Meta in vendita beni comunali è polemica

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 Ciriaco M. Viggiano
Meta. Scontro sull’alienazione degli immobili comunali. Dopo l’approvazione del piano di dismissione e valorizzazione, il Comune mette in vendita i «gioielli di famiglia». Primo fra tutti il fabbricato rurale di vico I Scarpati con annesso terreno: il prezzo a base d’asta è di 66mila euro per il primo, 29mila per il secondo. In vendita anche un box-auto in via Mariano Ruggiero, del valore di 36mila euro, e la corte del suolo di via Rivolo, per il quale l’asta partirà da 16mila euro. In totale, il Comune punta a realizzare una cifra vicina ai 150mila euro. Risorse importanti per il bilancio municipale, con cui sindaco e assessori intendono finanziare i progetti per questi ultimi sei mesi di mandato. 
Ma l’opposizione non ci sta e critica duramente la decisione della giunta: «Assistiamo all’ennesima svendita di beni di valore», attaccano gli esponenti della minoranza. Le polemiche riguardano soprattutto il fabbricato di vico I Scarpati: già all’epoca dell’amministrazione Sassi, molti consiglieri si opposero all’alienazione di questo bene. «Si tratta di una proprietà storica del Comune, che dovrebbe essere rivalutata piuttosto che venduta – fanno sapere dall’opposizione -. Avremmo preferito che al fabbricato venisse assegnata una rendita congrua rispetto al suo valore, invece la giunta Trapani non fa altro che venderlo a prezzo di saldo». La replica della maggioranza non si fa attendere: «Il piano di alienazione degli immobili comunali è frutto di un preciso lavoro di ricognizione. Per ogni cespite è stata redatta una scheda ed ipotizzata una valutazione che tiene conto sia delle esigenze di cassa del Comune che dell’andamento del mercato immobiliare: dall’opposizione arrivano le solite polemiche strumentali». L’asta per la vendita dei beni comunali avrà luogo il 16 gennaio alle 13 nella sala consiliare del Comune. Prevista, tra l’altro, anche la futura cessione della grotta di Alimuri