CETARA. UNA STORIA CHE CONTINUA, DOCUMENTARIO SULLA PESCA

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Che a Cetara la pesca sulle lampare fosse considerata un’arte era già risaputo, ma l’idea di trasformare quest’arte in un piccolo documentario non era ancora balenata alla mente di nessuno. Ci ha pensato un giovanissimo napoletano, Giuseppe Carrieri, che ieri sera ha presentato il suo lavoro nella sala polifunzionale Mario Benincasa. Un progetto caduto a pochi giorni dalla spillatura del terzigno, che ha aperto l’anno della nuova colatura, e dalla premiazione della gara gastronomica Ezio Falcone, che ha visto sfidarsi i cuochi dilettanti del borgo costiero. Il lavoro di Carrieri ha lasciato piacevolmente sbalorditi gli spettatori. Con un’assenza quasi totale dei dialoghi, il corto ha puntato tutto sulla musica e la fotografia, dando risalto al protagonista (un vero pescatore di Cetara, Domenico Giordano) e al mare. Per niente scontato il finale che ha permesso un lungo momento di riflessione a chi questo mestiere lo fa, a chi vorrebbe farlo, a chi non ci pensa più e a chi ci convive tutti i giorni. “Volevo che le immagini raccontassero e incuriosissero – ha detto Carrieri – perché la conoscenza è frutto di questo binomio”. Il documentario, montato da Giancarlo Migliore e con l’aiuto di Matteo Giordano, ha riscontato la piena approvazione del sindaco Secondo Squizzato che l’ha proposto come apertura a tutti gli eventi gastronomici e culturali nei quali Cetara e il suo mare faranno da protagonisti. Un’operazione di appartenenza al territorio, di riscoperta e rivalutazione di un antico mestiere che se non coltivato e perpetrato potrebbe scomparire “come le vespe di notte”, come dice il protagonista alla fine del film. Cinzia Forcellino