Gori all’attacco dei morosi in penisola sorrentina cittadini senza acqua a Natale esclusiva sul cartaceo di Positanonews

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Sul cartaceo di Positanonews troverete varie esclusive e, per chi compra il giornale,  in omaggio il panettone simbolo di Antonio Cafiero alla pasticceria Primavera, intanto alcuni cittadini di Sorrento rischiano di rimanere senza acqua a Natale, tutti i retroscena sul giornale in edicola 

Di Salvatore Caccaviello Anche in penisola sorrentina la società che gestisce le risorse idriche sul territorio è  decisa ad usare il pugno duro contro i morosi. Tenendo presente che la popolazione sorrentina si è sempre distinta per la sua correttezza, valutando il forte periodo di crisi e la situazione non affatto brillante dal punto si vista legale di chi vorrebbe far applicare la Legge, tale comportamento è considerato quantomeno fuori luogo.

 Sorrento – Le scorse settimane squadre di operai della Gori hanno setacciato il territorio della penisola in caccia di utenti morosi con l’intendo preciso di asportare i contatori dalle abitazioni. In alcuni casi ci sono riusciti ed i cittadini nel rientrare hanno constatato che i loro rubinetti erano a secco. Ora premettendo che non si vuole affatto giustificare  le morosità e comportamenti colpevolmente elusivi da parte degli utenti, da cui Positanonews chiaramente si dissocia, poichè le bollette vanno,quando si ha la disponibilità economica,sempre pagate. Tuttavia,approfondendo la questione crediamo che il problema sia più complesso. Considerando che l’acqua non è una merce come le altre,bensì è una sostanza libera in natura ed è vitale per l’esistenza umana come l’aria che respiriamo e quindi tutte le persone hanno diritto all’acqua.  Non essendo poi  possibile porla sul mercato come gli altri beni e servizi e non potendo avere vari gestori su di una stessa rete come nel caso dei telefoni e dell’energia elettrica non è possibile separare la proprietà e la gestione della risorsa. Ne risulta che chi come la GORI gestisce la risorsa ne ha nei fatti anche la proprietà, con tutti i risvolti  che ciò comporta. Per quanto riguarda le morosità ed il modo alquanto singolare ed a parer nostro davvero fuorilegge di operare sarebbe opportuno ricordare  che proprio la GORI sembrerebbe essere alquanto indebitata. Risulterebbe che i debiti con la sola Regione Campania (ente pubblico) ammonterebbero circa a 280 milioni di euro e ciò nonostante la società fino a qualche tempo fa continuava ad assumere personale mentre migliaia di imprese in un periodo di crisi cercano di sfoltirlo o come sempre più spesso chiudono. –  Tali debiti non sarebbero attribuibili alla morosità dei cittadini utenti ma sostanzialmente alla totale inefficienza della gestione ormai dimostrata da più di un decennio di sperimentazione sul territorio. Allora perché prendersela, in un periodo di crisi che non conosce precedenti con poche decine di utenti che magari lottano per sopravvivere e non venire loro incontro  stabilendo altre modalità di pagamento meno esasperate? Inoltre può una  grande società permettersi di non onorare i debiti nei confronti di un ente pubblico(RegioneCampania) che di quelle risorse ne ha assoluto bisogno per far funzionare ospedali, scuole, trasporti? Mentre appare assolutamente singolare come la Gori si può permettere di stare in piedi e di non portare i libri in tribunale con centinaia di milioni di euro non pagati mentre una  società come la EAV trasporti è fallita per un debito di 600.000 euro. Altresì sembra paradossale che dei 280 milioni di euro (soldi dei cittadini) che la Regione vanta come credito nei confronti di GORI, ben 70 sono stati condonati dalla stessa Regione. Quindi se la Regione condona ben un quarto del credito vantato, perché la stessa società non dovrebbe fare lo stesso, magari condonando parte dei crediti vantati nei confronti degli utenti delle fasce più deboli? –  Per quanto riguarda poi i distacchi è proprio la natura particolare della risorsa “tagliata” che ci fa dire che la stessa non può essere lasciata in mano al solo gestore ma deve avere organi sovraordinati a garanzia che debbano verificare le singole fattispecie e comunque, al di là del singolo comportamento elusivo, debba essere sempre e comunque garantito come diritto inalienabile la quantità minima (40 litri al giorno per persona) vitale. –  Sarebbe opportuno poi che una società che tratta un bene prezioso come l’acqua dovrebbe perseguire uno standard qualitativo più adeguato in riferimento al servizio erogato. Spesso si nota nei nostri elettrodomestici una quantità considerevole di calcio che tra l’altro potrebbe danneggiare anche la salute dei cittadini. Inoltre nonostante varie sollecitazioni, spesso anche da parte di Positanonews non sono mai stati comunicati all’utenza se i parametri di arsenico contenuti nell’acqua erogata lungo il territorio della penisola sorrentina, sono entro i limiti di deroga previsti dalla normativa vigente. –  Infine se si tiene ben presente  che con il Referendum del 12 e 13 giugno del 2011, la maggior parte degli italiani, ha dato l’indicazione di volere una gestione del servizio idrico gestito dal pubblico, fuori alla logica del profitto e con forme societarie non SPA. Oltre agli esiti referendari del 12 e 13 giugno 2011, bisognerebbe ricordare un parere del Consiglio di Stato che ha ribadito che l’acqua non è una merce qualsiasi per il semplice fatto che non è fungibile o sostituibile con qualcos’altro. Ora  partendo da tale punto fondamentale e tenendo presente il periodo di crisi che ormai da qualche anno attanaglia anche le famiglie della penisola sorrentina,che per la sua storia per la sua cultura possiamo ritenere , rispetto al contesto circostante,un popolo corretto quindi sempre puntuale alle scadenze, sarebbe opportuno che sia le Autorità, le Istituzioni ed infine la Società che gestisce il servizio idrico lungo il territorio rispondesse ad alcuni quesiti che Positanonews ha raccolto presso la cittadinanza.

Il primo,forse il più grave che sottoponiamo anche alla Autorità Giudiziaria, può una società ordinare ai propri operai di immettersi all’interno di proprietà private ed asportare i contatori? Tale azione non contrasta con l’art.614 del Codice Penale? – Violazione di domicilio Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [c.p. 29] (2).-Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l’espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.-Il delitto è punibile a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336]. La pena è da uno a cinque anni [c.p. 32; c.p.p. 50], e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose [c.p. 392], o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato [Cost. 14; c.p. 585]

Può una societa come la GORI , che per altro non sembrerebbe brillare dal punto di vista della gestione sostituirsi all’Autorità Giudiziaria togliendo l’acqua agli utenti morosi, non consentendo neanche il “prelievo minimo”? Nello specifico dei distacchi, è proprio la natura particolare della risorsa “tagliata” che ci fa dire che la stessa non può essere lasciata in mano al solo gestore, ma deve avere organi sovraordinati a garanzia che debbano verificare le singole fattispecie e comunque, al di là del singolo comportamento elusivo, debba essere sempre e comunque garantito come diritto inalienabile la quantità minima (40 litri al giorno per persona) vitale. – 11 novembre 2013 – salvatorecaccaviello positanonews

Fonte dati: Angri info.