Costa Concordia,in aula è il giorno di De Falco,“Ammisero la falla solo dopo molti contatti”.

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Da: Il Fatto Quotidiano

inserito da Salvatore Caccaviello

È il giorno della testimonianza al processo per il naufragio del capitano di fregata il cui audio con l’ordine di salire a bordo al comandante Francesco Schettino, che era “finito “su una scialuppa, ha fatto il giro del mondo. Gli avvocati di parte civile invitano i superstiti a un sit in “per la verità” nel secondo anniversario del naufragio

 Grosseto – È il giorno di Gregorio De Falco al processo sul naufragio della Costa ConcordiaÈ il giorno del comandante il cui audio con l’ordine salire a bordo a Francesco Schettino, che era “finito “su una scialuppa, ha fatto il giro del mondo. “Dalla Costa Concordia ammisero la falla solo venendo contattati più volte da terra, in particolare dalla capitaneria di Livorno” ricorda in aula il capitano di fregata teste al processo di Grosseto ricordando che “alle 22.38 (l’urto è delle 21.45, ndr) la nave dà il segnale di distress. Chiamo io la nave perché non convince la situazione di apparente tranquillità che loro dichiaravano. A seguito di questo ammettono che c’è una falla e non un semplice black out, così possiamo inviare motovedette ed elicotteri” di soccorso. “Mentre dalla nave ci davano rassicurazioni sulla situazione a bordo, i carabinieri di Prato ci avevano avvisato della telefonata di una parente di una passeggera secondo cui la nave era al buio, erano stati fatti indossare i giubbotti di salvataggio, erano caduti oggetti e suppellettili: circostanze non coerenti con quanto dichiarato dalla nave” racconta De Falco ricordando la sera del 13 gennaio 2012 alla sala operativa della capitaneria di Livorno. “Questo ci fece pensare che la situazione era più grave” e “nessuno dalla Concordia aveva ancora chiamato per chiedere soccorso”. Nei primi contatti via radio, poco dopo le 22, la Costa Concordia aveva detto alla capitaneria di avere un black out e che sarebbe rimasta al Giglio per verificare l’avaria. Ma nessuno allora parlò di falla. Intanto un appello a tutti i passeggeri superstiti della nave Costa Concordia affinché siano presenti all’udienza del 13 gennaio 2014, secondo anniversario del disastro, per mettere in atto un ‘sit in’ dentro l’aula del Teatro Moderno di Grosseto. I passeggeri superstiti sono stati invitati dagli avvocati di parte civile “ad una vera e propria mobilitazione generale per quei passeggeri della Concordia ancora indignati e decisi a non far passare sotto indifferenza tutte le vere responsabilità legate al naufragio”. Sempre annunciando l’iniziativa del prossimo 13 gennaio, il pool Giustizia per la Concordia ha rinnovato le sue critiche alla compagnia Costa Crociere spa i cui “vertici dovrebbero tenere conto delle loro responsabilità” e ha chiesto che i loro assistiti siano “risarciti decorosamente. Se dovessimo limitare il processo alla ricerca della responsabilità di Francesco Schettino – scrivono gli avvocati di parte civile in un volantino distribuito prima dell’udienza -, avremmo già potuto chiudere il processo qui. Se invece vogliamo ricercare la verità allora si deve permettere alle parti civili di andare oltre la cronologica rappresentazione dei tragici eventi” del 13 gennaio 2012. –Il Fatto Quotidiano.