Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Polemiche per i fuochi artificiali di ferragosto. Fatti male e brevi a Positano, da evitare a Maiori per l’incendio

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Incendio a Maiori dalla spiaggia (foto via facebook di Frank Pellegrino)

Polemiche per i fuochi artificiali di ferragosto. Fatti male e brevi a Positano, da evitare a Maiori per l’incendio. Ferragosto con le polemiche per i fuochi sparati a mare in Costiera amalfitana per la festa della Madonna Assunta, da Maiori, perchè c’era un incendio in corso e molti non ritenevano il caso di spararli, a Positano, dove i fuochi sono stati brevi, non coordinati e di grande impatto come impassato. Comunque belli, perchè è bello il contesto, ma le polemiche che arrivano a Positanonews sono tante.

Un altro indagato per il decesso del 69enne

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L’uomo era morto dopo un intervento chirurgico all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno

 

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Sorrento – L’inchiesta si allarga su quello che è accaduto al 69enne di Piano di Sorrento che era deceduto dopo un intervento chirurgico all’addome all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno e c’è un altro indagato.

I fatti risalgono a quando l’uomo era stato ricoverato nel nosocomio sorrentino perché era stato colpito da forti dolori all’addome e fu trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, e qui sottoposto agli esami di rito. Non solo fu visitato dai medici del reparto di Medicina generale, che poi gli prescrivono che si deve curare con dei farmaci da loro indicati, ma in primis dal chirurgo che lo sottopose ad un primo controllo. Così la Procura della Repubblica di Torre Annunziata lo ha iscritto nel registro degli indagati.

Per ricordare i fatti: il 69enne il 6 agosto ebbe dei forti dolori all’addome ed ebbe un ‘primo’ ricovero all’ospedale Santa Maria della Misericordia e fu sottoposto in primis ad un controllo del suddetto chirurgo e poi passò in Medicina generale e qui i medici gli prescrivono dei farmaci a cui si deve sottoporre per curarsi. Ma le cose non vanno per il verso giusto, perché il male non gli passa, ed il povero malcapitato rieccolo un’altra volta, dopo tre giorni, nel nosocomio sorrentino e stavolta gli viene rilevato che ha una gangrena gassosa: una sindrome infettiva acuta a rapida diffusione, spesso letale, che lo fa essere trasportato d’urgenza all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. Qui viene sottoposto ad un intervento chirurgico che sembra andare per il verso giusto, ma il giorno dopo muore. Allora questo fa scattare da parte dei suoi familiari la denuncia dell’accaduto alle forze dell’ordine.

Così scatta l’inchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata ed i carabinieri di Sorrento, coordinati dal capitano Marco La Rovere, e delegati dal pm Sergio Raimondi, sequestrano le cartella clinica del malcapitato. Si dovrà accertare se la morte dell’uomo sia stata causata da un’errata diagnosi, perché secondo quanto riferiscono fonti ospedaliere salernitane, l’uomo avrebbe convissuto per più di una settimana con una perforazione dell’intestino che i medici di Sorrento non avrebbero individuato.

Intanto a chiarire come è deceduto l’uomo a dirlo sarà l’autopsia, anche per accertare se ci sono delle responsabilità del personale sanitario.

 

GISPA

 

Per il grande Rex

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Praiano, Costiera amalfitana. Continuano ad arrivarci messaggi di condoglianze per il caro Michele Vuolo il “Rex”, imprenditore edile, ex assessore, censore della vita pubblica praianese sulle colonne di positanonews.. Ciao Rex

“Sentirò la mancanza di una persona coerente con i suoi principi, sensibile e disponibile a collaborare e comprendere le difficoltà che nel lavoro si presentavano.

Un abbraccio affettuoso alla Famiglia.

Franca da Padova”

PAOLA ZANCANI MONTUORI OMAGGIO A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA

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Il 17 agosto del 1987, esattamente 30 anni fa, moriva Paola Zancani Montuori, la redazione cultura di Positanonews rende omaggio alla grande archeologa con questo video che raccoglie accenni, aneddoti e fatti relativi agli scavi di cui si è occupata Donna Paola, nelle parole degli archeologi odierni, come Emanuele Greco, direttore della scuola di Archeologia ad Atene, Giovanna Greco archeologa e docente presso la Federico II,  Gabriel Zuchtriegel direttore dell’area archeologica di Paestum. Tutte importanti personalità del mondo dell’archeologia  incontrate negli ultimi anni alle quali sempre abbiamo fatto riferimento a Donna Paola. Anziché riportate biografia o note di esse, ormai di dominio pubblico, trite e ritrite, preferiamo offrire un contribuito divulgativo di questa importante donna fornendo a tutti coloro che ne faranno espressa richiesta con email indirizzata qui, di pubblicazione che parlano della Zancani.  Sono disponibili il volume di Mario Russo, gli articoli di La terra delle Sirene,

Lucio Esposito -Luigi Russo-Sara Ciocio, hanno realizzato una serie di video per Positanonews

SAN ROCCO E IL SUO CULTO IN PENISOLA SORRENTINA

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Il culto e la devozione a San Rocco, come suggerisce Don Fabio Savarese, nasce sicuramente a ridosso di una ondata di peste o colera, di cui il santo è protettore e taumaturgo. Ricordiamo che grandi ondate di peste nera si sono avute nel trecento e nel seicento. La storia di questo santo e la sua agiografia è ben descritta in Wikipedia, in penisola Sorrentina abbiamo chiese a lui dedicate a Maiano, a Schiazzano e a Gottola, un grande santuario è a Cava Dei Tirreni. Le immagini e i video realizzate dalla redazione cultura di Positanonews, sono relative alle chiese citate. Riportiamo anche il racconto ultimo di Ciro Ferrigno , che ci parla tra l’altro del San Rocco nella Cappella Ciampa di Via Gottola.

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tratta dal libro SAN LIBERATORE A MASSALUBRENSE

CHIESA DI SAN ROCCO A MAIANO SANT’AGNELLO 

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EDICOLA VOTIVA MAIOLICATA IN LOCALITA’ MAIANO

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EDICOLA AFFRESCATA IN LOCALITA’ MAIANO  TRATTA DA SISTE VIATOR DI FRANCO GARGIULO.

CAPPELLA CIAMPA CON SAN ROCCO 

GOTTOLA. LA CAPPELLINA DI VILLA CIAMPA  DAI RACCONTI DEL LUNEDI DI CIRO FERRIGNO.

La Villa Ciampa si trova nell’antico rione di Gottola, ma non è visibile dalla strada, in quanto nascosta da case e giardini. Fu costruita per volontà dello svizzero Vowiller, un ricco banchiere, che nel 1897 la vendette a Francesco Ciampa, della celebre famiglia di armatori. Il Ciampa ristrutturò ed ingrandì il fabbricato a due piani, abbellendo la facciata con fregi e bassorilievi ed il vasto scalone interno con statue. È evidente nell’attuale prospetto del palazzo l’influenza dello stile Liberty o Floreale allora in auge. La cappella gentilizia, abbellita da stucchi a motivi geometrici, era al piano terra.
La Villa ha due ingressi: in quello principale, che porta alla Via Francesco Ciampa, vi erano le scuderie e gli alloggi per gli stallieri, oggi trasformati in abitazione. L’altro è a Gottola, poco distante dal Palazzo Mastellone. Erano pertinenze della Villa la casa colonica ed un florido e vasto agrumeto frammisto a piante esotiche e grosse palme. Motivi ornamentali erano la vasca in marmo, in seguito venduta a Sophia Loren, e la gabbia in ferro per le scimmie. L’intero complesso era fornito di acqua potabile con un sistema di distribuzione a vapore, unico nella penisola a quel tempo, originale e tecnologicamente avanzato.
Con il declino dell’attività della famiglia, intorno agli anni trenta del Novecento iniziò anche quello della Villa. Ancora oggi l’edificio, di valore architettonico ed ambientale, testimonia la ricchezza ed il prestigio raggiunti in passato dagli armatori Ciampa.
Appartiene alla Villa la cappellina della Madonna delle Grazie che si trova all’incrocio di Via Francesco Ciampa con la Traversa Gottola. Presumibilmente fu costruita con l’edificio nel primo quarto del XIX secolo. Un bel dipinto che raffigura la Madonna che allatta il Bambino sovrasta l’unico altare in marmo e stucco, la Vergine ha una postura regale, ma è colta nell’atto tenerissimo di porgere il seno al piccolo lattante. Sulle pareti laterali del tempietto due immagini dipinte su legno raffigurano San Rocco, sulla sinistra, e Sant’Antonio Abate, sulla destra. Sembrano opere successive, rispetto al quadro dell’altare e di minor pregio, forse commissionate a qualche pittore locale. Ciò che incuriosisce è la scelta dei Santi, il cui culto è diffuso in tutto il Meridione d’Italia, in quanto protettori delle attività agro-silvo-pastorali praticate in particolare nelle zone interne ed appeniniche, ma meno sentito nelle località marittime. Stupisce trovare quelle immagini, proprie della cultura contadina, nella dimora di una famiglia di armatori marittimi. Possiamo ipotizzare che i due dipinti altro non siano che quadri votivi per i Santi, invocati in periodi di gravi epidemie. Infatti a San Rocco e a Sant’Antonio Abate erano riconosciute particolari capacità di proteggere i fedeli dalla peste, dal fuoco di Sant’Antonio e da tutti i grandi flagelli virali che, in epoche non troppo lontane, si ripresentavano puntuali per mietere vittime. Basterebbe solo citare le epidemie di colera degli anni 1836-37, 1854, 1866, 1886 per non parlare del vaiolo o della Spagnola alla fine degli anni dieci del Novecento, tutte date compatibili con le pitture di Gottola. In un momento particolarmente difficile di angoscia, afflizione e paura per l’infierire di un’epidemia, qualcuno sentì il bisogno di affiancare alla Madonna delle Grazie, le immagini di due Santi potenti e taumaturgici. Possiamo pensare che fu la piccola comunità di Gottola a volere i due dipinti, trovando per essi una collocazione dignitosa nel tempietto della Villa del Vowiller?
La cappellina che conserva anche un antico pavimento in maiolica, oggi è amorevolmente curata dagli eredi Ciampa, che progettano i restauri, necessari per contrastare l’umidità, lo smog, la polvere e gli agenti atmosferici che, a lungo andare potrebbero rovinarla. Gli stessi la inondano di fiori in occasione del due luglio e del passaggio della processione della Madonna delle Grazie della Marina di Cassano, consapevoli di essere i custodi di un piccolo monumento che è una pagina preziosa della nostra storia paesana.
Il racconto del lunedì di Ciro Ferrigno

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A tempo determinato sei vigili a Piano di Sorrento

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E’ stato indetto un concorso per formare una graduatoria da cui attingere

 

 Immagine correlataPiano di Sorrento – Con una determinazione di inizio agosto il comune carottese ha indetto un concorso per sei vigili urbani a tempo determinato che saranno attinti da una graduatoria finale che scaturirà da esso.

Con questo si cercherà di ovviare, con ogni probabilità, alla carenza di organico che investe la polizia municipale della cittadina costiera, giacché si vedono pochi agenti nelle strade che sembrano essere diventate non vivibili.

I requisiti di ammissione sono i soliti, come essere cittadino italiano o di uno stato dell’Unione Europea, di godere dei diritti politici, ma quello che è importante e di possedere la patente di categoria ‘A’ e ‘B’, con la prima, che abilita alla guida dei motocicli, che deve essere senza limitazioni.

Non aver riportato condanne penali o di avere qualche procedimento penale in corso, di avere la posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva, non aver subito una condanna a pena detentiva per delitto non colposo e per finire alcuni di questi requisiti, che tutti poi sono visibili sul sito comunale, di essere in possesso del diploma quinquennale di scuola media superiore.

La domanda deve essere redatta in carta semplice come il facsimile che è riportato nel bando di selezione, e deve essere consegnata al Comune di Piano di Sorrento entro il prossimo 21 agosto. Le istanze possono essere inviate con raccomandata, oppure via posta elettronica certificata o anche consegnate a mani direttamente al protocollo del Palazzo municipale di piazza Cota.

 

GISPA

 

Andrea Tofanelli apre Momenti d’Autore

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Al via ad Albanella la IX edizione della rassegna che vedrà l’esibizione di Giovanni Amato e Giuseppe Ruggieri

Di OLGA CHIEFFI

Tutto pronto per la IX edizione della rassegna “Momenti d’Autore” ideata da Michele Toriello, dedicata ai grandi trombettisti che quest’anno eleveranno i propri strumenti ad Albanella e nella vicina Matinella. Ogni anno una diversa location, su e giù per la provincia di Salerno, con l’organizzazione dell’ associazione “Se tanto mi dà tanto” e il contributo della Regione, che quest’anno premia il Vallo di Diano, ospitando proprio domani sera, alle ore 21, nell’ Oasi “Bosco Camerine”, la tromba di Andrea Tofanelli, che si presenterà alla testa della MJF Montepagano Jazz Festival All-Star Band, schierando Alessandro Di Bonaventura e Domenico Galeazzi, alla tromba, Francesco Di Giulio al trombone, Luca Di Giammarco al sax alto, Riccardo Maggitti al sax tenore, Italo D’Amato al sax baritono, Flavio Moretti al pianoforte, Francesco D’Alessandro al basso elettrico e Michele Rapini alla batteria. Andrea Tofanelli, il quale ha scelto di omaggiare il suo maestro e amico Maynard Ferguson, incontrato nell’ attesa di un suo concerto italiano, che di lì lo ospitò nella sua formazione, Andrea Tofanelli ha così aprirà il suo infinito ventaglio di suoni su melodie quali “McArthur Park” o “Bridge Over Troubled Water”, Volare, inciso in “Flamingo”, un bel medley di Stevie’s Wonders che passerà attraverso “All In Love Is Fair” & “Superstition”, e ancora, Children of Sanchez, Chameleon, rievocando il solo indimenticabile di Maynard Ferguson, Besame Mucho secondo il maestro, Maynard. Una strambata pop con Hey Jude! E naturalmente What A Wonderful World portato al successo dalla tromba più amata, Louis Armstrong. Scaletta da fuoco e fiamme da macinatore di acuti, incandescenti fendenti, che saranno compattati e potenziati dalle diverse sezioni della big band, incorniciato da un incontro con il pubblico improntato alla più viva giovialità, con numeri prestigiosi che solo la classe e l’alta professionalità permetteranno di sciorinare ai musicisti, secondo l’affascinate imprevedibilità del jazz. La rassegna continuerà il 20 agosto nella piazza di Matinella con il Giovanni Amato Quartet, con la tromba leader dall’emissione morbida e potente che segna la cifra stilistica della sua versatile e spontanea musicalità, sostenuta da una formazione che mette insieme alcuni dei migliori jazzisti italiani per mettere insieme il patrimonio infinito che il jazz ha espresso nella prima metà del secolo scorso, con la necessità di trovare in quel solco la propria strada espressiva, per ritornare il 26 agosto nella piazza principale di Albanella con un concerto classico, affidato alla tromba di Giuseppe Ruggeri e al pianoforte di Antonio Cardone, il quale proporrà alcune gemme della letteratura trombettistica tra cui il concerto di Alexander Arutiunian che incorpora il sapore di ashughner e improvvisazioni, e la Slavische Fantasie di Carl Honhe.

Hrönn, la prima nave-robot nei mari d’Europa dal 2018: nessun marinaio a bordo

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A bordo il capitano Nemo non ci sarà. Anzi, non ci sarà proprio nessuno. Ma l’ombra di Jules Verne e delle sue invenzioni visionarie come il sottomarino Nautilus, c’è, eccome. Perché la Hrönn («Onda», nome femminile vichingo) è già un prototipo e dal 2018 navigherà sui mari d’Europa: la prima «nave-robot» completamente automatizzata e digitalizzata al mondo, che senza uomini a bordo parteciperà a missioni scientifiche e idrografiche, porterà rifornimenti alle piattaforme petrolifere in alto mare, contribuirà ad operazioni anti-incendi, alla cura delle riserve marine, a rilevazioni in profondità. Questo il disegno delle tre compagnie europee che vi stanno lavorando. Ma anche il sogno della Commissione Europea che per sostenere ricerche internazionali destinate a realizzare navi robot ha co-finanziato 2,9 milioni di euro su un investimento di 3,8 milioni. Hrönn è stata progettata come un battello in acciaio, lungo circa 37 metri e largo 10, con un pescaggio di 3 metri. La velocità massima dovrebbe essere di 14 nodi e di 8 nodi quella di crociera. Molti particolari sono ancora protetti dal solito segreto commerciale, ma dai dettagli trapelati finora la propulsione della nave dovrebbe essere assicurata da un mix di fattori: diesel, generatori elettrici, ma probabilmente anche pale eoliche e pannelli solari. Quanto alla navigazione in assenza dell’uomo, Hrönn sarà fornita di molti sensori e rilevatori satellitari così da garantirle «occhi» e «orecchie» affidabili. All’inizio dovrebbe funzionare come un vascello telecomandato, in piccole manovre non lontane dalla costa e dunque ancora sotto il controllo di mani umane. Poi, a mano a mano che la sperimentazione proseguirà, si aumenterà il grado di autonomia del «cervello» digitale interno, garantendogli una programmazione della rotta e delle capacità di manovra basata anche su algoritmi. Fino ad arrivare alla piena autonomia, anche se un minimo di controllo dovrebbe essere mantenuto. I lavori fervono in un cantiere nel fiordo norvegese di Trondheim. Le tre compagnie coinvolte nel progetto sono la norvegese Kongsberg Maritime (fondata nel 1814, creatrice della prima auto a batteria «Ampere»), la britannica Automated Ships Ltd e la francese Bourbon. Ma anche altre imprese piccole e grandi, in mezzo mondo, si sono messe in marcia sulla stessa strada. Tre anni fa, per esempio, la gloriosa Rolls-Royce ha presentato dei modelli tridimensionali di un progetto di «nave-drone»: secondo i progettisti, potrebbe limitare le possibilità degli errori umani e ridurre un domani del 15% i consumi di carburante. Ma anche, con tutti i problemi sociali e sindacali che probabilmente ciò porterebbe, il contributo del lavoro umano: sarebbe, sostiene già qualcuno, una rivoluzione simile a quella portata dalle navi a vapore nei tempi della vela. La Commissione Europea non ha comunque dubbi: «Il trasporto marittimo nella Ue è fronteggiato da sfide come l’aumento del volume delle merci, le crescenti esigenze ambientali, e in futuro la riduzione dei naviganti. Il concetto della nave autonoma ha in sé il potenziale per superare tutto questo». (Corriere della Sera)

Polla. Sorgenti punteggiano tutto il suo territorio e attrassero i primi cristiani per la pratica del rito battesimale

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L’acqua che sgorga ha qualcosa di miracoloso. Il mistero sull’origine si rafforza con la veemenza dell’apparizione, con l’abbondanza, con la freschezza prodigiosa del fiotto. Dell’acqua sorgiva Polla porta il nome e l’impronta indelebile: sorgenti punteggiano tutto il suo territorio, più abbondanti sul versante orientale, tra i monti della Maddalena, più sparute e selvagge dal lato occidentale, sul monte San Tommaso e tra i boschi, nascoste nelle ultime propaggini degli Alburni. Già nel III-IV secolo attrassero i primi cristiani per la pratica del rito battesimale nel giorno dell’Epifania. Il sito di Polla fu inizialmente popolato da antiche civiltà italiche dedite alla pastorizia; più tardi vi si insediarono i greci e poi i romani, che vi stabilirono un importante “forum”, snodo commerciale sul percorso della via Annia, che, staccandosi dal tronco principale dell’Appia a Capua, raggiungeva Reggio dopo 350 miglia. Il medioevo fu età di decadenza economica e umana. Sulla collina di Polla i Normanni eressero una fortezza a difesa di un piccolo abitato racchiuso entro mura merlate e popolato da una scarna comunità di agricoltori. Per secoli generazioni di feudatari si avvicendarono nel dominio sul borgo. Nel “secolo dei lumi”, poi, spirò aria di riscatto: Polla sostenne la Repubblica Napoletana nel 1799 e più tardi diede un contributo importante ai moti insurrezionali del 1828 e del 1848. Il battaglione Tanagro, con 83 pollesi su 250 membri, si distinse nella battaglia del Volturno tra le fila dei garibaldini. Rimasto marginale rispetto alle vicende del brigantaggio, il paese ricevette un notevole impulso economico dalla costruzione della ferrovia nel 1886 e dall’arrivo, 20 anni dopo, dell’energia elettrica. Nel 1905 fu poi costruito l’ospedale, grazie alla generosità di un pollese emigrato in Argentina, il cavaliere Luigi Curto. Per tutto il ’900 Polla ha mantenuto un ruolo strategico nel settore dei trasporti: l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che per il paese ha un autonomo svincolo, ha rinnovato negli anni del boom la storica funzione della via Annia e della via borbonica. Sul piano economico, all’agricoltura, la pastorizia e l’artigianato tradizionale si sono affiancati più di recente l’industria e il commercio: un’area moderna si è sviluppata in zona San Pietro. E però di ogni epoca il paese conserva tracce. La grotta di Polla è uno dei “canali di scolo” del lago pleistocenico che occupava il Vallo di Diano: esplorata nel 1956, presenta all’interno concrezioni di stalattiti e stalagmiti, ma un ampio strato di fango posato sul fondo ostacola il passaggio perfino agli speleologi. Il “lapis Pollae”, realizzato intorno al 150 a. C., è un miliario della via Annia, che indica i km mancanti per giungere a destinazione in entrambi i sensi di marcia. Il “termine graccano” è una pietra calcarea usata per delimitare un fondo e testimonia (come pochi altri esemplari in Italia) gli effetti della riforma agraria operata da Tiberio e Caio Gracco nel 131 a. C. Il mausoleo di Caio Uziano Rufo consta invece dei blocchi di un epigrafe e di tre are ornate con serti floreali: fu fatto costruire nel I secolo d. C. da Insteia, sacerdotessa della terza moglie di Augusto, in onore del marito, defunto magistrato del vicino municipio di Volcei, come pegno per 52 anni d’amore. Più recenti ma ugualmente pregevoli sono il castello, più volte distrutto e ricostruito; la chiesa di San Nicola dei Latini, risalente al 1300 e ornata di preziosi dipinti; la cappella di Sant’Antonio Abate, fondata nel XIII secolo dai frati francesi dell’ordine di Vienne; il convento di Sant’Antonio; la Taverna del Passo, costruita dai signori Villano sulla via per le Calabrie dopo il terremoto del 1561; il palazzo Palmieri del ’500 e i settecenteschi palazzi Manganelli, Parisi e Galloppo, che ingentiliscono l’abitato. (La Città)   

Montesano sulla Marcellana, il borgo delle tante chiese. Un museo raccoglie le testimonianze del tempo

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C’è un momento dopo il tramonto quando Montesano sulla Marcellana diventa l’osservatorio di un enorme spettacolo di luci. Una galassia di luminarie che disegna al buio la trama dei paesi del Vallo di Diano, spiegati lungo la pianura come tante piccole, singolari costellazioni. Nato come Marcellanium, insediamento romano legato al municipio di Cosilinum, il paese si spostò in cima a un monte dell’Appennino della Maddalena per sfuggire alle spavalde scorrerie dei Saraceni che si spingevano dalle coste verso l’interno attratti dalla fiorente agricoltura e dal ricco commercio. Montesano voleva dire salvezza dai predoni e salubrità, fuori dai pantani che occupavano buona parte del vallo, coriacea eredità di un lago preistorico. Il riferimento “sulla Marcellana”, poi aggiunto, si ricollega con tutta probabilità all’originario insediamento romano. Il toponimo compare per la prima volta in una pergamena del 1086, un atto di donazione da parte del conte Ugo D’Avena in favore dell’abate di Cava Pietro Pappacarbone, riguardante tre monasteri tra cui quello di san Simeone sito presso il “castello di Montesano”. Il “territorio di Montissano” è citato in un altro documento del 1131 e fu feudo assai ambito per la mitezza del clima e la fertilità del suolo. Lo ressero in successione Annibaldo di Trasmondo di Roma, Arnolfo Pelagalli, Nicola de Molinis e una sfilza di potenti signori finché, nel 1580, l’università dei cittadini (una sorta di comune ante litteram) si consacrò al regio demanio sborsando 30.000 ducati. A poco servì lo sforzo, dato che neanche 40 anni dopo la Regia Camera spagnola rivendette il sito all’asta ad Agostino Ambrosino. Altra ridda di proprietari e infine, nel 1636, il feudo con le sue pertinenze fu acquistato dalla Certosa di Padula. Nella girandola di signori, messo alla prova dalla peste del 1349, da periodiche carestie e terremoti, Montesano si ridusse a uno sparuto borgo di nemmeno 200 anime. Nel Settecento, un vero e proprio “rinascimento” economico portò a un netto sviluppo demografico e a una notevole crescita del tessuto urbano. La Repubblica Napoletana svegliò pulsioni democratiche subito soffocate dai monarchici e poi, a inizio ’800, premiate con la promozione del centro a libero comune. Il 21 ottobre del 1860, nel giorno del plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna, rigurgiti filo-borbonici richiesero l’intervento dei reparti della Guardia Nazionale di stanza nei paesi vicini. Tre anni prima un terremoto devastante aveva cambiato il volto del borgo, abbattendo il castello e le chiese parrocchiali. Oggi il comune più orientale della Campania, rinato da quelle macerie, conta quasi 7000 abitanti e si compone, oltre al capoluogo, di 5 frazioni. L’architettura prevalente è quella religiosa: l’abbazia di santa Maria di Cadossa, risalente al X secolo, la grancia basiliana di san Pietro, la chiesa di sant’Andrea rasa al suolo dal sisma del 1857 e ricostruita nel 1931, la chiesa di sant’Anna, in stile neogotico, eretta tra il 1954 e il 1959 per volontà del magnate Filippo Gagliardi. Quanto all’economia, Montesano vive di agricoltura, artigianato e allevamento, finalizzato alla produzione di salumi e latticini. Nel 2001, su iniziativa di alcuni volenterosi cittadini e col patrocinio del comune, è stato allestito un Museo Civico che raccoglie testimonianze “materiali e immateriali” della civiltà e della cultura locale. (La Città)

Giuseppe Di Bianco, il Mozart nato a Maiori: «Mi voleva l’America ma il mio futuro è qui»

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A volte ci si chiede se, oltre al sangue, di generazione in generazione, non vengano trasmessi – per qualche misterioso processo osmotico – anche pezzetti di anima. Non una reincarnazione, ma una vera e propria trasmigrazione dell’intimo sentire, da un nonno ad un nipote. È quello che simpaticamente si domanda Giuseppe Di Bianco, compositore di fama internazionale di Maiori, la cui storia familiare porta nel dna la poesia della musica e la sofferenza vibrante dell’arte. 47 anni, considerato, da piccolo, un Mozart italiano, diplomato al Martucci di Salerno – con studi anche a San Pietro a Majella di Napoli e al Santa Cecilia di Roma – Di Bianco è diventato un punto di riferimento per il mondo della composizione corale. Una carriera folgorante, che trae origine da quei pezzetti di anima di cui era portatore suo nonno. «Sono molto legato alla sua figura, pur non avendolo mai conosciuto. Era un musicista, un concertista di Maiori. Lasciò il suo paese per andare a vivere a Buenos Aires, dove studiò al conservatorio che all’epoca era diretto da un calabrese, Luigi Romaniello». Siamo all’inizio del Novecento. Epoca in cui sono gli italiani ad emigrare: molti pianisti dal Sud fondano scuole ed istituti in Argentina. Il nonno di Di Bianco, porta il nome del futuro nipote, Giuseppe, ma lì si fa chiamare Josè De Bianco. «Era anche pittore. Conserviamo centinaia di dipinti. Era molto amico di Raffaele d’Amato, Gaetano Capone, Luca Albino, Gaetano della Mura, i cosiddetti “costaioli”. La sua tuttavia fu una storia amara. In Argentina era un concertista affermato. Conobbe mia nonna, commerciante di stoffe, una donna pratica e solida». La coppia, che all’inizio pare possa partire nuovamente per Buenos Aires, tuttavia, non lascia più l’Italia. «Mio nonno rimase a Maiori, per tenere insieme la famiglia, ma da lì iniziò la sua tristezza. La Maiori degli anni ‘30 era diversa. Era un ambiente assai povero, arretrato. Forse questa tristezza era dovuta all’aver lasciato una terra ricca d’arte, come lo era l’Argentina. Lo fece per amore. La sua storia mi ha un po’ segnato. Ci sono aspetti della sua sensibilità che ritrovo in me». Anche il bisnonno Taddeo era un musicista. «La musica nella nostra famiglia si porta avanti da quattro generazioni. Mia nonna decise di farmi dare lezioni a otto anni». Dopo i primi tre mesi, l’insegnante di Di Bianco manda a chiamare la madre. L’uomo non riesce più a stare dietro al piccolo Giuseppe, considerandolo un genio. L’episodio scatenante accade quando il bambino, ascoltando un 45 giri, riesce a riscriverne la musica ad orecchio. Il suo destino è segnato. Da pianista ad autore di musica strumentale e da scena, esperto di composizione corale e direttore dell’ensemble vocale “Ars Nova” di Maiori, è diventato tra i compositori corali più importanti nel mondo, con esecuzioni in Italia, Città del Vaticano, Francia, Danimarca, Slovenia, Estonia, Lettonia, Olanda, Spagna, Portogallo, Usa, Russia, Giappone, Filippine. La fama lo porta nel 2008, in qualità di composer-in-residence, nel North Carolina University. Mentre nel 2014 viene incluso nell’ “Invisible Cities Project”, un progetto internazionale, nato per ispirazione a Le città invisibili di Italo Calvino. Poi sarà la volta del Giappone, alla “Fine Arts and Music University” di Aichi. Nel suo percorso, oltre alla figura del nonno, ha pesato non poco anche quella del sacerdote francescano, Enrico Buondonno, famoso per aver composto le musiche di “Francesco, giullare di Dio”, film di Roberto Rossellini. «Avevo 15 anni – racconta Di Bianco – «andavo al convento di Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore. Sostenni l’esame al conservatorio, da esterno. Quando il risultato fu noto, Buondonno mi abbracciò. Mi disse di non fermarmi. “Tu devi cominciare a studiare composizione”. In quest’ottica lui è stato la mia vera figura di riferimento. Avevo scritto un pezzo e lo avevo presentato nel dicembre 2001 ad un concorso a Trento. Su 187 compositori in tutta Europa decretarono vincitore il mio pezzo». Un premio che purtroppo il giovane non riesce a portare all’anziano sacerdote che morirà dopo alcune settimane. «Lessi della sua morte sul giornale. Non riuscii neanche a piangere. Fu come aver perso un padre per la seconda volta. Adesso ho in mente di dar vita ad una pubblicazione che possa analizzare criticamente la sua produzione corale». Intanto Di Bianco continua a comporre. «Scrivere credo sia una proiezione assoluta del nostro mondo interiore. E poi la musica corale mantiene una forte ispirazione spirituale e sacra. A me piace sentirmi investito di un tipo di ricerca, ricerca di se stessi. Penso alle nostre esistenze come a schegge di eternità, di infinito. Siamo esseri di luce che travalicano tutto ciò che è materico». E sulla sua terra, Maiori, Giuseppe Di Bianco ha cercato una mediazione. «Sono un uomo del Sud. Ai giovani dico sempre di non dimenticare le proprie radici, ma di non limitarsi alla Costiera. Certo non possiamo dimenticare le ferite che il nostro paese ci infligge. Eduardo diceva “fuitevenne”. Io ho trovato un compromesso. Quando sono stato in America ho avuto l’opportunità di rimanere lì. Non l’ho fatto. Resto qui perché sto bene col mio mare. Non potrei viverne senza. Diciamo allora che risiedo a Maiori ma la mia vita è altrove. Questa è la mia dicotomia». (La Città)

Positano, auto in curva a Laurito: interviene la Polizia Municipale con Carro attrezzi-FOTO

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Grossissimo intervento della Polizia Municipale di Positano quest’oggi. Siamo stati testimoni di un’azione molto efficace degli agenti nella zona di Laurito in particolar modo contro le decine di auto che nella zona parcheggiano o sostano in curva: diverse sanzioni sono state emesse e alcune auto sono state portate via con i carro attrezzi. Ricordiamo che in questo periodo i caschi bianchi stanno facendo un lavoro enorme, quindi, a loro vanno i più importanti complimenti da parte di Positanonews per mantenere l’ordine pubblico, specialmente considerando il numero di agenti disponibili. Complimenti anche al sindaco Michele De Lucia per l’importanza che ha riservato a tale scopo e le imposte per mantenere l’ordine. Operazione ferragosto riuscita al meglio, tutto senza praticamente incidenti. Ricordiamo ai cittadini che la Polizia Municipale svolge una miriade di compiti diversi ed in questo periodo dell’anno è super impegnata su tutti i fronti. Quindi dobbiamo tutelare questo corpo, specie da individui non originari di Positano che criticano gratuitamente. Le critiche devono essere costruttive e non faziose ed inutili. Oggi, intanto, un grosso plauso va alla Polizia Municipale di Positano.

Nasce la prima collaborazione tra il Festival della mente di Sarzana ed il Cilento

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È un po’ la storia di un colpo di fulmine quella dell’incontro tra l’avvocato Matteo Melley, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di La Spezia, promotrice del “Festival della mente” di Sarzana, e il Cilento. All’inizio di un’estate che mostrava la bellezza generosa dei luoghi e, insieme, le contraddizioni e le fragilità (sociali, economiche e culturali di questo pezzetto di Mezzogiorno), Melley, turista sapiente e curioso fu sedotto dal fascino del Parco e chiacchierando con operatori e operatrici locali pensò ad una iniziativa comune. Ad uno scambio fecondo tra l’esperienza del «suo» Festival e quella meno strutturata ma ispirata da comuni sensibilità, che preparavano nel Cilento per il prossimo ottobre — 14 e 15 precisamente — l’associazione Festinalente, l’Ente Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Comune di Ceraso e il liceo «Parmenide» di Vallo della Lucania: «I dialoghi sul male. Come liberare le nostre vite». Una due giorni di confronto che avrà come destinatari privilegiati, anche se non esclusivi, i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori e che ha già prestigiose adesioni. È nata così una inedita sinergia. Una relazione che si è rinsaldata negli ultimi mesi e che richiama quella che a metà luglio è stata rilanciata fra la Fondazione Cariplo e il Festival di Giffoni dove quest’ultimo fa da modello per esperienze promosse al Nord. Una sinergia sulla quale riflette il presidente Melley partendo dalla domanda che pone il rischio di invadenza surrogatoria delle Fondazioni rispetto agli enti pubblici. «Oggi — dice — le Fondazioni appaiono non più come sponsor segnalati dal logo, erogatori di risorse indifferenti alla gestione delle iniziative. Sempre più si afferma per esse il ruolo dell’investitore-imprenditore che si mette in gioco, valuta i risultati a fronte dei “mezzi di produzione” e delle convenienze che non sono solo quantitative ma, in alcuni casi, soprattutto, legate al radicamento e, quindi, ai semi di cambiamento, agli anticorpi che esse immettono nei contesti di riferimento ». A fronte di un moltiplicarsi di festival (quasi uno per ogni villaggio) le cifre sul numero di lettori e di lettrici sono però sconfortanti. «Quei dati non sono affatto entusiasmanti, ma i festival non servono a incrementare la vendita dei libri. A questo dovrebbero pensare politiche culturali che coinvolgano i ragazzi a partire dall’adolescenza e che promuovano la lettura tra i giovanissimi. Oggi i Festival soddisfano il desiderio della piazza. Il bisogno diffuso di luoghi in cui parlare ed ascoltare. Vedere da vicino pensatori e pensatrici che aiutano a riflettere. Riflettere e stare insieme. Un antidoto efficace alla tendenza a chiudersi nelle anguste e falsamente rassicuranti pareti domestiche. Per questo il loro proliferare non è un male, ma il segno di una vivacità soprattutto dei piccoli centri che va incentivata promuovendo occasioni comuni, sinergie, richiami reciproci. Una rete fra le città minori». Anche una sintonia fra Nord e sud? «Sicuramente tra Sarzana che vive in un contesto pieno di tante luci ma, anche, di molte ombre — una presenza considerevole di popolazione anziana, un disagio giovanile diffuso, alcuni tentativi di infiltrazioni di organizzazioni criminali — e il Cilento. La sintonia che stiamo sperimentando tra queste due aree, così differenti ma anche con tante somiglianze, è conseguente a scelte strategiche che ci fanno puntare su esperienze come le Fondazioni di comunità (a Salerno, alla Sanità a Napoli, a Messina) che al Nord non sarebbero possibili». Nel Sud è rarissima la presenza privata nelle iniziative culturali. Il «principe» è quasi sempre chi occupa le istituzioni e questo fa diventare la cultura un altro, a tratti opulento, terreno di spartizione. Di favoritismi. «Quello delle istituzioni e della politica è un nodo importante che impone l’abbandono di risposte ipocrite. La tentazione all’invadenza è una costante alla quale va opposta l’osservanza della legge che stabilisce una quota precisa per gli enti pubblici negli organismi delle Fondazioni. L’esempio di Siena è lampante. Le nomine non hanno rispettato la legge e l’invadenza è diventata decisiva per la debacle ». Forse di fronte alla fragilità del welfare è forte la tentazione di attribuire alle Fondazioni una sussidiarietà impropria. «Questo rischio c’è e bisogna saperlo evitare con una strategia che neghi la funzione di bancomat della politica alle Fondazioni. Molto importante è l’esempio della lotta alla povertà educativa dei minori che ha generato la formazione di un fondo privato con una dotazione di 120 milioni l’anno, alimentato dalle fondazioni e sostenuto da uno sgravio fiscale assicurato dal governo. Un esempio virtuoso di relazione privato-pubblico e che ha creato tantissime buone pratiche nel nostro Paese». Quali risultati immaginate possa dare l’esperienza avviata in Cilento? «La cosa che ci è parsa più interessante e in totale sintonia con il nostro Festival è l’intento prioritario che “I dialoghi sul male” dichiarano di perseguire. Il coinvolgimento continuativo dei giovani, delle donne, dei protagonisti sociali che con attività come il teatro, la diffusione della lettura, la cooperazione solidale, lo scambio che porterà ogni anno giovani cilentani a Sarzana e ragazzi di Sarzana nel Cilento, consentano la vera riuscita dell’iniziativa. Condividiamo con convinzione non formale la concezione di cultura e di eventi culturali come occasioni per leggere i propri contesti e, quindi, la propria condizione e per definire strategie di contrasto ai differenti mali che affliggono le nostre comunità. È importante, infatti, che la due giorni sia un successo di partecipazione ma ancora più importante è quello che succederà nel Cilento dal 16 ottobre in poi». (Corriere del Mezzogiorno)

Facebook, un social per grandi. In Italia oltre la metà degli utenti è over 35 e cala il numero degli iscritti under 18

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Sempre di più gli adulti italiani usano Facebook per gestire una parte dei loro rapporti sociali. Al contrario dei giovanissimi, che invece online cercano altre piattaforme. La maggioranza (il 53%) degli utenti del social network fondato da Mark Zuckerberg — che ormai sono 30 milioni, la metà di tutti gli italiani — ha infatti più di 35 anni. Dal 2016 a oggi invece i minorenni sono diminuiti del 5%, secondo i dati elaborati dall’analista di social media Vincenzo Costa. «È un fenomeno in parte legato all’effetto rete: tu stai dove stanno i tuoi amici. Ma ha anche a che fare con la caratteristica che ha assunto nel tempo Facebook — spiega Giovani Boccia Artieri, sociologo dell’Università di Urbino — In Italia è esploso come fenomeno di massa nel 2011, in coincidenza con il referendum sull’acqua pubblica, ed è diventato sempre più un luogo di discussione politica con le elezioni e la visibilità che ha assunto sul web il Movimento 5 Stelle. Adesso è molto connotato dalla dimensione informativa: per questo ci stanno gli adulti. Lo stesso motivo che invece lo rende meno interessante per il pubblico più giovane». Negli ultimi due anni infatti c’è stato un aumento degli utenti tanto più marcato con il crescere dell’età: del 10% tra i 19-24enni, del 19% tra 25- 29enni, del 14% tra i 36 e i 45 anni (la fascia di età più numerosa in termini assoluti con oltre 7 milioni di iscritti) e addirittura del 21% per i 46-55enni e del 29% per gli ultra 55enni. Accanto al lato «pubblico» rimane però anche quello privato. «Il problema degli over 30 è che con gli impegni di lavoro fanno più fatica a mantenere i contatti con una rete sociale “estesa” — dice Giuseppe Riva, professore di Psicologia dei nuovi media all’Università Cattolica di Milano — Facebook permette di avere un rapporto attivo anche con coloro che non riusciamo a vedere faccia a faccia». È stata proprio la maggiore presenza degli adulti, però, a far «migrare» i minorenni su altre piattaforme: «È un fenomeno iniziato sei o sette anni fa e si lega al fatto che molti tredicenni (l’età in cui si può formalmente entrare su Facebook) hanno avuto il permesso di stare sul social a patto che i genitori fossero loro “amici” — prosegue Riva — Poi però, soprattutto quando arrivano ai 15-16 anni, iniziano a volere uno spazio proprio in cui non essere visti (e monitorati) dai genitori». Da qui la scelta di altri social media. Il più amato dagli adolescenti è oggi Instagram: «È più immediato e veloce e — conclude Riva — vive moltissimo di selfie, che sono ormai uno strumento chiave della comunicazione giovanile». In parte è una tendenza inevitabile: «La Rete è uno degli spazi dove si costruisce la propria identità e nell’adolescenza è fisiologico sfuggire al controllo degli adulti: i ragazzi hanno bisogno di spazi generazionali autonomi, dove realizzare i loro compiti evolutivi — dice Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro — Quello che però paradossalmente finiscono per imparare dagli adulti è la spettacolarizzazione di ogni avvenimento della vita, anche dei meno importanti. È il rischio della presenza social, a ogni età». (Corriere della Sera)

Nuovi professionisti, mobili e creativi: gli «zainocrati», 250.000 persone che si muovono da un’occupazione all’altra

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In principio era il lavoro agile, una piccola rivoluzione che tratta i dipendenti come fossero imprenditori di se stessi. Ma in un’epoca in cui il mondo del lavoro è così fluido c’è chi va già oltre. Li chiamano “zainocrati” e sono una nuova categoria di professionisti. Caratteristiche: sanno cogliere e sfruttare tutte le opportunità lavorative che si presentano, in modo innovativo. Senza una sede, spesso senza posto fisso. Intraprendenti e creativi. Ma facciamo un passo indietro, spiegando quale sia l’humus che ha permesso la loro nascita. Ovvero, appunto, il lavoro agile. Sempre più aziende lo hanno introdotto o pensano di introdurlo, lasciando ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da remoto, in modo da conciliare vita privata e compiti lavorativi. I vantaggi sono su più piani: «C’è un incremento di produttività – spiega Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa, esponendo i risultati di una ricerca sull’argomento – una riduzione dei costi per l’azienda e le attività sono più efficienti». Altro tema è quello della sostenibilità: meno ore passate in macchina o sui mezzi per raggiungere l’ufficio, meno anidride carbonica emessa, benefici per l’ambiente. Scarpino tratteggia lo scenario: «Sono 250.000 i lavoratori agili in Italia, il 7-8% del totale. Concentrati soprattutto in grandi aziende del Nord, hanno un’età media di 41 anni e secondo i nostri studi sono più gli uomini (69%) che le donne (31%)». È da 6-7 anni che in Italia si sta diffondendo questa nuova sperimentazione e il 10 maggio scorso è arrivata dal parlamento l’approvazione della legge sul lavoro autonomo, che stabilisce nuove regole anche per il cosiddetto “smart working”. Garantisce stesso stipendio, parità contrattuale e diritto alla disconnessione a chi lavora da remoto. Dovrebbe incentivare l’introduzione di una pratica ancora poco diffusa, nonostante sia accolta con entusiasmo. Secondo una ricerca di Hays, 8 professionisti su 10 sarebbero felici di poter lavorare da casa, ma solo il 35% delle imprese lo consente. La rivoluzione però non si ferma qui, va oltre. Ed ecco gli “zainocrati”, che hanno giù fatto un passo ulteriore. Costituiscono una nuova categoria teorizzata due anni fa da Leonardo Previ, docente di Gestione delle risorse umane alla Cattolica di Milano. «Lo zainocrate è qualcuno che si muove volentieri, che tiene il proprio zaino con tutti gli strumenti che usa per lavorare, o per procurarsi un lavoro. Apprezza l’ingegnosità collettiva, è in contatto con molte altre persone – prosegue Previ – ed è capace di offrire un contributo alla costruzione di un mondo meno burocratico». È il nomade professionale, dinamico e conviviale, perché è dal confronto con l’altro che nascono idee nuove. Questa nuova figura non è dunque una monade inappartenente, ma ricerca gli altri. Dove? Ovunque, negli spazi di coworking, per esempio. L’accezione con cui viene trattato il tema è positiva: dipinge la figura del professionista agile che si districa con sapienza tra un lavoro e l’altro. Ma una scrivania in condivisione a Milano costa in media circa 300 euro al mese. Non poco per il budget di un lavoratore non assunto. Sì perché se il focus si sposta sulla forma del contratto, le cose cambiano. Un giovane a partita iva, uno zainocrate moderno che si divide tra più collaborazioni, riesce davvero ad arrivare a fine mese col sorriso? (Avvenire)

Sorrento, furti al Decò: momenti di panico

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Furti al Decò di Sorrento, dove ha avuto luogo un fuggi fuggi generale. A mezzogiorno c’è stato infatti un intervento dei Carabinieri e la gente è scappata dal supermercato, generando un momento di caos in pieno Ferragosto. La situazione è apparsa visibilmente disperata.

Cava de’ Tirreni. Parcheggiatori abusivi nei fine settimana dettano le regole nelle aree più frequentate della movida

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È invasione di parcheggiatori abusivi nei fine settimana a Cava de’ Tirreni. Si appostano nelle zone calde della movida metelliana e monopolizzano i posti auto disponibili fino ad esaurimento per poi spostarsi nelle vicinanze e dare il via a un’azione di sosta selvaggia incontrollata approfittando dell’inesperienza e della presunta ingenuità dei numerosi giovani provenienti da fuori città. Il tutto avviene non solo nelle zone in cui il passaggio degli ausiliari della sosta che verificano l’avvenuto pagamento del “grattino” è meno frequente, ma anche dopo le 22, quando la polizia locale chiude i battenti e la sosta nelle apposite strisce blu smette di essere a pagamento. Cinque sono i posteggiatori abusivi che, stando alle segnalazioni, si eleggono a padroni della zona; e il territorio di caccia preferito resta il tratto finale di Corso Prince Amedeo, quello più prossimo al centro storico ma soprattutto quello sul quale affacciano due delle più note discoteche della città. Qui dalle 22 in poi di venerdì, sabato e domenica il caos regna sovrano e a riempire le tasche dei parcheggiatori sono soprattutto gli sprovveduti provenienti da fuori città, quelli troppo pigri per cercare un posto legittimo, o ancora coloro che hanno fretta di andare in discoteca e parcheggiano dove possono senza sapere che dopo le 22 la sosta è gratis. Così, appena è pieno il parcheggio del trincerone, si passa a imbottire la traversa che da Corso Principe Amedeo conduce in via Sala, occupata su entrambi i lati, e dintorni. Così per i residenti la situazione si fa invivibile soprattutto quando ci si trova costretti a lunghi minuti di attesa perché le vetture sono posteggiate davanti ai cancelli di ingresso o nelle zone di divieto. Il fenomeno, negli ultimi mesi, si è allargato in città al punto che è facilmente ricostruibile – con tanto di listino prezzi – una mappa dei parcheggi abusivi disponibili e relativa differenziazione dell’offerta. Partendo dalle figure note come l’anziana che si apposta in via Ugo Foscolo (tra il cimitero e l’area mercatale) e che si accontenta di qualche spicciolo; c’è poi chi tiene d’occhio tutta via Vittorio Veneto fino alla traversa delle Poste centrali e si accontenta di un’eventuale offerta a piacere. Tra le new entry invece c’è da qualche settimana una coppia di coniugi che circola tra corso Mazzini, viale Marconi e via Filangieri chiedendo un euro per l’intera serata. L’appello inevitabile è rivolto alle forze dell’ordine e al consigliere delegato alla polizia locale Giovanni Del Vecchio. Quel che chiedono i cittadini esasperati è la predisposizione di appositi controlli periodici nelle “riserve di caccia” dei parcheggiatori abusivi. (La Città)  

Donna fatta a pezzi e gettata in più cassonetti, fratello ha confessato

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Le gambe sono state trovate ieri sera in un cassonetto a Roma, nel quartiere Parioli. Il resto del corpo in un altro cassonetto, effetti personali in un altro ancora. Frequenti liti fra i due, che vivevano assieme.

Avrebbe confessato durante l’interrogatorio in Questura l’uomo sospettato di aver ucciso e fatto a pezzi la sorella gettandola in diversi cassonetti a Roma. L’interrogatorio è durato alcune ore. Alla base dell’omicidio ci sarebbero liti per questioni economiche.

L’uomo, un sessantenne italiano, sarebbe stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza mentre gettava qualcosa all’interno del secchione nella notte tra il 14 e il 15 agosto. I due fratelli abitavano insieme in un appartamento in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio, a pochi metri di distanza dal cassonetto in cui la polizia ha rinvenuto la testa e il tronco della donna.

Il corpo della donna fatto a pezzi – Le gambe della donna, tagliate all’altezza dell’inguine, sono state trovate ieri sera in un cassonetto a Roma, in via Maresciallo Pilsudsky nel quartiere Parioli. A scoprirle una nomade mentre rovistava all’interno del secchione. Il resto del corpo è stato trovato, ore dopo, in un altro cassonetto, in Via Guido Reni, in un quartiere limitrofo. Gli effetti personali e gli abiti della donna, infine, sono stati rinvenuti in un terzo cassonetto in Via Pannini che si trova a pochi passi da via Guido Reni.

Vicina sotto shock, non posso crederci – “Non c’è mai stata una lite, un battibecco. Nicoletta e Maurizio li conoscevo bene e mai mi sarei aspettata tutto questo”. È visibilmente sotto shock una vicina di casa della donna fatta a pezzi e gettata in alcuni cassonetti a Roma. “La notte tra il 14 e il 15 ero qui, a casa – racconta -. Non ho sentito assolutamente nulla. Poi sono partita per il ferragosto e tornata stamattina. Quando ho visto tutta la polizia sotto casa pensavo stessero girando un film. Poi invece mi è arrivata la notizia scioccante”. (Ansa)

Salerno. Fuochi di San Matteo. Il consigliere di maggioranza Ventura: «Sarà guerra se non li autorizzano»

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Salerno. «O il Comune autorizza i fuochi, oppure quest’anno succederà la terza guerra mondiale ». Il consigliere comunale di maggioranza Mimmo Ventura non usa mezzi termini e annuncia: «Da lunedì io e mio fratello Giuseppe inizieremo a fare un pressing selvaggio sui vertici dell’amministrazione perché è giusto che i salernitani possano godere di uno spettacolo che si identifica, storicamente, con il senso della festa». Pur facendo parte dell’entourage del sindaco Vincenzo Napoli, Ventura non è intenzionato a mollare: «Se ci sono state frizioni con la Curia e le istituzioni non vogliono partecipare alla processione, mi sta bene. Io stesso non vi prendo parte. Ma i fuochi a mare sono un’altra cosa, è il cuore di Salerno, significa avere rispetto dei cittadini». Se l’ostacolo è di natura economica, «siamo già pronti con tanti privati a finanziare la manifestazione, senza chiedere un euro a Palazzo di Città», quanto invece ai presunti problemi di sicurezza, «non si capisce perché vengono autorizzati i fuochi per la Madonna di Costantinopoli o per Sant’Anna, mentre per il nostro Patrono no». Ancora più duro il consigliere di opposizione Roberto Celano: «Parliamoci chiaro, è una evidente ripicca nei confronti della Chiesa. Questo è il vero e unico motivo per cui il Comune, da tre anni a questa parte, ha voluto abolire lo spettacolo pirotecnico, senza rendersi conto che così facendo ha penalizzato solo i cittadini. Si adducono falsi motivi finanziari, quando invece si potrebbe risparmiare su tantissime altre cose su cui invece siamo costretti quotidianamente a denunciare sperperi e clientele. Se occorre tirare la cinghia, lo si faccia su altre cose, non sulle tradizioni, perché la festa va restituita ai salernitani». Ma il problema è veramente di budget? Il presidente della commissione Bilancio Nico Mazzeo non si pronuncia («dovrei parlarne con l’assessore», spiega), ma da consigliere comunale e prima ancora da cittadino, tuona: «Io sono per farli, i fuochi tutta la vita e mi batterò per questo, perché non è San Matteo senza lo spettacolo pirotecnico». Ma a una condizione. «Che la scelta sia condivisa con la Curia per evitare ulteriori contrasti. Non si capisce perché la statua del Santo non possa fare il suo ingresso nel Comune: non è la casa di un boss della camorra, ma la casa di tutti i salernitani. Sono prese di posizione che non hanno senso, così come l’aver negato le tappe dinanzi la Finanza e i carabinieri. Mi auguro che l’arcivescovo riveda le sue posizioni, altrimenti, se deve essere una festa solo religiosa, che lo sia da mattina a sera». Dunque, senza nessuna esplosione di colori dopo la mezzanotte. «Non è una ripicca – precisa il consigliere comunale – ma una questione di buon senso. Si deve essere elastici da entrambe le parti e garantire il rispetto di una tradizione a cui i salernitani tutti sono legatissimi. Io mi batterò affinché non siano negati, ma spero possa esserci meno intransigenza da parte della Curia, affinché certi riti possano continuare ad essere officiati com’è sempre accaduto per anni ed anni». (La Città)  

Morto il bimbo che si era rinchiuso nell’auto della mamma

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E’ morto il bambino di 4 anni che si era chiuso dentro l’auto della madre a San Giovanni Lupatoto (Verona). Il piccolo trasportato in ospedale a Borgo Trento era apparso subito grave e a nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvargli la vita. E’ morto senza riprendere mai conoscenza.
Era stata la madre a trovare il bambino già privo di sensi all’interno dell’auto, che era parcheggiata sotto il sole.
Sull’episodio indagano i carabinieri.

L’automobile nella quale era riuscito a salire il piccolo era parcheggiata sotto la casa dove il bimbo abitava con il padre, la madre e con i fratellini. I genitori, lei italiana, lui straniero, è molto conosciuta in paese dove abita da anni. Da quanto si è appreso quando i genitori si sono accorti dell’assenza del bambino avrebbero iniziato a cercarlo attorno all’abitazione, nelle strade vicine, scoprendolo poi nella vettura. (Ansa.it)

Migranti, il caso Sibari. A Sorrento si è evitato il caos anche grazie ai polveroni mediatici

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FILE - In this June 23, 2015 file photo, a Belgian navy sailor tosses a life vest to migrants sitting in a rubber boat as they approach the Belgian Navy Vessel Godetia during a search and rescue mission in the Mediterranean Sea off the Libyan coast. Hundreds of migrants were rescued by the Godetia, which is one of the EU Navy vessels that took part in the Triton migrants rescue operations. (ANSA/AP Photo/Gregorio Borgia, File)

Migranti, il caso Sibari. A Sorrento si è evitato il caos anche grazie ai polveroni mediatici. A Sibari, una località turistica della Calabria molto rinomata in passato, non parla d’altro che dei migranti sistemati d’imperio dal Prefetto in un albergo e che creano problematiche per zone tipicamente turistiche. Se non si è arrivato a tanto anche a Sorrento è grazie al clamore mediatico, una sorta di “sveglia” che fu data all’epoca dall’intervento di Massimo Coppola, assessore del Comune di Sorrento, che con il sindaco di Massa Lubrense Balduccelli e il sindaco di Vico Equense Buonocore ha poi portato avanti un’opera di mediazione con il prefetto di Napoli Carmela Pagano che ha dimostrato grande intelligenza ed equilibrio. A Sibari il Prefetto ha portato i migranti in un albergo, qui poteva farlo con il Cavour, per esempio. Altra vicenda che ha fatto consumare fiumi di parole. Gli amministratori locali, dopo la proposta del vescovo di Castellammare di Stabia-Sorrento Mons. Francesco Alfano, avevano anche sondato la disponibilità degli ordini religiosi ad accogliere almeno una parte dei 240 rifugiati destinati alla penisola sorrentina. Ed a quanto sembra qualche apertura in tal senso sarebbe già arrivata dai vertici di congregazioni presenti tra Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense. Esclusa, per il momento, l’eventualità che i richiedenti asilo possano essere alloggiati in edifici gestiti da ordini religiosi tra Massa Lubrense, Sorrento e Sant’Agnello. La problematica non è data né dal razzismo né dalla non volontà di aiutare i migranti; per le località turistiche il problema gestionale è un problema di ordine pubblico di non poco conto, sollevato anche dal sindaco di Positano Michele De Lucia in Costiera amalfitana. A Sorrento l’intervento di Coppola suscitò clamori e prese di posizione, ma alla fine il risultato c’è stato. Non bisogna nascondersi dietro ad un dito, non è facile gestire una problematica del genere in piccole località turistiche come le nostre e questo non ha nulla a che vedere con il razzismo o la mancanza di solidarietà, ma con la logistica e l’ordine pubblico.

Punta Campanella in lizza per il premio “Area Marina Protetta piu’ bella d’Italia”

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Punta Campanella. Un concorso per eleggere la regina del mare. Le aree marine protette italiane in lizza per ricevere il prestigioso riconoscimento messo in palio da ASDOMAR.

Punta Campanella, con le sue meraviglie sopra e sotto il mare è tra le più autorevoli candidate. Tra la costiera sorrentina e amalfinata, in uno scenario mozzafiato, circondato dalla storia e dal mito e con un mare ricco di biodiversità, il Parco Marino di Punta Campanella è tra i più attivi del bel paese.

Il vincitore del concorso sarà premiato con un progetto di tutela e riqualificazione e con una somma di denaro da investire in attrezzature subacquee, oltre, naturalmente, che con un ritorno di immagine importante per il territorio circostante.

Un’ulteriore occasione per ottenere un prestigioso riconoscimento per la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. Per votare bisogna accedere al link riportato di seguito e cliccare su Punta Campanella. Si vota fino al 3 settembre.

http://areemarine.asdomar.it/areemarine

Reggia di Caserta, donna fa il bagno in slip e reggiseno nella fontana artistica di Diana e Atteone

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Il patrimonio artistico della Reggia di Caserta è rimasto ancora una volta esposto alle scorribande di persone incivili. È accaduto nella giornata di Ferragosto e in serata sono cominciate a circolare sui social immagini di nuovi tuffi nelle fontane, in particolare quella di Diana e Atteone. Si tratta della più importante del monumento, adornata di gruppi marmorei che raffigurano scene di caccia e che è posta ai piedi della cascata che convoglia l’acqua dell’acquedotto Carolino nelle vasche del parco.

Una donna, come testimonia lo scatto, si è spogliata degli indumenti e si è calata in acqua con in slip e reggiseno, immortalata dalle persone che erano con lei. La foto ha prodotto grande indignazione negli internauti che si sono chiesti quanti efficaci siano i controlli all’interno del monumento. Non è la prima volta che nella Reggia si verificano episodi del genere, riconducibili il più delle volte al massiccio afflusso di visitatori in giornate e ponti particolari. E ieri per la Reggia si è trattato di una apertura straordinaria in quanto il sito è solitamente chiuso nelle giornate di martedì (la direzione ha però di recente annunciato che a partire dal 3 ottobre il monumento sarà aperto tutta la settimana). Nei giorni scorsi a Caserta erano montate altre polemiche, relative stavolta alla presenza di turisti che si avventuravano con trolley sui pavimenti degli appartamenti storici. Il direttore generale Mauro Felicori non aveva potuto non ammettere che sicurezza e vigilanza restano il tallone d’Achille del monumento. (Corriere del Mezzogiorno)

Ischia. Sub morti, Lara non aveva il brevetto

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Lara Scamardella, la subacquea 13 enne morta il 13 agosto nelle acque tra Vivara e Ischia, non aveva alcun tipo di brevetto ed era in attività di addestramento. E’ quanto emerso dalle indagini della Guardia Costiera coordinate dal Tenente di Vascello Alessio De Angelis.
Fabio Portella, esperto istruttore di speleologia subacquea di Siracusa, commenta: “Non doveva entrare neanche l’ istruttore Antonio Emanato in quella cavità senza uno specifico addestramento, cioè senza un brevetto speleologico, che comporta uno speciale addestramento ed una attrezzatura specifica”.
“L’ attrezzatura più importante – aggiunge l’ istruttore – è il ‘filo di Arianna’, un sottile cavo legato al sub in immersione. Ad ogni modo, l’ istruttore non doveva portarci la ragazzina in addestramento”.
La videocamera “GoPro” indossata sulla muta da Antonio Emanato è stata sequestrata, insieme al resto dell’ attrezzatura. Le immagini registrate saranno visionate da un consulente tecnico della Procura.

Fonte Ansa.it

Vico Equense il sindaco Andrea Buonocore a Positanonews “I volontari hanno fatto l’impossibile” VIDEO

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Vico Equense. Incendio del Faito , il sindaco Andrea Buonocore sul fronte sul posto al fianco dei soccorsi e dei volontari sentito da Lucio Esposito per Positanonews con una esclusiva intervista in mezzo alle fiamme. Il nostro giornale è stato il primo a lanciare l’allarme ieri mattina a ferragosto fra i media e sta continuando a seguire giorno e notte questa tragedia siamo vicini a tutti gli amici del Faito

Incendio Faito, strada ancora chiusa. Il legale dell’indagato “Nessun riscontro dall’interrogatorio”

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Incendio Faito, strada ancora chiusa. Il legale dell’indagato “Nessun riscontro dall’interrogatorio”  . I monti di  Vico Equense ancora circondati dalle fiamme , un incendio che Positanonews sta seguendo di ora in ora da ieri mattina, sul posto volontari e soccorsi dalla Penisola Sorrentina, Sorrento e anche da Amalfi e Positano. L’avvocato Enrica Visconti difensore del presunto piromane precisa a Positanonews che dall’interrogatorio non sono usciti riscontri sulla sua colpevolezza “Nessun riscontro sulla colpevolezza del mio assistito è uscito dall’interrogatorio – ci dice l’avvocato Enrica Visconti -, le indagini della Procura di Torre Annunziata continuano, ma non è ancora certo che l’incendio sia doloso e che vi sia la responsabilità del mio assistito”

Positano, brillante operazione dei vigili: ritrovati i genitori a una bambina tedesca

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Brillante operazione di salvataggio della Polizia Municipale di Positano che hanno ritrovato i genitori di una bambina di nove anni di nazionalità tedesca, che ieri sera si era smarrita sul molo. Allertati dalla coppia di turisti, i vigili si sono prodigati in tempi rapidissimi nella ricerca della bambina, che è stata assicurata subito ai genitori.

Monte Faito (Vico Equense). Ancora fiamme pervadono la montagna. Plauso ai tanti volontari. Cittadini ustionati VIDEO

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Monte Faito (Vico Equense). Sono ventitré gli incendi in corso in tutta la Campania. La situazione più impegnativa sul nostro polmone verde Faito, dove sono due i fronti aperti.

Quattro gli elicotteri della Protezione Civile regionale impegnati nell’opera di spegnimento, cui si è aggiunto un Canadair inviato dal dipartimento della Protezione Civile Nazionale. Staccata l’energia elettrica nella zona. Due i focolai a quote diverse, uno dei quali a 800 metri, che si sono sviluppati a distanza di poco l’uno dall’altro. Origine dolosa, preso un abitante della frazione a valle del monte, Moiano, ma è stato poi lasciato a piede libero. Oggi al Tribunale di Torre Annunziata sarà processato per direttissima.

  • Si tratta di un incendio diverso da quello che nelle scorse settimane ha devastato la montagna nel versante Castellammare. Un incendio di grande dimensioni sta tutt’ora divorando la montagna: da località «La Conca» le fiamme sono giunte fino a piazzale dei Capi in prossimità di case e alberghi.

Ieri mattina, all’alba, una grossa nuvola nera ha coperto il cielo di Vico Equense. Un fumo denso che ha annunciato un giorno di allarme sul fronte degli incendi. E’ stato visibile ai tanti spettatori che si erano svegliati quella mattina più presto del solito, come me, per ascoltare un bellissimo concerto all’alba, dalle ore 05.30, nel piazzale sul mare dell’antica Cattedrale della SS. Annunziata, la chiesa più bella d’Italia per sposarsi.

Le prime segnalazioni delle fiamme alle sette. Poi la paura. “È un attentato al monte Faito, nel giorno di festa, nel momento della rinascita. Ieri al Monte Faito, tra alberghi e ristoranti, c’erano circa mille prenotati. Tutto pieno. Ieri tante persone erano intenzionate a salire sul Monte Faito per una scampagnata, ma abbiamo dovuto impedirglielo. Era impossibile. Ora il rimboschimento è necessario. Dobbiamo trasformare questo luogo di morte in una montagna di vita e di rinascita”, tuona il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore.

Ieri i vigili urbani di Vico Equense insieme ai Carabinieri della compagnia di Sorrento seguiti dal capitano Marco La Rovere, hanno evacuato le persone in zona come i residenti e villeggianti, in tutto quasi seicento, percorrendo la strada di Quisisana, versante di Castellammare di Stabia, normalmente chiusa al transito per smottamenti, pavimentazione stradale disagiata e pericolo di frane.

Chiusa l’ex strada statale 269 del Faito (SS 269), ora strada provinciale ex SS 269 dall’altezza bivio di Moiano. Ci aspettiamo sulla strada la caduta di alberi bruciati. Predisposta una piscina con acqua, su uno dei primi terrazzamenti della strada, per consentire agli elicotteri impegnati di non scendere a mare per rifornirsi. Sul posto Carabinieri, i Carabinieri verdi dell’ex Corpo forestale dello Stato (Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri), Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, tanti ma tanti volontari come l’AVF (Associazione Volontari del Faito, servizio di Protezione Civile) e il sindaco Andrea Buonocore accompagnato dall’assessore con delega al Faito Laura del Pezzo ed alcuni consiglieri di maggioranza, fra cui il presidente del consiglio comunale avv. Massimo Trignano.

Preoccupazione per l’eroe ustionato sul Faito. Antonio Grazioso, originario di Torre Annunziata, è uno degli eroi della montagna. Mentre le fiamme stavano circondando la sua abitazione, nel cercare di spegnerle si è ustionato al 40 % del corpo. Gli amici raccontano che stava lì a fare il possibile per domare l’incendio. A Meta di Sorrento allo stabilimento “La Conca”, dove è abituale andare anche in inverno con un gruppo di amici, sono tutti preoccupati e tutti lo salutano. L’uomo faceva bodybuilding ed era istruttore in diverse palestre del napoletano. Trasportato con urgenza all’ospedale “De Luca e Rossano” di Vico Equense, è stato poi trasferito al “San Leonardo” di Castellammare di Stabia.

Un plauso ai tanti volontari presenti già da ieri e da tutta la notte per cercare di salvare il più possibile tanti ettari di vegetazione cui è composto questo polmone verde.

Il costo di un’ora di lavoro del CANADAIR equivale a circa 15mila euro l’ora, 5000 l’ora gli ELICOTTERI. “La Regione Campania spende mediamente una decina di milioni per gli elicotteri e circa tre milioni per i Canadair e la Protezione Civile intasca circa 13 milioni di euro l’anno, puliti-puliti. Chi ha interesse a che questo business vada avanti?” – Chiedono i forestali. Ed ancora: “cominciano a sorgere gruppi privati di flotte aeree antincendio, spinte dal numero sempre crescente di incendi“.

Diario di strada di Giovanni Farzati,

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LA GRANDE STAGIONE DELLA LETTURA – Cuore Antico,libro di narrativa, autore Pasquale Mafrica, Arduino Sacco Editore, calabrese che vive in Piemonte ed ama il Cilento, la trama incuriosice non poco il lettore, un Marchese fantasma, non è il Marchese del Grillo, celebre personaggio di un film con Alberto Sordi, al Marchese fantasma di Mafrica, gliene capitano di tutti i colori, si scatena anche una tempesta con tuoni e fulmini…

ASFALTO poco poco – Ancora la provinciale 15 a tenere banco, da Perdifumo a Mercato, tappata con dell’asfalto qualche buca, ma a chi volete prendere in giro?

 

Costa d’Amalfi: barca in mare senza carburante, soccorsa della Guardia Costiera

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Guardia Costiera Amalfi

Disavventura di Ferragosto per una barca rimasta senza carburante, le avarie sarebbero iniziate verso alle 17 all’altezza di Capo Sottile, sull’imbarcazione di sei metri che ospitava sette persone a bordo. La barca in balia del mare è stata tratta in salvo dalla Guardia Costiera di Amalfi. L’imbarcazione è stata noleggiata da un gruppo di beneventani, intenzionati a raggiungere Capri.

Alla Guardia Costiera di Salerno è giunta l’allerta, in mare è stata inviata la CP557 della capitaneria di Amalfi, comandata da Giosuè Cardaropoli, che ha rimorchiato la barca verso Amalfi: secondo quanto rivelato dalla Guardia Costiera, a bordo vi era anche una persona affetta da malore. Dal rapporto dei militari sarebbe emerso che l’imbarcazione ospitante sette persone, in mare diverse, aveva inoltrato richiesta di assistenza al noleggiatore del natante. Verbali amministrativi con ammenda da 344 sono stati ratificati in seguito al soccorso.

FAITO BRUCIA ANCORA. foto&video

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Dal fronte di fuoco, gli inviati di Positanonews, per il secondo giorno consecutivo, a raccontarvi il dramma di una montagna. A condividere la rabbia del Sindaco Buonocore in prima linea, e a raccogliere le lacrime amare degli abitanti del posto. Con video, che stanno andando in onda in diretta, sul canale youtube di Positanonewstv, con interviste lucide ed emozionanti, con foto e documentazione della strategia di combattimento adottata dai Vigili del Fuoco.

Senza trattenere le lacrime, uno degli abitanti del posto, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno alle falde dl Faito, ci ha indicato come la giovane pineta, messa a dimora meno di 30 anni fa, è stata divorata dalle fiamme per una buona metà. Ha confermato che il primo tentativo di incendio c’è stato il giorno 14 agosto vigilia dell’Assunta, ma fu spento rapidamente. Il secondo tentativo alle prime luci dell’alba del 15 agosto, sempre nello stesso posto, ha provocato il grande incendio. Il posto coincide con la parte finale, ad imbuto della conca naturale, ove molto facilmente, favorito da quella brezza mattutina ascensionale, le fiamme si sono propagate velocemente verso l’alto.

I vigili del Fuoco, hanno organizzato una grande piscina d’acqua, rifornita dai volontari del Faito e dai camion dei pompieri, in cui l’elicottero con grande maestria rifornisce il suo serbatoio, senza andare in mare , riducendo enormemente i tempi operativi.

Il Sindaco Buonocore in prima linea da due giorni, a seguire e coordinare le forze sul campo, la sua grande rabbia per la distruzione di tutto un sistema naturalistico-economico, il danno apportato alle strutture turistiche ristorative alberghiere.

La politica antincendio prevede che normalmente un montagna o una selva da custodire e proteggere , vi sia una rete idrica antincendio attrezzata con manichette antincendio lungo i sentieri più frequentati, con un programma di interventi atto a costruire vialoni tagliafiamme, riprendere la costruzione le fosse lavinaie, trattasi di  invasi naturali  e trincee di sbarramento atte a distribuire l’acqua pluviali lungo il loro defluire evitando così dilavamenti impetuosi  e conseguenti frane. Ripristino della vasche che raccolgono le acque delle sorgenti locali, che normalmente vanno disperse.

Il costo di una ora di lavoro del CANADAIR è di 14.700 euro, con quello che la collettività deve pagare per una giornate di spegnimento di un canadair, si possono pagare le politiche antincendio o parte di esse.

Costa d’Amalfi: incendio tremendo a Maiori, si lavora anche sul Monte Faito – FOTO E VIDEO

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Continua la litania sugli incendi, impossibile stare indietro a tutti questi sviluppi. A Maiori una terribile colonna di fumo vicino alle abitazioni si vede da mare, continua a bruciare la zona del Casale dove stanno accorrendo volontari che stanno affiancando i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile di Maiori, insieme ad unità dell’Antincendio della Comunità Montana Monti Lattari: gli uomini stanno agendo impotentemente per arginare il fuoco che si sta avvicinando alle abitazioni, nel centro di Maiori ormai si respira fumo. L’elicottero attivato dal Dos della Regione Campania ha compiuto operazioni di spegnimento alle 9 circa di questa mattina, in questo momento unità aeree non sono pervenute.

Incendio a Maiori dalla spiaggia (foto via facebook di Frank Pellegrino)
Incendio Monte Finestra da Cava de’ Tirreni (via facebook Protezione Civile Cava de’ Tirreni)

Roghi ferragostani stanno mietendo ettari di verde dei monti metelliani che continuano a bruciare, monitorando la pagina della Protezione Civile di Cava de’ Tirreni, l’incendio rischia di valicare verso il crinale di Tramonti: le fiamme che stanno bruciando da ieri su Monte Finestra, possono raggiungere nelle prossime ore la località Foce di Gete, se non arrestate. Sul versante tramontano sono andati in osservazione alcuni volontari del posto, cacciatori e contadini, che si erano mossi con misure preventive sul territorio. In questo momento la frazione di Gete sta respirando del fumo.

Panoramica di Tramonti con cappa di fumo

Monte Faito stanno ancora lavorando per gli incendi di questi giorni e si segnala che un uomo in azione nelle azioni di spegnimento e controllo di roghi, ha riportato ustioni sul 40 percento del corpo.

Video dal Monte Faito – Positanonews sente il Sindaco di Vico Equense Buonocore




AGGIORNAMENTI: a Maiori per la vastità di fuoco è giunto l’unico mezzo della flotta Nazionale adeguato operativo in tutta la Regione. Le fonti sono ufficiale della Protezione Civile regionale. Precedentemente al Canadair s’erano aggiunti altri due elicotteri, il fronte di fuoco è ampio e i mezzi si alternano, mentre ha ripreso a bruciare nel Demanio.

Ravello, Taranta d’Amore: Sparagna sulle tracce del Festival della Taranta di Melpignano

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Roma, Auditorium Parco della Musica 04 10 2008 Ottobrata Romana Orchestra Popolare Italiana, Ambrogio Sparagna 'Birimbello birimbello, quant'e' bono ïsto saltarello'. ©Musacchio & Ianniello ******************************************************** NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l' avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti la Fondazione Musica per Roma ********************************************************

La Città della Musica si trasformerà per il primo evento di Suoni del Sud, la seconda edizione della rassegna musicale sulla musica della nostra terra e delle melodie del Mediterraneo. Piazza Duomo sarà animata dalla festa-spettacolo del Maestro Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti musicisti di musica popolare a livello europeo, che porterà tanta energia e un ricco repertorio della musica folk.

Ravello come Melpignano, la capitale della musica folk a trazione salentina, che annualmente promuove il festival della “Notte della Taranta”: la Taranta d’amore del Maestro Sparagna mira infatti a valorizzare tutte le musiche che dagli Appennini abruzzesi in giù, accomuna i ritmi della nostra tradizione, mettendo al centro la Tarantella dai ritmi vertiginosi che ha influenzato gli stili della musica popolare, dove l’introduzione celebre dell’organetto dalla seconda metà del XIX secolo ha fatto da anello di congiunzione tra la musica arcaica e le nuove espressioni.

Dalla musica sciamanica studiata dall’antropologo Ernesto De Martino, arriviamo alla reinvenzione di queste musiche da parte di Sparagna, che porta in scena una serie di strumenti che appartengono alla nostra cultura come zampogne, ciaramelle, organetti, tamburelli, mandolini, violini, chitarre battenti, ghironde, lire, ocarine e flauti di canna, tutti adoperati ad arte per riprendere tutti i generi della musica meridionale come ghighe, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate ma soprattutto la tarantella.

Sparagna farà da maestro concertatore, animando il pubblico rendendolo il vero protagonista della sua Taranta d’amore, coinvolgendolo con tutta la sua energia. Un evento imperdibile per i veri amanti della musica popolare, che non possono perdere quest’omaggio al nostro Sud.

Praiano ci lascia Michele Vuolo il “Rex” combattente indomito e censore coraggioso

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Praiano ci lascia Michele Vuolo il “Rex” combattente indomito e censore coraggioso per la sua città. Molto noto per le sue battaglie in Costiera amalfitana, ex assessore comunale, imprenditore edile. Le esequie muoveranno da casa Via Umberto I 58,  alle 8 di mattina, alle 8,30 i funerali al cimitero Facciamo le condoglianze alla famiglia

Con il “Rex” come lo chiamiamo tutti, avevo un bellissimo rapporto. Michele mi chiamava anche a mezzanotte per segnalarmi le sue denunce sulle magagne del paese, senza paura . Su Positanonews ci sono decine di suoi interventi e anche un video, presi dallo stordimento ferragostano questa notizia ci ha presi alla sprovvista, vogliamo aggiungere la foto di Raffaele Scala che lo rappresenta col suo inconfondibile sorriso.. un abbraccio a tutta la famiglia Michele Cinque

Riceviamo le condoglianze . Apprendo con grossa tristezza della scomparsa del mio grande amico Michele Vuolo uomo e politico superlativo, tantissime sono state le battaglie con lui intraprese. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme. Michele che diede alla politica buona parte della sua vita con spirito di servizio e di sacrificio teneva alla sua Praiano come pochi e sapeva rispettarla da qualsiasi ruolo la ha amministrata ,addio mio grande consigliere
FULVIO Mormile coordinatore FI costa Amalfi

Positano. Lutto per il nostro collaboratore Michele De Lucia: addio alla suocera

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Grave lutto per il nostro collaboratore Michele De Lucia. E’ venuta a mancare la suocera, madre di Fiorella.

Da parte di tutta la redazione di Positanonews le più sincere condoglianze.

Minori, attesissimo concerto di Serena Autieri domani 17 agosto

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Tutti pazzi per Serena Autieri nella città del Gusto, Minori. Telefoni impazziti e biglietti quasi finiti per Serena Autieri a Minori. Alla talentuosa artista campana il compito di chiudere la kermesse teatrale curata e diretta da Christian Merli.
Il 17 agosto sul Pontile “Molo d’attracco delle guardie costiere” allieterà il pubblico con parole e note in un omaggio a Napoli.
L’Autieri è stata preceduta da grandi artisti che hanno messo in scena altrettanto grandi spettacoli. Alessandro Prezioni in “Confessioni di Sant’Agostino”, Michele Placido in “Letto ad un Piazza” e Leo Gullotta in “Minnazza”. Tutte grandi performance che non hanno tradito le aspettative del colto e attento pubblico amalfitano. L’attrice e cantante partenopea farà fare un tuffo anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità. “‘A tazz’ e cafè”, “Comm facette mammeta”, “I’ te vurria vasà”, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo che verrà.
Una “mossa”, una rima recitata, una lacrima, e saranno con lei sul palco, quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani de “‘o paese d’’o sole”.
A lei dunque l’onore onere di chiudere la rassegna “Le Vie dell’Arte e del Palato in Costa d’Amalfi” del 2017 e tendere il testimone al cartellone 2018 su cui si sta già lavorando.
“con Serena Autieri la città del Gusto, che mi onoro di rappresentare, brilla come non mai. Con il suo dolce canto e la sua appassionata interpretazione si completerà una programmazione che ha riscosso successo e regalato soddisfazioni. Sicuramente tra le più qualificate e belle d’Italia, e questo deve rendere orgogliosa tutta la comunità costiera e minorese in particolare. Sento il dovere di ringraziare la Regione Campania, il Presidente Vincenzo De Luca che hanno voluto supportare questa esperienza culturale per un’azione sempre più incisiva al fine di migliorare e diversificare l’offerta turistica in Costa d’Amalfi ” ha dichiarato il Sindaco Andrea Reale, che ha concluso “ed il 25, 26 e 27 ci attende la XXI edizione del Gusta Minori. Un altro fiore all’occhiello della nostra Regione. Gusta Minori ha assunto ormai da anni una valenza internazionale e lo dimostrano le decine di migliaia di visitatori che in quei giorni inondano la cittadina. Un appuntamento consolidato e atteso che ci inorgoglisce e che auspico possa essere sempre più considerato e valorizzato a tutti i livelli”.
Appuntamento quindi per il 17 agosto con Serena Autieri ed il suo omaggio a Napoli tra musica e poesia.

L’ingresso in sala è a partire dalle ore 20,30.

Informazioni:
089 8541609 – 3319447323
Biglietti:
posti numerati: euro 25,00
Prevendite:
Pro Loco Minori – via Roma – tel. 089 877087
Gusta Minori Corporation – Largo Solaio de’ Pastai – tel. 089 8541609
Organizzazione:
MACHINA management www.machinasrl.con – eventi@machinasrl.com

Sorrento,con Marevivo e Luigi Di Prisco diventa a cadenza settimanale l’attività di pulizia alla Regina Giovanna.

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Dopo la giornata ecologica e la pulizia dei fondali si avvia il progetto voluto dal Delegato regionale di Marevivo, Carmine Esposito e dal sempre più dinamico Consigliere comunale.

 Sorrento – Era da tempo nei programmi di Luigi Di Prisco, incrementare l’attività di pulizia lungo  l’area archeologica della Regina Giovanna e la scogliera della Solara Dopo la giornata ecologica e la pulizia dei fondali il Consigliere comunale con Delega all’Ambiente è ,riuscito a coinvolgere l’Amministrazione comunale in un nuovo progetto che vede come obbiettivo il totale recupero di quello che senz’altro è da considerare il sito più importante dal punto di vista storico-naturalistico dell’intero territorio peninsulare. Con la piena disponibilità, ma soprattutto il forte impegno del delegato regionale Carmine Esposito e  senza alcuna spesa da parte del Comune, è partita in questi giorni la collaborazione con Marevivo. Saranno infatti i volontari dell’associazione ambientalista ad essere  impegnati ogni settimana nel ripulire l’intera zona ed a sensibilizzare i tanti bagnanti e visitatori che durante il periodo estivo frequentano le famose scogliere. Dopo una serie di iniziative  che hanno visto al centro dell’attenzione il mare e le nostre spiagge, quella tra Marevivo ed il Consigliere Di Prisco rimane una collaborazione che dura ormai da tempo e che ora con tale progetto si allarga e si approfondisce. Finalmente dopo anni sia i residenti che i tanti turisti hanno potuto  ammirare il sito della Regina Giovanna senz’altro migliorato, sia dal punto di vista della pulizia che della vigilanza, con il servizio di guardiania al cancello di ingresso che al momento si sta dimostrando molto efficace. Nel congratularsi per i risultati finora raggiunti grazie alla sinergia Comune -Marevivo, Luigi Di Prisco ha dichiarato che tale sarà senz’altro il primo passo verso una riqualifica sia del sito archeologico della Regina Giovanna che di altre zone del patrimonio storico-ambientale del Comune di Sorrento. – 16 agosto 2017 –salvatorecaccaviello.

Positano i fuochi più belli quelli per la Madonna Assunta a Ferragosto VIDEO

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Positano i fuochi più belli quelli per la Madonna Assunta a Ferragosto. La perla della Costiera amalfitana si è confermata magnifica. Uno spettacolo di luci nel golfo della cittadina della Costa d’ Amalfi considerata la più bella del mondo. Centinaia di yacht e gommoni accorsi da ogni dove per ammirare lo spettacolo che hanno suonato all’unisono per diversi minuti per ringraziare e complimentarsi per l’evento. A Positano è tornata di nuovo la magia del ferragosto e dei suoi fuochi d’artificio a mare straordinari, anche se sui social ci sono polemiche sulla sequenza forse sbagliata nel finale lo spettacolo è stato meraviglioso .  Madonna di Positano aiutaci tu, sempre , comunque e dovunque. Per i positanesi lontani Sotto video e altre foto

~ August 15th ~ #positano #italy #instagood #instalike #instagram #instadaily #like4like #likeforlike #summer #positivevibes

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Sant’Agnello il saluto di Sagristani a Don Natale e gli auguri a Don Francesco Iaccarino

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Sant’Agnello. Il saluto del sindaco Sagristani al Parroco Don Natale e gli auguri a Don Francesco Iaccarino subentrato da Mortora di Piano di Sorrento

Porgo un deferente ed emozionato saluto al nostro amatissimo parroco Don Natale Pane che per 19 anni è stato la guida spirituale della chiesa patronale.

“Guardate i frutti e riconoscerete l’albero” è stato detto nel Vangelo. E Don Natale ha fatto maturare tantissimi frutti grazie al suo impegno pastorale, soprattutto nelle giovani generazioni.

Nel corso di questi anni si è consolidata una collaborazione istituzionale feconda ed una personale amicizia che mi hanno fatto apprezzare le molteplici qualità di Don Natale.

Oggi arriva nella nostra comunità una nuova guida. A Don Francesco Iaccarino formulo a nome dell’intera cittadina i migliori auguri, affinchè possa continuare l’opera meritoria di Don Natale ed al tempo stesso arricchirci della sua personale esperienza pastorale maturata nel corso degli anni e che lo ha reso un punto di riferimento importante per le comunità in cui ha operato.

A tutti i parrocchiani, a tutti i cittadini, rivolgo l’invito a collaborare per il bene comune.

Piergiorgio Sagristani

Sant’Agnello, “prete abusivo”. Continua la battaglia di Mimmo Cinque per lo ius patronatus

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L’Arcivescovo di Castellammare di Stabia-Sorrento continua a ignorare lo “ius patronatus”, il diritto del popolo ad eleggere il proprio parroco dal popolo, tipico di sette parrocchie in Penisola Sorrentina, e continua la battaglia di Domenico “Mimmo” Cinque per salvaguardare questo diritto oramai non più esercitato per volontà dell’Arcivescovo. L’ultimo caso è proprio quello odierno di Sant’Agnello. Ecco cosa scrive Mimmo Cinque su facebook: “Amici di Sant’Agnello benvenuti nel club dell’illegalità, dopo Piano, Mortora, Meta anche voi siete senza Parroco e vi tocca l’amministratore parrocchiale per chissà quanti anni. Se solo avessimo la forza di unirci tutti, e potremo essere in tanti, ed opporci a questi soprusi della diocesi, a questa illegalità dilagante potremo finalmente esercitare un nostro diritto. I tempi del Papa Re sono finiti, non siamo sudditi ma fedeli-cittadini con i nostri diritti riconosciuti dal diritto canonico. Il nostro Vescovo continua a perpretare un grave reato omettendo degli atti che sono dovuti. Alziamo la testa e ribelliamoci, disertiamo le messe celebrante da questi parroci abusivi, disconosciamone l’autorità. Riprendiamoci la nostra Storia”.

Vandali al palazzetto dello sport Agropoli, hanno svuotato gli estintori e danneggiato il parquet dell’impianto

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Atti vandalici a danno nel PalAgropoli “Di Concilio” ad Agropoli. Ignoti, l’altro giorno, si sono introdotti nella struttura sportiva sita in via Taverne, svuotando il contenuto degli estintori a polvere, presenti in diversi punti, sul parquet. Una vicenda simile si era verificata, non molte settimane fa, nella Sala dei francesi del castello angioino. aragonese, nel centro storico cittadino: qui due ragazzi si erano “divertiti” a devastare la sala in questione, utilizzata spesso per presentare eventi o per celebrare matrimoni. L’atto a danno del palazzetto, utilizzato da diverse associazioni sportive nel periodo autunno- inverno così come dalla squadra di basket locale, viene in seguito a numerose segnalazioni che vedevano la medesima struttura accessibile a chiunque, di giorno e di notte, e quindi passibile di atti da parte di incivili. Da Palazzo di Città fanno sapere che «è già stata chiamata una ditta che dovrà provvedere alla pulizia della struttura; verranno inoltre controllate tutte le porte di accesso al fine di evitare che spiacevoli episodi simili possano ripetersi in futuro». Pare che il problema della mancata chiusura degli accessi sia legato ad una o più porte della struttura risultate difettose. Inoltre è stata eliminata la recinzione, che prima era presente intorno al palazzetto, a seguito dei lavori che hanno interessato il tratto tra questo e il Cineteatro “De Filippo”. (La Città)  

Dopo la tragedia di Niccolò, pestato a morte a Lloret de Mar, le paure dei genitori per i figli in vacanza

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L’atroce tragedia di Niccolò Ciatti, morto dopo quel pestaggio che la Rete ci racconta nel suo crudo dettaglio, è la materializzazione dell’incubo che legioni di genitori vivono ogni estate. Figli e figlie adolescenti, o appena maggiorenni, cercano la loro identità anche con i viaggi estivi all’estero, quando il bilancio familiare lo permette: stage di studio, collocazioni in famiglie, soggiorni con auto-finanziamenti grazie a piccoli lavori. Non è più prerogativa di ricche élites borghesi, è ormai un fenomeno di massa, intere generazioni in movimento in mezzo Pianeta grazie ai voli low cost e ai prezzi stracciati per mangiare e dormire. Non c’è niente di più gratificante, per un genitore convinto del proprio ruolo di arco destinato a scoccare il figlio-freccia nel lontano futuro, di una festosa partenza per le vacanze oltre confine senza padri né madri. È la loro libertà, ne hanno pieno diritto, da sempre è così. Ma subito dopo, perché negarlo, accanto alla felicità sgorga il fiume incontrollabile dei timori. Non è la fastidiosa retorica italica dei figli che sono «pezzi di cuore»: è la consapevolezza fredda e razionale dei mille, spaventosi imprevisti della contemporaneità. Una rissa folle, come nel caso del povero Niccolò. L’ombra del terrorismo perennemente in agguato, come ci insegnano amaramente le stragi di Parigi, Londra, Berlino. I pirati della strada imperversano non solo a Milano e a Roma, lo sappiamo. Poi, se la prole è femminile, i pensieri si quadruplicano, ed è superfluo spiegare perché. In più mettiamoci la scarsa conoscenza del nuovo posto da parte dei ragazzi, magari qualche difficoltà linguistica. La fantasia può galoppare e alzi la mano chi, con un figlio o una figlia on the road, abbia dormito serenamente dalla partenza all’arrivo. Ma è tutta materia che un genitore deve saper maneggiare da adulto (stavolta è il caso di dirlo) senza far pesare quel grumo addosso a loro, ai ragazzi che quasi sempre sanno cavarsela benissimo. Facile a dirsi, certo. La pratica è cosa diversa. Anche perché «loro», i figli, giustissimamente non hanno alcuna voglia di rassicurare telefonicamente madri e padri. Non esistono scudi di sicurezza invincibili, tutto questo fa parte della vita ed è giusto (per i figli) che le prove generali degli imminenti distacchi dal nucleo originario non si trasformino in psicodrammi ma diventino futuri bei ricordi. Però un simile ovvio discorso si scolora, perde senso e fondamenta di fronte alla morte di Niccolò. Se n’è andato per sempre, e violentemente, uno di loro: uno dei nostri figli pieni di vita e di progetti per le vie del mondo. E inevitabilmente, umanamente, dopo questo buio, si ricomincia ad aver paura. (Corriere della Sera)

 

Reggio Calabria. Campi scout e parrocchie nella villa confiscata all’assassino del giudice torinese Bruno Caccia

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Pomodori, melanzane, peperoni, basilico, fichi crescono nell’orto della villa di Rocco Schirripa, il killer del procuratore di Torino, Bruno Caccia ucciso dalla ’ndrangheta il 26 giugno 1983. Frutti che crescono su una terra insanguinata, frutti di speranza. A curare, coltivare, innaffiare, raccogliere sono gli scout del clan “La radice” del gruppo Agesci Pescara 2 e i ragazzi del gruppo “99/2000” della parrocchia Santo Stefano in Novellara, provincia di Reggio Emilia. Partecipano al campo di lavoro organizzato dall’associazione don Milani di Gioiosa Jonica che ha avuto in gestione il bene confiscato cinque anni fa. Allora nessuno sapeva che Schirripa era il responsabile della morte del magistrato che prima di tanti altri aveva capito e scoperto gli affari dei clan calabresi in Piemonte. «Sapevamo che era un mafioso ma non immaginavamo che avesse commesso quel delitto. Quando tornava da Torino veniva qui a vedere, era gentilissimo», racconta Francesco Riggitano, presidente dell’associazione, ricordando che il secondo piano della villa era rimasto alla famiglia Schirripa . «La moglie invece protestava coi ragazzi che partecipavano ai campi e cantavano la canzone “1-2-3-4-5-10- 100 passi” su Peppino Impastato». Comunque nessuno immaginava che il mafioso fosse coinvolto in quel delitto eccellente. Il 22 dicembre 2015 viene arrestato con l’accusa di essere l’autore materiale dell’omicidio (i mandanti sono stati condannati da anni). «Pochi giorni prima mi aveva addirittura chiesto se la sua auto dava fastidio…». Schirripa ora è in carcere, condannato all’ergastolo lo scorso 17 luglio, ma la famiglia quando torna in paese continua ad abitare al secondo piano della villa, mentre al primo piano dormono i ragazzi dei campi organizzati insieme a Libera. Lo sapevano di venire in un bene confiscato, ma che fosse del killer di Caccia lo hanno scopero solo gli ultimi giorni. E ora riflettono. «Qui non ti accorgi della mafia – dice una ragazza – non vedi quella dei film. Qui la mafia è normalità, non te ne accorgi e per questo è più terribile». Don Giorgio Moriconi, il parroco del Beato Nunzio Sulprizio e di San Marco evangelista, periferia di Pescara, spiega la scelta di essere qui. «Da bene frutto di illegalità a luogo del bene, di legalità. Perché anche le cose negative possono dare frutto. Anche dalle macerie del malaffare può nascere una vita nuova. Il Signore ci dà la possibilità, sta a noi accoglierla». «In questo modo – aggiunge un’altra ragazza col fazzolettone – iniziamo a mettere in pratica l’insegnamento del nostro fondatore Baden Powell, cioè “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”. E qui lo facciamo concretamente». «Mi rende felice trovarmi in questo intreccio – commenta Riggitano – Il “don Milani” ha il bene di chi è andato a Torino a commettere delitti e ora quel bene ritorna a casa sua anche grazie all’impegno dei ragazzi che vengono dal Nord e dal Centro». Se la ’ndrangheta esporta illegalità, la società responsabile porta impegno e speranza. Anche nel nome di chi ha dato la vita. Così la villa del killer è intitolata a Vincenzo Grasso, imprenditore di Locri, non lontano da Gioiosa Jonica, ucciso dalla ’ndrangheta il 20 marzo 1989 per essersi opposto alle richieste estorsive. Davvero buoni frutti crescono in questa terra. Frutti di cambiamento. Mentre parliamo davanti alla villa, si avvicina un parente di Schirripa, venuto da Torino, e molto gentilmente chiede se può parcheggiare l’auto nel garage, se non dà fastidio. «Nessun problema», gli risponde Francesco. Poi, sorridendo, mentre ci allontaniamo, aggiunge: «Chi l’avrebbe mai detto». (Avvenire)

Salernitana. Rosina ora rischia il posto. Il capitano in ombra e nel mirino della critica

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Anno nuovo, vita vecchia. La Salernitana che è pronta a dare il massimo nel prossimo campionato di serie B, archiviata l’eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia con il Carpi, deve fare i conti con un primo caso. Perché il momento di Alessandro Rosina non è certo esaltante. Il capitano granata è atteso alla stagione del riscatto: il colpo grosso dello scorso mercato estivo non ha certo dato vita a prestazioni all’altezza del suo sontuoso curriculum nella sua prima annata e anche l’antipasto del nuovo corso non è stato certo all’insegna dei sorrisi. Già contro l’Alessandria, nel debutto all’Arechi, l’ex Torino è stato beccato dal pubblico, salvo ricevere poi gli applausi dei supporters in occasione dell’azione che ha portato al gol vittoria di Sprocati. Diverse, invece, le reazioni del post-Cabassi: l’errore dal dischetto nella lotteria finale dei rigori ha fatto storcere il naso a più di qualcuno che non ha lesinato critiche al fantasista sui social, invitandolo a rivedere (soprattutto dal punto di vista economico) le sue “condizioni” alla Salernitana. Il punto critico di un tira e molla cominciato già poco dopo il termine dell’ultimo campionato. Il co-patron Marco Mezzaroma, senza tanti giri di parole, gli ha fatto intendere che il suo ingaggio dovrebbe essere rivisto al ribasso. Messaggi rispediti al mittente da Rosina che, nel corso del ritiro di Roccaporena, ha scacciato tutte le critiche. «Non è vero che il mio campionato è stato negativo, ma adesso voglio fare ancora meglio», le parole del capitano, insignito di nuovo della responsabilità della fascia anche per questa stagione, nonostante gli “assalti” di altri compagni come Tuia e Bernardini. A “mediare” fra le parti ci sta pensando Alberto Bollini. Il trainer di Poggio Rusco ha ribadito la sua fiducia nei confronti del calciatore, catechizzandolo fin dall’inizio della preparazione estiva. Sempre provato fra i “titolarissimi”, Rosina è stato schierato quasi in ogni occasione da esterno a destra nel tridente d’attacco: ruolo che permette di esaltare al massimo le sue caratteristiche. Ma le prime chance non sono state sfruttate: in troppe occasioni pronto ad accentrarsi e non farsi trovare libero sulla fascia, poco disposto al dialogo con i compagni, le prove offerte dal capitano della Salernitana sono sembrate il remake delle prestazioni della scorsa stagione. Un rendimento che ha aperto alcuni interrogativi anche nella mente degli “stati generali” granata ed in particolare dello staff tecnico. Non sembra un caso, infatti, che Bollini abbia spinto affinché – dopo il grave infortunio patito da Orlando – arrivassero immediatamente due esterni d’attacco a rinforzare la sua rosa. Così come non sembra casuale l’esperimento Zito, spostato nel tridente offensivo dopo esser stato provato per tutta l’estate in altri ruoli. Di tempo per riscattarsi ce n’è tantissimo. Rosina, dall’alto della sua esperienza, sa che adesso dovrà lottare per il posto da titolare. Toccherà a lui, adesso, dimostrare di essere l’elemento cardine della nuova Salernitana, l’uomo in più in grado di esaltare la Salernitana. Basterà poco per trovare il riscatto e far accendere un pubblico che, dopo le critiche di quest’inizio di stagione, muore dalla voglia di tributargli tanti applausi. (La Città)

Camerota. Staccionate divelte per il falò. Finiscono nei guai sei minori

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Distruggono la staccionata per appiccare il fuoco in spiaggia. Per questo motivo sei ragazzi, tutti minorenni, la scorsa notte sono stati fermati e denunciati a piede libero dai vigili urbani di Marina di Camerota. «Che abbiamo fatto di male, volevamo solo fare un falò sulla spiaggia». I sei giovanissimi vandali sono stati fermati ed identificati in località “Lentiscelle”, poi sono stati avvisati i loro genitori. Ora il comandante della polizia municipale, il capitano Francesco Fiore, invierà gli atti alla procura minorile di Salerno che potrà chiedere pene esemplari per i sei “scugnizzi”. Intanto i pezzi della staccionata sono stati recuperati e nei prossimi giorni la palizzata sarà ricostruita. «Ma i controlli continueranno senza sosta – avverte il consigliere comunale Manfredo D’Alessandro, delegato alla Polizia Municipale – I caschi bianchi, soprattutto in queste ultime due settimane di agosto, saranno impegnati su più fronti e il raggio d’azione sarà più largo abbracciando maggiormente il litorale e le spiagge, anche quelle più nascoste”. Solo pochi giorni fa i vigili urbani, in sinergia con i carabinieri e con i militari della Capitaneria di porto, effettuarono un blitz in spiaggia contro gli ambulanti abusivi, sequestrando oltre 5.000 euro di merce contraffatta. Controlli dei vigili contro il fenomeno del commercio abusivo anche sul lungomare Trieste e su Viale Pietro Troccoli. «Nessuna zona esclusa – hanno fatto sapere dal comando della polizia municipale – stiamo cercando semplicemente di far rispettare le regole. È una questione innanzitutto di civiltà. Chi viene in vacanza a Marina di Camerota deve sapere che qui ci sono delle regole. In questo modo tutti potranno trascorrere una vacanza tranquilla». Insomma tolleranza zero contro turisti cafoni e vandali. (La Città)

Capaccio Paestum. Emergenza fiume Sele. Ok al progetto per evitare esondazioni

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Ok alla redazione del progetto esecutivo di regolarizzazione della confluenza dei fiumi Sele e Calore Lucano, con adeguamento e sistemazione degli argini esistenti del Sele su entrambe le sponde. Il Comune di Capaccio Paestum, guidato dal sindaco Franco Palumbo, nel corso della conferenza di servizi indetta dal rup Rodolfo Sabelli ha incassato il parere positivo di tutti e sedici gli altri enti coinvolti, demandando al rup ogni procedimento utile per la stipula dell’accordo di programma. Il Comune si impegnerà nella ricerca di fondi per rendere cantierabile il progetto, redatto dal Consorzio di bonifica di Paestum, che prevede interventi per circa 21 milioni di euro. Saranno avviati gli espropri previsti, anche su territorio ebolitano, e sarà il Genio civile a supervisionare la progettazione. Si tratta di lavori attesi che serviranno a scongiurare anche i pericoli dovuti alle esondazioni del fiume, come quelle che hanno provocato danni ingenti al porticciolo turistico “Molo Nautico Sele”. In tanti, in seguito all’episodio, hanno chiesto anche la rimozione della barra fluviale, la striscia di sabbia che ostruisce la foce del fiume. «Si tratta di un intervento inutile – precisa l’ex consigliere comunale Maurizio Paolillo – come affermato anche da esperti che abbiamo consultato negli scorsi mesi. La formazione della barra fluviale è un fenomeno naturale, dovuto al diverso livello dell’acqua del fiume e del mare. Questa verrà semplicemente rotta dalla corrente con la piena del fiume. Per intervenire, invece, il Comune sarebbe costretto a spendere cifre esorbitanti, Il tutto senza nessun tipo di beneficio, perché la barra fluviale continuerà a formarsi». (La Città)

Agropoli. In spiaggia non ci sono regole: ombrelloni selvaggi ed ambulanti abusivi che vendono di tutto

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Con il mese di agosto sulle spiagge di Agropoli torna, in maniera massiccia, la pratica dell’ombrellone selvaggio. Un malcostume che, per la verità, già si era manifestato a luglio scorso, ma con il mese corrente trova la sua massima espressione. Decine di ombrelloni vengono lasciati oltre il tramonto sugli arenili cittadini, specie del lungomare San Marco, che rappresenta la spiaggia più ampia di Agropoli e quindi anche la più frequentata da turisti e residenti. Sia gli uni che gli altri, che abitano nelle vicinanze, hanno l’abitudine di lasciare, in maniera fissa, ombrelloni, sdraio, gonfiabili ed altro in spiaggia per tutto il periodo di vacanza. Un po’ come capitava per i parcheggi liberi che erano presenti sul lungomare, dove gli affittuari delle case vacanze presenti in loco, posteggiavano la loro auto all’arrivo ad Agropoli e la spostavano solo quando dovevano rientrare nei rispettivi luoghi di residenza. Per quanto concerne la pratica dell’ombrellone selvaggio essa ha lo scopo di occupare porzioni di spiaggia per renderle esclusive, sottraendole al pubblico uso. Una operazione questa vietata dalle vigenti ordinanze balneari emesse dai comuni costieri cilentani. In minima parte la pratica si presenta anche sulla spiaggia di Trentova e sulla spiaggetta della Marina. Funziona così: dopo la giornata di mare trascorsa tra abbronzatura e i bagni rinfrescanti nelle limpide acque agropolesi in queste calde giornate agostane, il proprietario dell’ombrellone provvede a raccogliere le sedie, i gonfiabili ed altro e, invece di spiantare l’ombrellone e portarsi il tutto al seguito, riconducendolo poi in spiaggia l’indomani, provvede ad inserire tutte le cose, all’interno del bastone dell’ombrellone, che resta piantato nella sabbia, e va via. Un bel trucchetto, ormai praticato da tanti, che sono certi così l’indomani di andare in spiaggia e – che sia sabato, domenica o Ferragosto – di trovare il posto prenotato, magari in prima fila. La persona non dedita a tale pratica e che, magari, si sveglia di buonora al mattino per trovare un posto al sole, se dovesse collocarsi a poca distanza dagli ombrelloni selvaggi, è costretta, nel migliore dei casi, a trovarsi l’ombrellone del vicino, che magicamente si apre, a fargli ombra sul proprio telo mare; in altri casi è mancato poco che non si sia venuti alle mani. I vigili urbani hanno annunciato un blitz al fine di eliminare il problema ma al momento la pratica procede indisturbata. Il tutto accompagnato dal commercio abusivo di merce di ogni tipo. (La Città)

Salerno negata ai disabili. Auto davanti agli scivoli e in sosta nei posti riservati, barriere architettoniche

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Salerno. «Guarda che slalom è costretta a fare quella signora con il passeggino tra le auto in sosta selvaggia e i marciapiede che sono troppo stretti. Pensa per me quanto è complicato con la carrozzina». Via Irno: al volante c’è Mariella Attolino, mamma di Andrea, 21 anni, dalla nascita affetto da una forma di tetraparesi spastica che limita praticamente del tutto i suoi movimenti. E Mariella è anche una mamma guerriera, in lotta da anni contro la burocrazia e contro le piccole e le grandi mancanze che rendono impossibile dare una parvenza di normalità a una vita che non ha nulla di semplice. «Continuo a dover litigare con le persone che parcheggiano nei posti auto riservati senza averne l’autorizzazione – racconta – e quando chiamo i vigili mi dicono di non poter effettuare un controllo perché non possono attendere, lo spazio per camminare sui marciapiedi è stretto perché nel piantare gli alberi non hanno considerato anche il passaggio di un disabile e gli scivoli, quei pochi che ci sono, quasi sempre sono ostruiti da un’auto in sosta e poi ci sono buche pericolosissime in strada». Mariella e Andrea, coadiuvati dall’insostituibile Fabrizia Petrosino, abitano nella zona di Casa Manzo, per loro, quindi, spostarsi con l’auto è fondamentale e non possono farlo con tranquillità perché continuano a scontrarsi contro disservizi e grettezza. «Immaginare di prendere un pullman – continua Mariella – è praticamente un’utopia perché non ci sono né gli spazi né il sistema per consentire la salita della carrozzina e immaginare di prendere un taxi è un’idea ancor meno praticabile». Non bastassero disservizi e barriere architettoniche, è tutto il concetto di città che – probabilmente – andrebbe ripensato in una chiave molto più inclusiva. «Andare al mare è complicato perché non tutti i lidi hanno le infrastrutture adeguate, i bar, i ristoranti, molti alberghi – elenca Mariella – non sono assolutamente adeguati all’accoglienza e non hanno servizi idonei. Anche fare la spesa al supermercato insieme ad Andrea è complicato perché o porto lui, oppure il carrello. E non è previsto un servizio che risponda a questo tipo di esigenza, così come accade in altre città italiane». Disagi quotidiani che minano anche la più battagliera delle mamme: «Dover sommare a un’esistenza già complessa altri problemi stanca. È questo il punto: chi ha un figlio con un qualunque problema di disabilità non può doversi scontrare anche con una città che non è a misura, con una burocrazia elefantiaca e con la mancanza di cultura e di civiltà delle persone. Perdere tempo è un lusso che un genitore di un ragazzo disabile non può concedersi», chiosa Mariella. «Quando i bambini guardano Andrea – spiega Fabrizia – è con schietta sincerità, gli adulti hanno nello sguardo una pietà senza sorriso. Ecco che cosa si coglie ancora nelle persone quando si confrontano con un ragazzo che ha problemi come Andrea». Un approccio culturale ancora limitato che, fa notare Fabrizia, si coglie anche da aspetti apparentemente marginali: «Molti locali non solo non hanno gli spazi a norma, ma non considerano neanche l’eventualità di poter frullare un pasto, così come sarebbe giusto immaginando di avere, ad esempio dei neonati in sala. Oppure – ricorda – al Pronto Soccorso abbiamo dovuto arrangiare Andrea su una carrozzina che non era adatta a lui». A tutto ciò si aggiunge il tasto dolente della burocrazia: file interminabili per certificati di ogni forma e genere, a fronte di una dotazione, da parte dell’Asl che, secondo Mariella che ha profonda cognizione dell’evoluzione delle strumentazioni mediche negli Usa, è «risalente ai Flintstones». Da poco tempo, poi, Andrea usufruisce dei servizi dell’assistenza domiciliare integrata, ma per un puro caso, perché – sul versante pubblico – il coinvolgimento delle famiglie non è continuativo e costante. Né esiste una rete di supporto per le famiglie realmente tagliata sulle esigenze di ciascun paziente e di chi gli presta assistenza continuata. (La Città)

Salerno. Lungomare trasformato in un parcheggio abusivo. Necessari più controlli

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Salerno. Non c’è pace per il lungomare cittadino. “Liberato” (temporaneamente) dagli ambulanti abusivi, nei giorni clou del Ferragosto è stato preso d’assalto dalle autovetture. Non solo di sera, quando qualche habituè della movida, esasperato per l’assenza di parcheggi, decide di lasciare la propria macchina sulle corsie adibite al passeggio, ma anche in pieno giorno, complice l’assenza di controlli. «Capisco che tutti abbiano diritto a godere delle ferie estive – stigmatizza il presidente del comitato di quartiere centro storico Ermanno Minoliti – Ma se è vero che la metà dei vigili urbani è in vacanza, questi sono i risultati. Come pensiamo di poter lavorare affinché Salerno confermi la sua immagine di città turistica se poi consentiamo episodi di inciviltà di questa natura?». Minoliti attacca l’amministrazione, riconoscendo però che dei passi in avanti sono stati fatti: «Dopo tante denunce relative all’immondizia abbandonata nel centro storico, va dato atto all’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno di aver operato un giro di vite che ha dato i suoi frutti, perché tante microdiscariche sono scomparse, grazie ad un intervento certosino degli operatori ecologici». Ma risolto un problema ne rispunta un altro: «Abbiamo più volte segnalato l’invasione massiccia di ambulanti senza autorizzazione sul lungomare, in particolare durante i fine settimana – incalza il presidente del comitato di quartiere centro storico – Per ora il fenomeno sembra essere debellato, anche se non vogliamo cantare vittoria, perché il banco di prova sarà il prossimo fine settimana. Ora al posto dei venditori sono comparse le macchine, lasciate impunemente in sosta in pieno giorno sulle corsie, dove invece dovrebbero poter passeggiare i pedoni. Mi pare evidente che chi è deputato al controllo non operi al meglio i compiti per cui è preposto». L’affondo, nel caso di specie, è per il comandante della polizia municipale Elvira Cantarella. I caschi bianchi sono già numericamente ridotti all’osso «e la presenza degli ausiliari non è sufficiente a tamponare una evidente crisi di organico, come confermano le segnalazioni che riceviamo continuamente da parte di residenti e commercianti». A far scoppiare i disagi causati da una pianta organica ormai ridicola in considerazione della crescita della città, in particolare in alcuni periodi dell’anno, quando Salerno è presa d’assalto da turisti e visitatori, «ci si sono messe le ferie. Beninteso, nessuno vuole ledere i diritti dei lavoratori che hanno la necessità di beneficiare, come tutti, di un periodo di riposo, ma il piano potrebbe essere fatto in maniera più razionale». Sul piatto non c’è solo la sosta selvaggia, che riguarda, restando nel perimetro del centro storico, via Roma, largo Abate Conforti e largo Plebiscito, solo per citare alcune delle zone maggiormente prese d’assalto. Da oggi a domenica, potrebbero fioccare nuovamente le proteste dei residenti per via degli schiamazzi legati alla movida: più volte il comitato ha chiesto al questore di organizzare un presidio interforze, almeno nei fine settimana, e al Comune di dotare gli agenti della polizia municipale di fonometri per monitorare l’impennata di decibel. (La Città)

Salerno. Da tre anni il Comune non autorizza i fuochi di San Matteo. L’appello del portatore al Comune

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Salerno. Stop diatribe Curia-Comune. La città ha diritto alla “sua” festa. E a celebrarla come la tradizione comanda. Con tanto di spettacolo pirotecnico, possibilmente senza colpi di scena dell’ultimo minuto. A una settimana dall’Alzata del panno che segna, come di consueto, l’inizio dell’omaggio al Santo Patrono, Angelo De Angelis, sindacalista della Cgil, nonché esponente della paranzea di San Matteo, lancia un appello all’Amministrazione comunale affinché, dopo quasi quattro anni di polemiche al vetriolo, sfide, faide e colpi bassi, i festeggiamenti in onore di San Matteo possano tornare ad essere sereni, partecipati e condivisi. A partire dai fuochi a mare, una tradizione a cui i salernitani tengono moltissimo, ma che da qualche anno viene immotivatamente negata. «Ad oggi non c’è nessuna delibera dell’amministrazione comunale relativa al programma civile delle celebrazioni. Un dato anomalo – commenta – visto che negli anni passati già a luglio si procedeva in maniera diversa. Temiamo che, anche questa volta, non ci sia la volontà di assicurare lo spettacolo pirotecnico: considerato che per un importo di circa 20.000 euro occorre procedere con una gara d’appalto, rischiamo di non farcela con i tempi». Ma il problema non è burocratico. Da tempo Palazzo di Città ha scelto di rinunciare allo spettacolo pirotecnico, ufficialmente per motivi di “sobrietà” e di budget, anche se la decisione è coincisa con i divieti dell’arcivescovo Luigi Moretti ed in particolare con la cancellazione della tappa dell’ingresso della statua del patrono nell’atrio di Palazzo di Città. Da quel momento in poi è stata una faida mai monotona, condita da decine di colpi di scena. L’ultimo lo scorso anno, quando proprio i portatori pensarono di poter aggirare l’ostacolo organizzando una colletta per garantire i fuochi a mare e non deludere le aspettative dei fedeli. Ma a 24 ore di distanza dalla pubblicazione delle locandine che pubblicizzavano l’evento, si diffuse la notizia del divieto dell’Autorità portuale. Il presidente Andrea Annunziata negò, in extremis, il permesso di utilizzare l’area del porto turistico per motivi di sicurezza. La motivazione era contenuta in poche righe: «Come peraltro sottolineato anche dal Comune di Salerno, in occasione della festa del Santo Patrono, l’intera area portuale è luogo di tradizionale passeggio e intrattenimento dei salernitani e dei numerosi turisti che arrivano in città; inoltre, da tradizione, i circoli nautici organizzano eventi che richiamano numerose persone». Dunque, «non sussistono le condizioni per lo svolgimento della manifestazione pirotecnica». Una batosta durissima per i portatori che si erano costituiti in associazione, chiedendo aiuto ai commercianti per poter regalare ai salernitani una festa del tutto autofinanziata, vista la ferma volontà del Comune di non voler sovvenzionare l’evento. Quest’anno, però, non vogliono farsi trovare impreparati: «L’Amministrazione investe, a mio avviso giustamente, fior di quattrini per finanziare una manifestazione come Luci d’artista, che richiama in città migliaia di visitatori – incalza De Angelis – Non si capisce perché per la festa patronale non si possa recuperare un budget, anche minimo. Si tratta di tradizioni a cui i salernitani tengono moltissimo. Non è giusto chiedere pazienza nel clou delle installazioni luminose, quando i residenti del centro storico sono tenuti in ostaggio, e poi porre ostacoli su un appuntamento che è particolarmente sentito. Bisogna capire che è la festa dei salernitani e che eventuali faide tra poteri non hanno nulla a che vedere con un momento di gioia, fondamentale per sentire l’identità collettiva di questa città». E se pure ci dovessero essere problemi di budget, i portatori e moltissimi esercenti sono pronti a scendere in campo da soli con le proprie forze, sperando di non essere ostacolati ancora una volta. «Noi non molliamo la presa. Siamo fermamente intenzionati a rispettare le opinioni di tutti, non giudichiamo nessuno, ma ci auguriamo che quest’anno prevalga la responsabilità nei confronti della comunità». (La Città)

Portogallo. Albero cade sulla folla durante una festa religiosa a Madeira: 12 morti e 52 feriti

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Emergency services move an injured person to an ambulance after a tree fell on a a large crowd gathered as part of a traditional religious festival in the outskirts of Funchal, the capital of Madeira island, Portugal. Portuguese media has reported that several people have died crushed by the falling tree. (Catarina Nunes/Diario de Noticias da Madeira, via AP)

Un albero di grandi dimensioni è caduto a Funchal, sull’isola portoghese di Madeira, nel luogo in cui si teneva la festa religiosa della santa patrona. Il crollo ha provocato 12 morti e 52 feriti, 7 dei quali in condizioni gravi. Tra le vittime c’è anche un bambino. Tra i feriti un turista tedesco, un francese e un ungherese. La festa in corso era quella in onore di Nossa Senhora do Monte, che dura due giorni: tradizionalmente comincia il 14 agosto, con musica e intrattenimenti e prosegue il 15 agosto con la parte religiosa vera e propria, con una fiaccolata. L’albero, che è caduto intorno a mezzogiorno mentre le persone si preparavano per l’inizio della processione, secondo diversi testimoni citati dalla tv pubblica era centenario e da almeno due anni era stato legato, evidentemente perché a rischio. Il premier portoghese, Antonio Costa, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime mentre il presidente Marcelo Rebelo de Sousa si è recato sul luogo della tragedia. Lo scorso anno la festa religiosa era stata annullata a causa di un vasto incendio. Madeira è l’isola più grande dell’omonimo arcipelago vulcanico che sorge nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del Marocco, rinomata meta del turismo per le sue bellezze naturali e il clima mite. (rainews.it)

Sarri, troppe tensioni. Nizza senza big né difesa

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Alla frontiera europea della Champions il perverso calcio italiano manda un Napoli carico di troppe ansie. Lo condanna a due partite perfette per superare lo choc del 14 maggio: il sorpasso della Roma spinta al secondo posto dall’inattesa sconfitta della Juve, quel 3-1 che rinviò di una settimana il suo sesto scudetto. Fatalità, incidente di percorso, mattana della roulette, chissà: sembrò nulla per i campioni, quanto pesi quel risultato per il Napoli lo sapremo domani ed il 22, dopo i preliminari con il Nizza, terza nella Ligue a 18 punti dal Monaco, inferiore nella struttura tecnica, ma resa temibile dalle segrete paure che tormentano Sarri ed i suoi. Superarlo sarebbe normale, perché il Napoli è più forte, gioca meglio, segna facile: fallirlo invece? È proprio l’incubo di essere bocciato, come ricordano il Napoli ed altre 5 negli ultimi 7 anni, a trasmettere tensione: per il Napoli una gara normale diventa un’impresa. Vi arriva concentrato, certo del suo micidiale potenziale offensivo, ma con ritmi ancora bassi e sbandate difensive non corrette in soli 50 giorni. Lo sanno i tifosi che corrono da mille posti per esserci, altri telefonano da Santorini e Mikonos come da Ibiza e Formentera per sapere dove e come vedere il Napoli, il cuore batte forte, chi l’avrebbe detto dopo mezza estate a parlare di scudetto. Una parola che De Laurentiis ha sdoganato e ieri smentito, come l’acquisto di Chiesa. Già, la tensione. Champions per sventare una ingiustizia, dopo lo sciame di record stabiliti. Non può fermarsi qui la squadra dei primati: il massimo dei punti nella sua storia, 86; di gol e vittorie in serie A, 96 e 26. Il rischio fa riflettere in queste vigilie cruciali: Sarri sa darsi una ragione, se la sua squadra dopo tanti elogi, invidie, deliri deve giocarsi l’Europa in due serate struggenti? Forse non era inutile osservare, durante la stagione, che gli scricchiolii in difesa meritano più pragmatismo nella ripresa, che il possesso palla offre il dominio del gioco ma non è una polizza assicurativa contro gli infortuni. Maledetti certi ostinati passaggi all’indietro, quando era forse più sicuro rinviare in tribuna e magari sulle cime delle colline adiacenti. Orgoglioso dei suoi valori, il Napoli può tuttavia battere il Nizza, che non somiglia alle ultime avversarie. In amichevole con il Bournemouth e Espanyol ha trovato squadre diverse, schierate in legnosi 4-4-2. Non ha velocità in questa fase della preparazione, ha potuto solo comprimerle. L’assedio finisce per compattare gli avversari in difesa. Su calci piazzati i due gol agli spagnoli, non è un caso. Domani vi sarà un Nizza che si difende male (con Le Marchade e Sarr centrali in affanno) ed è senza i suoi big, Balotelli e Sneijder. Ma vuol costruire: Seri regista tecnico ed essenziale del 4-2-3-1 mette in azione il terzetto offensivo. Il più insidioso per estro e velocità con le sue treccine al vento è Allan Saint-Maximin, ventenne rilevato dal Monaco. Ma può il Napoli temere chi in Francia, non in Germania né in Spagna o Inghilterra, ha segnato 63 gol per subirne 36? Le cifre sono modeste. Peccato, nel calcio non decidono tutto solo i bei numeri. (la Repubblica)  

Maiori, incendio a Ferragosto. Le fiamme vicino le case spente dai vigili del fuoco

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Anteprima . Nessuna tregua neanche a Ferragosto da una parte il Faito dall’altra , in Costiera amalfitana, in coincidenza con i festeggiamenti della Madonna a Mare, a Maiori brucia un nuovo rogo sui monti alle spalle dell’Hotel Botanica. Vigili del Fuoco di Maiori e volontari stanno accorrendo sul posto, ma l’imminente attesa dei fuochi ferragostani, complica le operazioni.

Foto scattata dalla Collegiata di S. Maria a Mare

AGGIORNAMENTI – Uomini con torce erano visibili dalla Collegiata di S. Maria a Mare, mentre la gente era in attesa della tradizionale corsa della Madonna: erano i vigili del fuco, con i  volontari, in azione per controllare il focolaio e poi riuscire a domarlo, bravissimi!. Intanto questa sera a Maiori fra fuochi a mare e fuochi sulle case sembrava di vivere scene apocalittiche

Incendio a Faito. Fermato dai carabinieri presunto piromane. E’ di Moiano

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Incendio al Faito. Fermato in questo momento un uomo e portato in caserma dai carabinieri di Vico Equense; si pensa possa essere uno dei responsabili dell’incendio che sta avvolgendo le zone alte della Cittadina della Penisola Sorrentina. Le fiamme si avvicinano anche ai centri abitati. Da questa mattina Positanonews sta seguendo la vicenda. Sul posto vigili del fuoco di Piano di Sorrento, di Napoli e volontari.

AGGIORNAMENTI

L’uomo fermato dai carabinieri e’ di Moiano la frazione di Vico Equense al di sotto del Faito, dopo essere stato interrogato dal pubblico ministero è stato rilasciato ora e  rimane indagato a piede libero dalla procura di Torre Annunziata

TRAMONTI UOMO INVESTITO DA UN AUTO MUORE SUL COLPO

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Tragedia a Tramonti in Costiera amalfitana dove un uomo è stato investito da un’auto sulla strada Provinciale 1, nella frazione di Cesarano. Vani i tentativi di rianimarlo, dopo l’intervento di un’ambulanza del 118.Per lui, un turista in vacanza a Tramonti, non vi è stato nulla da fare. Ad investirlo un uomo originario di Tramonti residente al Nord.Sul posto i carabinieri della locale stazione, coordinati dal comandante Giorgio Covato, per i rilievi di rito atti ad accertare responsabilità. La salma è ancora adagiata sull’asfalto, coperta da un telo in attesa di disposizioni del magistrato di turno, solo in serata è stata restituita ai familiari. Foto Il Vescovado

Positano. La diretta della processione della Madonna. A mezzanotte i fuochi d’artificio

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Positano, Costiera amalfitana. I fuochi d’artificio si spareranno a mezzanotte. Ora la Processione della Madonna Assunta sulla spiaggia. In diretta sulla pagina Facebook di positanonews     


Un ringraziamento speciale all’hotel Buca di Bacco della famiglia Rispoli che ci ha consentito l’utilizzo del computer dell’albergo per tenervi aggiornati.

I gemelli Cretella lei social media manager di Versace, lui consulente finanziario a New York con Positano nel cuore

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I gemelli Cretella lei social media manager di Versace, lui consulente finanziario a New York con Positano nel cuore. Li incontriamo per caso sulla spiaggia grande con i genitori l’avvocato Claudio Cretella ed Elizabeth, tutti li conoscevamo bambini e ora ce li ritroviamo cresciuti con un bel percorso. Francesca Cretella , esperta di Moda e giornalista, dopo aver lavorato a Parigi ora sta con Versace come social media manager e digital p.r., le sue creazioni virtuali, come video, hanno milioni di like, insomma creativa ed artista di successo anche sul web. “E’ un settore che mi piace molto, Versace è la moda nel mondo e sui social andiamo fortissimo.. il migliore? Credo instagram..” . Alessandro Cretella ha seguito la strada del business, ora sta a New York con una grossa società internazionale dove fa il consulente “Il futuro per l’ Italia? La vedo in crescita, sopratutto grazie al turismo. E’ questo il settore su cui bisogna puntare, ora si sta meglio qui a Positano e in Costiera amalfitana che in ogni altra parte del mondo..” Entrambi sono praticamente nati qui a Positano , qui hanno il loro cuore e qui si incontrano con i genitori.. Chi a Parigi, chi a New York, chi a Napoli, ma alla fine tutti si incontrano a Positano.  Complimenti ragazzi ne avete fatta di strada e tanta ancora ne avete avanti, in bocca al lupo

Tutto esaurito a Ferragosto. Hotel pieni. Tanti tedeschi e statunitensi. Gli spagnoli amano la costiera amalfitana

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La turista più celebre in questa estate di ripresa è senza dubbio lei, Madonna. Ieri sera, come lo scorso anno, è atterrata all’aeroporto di Brindisi con un jet privato per andare a soggiornare nel resort super lusso «Borgo Egnazia» a Savelletri di Fasano. La rockstar non è l’unica americana ad aver scelto l’Italia per le vacanze. Gli stranieri, e in particolare gli statunitensi (anche se i più numerosi sono sempre i tedeschi), stanno tornando. Nei primi sei mesi del 2017, secondo dati di Federalberghi, sono aumentati del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Sono loro a potersi «permettere» le strutture più costose. A Taormina, in provincia di Messina, a Ferragosto è tutto esaurito. «La stagione sta andando molto bene — ammette Stefano Gegnacorsi, direttore del Belmond Grand Hotel Timeo e del Belmond Villa Sant’Andrea di Taormina — Registriamo un aumento del 3-4% delle presenze e tra giugno, luglio, agosto e settembre il tasso di occupazione supera il 95%». A godersi la bellezza mozzafiato della perla della Sicilia sono americani, russi e arabi. Che cosa apprezzano? «Il vino dell’Etna, ma anche il centro benessere e la spa», dicono dal Belmond. Anche al Grand Hotel Courmayeur Mont Blanc in Val d’Aosta è tutto esaurito: «Un tour operator estero ha preso tutto l’albergo per il mese di agosto. La clientela è per la maggior parte americana, ma ci sono anche francesi, belgi, sudafricani e australiani». Mare e monti, ma le località più richieste dagli stranieri sono le città d’arte. Oltre alle «classiche» Roma, Venezia e Firenze anche centri più piccoli, come i borghi, sono in crescita. Poi c’è il turismo eno-gastronomico, che si conferma tra i principali prodotti richiesti dal turista, e cresce l’interesse per i laghi da parte di tedeschi e svizzeri, mentre gli inglesi amano i tour nel Sud Italia. La Costiera Amalfitana va di moda soprattutto tra gli spagnoli. Se a Ferragosto è tutto pieno, quest’anno anche l’autunno potrebbe essere caldo. Le previsioni di vendita delle destinazioni italiane sono decisamente buone, annuncia l’Ente Nazionale italiano per il turismo: il 74,8% dichiara che le vendite sono aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il 17,9% afferma che sono stabili mentre solo il 7,3% segnala una diminuzione. E gli italiani? Anche loro stanno tornando. Secondo le previsioni di Federalberghi i mesi estivi si chiuderanno con oltre 34 milioni di presenze di connazionali (56,6% della popolazione), con un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In totale spenderanno 22 miliardi di euro, il 2,2% in più rispetto al 2016. Agosto si conferma il mese delle ferie per eccellenza, ma sale settembre, scelto dal 12,4% degli italiani (rispetto al 9,2% del 2016) per trascorrere la vacanza principale. Se ci sono più italiani in vacanza in Italia, spesso si tratta di un turismo con una capacità di spesa medio-bassa mentre gli americani, nonostante il dollaro sia sceso nei confronti dell’euro, spendono mediamente di più. «I numeri sono positivi — commenta il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca — e questo grazie all’appeal dell’Italia, ma anche al fatto che i nostri Paesi concorrenti hanno problemi di sicurezza. È indubbio che abbiamo portato via clienti a Egitto, Tunisia, Turchia e anche alla Costa Azzurra». La domanda di viaggi in Italia si è tradotta anche in un aumento del costo dei trasporti. L’Istat ha appena certificato che a luglio i prezzi dei biglietti aerei sono saliti del 13,8% rispetto a un anno prima, i traghetti sono aumentati del 22%. (Corriere della Sera)

Lara, la giovane sub che ha perso la vita ad Ischia. Il canto, la matematica e il mare erano le sue grandi passioni

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«L’ultima volta che ho visto Lara è stato il 4 luglio. Era la giornata conclusiva del progetto “Scuole a porte aperte”. Era rimasta insieme a noi fino all’ultimo giorno, condividendo tutte le nostre iniziative. Per l’esibizione finale aveva cantato nel coro del Flauto Magico. E poi aveva ricevuto il riconoscimento per i nostri campioni di matematica. Eravamo tutti orgogliosi dei nostri allievi e di Lara, che ci mancherà tantissimo». È commosso Francesco Gentile, il preside dell’istituto comprensivo “Paolo di Tarso” di Bacoli dove Lara Scamardella aveva appena terminato il secondo anno di scuola media. «Una ragazza solare e un’alunna curiosa in tutte le discipline scolastiche», la ricorda il preside. Il mare e il canto erano le sue passioni, ma in matematica Lara era un asso. Così brava da partecipare assieme a gruppo di compagni di scuola alle Olimpiadi della materia. Dopo la prima fase che si era tenuta a Napoli, avevano ottenuto la qualificazione alle finali organizzate addirittura alla Bocconi di Milano. Una bella esperienza per gli studenti e un motivo di grande soddisfazione per l’istituto “Paolo di Tarso”, che aveva premiato i suoi allievi. A scuola, racconta il presidente Gentile, Lara «si impegnava sempre con generosità e spirito d’iniziativa. Nelle cose che faceva metteva una vivida e costante perseveranza capace di scaldare il cuore a chi le era accanto. Non esagero se dico che i compagni stravedevano per lei. E mi sento di interpretare, con queste parole, il sentimento di tutta la comunità scolastica». Gianni Picone, sindaco di Bacoli e amico d’infanzia del papà di Lara, Antonio Scamardella, ricorda l’amore di famiglia per le escursioni in mare e, soprattutto, per l’archeologia subacquea. «Nei fondali di Baia – sottolinea il sindaco – c’è una città sommersa dopo l’eruzione del Monte Nuovo. Il nonno di Lara, negli anni ‘50 e ‘60, quando ancora le tecniche di immersione non erano sofisticate come oggi, è stato uno dei primi a scoprire i resti dell’antica residenza estiva degli imperatori romani. Da quel che mi aveva raccontato Antonio qualche tempo fa, anche Lara si era innamorata di quel mondo sottomarino capace di riservare ogni giorno nuove scoperte». La famiglia Scamardella si era trasferita da un paio d’anni nel vicino Comune di Monte di Procida. Per questa ragione i due sindaci, Picone e Giuseppe Pugliese, hanno deciso di proclamare il lutto cittadino congiunto in occasione dei funerali di Lara e di Antonio Emanato, l’esperto istruttore e amico di famiglia che ha perso la vita durante la tragica escursione di domenica mattina. «A tutti noi quello che è successo appare inspiegabile – commenta addolorato il preside Gentile – Lara ci lascia un vuoto incolmabile e un profondo dolore nel cuore». (la Repubblica)

E’ polemica nel Salento per un cartello in un b&b alle porte di Lecce: «Toilette per gay»

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Nel bed & breakfast “Le Camporelle” di Cavallino, alle porte di Lecce, è stato fotografato un cartello che indica una toilette unicamente riservata ai gay, con tanto di figurine colorate: metà rosa e metà blu. Un terzo bagno, ovviamente, dopo quello per gli uomini e per le donne. «Un cartello indegno e omofobo», ha denunciato l’associazione Lea (Liberamente e apertamente) che si occupa dei diritti della comunità Lgbt e ha segnalato il caso. «È allucinante che nel 2017 si assista ancora a iniziative simili dove si ricalca una grande confusione fra identità di genere e orientamento sessuale, e lo si fa sfoggiando delle comunicazioni in locali pubblici così fuorvianti e omofobe, che avviliscono e fanno molto male». La toilette per gay è l’ultimo caso di omofobia scoppiato in quest’estate. In Calabria due ragazzi omosessuali si sono visti rifiutare la prenotazione di una casa-vacanza con la motivazione: «Non accettiamo gay e animali». Sempre in Salento, a San Foca (Lecce), un altro annuncio immobiliare ha fatto scattare la denuncia dell’associazione Lea. Era in una casa vacanza questa volta e diceva: «Non affittiamo a coppie omosessuali anche se state unite con rito civile». L’associazione Lea ha chiesto la rimozione del cartello dal b&b di Cavallino e le scuse. Ma i proprietari della struttura hanno replicato: «Le scritte incriminate sono un’eredità della precedente gestione. Da anni erano state nascoste da una copertura fissata con i chiodi che qualcuno ha tolto per creare il caso e avere il suo momento di gloria. È stata una strumentalizzazione». (Corriere della Sera)

Napoli. Scampia, don Manganiello denuncia: «Per mille euro i miei ragazzi senza campetto»

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Napoli. «Comune e Municipalità litigano su chi debba pagare mille euro ai Vigili del Fuoco e mille ragazzi di Scampia restano senza il campo di calcio». Sono parole colme di amarezza quelle di don Aniello Manganiello, il sacerdote che ha fondato l’associazione sportiva dilettantistica Don Guanella, alla quale fanno riferimento 12 squadre di calcio. Tutte utilizzano l’impianto in via Hugo Pratt intitolato ad Antonio Landieri, ragazzo disabile, vittima innocente di camorra. È di proprietà comunale ed è gestito dalla Municipalità. Rappresenta un riferimento anche per i giovani di Arci Scampia e Gioventù Partenope. «Mesi fa – racconta Manganiello – Ecopneus, una società che si occupa in convenzione con il Comune della raccolta e del corretto smaltimento degli pneumatici, ha realizzato a sue spese un fondo in erba sintetica al posto della terra battuta. Ora, affinché la struttura riapra, occorre che vengano i pompieri, verifichino che tutto è in regola e scrivano una relazione». La pratica costa un migliaio di euro. «Palazzo San Giacomo – sottolinea il sacerdote – sostiene che sia la Municipalità a dover pagare. Quest’ultima rilancia la palla al Comune. La mia associazione aveva proposto di anticipare i soldi, ma il Comune non ha voluto, perché sostiene che non è previsto». Risultato: il campo resta chiuso. «Eppure – si rammarica il sacerdote – è alla tesoreria comunale che l’associazione Don Guanella versa ogni mese mille euro per l’affitto del campo. L’amministrazione incassa l’affitto da noi e dalle altre due associazioni, ha avuto un regalo da Ecopneus, che ha speso 500.000 euro per migliorare il campo di calcio, ma poi quando si tratta di sborsare 1.000 euro se ne lava le mani». Conclude: «Il 3 settembre la squadra di Promozione dovrà disputare la prima partita di Coppa Italia e non ha dove giocare. Al campo Vallefuoco di Mugnano mi hanno chiesto 200 euro solo per una partita. Certo non possiamo spendere tanto per ogni incontro». Urge una soluzione celere da parte dell’amministrazione comunale per restituire ai ragazzi di Scampia il loro campo. (Corriere del Mezzogiorno)

Champions League. Prima notte per l’Europa, in 50.000 per spingere il Napoli dei record. Obiettivo: dimenticare Bilbao

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Una ferita che fa male da tre anni. Il Napoli proverà a cancellare la delusione Athletic Bilbao domani sera. Sono dieci i reduci del bruciante ko (3-1) del San Mames, datato 27 agosto 2014. Otto quasi sicuramente saranno in campo pure con il Nizza (ore 20,45 diretta su Premium Sport, ma anche su pay per view al costo di 15 euro) e il profumo della rivincita è intenso. Rappresenta un incentivo in più per un gruppo che ha motivazioni forti. Il preliminare rappresenta un po’ la pietra miliare di un’annata in cui gli azzurri vogliono lasciare il segno. Questo Napoli non è molto diverso dalla versione sbiadita andata in scena col Bilbao. Sono cambiati la guida tecnica (Sarri ha preso il posto di Benitez) e l’abito tattico (il 4-3-3 anziché il 4-2-3-1) ma l’ossatura della formazione è la stessa. Albiol, Koulibaly e Ghoulam in difesa, Jorginho e Hamsik in mediana, Callejòn, Mertens e Insigne davanti. Rispetto a quella gara non ci saranno Rafael (diventato il terzo portiere in attesa di novità del mercato) sostituito da Pepe Reina, e Maggio, cui dovrebbe essere preferito Hysaj. L’ultimo posto a centrocampo sarà di Allan, favorito su Zielinski. Le scelte, dunque, sono praticamente fatte come hanno dimostrato le ultime amichevoli. Via libera alla squadra che fornisce maggiori garanzie, quella cresciuta negli ultimi anni ed intenzionata a dimostrare con i fatti la piena maturità raggiunta sotto la gestione Sarri. Il traguardo è coniugare il bel gioco ai risultati. L’allenatore azzurro non fa troppi calcoli: sta preparando al meglio il match con il Nizza (l’arbitro è il polacco Marciniak), reduce da due sconfitte in Ligue 1 ma comunque più avanti nella preparazione. Il Napoli non avrà la condizione fisica al top, ma ha lavorato molto negli ultimi giorni per trovare la brillantezza necessaria, ingrediente necessario per mettere in difficoltà l’orchestra di Lucien Favre. È stato questo l’unico tema delle vigilia, le parole di De Laurentiis sullo scudetto e sul sogno Federico Chiesa, smentite prontamente dalla società, sono scivolate via e archiviate in tutta fretta. Il presidente è in vacanza a Lipari e deciderà solo in extremis se assistere o meno alla partita in tribuna d’onore (potrebbe non esserci). Il San Paolo farà la sua parte in maniera determinata. L’abito della festa sarà indossato tra qualche ora. La risposta del pubblico è stata positiva: si va verso quota 50.000 spettatori, mancano solo un migliaio di tagliandi degli anelli inferiori delle curve. La febbre Champions salirà ovviamente nelle prossime ore. Napoli e il Napoli a braccetto verso un grande traguardo. Il Nizza tra l’altro non avrà né Sneijder, né Balotelli: SuperMario non è stato convocato, aspetterà gli azzurri all’Allianz Riviera. Il Napoli spera di chiuderla prima. (la Repubblica)  

La tragedia di Ischia. Il parere di due esperti: “Un’imprudenza esplorare quella piccola cavità. Forse un errore umano”

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Pietro Sorvino mostra straordinarie clip subacquee, all’Apnea National School di Ischia. Da qui sono partiti gli speleosub dei vigili del fuoco per il recupero del corpo della piccola Lara. Sorvino spiega:  «Questo è un luogo di immersione straordinario e sicuro: arrivano da tutto il mondo per apprezzare la biodiversità della Secca delle Formiche. Ci sono gorgonie e scorfani, saraghi e murene. I colori sono straordinari, i giochi di luce anche. Ma in quella piccola caverna no, non si doveva entrare. Un’imprudenza. Ma ripeto: la Secca delle Formiche non è pericolosa. Ci si va persino in apnea, basta soltanto seguire le regole del buon senso». Ischia si interroga sui perché della tragedia: qui il mare racconta storie straordinariamente belle ma sa anche essere teatro di vicende dolorose. Antonio e Lara sono rimasti intrappolati in una piccola grotta, a 12 metri di profondità, in una zona “B no take” dell’area marina protetta Regno di Nettuno. Le immersioni sono consentite ai diving autorizzati. Loro lo erano. «Semplicemente non dovevano entrare lì – spiega Edoardo Ruspantini, che ieri era partito da Baia con le due vittime, ospitando a bordo del gommone del suo centro subacqueo il diving di Emanato e lanciando l’allarme non vedendo riaffiorare i due sub – La Secca presenta una grande cavità con quattro ingressi talmente luminosi che si vedrebbe anche senza torcia. Quella in cui Antonio e Lara sono morti è una piccola cavità, evidentemente pericolosa: basterebbe il buon senso per non introdursi, anche senza regolamentazione». Ruspantini è stato ascoltato dalla guardia costiera di Ischia nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura sull’incidente mortale. «Il problema di quella cavità – ha spiegato – è legato a due ordini di motivi: la grotta è piccola ma soprattutto sul fondo c’è della sabbia sottile e volatile. Impossibile per i sub non sollevarla. Così la visibilità si compromette fino a diventare nulla. Escludo che Emanato sia entrato volontariamente conoscendo la conformazione della grotta. C’è stato un errore umano, una disattenzione. Immagino i due sub abbiano avuto una difficoltà, i movimenti più veloci e inconsulti hanno causato una consistente dispersione di sabbia e melma. Quando ho provato ad entrare, alle 13, c’era già una nebbia fittissima, che mi ha impedito di proseguire. Domenica c’erano le condizioni meteomarine per una immersione. Non c’erano sul fondo né correnti né risacche e tutti i diving che hanno fatto immersione lo hanno fatto senza problemi. Per il tipo di incidente le condizioni meteo non sono rilevanti: sarebbe accaduto anche con il mare calmo. L’unica causa è il sollevamento del sedimento, che ha compromesso la visibilità in una grotta di quel genere». Già, ma come prevenire tragedie del genere? «I sub erano lì, come noi, per una immersione ricreativa. Non era prevista la perlustrazione di una grotta e non poteva essere diversamente per l’età dell’allieva di Emanato. Prevenzione? Potrebbe essere utile una catena che simboleggi il divieto d’accesso. Quanto alla legge sull’immersione subacquea che dorme in Parlamento, è scritta in modo pessimo». C’è poi la questione dell’età di Lara. «Con il brevetto Junior Oper Water poteva fare immersione accompagnata. Fino a 12 metri di profondità, senza entrare in quella grotta». (la Repubblica)  

Incendi in Campania, Legambiente presenta un dossier contro inadempienze del Governo e colpevoli ritardi della Regione

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Dal Cilento al Vallo di Diano sono 6.007 gli ettari di superficie boschiva distrutti dai roghi in provincia di Salerno tra il 1 maggio e il 26 luglio, sui 13.037 bruciati in tutta la Campania. E costituiscono il più grande atto d’accusa nel dossier incendi di Legambiente, che ne ha per il Governo e la Regione, principale accusata perché deve redigere l’annuale Piano anti incendi boschivi e coordinare e gestire tutte le operazioni di prevenzione e contrasto. Da parte sua Roma «avrebbe dovuto emanare alcuni decreti molto importanti per rendere pienamente operativo il Decreto legislativo di assorbimento del Corpo forestale dello Stato in altre amministrazioni». Ma «ancora oggi il decreto attuativo non è arrivato causando difficoltà operative». Il ministero degli Interni, d’altra parte, entro lo scorso 13 dicembre avrebbe dovuto varare un provvedimento per individuare, nel corpo dei Vigili del fuoco, il servizio antincendio boschivo e la sua articolazione in strutture centrali e territoriali. Quanto alla Campania, «si trova in fortissimo ritardo con le attività di prevenzione e gestione delle emergenze. Infatti – afferma Legambiente – ha approvato solo il 21 luglio scorso il Piano Aib 2017 e le relative modalità attuative e ha definito e sottoscritto solo il 15 luglio scorso l’apposita convenzione con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per lo svolgimento delle essenziali funzioni ad esso delegate, destinando la somma complessiva di circa 600.000 euro». Polemiche già risuonate nei giorni dell’emergenza, a cui Palazzo Santa Lucia aveva risposto parlando di «sciacallaggio», sentendosi bersaglio di un «piano eversivo» dei piromani. Alla Regione si rimprovera anche di aver emanato «solo il 4 luglio scorso le ordinanze sugli incendi boschivi, trasferendo le competenze dall’assessorato all’Agricoltura a quello alla Protezione civile, senza però – aggiunge il dossier – accompagnare il passaggio con un trasferimento di uomini e mezzi». «Ad oggi, inoltre – sostiene l’associazione ambientalista – non risulta fatto anche il passaggio in cui avrebbe dovuto indicare il numero degli operatori impegnati nella lotta attiva agli incendi boschivi con relative fasce di età e in regola con la certificazione di idoneità fisica. Non si hanno notizie invece sull’attivazione dei Centri operativi provinciali per aumentare efficacia ed efficienza nel coordinamento degli interventi». E l’estate di fuoco non è finita. (La Città)

Vico Equense incendio continua al Faito ora case minacciate a Preazzano

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Vico Equense incendio continua al Faito ora case minacciate a Preazzano. Non ha fine questo incendio al Faito che positanonews sta seguendo,  praticamente unico giornale a farlo dall’inizio. Il fuoco ha minacciato le abitazioni di Moiano, la strada che è stata chiusa per il Faito, poi anche fiamme sopra Pacognano un bollettino di guerra… Ora questa sera , nonostante l’intervento, seppur tardivo, dei canadair, continuano gli incendi e addirittura arrivano a minacciare le case di Preazzano.  Solo poco fa sono arrivati i vigili del fuoco da Piano di Sorrento con qualche elicottero ma intanto si fa sera è una brutta sera questa di ferragosto per Vico Equense

Lloret de Mar. Il padre di Niccolò: «Non posso guardare il video del pestaggio». Chiusa la discoteca

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È rimasto acceso solo l’enorme neon con la scritta St. Trop’ in rosso. Alle 5 del pomeriggio la polizia municipale ha messo i sigilli alla discoteca dove nella notte tra venerdì e sabato è stato massacrato Niccolò Ciatti, 22 anni compiuti da appena un mese. Si indaga anche sul locale, se è vero, come stanno verificando gli inquirenti, che quella sera c’erano solo nove uomini della sicurezza a controllare oltre duemila ragazzi. Anche per questo i tre ceceni che sono stati fermati con l’accusa di omicidio hanno potuto colpire e andare via senza problemi. Ieri per uno di loro, quello che ha dato il calcio mortale al volto di Niccolò già a terra, è stato confermato il carcere, gli altri sono stati liberati e possono rientrare in Francia dove vivono come richiedenti asilo. Gli amici che in quel momento erano con Niccolò hanno spiegato subito alla polizia che era stata un’aggressione brutale, senza motivo, forse uno spintone nella calca. «Sembrava un ring» hanno detto. Era molto peggio. Le immagini delle telecamere interne mostrano come Niccolò sia stato percosso selvaggiamente sotto gli occhi di centinaia di ragazzi, come dentro un’arena bestiale e indegna. Viene colpito con pugni e calci, cade, le spalle a terra, le gambe appena piegate, forse ha già perso i sensi. È a questo punto che un calcio lo raggiunge al volto, uno degli amici prova a sollevarlo, mentre i tre continuano indisturbati. Non ci sono agenti, né buttafuori, gli altri ragazzi si sono allargati a cerchio, alcuni filmano con i cellulari, nessuno interviene. Un padre non dovrebbe mai sopravvivere al figlio, per Luigi Ciatti il destino è stato ancora più crudele. «Ho visto la metà di quel video terribile, non sono riuscito a vederlo tutto. Mi ero ripromesso di non farlo guardare a mia moglie ma lei lo ha già visto». Sabato quando hanno saputo che la vita di loro figlio era appesa a un filo in un ospedale di Girona sono partiti in auto da Scandicci sperando in un miracolo. Niccolò non si è mai più ripreso, è morto domenica mattina. «Non sono esseri umani ma bestie, lo hanno ammazzato come un sacco di patate, neanche un cane si merita una fine così». Ma la morte di Niccolò è qualcosa di più che un pestaggio folle e senza ragione, se mai può averla una lite tra ragazzi. Filippo Verniani, amico da sempre, era accanto a lui e l’ha visto soccombere sotto i colpi di quei balordi. «Nessuno li ha fermati, nessuno ci ha aiutato nemmeno a sollevare il corpo e portarlo fuori, dove dopo mezz’ora è arrivata l’ambulanza». L’aggressione non è avvenuta in strada, ma in una discoteca stracolma. «Tutti sono stati a guardare impotenti — si dispera il padre — Forse qualcuno poteva risparmiargli quelle pedate sulla testa, quelle botte al cuore che me l’hanno ammazzato». Non è stato così. Niccolò, un metro e 90, allenato, appassionato di boxe, non ha potuto difendersi di fronte a chi probabilmente voleva solo far del male. «Il mio gigante buono. Per me Niccolò è come l’ossigeno, senza mi sento soffocare» ha scritto su Instagram la sua fidanzata Ilaria. Avevano programmato di andare a convivere a settembre, contava i giorni perché dovevano partire insieme per una vacanza. Sabato l’ha raggiunto di corsa in Spagna, per vederlo l’ultima volta. Per guadagnare qualcosa, Niccolò dava una mano alla zia che gestisce un banco di ortofrutta al mercato centrale di Firenze. Ieri, accanto alla scritta «chiuso per grave lutto», hanno appoggiato dei fiori per non dimenticarlo. Anche il sindaco di Lloret de Mar, Jaume Dulsat, ha promesso di non farlo e che si costituirà parte civile nel processo. Nino Gómez, invece, il rappresentate dell’associazione locale di bar e ristoranti, assicura che è stato «solo un incidente isolato». È la vigilia di Ferragosto, i ragazzi arrivano al St. Trop’ e lo trovano sbarrato. Proseguono, poco più avanti ci sono il Tropics o il Revolution. La movida riparte, come ogni notte. (Corriere della Sera)

Sarri blinda il Napoli. In ritiro a Ferragosto in vista dell’esame Champions contro il Nizza

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Tutti in vacanza, tranne il Napoli. C’è la Champions e si deve rimanere uniti a Castel Volturno. Non si deve lasciare nulla di intentato. Gli azzurri saranno in ritiro al centro tecnico per concentrarsi sull’appuntamento più importante della stagione, quello dei preliminari con il Nizza. Una sfida che alle italiane non ha mai sorriso. Solo nel 2010 il Milan riuscì a superare i playoff, per il resto solo eliminazioni, compresa quella del Napoli con Benitez in panchina contro l’Atletico Bilbao. Allora però fu differente: il Napoli fece un mercato deludente, ora ha mantenuto i migliori, inserendo nello scacchiere anche Ounas e Mario Rui. Validi rincalzi che potranno tornare utili nel corso della stagione Ci sono oltre 40 milioni in ballo che non sono pochi. L’accesso ai gironi garantisce una cifra non di poco conto che potrà garantire qualche investimento (vedi Zinchenko) per rinforzare la rosa che deve ancora essere sfoltita. Il Nizza è un avversario abbordabile, ma Sarri vuole tenere tutti sulla corda. Le due sconfitte in campionato della squadra di Favre non hanno illuso nessuno. Non sarà una passeggiata, ma nemmeno un ostacolo insormontabile. Il Napoli potrà contare sulla spinta dei 50.000 che affolleranno il San Paolo per un giorno. C’è chi ha raggiunto Napoli direttamente dai luoghi di vacanza, pur di assistere alla sfida, per poi far ritorno di nuovo sulle spiagge o in montagna. Sarri negli allenamenti ha dedicato particolare attenzione ai calci piazzati, ma anche alla fase difensiva con i reparti che hanno mostrato poca armoniosità soprattutto nella gara contro il Bournemouth. Per la formazione non ci sono dubbi. I titolari con il tridente leggero (Milik in panchina). Intanto è giallo su alcune dichiarazioni che De Laurentis avrebbe rilasciato a Lipari, dove è in vacanza. Secondo quanto riportato dall’Ansa il produttore avrebbe parlato di scudetto e del possibile acquisto di Chiesa (smentito anche dalla Fiorentina con un comunicato) dopo la vittoria dei preliminari. Il Napoli, tramite l’account twitter, ha smentito tutto. Il presidente è alle Eolie e dovrebbe raggiungere Napoli il giorno della partita. Ufficializzato anche l’arbitro della gara: sarà il polacco Marciniak, lo stesso direttore di gara che arbitrò i preliminari di Champions della Roma contro il Porto. Un episodio sfavorevole alle italiane. Ma, bando alla scaramanzia, il Napoli e Napoli sono pronti a lottare per raggiungere l’agognata qualificazione. (Corriere del Mezzogiorno)   

Napoli. Cardarelli, lettera di denuncia di una biologa casertana: “Insulti mentre partorivo, trattata come una bestia”

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Napoli. «Costretta a raggiungere a piedi la sala parto, dopo che si erano rotte le acque. Medicata come se stessero trattando una bestia, io soffrivo e l’ostetrica si lamentava del caldo. E durante la notte nessuno che veniva a controllarmi, perché medici e infermieri dormivano». È il racconto «allibito» di una biologa casertana che ha dato alla luce all’ospedale Cardarelli la sua seconda bambina. Il 9 agosto ha inviato una lettera denuncia all’ospedale. La direzione ha aperto subito un’indagine interna: «Se nei nostri reparti esistono comportamenti poco consoni, è nostro dovere individuarli». Ricostruiamo la vicenda da quanto sostenuto nella lettera della biologa. La donna, M.F., arriva il 4 aprile in ospedale con le contrazioni, «accolta da una dottoressa gentile e professionale». Quello che lei racconta come un vero incubo inizia con il cambio turno dopo le 20. Entra in servizio un’ostetrica che «elencava tutti i suoi malanni in dialetto, urlava di avere la pressione alta e questo atteggiamento cominciò a spaventarmi», scrive. I dolori aumentano, si rompono le acque: «L’ostetrica, urlando dal corridoio che portava alla sala parto, disse di raggiungerla a piedi ma io non riuscivo neanche a tenermi in piedi. Mia madre vide che, in quel corridoio, l’infermiera diceva all’ostetrica che io non ce la facevo a camminare e l’ostetrica insisteva dicendo in maniera sgarbata di forzarmi a farmi camminare per raggiungere la sala parto. Io mi aggrappai all’infermiera e riuscii a raggiungere il lettino della sala parto». Durante il parto, la stessa ostetrica «mi urlava continuamente addosso. Io, per il forte dolore, tendevo a sollevare il bacino dalla sedia e lei mi urlava: ”Abbassa questo culo”, di continuo. E ancora : “Che fai la ballerina?”». Volgare tentativo di “spronare” la paziente? Per la donna non è così: «L’ostetrica – scrive ancora – non mi ha sostenuto per niente, né gestita nella respirazione, ho sopportato tutte queste denigrazioni perché l’unico mio obiettivo in quel momento era mettere al mondo mia figlia senza provocarle danni». Intanto va espulsa la placenta, dopo il parto: «Sanguinavo molto – scrive ancora la donna – l’ostetrica con modi sgarbati e mortificanti mi puliva come se stesse trattando una bestia, schifata come se io non fossi una persona e lamentava continuamente di sentire caldo, mentre io soffrivo su quella maledetta sedia». Ad applicare i punti ci pensa un medico che per la donna «si mostrava incerto. In preda al timore chiesi che stessero facendo e con fare spavaldo dopo aver applicato i punti il medico mi disse: “Da me vengono le signore a rifarsi (le parti intime), io a lei l’ho fatto gratis”». Di fatto la donna perde sangue anche dopo i punti, le applicano del ghiaccio in camera: «Un’infermiera disse che quel sanguinamento non era normale». Eppure durante la notte in corsia «nessuno venne a controllarmi, lo faceva mia madre, che uscì dal reparto alle 6 del mattino e sentì che la guardia di turno e una signora delle pulizie dicevano che in reparto non c’era nessuno, che tutti dormivano». La donna racconta di essere stata precedentemente operata per una gravidanza extrauterina in un ospedale di Treviso: «Sono stata assistita nel migliore dei modi, le infermiere tutta la notte facevano un andirivieni per il reparto. Alla fine della degenza mi fecero compilare un questionario anonimo per esprimere un parere anche sull’accoglienza e il comportamento dei medici». Invece al Cardarelli, continua la donna, «al momento delle dimissioni chiamano le persone come se fossero delle mucche e se non senti in tempo si arrabbiano pure». Conclude la donna: «Perché noi campani quando andiamo in ospedale non dobbiamo sentirci assistiti e rispettati? Ci si lamenta del budget sanitario, che non ci sono soldi, ma si trascura quello che è il capitale umano, non in termini di numero di persone, ma di qualità». Il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva, ha dichiarato: «Capiremo in tempi brevi come sono andate le cose. È un dovere anche nell’interesse dei dipendenti del Cardarelli che lavorano con abnegazione e vedono vanificati i propri sforzi per colpa di pochi. Ascoltare i pazienti aiuta a raggiungere il nostro obiettivo: garantire la salute». (la Repubblica)  

Ischia. Recuperato il corpo di Lara, allo studio le immagini subacquee. Domani autopsia sulle salme. Giovedì i funerali

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L’hanno tirata su alle 11,30 dopo che per tutta la notte il suo corpo era rimasto imprigionato in quella piccola caverna scura, a 14 metri di profondità, nella Secca delle Formiche, un piccolo paradiso sommerso tra Ischia e Procida, da un lato il castello aragonese e dall’altro l’isolotto di Vivara. Si è chiusa così, con il recupero della salma di Lara Scamardella, la giovane di 13 anni impegnata domenica in un tour guidato sott’acqua, la drammatica storia dell’ultima immersione dei due sub partiti da Baia con l’obiettivo di apprezzare la biodiversità di uno dei punti più belli della Campania. Il corpo di Antonio Emanato, 44 anni, era già stato ritrovato domenica pomeriggio, privo delle bombole per la respirazione, e recuperato con l’aiuto di alcuni volontari di un diving ischitano. Quello di Lara no, era rimasto intrappolato nella piccola grotta che tutti, qui, sconsigliano di visitare: «Insidiosa e brutta, più bella e sicura la grande caverna». Loro ci erano entrati, chissà perché, ed è qui che ieri il nucleo speleosub dei vigili del fuoco, che ha lavorato in sinergia con gli uomini del Circomare Ischia, ha ritrovato anche le bombole di Emanato, a pochi metri dal corpicino della piccola Lara, trasferito sul porto di Ischia. È possibile che l’istruttore abbia tentato di passare le proprie bombole alla ragazza in difficoltà. Verifiche saranno eseguite anche sui brevetti e sugli accorgimenti per entrare nella grotta, dove generalmente si accede “sagolati”, cioè legati ad una sottile corda, che funge da filo di Arianna per trovare la direzione giusta. Domani le autopsie. Il materiale recuperato è posto sotto sequestro e sarà esaminato da un perito tecnico, sul caso è aperta un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, pm De Renzis. I funerali potrebbero svolgersi giovedì, mentre oltre al Comune di Bacoli anche quello di Monte di Procida ha dichiarato il lutto cittadino: nel paese flegreo da poco viveva la giovane vittima con la sua famiglia. Sarebbe stata ritrovata anche una videocamera GoPro, che – secondo quanto raccontato dai quattro sub partiti da Baia con le due vittime, i primi a essere ascoltati – Emanato aveva indossato prima di scendere in acqua. Potrebbe restituire i fotogrammi della morte e chiarire gli interrogativi che ancora orbitano intorno alla dinamica della tragedia. Perché nell’ambito di un’immersione ricreativa i due sub si erano introdotti all’interno di quella piccola grotta? Possibile che un sub esperto come Emanato, titolare del Sea World Diving, non avesse calcolato i rischi? (la Repubblica)  

SANTA MARIA DI POSITANO, LA NOSTRA TRADIZIONE.

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La cultura positanese si fonda da sempre su una serie di leggende e su alcuni avvenimenti storici, di grande rilievo. Quando queste due sfere contrapposte si uniscono, ecco che nasce la tradizione di un paese. Una tradizione a cui siamo affezionati e che con grande orgoglio rievochiamo anno dopo anno. Una tradizione che si perde nella cosiddetta “notte dei tempi”, che sarebbe pressapoco nel XII secolo (per essere precisi nel 1159 come testimoniato da un manoscritto pergaminaceo dell’archivio parrocchiale), quando dall’icona bizantina, trasportata da un veliero, si udì una voce celestiale “POSA POSA”. E quivi fu accolta con tutti gli onori (leggasi la tradizione raccontata dal Monsignor Errico Talamo nella “Monografia della Città di Positano). Una tradizione che si ritrova nell’animo dei Positanesi. Quello stesso spirito che mosse quegli abitanti del tempo che fu a costruire una Chiesa in suo onore, dove prima c’era solo un edificio ecclesiastico di medie dimensioni dedicato a San Vito. Una tradizione che trova le sue radici in quel 15 agosto 1783, quando tutta Positano era in festa per la celebrazione della solenne incoronazione di Santa Maria Assunta, per la prima volta Regina di Positano (Don Filippo Montuori, “Per la festività della solenne Coronazione di S. Maria di Positano”). Ed infine una tradizione che rievochiamo ogni anno con i nostri canti e le nostre processioni via terra e via mare e a cui si appassionano anche i nostri graditi ospiti provenienti da ogni parte del mondo. E noi con orgoglio rammentiamo loro il nostro patrimonio culturale. E consentitemi di ricordare anche le belle parole che ebbe in serbo per la Madonna, San Giovanni Paolo II che disse di pregare per l’icona, che era tanto simile alla sua, di origine polacca.

Choc a Sant’Agnello si dimette Don Natale Pane

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Choc a Sant’Agnello si dimette Don Natale Pane , uno degli ultimi parroci eletti direttamente dai fedeli, secondo un diritto che sette comunità ecclesiali della penisola sorrentina conservano da più di 800 anni. Ora, però, don Natale Pane dice addio alla parrocchia dei Santi Prisco e Agnello di cui era il responsabile dal 1998. «Motivi di salute»: ecco perché il 69enne sacerdote ha deciso di rassegnare le dimissioni.
A sostituire don Natale Pane sarà don Francesco Iaccarino, fino a ieri alla guida della parrocchia di Santa Maria di Galatea in Mortora, a Piano di Sorrento. Iaccarino resterà in carica come amministratore parrocchiale visto che, nelle comunità che godono del privilegio di eleggere la propria guida spirituale, il titolo di parroco spetta solo ed esclusivamente ai sacerdoti scelti dai fedeli a suffragio universale e diretto. Iaccarino, dunque, reggerà la parrocchia dei Santi Prisco e Agnello col titolo di amministratore fino alle eventuali elezioni. Il posto di Iaccarino a Mortora sarà preso da don Rito Maresca, 36 anni, ex parroco di Massa Lubrense e per lungo tempo insegnante presso il pontificio seminario campano interregionale di Posillipo.
L’addio di don Natale Pane riaccende i riflettori sul diritto di patronato, cioè sul diritto di elezione diretta dei parroci che spetta a 21 parrocchie in tutto il mondo. Tra queste, ben sette si trovano in penisola sorrentina: quella di Santa Maria del Lauro, a Meta; quelle di San Michele Arcangelo, di Trinità e di Mortora, a Piano di Sorrento; quelle di Trasaella e dei Santi Prisco e Agnello, a Sant’Agnello; quella di Casarlano, a Sorrento. Nonostante il diritto di patronato sia ancora formalmente riconosciuto dal Codice di diritto canonico, negli ultimi tempi la Curia sorrentino-stabiese ha manifestato la tendenza a sostituire i parroci dimissionari con amministratori parrocchiali, evitando così di indire le elezioni: è quello che è successo a Meta, dove l’arcivescovo Alfano ha nominato amministratore don Francesco Guadagnuolo al posto di don Gennaro Starita, eletto dai fedeli nel 1987 e posto in quiescenza per sopraggiunti limiti di età.
In difesa del diritto di patronato, negli anni scorsi, alcuni fedeli metesi diedero vita a un movimento che raccolse persino centinaia di firme per chiedere alle autorità ecclesiastiche di indire le elezioni per la successione a don Gennaro Starita. Così, tuttavia, non andò. Attualmente, in penisola sorrentina, resta un solo parroco eletto direttamente dai fedeli: si tratta di don Marino De Rosa, alla guida della parrocchia di Trinità dal 2007, quando i membri della sua comunità ecclesiale lo scelsero al termine di una “campagna elettorale” senza esclusione di colpi che creò più di un imbarazzo alla Curia sorrentino-stabiese.  Fonte Il Mattino,  Ciriaco Viggiano foto Positanonews

Del Piero dopo Ischia a Sorrento. “La Juve si riprenda, Dybala si goda il numero 10”

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Alex del Piero in vacanza in Campania con l’Aurelia, mega-yacht con bandiera maltese con campeggiato il numero 10 sulla fiancata che lo rende inconfondibile . Prima a Ischia e oggi avvistato sulle Coste di Sorrento.

“Dybala vuole il numero 10? Se lo goda”. La Juventus ha avuto grandi numeri 10, Platini, poi Del Piero e ora Dybala ha la benedizione dell’ex campione juventino che si sta godendo ora i mari della Penisola Sorrentina ma con il rammarico della sconfitta con la Lazio e la perdita di Bonucci “Mi aspetto qualche mossa di riscatto dalla Juve, anche sul mercato”

Vico Equense sul Faito in campo anche Radioemergency Terra Delle Sirene

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Vico Equense, incendio del Faito, che Positanonews, il giornale online della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, ha riportato in anteprima dalla mattinata e seguito tutto il giorno, mette in luce anche il lavoro del volontariato, bravissimi i Volontari del Faito AVF, affiancati dall’assessore Gennaro Cinque, ma anche altri come ci informa Giuseppe Buonocore :

“Oggi la Radioemergency Terra Delle Sirene, associazione onlus di protezione civile, ha messo in campo , nonostante la giornata di festa di Ferragosto, per servizio di prevenzione e avvistamento incendi sul territorio della Penisola Sorrentina,tre unità mobili costantemente geolocalizzate, ed ha effettuato per la prima volta un collegamento stabile wifi tra le postazioni e la sede centrale per l invio di immagini e video al fine di avere costantemente il punto della situazione e dare informazioni a chi era collegato tramite socialmetwork, tramite un ponte in 5 GHz .
Usati portatili VHF, ponte radio e ponte wifi. Telecamera ip con zoom.
Inoltre ha posizionato in un punto nevralgico una telecamera ip motorizzata per il controllo da remoto del territorio a scopo prevenzione incendi.
Soddisfatti della prova. Tutto ha funzionato.
Ringraziamo il sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino e il consigliere Marco D’Esposito per aver creduto in noi e averci concesso l uso della sede della protezione civile locale.
Speriamo di vedere presto cooperare con noi le pc comunali.”

Positano: la processione del 14 agosto tra mito e realtà

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La processione del quattordici agosto con la deposizione dell’immagine della Vergine sul fondale dello scoglio Mamma e Figlio è uno di quegli eventi  che prendono per mano la nostra memoria e l’accompagnano lungo il sentiero dei ricordi. Si tratta della rievocazione di un avvenimento tragico, in cui la realtà storica si  interseca  con le credenze popolari. La vicenda è nota a tutti, il 2 febbraio 1943 a largo di Positano due piroscafi italiani vengono affondati  da un sottomarino inglese. La maggior parte dell’equipaggio viene salvato dai pescatori positanesi che, incuranti del pericolo, misero i loro gozzi in mare e recuperarono i marinai ormai in balia delle onde. Uno dei siluri lanciati dal sommergibile, proseguì purtroppo la sua corsa verso terra andando a colpire il maestoso scoglio della Mamma e figlio distruggendolo completamente. Su questo scoglio era stata posta anni addietro un effige in ceramica della Madonna di Positano e molti nostri concittadini crederono in un intervento divino che, attirando a se il siluro, avesse salvato la torre di Fornillo e i suoi abitanti. L’effige della nostra Madonna finì sottacqua insieme al pezzo di scoglio su cui era alloggiata. Oggi non è quasi più visibile, rovinata da oltre sessant’anni di permanenza in fondo al mare. Per questo motivo due anni fa “l’Associazione Festa del Pesce Positano” realizzò, grazie alla collaborazione con il ceramista  Marco Salerno, una riproduzione di questa immagine e la  pose sul faraglione di terra, scampato  all’impatto con il siluro. L’intento fu quello di perpetrare un ricordo e renderlo visibile a tutti. La realizzazione del pannello ceramico di 6 mattonelle richiese mesi di studio e di confronto con l’artista man mano che l’opera veniva portata avanti. Molti i punti controversi su cui lavorare, il colore innanzitutto, l’immagine della Madonna infatti emergeva in primo piano su un insolito cielo notturno contornato dalle stelle a dalla luna. Il volto della Madonna, dolcemente sereno, quasi fanciullesco, non una matrona, ma una giovane donna amorosa e protettiva. Il risultato finale è ora sotto gli occhi di tutti, un dono alla nostra comunità per non dimenticare quello che siamo e da dove veniamo.

Paolo Marrone

Positano, morto Salvatore Fusco . Parte inchiesta su ospedale di Sorrento

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Positano, morto Salvatore Fusco . Parte inchiesta su ospedale di Sorrento . Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Salvatore Fusco, 69enne di  Positano ( era il fratello di Ernesto Fusco, lo “Sco”, amato ed apprezzato chef, molti lo ricordano per il Germano ai Mulini, poi ha lavorato al Parcheggio Di Gennaro,  ndr ) e residente a Piano di Sorrento morto in seguito a un intervento chirurgico nell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno.

La vicenda è uscita su tutti i giornali oggi perchè risultano indagati sei medici del nosocomio di Sorrento, dove l’anziano era stato inizialmente ricoverato.

I fatti risalgono al 6 agosto, quando l’uomo viene trasportato d’urgenza al «Santa Maria della Misericordia» a causa di forti dolori all’addome, come riporta Il Mattino a firma di Ciriaco Viggiano. Dopo gli esami di rito, i medici lo dimettono prescrivendogli una cura a base di farmaci. Il malessere, però, non passa e il 9 agosto l’anziano torna in ospedale dove i medici ipotizzano addirittura una gangrena gassosa: una sindrome infettiva acuta a rapida diffusione, spesso letale. Di qui il trasferimento all’ospedale di Salerno, dove è attivo un reparto specializzato proprio in malattie infettive. Al Ruggi d’Aragona, l’11 agosto, il 69enne viene sottoposto a intervento chirurgico. Tutto sembra essere andato per il verso giusto, ma il giorno dopo Fusco muore. Ecco perché, il 13 agosto, i familiari del 69enne decidono di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

Scatta così l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata. Delegati dal pm Sergio Raimondi e diretti dal capitano Marco La Rovere, i carabinieri della compagnia di Sorrento sequestrano la cartella clinica dell’anziano. Al vaglio di inquirenti e investigatori c’è ora la posizione dei sei medici dell’ospedale di Sorrento che hanno prestato le cure a Fusco tra il 6 e il 9 agosto e ai quali sono già stati notificati gli avvisi di garanzia. A chiarire le cause della morte del 69enne – ed eventuali responsabilità del personale sanitario – sarà l’autopsia: giovedì mattina, negli uffici di Torre Annunziata, il conferimento dell’incarico al medico legale.

Fusco  lascia la moglie Rita Russo e due figli

La redazione di Positanonews si stringe al dolore dei familiari, parenti ed amici.

Ci teniamo a precisare che la vicenda come su descritta è quanto riporta Il quotidiano Il Mattino di Napoli e hanno ripreso anche altri giornali, che in quanto giornale locale non possiamo non riportare quanto scrive il principale quotidiano della Campania e del Sud Italia, ma che i fatti non potrebbero essere esattamente così come riportati nel dettaglio ed in particolare, come ci riferì il cognato, a Sorrento non avrebbero saputo diagnosticare la patologia con tutte le conseguenze del caso. Dunque solo la magistratura e Dio potranno appurare la verità. 

Incendio al Faito, Positanonews segue gli eventi in anteprima

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Positanonews sta seguendo con attenzione la vicenda dell’incendio sul Monte Faito, i Carabinieri hanno scortato via i turisti e cittadini in fuga, delle case sono state evacuate. Fuoco a ridosso delle piazzale dove sorge la stazione d’arrivo della funivia.

Questa mattina, all’alba, una grossa nuvola nera ha coperto il cielo di Vico Equense. Un fumo denso che ha annunciato un giorno di allarme sul fronte degli incendi in Campania. Brucia il monte Faito. Le prime segnalazioni delle fiamme alle sette. Poi la paura. La strada d’accesso dal paese alla montagna è stata chiusa. I mezzi di soccorso sono entrati in azione. Cittadini e turisti, scortati dai carabinieri, sono stati evacuati da case e alberghi. È un attentato al monte Faito, nel giorno di Ferragosto, nel momento della rinascita”, tuona il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore. Da località “La Conca” le fiamme sono giunte fino a piazzale dei Capi in prossimità di case e alberghi, proprio a ridosso dell’area sottostante il piazzale dove sorge la stazione di arrivo della Funivia. Evacuate diverse abitazioni. “Alcuni hanno deciso di restare, molti hanno seguito il nostro invito ad allontanarsi – spiega il primo cittadino – Le fiamme sono arrivate vicinissime al campo sportivo e al B&B il Castagneto. E’ tutto sotto controllo, ma la situazione è grave”. I carabinieri della compagnia di Sorrento, insieme ai vigili urbani di Vico Equense, hanno accompagnato turisti e i residenti a valle, percorrendo la strada di Quisisana (riaperta per l’emergenza).

Al lavoro da ore due elicotteri e un canadair. “Sono stato tra i primi ad accorgermi dell’incendio e ho dato l’allarme stamattina, alle 7. Sono accorsi immediatamente i vigili del fuoco, la polizia municipale, i carabinieri, guidati dal capitano Marco La Rovere. In via precauzionale abbiamo evacuato case e alberghi – racconta Andrea Buonocore – Quante? Non so esattamente, tante però. C’è tanta paura. Ma le forze dell’ordine e il Comune sono al lavoro”. Chiusa la Funivia. Chiuse le strade. Le fiamme sono concentrate sul versante Moiano, località Formiello. “Gente malvagia ha deciso di colpire il Faito nel cuore di un giorno di festa, nel momento della rinascita, dopo tanti anni di incuria e abbandono” è addolorato il sindaco. A Inizio agosto un altro incendio aveva bruciato ettari del bosco sul monte Faito.

Positano, a Fornillo uomo furibondo voleva picchiare una ragazza: caos in spiaggia

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Stanotte sulla spiaggia di Fornillo a Positano, un uomo furibondo stava per picchiare una ragazza e nella foga gettava sdraio in mare. La situazione ha gettato scompiglio tra le persone presenti sulla spiaggia, ed è dovuto intervenire Guido del lido Da Ferdinando che ha messo in salvo la ragazza.

L’uomo rabbioso è dell’Agro Nocerino, era visibilmente in uno stato alterato e sconnetteva. Diceva di appartenere alla security, che parlava italiano e inglese. L’uomo alla fine si è dato alla fuga ma è stato preso dai Carabinieri al bivio della spiaggia, mentre giungevano sul luogo dell’accaduto.

incendio al Faito

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Ancora Una Volta il Faito in fiamme.
i Volontari del Faito (A.V.F.) diretti da BUONOCORE Aldo già ieri sera avevano sventato un tentativo di incendio da parte di un PIROMANE. Non contento lo stesso piromane alle 6,20 di stamane ha portato a conclusione la sua opera criminale ritentano l’incendio. Purtroppo questa volta è riuscito nel suo intendo, ingenti i danni materiali alla vegetazione mediterranea del Faito, alla pineta e alla sua già precaria attività turistica-ricettiva. intanto il piromane, persona del luogo, è stato denunciato a piede libero alle autorità locale. Molte abitazioni ed hotel del Faito, in via precauzionale, sono state evacuate.I Volontari del Faito, a cui deve andare il nostro plauso,i Vigili del Fuoco, volontari, elicotteri e un canader sono tutt’ora impegnati a spegnere le fiamme sul Faito. Grazie a tutti per l’impegno, tenacia e spirito di sacrificio in cui sono impegnati in questo momento così tragico.

Positano successo della processione Via mare e dei Tammore VIDEO

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Positano, Costiera amalfitana . Grande successo per la consueta manifestazione della processione via mare per la Madonna Assunta con la cerimonia con i sub allo scoglio della Mamma e del Figlio poi la melonata in ricordo delle tradizioni con il Cilento che arrivava da Paestum poi successo della musica dei Tammorre i cui video messi ieri su positanonews, qualcuno con errore, sono da attribuire a loro, con new entry di cui non abbiamo avuto i nomi speriamo che qualcuno ci mandi tutta la composizione della squadra a direttore@positanonews.it auguri buon ferragosto

Incendio Faito, chiusa la strada: panico per turisti sul Molare

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Chiusa la strada Monte Faito, preoccupazione e situazioni di panico, con turisti che scappano sul Molare. Sul posto ci sono il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore e il consigliere comunale Carolina Apuzzo, che hanno commentato così sull’emergenza incendio: siamo qui dalle 7 di stamattina che stiamo lanciando l’allarme, abbiamo bisogno di aiuto, non è possibile vivere in queste condizioni”

L’incendio sta minacciando delle abitazioni e circondando di fiamme il B&B Il Castagneto e il Bar Balvedere. Turisti spaventati si sono raccolti sul Molare e i roghi stanno aprendo più fronti di fuoco. Oramai sono diversi giorni che focolai si ravvivano sul Faito, con le fiamme a minacciare la montagna da luglio scorso.

Il 19 agosto al mare di Meta c’è  Alla scoperta del mondo sommerso

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Il 19 agosto al mare di Meta c’è  Alla scoperta del mondo sommerso

Alla scoperta del Mondo Sommerso: che cosa è?

“Alla scoperta del Mondo Sommerso” è una bellissima opportunità di fare snorkeling, pensata per adulti e per bambini, per dar modo di conoscere meglio il nostro mare e i suoi fondali, in compagnia di professionisti che insegnano ad amare e rispettare l’ambiente in cui ci troviamo.

“Alla scoperta del Mondo Sommerso” promosso da ONESEA Alliance (http://www.onesealliance.org/) e da La Grande Onda è organizzato a Meta di Sorrento, in un tratto di mare caratterizzata oltre che da bellissimi panorami, soprattutto da elementi naturali molto particolari, che lo rendono sicuro e perfetto per l’esplorazione di flora e fauna.  Si parte dal tratto di spiaggia libera adiacente al lido Marinella: qui il biologo marino Fabio Vinci accoglie i partecipanti e con l’utilizzo di schede plastificate, di una lavagnetta e di un atlante della flora e fauna marina inizia a raccontare tutto ciò che riguarda l’ambiente circostante.

Poi, sempre in compagnia del biologo ci si immerge per scoprire il mondo sommerso e per toccarlo “con mano”. Si inizia la perlustrazione di in un tratto di mare basso, sicuro e alla portata di tutti, analizzando tutte le forme di vita che si incontrano durante la nuotata: pesci, crostacei, molluschi, alghe, posidonie, anellidi ed echinodermi.

Si scopre così che il nostro mare presenta aspetti inattesi ed si iniziano ad imparare tante utili nozioni sulla ricchezza e sullo stato di salute del nostro mare.

 

Alla scoperta del Mondo Sommerso, Spiaggia di Meta – sabato 19 agosto 2017  Informazioni pratiche:

Per info ed iscrizioni

Dr. Fabio Vinci 3498768640

L’escursione parte alle 10.00 da Meta (spiaggia libera adiacente Lido Marinella) e dura circa 1 ora e mezza

Il costo di partecipazione è di 5,00 euro per gli adulti ed è gratis per bambini dai 7 a 12 anni.

Dotazioni: una maschera

In caso di condizioni meteo marine avverse l’escursione sarà rimandata.

 

 

Vico Equense. Festività estiva santi patroni Ciro e Giovanni. Parroco: “Evento che coinvolge tutta la città”. PROGRAMMA

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Vico Equense. Come ogni anno ritorna la tanto attesa festa estiva dei Santi Patroni Ciro e Giovanni, non meno importante di quella celebrata il 31 gennaio, giorno del loro martirio.

Senza alcun dubbio è di notevole interesse, rilevante ed apprezzabile non solo perché cade nel periodo estivo, la penultima domenica d’agosto ma perché si celebra l’arrivo a Vico Equense delle insigne reliquie dei due martiri (le ossa per intenderci). Sono così tanti eventi, che è quasi difficile riassumerli in poche righe.

Ho raggiunto anche il parroco della parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni, patroni della città, don Ciro Esposito che con poche parole semplici ha sintetizzato questo grande evento: “la festività dei Santi Martiri Ciro e Giovanni è un avvenimento, anzi un vero e proprio evento che coinvolge tutta la città. In questa penultima domenica di agosto festeggiamo a Vico l’arrivo grazie all’interessamento del Vescovo di Vico Equense S.E. Mons. Giovanni Battista Repucci, delle insigne reliquie dei nostri patroni dalla chiesa dei gesuiti, il Gesù Nuovo di Napoli, via mare grazie anche all’apporto del padre gesuita e altro importante santo, San Francesco De Geronimo. Una festa che porta in città tante persone grazie anche ai tanti eventi che fanno da contorno. Non dobbiamo perdere queste belle tradizioni, dobbiamo esserne portatori nel tempo e custodirne nel futuro”.

Per il passaggio della solenne processione, è richiesto agli abitanti delle strade toccate di preparare i balconi con drappi ricamati e abbellire i portoni come si faceva un tempo, perché bisogna mantenere vive le tradizioni che sono la trasmissione nel tempo e nella memoria di ciò che i nostri antenati ci hanno voluto lasciare, tramandandole di generazione in generazione e per questo dobbiamo amarle e difenderle sempre con forte fede e devozione!

Un evento nell’evento perché nella vigilia della festività, dopo la Solenne Concelebrazione Eucaristica, l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia S.E. Monsignor Francesco Alfano insieme al sindaco Andrea Buonocore, intitolerà la Piazza antistante la chiesa parrocchiale ai Santi Patroni con un iconografia dei martiri. Per la prima volta dopo tanti anni, la processione passerà per viale della Rimembranza.

Si riaccenderanno i forni dell’Associazione “Pizza a Vicogiovedì 17 agosto, ore 20.30, in concomitanza con l’inizio delle celebrazioni e dell’isola pedonale che è stata organizzata per tutti i giovedì del mese di agosto dall’amministrazione comunale. Saranno quattro i forni collocati su corso Filangieri, per una serata che coniugherà sapori e tradizioni. L’incasso sarà interamente devoluto in beneficenza alla Parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni.

La distribuzione dell’olio santo del santo medico e taumaturgo San Ciro, avverrà la domenica, giorno di festa, fuori la chiesa parrocchiale.

Il triduo sarà officiato da don Antonio Fucci, giovane sacerdote della Diocesi di Avellino.

Sono state invitate alle celebrazioni e alla processione tutte le Confraternite e Parrocchie del territorio. Si dovrebbe ristabilire la vecchia legge della diocesi, dove si diceva che alle processioni del sacramento del patrono, devono partecipare tutte le parrocchie e tutte le confraternite della città.

Domenica 20 agosto il Sindaco e l’Amministrazione comunale, alle ore 18.45, consegneranno le chiavi della Città ai due Martiri, a seguire la celebrazione eucaristica con al termine dalla chiesa parrocchiale la partenza della processione con i busti reliquari.

Lunedì 21 agosto alle ore 23.00 grande sarà l’attesa per lo spettacolo pirotecnico a mare, che concluderà i festeggiamenti dei Santi Patroni, diventando un appuntamento consolidato che richiama ogni anno migliaia di persone dall’intera penisola sorrentina, dalla costiera amalfitana e dal napoletano. La ditta “Pirotecnica Sorrentina” illuminerà con le sue scenografie pirotecniche dalla Marina di Vico, il litorale e il Castello Giusso.

QUI trovate l’elenco dei posteggi (cioè le famose “bancarelle”) ammessi alle celebrazioni.

PROGRAMMA RELIGIOSO

Giovedì 17 agosto
ore 9.00 Celebrazione Eucaristica
ore 18.30 Santo Rosario
Venerdi 18 agosto
ore 9.00 Celebrazione Eucaristica
ore 18.30 Santo Rosario
Sabato 19 agosto
ore 9.00 Celebrazione Eucaristica
ore 19.00 Solenne Concelebrazione Eucaristica con l’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia S.E. Monsignor Francesco Alfano e intitolazione della piazza antistante la chiesa ai Santi Patroni con un iconografia dei martiri da parte del vescovo e del sindaco

Domenica 20 agosto
Messe ore 7.008.00 9.00 – 10.0011.30
ore 18.45 consegna delle chiavi della città ai Santi Patroni
ore 19.00 solenne celebrazione eucaristica e processione per le strade del centro

PROGRAMMA CIVILE

Giovedì 17 agosto
Aspettando la festa – Serata culinaria organizzata dall’associazione “Pizza a Vico” lungo corso Filangieri dalle ore 20.30
Venerdì 18 agosto
Chiesa parrocchiale ore 21.00 Concerto D’Organo
Sabato 19 agosto
Piazza Marconi ore 21.00 Tropicana e Gennaro De Rosa
Domenica 20 agosto
Piazza Marconi ore 21.00 Concerto del Complesso Bandistico Città di Fisciano
Lunedì 21 agosto
Marina di Vico ore 23.00 Spettacolo Pirotecnico

STORIA

Nulla sappiamo di preciso circa l’anno in cui fu introdotto nel nostro territorio il culto ai Santi Ciro e Giovanni, anche se innumerevoli tracce fanno pensare ad un’ epoca antica; riguardo invece al modo con cui esso è giunto le ipotesi più probabili sono due: la strada del mare e quella dei monti.

Per strada del mare si intende l’intenso e quotidiano traffico marittimo tra Vico e Napoli, per cui non è difficile immaginare che i nostri concittadini del tempo abbiano conosciuto e frequentato la Chiesa dei Santi Ciro e Giovanni nelle vicinanze del porto di Napoli e via via ne abbiano introdotto il culto a Vico.

La strada dei monti è invece quella che collega il territorio vicano con la Costiera Amalfitana, attraverso il valico di Santa Maria del Castello: infatti c’è notizia di una chiesa dedicata a San Ciro nella cittadina di Minori già prima dell’anno Mille e sembra che anche il capo del Santo fosse venerato in una chiesa di Salerno.

Comunque sia giunto, è certo però che il culto a San Ciro e San Giovanni è andato sempre più crescendo a Vico Equense tanto che ben presto la popolazione li acclamò suoi patroni, costruendo un piccolo tempio in loro onore. Fondamentale poi fu l’opera di Mons. Giovanni Battista Repucci, Vescovo di Vico dal 1657 al 1688, il quale riuscì ad ottenere dai Padri Gesuiti del Gesù Nuovo di Napoli alcune reliquie dei Santi, le quali furono accolte solennemente alla Marina di Vico il 5 maggio 1686.

Esse consistevano in una mascella superiore con cinque molari e quattro denti, un osso lungo e grosso quanto un dito ed un altro osso piccolo per quanto riguarda San Ciro; per San Giovanni, invece, si ebbe una mascella con quattro molari, un osso della dimensione di un dito piccolo ed un altro ossicino.

Altro contributo notevole al culto verso i Santi Patroni fu dato da Mons. Francesco Verde, Vescovo di Vico dal 1688 al 1700, che fece realizzare da un ignoto argentiere napoletano il busto d’argento di San Ciro; quello di San Giovanni è stato invece realizzato solo in tempi recenti, nel 1999, per volere dell’ex parroco don Fabio Savarese.

Dal 1686 divenne poi tradizione festeggiare, oltre l’anniversario del martirio il 31 gennaio, anche la traslazione delle reliquie a Vico; prima la festa avveniva nel mese di maggio, poi fu spostata a luglio ed infine, come è al presente, a fine agosto.

Tutti i Vescovi che si succedettero alla guida della diocesi di Vico contribuirono largamente al radicamento sul territorio del culto a San Ciro e San Giovanni; ed anche la successiva soppressione della diocesi equense e la sua aggregazione a quella di Sorrento non influenzò minimamente tale devozione.

Infatti essa è sempre rimasta costante ed ancora oggi si manifesta visibilmente presso i simulacri dei Santi nella chiesa parrocchiale; per poi esplodere due volte all’anno in un sincero e sentito canto di lode che vede tutti i vicani uniti “dai monti e dal mar”.

Faito incendio grave anche a ferragosto. Case a rischio a Moiano e Pacognano. Aggiornamenti VIDEO

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SOTTO AGGIORNAMENTI .Faito incendio grave anche a ferragosto . La foto è impressionante scattata da Pane dove si vede la montagna che si affaccia fra Castellammare di Stabia e Vico Equense in una nuvola di fumo,  postataci da Peppe Coppola Photo 105 che come sempre è attento e presente a tutte le emergenze della Penisola Sorrentina. La cosa grave è che al Faito , dopo l’incendio di una settimana fa, il fuoco covava sotto le ceneri, come pure i probabili incendiari. Ieri e l’altro ieri altri piccoli incendi con i canadair oggi a ferragosto dopo aver lanciato l’allarme e aver scritto già questa mattina l’inferno.

AGGIORNAMENTI DELLE 9,30

Stanno intervenendo gli elicotteri, ma ancora non sono arrivati i canadair . Le fiamme sono arrivate vicino alle case di Moiano. Altro principio di incendio fra Preazzano e Pacognano. Sono incendi probabilmente dolosi vista la dinamica e la tempistica. Si tratta dell’ennesimo incendio che questa estate sta flagellando il Faito. Solo ieri i canadair ed i vigili del fuoco sono riusciti ad avere la meglio sull’incendio che si era sviluppato sopra la collina di Pozzano, spento una prima volta e poi ravvivato dalle raffiche di vento del giorno dopo.
Quello più grave finora è l’incendio che ha interessato Monte Megano, la cui cima lato sud è stata completamente distrutta dalle fiamme.

AGGIORNAMENTI DELLE 10,30

Sul posto sono giunte autobotti dei vigili del fuoco e protezione civile, volontari del Faito mentre arrivano anche i canadair. Le abitazioni sono al momento fuori pericolo immediato, ma il rischio c’è sempre ed i turisti sono terrorizzati per le fiamme e la strada del Faito è stata chiusa .  La politica poi ci ha pensato a dare un altro colpo al Faito, non riaperta , come promesso, la funivia, mentre la strada del Quisisana, che oltre a essere utile per poter  sviluppare il turismo è anche una possibile via di fuga, è ancora chiusa. Video Fabio Fusco

Ferragosto sulla spiaggia di Marina Grande: no a bottiglie di vetro e ad alcolici

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– Ferragosto tranquillo a Capri, scatta l’ordinanza del Comune. Nella serata del 15 agosto, in occasione della festa “Le note del mare” che si terrà sulla spiaggia di Marina Grande trasformata in grande discoteca in riva al mare, sarà vietato introdurre nell’area adibita alla manifestazione contenitori e materiali in vetro e bevande alcoliche e superalcoliche. L’ordinanza, firmata dal sindaco Gianni De Martino e trasmessa a tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio, è stata adottata a tutela dell’incolumità pubblica e per la salvaguardia dell’arenile. Chi dovesse violare l’ordinanza portando bottiglie in vetro o bibite alcoliche sulla spiaggia in occasione della festa, che si terrà dalle 21 fino all’1 di notte, rischia una multa fino a 500 euro. I controlli sono affidati alle forze dell’ordine. Sulla spiaggia di Marina Grande durante la festa di Ferragosto è previsto anche un servizio di security a cura del Comune di Capri.
“Sarà – dice l’assessore Vincenzo Ruggiero – una grande festa di Ferragosto come tutti gli anni, con musica e divertimento e lo spettacolo pirotecnico a conclusione della serata. Sarà potenziato per l’occasione il servizio di trasporto pubblico, con funicolare, autobus e taxi. Ringraziamo il beach club Le Ondine e Gemma Rocchi per la preziosa collaborazione ed ospitalità. Subito dopo la festa si provvederà, infine, ad un lavaggio generale della spiaggia”.

INFORMATORE POPOLARE

Politica: Sorrento Di Prisco in pole Gargiulo vs Coppola. Meta entrano Starita e Antonelli. Poi gli altri..

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Politica Sorrento Di Prisco in pole Gargiulo vs Coppola. Meta entrano Starita e Antonelli. Sant’Agnello in fibrillazione. Un pò di movimenti politici in Penisola Sorrentina , quello più evidente è Meta dove Peppe Tito ha revocato le deleghe a tutti, salvo il vicesindaco e poi la Balzano che ha rimesso dentro altrimenti non aveva il numero legale per procedere. Riflettori puntati su Angela Aiello , quota PD, che non si scompone mentre si vocifera di una possibile entrata di Starita , ex assessore ai lavori pubblici vicino a Trapani. Che sarebbe un segno per mostrare che il ruolo del segretario del PD ha avuto un peso. Ma si parla anche di Antonelli, l’ex sindaco fece una lista che in effetti impedì sopratutto ad Antonella Viggiano di diventare sindaco. Insomma al momento un sacco di chiacchiere, ma nulla di concreto, se ne parlerà sicuramente a fine estate. A Sorrento si è già praticamente in campagna elettorale a spiccare, secondo gli osservatori, lo scontro sotterraneo fra Mario Gargiulo assessore agli eventi vicino al sindaco Cuomo e Massimo Coppola assessore super votato, si parla di un rimpasto in Giunta , con l’entrata di Di Prisco, che sta ben operando, e la possibile designazione di Coppola o Gargiulo come vicesindaco, ma mentre riteniamo possibile che a Di Prisco venga riconosciuto qualche ruolo, non crediamo che Cuomo voglia rompere gli equilibri proprio ora. Negli altri paesi fibrillazione a Sant’Agnello, Sagristani dovrà fare a meno di Castellano e Pasquale Esposito almeno cosi dicono anche i diretti interessati, bisogna trovare delle alternative che facciano quadrare il cerchio e il sindaco ha già le sue idee. Mentre in maggioranza non tutto è chiaro e definitivo . All’opposizione c’è fibrillazione fra Orlando che aspira alla ricandidatura e il gruppo che non ha ancora deciso, Gnarra dice che non si ricandida, mentre il PD con la Gargiulo annuncia una lista, ma ci sono anche altre liste in vista. A Piano ci si dibatte sui pini di Villa Fondi, ma ci sono tanti problemi ancora da affrontare,  per il momento Vincenzo Iaccarino ha meno polemiche extraconsiliari, ma in autunno ricominceranno anche quelle, anche se bastano già queste e le opposizioni di Podemos con Michele Maresca stanno facendo sentire la loro voce,  a Massa Lubrense la questione delle questioni è sempre Marina della Lobra e si vedrà che succede, Balduccelli poi si riconfermerà o ci proverà Giovanna Staiano? Vico Equense notiamo un risveglio politico di Maurizio Cinque che riesce a coinvolgere sopratutto nella vicenda TARI. E le politiche? Tutto fermo , Tito ha ambizioni, ma crescono le quotazioni del vicino sindaco di Agerola Luca Mascolo, per gli altri sindaci,  per Sagristani o anche  Cuomo  che pure ci terrebbe, non ci sono grandi possibilità, a meno di una sorpresa

Fiamme sull’esodo di ferragosto: auto brucia sull’autostrada del Mediterraneo

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È completamente avvolta dalle fiamme l’automobile, diretta verso sud sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che poco dopo lo svincolo di Battipaglia ha preso fuoco. A segnalare la situazione di estremo pericolo, alcuni battipagliesi che, affacciandosi dalle finestre delle proprie abitazioni hanno visto chiaramente la scena. Al momento, l’automobile, parcheggiata lungo una piazzola di emergenza, è ancora in fiamme e da essa si solleva una nera colonna di fumo. I passeggeri dell’automobile, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero riusciti a mettersi in salvo. Proprio in questi minuti le sirene dei Vigili del Fuoco segnalano l’arrivo dei soccorsi.

di Marco Di Bello IL MATTINO.IT

Infermiere trova 1.500 euro in un cuscino e li restituisce alla paziente

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Infermiere trova 1500 euro in un cuscino e li restituisce alla paziente. É accaduto nel reparto di neurochiurigia dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania.

I soldi sono stati prontamente consegnati ai familiari della donna, originaria di Battipaglia. «Non pensavamo di trovare persone così oneste», il commento dei figli che hanno ringraziato l’infermiere Antonio Guzzo e tutto il personale in servizio nel reparto, con i dirigenti medici Eros Lamaida e Giovanni Parbonetti.

Una bella storia che arriva dai corridoi del presidio ospedaliero di Vallo della Lucania, struttura sanitaria di riferimento per tutto il territorio cilentano.

CARMELA SANTI IL MATTINO

Napoli, ferragosto col pienone: è boom di turisti tra i vicoli e il mare

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CRO 14-8-2017 Reportage su ferragosto San Gregorio (Newfotosud Antonio Di Laurenzio)

Nonostante il caldo, nonostante la cattiva fama, nonostante il mare non sia proprio bellissimo, quest’anno a ferragosto i turisti premiano Napoli. Nel centro cittadino non c’è angolo che non sia stato preso d’assalto dai visitatori di tutte le nazionalità. È come se ci fosse stato un cambio di popolazione: i napoletani sono in vacanza e al loro posto sono accorsi da tutto il mondo.

Non si conoscono ancora bene i dati di questa estate ma all’assessorato al turismo si prevedono numeri da record. «Basta guardarsi intorno – dice con soddisfazione l’assessore Nino Daniele – ci sono file davanti a tutti i monumenti, i ristoranti e i bar sono pieni ma soprattutto le strutture alberghiere sono quasi tutte esaurite. Per non parlare dei B&B: è davvero difficile trovare a Napoli posto per dormire».

Un successo che conferma il boom di Pasqua e Pasquetta quando in città si segnalò il tutto esaurito. Per avere numeri certi bisognerà aspettare ancora qualche settimana ma per il momento un dato è sicuro: negli ultimi cinque anni il turismo in Campania è aumentato del 1,6%, ponendo la regione al primo posto per numero di visite tra quelle del Sud Italia. Sono questi i dati del Rapporto sul Turismo 2017 fatto da UniCredit e Turing Club Italia che sono molto incoraggianti soprattutto per quanto riguarda Napoli: la preferiscono il 64% di chi sceglie la Campania per le proprie vacanze. «Praticamente si è capovolta quella situazione mordi e fuggi che c’era fino a qualche anno fa – ha spiegato Daniele – adesso si parte da Napoli e poi si va a visitare la Costiera, Pompei, Capri e le altre bellezze regionali, non viceversa».

Cosa ha reso Napoli una meta appetibile negli ultimi anni? «È cambiata molto la percezione che si ha della nostra città – ha detto l’assessore al turismo – e poi si sta diffondendo sempre di più nell’immaginario collettivo l’essere napoletano grazie a tanti scrittori, registi e artisti». Per esempio Elena Ferrante. Chiunque essa sia ha certamente il merito di aver portato a Napoli frotte di turisti in cerca dei suoi personaggi e dei suoi luoghi. E lo stesso hanno fatto altri scrittori come Maurizio De Giovanni o registi come Gianni Amelio.

Probabilmente Napoli non è mai stata così piena di turisti a ferragosto. Per non deludere le aspettative sono numerosi gli eventi e le attività da fare durante l’arco della giornata. Fino a sera, quando sul lungomare si svolgerà la notte della Tammorra con tanti artisti della tradizione folkloristica partenopea. Verso la mezzanotte i fuochi d’artificio a mare, come quelli di Capodanno, coloreranno la notte di chi ha scelto per le vacanze Napoli.

IL MATTINO DI NAPOLI

Ercolano, un bambino di 11 anni smette di respirare: salvato dalla Croce Rossa

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Ercolano, un bambino di 11 anni smette di respirare: salvato dalla Croce Rossa. Stava giocando con alcuni amici coetanei, a riva, su una spiaggia di Ercolano, quando in seguito a dolori al petto ha smesso di respirare e ha chiesto aiuto alla mamma. Parliamo di un bambino di 11 anni, colpito da arresto cardio respiratorio mentre era in vacanza con i genitori. L’episodio è riportato dalla redazione regionale Ansa. I genitori hanno immediatamente chiesto aiuto e chiamato i soccorsi: la Capitaneria di Porto di Torre del Greco ha smistato la richiesta alla Croce Rossa di Ercolano.

Sul posto sono intervenuti rapidamente gli uomini della Capitaneria di Porto e una infermiera, volontaria della Croce Rossa: il suo nome è Nancy Scognamiglio. È stata lei a rianimare il bambino con un massaggio cardiaco fortunatamente andato a buon fine. “Sono intervenuta subito”, racconta l’infermiera all’Ansa, “ed è stata un’emozione sentire il bambino respirare nuovamente, il suo colpo di tosse e l’abbraccio dei genitori resteranno tra i miei ricordi più belli”. L’undicenne si trova ora ricoverato all’ospedale Santobono.

FONTE http://www.napolitoday.it/cronaca/bambino-arresto-cardiaco-ercolano-croce-rossa.html

Vescovo,incendiari?Almeno Isis rivendica

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L'incendio divampato sulla strada che collega il mare con la strada Castiglionese a Marina di Grosseto. Lungo il viale in fiamme la folta vegetazione e soprattutto pini. Nel rogo è rimaste bruciata o danneggiata una decina di auto parcheggiate lungo la strada. Nella stessa zona nel 2012 andarono in fumo 70 ettari di boscaglia. Grosseto, 16 luglio 2017. ANSA/ MATTEO ALFIERI

ERCOLANO (NAPOLI),  – Gli incendi che hanno devastato ettari ed ettari di verde al Vesuvio sono frutto di un ”disegno preciso, una regia, una strategia criminale che ha provocato un dramma dalle conseguenze incalcolabili”. Lo ha detto il vescovo di Acerra (Napoli), Antonio Di Donna. “Ci sono tanti modi per uccidere ma così si uccide il futuro di intere generazioni. Vigliacchi e codardi. Almeno i terroristi dell’Isis hanno il coraggio di rivendicare le loro azioni criminali, questi no”.

ANSA

Rapina gioielleria,identificato complice Colpo a Castellammare di Stabia con fucile

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NAPOLI,  – E’ stato identificato dai carabinieri l’ultimo complice della banda che il 23 marzo scorso rapinò una gioielleria di Castellamare di Stabia (Napoli). A entrare in azione furono in quattro. Il gioielliere fu prima ferito con un taglierino e poi minacciato con un fucile a canne mozze.
Tre dei quattro complici furono arrestati dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia stabiese il 12 giugno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravata, lesioni aggravate, porto e detenzione illecita di arma clandestina e ricettazione. Oggi è stato identificato il quarto complice, colui che – secondo quanto ritengono i carabinieri – imbracciava il fucile e che percosse il gioielliere perché era ‘poco collaborativo’.
Già detenuto a Poggioreale, Pasquale Cucciniello, 55enne, di Giugliano (Napoli), è stato raggiunto dall’ordinanza emessa dal gip di Torre Annunziata.

(ANSA).

Corea del Nord, Kim frena: osservo azioni Usa prima di sparare

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FILE - In this April 15, 2017, file photo, North Korean leader Kim Jong Un waves during a military parade in Pyongyang, North Korea. North Korea said Tuesday, Aug. 15, 2017 that leader Kim Jong Un was briefed on his military's plans to launch missiles into waters near Guam as part of an effort to create "enveloping fire" near the U.S. military hub in the Pacific. (ANSA/AP Photo/Wong Maye-E, File) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, afferma che prima di lanciare missili verso Guam guarderà “un altro po’ il folle e stupido comportamento degli yankee”, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna citata dai media internazionali.

“Per disinnescare le tensioni e prevenire il pericoloso conflitto militare nella penisola coreana – afferma Kim, citato dalla Kcna – è necessario che gli Stati Uniti facciano innanzitutto scelte adeguate e le traducano in azioni, in quanto hanno compiuto una provocazione con l’introduzione di enormi attrezzature strategiche nucleari in prossimità della penisola”. Il leader nordcoreano ha parlato così durante un’ispezione al comando della Forza strategica a capo delle unità missilistiche della Corea del Nord, durante la quale è stato messo al corrente sui dettagli del piano di lancio missili verso il territorio statunitense di Guam. Kim “ha esaminato il progetto per lungo tempo” e “ha discusso” con gli ufficiali del comando, spiega la Kcna, costatando che le forze armate di Pyongyang sono pronte a lanciare i missili in qualsiasi momento.

Gli Stati Uniti “eliminerebbero” qualsiasi missile nordcoreano che fosse visto essere diretto verso il suolo americano, ha dichiarato ieri sera il segretario alla Difesa statunitense Jim Mattis. E ha aggiunto che qualsiasi attacco da parte di Pyongyang potrebbe portare alla guerra.

“Se sparassero contro gli Stati Uniti, questo potrebbe portare alla guerra molto velocemente”, ha detto Mattis, rimarcando: “Sì, si chiama guerra se ci sparano”. Il segretario alla Difesa americano ha affermato che i sistemi di rilevamento missilistico e di tracciamento degli Stati Uniti possono rapidamente sapere se un missile lanciato dalla Corea del Nord è diretto verso il suolo americano. Se un missile viene considerato diretto sull’isola, Mattis ha detto: “Lo faremo fuori”.

ANSA

Funivia del Faito chiusa pure a ferragosto, la politica malata di annuncite. Persi milioni per il Quisisana?

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Positanonews lo aveva detto e ci hanno accusato che eravamo malati di scetticismo, il problema è che la Funivia del Faito chiusa pure a ferragosto, ed è  la politica malata di annuncite.  I lavori che dovevano terminare prima a Pasqua poi ad Aprile e via via fino a ferragosto, non sono terminati mai. La “panarella” da Castellammare di Stabia a Vico Equense non è mai partita quest’anno. La colpa non la diamo a Vincenzo De Luca il presidente della Regione Campania che da Napoli aveva dato l’ok per questa funivia, almeno non solo a lui, ma a un sistema che non è in grado di mantenere le promesse e di essere capace di fra crescere il Sud. Al Faito non è arrivata la Funivia quest’anno ma solo fumo come abbiamo scritto, e non solo il fumo delle parole, purtroppo, ma anche degli incendi. Intanto mentre scriviamo seguiamo l’incendio di ferragosto , già in precedenza è stata chiusa la strada per il Faito, mentre quella alternativa è miseramente chiusa. Qualcuno ci ha anche detto che sono stati persi milioni di euro per riaprirla.. Insomma si parla di progetti megagalattici per far ripartire il Faito, basterebbe la normalità, far funzionare la funivia e riaprire la strada dal Quisisana, intanto mentre il medico studia il malato muore..

Francia: auto contro ristorante non è terrorismo, una ragazza morta e 7 feriti

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La Bmw grigia, che ha sfondato un locale a Sept-Sors, in Francia, provocando almeno un morto e cinque feriti. +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++

Resta provvisorio il bilancio delle persone rimaste ferite dopo che una macchina si schiantata contro una pizzeria alle porte di Parigi. Il portavoce del ministero dell’Interno, Pierre-Henry Brandet ha affermato ai microfoni di Bfmtv che per il momento sono 12 le persone ricoverate, di cui quattro in stato “di urgenza assoluta”. Brandet ha confermato la morte di una ragazza di 13 anni. Quello che è accaduto oggi in Francia “ad un primo esame non ha nulla a che fare con il terrorismo”. Lo ha detto il procuratore di Meaux, parlando dell’uomo che si è schiantato con la sua auto contro una pizzeria sulla Seine-et-Marne.

Il conducente della Bmw che si è schiantata contro una pizzeria a est di Parigi ha 39 anni e si trova attualmente in stato di fermo. Lo riporta Rtl. L’uomo è stato ritrovato in stato confusionale e ha dichiarato alla gendarmeria di volersi suicidare. Nella sua macchina sono state ritrovate delle armi. Il conducente dell’auto “ha dichiarato di aver voluto mettere fine ai suoi giorni senza successo. Avrebbe deciso di ricominciare in questo modo”, ha indicato una fonte giudiziaria, come riferisce Bfmtv.

Un’automobile di grossa cilindrata si è schiantata in serata contro la pizzeria a est di Parigi uccidendo una ragazzina di 13 anni anni e ferendo sette persone. L’automobile è rimasta incastrata nell’entrata del locale. Secondo quanto riportato dai media francesi, la bambina rimasta uccisa aveva otto anni. Dei sette feriti, cinque versano in gravi condizioni.

“Il conducente non ha precedenti penali, sarebbe depresso”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Interni francese, Pierre-Henry Brandet, a proposito dell’uomo che si è schiantato con la sua auto contro una pizzeria stasera a Sept-Sorts, sulla Seine-et-Marne. Il procuratore di Meaux ha parlato di “atto deliberato”, ma dalle prime dichiarazioni dell’uomo è stata scartata la pista terroristica.

ansa

Sisma: Gentiloni ad Arquata, su zone franche impianto solido Sindaco Amatrice

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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni con il Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal Terremoto del Centro Italia Vasco Errani in visita ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei centri maggiormente colpiti dal sisma che ha colpito il centro Italia, 14 agosto 2017. ANSA/CHIODI

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è arrivato nella frazione di Piedilama ad Arquata del Tronto, dove viene inaugurato il secondo villaggio di casette, e si è soffermato a parlare con il capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Claudio Graziano. Presente anche il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Il genio militare dell’Esercito sta procedendo intanto alla rimozione delle macerie nella zona.

“Rimozione macerie segnale indispensabile”  – “La rimozione delle macerie è uno degli argomenti importanti del percorso di ricostruzione, è un segnale indispensabile per guardare al futuro”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nella sua visita alla frazione di Piedilama, ad Arquata del Tronto, dove oggi sono state inaugurate 16 casette per i terremotati. “L’obiettivo di queste visite – ha aggiunto – è da una parte dare atto al lavoro che si sta facendo da una decina di giorni da parte del genio dell’Esercito per la rimozione della macerie, dall’altro è un’occasione per esprimere solidarietà ai sindaci e alle autorità locali, anche per rendersi conto dei problemi ed esercitare la pressione che è necessaria esercitare. Dobbiamo lavorare – ha ribadito – perchè le strozzature, le difficoltà che si possono manifestare siano affrontate. L’impegno del Governo è cercare di spingere il più possibile. Penso che abbiamo un buono impianto di ricostruzione, sul piano legislativo e finanziario e che la Protezione civile ha fatto uno straordinario lavoro. Per questo ringrazio Fabrizio Curcio. C’è sempre da spingere – ha concluso – per fare più velocemente e meglio.

Il sindaco di Amatrice intanto accusa il Governo:‘Sull’esenzione da tasse e contributi ci hanno preso in giro. Ho studiato il bando pubblicato dal ministero dello Sviluppo e c’è solo il credito d’imposta. questo non va bene’.

Ecco come ha risposto Gentiloni sulla questione: “Sulle zone franche abbiamo un impianto legislativo solido e l’impegno economico e finanziario più rilevante che ci sia mai stato nella ricostruzione di questi decenni in Italia. Non è stato fatto nulla di diverso di quello che è contenuto nella legge”.  “Se ci sono obiezioni – ha aggiunto Gentiloni – siamo sempre aperti per valutare le osservazioni. Se si può fare di più siamo sempre disponibili a parlarne, con Pirozzi, che merita il nostro consenso e supporto, e con tutti i sindaci. Non posso escludere che non ci siano difficoltà, perchè sarei un pazzo, siamo di fronte ad un compito enorme, ma abbiamo un buono impianto – ha ripetuto -, risorse economiche necessarie e l’impegno di tutti. Penso che ce la possiamo fare”. “Nella legge – ha ribadito infine il premier – è tutto chiaro, ma se ci sono cose da aggiustare le aggiustiamo”.

Sindaco Amatrice, su tasse problema Ue? Non è così -“Leggo sulla stampa che il problema è il limite ‘de minimis’ dell’Unione Europea, ma non è così. Il ‘de minimis è un regolamento dell’Unione Europea che dice che un’impresa, nell’arco di 3 anni, non può usufruire di agevolazioni per importo superiore ai 200mila euro. Mentre quello che io ho contestato è che nel Decreto Terremoto, e la circolare del Mise lo spiega bene all’articolo 10, si aggiunge un vincolo, ossia si stabilisce che una impresa potrà usufruire della esenzione di tasse e contributi ‘spalmando’ in tre anni l’importo a cui ha diritto anche se trattasi, ad esempio, di soli 10mila euro”. È quanto scrive in una nota il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, commentando i contenuti del regolamento emanato dal governo per le agevolazioni fiscali destinate alle imprese colpite dal terremoto. “Quindi – aggiunge Pirozzi – quell’impresa non potrà usufruire del 100% dell’esenzione fiscale e contributiva nell’anno fiscale di riferimento ma dovrà spalmarla per il 39% nel 2017, per il 33% nel 2018, e per il 28% nel 2019”.

Ceriscioli su tasse, si applica ciò che è previsto  – “Se uno si aspettava l’esenzione totale per tutti, questo non è scritto da nessuna parte”. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, a margine della visita del presidente del Consiglio Gentiloni a Piedilama di Arquata del Tronto, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla polemica innescata dal sindaco di Amatrice in merito all’esenzione dalle tasse nell’area del sisma. “Vediamo intanto – ha aggiunto Ceriscioli – di applicare quello che è stato previsto, e misurare poi sui fatti se c’è bisogno di altro. E’ vero che un comune è diverso dall’altro, ma il legislatore doveva per forza operare sui criteri già decisi”.

ansa

Positano e Maiori, le Regine del Ferragosto in Costa d’Amalfi. La meraviglia dei fuochi a mare

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L’appuntamento è alle 23 a Maiori  sulla Costa d’ Amalfi per concludere col clou a Positano alle 24 nella perla della Costiera amalfitana ci saranno in migliaia ad aspettare lo spettacolo  . La festività del Ferragosto, celebrate il 15 di Agosto con la commemorazione dell’Assunzione della Vergine Maria nel Paradiso, assume un significato particolare per la Chiesa Cattolica: in realtà questa è una festività ereditata dai romani che celebravano feste in onore di Diana.

Le Feriae Augusti, erano considerate nell’Impero Romano una pausa dal lavoro. Oggi, il Ferragosto, assume per gli italiani lo stesso significato. La Costiera Amalfitana è caratterizzata dalle tradizionali processioni, con i Santi Patroni rivolti verso il mare, seguite da spettacoli pirotecnici. Enormi flussi di turisti via terra e via mare, ogni anno raggiungono le località costiere per vivere questa festività.

Le regine di queste festività sono quindi Maiori e Positano: anche a Maiori, si celebra l’Assunzione della Vergine Maria, meglio conosciuta Santa Maria a Mare, in onore della statua trovata dai maioresi a mare nel 1204. Il centro del paese si riempie per l’atteso spettacolo pirotecnico delle ore 23.

A Positano dopo la processione della statua per la cittadina, a devozione dell’Assunta alle ore 24 ci saranno gli spettacoli pirotecnici su specchio d’acqua della ditta Senatore. Barche e yacht di lusso ancoreranno in mare per assistere a questi spettacoli pirotecnici, cullati dal mare e dalle coste della Divina.

Positano a Laurito e non solo, auto parcheggiate dagli ospiti e i positanesi senza posto

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Positano a Laurito e non solo, auto parcheggiate dagli ospiti e i positanesi senza posto . Abbiamo modificato titolo e parte del contenuto dell’articolo per evitare in alcun modo qualsiasi identificazione anche solo ipotetica

Ieri guidando il mio furgone  ho rischiato di scontrarmi con un auto che per evitare le auto in sosta in località Laurito  pressi atelier CIX ,ha necessariamente invaso la corsia in senso contrario in prossimità di una curva.  In detta zona risultano molti B & B che si pubblicizzano offrendo il posto in strada…. Ma allora ditemi voi la Statale a Positano è realmente un parcheggio ….

Arola (Vico Equense). L’amministrazione proroga il senso unico alternato in via Camaldoli

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Arola (Vico Equense). Un tratto di via Camaldoli, nella frazione Arola, che si dirama dalla Raffaele Bosco e raggiunge l’ex eremo dei Camaldoli, è una strada a carreggiata ridotta, che non consente il transito veicolare contemporaneo in ambedue le direzioni, e pertanto i veicoli in fase di incrocio sono soliti utilizzare piccole piazzole naturali contigue alla sede stradale per le manovre di svincolo.

A seguito di attività di recinzione di un fondo privato contiguo alla via, tratto immediatamente a valle della Torre di Guardia, sono state chiuse alcune piazzole naturali utilizzate per le manovre di svincolo, e pertanto allo stato attuale, lungo un tratto di via Camaldoli, della lunghezza di alcune centinaia di metri, si è venuto a creare uno stretto corridoio stradale, ove i veicoli procedenti in direzioni opposte sono costretti a fare decine di metri in retromarcia per poter effettuare le manovre di svincolo.

Con nota al protocollo n. 38804 del 02/12/2016, i residenti di Via Camaldoli hanno chiesto
l’installazione di un semaforo, nelle more di altri provvedimenti, per regolamentare il
transito nel tratto di via Camaldoli, in seguito alla chiusura delle piazzole naturali, che
fungevano da zona di interscambio.

Con ordinanza n° 34 del 13/02/2017 la circolazione in via Camaldoli, è stata regolamentata a senso unico alternato a mezzo di lanterne semaforiche, fino all’emissione di provvedimenti di diversa natura, al fine di risolvere la problematica alla base dell’emissione
dell’ordinanza n° 34/2017. Con ordinanza n° 116 del 12/05/2017 si prorogava l’ordinanza n° 34/2017 per le motivazioni in essa contenute.

Per il comandante della Polizia Municipale Ferdinando De Martino: “ad oggi l’Amministrazione Comunale non ha ancora emanato un provvedimento risolutivo della problematica ampiamente descritta nell’ordinanza n° 34/2017 e pertanto è necessario procedere, seppure in via temporanea, alla regolamentazione della circolazione in via Camaldoli, tratto interessato dalla recinzione del fondo privato, a mezzo di lanterne semaforiche”.

Così continua: “per le difficoltà di natura strutturale connesse alla particolare conformazione della strada, risulta opportuno prorogare il provvedimento di circolazione stradale a senso unico alternato, con semafori, fino all’adozione di altro idoneo provvedimento da parte dell’Amministrazione Comunale. Nell’area dei Camaldoli insiste un antichissimo monastero dei monaci camaldolesi, meta di numerosi visitatori, nonché attività ricettive di rilievo, che richiamano centinaia di persone, che giungono sui Camaldoli anche solo per ammirare lo splendido panorama della Penisola Sorrentina dal belvedere dell’eremo dei Camaldoli”.

Per tutto ciò quanto scritto, il comandante ha quindi ordinato, con decorrenza dal giorno 14 Agosto 2017, l’istituzione del senso unico alternato, regolamentato da semafori, in via Camaldoli, nel tratto immediatamente a valle della torre di guardia.

Positano e Maiori auto intralciano , arriva carro attrezzi e si sfiora la rissa. Intanto caos con americani ubriachi

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Positano e Maiori auto intralciano , arriva carro attrezzi e si sfiora la rissa. Intanto caos con americani ubriachi. Costiera amalfitana in difficoltà per il ferragosto come sempre. Il Carro Attrezzi è intervenuto alla Sponda a Positano verso Praiano e a Maiori, dove si è sfiorata la rissa evitata grazie all’intervento dei carabinieri di Amalfi. Intanto ci segnalano episodi di giorno e di notte di nord americani, USA e Canada, che ubriachi ne combinano di tutti i colori, arrampicati su una gru, si scontrano all’ingresso dei locali e cosi via.

Eventi

SAN ROCCO E IL SUO CULTO IN PENISOLA SORRENTINA

Il culto e la devozione a San Rocco, come suggerisce Don Fabio Savarese, nasce sicuramente a ridosso di una ondata di peste o colera,...