio per il convegno nel quale si dibattono argomenti di stretta attualità sotto il profilo politico, economico e imprenditoriale”.

“Con piacere ho raccolto l’invito del presidente dei giovani industriali (Alessio Rossi, ndr) a partecipare alla conferenza di presentazione del convegno svoltasi a Napoli. Ho portato il saluto della Città di Capri e ringraziato l’organizzazione per avere confermato la nostra isola come sede, – dice il sindaco Di Martino – sottolineando ormai la simbiosi irrinunciabile esistente tra Capri e il convegno e rimarcando ancora che l’isola azzurra, nel suo insieme, può considerarsi una grande azienda turistica per cui è sede ideale per le tematiche trattate ma anche per rinfrancarsi al termine dei lavori e godere del nostro territorio. Auguro buon lavoro ai protagonisti e agli ospiti del convegno, dando fin da ora appuntamento al prossimo anno”.

Atteso al convegno dei giovani di Confindustria anche il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che raggiungerà l’isola nelle prossime ore.

Nuove nozze per Fabio Testi, dopo il rito civile ad Anacapri: a 76 anni si prepara a dire sì ad Antonella

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Fabio Testi si risposa a 76 anni con la sua “compagna” Antonella Liguori, stavolta con rito religioso. La gallerista d’arte, trent’anni in meno del noto attore, si era già sposata con Testi nel 2015 con rito civile proprio ad Anacapri. La cerimonia della star di “Il giardino dei Finzi Contini” si era svolta con amici e parenti al belvedere di Damecuta, ma il sex symbol degli anni Settanta sentiva di unirsi in modo completo con la sua Antonella.

“A 76 anni ho deciso di sposarmi in chiesa con Antonella, la donna della mia vita” – ha spiegato Fabio Testi al settimanale Chi – “Siamo legati da nove anni e due anni fa ci siamo sposati civilmente a Capri ma ora ho ottenuto dalla Sacra Rota l’annullamento del mio primo matrimonio, e stiamo organizzando di sposarci in chiesa, lo faremo qui sul Lago di Garda”. Per l’attore originario di Peschiera del Garda, si tratta delle seconde nozze, infatti nel 1979 aveva sposato la stilista spagnola Lola Navarro, da cui ha avuto tre figli: Fabio, Thomas e Trini.

I Ristoranti d’Italia 2018: dalle due penisole la carica dei 25 secondo l’Espresso

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Stamattina nella Stazione Leopolda sono stati decretati I Ristoranti d’Italia del 2018, la storica guida del settimanale L’Espresso, che compie quest’anno 40 anni. Questa ricorrenza speciale è segnata dall’introduzione dei Cappelli d’Oro, assegnati ai ristoranti cosiddetti “nuovi classici”, quelli che si sono imposti nella cucina del Bel Paese nell’ultimo decenni. Secondo i novanta collaboratori de L’Espresso, la Lombardia fa il pieno di premi, me la nostra regione non è da meno per cappelli conquistati.

Ricordiamo ai nostri lettori che per leggere i criteri de I Ristoranti d’Italia 2018, 5 cappelli (assegnati a 5 ristoranti) rappresentano il meglio in assoluto, 4 cappelli (assegnati a 10 ristoranti) parlano di cucina eccellente; i 3 cappelli (assegnati a 36 ristoranti) cucina ottima; 2 cappelli (assegnati a 89 ristoranti: cucina di qualità e di ricerca; 1 cappello (assegnato a 363 ristoranti): buona cucina.

I ristoranti iridati della Campania sono 68, ben 25 tra le due penisole, a cominciare dal Cappello d’oro assegnato al ristorante Don Alfonso 1980, di Alfonso e Lidia Iaccarino, autentici pionieri della rivoluzione a tavola: la menzione speciale al Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, va uno dei locali più noti e amati in campani secondo una ricerca internazionale di qualche anno fa. Non è un caso che l’eccellente ristorazione dell’elegante locale, gestito dai coniugi Iaccarino insieme ai figli Ernesto in cucina e Mario in sala, ha ricevuto le lodi di Ancel Keys, il medico americano che ha teorizzato la longevità della vita sull’alimentazione mediterranea.

In Penisola Sorrentina dopo Don Alfonso, figurano per l’Espresso i tre cappelli della Torre del Saracino, di Gennaro Esposito, e i due cappelli dell’Antica Osteria Donna Rosa dello chef Peppe Guida. Seguono i Bikini, L’Accanto dell’hotel Angiolieri, Maxi di capo la Gala, e Villa Chiara Orto e Cucina tutti con un cappello. Due cappelli a Capri vanno a L’Olivo del Capri palace e al Rendez Vous del Quisisana. A Terrazza Tiberio, Da Tonino, Il Riccio e Mammà va un cappello.

Tra i ristoranti premiati in Costa d’Amalfi figura invece uno dei 41 ristoranti italiani premiato con i tre cappelli, ovvero il ristorante Rossellinis dell’Hotel Palazzo Avino a Ravello, con la Città della Musica che ha ricevuto anche un cappello, assegnato al ristorante il Flauto di Pan di Villa Cimbrone. Amalfi conquista due cappelli con il ristorante La Caravella di Antonio Dipino, mentre con un cappello è stato premiato il nuovo ristorante Sensi, inaugurato lo scorso giugno e affidato alla creatività del giovane Alessandro Tormolino. A Maiori sono arrivati due cappelli per la cucina francese del Faro di Capodorso di Pierfranco Ferrara, mentre a Cetara un cappello è stato assegnato rispettivamente ai ristoranti Il Convento e San Pietro. Due cappelli sono stati assegnati a Conca dei Marini, al “Refettorio”, il ristorante del lussuoso Hotel Santa Rosa dove è stata ideata l’omonima sfogliatella. In quel di Positano hanno raccolto invece un cappello il ristorante “Zass” dell’Hotel San Pietro, “La Serra” dell’Hotel Le Agavi e “La Sponda” del Sirenuse.

Ravello, tribunale accoglie ricorso dei nove residenti su parcheggio di piazza vescovado. Ritornano accessi illimitati

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Il Tribunale di Salerno ha accolto il ricorso dei nove residenti, che denunciarono di non avere più il libero accesso per le loro auto e quelle dei loro ospiti, come avveniva in passato: il Comune di Ravello dovrà ripristinare le precedenti modalità di accesso illimitato all’area parcheggio di piazza Vescovado. I residenti per accedere alle proprietà private attraverso il pubblico parcheggio, disponevano di un pass che attraverso la sbarra automatica che disciplina la sosta a pagamento. L’accesso per le auto dei residenti tramite pass è ovviamente gratuite ed illimitate. Solo dalla scorsa primavera, il Comune di Ravello ha optato per un numero di ingressi che fosse pari alle uscite per ogni singolo residente, ma tale provvedimento ha scaturito il ricorsi dei nove residenti.

Il 18 ottobre 2017 il Tribunale ordinario di Salerno, presieduto dal giudice Ilaria Bianchi, ha emesso l’ordinanza in cui ha accolto parzialmente il ricorso redatto dell’avvocato Pasquale Capriglione, in cui invita il Comune di Ravello a ripristinare la servitù di passaggio con il precedente metodo di accesso, condannando inoltre l’Ente comunale al pagamento delle spese di giudizio, di euro 286,00 per esborsi e 3.834,00 per competenze e spese generali. L’ordinanza emessa dal Tribunale è ovviamente reclamabile entro quindici giorni. Alla parte lesa non è stata accolta la richiesta di rimozione della barriera d’accesso al parcheggio, nonostante l’appello alla sentenza del 21 gennaio del 2004 nell’allora sede distaccata di Amalfi del Tribunale di Salerno, ne aveva già ordinato la rimozione in seguito a precedente ricorso.

 

 

L’altra Amalfi dei disagi, senza acqua né strade

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La narrazione di questa mitica estate di grande turismo per la Costiera Amalfitana, spesso tende a sottrarre spazio alle questioni urbane e sociali, che riguardano più da vicino le persone che vivono quotidianamente il territorio, le stesse che sono il motore e l’anima di uno dei posti più rinomati e conosciuti del pianeta.

Nella comune di Amalfi, si segnala che verso la salita della Madonna del Rosario addirittura ci sono zone senz’acqua e senza strade, proseguendo poi su quella Valle dei Mulini, che può essere rinominata come la “valle degli ultimi”, dato gli enormi disagi a cui sono condannati chi risiede in quei luoghi. dal traffico alla gestione degli spazi. Meno male che queste zone non sono così distanti dal centro della repubblica marinara.

Penisola Sorrentina. Casette dell’acqua, erano indispensabili? Vicenda poco trasparente. Vas presentano interrogazione

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Penisola Sorrentina. Le Casette dell’Acqua erano così indispensabili? Una vicenda poco chiara e trasparente. I Vas sollecitati dai cittadini hanno presentato una interrogazione parlamentare. Ne parla il prof. Franco Cuomo, coordinatore del Circolo Vas “Giovanni Esposito” di Vico Equense.

“E’ certamente il caso di dire qualcosa su una vicenda nebulosa iniziata nel dicembre 2016. Sto parlando delle famose quanto inutili “casette dell’acqua” della Costiera ovvero, dei distributori della stessa acqua del rubinetto, che già paghiamo cara come utenti, con l’aggiunta di anidride carbonica. Casette che avrebbero dovuto frenare il consumo di acqua minerale in bottiglie di plastica. Ne ha parlato per primo Beniamino Cuomo questa estate sulla sua pagina Facebook, ma crediamo che debba essere ripresa per chiarire in modo definitivo alcuni punti molto importanti. Allora, i fatti: La Encon srl è una è una società specializzata in servizi di Ingegneria Ambientale operante nel settore dell’ambiente dall’anno 2009 con sede a S.Antimo, il cui Legale Rappresentante è l’ing. Raffale Cesaro (proprietario 50% delle azioni della società) figlio di Luigi Cesaro, il politico italiano deputato di Forza Italia e de Il Popolo della Libertà, dal 1996 e Presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012. ( Circostanza smentita a Positanonews si tratta solo di un caso di ominimia NDR )

La Encon, un solo dipendente nel 2016, ha vinto l’appalto con la Provincia per le casette dell’acqua in Costiera: dovrebbero essere quindici, di cui tre a Vico Equense (Moiano, ad Arola non funziona, a Via Mirto non è stata installata), tre a Meta, tre a Piano, una a S. Agnello e Termini, altre due a Sorrento che, sembra, non abbiano mai funzionato.

Per obbligo di capitolato la Encon è tenuta fare analisi chimiche e microbiologiche “almeno trimestrali”, per verificare la salubrità dell’acqua erogata dalle cosiddette casette, poiché, in particolare, essendo privata del cloro può essere soggetta a pericolose alterazioni biologiche.

La Encon ha incaricato in questi mesi per dette analisi il Centro Diagnostico Roselli s.a.s di Sperone (AV). La Roselli ha fatto sì le analisi ma, nel farle, ha utilizzato campioni di acqua prelevati direttamente dalla stessa Encon; infatti, come si legge nel rapporto di prova, alla voce campionamento effettuato da la Roselli scrive: a vs cura (a vostra cura); ovvero la Encon, che dovrebbe essere controllata, effettua essa stessa i rilevamenti.

Chiaramente questo procedimento non tutela in alcun modo l’interesse pubblico, ovvero la salute dei cittadini, suscitando forti dubbi e perplessità. Per dovere di informazione, il Fatto Quotidiano riferisce che la Roselli s.a.s fu attenzionata nel 2014 dalla DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA di Napoli, ovvero l’organo della Procura della Repubblica a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati di stampo mafioso pubblico. Tutti i dubbi legittimi che debbono essere spazzati via. ( Questa circostanza è stata smentita a Positanonews dalla Rosselli che non ha nessun provvedimento antimafia  , NDR)

Questi i fatti, ma, naturalmente questo è un discorso tutto politico/economico. In un paese normale, con problemi serissimi di fogne, acquedotti fatiscenti con dubbi potabilità dell’acqua, con scuole vecchie senza certificazioni antisismiche e senza l’agibilità da parte dei Vigili del Fuoco viene da chiedersi perché mai sono state appaltate per quasi 600.000 euro per 15 casette dell’acqua del rubinetto, cioè acqua che già beviamo e paghiamo, alla quale viene aggiunta anidride carbonica?

Un dato importante da sottolineare è che 88.000 euro di questo appalto sono stati destinati alla comunicazione ovvero, a nulla. Sicuramente è tutto fatturato, sicuramente è tutto in regola ma è debole anzi debolissima la risposta “ambientalista” si fa per dire, della riduzione del consumo di acqua in plastica, considerato che appena il 5% della popolazione beve l’acqua delle casette. Certo dicono che le casette servono a ridurre il consumo di acqua minerale imbottigliata, e il traffico camion in giro per trasportarla, però nessuno dice quello che invece andrebbe detto ed è molto più importante, ovvero: che l’acqua delle casette è priva di cloro e dunque, quando viene imbottigliata si dovrebbe consumare entro 36/48 ore, altrimenti può diventare patogena. In più, per come sono costruite e spesso anche per dove sono state ubicate (qualcuna vicino ai raccoglitori di indumenti usati o altro) nessuno può garantire che il beccuccio non sia inquinato da mani, da animali, da agenti atmosferici.

I Comuni per mesi hanno finta di non vedere, poi con forte ritardo, sentendosi incalzati, hanno iniziato a pubblicare sull’albo pretorio online i report messi prima alla meno peggio direttamente sulle casette dalla ENCON. Il Comune di Vico li ha pubblicati a fine agosto, mentre il primo report andava pubblicato a marzo; Piano di Sorrento con un mese di ritardo; da Meta si aspetta una risposta chiara, S.Agnello e Massalubrense al momento non si hanno notizie. Come mai? Per concludere, siamo certi che la Roselli ha da ACCREDIA l’accreditamento per tutte le analisi presenti nei report? Lo chiederemo agli esperti del settore”.

VAS – Circolo “Giovanni Esposito” –Vico Equense (NA)

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA PRESENTATA DALLA SENATRICE LOREDANA DE PETRIS, GRUPPO MISTO, PER CONTO E SU RICHIESTA DI VAS-NAZIONALE-PRESIDENTE SENATORE GUIDO POLLICE.

Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro di Grazia e Giustizia

A risposta scritta

 

Premesso che

la Encon srl è una è una società specializzata in servizi di Ingegneria Ambientale operante nel settore dall’anno 2009 con sede a S.Antimo, il cui Legale Rappresentante è l’ing. Raffale Cesaro (proprietario 50% delle azioni di questa società), figlio di Luigi Cesaro il politico italiano deputato di Forza Italia e de Il Popolo della Libertà, dal 1996 e Presidente della Provincia di Napoli dal 2009 al 2012;

considerato che

la Encon ha un solo dipendente e nel 2016, ha vinto l’appalto con la Provincia per le casette dell’acqua in Costiera;

verificato che

le casette dovrebbero essere quindici, di cui tre a Vico Equense (Moiano, ad Arola non funziona, a Via Mirto non è stata installata), tre a Meta, tre a Piano, una a S.Agnello e Termini, altre due a Sorrento che, sembra, non abbiano mai funzionato. Per obbligo di capitolato la Encon è tenuta fare analisi chimiche e microbiologiche “almeno trimestrali”, per verificare la salubrità dell’acqua erogata dalle cosiddette casette, poiché essendo privata del cloro può essere soggetta ad alterazioni biologiche. La Encon ha incaricato in questi mesi per dette analisi il Centro Diagnostico Roselli s.a.s di Sperone. La Roselli ha fatto sì le analisi, ma nel farle, ha utilizzato un campione di acqua prelevato direttamente dalla Encon stessa, poiché come si legge nel rapporto di prova, alla voce: campionamento effettuato da la Roselli scrive: a vs cura (a vostra cura); ovvero la Encon, che dovrebbe essere controllata effettua essa stessa i rilevamenti. Chiaramente questo procedimento non tutela in alcun modo l’interesse pubblico ,ovvero la salute dei cittadini,suscitando forti dubbi e perplessità;

per dovere di informazione si ricorda che

il Fatto Quotidiano ha riferito che la Roselli s.a.s fu attenzionata nel 2014 dalla DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA di Napoli, ovvero l’organo della Procura della Repubblica a cui viene demandata la competenza sui procedimenti relativi ai reati pubblici;

accertato che

in un paese normale, con problemi serissimi di fogne, acquedotti fatiscenti con dubbi potabilità dell’acqua, con scuole vecchie senza certificazioni antisismiche e senza l’agibilità da parte dei Vigili del Fuoco viene da chiedersi perché mai sono state appaltate per quasi 600.000 euro15 casette dell’acqua del rubinetto, cioè acqua che già beviamo e paghiamo, alla quale viene aggiunta anidride carbonica;

da sottolineare

un dato importante è quello relativo agli 88.000 euro destinati alla comunicazione Sicuramente è tutto fatturato, sicuramente è tutto in regola ma è debole anzi debolissima la risposta “ ambientalista” si fa per dire, della riduzione del consumo di acqua in plastica, considerato che appena il 5% della popolazione beve l’acqua delle casette. Certo dicono che le casette servono a ridurre il consumo di acqua minerale imbottigliata, e il traffico camion in giro per trasportarla, però nessuno dice quello che invece andrebbe detto ed è molto più importante, ovvero: che l’acqua delle casette è priva di cloro e dunque, quando viene imbottigliata si dovrebbe consumare entro 36/48 ore, altrimenti può diventare patogena. In più, per come sono costruite e spesso anche per dove sono state ubicate( qualcuna vicino ai raccoglitori di indumenti usati o altro) nessuno può garantire che il beccuccio non sia inquinato da mani, da animali, da agenti atmosferici. Per finire: come mai il 30 % di queste casette non è in funzione, oppure funzionano male?

per sapere

se i Signori Ministri intendono predisporre una verifica ed una inchiesta su quanto precedentemente illustrato.

“ADOTTA UN ORATORIO” – A SANT’AGNELLO IL PROGETTO INNERINO CHE FA RETE

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“ADOTTA UN ORATORIO” –  A SANT’AGNELLO IL PROGETTO INNERINO CHE FA RETE

L’oratorio è un ambiente educativo aperto a tutti. Una casa che accoglie, che forma alla vita: dalla Fede, alla cultura, al tempo libero. Un luogo di incontro e di ricreazione, fatto di e da giovani, tanti giovani.  Un ragazzo per maturare ha bisogno di tempi e di esperienze, di rapporti interpersonali e confronti intergenerazionali, ha l’esigenza di mettersi alla prova e di rendersi conto delle sue potenzialità.

Partendo da questi presupposti International Inner Wheel Club Sorrento con il progetto “Adotta un Oratorio”, coerentemente alla sua attività di Service per il territorio, in questo anno sociale, sta sensibilizzando, promuovendo ed organizzando iniziative ed eventi finalizzati a sostenere alcuni interventi mirati alle realizzazione di una saletta riunioni multimediale per l’Oratorio San Martino di Sant’Agnello. Il progetto Innerino “Adotta un Oratorio” è nato tenendo conto delle necessità riscontrate e dei bisogni segnalati ed ha preso corpo gradualmente e con discrezione, nel rispetto dei ruoli, sviluppandosi in accordo con l’Oratorio ANSPI di San Martino, d’intesa con la Parrocchia dei Ss. Prisco ed Agnello ed in sinergia con Don Antonio Parlato Vice Parroco di Sant’Agnello.

L’oratorio è la casa di tutti ed il progetto “Adotta un Oratorio” con il suo motto: SE FAI RETE VAI IN RETE mira a condividere, organizzare, coinvolgere; creare un focus di attenzione, un punto d’incontro intorno ad un’idea capace di aggregare uomini e donne di buona volontà, di unire persone sensibili e disponibili, animate da altruismo e spirito di servizio.

Costituisce un potenziale danno alla crescita di una comunità, il luogo comune secondo cui chi agisce con altruismo, chi si mette in gioco per gli altri, chi accetta di affrontare nuove sfide e si espone, è affetto da protagonismo e voglia di apparire. Si tratta di uno stereotipo fuorviante, di una visione limitante, superficiale e mediocre che, fortunatamente, non appartiene alla rete che unisce le maglie di questo progetto, essa infatti, si compone unicamente di persone desiderose di fare e che con franca riservatezza e composta modestia, sono sospinte unicamente dal sano desiderio di agire per il bene comune con un entusiasmo ed un’allegria trascinante e con una cortese assertività.

A distanza di tre mesi dal Concerto di Baglioni che ha dato avvio al Progetto Innerino concepito ad inizio 2017 è bello vedere tante persone lavorare insieme, impegnarsi, proporre, convergere.

La rete si rafforza anche attraverso le iniziative di piccole associazioni locali.  Abbiamo infatti, recentemente appreso che tra le varie associazioni anche quella dei Bambini Curiosi Genitori Fantasiosi, ha deciso di fare un tratto di cammino insieme, unendosi “in cordata” al progetto, proponendosi con un laboratorio per adulti finalizzato alla preparazione di decorazioni natalizie con la tecnica del patchwork e destinando il ricavato all’Oratorio di San Martino.

E’ evidente che il progetto Adotta un Oratorio cresce e si espande e siamo fortemente convinti che questo sviluppo rappresenta la vera, meravigliosa ricchezza che si genera dall’incontro con gli altri.  Ma per ottenere i migliori risultati e per far in modo che le iniziative si integrino opportunamente tra loro, resta fondamentale per chiunque, seguire le indispensabili regole del coordinamento necessarie all’efficienza e all’efficacia del progetto onde scongiurare i rischi di un agire autonomo e disordinato ed evitare confusioni, dispersioni e dissonanze intorno a questa idea aggregante, concreta e virtuosa.

International I.W. Club Sorrento 210° Distretto Italia – Il Presidente

Vico Equense, incidente stradale shock: muore Vincenzo Amabile. Lascia moglie e figli

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Terribile incidente nel primo pomeriggio a Vico Equense. A Pozzano, all’altezza dell’Hotel Towers Hotel, un punto molto pericoloso da attraversare per i veicoli, la moto guidata da Vincenzo Amabile, chef di 49 anni, è stata travolta da un Suv. L’uomo si stava recando a lavoro (era uno stimato chef che lavorava a Sorrento). Vincenzo era un uomo meraviglioso, sposato e padre di tre figli (il più piccolo frequenta le elementari). Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

In pochi attimi Vincenzo si è ritrovato sull’asfalto dopo il violento impatto con l’auto di grossa cilindrata che si immetteva sulla strada in direzione Sorrento, la stessa della vittima. Portato d’urgenza al San Leonardo, è stato trasferito al Cardarelli a Napoli dove è morto intorno alle ore 19. (Clicca qui per leggere la ricostruzione della giornata di ieri).

Il pubblico ministero di Torre Annunziata ha disposto l’autopsia, solo dopo la famiglia e i tanti che gli hanno voluto bene potranno dargli l’ultimo saluto.

La redazione di PositanoNews si stringe attorno al dolore della famiglia.

Vico Equense. Camper ALTS, annullato l’appuntamento previsto per domani

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Vico Equense. Annullato per cause organizzative l’appuntamento di domani, venerdì 20 ottobre 2017, in piazza Mercato con il camper dell’ALTS. L’ambulatorio mobile di prevenzione dedicato alla salute delle donne sarà a Vico Equense, venerdì 27 ottobre 2017 nella frazione di Seiano in Corso Caulino. Le visite saranno eseguite dalle ore 9.30 alle 14.30. In 4 ore sarà possibile accogliere 25 donne, che saliranno a bordo del camper in ordine di arrivo e si sottoporranno, a titolo gratuito, a una visita senologica ecoguidata da un medico specialista.

Le giornate di prevenzione sono totalmente gratuite per favorire la diagnosi precoce dei tumori al seno. I fondi sono stati raccolti durante l’ultima edizione di Festa a Vico 2017, la kermesse gastronomica ideata dallo chef stellato Gennaro Esposito. L’Alts, l’Associazione nazionale per la lotta ai tumori del seno, presieduta dal professor Giuseppe D’Aiuto, porterà avanti da ottobre a maggio il progetto “La prevenzione migliora la vita”.

Si tratta di un intervento necessario: dai dati Alts emerge che solo il 20-25% delle donne aderisce allo screening regionale con la Campania che si classifica per questo agli ultimi posti. L’obiettivo è di coinvolgere le dirette interessate e sensibilizzare sempre più anche i medici di famiglia che avranno un ruolo importante in questo progetto di salute e di miglioramento della qualità della vita.

Il Coraggio di Scegliere il post ai cittadini di Silvio Staiano dopo lo scempio a Capri Watch. CONDIVIDETELO

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Il Coraggio di Scegliere il post ai cittadini di Silvio Staiano dopo lo scempio a Capri Watch. CONDIVIDETELO . Questo è l’invito che riportiamo noi di Positanonews primo giornale online della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina con l’invito a condividerlo

CARI POLITICI DI CAPRI E DIRIGENTI DEGLI PUBBLICI UFFICI, DIMOSTRATE A TUTTI DI ESSERE LIBERI, ONESTI E TRASPARENTI VISTO CHE ALCUN PROVVEDIMENTO E’ STATO FINORA ADOTTATO CONTRO L’ABUSO E LE VIOLENZE!

LETTERA APERTA A TUTTI I CITTADINI DI CAPRI ED AI PUBBLICI RAPPRESENTANTI

A seguito della ormai nota e violenta vicenda inerente la “vandalizzazione” della tenda di Capri Watch e della mancata adozione di qualsivoglia provvedimento nei confronti dell’arch. Massimo Stroscio, responsabile dell’esecuzione “squadrista”, ci siamo posti alcuni interrogativi:

1) quale è il criterio con cui Il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale procede a dare attuazione alle ordinanze di demolizione?

2) è giusto che si agisca con impegno di ingenti risorse (ben 5 dipendenti comunali costretti ad operare loro malgrado in violazione delle norme di sicurezza) e con urgenza alla rimozione/distruzione di una banale tenda mentre per i grandi abusi che deturpano la bellezza della nostra Isola non si usa la stessa solerzia ed anzi si attendono anni ed anche decenni?

3) è opportuno che tutti i consiglieri comunali dichiarino alla cittadinanza se siano proprietari o abbiano la disponibilità di immobili in tutto o in parte abusivi anche se, ad oggi, alcuna contestazione in tal senso è stata posta in essere dall’Ufficio tecnico del Comune di Capri (abusi esistenti ma “stranamente” mai accertati)?

4) è opportuno che i consiglieri comunali dichiarino alla cittadinanza se siano destinatari di ordinanze di demolizione e, in tal caso, comunichino pubblicamente la data in cui l’ordinanza sia stata emessa (per essere certi che non ci sia disparità di trattamento tra i cittadini “onorevoli” e gli altri) ? Due pesi e due misure?

5) è opportuno che i cittadini capresi siano a conoscenza dei criteri con i quali viene data esecuzione alle ordinanze di demolizione (se per data di protocollo, per data di abuso, per gravità, per sostenitori di una determinata parte politica o per la mera discrezione del responsabile dell’Ufficio Tecnico)?

6) è giusto che i cittadini siano rappresentati da persone libere e che non abbiano alcun timore nei confronti dei dirigenti dell’Ufficio Tecnico per eventuali atti di repressione che potrebbero determinare l’abbattimento di eventuali abusi compiuti dagli stessi “notabili”?

7) è giusto compiere i medesimi accertamenti e trattamenti , in caso di abuso, anche se eventualmente commesso da dirigenti dell’Ufficio Tecnico, degli altri Pubblici Uffici e dai membri delle Commissioni Edilizie e Paesaggistiche, come riservato ai normali cittadini?

8) è giusto che l’Ufficio Tecnico renda noto e pubblico il numero di ordinanze di demolizione mai eseguite che, come si vocifera, sono alcune centinaia?

Riteniamo che a queste domande si debba dare risposta affermativa e, pertanto, chiediamo:
– al Sindaco;
– ai consiglieri comunali;
– ai Dirigenti dei Pubblici Uffici;
– ai componenti delle Commissioni Edilizie e Paesaggistiche

di volere dichiarare pubblicamente:

1) Se possiedono o meno immobili totalmente o parzialmente abusivi;

2) Se sono stati o meno destinatari di ordinanze di demolizione mai eseguite;

3) Se hanno o meno contribuito, per la loro attività professionale, alla costruzione di opere abusive.

Si ritiene che i cittadini debbano sapere se chi ci amministra e chi ci rappresenta è libero di adottare provvedimenti nei confronti dei Dirigenti dell’Ufficio Tecnico che violano la legge o se gli stessi si trovino in una condizione di soggezione.
Si chiede una risposta a queste domande al fine di allontanare ogni dubbio sulla libertà dei politici che ci rappresentano ed in ossequio ad un principio di trasparenza che si ritiene fondamentale per un buon andamento della Pubblica Amministrazione. Principio di trasparenza che questa amministrazione, durante la campagna elettorale, ne ha fatto un cavallo di battaglia. Ma ora dalle parole si deve passare ai fatti!
Noi cittadini tutti attendiamo impazienti le RISPOSTE di Sindaco, Vice Sindaco, amministratori, consiglieri comunali, membri delle commissioni edilizie e dei dirigenti di tutti gli Uffici Comunali.
La battaglia nei confronti dell’Amministrazione non è solo scaturita dalla gravissima violenza compiuta in Via Camerelle da pubblici dipendenti, ma va portata avanti per tutti i cittadini capresi che hanno a cuore la nostra meravigliosa Isola e che sono stati vittime di episodi di ingiustizia e prevaricazione, motivo per il quale è ora che venga ripristinata la legalità e la trasparenza e CHE non che vengano colpiti sempre i più deboli.
Ci auguriamo che vogliate rispondere ai cittadini.

Firmato
I cittadini di Capri
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Dai Santi ai Minions, metamorfosi dei madonnari. A Napoli l’arte sacra resiste ma si preferisce Maradona a Raffaello

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Cari madonnari, presto cambierete nome? Alle Marie si vanno sostituendo dame con l’ermellino, lucciconi manga, cerchi astratti. La qualifica resterà, è storica (e bella), ma la metamorfosi spinge. Una sterzata profana sulla tradizione nata nel Cinquecento o, si dice, addirittura coi pellegrinaggi medievali, laddove per sdebitarsi con l’ospite si disegnavano Madonne sui muri delle case in Puglia, ultima stazione prima dell’imbarco verso la Terra Santa. Maestri dei gessetti e soprattutto nuove leve – spesso identificate come street painter – oggi iniziano a preferire il colore matto del pop alle nuance religiose. I Minions e Game of Thrones a Cristi e Santi. Su via Toledo, la lavagna orizzontale più frequentata di Napoli, il ritratto di Maradona fa il pieno di monetine, basilare termometro del gradimento. Scatti e selfie non mancano mai ma, pour cause, a fare sostanza è la manciata di euro che poi l’artista si ritrova nel cestino. E con Diego vai sicuro, basta non inflazionarlo: i napoletani, ovvio, pazzi del calciatore-demiurgo e anche tantissimi stranieri plaudono e sganciano. Con la Deposizione di Raffaello molto meno, nonostante sia un soggetto venti volte più complesso, tra chiaroscuri e plasticità. Gianluca, 23 anni, traccia il viso riconoscibilissimo della ragazza con l’orecchino di perla, non lontano dalla vetrina di Victoria’s Secret. Ogni giorno arriva da Ponticelli, sceglie una porzione di basoli, caccia di tasca un bozzetto e mette mano. Ricopia. «Oggi – dice – provo con Vermeer, è un soggetto che mi piace per taglio e colori. Soggetti non religiosi? Mah, io mi sento libero, non faccio parte di associazioni, però in effetti si fanno più raffigurazioni non legate ai classici dipinti delle chiese». Con l’apertura della fermata metro Toledo quattro anni fa e il boom di traffico pedonale sono aumentati anche i madonnari. Tre, talvolta quattro all’opera in contemporanea. Sotto le austere pietre di Palazzo Zevallos Stefania Ianniello, tecnica perfezionata all’Accademia, timbra il nuovo corso. Suo il «quadro» dei Minions, feticcio dell’ultima generazione di cartoon, cinque metri per quattro. Una festa soprattutto per gli occhi dei bimbi. Mai così tanti davanti al Tondo Doni di Michelangelo rifatto a pastelli teneri e creta colorata. Emblematico è San Gennaro. Icona ecclesiale e insieme uomo del popolo, nu frat’, dunque laicizzato ai massimi livelli. Perciò il sontuoso patrono multicromato apparso a due passi da Bershka e dai mitra dei soldati che pattugliano Toledo sta nel mezzo tra vecchia e nuova onda pop-madonnara. Se il disegno non è ultimato lo si protegge con un telo di plastica fissato a terra con lo scotch. Però quando il soggetto tira, vedi Maradona, la protezione è utile per mostrarlo anche nei giorni successivi. Capita anche che un parrucchiere dei risalenti Quartieri Spagnoli chieda all’artista di avvicinare all’opera il logo del negozio. C’è una Scuola madonnari napoletani dal 2008. «È vero, ai ‘nuovi’, piace sperimentare figurazioni diverse dall’arte sacra. Personaggi vip, cartoni animati, anamorfosi, 3D sulla scia di Kurt Wenner» afferma un veterano, Gennaro Troia, 53 anni, attivo da quando ne aveva 18, residente alla Stella e presidente dell’associazione che conta una quarantina di persone. «Credo però – aggiunge – che la nostra tradizione di angeli, apostoli, Marie e Redentori, possa dire ancora tanto. Le due cose possono coesistere. Massima libertà. Ciò che non tollero sono gli scantonamenti: disegnare Higuain immerso nel water, com’è successo, non va bene. Ridicolizza la nostra scuola». Un po’ di quotazioni: si possono racimolare 30-40 ero al giorno. «Con le Sette opere di Misericordia del Caravaggio – spiega Gennaro – intrico di figure particolarmente complicato, sono riuscito a spuntare circa 100 euro. Devi stare a terra per molte ore, farti un cuore così. È una soddisfazione, per me doppia, perché sono un naif, ho studiato all’Alberghiero». Napoli è benedetta dai madonnari. Accorrono volentieri. Nessun vigile urbano, come accade in altri centri turistici, scaccia o pretende tasse sullo sfruttamento del suolo. L’ultimo episodio poco piacevole, ricorda, risale a dieci anni fa. Una vigilessa ringhiò: «Levati di qua». Lui replicò: «Con educazione, non sono un cane». Sostiene che la crisi è stata un’opportunità. Slogan che ripetono tutti, politici, filosofi da prime time tv, economisti. Ma se lo ribadisce pure un madonnaro… «Tanti hanno scelto di reagire scendendo in strada coi gessetti . Un’opportunità per tanti giovani con vena artistica, allucinati dalla prospettiva di chiudersi in un call center oppure, nondimeno, di ciondolare da uno spritz all’altro. In questi anni il numero di street painter è cresciuto, basta farsi un giro anche su via Chiaia, via Scarlatti, Spaccanapoli». Arte libera all’aria aperta, socialità, applausi. Tranne quando piove. «Vabbé coi temporali è un guaio, ma a Napoli piove poco». (Alessandro Chetta – Corriere del Mezzogiorno)

Nove assistenti sociali su dieci subiscono aggressioni. Il dossier su 20.000 professionisti

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In Italia l’88,2 per cento degli assistenti sociali, nel corso della carriera, è stato aggredito verbalmente e il 61 per cento era presente mentre ciò accadeva a un collega; il 15,4 per cento ha subito una qualche forma di aggressione fisica. Inoltre il 35,8 per cento ha temuto per l’incolumità propria o di un familiare e l’11,2 per cento ha avuto danni a beni. È questa la fotografia scattata dalla ricerca «Conoscere per agire» sulla aggressività nei confronti degli assistenti sociali, promossa dal Consiglio nazionale degli assistenti sociali (Cnoas) e dalla Fondazione nazionale assistenti sociali. Lo studio si basa su un campione di oltre 20.000 professionisti (sui 42.000 totali) ed è stato analizzato da un comitato scientifico, diretto da Alessandro Sicora dell’Università della Calabria. In particolare, nell’ultimo trimestre oltre mille intervistati dicono di aver subito forme di violenza fisiche che hanno richiesto interventi medici importanti. I settori più a rischio sono quelli a tutela dei minori e a sostegno di adulti in difficoltà. Ma c’è di più. Solo una parte delle aggressioni fisiche è denunciata alle forze di polizia (10,6%) o al proprio ente (23,3%). «Presumibilmente per un certo grado di sfiducia diffuso tra i professionisti — spiegano da Cnoas e Fondazione — visto che il 49% dichiara che dopo episodi di violenza verbale l’ente non ha preso iniziative concrete per aiutarli e sostenerli». Dati preoccupanti per il Cnoas. «Il fenomeno violenza e le maggiori difficoltà nel rapporto tra assistenti sociali, Istituzioni e cittadini non può prescindere dallo stato di crescente sofferenza in cui si trova oggi il sistema dei servizi sociali — dice il presidente Gianmario Gazzi — e anzi ne è una conseguenza: è evidente che nei nostri servizi si scarica la sfiducia e la rabbia dei cittadini verso le istituzioni». Il presidente lancia un appello: «Serve attivare nuovi sistemi organizzativi e strategie metodologiche per gestire meglio le criticità; occorre investire in risorse professionali, nella formazione anche continua, nella sicurezza nei luoghi di lavoro e costruire servizi adeguati». Tra l’altro il 25,4% pensa che la violenza fisica contro gli assistenti sociali sia aumentata negli ultimi cinque anni. «Gli episodi di violenza sono frutto di sofferenza e di tensioni sociali — spiega Silvana Mordeglia, presidente della Fondazione — ma non vanno sottovalutati quelli che derivano pure da una falsa rappresentazione dell’attività degli assistenti sociali. Stereotipo, questo, difficile da superare». (Alessio Ribaudo – Corriere della Sera)

Un galateo social? Servirebbe davvero a tutti. Il New York Times chiede contegno sui profili privati

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Prima di pubblicare un post su un social network dovremmo porci tre domande: «Si tratta di qualcosa che è necessario dire? È necessario che sia io a dirlo? E che lo dica proprio adesso?». Se la risposta a una qualsiasi di queste tre domande è no, allora è meglio abbandonare la tastiera. Lo scrive il New York Times nelle nuove linee guide per l’uso dei social media rivolte ai suoi giornalisti, a cui raccomanda di non postare sui profili personali opinioni di parte, non prendere posizione per questo o quel personaggio politico, o per un argomento che il giornale tratta in modo imparziale. E ancora: non condividere contenuti di altri media se sono difformi dalla linea editoriale. L’obiettivo del grande gruppo multimediale, i cui account social sono seguiti da decine di milioni di persone, è non scalfire, nemmeno per sbaglio, la propria reputazione di imparzialità, onestà e trasparenza, in un momento in cui è impegnato in una dura offensiva mediatica nei confronti del presidente Donald Trump. Come dire: guai se i nostri giornalisti appaiono schierati, perfino nella gestione dei loro account privati. Le battaglie di moralizzazione del giornale più blasonato al mondo ne risulterebbero indebolite. C’è un retroscena che spiega la pubblicazione, proprio ora, di un vademecum che a molti è sembrato fin troppo scontato visto che si rivolge a un corpo redazionale composto più da Premi Pulitzer che da inesperti stagisti. Nei giorni scorsi sul web è apparso un video, registrato a tradimento, in cui il direttore delle strategie multimediali del Nyt, Nicholas Dudich, affermava che proprio la sua imparzialità era il motivo per cui occupava quella poltrona e che, riguardo a Trump, «occorre colpire i suoi affari, suo figlio, spingere la gente a boicottare i suoi marchi». Ed ecco che il New York Times è corso ai ripari, chiedendo ai suoi reporter di essere come la moglie di Cesare, al di sopra cioè di ogni sospetto. Al di là dei retroscena, però, le linee guida per giornalisti si prestano ad alcune considerazioni che riguardano ciascun utente. La distinzione tra pubblico e privato, piaccia o no, sui social è assai labile. Su Facebook e su Twitter ci si sta tutti interi, e dunque anche con il posto che si occupa nella società: un magistrato, un dipendente pubblico, un insegnante, un impiegato, una madre, un padre, restano tali anche quando si esprimono sui loro account personali. La reputazione non è solo quella che si guadagna sul lavoro o in famiglia, ma anche quella che si mantiene (o si sperpera) sui social, che non sono spazi di assoluta anarchia espressiva, dissociata dal resto della vita. Se questo principio è vero, si può riassumere in poche parole di semplice buon senso, che valgono per il guru del giornalismo come per tutti gli altri. Eccole: quando pubblichi un post, ricorda chi sei. E non tradire te stesso. (Antonella Mariani – Avvenire)

Capaccio Paestum. Accelerazione per la messa in sicurezza del fiume Sele

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Entro una settimana il progetto per la messa in sicurezza del fiume Sele sarà riconsegnato al Comune per l’avvio della procedura di finanziamento e la successiva gara di appalto. A darne notizia è Matteo Castoro, presidente dell’associazione “Difesa del territorio”, che ha promosso un incontro, al quale ha preso parte anche il sindaco Palumbo, per discutere dello stato dell’arte del progetto elaborato dal Consorzio di bonifica sinistra Sele di Paestum, diretto dal commissario Biagio Franza. «Il progetto è in fase di modifica così come richiesto dall’ente regionale». Il progetto da luglio è stato trasferito dal Comune al Consorzio di Bonifica, per eseguire alcune modifiche richieste dagli enti, che hanno espresso il parere in merito. «Il commissario Franza – afferma Castoro – ha assicurato che modifiche e adempimenti sono complesse e i tecnici idraulici stanno lavorando e curando ogni aspetto per evitare che lo stesso non sia approvato per il finanziamento definitivo e di dover procedere con ulteriori modifiche. I tecnici hanno bisogno ancora di 5 giorni per completare le prescrizioni richieste e il progetto sarebbe stato trasferito al Comune per il prosieguo dell’iter di finanziamento e la gara di appalto». Palumbo ha rassicurato i cittadini: «Nella mia agenda politica come priorità assoluta c’è la risoluzione della problematica del fiume Sele, come da programma elettorale. Appena il Consorzio di bonifica trasferisce il progetto al Comune sarà subito attenzionato per l’avvio dell’iter di finanziamento e la cantierabilità dell’intervento». Il progetto “Regolarizzazione confluenza fiumi Sele – Calore Lucano – adeguamento e sistemazione degli argini esistenti del Sele”, prevede un investimento di circa 14 milioni di euro, somma già prevista sulla piattaforma Rendis per la difesa del suolo. (La Città)

Eboli. Arriva il sussidio comunale in aiuto alle famiglie bisognose

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Eboli. È finalmente arrivato il sostegno comunale che punta al contrasto alla povertà attraverso l’erogazione di un sussidio economico a famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti persone minorenni, figli disabili o una donna in stato di gravidanza. Il programma va sotto il titolo di Sostegno per l’inclusione attiva, Sia, le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 31 ottobre. «Si tratta di un sussidio subordinato all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa – spiega il sindaco Massimo Cariello – Il beneficio è concesso per un periodo massimo di 12 mesi». Il Sia viene predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con servizi per l’impiego, servizi sanitari, scuole, privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit. Il progetto prevede impegni per adulti e bambini, con contatti con i servizi, ricerca di lavoro, formazione, frequenza e impegno scolastico, prevenzione e tutela della salute. «L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia – commenta l’assessore alle politiche sociali Lazzaro Lenza – Il sostegno economico è erogato attraverso l’attribuzione di una carta di pagamento elettronica, utilizzabile per l’acquisto di beni di prima necessità». Per le famiglie che soddisfano i requisiti per accedere all’assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori, il beneficio sarà ridotto a prescindere dall’effettiva richiesta dell’assegno. (Antonio Elia – La Città)

Sant’Agnello Città del Verde, premio nazionale per l’ Oasi in Città

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Sant’Agnello Città del Verde, premio nazionale per l’ Oasi in Città .Ad annunciarlo il sindaco Piergiorgio Sagristani “grazie al nostro bravissimo maestro del giardinaggio Giovanni Ferraro..al consigliere delegato Attilio Massa al caro Claudio d’Esposito presidente WWF al Comandante Nello Gargiulo per il grande impegno nella cura dei giardini e per la realizzazione del Oasi in città Patrizia Veniero”

Un bel riconoscimento per Sant’Agnello che, grazie all’Oasi urbana, si classifica al primo posto nell’ambito del concorso nazionale legato al premio “La città per il Verde” indetto da Il Verde Editoriale. Il progetto realizzato dall’amministrazione comunale della costiera con la collaborazione del Wwf Terre del Tirreno, .in base alle valutazioni della giuria si è imposto nella sezione “Verde Urbano” per la categoria dei Comuni da 5mila a 15mila abitanti.

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà venerdì 10 novembre 2017 alle ore 9:30 nell’ambito di Ecomondo (Rimini, 7-10 novembre 2017), il prestigioso Salone Internazionale della green economy, della trasformazione delle materie seconde e dei rifiuti, dell’efficientamento energetico, delle soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile.

In quella occasione saranno rese pubbliche anche le motivazioni che hanno portato la commissione ad assegnare il premio e sarà consegnata ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Sant’Agnello la targa di riconoscimento.

Cava de’ Tirreni. Scatta la nuova segnaletica stradale, attuati numerosi provvedimenti per una circolazione più sicura

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Cava de’ Tirreni. Mano alla segnaletica stradale per garantire maggiore sicurezza sulle arterie più critiche del territorio. In questi giorni il Comune metelliano ha provveduto ad attuare una serie di interventi (e altri sono previsti nel breve periodo) per cercare di arginare un problema più volte sollevato anche in consiglio comunale. È il caso, ad esempio, di via Eduardo De Filippis e via Aniello Salsano, proprio al centro della frazione di Pregiato. Qui la mancanza di segnaletica stradale (soprattutto orizzontale, in particolare strisce pedonali, segnali di stop e precedenza) aveva creato problemi di sicurezza e incolumità soprattutto per i tanti bambini che quotidianamente frequentano il vicino plesso di San Nicola. La situazione, nella fattispecie, era stata portata all’attenzione della giunta comunale dal consigliere di minoranza Pasquale Senatore e nei giorni scorsi l’amministrazione ha provveduto al rifacimento della segnaletica ormai sbiadita sull’intera tratta e agli incroci tra via De Filippis e via Salsano. Si interverrà, inoltre, a breve in via Gaudio Maiori. Tra le strade più note per l’alta velocità con cui viene percorsa, in via Gaudio Maiori saranno presto installati attraversamenti pedonali rialzati e dissuasori che obbligheranno gli automobilisti più spericolati a tenere un’andatura moderata. Stesso intervento era stato auspicato per via delle Arti e dei Mestieri nella frazione di Santa Lucia – altro punto nevralgico a causa dei numerosissimi incidenti che settimanalmente si verificano per l’alta velocità – tuttavia (essendo quest’ultima via di esodo preferenziale per i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine) si stanno valutando al momento soluzioni alternative ai dossi artificiali nell’ambito degli imminenti lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dell’intera zona. (La Città)

All’ospedale di Castiglione di Ravello manca il personale socio-sanitario. Disagi e proteste

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Cambia la gestione del servizio logistico all’ospedale di Castiglione di Ravello e da qualche giorno gli addetti al presidio lamentano l’assenza degli operatori socio-sanitari. Ovvero quelle figure deputate, tra le altre cose, ad accompagnare i pazienti, non in codice rosso, in carrozzina e barella. Un compito ora affidato agli infermieri del presidio. La situazione è stata anche denunciata da Andrea Cretella, dell’associazione Tribunale del malato. «Da alcuni giorni è cambiata la gestione del servizio logistico (accompagnamento dei pazienti in carrozzina e barella) presso l’ospedale di Castiglione di Ravello. In realtà prima il servizio di accompagnamento dei pazienti presso la radiologia, laboratorio analisi, ecc. veniva effettuato dal personale di servizio logistico. Oggi invece questo servizio viene effettuato dagli infermieri di turno e in caso di emergenza il medico non ha il supporto dell’infermiere professionale». Il Tribunale del malato è sempre molto attento alle eventuali mancanze e problematiche legate al territorio ed in particolare al presidio ospedaliero Costa d’Amalfi. Non ultime le manifestazioni a supporto del principale riferimento sanitario della Divina, sul quale troppe volte si è detto di eventuali ridimensionamenti, al momento scongiurate. Anche perché per un territorio come quello della Costiera Amalfitana il presidio di Castiglione è a dir poco fondamentale. (Salvatore Serio – La Città)

Nuove accuse a monsignor Francesco Miccichè: “Attico nel centro di Roma pagato coi soldi per i bimbi malati”

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I soldi destinati ai bambini autistici e ai piccoli malati oncologici sono finiti in un attico di 210 metri quadri con depandance al centro di Roma. Ottocentomila euro, sottratti ad un ente morale, la Fondazione Campanile, una delle più importanti realtà socio-assistenziali della Sicilia, e utilizzati a fini privati dall’ormai ex vescovo di Trapani monsignor Francesco Miccichè, sollevato dal suo incarico nel 2012 da Papa Benedetto XVI all’esplodere dello scandalo per un ammanco milionario dai conti della Diocesi. Cinque anni dopo, dall’inchiesta ancora aperta alla Procura di Trapani che vede l’alto prelato indagato per appropriazione indebita e malversazione per la distrazione dei fondi dell’8 per mille, continuano a venire fuori sorprese. Come questo attico al quarto piano di un antico palazzo nobiliare al numero 50 di via San Nicola di Tolentino alle spalle di piazza Barberini. Cinque finestre su un unico balcone in uno stabile di pregio che ospita anche un paio di residence di lusso e un’accademia di moda. Acquistato nel 2008 dal vescovo di Trapani ad un prezzo decisamente sottostimato per i prezzi del centro di Roma: 760.000 euro più 30.000 di spese notarili, per di più dichiarandone l’utilizzo ai fini di culto (dunque equiparato ad una chiesa) per non pagare l’imposta di registro, l’appartamento è stato intestato alla Curia di Trapani. Come ha confermato ai pm monsignor Alessandro Plotti, inviato dal Vaticano come nunzio apostolico a Trapani dopo la rimozione di Miccichè. Quello dell’alto prelato (scomparso qualche tempo fa) è un durissimo atto d’accusa: «Io ho rilevato l’anomalia dell’acquisto di una casa privata intestata alla diocesi con soldi che avrebbero dovuto essere destinati alla cura dei bambini e alle finalità della Fondazione Campanile. Non è accettabile che siano stati buttati via 500.000 euro per l’acquisto di una casa privata a Roma in pieno centro storico sottraendo quella somma alla possibilità di destinarli alla cura di bambini con problemi psichici». Monsignor Plotti parla ai pm di 500.000 euro perché la casa risulta essere stata pagata con cinque assegni da 100.000 girati dal conto della fondazione Auxilium (che aveva incorporato la Campanile) e 300.000 euro in contanti. Quando Plotti aveva chiesto conto a Miccichè di quale fosse la provenienza di quella somma così grossa in contanti, raccontano che il vescovo gli avrebbe risposto con un sorrisetto ironico: «Li ho trovati nel cassetto». L’ipotesi dei pm è che l’acquisto dell’appartamento rientrasse tra quegli “investimenti” (altri appartamenti a Palermo, ma anche titoli su conti esteri e polizze assicurative) che Miccichè avrebbe realizzato sottraendo quasi tre milioni di euro alla Diocesi, dai fondi dell’8 per mille a quelli della Fondazione Campanile. Con una astuta operazione tecnico-finanziaria: la fusione per incorporazione della Fondazione istituita nel 1968 da monsignor Antonio Campanile, che l’aveva destinata ai bambini con gravi patologie, nella Fondazione Auxiluim della quale il vescovo presidente aveva nominato amministratore il cognato Teodoro Canepa. A quel punto prelevare dal conto 500.000 euro per pagare parte della casa a Roma sarebbe stato un gioco da ragazzi. Ma non sarebbe stata l’unica operazione di quel genere. È ancora il Nunzio apostolico Plòtti a dire ai pm: «Ho rilevato una serie di operazioni sfavorevoli alla Diocesi, di scarsa comprensibilità, quali le cessioni in comodato gratuito di immobili reimpiegati in strutture alberghiere. Devo dire che ho rilevato una gestione personalistica della Diocesi di Trapani che ho trovato in stato di grave dissesto economico con una totale spoliazione dei suoi beni». Parole durissime in linea con le conclusioni dell’ispezione affidata dal Vaticano a monsignor Mogavero. Davanti alle quali Miccichè ha reagito con un attacco senza precedenti. In una lettera inviata all’ex procuratore Marcello Viola, scrive: «Ho scoperto la pericolosità di una mafia ecclesiastica non meno potente, insidiosa e nefasta della mafia che il sistema giudiziario in Italia è impegnato a contrastare». In attesa della conclusione dell’inchiesta (finora priva della risposta dello Ior alle richieste dei pm), Miccichè, mai sospeso a divinis, vive a Roma e dice messa alla Confraternita dei siciliani. (Alessandra Ziniti – la Repubblica)

Valeria Collina, la madre del killer di Londra: “Mio figlio terrorista e quei segnali lanciati che io non ho capito”

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Sono passati quasi cinque mesi e Valeria non ha ancora trovato un posto dentro di sé dove sistemare la notte del 3 giugno. Quando ha scoperto di essere la mamma di un terrorista. E la madre di un figlio morto. «Non riesco a vedere Youssef come un jihadista assassino», dice con la franchezza disarmata di chi sente di avere ormai poco da perdere. «La mia mente si sta aggrappando a difese estreme per continuare ad amarlo, per questo non ce la faccio ad elaborare le atrocità che ha commesso». Valeria Kadija Collina ha 68 anni. Ha scritto un libro coraggioso, che è insieme il racconto della sua vita e uno sforzo di autocoscienza per esplorare fin dove affondavano le radici di quell’odio segretamente coltivato dal figlio. Da giovane Valeria è una femminista convinta, faceva teatro. Una trentina di anni fa conosce Mohamed Zaghba, marocchino e musulmano. Si innamora, si converte all’Islam («per anni ho volontariamente indossato il niqab») e si trasferisce a Fez. Hanno due figli: Kaouthar e Youssef, il terzo uomo del commando stragista che tra il London Bridge e il Borough Market ha ucciso otto persone. Quando è iniziata la radicalizzazione? «Nel 2015 mi accorsi che Youssef aveva la bandiera dell’Isis su Facebook e dei video di propaganda nei quali sembrava che nel Califfato tutto funzionasse bene. Credo che sia stato un suo amico del liceo a procurarglieli». In Rete si trovavano anche i filmati delle decapitazioni. «Sosteneva che fossero stati obbligati a compierle per difendersi da aggressioni esterne. Considerava lo Stato Islamico l’unico luogo dove si potesse praticare l’Islam puro e infatti mi ha proposto di andare in Siria» Come ha reagito? «Ho provato a spiegargli che l’Isis era solo una costruzione politica e che le violenze non erano ammesse dalla nostra religione». Non è un po’ poco di fronte a segnali così preoccupanti? «Per molto tempo ho rifiutato di addossarmi una colpa per ciò che aveva fatto Youssef: l’Islam ci insegna che ognuno è responsabile delle proprie azioni. Poi però ho capito di aver fatto un errore: non ho insegnato ai miei figli ad avere uno spirito critico. Questa è la mia colpa di madre». Suo marito Mohamed non diceva niente? «Non si è mai posto il problema. E Youssef si confidava solo con me». Ha mai pensato di segnalare suo figlio alle autorità marocchine? «In Marocco non funziona come in Europa: una segnalazione significa rovinare una persona». Nel 2016 ha lasciato suo marito ed è tornata a vivere nel Bolognese. Nello stesso periodo suo figlio ha provato ad andare in Turchia… «Non ero preoccupata perché Youssef non era mai stato un tipo aggressivo nonostante la nostra fosse una famiglia in cui purtroppo c’era violenza da parte di Mohamed». All’aeroporto Marconi disse di voler fare il terrorista, poi si corresse e usò la parola turista. «Sperava inconsciamente di essere bloccato. Aveva bisogno di uno psicologo, ma non accettava di vederne uno» Poteva essere fermato prima del 3 giugno 2017? «Non lo so. Di sicuro le autorità inglesi lo hanno sottovalutato: lui stesso mi raccontava che negli aeroporti passava i controlli senza essere fermato, nonostante la segnalazione della polizia italiana». Come ha reagito la comunità musulmana italiana dopo l’attentato? «Con paura. Quando ci sono fenomeni di radicalizzazione, la comunità dovrebbe trovare la forza di affrontarli insieme collaborando con le autorità. Ma non c’è fiducia nelle istituzioni, anche per le tante espulsioni decise dal governo italiano. Mi sono ritrovata sola e isolata: sono la madre di un terrorista, ma non sono una terrorista». (Fabio Tonacci – la Repubblica)

Scorie chimiche sotto la Tav di Afragola. I primi risultati dei carotaggi

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Chi scava trova e alla fine la «monnezza» è salita a galla. Il tempo delle illazioni è finito: sotto la Tav di Afragola ci sono rifiuti tombati. Nel terreno sul quale si poggia imponente l’opera architettonica più importante degli ultimi anni realizzata nel Mezzogiorno e costata oltre 100 milioni di euro, sono state trovate scorie chimiche che lambiscono finanche la falda acquifera. Adesso si procederà ad altri scavi per cercare di arrivare fino all’acqua, quella che irriga i campi coltivati a broccoli e cavoli, che abbevera migliaia di persone e che scorre con la forza di un fiume sotto i treni dell’Alta velocità che da Milano sfrecciano verso Napoli e si fermano nella «Porta del Sud». Nulla sarà lasciato al caso e per questo saranno disposti anche esami sulla contaminazione da agenti esterni della falda che potrebbe essere inquinata, ma la cautela è d’obbligo. I carabinieri della Forestale, coordinati dal generale Sergio Costa, hanno delegato le operazioni al Nucleo investigativo del capitano Rosa Codella, che in queste ore è impegnata con i suoi uomini alle trivellazioni disposte dalla Procura di Napoli Nord per una indagine che potrebbe assumere le proporzioni di un disastro ambientale. Un’inchiesta che prende una strada ben precisa e punta innanzitutto ad individuare quanti rifiuti siano stati occultati sotto le fondamenta di una parte della stazione progettata dall’architetto Zaha Hadid, ma soprattutto la natura e quindi la pericolosità di quegli scarti. Ieri è stata completata la quinta trivellazione arrivata fino a tredici metri di profondità, a lambire per l’appunto la falda acquifera. Secondo i calcoli dei geologi e le loro proiezioni morfologiche del territorio è necessario ancora un altro foro che sarà praticato questa mattina in un altro punto del parcheggio finito in parte sotto sequestro su ordine del pm Giovanni Corona, coordinato dal procuratore aggiunto Domenico Airoma e dal procuratore capo Francesco Greco. Dopodiché il lavoro si concluderà con le analisi chimiche di quanto raccolto e gli scenari, purtroppo, sono tutti aperti. Anche perché non è finita qui. C’è un’indagine parallela che nasce proprio da quella sulla Tav e quasi «per caso». Nelle ispezioni della Forestale lungo le vie che costeggiano la stazione – che erano e sono ancora piene di rifiuti di ogni genere – furono sorprese alcune persone che rimuovevano lastre di amianto. Facevano parte di «Campania Ambiente», la società in house di Palazzo Santa Lucia addetta alla raccolta di rifiuti abbandonati lungo le strade. Secondo la Procura di Napoli Nord quella società non aveva strumenti, autorizzazioni e siti per bonificare quell’area inquinata, così ieri gli stessi uomini che si stanno occupando delle trivellazioni hanno perquisito la sede dell’azienda e gli uffici del settore ambiente del comune di Afragola, sequestrato un campo pieno di lastre di amianto e un sito di stoccaggio a San Cipriano d’Aversa. Traffico illecito di rifiuti è l’ipotesi di reato contestata dai pm e per ora non ci sono indagati. Si sospetta che oltre allo smaltimento irregolare di scorie ci sia stato uno sperpero di milioni di euro destinati dalla regione Campania a società che si occupano delle bonifiche di comuni della Terra dei Fuochi. Oltre il danno, la beffa. (Fabio Postiglione – Corriere del Mezzogiorno)

Tramonti, brutta caduta per donna da ulivi: trasferita in eliambulanza a Salerno

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Donna di Tramonti, 57enne, è caduta durante la stagionale raccolta di olive. Secondo prime notizie la donna che sarebbe caduta mentre si accingeva a raccogliere i frutti dalle proprie piante, ed è stata prontamente soccorsa dall’ambulanza del 118. La donna è stata portata a Castiglione e sottoposta ad esami radiologici presso l’Ospedale Costa d’Amalfi, ma quel che è certo, è l’avvenuto presso il trasferimento al Porto Turistico di Maiori dove l’attendeva un’eliambulanza, che l’ha tradotta al Ruggi d’Aragona di Salerno. La donna ha riportato fratture multiple al bacino.

Salernitana, tocca a Bocalon. Bollini lo tiene sulla corda ma contro il Frosinone lo rilancerà dal primo minuto

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L’attacco della Salernitana è orfano di “Peter Pan” Rodriguez e adesso la polvere di stelle dovrà spiovere sulle scarpette di Bocalon. Tocca a lui diventare il protagonista della favola del gol granata, un ruolo che il centravanti aveva interpretato a meraviglia in Coppa Italia e in campionato nella sfida alla Ternana, salvo poi incepparsi all’improvviso. Il digiuno di Bocalon dura dal 4 settembre: sette gare senza gol, mai così in letargo, neppure quando giocava con l’Alessandria (astinenza di quattro turni, tra agosto e settembre, poi a novembre). Bollini non lo “brucia”. In assenza di Rodriguez, che si è arreso ad un problema muscolare proprio quando era diventato calamita d’area di rigore, il tecnico granata mette in vetrina Bocalon, lo pungola e motiva. Le prove d’attacco condotte ieri al campo Volpe fanno testo fino ad un certo punto: in linea con Rosina e Sprocati, certi di una maglia, ha giocato, infatti, il baby Rossi, ma Bollini ha mischiato le carte anche in altri settori. In attacco, in particolare, ha bisogno di più esperienza, muscoli, motivazioni, insomma di Bocalon. Durante il digiuno, l’attaccante della Salernitana è stato sfortunato ma anche sprecone: a Parma aveva perso di vista la porta emiliana ed ha angolato male il colpo di testa; ad Avellino ha colpito la sagoma del portiere degli irpini, Radu, da distanza ravvicinata. Errori compensati, però, con l’assist prezioso all’Arechi con lo Spezia. Dopo aver sparato a salve con l’Ascoli, al “Partenio-Lombardi” c’è stata staffetta: Rodriguez era più ispirato e decisivo, il modulo si è evoluto in 3-4-3, dunque non più bisognoso di due centravanti. Il guaio muscolare al retto femorale di Rodriguez ha complicato, però, i piani di Bollini e nello stesso tempo ha offerto una chance all’attaccante veneziano. Bocalon vive per il gol ed ha il vizio di segnare tutto su un quadernino, come faceva “Superpippo” Inzaghi. Ora è il momento di ritornare a fare il bomber. Al Frosinone in carriera ha già segnato. Accadde nel 2011, più o meno di questi tempi: era il 7 novembre e “Din-Don” Bocalon decise, da subentrato, la sfida in Ciociaria vestendo la maglia della Cremonese. Deciso l’attacco con il ritorno dal 1’ di Rosina e di Bocalon in aggiunta alla riconferma di Sprocati, Bollini ieri pomeriggio ha osservato i giri di campo (lavoro differenziato) di Tuia, Di Roberto e Della Rocca. Il difensore è lungodegente, Di Roberto ancora out. In ottica formazione, invece, fa riflettere “l’andamento lento” di Francesco Della Rocca. La tendinite non gli dà ancora tregua, eppure i suoi centimetri sarebbero serviti alla Salernitana per fronteggiare duelli aerei e palle inattive, soprattutto in assenza di Minala. Dopo aver rovistato in dispensa, Bollini confermerà Odjer in mediana, dovrebbe preferire Ricci ma ha motivato anche Signorelli. Poi dovrà decidere se utilizzare brevilinei sulle corsie laterali oppure recuperare in queste zone del campo i centimetri utili per fronteggiare (o sfruttare) calci d’angolo e punizioni laterali. A destra, dunque, persiste il ballottaggio Kiyine-Pucino. Quest’ultimo pare favorito. Confermata la difesa a tre con Mantovani, Schiavi e Bernardini. (La Città)

Costa d’Amalfi omaggiata con le Luci d’Artista: piante di limoni come simbolo per l’unione per Ravello 2020?

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Salerno inizia ad allestire le Luci d’Artista. Dimenticate le vicende che hanno accompagnato l’appalto dell’installazione delle luci sono iniziati i lavori, proprio come aveva annunciato il sindaco Vincenzo Napoli sulla sua pagina di Facebook.

Gli alberi della zona centrale come di consueto hanno ricevuto i primi addobbi luminosi, con le luci piazzate in via Roma e a partire dalla Villa Comunale.  Il montaggio procede spedito per garantire la tradizionale accensione inaugurale prevista per il 3 novembre alle 18.30, decorando tutto il territorio cittadino delle attese luminare.

Una prima novità che è balzata all’occhio dei salernitani, sono state luminarie dalla forma di alberi di limoni in piazza Sant’Agostino, un fatto questo che farà piacere agli abitanti della Costiera Amalfitana e non solo, visto che dietro questa scelta artistica c’è l’unione tra la città di Salerno e i comuni costieri nella candidatura di Ravello 2020 a Capitale della Cultura.

Siano. Quando la scuola è testimone di Legalità. L’orchestra scolastica prenderà il nome : “ Il Dono”

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Continua il percorso di responsabilità verso la Vita. Un progetto dello scrittore regista Alfonso Ferraioli, cominciato venerdì 6 ottobre scorso a Mercato San Severino, con la presentazione del libro “Il Dono”. Tematica di grande attualità, raccontato in modalità autobiografica, mette in risalto in maniera esaustiva l’iter dei trapianti. Una viva collaborazione di testimonianze che spaziano dal medico scientifico, al sanitario, al sociale fino al vissuto umano di chi questa esperienza l’ha tracciata nella propria vita. Proseguono gli appuntamenti per sensibilizzare in merito. Venerdì 20 ottobre presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo Statale di Siano, alle 17.15 un nuovo incontro organizzato dall’associazione “La magnifica gente do’ Sud”, con le varie associazioni operanti sul territorio salernitano che hanno aderito al progetto. Presenti all’incontro Rosario Pesce, dirigente scolastico, Tania Navarra, presidente legalità e futuro, Elena Petrella, coordinatrice area musicale LC Siano, Giorgio Marchese, sindaco di Siano, Vincenza De Vita, presidente provinciale Aido di Salerno, Daniela Apuzza, giornalista. Concluderà l’incontro l’autore Alfonso Ferraioli. L’Istituto Comprensivo di Siano ad indirizzo musicale, intitolerà ufficialmente l’orchestra della scuola: “Il Dono”.

Capaccio Paestum. Anfiteatro coperto, entrano nel vivo i lavori per riportare interamente alla luce il monumento

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Capaccio Paestum. Il progetto “Scavo spettacolare dell’anfiteatro romano e dismissione di un primo tratto dell’ex Statale 18” entra nel vivo. L’amministrazione del sindaco Franco Palumbo ha affidato l’incarico all’archeologo Francesco Scalza, per la relazione di indagine archeologica a corredo del progetto preliminare assegnato all’Area IV, diretta da Rodolfo Sabelli. L’incarico prevede la ricognizione archeologica, a carattere intensivo e sistematico, per il reperimento di informazioni utili per la ricostruzione dei processi deposizionali attraverso il recupero di manufatti archeologici; acquisizione di dati sulla sequenza dei paesaggi storici individuabili nell’area e la raccolta di informazioni geoambientali; ricerca negli archivi della Soprintendenza archeologica della Campania (Salerno e Paestum) ed eventualmente in quelli del comune di Capaccio per acquisire le informazioni utili ad una contestualizzazione archeologica dell’area. Saranno analizzati gli esiti dei recenti scavi effettuati nei pressi dei parcheggi a est e sud delle mura di Paestum, delle indagini svolte per il restauro dei tratti orientale e meridionale della cinta muraria, delle attività di ricognizione archeologiche lungo Capodifiume e nella piana meridionale di Paestum, degli scavi della area ex Cirio e di tutte le altre fonti relative a rinvenimenti più datati. Il progetto, già a finanziamento per 5.133.840 euro (progettazione 657.146,10 euro), riporterà alla luce l’intera struttura interrata e coperta dall’ex strada Regia delle Calabrie che va da Porta Aurea a Porta Giustizia. L’obiettivo è restituire il monumento a una fruibilità completa, alla piena visione dei visitatori. I lavori partiranno nel 2018. Il primo intervento riguarda la dismissione di un primo tratto della sede stradale ex Ss18 che taglia l’area archeologica da nord a sud, e lo scavo per riportare alla luce la restante parte dell’anfiteatro romano, di cui è visibile solo la metà occidentale. Un’ulteriore opera sarà il ripristino della via Chiesa, antico asse di collegamento tra il decumano via Porta Sirena e la Basilica paleocristiana, oggi in disuso. I lavori saranno resi visibili attraverso visite condotte da persone specializzate. Le operazioni saranno visibili mediante “balconate” sullo scavo e la realizzazione di un percorso tangenziale alla parte orientale dell’anfiteatro mediante il quale collegare i due tratti di via Magna Graecia. (Angela Sabetta – La Città)

Eboli. Botte e minacce in ospedale per accaparrarsi le salme. A giudizio un imprenditore, un medico e tre volontari

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Eboli. Cinque persone sono state rinviate a giudizio per quella che la Procura di Salerno ricostruisce come una macabra battaglia sugli affari del “caro estinto”, in cui imprenditori del settore e operatori di associazioni di soccorso si sarebbero accordati per accaparrarsi prima il trasporto illecito della salma dall’ospedale a casa e poi l’organizzazione dei funerali. Nelle imputazioni messe nero su bianco dal pubblico ministero Marco Colamonici si parla di morti spacciati per vivi, certificati falsificati, botte e minacce per eliminare la concorrenza. Ieri il giudice dell’udienza preliminare Emiliana Ascoli ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio e ha disposto il processo per Liberato Cioffoletti di Campagna, titolare dell’omonima agenzia funebre, il medico Nicola Bertolini (solo per avere attestato la dimissione in vita di una paziente che invece risulta già deceduta) e tre operatori della Croce Gialla: gli ebolitani Domenico Antoniello, Vincenzo De Biase e Cosimo Dianese, che secondo la Procura avrebbero aggredito e minacciato in più occasioni il personale di associazioni concorrenti. Gli episodi contestati risalgono a un arco temporale che va dal novembre del 2011 al settembre dell’anno successivo. Secondo il magistrato la Croce Gialla era solo sulla carta un’associazione dedicata al soccorso di persone inferme, in realtà «asservita in modo esclusivo al procacciamento di clienti a beneficio dell’impresa di pompe funebri di Cioffoletti», che di fatto avrebbe controllato anche l’associazione di volontariato. Tra le intimidazioni ricostruite dagli inquirenti c’è quella del gennaio 2012 ai danni di un volontario della Croce Azzurra che stava sistemando a bordo di un’ambulanza dell’associazione un paziente appena dimesso dall’ospedale ebolitano. «Qua comandiamo noi, tu non devi caricare nessuno altrimenti vengo a prenderti sotto casa e ti picchio» il tenore delle minacce attribuite ad Antoniello. E non sarebbero mancate le occasioni in cui dalle parole si sarebbe passati ai fatti. In questo contesto vengono inserite, tra l’altro, le presunte minacce di Antoniello e Dianese a un rappresentante della Croce Verde (a sua volta padre dell’amministratore di un’altra agenzia funebre) dopo che questi, nel novembre del 2011, aveva segnalato ai carabinieri il trasporto in ambulanza di un paziente già deceduto. Poi c’è l’aggressione a calci e pugni avvenuta nel settembre del 2012 nel reparto di cardiologia e attribuita a De Biase. A farne le spese fu il titolare di un’altra impresa funebre, al culmine di un alterco che per la Procura era dovuto, anche in quel caso, «all’accaparramento del servizio di trasporto e delle successive esequie di un soggetto ivi deceduto». Subito dopo, nel piazzale Scuola medica salernitana antistante l’ospedale, il figlio dell’imprenditore sarebbe stato a sua volta minacciato con un bastone e schiaffeggiato da Antoniello. Tutte accuse da cui gli imputati (assistiti dagli avvocati Orazio Tedesco e Agostino De Caro) dovranno difendersi in un processo che inizierà a dicembre davanti alla terza sezione penali. Ieri alcune parti civili si sono già costituite in udienza preliminare, tramite l’avvocato Paolo Carbone. (Clemy De Maio – La Città)

Angri. Movida “fracassona” e violenze in centro. Ecco le telecamere. Le prime 50 saranno posizionate nel borgo antico

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Angri. In dirittura d’arrivo i nuovi interventi per la sicurezza su tutto il territorio cittadino. I provvedimenti in corso potrebbero contribuire a risolvere anche l’eterno contenzioso che vede al centro del dibattito la movida in via di Mezzo. È su questo che si sta concentrando la giunta di Cosimo Ferraioli. Sono infatti partiti nel centro storico i sopralluoghi della polizia locale, guidata dalla comandante Anna Galasso, per individuare i punti strategici più adatti per la collocazione di telecamere di videosorveglianza. «Un impianto che è diventato necessario», ha affermato il sindaco. Per il progetto si parla di una somma stanziata in bilancio pari a 100.000 euro. La cifra andrà a coprire in questa prima fase l’installazione di circa 50 telecamere che – ha spiegato il primo cittadino – non solo monitoreranno costantemente la situazione, ma consentiranno contestualmente di immagazzinare un gran numero di immagini disponibili successivamente per essere visionate. L’intervento quindi favorirà la sicurezza nell’immediato ma offrirà anche nuove e fondamentali fonti per la risoluzione di indagini in caso di reati. Oltre alle cinquanta telecamere di cui si sta già studiando la sistemazione, è prevista l’adozione di un certo numero di apparecchi di videosorveglianza, da sommare ai primi, anche nel piano di adeguamento della pubblica illuminazione. Restano da valutare i tempi di attuazione di entrambi i progetti. Tra i punti immediatamente attenzionati nella fase di sopralluogo compare non a caso via di Mezzo. Nelle scorse settimane si è infatti riaccesa la ormai quasi decennale diatriba che vede contrapposti i commercianti e i residenti. I primi chiedono il diritto al lavoro ma i secondi lamentano l’insostenibilità di quella che negli ultimi tempi si è guadagnata l’appellativo di “movida fracassona”. In via di Mezzo, secondo chi ci vive, manca una reale regolamentazione della vita notturna e l’assenza di controlli non fa che favorire comportamenti illeciti come lo spaccio di droghe leggere e l’abbandono di rifiuti tra i vicoli. L’installazione di un impianto di videosorveglianza era tra le richieste rimaste più volte inascoltate. Ma è chiaro che non è solo il centro storico a necessitare di maggiori controlli. Sono dilagati negli ultimi mesi anche i casi di danni alle automobili insieme ai furti di airbag e pneumatici. Non sono mancati poi episodi di veicoli spariti del tutto. (Valentina Comiato – La Città)

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