La IV edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico e Open Day , due grandi eventi al Marone di Meta

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Sorrento. Nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT), sostenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, e introdotta dal brano inedito “Metamorfosi” del cantautore Francesco Rainero, si celebrerà quest’anno venerdì 12 gennaio 2018, dalle ore 18:00 alle ore 24:00 in oltre 400 licei classici su tutto il territorio nazionale.

Alla  “Notte del Liceo Classico” in penisola sorrentina  ha aderito il Liceo Classico Publio Virgilio Marone  da venerdì 12 fino a sabato 13, l’evento coinciderà con  l’ Open Day dell’istituto rivolto a tutte le terze medie, si prevede una affluenza non solo da Vico Equense , Sant’Agnello, Massa Lubrense, Capri ma anche dai paesi limitrofi della Costiera amalfitana, Positano e Praiano da alcuni anni si stanno orientando in massa verso Meta lasciando Amalfi.

L’Open Day comincerà dalle 9 fino alle 13 e coinvolge tutti gli studenti e le loro famiglie che si stanno organizzando, sotto la guida dei docenti e della preside Arpino, al meglio in tempi record. Dal  linguistico, alla psicologia e materie umanistiche ai laboratori di inglese, francese, tedesco,  Latino e Greco al Liceo Classico Computazionale, sul quale si sta puntando come esperimento pilota in Campania e nel Sud Italia, con una presentazione già fatta ai dirigenti delle varie scuole medie e alle amministrazioni due mesi fa, seguita con foto e video da Positanonews.

Contemporaneamente la scuola di Meta ospita anche un liceo francese con il quale si è in collegamento con intensi scambi culturali. All’ingresso ci sarà anche il murale contro la violenza sulle donne e il pregiato calendario, frutto di un grosso lavoro condiviso, di cui abbiamo già parlato e continueremo a parlare. Ci sarebbero da scrivere non articoli, ma libri, per quante attività fa il liceo, molte di queste potete conoscerle sull’aggiornato sito del Marone a cui rimandiamo per i dettagli e le informazioni precise ed ufficiali.

La “Notte del Liceo Classico”, comincerà alle 18 fino alle 22:30 di venerdì 12, introdotta dalla  Dirigente Scolastica, Immacolata Arpino, con la proiezione del video “La Notte del Liceo Classico” e la lettura dell’ elaborato vincitore “La cultura classica tra valori e disvalori di un mondo sottoposto all’ incombere di una nuova e subdola barbarie” . Ci saranno varie iniziative di grande spessore, il teatro in lingua francese, letture di poemi e versi di greco, latino, spettacoli nelle varie lingue e una mostra di Angela Vinaccia , il tutto finirà in bellezza con l’inno  ” A Selene” in rete con i Licei aderenti all’ iniziativa.

L’idea di partenza è molto semplice: dimostrare in maniera evidente che il curricolo del classico, nonostante tutti gli attacchi subìti negli ultimi anni, è ancora pieno di vitalità ed è popolato da studenti motivati, ricchi di grandi talenti e con abilità e competenze che oltrepassano di gran lunga quelle richieste a scuola, ma che su di queste si innervano e si fondano. Ecco perché, in contemporanea, in quelle sei magiche ore, gli oltre 400 licei classici aderenti apriranno le loro porte alla cittadinanza e gli studenti si esibiranno in tutta una serie di performance legate ai loro studi e alla esaltazione del valore formativo della cultura classica.

Chi durante quelle ore si recherà in uno di questi licei, potrà assistere a maratone di lettura, recitazioni teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni di volumi, incontri con gli autori, cortometraggi, cineforum, degustazioni a tema ispirate al mondo antico e quant’altro la fantasia e la voglia di fare degli studenti e dei docenti saprà mettere in atto. La Notte del Classico è più che una festa. È, innanzi tutto, un modo alternativo ed innovativo di fare scuola e di veicolare i contenuti, un puntare su una formazione di natura diversa che non va a sostituire quella tradizionale, ma le si affianca in maniera produttiva e proficua.

Il bello della Notte Nazionale non è tanto, o comunque non è solo, nella Notte stessa, ma nei lunghi e laboriosi preparativi che la precedono, che fanno sì che gli studenti identifichino i locali in cui quotidianamente vivono le ansie e le aspettative di un cammino faticoso ma gratificante di studio con un ambiente ludico, in cui cultura vuol dire gioia, piacere di condivisione, rispetto dei tempi e delle parti.

Tutti assieme, in una Italia finalmente unita nell’ideale di difesa, promozione e salvaguardia delle nostre radici più autentiche, quelle della civiltà greco-romana. Perché, secondo quanto afferma il cantautore Rainero nell’inno dell’evento, “come Teseo che spiega le vele bianche, Icaro che vola e copre le distanze, Prometeo scopre un fuoco che non lo fa bruciare, la storia può cambiare”.

 

Praiano, testimonianza di Zeggio “Dovevamo andare ad Amalfi e Ravello, non sono stato travolto perchè ero più avanti”

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Praiano , Costiera amalfitana Oramai sono tornati tutti a Belluno, sarà difficile girare le spalle a questa tragedia ( nella foto la donna sopravvissuta alla Praia a Praiano dopo la tragedia ) . Positanonews sul posto ha ripreso il luogo esatto della tragedia come dai resoconti dei soccorritori da foto e video , oggi sul Corriere del Mezzogiorno una bella e dettagliata intervista fatta  con rigore e precisione dal giornalista professionista Gabriele Bojano

«Dovevamo andare ad Amalfi e a Ravello, poi abbiamo visto quella discesa, abbiamo lasciato l’auto e ci siamo incamminati. Non l’avessimo mai fatto, oggi la nostra amica Mariangela sarebbe ancora con noi». Nicola Zeggio, l’imprenditore di 57 anni che a Belluno si occupa di impianti di condizionamento e pannelli radianti, fa fatica a raccontare la tragedia che l’ha visto protagonista a Praiano con la moglie Nicoletta Bressa e l’altra coppia di amici, Carlo Talamini e Mariangela Calligaro, travolti martedì mattina da un’onda anomala e risucchiati dal mare. Le vacanze in Costiera amalfitana sono finite prima del previsto e il ricordo che hanno lasciato purtroppo non è lo stesso che si aspettavano quando sono partiti.

Signor Zeggio, come era cominciato per lei il 2018?

«In modo molto tranquillo, eravamo andati in aereo fino a Napoli e poi a Capodichino avevamo preso un’auto a noleggio con cui abbiamo fatto un giro a Sorrento prima di fermarci a cena a Praiano».

Era già stato in Costiera amalfitana?
«Sì, ma ero molto piccolo. Mia moglie e l’altra coppia di amici invece non c’erano mai stati».

Cosa è successo martedì mattina?
«La nostra idea era fare trekking, avevamo deciso di andare ad Amalfi e a Ravello».

E invece?
«Abbiamo visto questa discesa, abbiamo lasciato l’auto e ci siamo incamminati».

Il tempo però non era buono. Non era un rischio avventurarsi lungo un sentiero che non conoscevate?
«Avevamo visto un raggio di sole, sembrava che dovesse migliorare».

C’erano dei cartelli lungo il tragitto che invitavano alla prudenza?
«Se c’erano io non li ho visti».

E sua moglie? E i suoi amici?
«Nessuno mi ha riferito di aver visto cartelli con l’indicazione di pericolo».

Nessuno vi ha scoraggiato dal proseguire? Solitamente la gente del posto fa così con i “forestieri”.
«Nessuno ci ha dissuasi, non abbiamo incontrato nessuno. C’erano solo due persone ferme al parcheggio vicino a un furgone, le stesse alle quali mi sono rivolto per i soccorsi».

Che ora era?
«Tra le 10.30 e le 11».

Continui pure, prego.
«Ci siamo incamminati e a un certo punto il percorso finisce, c’è un ristorante».

Vi siete resi conto del pericolo?
«Le onde si infrangevano contro la balaustra ma arrivava solo qualche spruzzo. In un punto la strada si abbassava facendo una curva e lì le onde erano più alte».

Avete proseguito?
«Siamo arrivati fino in fondo, si passa sotto una torre antica e si gira proprio lì intorno».

Il punto più vicino al mare.
«Tornando indietro e all’altezza di quest’abbassamento, sempre in corrispondenza del ristorante, ero a una ventina di metri più avanti rispetto agli altri quando ho sentito un boato fortissimo e girandomi ho visto la schiuma che aveva sovrastato completamente il percorso, per alcuni metri, e cominciava a trascinare mia moglie e i miei amici. Uno di loro, non so neanche chi fosse perché non riuscivo a riconoscerlo, era aggrappato disperato al parapetto. Neanche il tempo di rendermi conto cosa stava succedendo che una seconda onda li ha trascinati direttamente a mare. Tutto nel giro di non più di 15 secondi».

E lei cosa ha fatto?
«Sono corso sulla spiaggia che non è così distante da dove avevamo lasciato la macchina, un paio di minuti, e ho detto alle persone che avevo visto poco prima di chiamare i soccorsi. Poi sono ritornato in zona e ho urlato a mia moglie di raggiungere la spiaggia a nuoto. Fortunatamente è riuscita ad attaccarsi a una boa in mezzo al mare mentre gli altri due stavano alla deriva».

Attimi concitati e di grande disperazione.
«Sono corso di nuovo sulla spiaggia e lì ho incontrato un marinaio che ringrazierò per tutta la vita, che si è procurato un salvagente e una lunga cima. A quel punto mi sono spogliato e mi sono tuffato con il salvagente che ho portato a mia moglie. Ci siamo attaccati assieme e siamo stati tirati dal marinaio evitando gli scogli».

E i vostri amici?
«Quando sono arrivato sulla spiaggia li ho intravisti, lontani… nel frattempo era arrivato il gommone della Guardia Costiera per il loro salvataggio. Purtroppo per Mariangela non c’è stato nulla da fare…»

Avevate scattato foto della vostra vacanza di Capodanno?
«Sì, sono tutte nei telefonini persi in mare».

Che cosa le ha detto il sindaco di Praiano?
«Si è messo a disposizione per qualsiasi evenienza e mi ha aiutato per gli aspetti burocratici legati alla salma».

Tornerà in Costiera amalfitana?
«Non le rispondo… la Costiera è un posto meraviglioso però vederci morire una persona con cui hai un’amicizia decennale… è un ricordo che resterà indelebile, forse anche di più».

Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Netto Maiori Via Orti, 44 Tel. 089 8541640 aperto giovedì pomeriggio

Netto Sorrento Via Santa Lucia, 15 tel 081 8781454 Aperto giovedì pomeriggio e domenica mattina

Netto Sant’Agnello Corso Italia, 178 tel 081 8774851 aperto giovedì pomeriggio aperto domenica mattina orario continuato

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Napoli. Institut Français. “Ai vis lo lop lo rainard” in concert.

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Locandina - Concerto al Grenoble di Napoli

Articolo di Maurizio Vitiello – “Ai vis lo lop lo rainard” al Grenoble.

 

 

In occasione del nuovo anno il Console Generale di Francia a Napoli e Direttore
dell’Institut français Napoli, Jean-Paul Seyrtre, è lieto di invitare all’

esibizione del trio “Ai vis lo lop lo rainard”
Alessandro de Carolis, flauti
Carmine Scialla, chitarra battente
Antonino Anastasia, percussioni

VENERDÌ 19 GENNAIO 2018 ore 20

Sala Dumas -Palazzo dell’Istituto Grenoble
Via Francesco Crispi, 86, Napoli

e con la partecipazione della Corale Franco Italiana di Napoli, diretta dal M° Roberto Franco,
e delle coreografie e interpretazioni di Irene Catuogno e Gabriella Siciliano.

 

Ecco una nota illustrativa:

Ho visto il lupo, la volpe, la lepre ballare, così recita il testo di un’antica ballata provenzale. In questo caso vuol presentare tre musicisti intenti a compiere un viaggio tra la musica antica e i repertori colti e folklorici di tradizione italiana ed europea. Saltando da una istampitta strumentale del trecento fiorentino alle follie di Spagna, dal barocco di O’ Carolan alle musiche della Napoli seicentesca, si fondono sonorità distanti, connotate però da una chiara matrice popolare e accomunate dalla forza della pulsione ritmica, dall’energia della danza. Superando i confini temporali e le pretese filologiche l’affiatato trio ricerca continuamente sonorità nuove, divertendosi a rimescolare continuamente le carte, creando un suggestivo percorso attraverso l’Europa, dal nord dell’Irlanda fino alle coste del Mediterraneo.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

All’ingresso nell’istituto verrà richiesto un documento d’identità.

Da non perdere.

 

Maurizio Vitiello

 

Napoli. PAN/Palazzo Arti Napoli. “L’ARTE E LA CITTA'” nelle foto di Nando Calabrese.

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Rosaria Matarese

Articolo di Maurizio Vitiello – Nando Calabrese insegue con l’occhio fotografico l’anima della città attraverso gli sguardi degli artisti tra scorci di palazzi napoletani, conosciuti o poco frequentati.

 

“L’ARTE E LA CITTA’ è la seconda personale di Nando Calabrese, ospitata dal PAN|Palazzo delle Arti Napoli dal 27 gennaio al 12 febbraio 2018, che, sicuramente, sarà visitata da “addetti ai lavori” e da tutti quegli artisti e quelle artiste “sfuggiti” alla sua macchina fotografica.

In esposizione 30 scatti che presentano scorci di antichi edifici cittadini selezionati dall’architetto Sergio Attanasio, Presidente dell’associazione “Palazzi Napoletani” ed eccellente esperto indiscusso del settore.

In linea con la produzione fotografica dell’autore, questa mostra propone una serie di foto che hanno come denominatore comune l’inserimento, in uno sfondo costituito da angoli, scale, scorci di palazzi napoletani, di immagini di artisti e opere d’arte contemporanea.

Questa gran bella mostra è stata promossa dall’associazione TempoLibero e curata dal critico Antonella Nigro.

Un intreccio di luoghi della città – con le sue caratteristiche, le sue luci e le sue ombre – e immagini di sculture, pitture, fotografie di autori tra i più noti dello scenario artistico cittadino: Ahmad Alaa Eddin | Vincenzo Aulitto| Mathetlda Balatresi | Celesta Bufano | Alessia Cattaneo Della Volta| Marisa Ciardiello | Anna Luisa e Rosaria Corcione | Laura Cristinzio | Riccardo Dalisi | Armando De Stefano | Gerardo Di Fiore | Francesca Di Martino | Lello Esposito | Rosaria Iazzetta | Nicca Iovinella | Pietro Loffredo | Rosaria Matarese | Rosa Panaro | Gloria Pastore | Aulo Pedicini | Mario Persico | Giuseppe Pirozzi | Tommaso Pirretti | Gianni Pisani | Rezzuti – Scolavino | Sergio Riccio | Mimma Russo | Tony Stefanucci | Ernesto Terlizzi | Marianna Troise.

Come nell’incipit del film di Ozpetec, così in una foto di Calabrese l’immagine della scala di Palazzo Mannajuolo accoglie l’opera e il volto di Rosaria Matarese.

Socio di TempoLibero, l’associazione che promuove e organizza la mostra, Nando Calabrese è un imprenditore con la passione della fotografia: ha sempre “raccontato” mostre d’arte ed eventi culturali promossi dal sodalizio di cui cura anche il sito web.

Col tempo, la sua presenza è diventata una costante di tantissime mostre napoletane e questa frequentazione con arte e artisti ha sicuramente ispirato l’idea di questa mostra.

Il vernissage della mostra avrà luogo il 27 gennaio 2018, alle ore 17,30, al PAN | Palazzo delle Arti Napoli e durante la serata sarà proiettato anche il video “L’arte e la città” realizzato da Nando Calabrese con la consulenza di Sergio Attanasio per le immagini e del maestro Stefano Sovrani per la colonna sonora.

Il catalogo è edito da Artstudiopaparo e annovera testi di Sergio Attanasio, Nino Daniele, Clorinda Irace, Antonella Nigro.

Che dire dinnanzi a queste firme e a queste foto che viaggiano in una Napoli che è l’unica città-mondo …; ogni volta Napoli stupisce, ha così tanti caratteri creativi, che non sarà mai vinta, nonostante tutto e tutti.  

Fotografare Napoli è uno sceltissimo tempo che appartiene all’astrazione e Nando Calabrese è rapido a stare su in cima alle possibilità di quest’iperbolica astrazione.

Assolutamente, da vedere; assolutamente da non mancare.

 

Maurizio Vitiello,

sociologo e critico d’arte, napoletano per fortuna divina.

Al via, a Cava de’ Tirreni, l’Open day del Liceo De Filippis-Galdi

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Due giornate all’insegna della cultura e dell’arte

per descrivere l’offerta formativa

Anche quest’ anno l’Istituto di Istruzione Superiore De Filippis-Galdi, retto dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Ester Cherri,  è pronto ad accogliere i ragazzi dell’ultimo anno della scuola media inferiore  ed i loro genitori.  Lo farà come sempre con entusiasmo e competenza nei giorni 20 e 21 gennaio 2018, dalle ore 10 alle ore 19, offrendo performance attinenti a tutte le aree di indirizzo, come  rivisitazioni di tragedie greche o di opere letterarie, giochi linguistici,  concerti e lezioni di strumento, esercitazioni laboratoriali di scienze e cucina molecolare, esibizioni di ginnastica ritmica e danza latino-americana, animazione didattica per insegnare ad emozionare.

L’Istituto, che comprende due realtà scolastiche storiche del territorio,  il Liceo Classico Marco Galdi e l’antico Istituto Magistrale Federico De Filippis,  contempla, nella sede di via Gaetano Filangieri, tre importanti indirizzi: Scienze umane, Scienze umane con opzione Economico sociale, e Linguistico.

Il Liceo delle Scienze umane, in particolare, ha meritatamente guadagnato il primo posto come istituto più efficiente  e valido nella provincia di Salerno.

L’Agenzia EDUSCOPIO, realizzata dalla Fondazione Agnelli allo scopo di confrontare e valutare la capacità delle scuole nel preparare i propri studenti all’Università, ne ha riscontrato, così, le indubbie qualità perché si è distinto per qualità didattica, ambiente sano e protetto, preparazione degli alunni in uscita, ragguardevole.

Questo indirizzo  annovera, fra le discipline di studio, ambiti sicuramente affascinanti come la psicologia, la sociologia e l’antropologia.  Il percorso di studi offre una preparazione efficiente ed efficace per intraprendere qualsiasi facoltà universitaria ; il curriculum è ricco di discipline idonee ad
avere una preparazione valida sia nell’ambito scientifico che in quello più prettamente umanistico.
L’indirizzo economico-sociale, poi, rappresenta una variante moderna e particolarmente significativa al liceo delle scienze umane : il curriculum comprende lo studio sistematico di due lingue europee ,  del diritto e dell’economia. È utile ricordare che tutte le professioni legate all’ambito economico, secondo l’ISTAT, sono richieste in modo particolare. Il liceo economico-sociale garantisce una base fruibile e particolarmente efficace per dirigersi in tal senso dopo la fine degli studi. Ciò non significa che gli allievi del liceo economico non possano  affrontare qualsiasi percorso universitario  con successo.
Il Liceo linguistico, poi, vanta una robusta preparazione per diventare protagonisti attivi e competenti nel mondo globalizzato e multiculturale in cui viviamo. Garantisce il conseguimento di certificazioni in lingua straniera: inglese, francese, tedesco e spagnolo e, da quest’anno, anche in russo, lingua studiata solo al De Filippis, nella provincia di Salerno.

 

In via Raffaele Senatore, invece,  ha sede il Liceo Marco Galdi, con gli indirizzi Classico e Musicale..

Lo studio della civiltà greca e latina permette agli alunni di costruire un solido bagaglio culturale, sviluppando competenze logico-espressive di alto livello. Lo studio della matematica, inoltre, prevede ore di lezione di potenziamento e la collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell’Ateneo di Perugia, dall’anno scolastico 2005-06, per realizzare il Progetto “Matematica e Realtà”.  Attivati anche corsi di Matematica di preparazione al superamento dei  test d’ingresso universitari. Vi sono, inoltre, corsi di approfondimento di logica, biologia (già nel primo biennio) e di chimica in convenzione col Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo di Salerno.

Il Liceo Musicale, infine, attivo da quattro anni, in convenzione con il Conservatorio G. Martucci di Salerno, accoglie, previa selezione, gli adolescenti che suonano da principianti            uno o più strumenti ( ad es. chitarra, pianoforte, violino, flauto, etc.) o vogliono coltivare le loro attitudini artistiche. Per cinque giorni a settimana gli insegnamenti delle discipline di base del curriculo liceale si svolgono in mattinata; in orario pomeridiano è invece previsto lo studio delle materie specifiche di  dirizzo ( esecuzione ed interpretazione, canto, musica d’insieme, ecc.) Il diploma di Liceo Musicale consente l’accesso sia ai corsi AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale), sia a tutte le altre facoltà universitarie. Il nuovo indirizzo di studi offre ai giovani l’opportunità di mettere alla prova il loro talento, anche in prospettiva di una futura carriera nel mondo dello spettacolo. Nel corso dell’anno scolastico, gli alunni, guidati dai loro docenti,  si esibiscono in saggi musicali e in concerti pubblici.

In entrambe le sedi, la scuola promuove due test-center per le certificazioni informatiche ECDL e EIPASS e, quale centro di inclusione territoriale, da anni si pone come scuola di riferimento per l’offerta didattica riservata agli studenti con bisogni educativi speciali.

 

 

Capri vento con onde alte 4 metri, stop alle via mare con Sorrento. Alberosu bus, black out a Marina Grande

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Capri vento tempesta la costa onde alte 4 metri, interrotti collegamenti via mare con Sorrento e Napoli . Cade anche albero che sfiora bus Atac , si registra anche un black out in serata a Marina Grande. Foto dal Faro di Punta Carena e e dei fortini ad Anacapri  GUARDA QUI VIDEO

Doping, Benevento choc: Fabio Lucioni squalificato per un anno perché risultato positivo al Clostebol

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Proprio quando il suo campionato pareva si stesse raddrizzando, il Benevento incassa un altro colpo durissimo. La Prima Sezione del Tribunale nazionale antidoping ha accolto pienamente la richiesta della Procura e ha squalificato per 12 mesi Fabio Lucioni. Il capitano delle due promozioni di fila era stato trovato positivo al Clostebol (uno steroide androgeno di natura esogena) in seguito ad un controllo successivo al match contro il Torino del 10 settembre 2017. «La tesi difensiva è stata parzialmente accolta – ha spiegato il legale del calciatore, l’avvocato salentino Saverio Sticchi Damiani – ed è stata applicata la sanzione minima, ma non hanno escluso completamente la responsabilità. Ricorso? Sì, ci stiamo pensando, aspettiamo le motivazioni e valuteremo». I magistrati hanno dunque accertato che non c’è stato dolo da parte di Lucioni e che da parte sua non c’è stato alcun tentativo di imbrogliare: il giocatore aveva già spiegato che lo spray cicatrizzante che conteneva la sostanza proibita (il Trofodermin, farmaco di uso comune) gli era stato somministrato dal medicosociale Walter Giorgione (squalificato a sua volta per 4 anni) al termine di un allenamento per curare un’abrasione alla gamba. Lo stesso Giorgione aveva ammesso la sua “leggerezza”, accollandosi la responsabilità. «Temevo questa squalifica – ha spiegato Oreste Vigorito – e siamo molto tristi. Lucioni è un professionista serio e pulito, uno che a 30 anni ha conosciuto la serie A dopo averla inseguita con tutte le sue forze. Credo che certe cose andrebbero valutate quando si applicano con rigidità certe sentenze. Lucioni è innocente – ha aggiunto il presidente – sono pronto a metterci la mano sul fuoco. La pena andava inflitta solo al vero colpevole e cioè al medico, unico responsabile di questa storia. Oltre ad una beffa, questo per noi è un danno patrimoniale consistente, perché ci tocca sostituire uni giocatore troppo importante per noi». Acclarata la credibilità di Lucioni il Tribunale ha ragionato allo stesso modo della Procura antidoping, partendo dalla pena massima (4 anni) per poi ridurla a 2 per mancanza di intenzionalità ed ulteriormente abbassarla ad un anno per non aver agito con negligenza significativa. Riconosciuta quindi solo la colpa lieve per essersi affidato al medico sociale per un’esigenza terapeutica reale (fatto che ha avuto un ruolo rilevante nella dinamica dell’assunzione) senza tuttavia aver chiesto a costui specifiche informazioni sul farmaco. «Non mi sarei mai aspettato – ha commentato a caldo Lucioni, che potrà tornare in campo a partire dal 15ottobre 2018, sottratti i tre mesi già scontati – che dopo l’ammissione di colpa da parte del dottore mi venisse dato un anno di squalifica. Non siamo venuti con l’idea di prenderci gioco della commissione giudicante, ma con l’intento di far emergere la verità. Il messaggio purtroppo non è passato e mi dispiace. Stavo vedendo la luce in fondo al tunnel (i termini della sospensione cautelativa erano scaduti e così il capitano aveva giocato le ultime tre gare contro Genoa, Chievo e Samp, permettendo al Benevento di conquistare 6 punti e una sconfitta a tempo scaduto) e ora dovrò farmi forza con i miei compagni e la mia famiglia. Ora spero nel ricorso e nel mio avvocato, saprà lui cosa fare». Sticchi Damiani ha 30 giorni di tempo per inoltrare appello dinanzi alla Seconda Sezione del Tna. I tempi, purtroppo, non saranno brevissimi. (Luigi Trusio – Il Mattino)

Napoli. Allarme baby gang, cento agenti in più. Un presidio in ogni Municipio

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Tolleranza zero, mettendo insieme controllo del territorio, prevenzione e progetti di educazione sociale. Il ministro dell’Interno Marco Minniti, illustra le decisioni scaturite dalle due ore di confronto del Comitato nazionale di sicurezza convocato a Napoli, con la presenza, oltre che del prefetto Carmela Pagano, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris e dei vertici della Procura di Napoli e della Procura per i minori, anche del comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri, del capo della polizia Franco Gabrielli e del comandante generale della guardia di finanza Giorgio Toschi. Eccole le proposte per arginare il drammatico fenomeno napoletano delle violente aggressioni di baby gang a coetanei: 100 nuovi agenti specializzati inseriti nel programma «sicurezza giovani»; sequestri rigorosi e sistematici di scooter e motorini non in regola o guidati da persone senza casco; creazione di un distretto di polizia guidato da un funzionario in ognuna delle dieci sezioni di municipalità napoletane. Spiega il ministro: «Abbiamo sempre considerato prioritario il controllo del territorio e, a Napoli, i 62 omicidi del 2016 sono diminuiti a 32 nel 2017. Siamo anche passati ad un’efficienza della videosorveglianza che era al 52% e oggi è all’80%. Ora cerchiamo di dare risposte sul contrasto di una violenza nichilista attuata da giovanissimi, che non hanno rispetto per il valore della vita. Naturalmente, per farlo, è necessaria anche più collaborazione dei cittadini e occorrono più denunce». Tolleranza zero, innanzitutto, sulle illegalità anche con l’aiuto della polizia locale. Dovrebbero essere fermati e sequestrati, ad esempio, i motorini con a bordo tre persone, guidati da ragazzini e da chi non indossa il casco. «Se si esauriranno i depositi ne troveremo altri per custodire i motorini» dice Minniti. I 100 agenti in più dovrebbero vigilare sui luoghi cittadini frequentati dai ragazzi, ma la vera novità organizzativa, in aggiunta all’attuale struttura dei commissariati napoletani, sono i distretti di polizia in ognuna delle dieci municipalità. Spiega il ministro: «I funzionari saranno riferimento diretto dei presidenti delle municipalità che conoscono situazioni sociali e difficoltà territoriali meglio di altri». Prevenzione e repressione, ma anche interventi sociali finanziati con i fondi del Pon sicurezza. Domani sarà firmato a Roma il progetto per 400 ragazzi del quartiere Sanità, che verranno seguiti nel loro percorso di scuola d’obbligo. Ma il ministro annuncia anche assunzioni di educatori di strada, che si aggiungeranno a quelli in servizio per il Comune. I nuovi saranno dipendenti del ministero dell’Interno. Via libera anche ad un protocollo tra il procuratore capo dei minori Maria de Luzenberger, il presidente del tribunale minori Patrizia Esposito e il prefetto per sottrarre la potestà genitoriale agli indagati di associazione camorristica. Infine, annuncia ancora il ministro, il prefetto Carmela Pagano convocherà i direttori scolastici per ipotizzare progetti comuni anche contro la dispersione e l’evasione nella frequenza delle lezioni. Progetti da medio e lungo periodo li definisce Minniti, al termine di una riunione fiume. Nel confronto si è insistito molto sul «controllo del territorio» e sulla necessità che, contro la gratuita violenza giovanile, siano impegnati investigatori specializzati. Un’idea già sviluppata dal procuratore capo di Napoli Gianni Melillo, che ha istituito una nuova sezione affidata al coordinamento del procuratore aggiunto Rosa Volpe, dove lavorano quattro sostituti. E precisa proprio l’aggiunto Rosa Volpe: «Naturalmente lavoriamo in stretto contatto e sinergia con la Procura per i minori». Problema sociale, problema storico, problema di trasformazione della criminalità giovanile sempre più svincolata dai riferimenti e dall’appartenenza a gruppi camorristici organizzati. Analisi ripetuta nell’incontro e il ministro lo ha evidenziato: «Esiste un problema di modelli violenti di riferimento da scardinare e questo non è un fenomeno da affrontare solo come questione di ordine pubblico. Siamo di fronte ad una violenza senza alcuna ragione, seppure perversa, ad aggressioni casuali che scattano perché la vittima si trova in quel momento in un determinato territorio. Scelte di obiettivi casuali proprio come quelle terroristiche». Scenario fluido e flessibile, dove le sole armi della prevenzione e repressione di polizia nel lungo periodo non bastano. Il ministro lo ha ripetuto, parlando anche di «rischio emulazione su questi episodi che si autoalimentano». E ha poi aggiunto: «Il pericolo sempre incombente, proprio come per il terrorismo, è che qualcuno possa trovare riferimento nel comportamento di altri e ne voglia ripetere le gesta violente». Nella riunione alla Prefettura napoletana si sono cercate ricette immediate, con fiducia sull’efficacia delle norme esistenti. Nell’incontro, così, nessuno ha parlato di riduzione dell’età imputabile nel codice minorile. E il procuratore capo presso il tribunale dei minori Maria de Luzenberger commenta: «Se si fosse discusso di questa ipotesi, avrei manifestato la mia contrarietà». (Gigi Di Fiore – Il Mattino)

I tormenti della cantante dei Cranberries Dolores O’Riordan. La depressione, l’ultimo tweet e la morte inspiegabile

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«Bye bye Gio. We’re off to Ireland» (Ciao Gio. Andiamo in Irlanda). È l’ultimo tweet di Dolores O’Riordan. Sono le 16.40 del 3 gennaio. Doveva tornare a casa. A casa è tornata, poi è anche andata a Londra. Dove il 15 gennaio la frontwoman della band irlandese The Cranberries, 46 anni, ha detto addio alla vita. Quella foto su tweeter ora, a guardarla bene, sembra foriera di tristezze infinite. O forse sono solo i nostri occhi a essere di una tristezza infinita. Ha un viso stanco, un cappuccio tirato su quasi da timida adolescente, ha un gatto abbracciato a sé. Ora i fan di tutto il mondo la osservano e commentano. Increduli, disperati, ansiosi di sapere perché. La polizia di Westminster fa sapere di essere stata chiamata da un albergo a Londra su Park Lane alle 9.05 del mattino (di lunedì). Prima la classifica come morte «non spiegabile», poi fa retromarcia e Scotland Yard parla di morte «non sospetta». Al momento tutte le cause sono possibili e ci vorranno settimane per avere i risultati di un eventuale esame tossicologico. Per adesso è il mondo intero a cercare nella sua anima le cause della morte. Gli amici hanno dichiarato a siti e tabloid britannici che nelle ultime settimane la cantante era «terribilmente depressa». Una situazione con cui purtroppo Dolores conviveva da tempo. Lei stessa aveva parlato di problemi di alcol e disturbi alimentari. Anche se, solo poche ore prima di morire, O’Riordan avrebbe lasciato un messaggio vocale all’amico di vecchia data Dan Waite. Poco dopo mezzanotte, secondo «People», la cantante dei Cranberries ha d etto a Waite — con cui avrebbe dovuto incontrarsi proprio il 15 gennaio — che non vedeva l’ora di incidere le voci per le registrazioni in corso a Londra. «È sembrata piena di vita — ha fatto sapere l’uomo — abbiamo scherzato e mi ha detto che era felice di vedere me e mia moglie in quei giorni». E questa alternanza di abisso ed eccitazione aveva un nome preciso: disturbo bipolare. Nel novembre del 2014,su un aereo, Dolores aggredisce una hostess e un agente di polizia. Si va a processo e proprio durante la causa si parla ufficialmente di «malattia mentale»: Dolores è affetta da un disturbo bipolare. Trascorre tre settimane in un ospedale psichiatrico. Il suo dolore in realtà ha radici molto lontane: da bambina, tra gli 8 e i 12 anni, viene abusata da un amico di famiglia. Nel 2013 ne parla perfino in tv per provare a liberarsi da quei demoni. Rivela: «Ero solo una bambina e quando hai delle figlie diventa ancora più difficile perché rivivi i flashback quando sei con loro e le guardi. Ti chiedi come sia possibile trarre soddisfazione in qualche modo». Nel 2011 muore suo padre. Dolores al funerale rivede il «mostro» che le si avvicina e le chiede scusa. Lei pensa di aver chiuso per sempre quell’orribile capitolo della sua vita. Non è così. Arriva a tentare il suicidio nel 2013. A Barry Egan, del Belfast Telegraph, confida: «Ho cercato di andare in overdose. Se sono ancora qui suppongo che sia per i miei tre figli». Già, i suoi tre amatissimi figli: Taylor Baxter 20 anni; Molly Leigh quasi 17 anni, e Dakota Rain 12 anni. Avuti da Don Burton, il tour manager dei Duran Duran, sposato nel ‘94 e dal quale si è separata vent’anni dopo, nel 2014. Il 26 dicembre scrive un tweet: «Heading to YYZ to see my babies!! Happy new year everyone!» (Verso l’areoporto di Toronto per vedere i miei bambini!! Buon anno a tutti). A leggerlo così sembra solo il tweet di una mamma felice che raggiunge i suoi figli (in Canada, dove con l’ex marito aveva un cottage e condividevano molte vacanze) per passare le feste, tutti insieme. (Maria Volpe – Corriere della Sera)

Il Papa chiede perdono per la pedofilia dei preti. Il Cile protesta: attendeva il benservito a un vescovo sotto accusa

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Per tanti cileni resta un mea culpa a metà. A metà perché non è proprio quello che si aspettavano dal Papa le vittime della pedofilia. «Ci sono sembrate parole ipocrite». Speravano che Francesco passasse dalle parole ai fatti, dimissionando finalmente un vescovo «encubridor», complice. Quello di ieri è stato un martedì anomalo, un susseguirsi di fatti slegati tra loro ma ugualmente attraversati da nervosismi e proteste. Il Papa è stato bersaglio persino del lancio di un giornale appallottolato mentre passava tra due ali di folla, a bordo della papamobile. Il quotidiano piegato lo ha centrato in pieno colpendolo alla nuca, sotto l’occhio impotente della sicurezza, mentre stava facendo ingresso nel parco di Santiago per celebrare la messa. Fuori, nel frattempo, protestavano gruppi di manifestanti. Era una marcia per i poveri che gli agenti hanno interrotto con gli idranti, portando via alcune persone. I fotogrammi di una giornata che nessuno si aspettava. Eppure era iniziata con un brillante discorso al Palazzo della Moneda, sede presidenziale, davanti alla classe dirigente della nazione. Un luogo altamente simbolico scelto dal Papa per fare girare pagina alla Chiesa cilena. «Provo dolore e vergogna davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa». Dietro quel passaggio ci sono vittime e casi scabrosi, aggravati – negli ultimi due anni – dalla nomina di un vescovo accusato di avere coperto un pedofilo seriale, suo grande amico. Nel 2015 Papa Francesco ha scelto ugualmente monsignor Juan de la Cruz Barros anche se su di lui giravano parecchie voci. Da allora le proteste si sono rafforzate ma il Papa, ancora ieri, ha continuato a difendere Barros a spada tratta. Anzi, ha celebrato messa con lui. In questo clima elettrico le parole tanto attese dai cileni – «provo dolore e vergogna» – non potevano che suonare un po’ strane. Il Comitato delle vittime si aspettava gesti importanti che non sono arrivati, per esempio la destituzione del vescovo «encubridor». Anche se il Papa riceverà in nunziatura le vittime, prima di partire per il Perù, la contestazione è destinata a proseguire. Sui cartelli anche ieri si poteva leggere: «Barros fuori». «Barros dimettiti», «Ni zurno, ni tontos» (riferito ad un video dell’anno scorso in cui Bergoglio dava dei tonti ai fedeli della città di Osorno che fanno parte del dissenso). «Anche se il Papa alla Moneda ha chiesto perdono non è cambiato. Non ha affatto rimosso il vescovo» ha spiegato Juan Carlos Claret, portavoce del Comitato delle vittime. «Ecco perchè a nostro parere il discorso fatto dal pontefice finisce per essere sminuito». Juan Carlos Cruz, vittima di un prete orco, ha completato il quadro: «Ci vorrebbero più azioni, più fatti e meno parole. Forse queste parole gli servivano per cercare degli applausi, del consenso». Il neo presidente eletto, il miliardario Sebastian Pinera, presente alla Moneda, è stato più politico nel giudizio e guarda avanti: «È una ammissione importante da parte della Chiesa visto che ha pregiudicato e ha causato dolore ai nostri bambini». Il dissenso resta multiforme e prende anche altre strade. Ieri notte, per esempio, è stata lanciata una bomba incendiaria alla quinta chiesa nell’immensa area metropolitana della capitale cilena. Sui muri dell’edificio sono state ritrovate alcune scritte: «Pedofilia». La visita del Papa è come se avesse amplificato la rabbia. C’è chi protesta per le minoranze indie, chi protesta perché i soldi spesi per la visita sono troppi e avrebbero potuto essere destinati ai poveri, infine chi lo fa per l’atteggiamento sostanzialmente ambiguo dei vescovi cileni davanti alla piaga degli abusi. Forse è anche per questo se per le strade non c’è la solita marea umana che aspetta di vedere il Papa passare. Non ci sono le folle osannanti della Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia. Anche davanti la nunziatura, dietro le transenne, solo sparuti gruppi di fedeli. Bergoglio punta a dare speranza al Paese. Alla messa ha pure ripetuto una frase di Neruda. «È il nuovo giorno, lo sradicamento dell’immobilità, lo scuotersi da una prostrazione negativa». (Franca Giansoldati – Il Mattino)

Ischia. Appalti Cpl Concordia: assolti l’ex sindaco Ferrandino e il dirigente dell’ufficio tecnico Arcamone

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Non ci furono accordi sottobanco per favorire un colosso dell’imprenditoria nazionale in cambio di una serie di vantaggi personali. Non ci fu un patto corruttivo tra un ex sindaco e aspirante parlamentare e la Cpl Concordia per garantire la metanizzazione dell’isola verde in cambio di benefici di sapore clientelare. Tre anni dopo arresti e avvisi di garanzia eccellenti, con tanto di nomi di politici ed esponenti delle forze dell’ordine messi nel tritacarne mediatico, arriva l’assoluzione del Tribunale di Napoli. È stata la prima sezione penale, presidente Francesco Pellecchia, ad assolvere i due imputati al termine del primo grado di giudizio del filone principale dell’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia: assolto Giosi Ferrandino, ex sindaco ed ex aspirante europarlamentare in quota Pd, per il quale la Procura aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione; assolto il dirigente dell’ufficio tecnico del comune ischitano Silvano Arcamone. Assolti perché il fatto non sussiste, la formula più ampia, al termine di un dibattimento durato circa due anni, nell’unico filone processuale rimasto a Napoli. Un caso di rilievo nazionale, anche sulla scorta dell’intervento via tweet di Matteo Renzi di ieri pomeriggio: «Di questa vicenda si è parlato molto in passato. Si parlerà poco domani sui giornali perché è assoluzione. Ma si parlerà a lungo nei prossimi anni: è una vicenda enorme…». Ma torniamo all’inchiesta terremoto del 2015. Come è noto, l’ipotesi di associazione per delinquere a carico dei vertici della Cpl Concordia è stata trasmessa a Bologna (dove il primo marzo avrà inizio la prima udienza), mentre a Napoli nord sono stati condannati i camorristi dell’ala casalese e assolti i vertici della Cpl Concordia dall’accusa di estorsioni sulla metanizzazione dell’agro aversano. Uno scenario che ora fa i conti con la sentenza di assoluzione pronunciata ieri dal Tribunale di Napoli, che offre un immediato controcanto rispetto a quanto avvenne nella primavera di tre anni fa. Ricordate gli arresti del 2015? Furono firmati dal gip Amelia Primavera, su richiesta dei pm Celeste Carrano, Giuseppina Loreto e Henry John Woodcock, che ottennero blitz e perquisizioni: l’ex sindaco di Ischia Ferrandino trascorse 23 giorni in cella, poi altri tre mesi e mezzo agli arresti domiciliari; ai domiciliari per qualche tempo anche Arcamone. Chiara l’ipotesi investigativa, interamente costruita dalle indagini di un nucleo di polizia giudiziaria destinato a far parlare di sé anche negli anni successivi, riferimento doveroso ai carabinieri del Noe dell’allora capitano Gianpaolo Scafarto. Ma su cosa si sono confrontati per oltre due anni accusa e difesa? Quali sono stati i punti decisivi del processo? In un primo luogo Ferrandino avrebbe agevolato il processo di metanizzazione condotto nell’isola dalla Cpl Concordia, in cambio di una serie di favori. Quali? Agli atti finisce una convenzione che prevedeva il fitto delle camere di un albergo di famiglia alle maestranze della Cpl Concordia; in secondo luogo l’ex sindaco avrebbe ottenuto una consulenza in favore del fratello avvocato (Massimo Ferrandino, che è imputato a Modena). Eancora: secondo la Procura di Napoli, Ferrandino avrebbe ottenuto anche un viaggio in Tunisia, ma anche assunzioni di concittadini isolani. Ma non è tutto: nel corso del dibattimento è venuta fuori anche una contestazione suppletiva, per la quale il pm Carrano aveva chiesto una condanna a complessivi sei anni di reclusione. Stando agli ultimi atti calati dalla Procura in aula, Ferrandino avrebbe imposto alla Cpl Concordia di creare impianti termici in un albergo di Ischia, potendo contare sul suo peso politico e di influenza. Accuse che si sono dissolte alla luce dell’esame di testi e di imputati in aula. Difesi dai penalisti Alfonso Furgiuele, Roberto Guida, Gennaro Tortora, Giovan Battista Vignola, gli imputati hanno dimostrato la propria estraneità alle accuse. E si parte da un dato cronologico: l’appalto sulla metanizzazione alla Cpl fu stipulato nel lontano 2004, mentre la convenzione tra l’hotel di casa Ferrandino e le truppe della Cpl è datata 2012- 2013; né sono emersi dal dibattimento episodi di sponsorizzazione o di pressioni indebite di Ferrandino sugli altri sindaci dell’isola verde. Eppure, tre anni fa, il caso Cpl Concordia a Ischia fu una sorta di terremoto. Un crescendo di nomi eccellenti finiti negli atti dalla Procura di Napoli. E fu grazie alle sintesi dei carabinieri del Noe che spuntarono i nomi di Massimo D’Alema e di Giulio Tremonti, tirati in ballo per l’acquisto fatto dalla Cpl di libri scritti da due politici o del vino della tenuta di casa D’Alema. Nulla di penalmente rilevante, bene chiarirlo, anche se per giorni in Italia la storia della Cpl a Ischia divenne il primo titolo di tutti i notiziari. Ed è sempre in questa vicenda che viene intercettato l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, mentre dialoga scherzosamente con il generale della Finanza Michele Adinolfi. Anche qui nessun rilievo penale. Si arriva a intercettare Renzi con una sorta di doppio salto mortale investigativo, che ha come trampolino di lancio gli uffici romani del colosso delle coop. In che senso? Target iniziale delle indagini è l’ex responsabile delle relazioni esterne della coop Francesco Simone, che nel corso di una conversazione allude a un «generale» e a una bonifica per scongiurare il rischio delle cimici nei propri uffici. È lo spunto che consente di ascoltare Adinolfi (ex comandante regionale della Finanza in Toscana), che chiama per gli auguri di compleanno l’ex sindaco di Firenze Matteo Renzi. Parole intercettate e segretate nel filone ischitano, che vengono depositate agli atti senza omissis nel filone aversano, a causa di un’amnesia colposa dei militari del Noe a cui era stato dato l’incarico di collazionare gli atti da trasferire al Riesame. Una maxinchiesta che al momento ha prodotto solo smembramenti, assoluzioni eccellenti, veleni. E vale la pena ricordare, in questo scenario, che è proprio dalle indagini sulla Cpl che si arriverà a un’altra indagine monstre, sempre e comunque grazie al lavoro dei militari del Noe: parliamo dell’inchiesta Consip, nel corso della quale sono stati messi sotto procedimento disciplinare (prima udienza il 19 febbraio) i pm Carrano e Woodcock, per la decisione di non iscrivere nel registro degli indagati uno dei testi chiave dell’inchiesta. Ma questa è decisamente un’altra partita. (Leandro Del Gaudio – Il Mattino)

Palermo. Il missionario Fra’ Biagio dorme tra i senzatetto: «Sono 400, vanno salvati». Per protesta rifiuta il cibo

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Palermo. Ospita settecento senza tetto nell’oasi che ha costruito e chiamato «Missione e Carità», nella «Cittadella del povero» in via Decollati. Ma Biagio Conte, Fra’ Biagio per tutti, il predicatore laico che raccoglie aiuti e sfama un popolo, da una settimana dorme e rifiuta il cibo sotto il porticato delle Poste. Da tanti considerato un santo, eccolo su un cartone per giaciglio, avvolto da una coperta. La stessa risposta a passanti e turisti incuriositi, al vescovo o agli amministratori di Palermo che lo raggiungono, preoccupati: «Trovate un alloggio agli altri 400 che dormono in strada». Lo ripete ormai con un filo di voce su un viso scarno, gli occhi spenti, tossendo, raggomitolato sotto il maestoso edificio di impronta fascista, in cima allo scalone di via Roma, nuova posta di un calvario che allarma perché Fra’ Biagio rischia una polmonite. «Ma è lo stesso rischio che corrono in quattrocento, lo stesso che s’è portato via Vincenzo l’anno scorso e Giuseppe…». Esplicito riferimento quest’ultimo al clochard ucciso da freddo e solitudine il pomeriggio di Capodanno sotto un altro porticato. Molla che ha fatto scattare la reazione del frate sempre in giro per il mondo con un bastone o con la Croce sulle spalle. Provò a bussare alle porte del Comune e di altre istituzioni nei primi giorni dell’anno. Poi «davanti all’indifferenza della città» mercoledì scorso confidò soltanto al suo braccio destro, padre Pino Vitrano, di lasciare la corte dei miracoli di via Archirafi per l’ennesima protesta: «Mi faccio anch’io senza tetto». E, senza che nessuno se ne accorgesse, mercoledì della scorsa settimana, scambiato per uno dei tanti disperati di Palermo, si accovacciò su quei gradoni di via Roma, visto e ignorato da tutti. E sta ancora lì. Anche se si è mosso il vescovo Corrado Lorefice, il sacerdote che da una parrocchia del ragusano Papa Francesco ha collocato al vertice della Curia palermitana ieri ha dato la comunione in strada a Fabio Conte. E a sua volta richiama e conferma che «non bisogna essere distaccati verso i bisogni degli ultimi», come fa scrivere sul suo sito, dopo avere ascoltato quel filo di voce: «L’indifferenza uccide». Freme il vescovo per questo missionario rientrato in Sicilia a settembre, dopo avere girato confuso fra le baracche di Amatrice e Accumoli, per poi continuare il suo viaggio fino in Friuli e Trentino. Con la sua Croce. Scambiato spesso per un pazzo o un fanatico. Con allarmate telefonate ai carabinieri «per uno che bivacca». Poi tanti scoprivano la storia e scattava la solidarietà. Come spera che accada adesso «per i 400 da salvare», spiega questo volontario costretto a muoversi su una sedia a rotelle fino a sette anni fa, quando un viaggio a Lourdes risultò miracoloso. Vicenda che spiazza e fa discutere. Adesso è interessato solo ad accendere i riflettori sugli ultimi nella città eletta per il 2108 «capitale della cultura». Sono loro, ultimi e senzatetto, il tema di una lettera scritta a mano. Una lettera che giovedì scorso gli ospiti della Cittadella hanno trovato alla Messa delle 8, quando il frate aveva già passato la sua prima notte in via Roma: «Vivo un profondo disagio: non riesco a essere tranquillo, non dormo e non riesco a mangiare, sapendo che ancora oggi tante persone vivono per strada… Per queste ingiustizie mi abbandono anch’io per strada, per solidarizzare con chi è morto per strada, per chi ancora dorme per strada. Mi sosterranno la preghiera e il digiuno» conclude, firmandosi «piccolo servo inutile». Il sindaco Orlando promette attenzioni. Un assessore si presenta, come un deputato regionale. «Aspettiamo fatti concreti», sussurrano quanti si danno il turno per non lasciare solo Biagio. Dal medico Francesco Russo, volontario storico della missione, ad Antonio Furco, 31 anni, biologo, la povertà della missione vissuta come scelta esistenziale. Ma arriva anche un ragazzo con la chitarra ed echeggiano le note di Cohen e dei Beatles, da Hallelujah a Let it be. Sorride Fra Biagio, per un attimo presente ma accucciato, in attesa che la città «capitale» superi la soglia dell’indifferenza. (Felice Cavallaro – Corriere della Sera)

 

Portici. Nascondeva una pistola carica nella culla della figlia, preso pregiudicato del clan Vollaro

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Portici. Un pregiudicato nascondeva una pistola semiautomatica carica e con la matricola abrasa sotto il materasso della culla in cui dormiva la figlia neonata. Per questo motivo i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno arrestato Vincenzo Petta, 32 anni, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino al clan camorristico dei Vollaro. L’uomo si trova attualmente rinchiuso nel carcere di Poggioreale con l’accusa di detenzione illegale di armi e di ricettazione. Un episodio inquietante, avvenuto nel corso di una attività di controllo delle abitazioni di pregiudicati della zona: la pistola carica avrebbe potuto rappresentare un serio pericolo per la vita della neonata. I militari della stazione di Portici, guidati da Michele Guarino, hanno perquisito tra le altre anche l’abitazione di Petta, trovando l’arma in un posto dove non si sarebbero mai aspettati. Il clan Vollaro torna, quindi, al centro delle cronache criminali del Vesuviano. Appena pochi giorni fa erano stati esplosi colpi di proiettile contro la porta dell’abitazione della compagna del sorvegliato speciale Carlo Vollaro, ritenuto dagli inquirenti l’attuale reggente della cosca, nel centralissimo viale Benedetto Cellini. Un episodio inquietante perché chi ha sparato è salito indisturbato fino al primo piano del palazzo e ha anche sparato contro la guardiola del portiere: una chiara intimidazione, segnale di una possibile vendetta trasversale. Carlo Vollaro è figlio di Antonio, uno dei ventisette figli di Luigi Vollaro, noto come «Il Califfo», morto nel carcere milanese di Opera nel 2015. Secondo i più recenti resoconti della Direzione Distrettuale Antimafia, i Vollaro continuano ad essere padroni incontrastati del traffico di droga e del racket a Portici, ma i numerosi arresti degli ultimi anni stanno sfiancando la famiglia. Per questo alcuni altri clan che operano nella zona, tra cui i Mazzarella di San Giovanni a Teduccio, si sarebbero più volte spostati sul territorio vicino per compiere azioni criminali. Lo stesso avrebbe fatto, nel recente passato, anche il clan Troia di San Giorgio a Cremano, sgominato nelle scorse settimane da una operazione dei carabinieri, che ha portato all’arresto di numerosi esponenti di spicco della famiglia. Il timore degli inquirenti è che possa scatenarsi sul territorio una nuova guerra di camorra nel Vesuviano. Per questo motivo, da ambienti interni alleforze dell’ordine filtra la notizia di un imminente rafforzamento delle misure di controllo nei confronti dei principali sorvegliati speciali del territorio. (Michele Ippolito – Il Mattino)

Simone Verdi dice no al Napoli: «Non me la sento di venire. Finirò la stagione al Bologna»

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Farsa e melodramma. Più un tocco di giallo, perché sembra strano che qualcuno che magari adesso, a gennaio, con la miccia accesa del fair play finanziario, non può fare operazioni particolarmente costose, non abbia recitato la sua parte. Maurizio Sarri col sopracciglio altissimo, Cristiano Giuntoli che si gratta la zucca molto preoccupato, Aurelio De Laurentiis che non sa con chi prendersela per tutto il tempo che ha perso. Non è una delle giornate migliori per il Napoli che resta con un pugno di mosche. «Preferisco di no». Il gran rifiuto di Simone Verdi è una piccola riedizione della rinuncia di Celestino V: non si è ben capito se lo abbia fatto per mancanza di coraggio o per attaccamento reale alla maglia rossoblù. Di sicuro, lasciano perplessi le sue parole: «Già a dicembre avevo detto che non mi sarei voluto muovere». Chissà perché a Giuntoli il suo agente Orgnoni ha raccontato sempre esattamente il contrario. Ovvero che l’operazione si poteva fare e che Verdi, dolente o nolente, avrebbe accettato. Anche perché c’era pure una intesa: quattro anni e mezzo di contratto a 1,8 milioni a stagione. Non è così. E nel burrone ci finisce il Napoli. Non certo il Bologna e neppure l’attaccante. Il 28 gennaio, quando i rossoblù saranno al San Paolo, facile immaginare il clima da «20 aprile del ‘79». Difficilmente ci sarà qualcuno che, come allora, prenderà un aereo per sorvolare lo stadio con la scritta «Non sei degno di noi». Quel giorno il destinatario era Paolo Rossi. Da Rossi a Verdi, facile l’ironia. Una farsa, certo. A sentire prima l’ad del Bologna Fenucci e poi il procuratore di Verdi, Orgnoni. Fenucci, parlando da Casteldebole, spiega: «Non c’era nessuna delle tre condizioni per dare il via all’operazione: non c’era l’accordo economico con il Napoli, non c’era il sì del calciatore e non c’era neppure il sostituto». In realtà il Napoli aveva l’ok per il trasferimento a titolo definitivo per 20 milioni di euro, più due milioni e mezzo di bonus legati persino alla vittoria dello scudettoa maggio. Orgnoni fa peggio, per quanto complicato. «La vera ragione del rifiuto di Verdi a un suo trasferimento è personale: già a dicembre, quando gli era stata paventata la possibilità di lasciare Bologna a gennaio, aveva respinto la proposta. Ha voglia di finire la stagione a Bologna per continuare il suo percorso di crescita. A Simone piace stare a Bologna. La scelta non è tecnica, non aveva di paura di andare lì e non giocare e molti giudizi in questo senso mi hanno un filo infastidito. Lui ha raggiunto una sua serenità. Ipotesi Inter per giugno? Ci sono stati alcuni sondaggi di alcune società italiane, ma sono stati solo sondaggi…». Insomma, non c’era bisogno di attendere il suo ritorno da Dubai, è stato superflua persino la chiamata di Sarri che per due volte ha contattato in prima persona il calciatore (dalla serie: «Io non mi occupo mai del mercato»). Il dado era tratto da tempo. A sentir loro. In realtà tutto è stato in bilico fino a poche ore prima del grande no. Perché il Bologna avrebbe realizzato una super plusvalenza (quasi 18 milioni) e aveva anche il sostituto: Manolo Gabbiadini. E perché anche Orgnoni avrebbe portato a piedi il suo assistito. La vicenda prende la piega del melodramma quando è Simone Verdi a fare il riepilogo della storia. «Non è stato un no al Napoli, io non avevo l’intenzione di lasciare il Bologna a gennaio. L’offerta mi ha lusingato, è normale avere tentennamenti, ma poi sono tornato sui miei passi». Non è finita. «I tifosi del Napoli mi hanno fatto sentire il loro calore e li ringrazio, ma in questo momento non avevo intenzione di interrompere il mio percorso di crescita. Ci sono stati momenti in cui la consapevolezza di essere cercato dalla prima della classe mi ha tentato, ma ho scelto con molta serenità di rimanere a Bologna per continuare a migliorare. Il Bologna è la squadra che ha creduto in me fino alla fine, glielo dovevo». E Verdi svela: «Devo ringraziare il ds del Napoli, Giuntoli, perché ha provato in tutti i modi a convincermi, ma io sono rimasto della mia idea, e così il mister Sarri, con cui ho parlato lunedì. In questo momento non ce l’avrei fatta a lasciare Bologna e il mister ha capito le mie motivazioni e il fatto che voglio crescere qui», ha raccontato. Ci hanno provato anche Tonelli e Sepe a fargli cambiare idea. «Mi hanno detto: dai, non fare il fenomeno. Ma è stato tutto inutile», svela ancora. Insomma, tutti sapevano tutto, ma si è andati avanti fino alla fine. C’è poi un altro aspetto: la fidanzata non gradiva «il salto» a Napoli, preferendo la dimensione più umana della città Dotta e Grassa. Peraltro, Verdi è convinto che l’ambiente di Napoli non è così differente da quello di Castellammare di Stabia. Nel gennaio del 2013, serie B, il tecnico Braglia puntò sull’allora ventenne che Milan e Torino avevano in compartecipazione. Ebbene, al di là dell’esordio con assist per Suciu in occasione del successo per 2-1 a Vicenza, disputò una stagione anonima. Molto contestato. Insomma, l’armonia che regna attorno a lui a Bologna probabilmente non ha prezzo. O forse ce l’ha. Basterà attendere giugno. (Pino Taormina – Il Mattino)

TRADIZIONALE LEVATA DEL BAMBINO NELLA COLLEGIATA DI MAIORI CON LE ZAMPOGNE E I FUOCHI, PROGRAMMA

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TRADIZIONALE LEVATA DEL BAMBINO NELLA COLLEGIATA DI MAIORI CON LE ZAMPOGNE E I FUOCHI, PROGRAMMA
Maiori si prepara a vivere l’ultimo evento del periodo Natalizio con la tradizionale levata del Bambino della Collegiata di S. Maria a Mare, la quale si terrà Domenica 21 Gennaio durante la Santa Messa delle ore 18.
Per questo evento molto sentito dalla Maiori Cattolica anche il Comitato Festeggiamenti Civili “S. Maria a Mare” sta collaborando con il Parroco della Collegiata di S. Maria a Mare di Maiori, Don Vincenzo Taiani, all’ organizzazione dell’evento. Oltre alle celebrazioni religiose, dalle ore 17:30 di Domenica 21 Gennaio, gli Zampognari gireranno per le vie cittadine e al termine della Santa Messa, animata dal Coro Polifonico “Ave Maris Stella”, la statua settecentesca di Gesù bambino verrà portata sul sagrato della Collegiata per benedire la Città, con uno spettacolo di scherzi pirotecnici.
PROGRAMMA
-Giovedì 18 Gennaio in Collegiata inizia come da tradizione il triduo a Gesù Bambino alle ore 17 Solenne Esposizione e adorazione del Ss. Sacramento e alle ore 18 la Santa Messa
-Venerdì 19 e Sabato 20 Gennaio alle ore 17:30 Santo Rosario e alle ore 18:00 la Santa Messa
-Domenica 21 Gennaio le Sante Messe sono secondo l’orario Domenicale in Collegiata alle 08:30 e alle 18:00 con la processione di Gesù Bambino sul Sagrato con il melodioso suono delle zampogne e gli scherzi pirotecnici. Al rientro in Chiesa, canto del Te Deum di ringraziamento e bacio del Bambino.
La processione sul sagrato sarà trasmessa in diretta sulla Pagina facebook Parrocchia S. Maria a Mare Maiori.

Positano la bellezza del mare d’inverno e della passeggiata a Fornillo, domani arriva mareggiata FOTO VIDEO

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Positano la bellezza del mare d’inverno e della passeggiata a Fornillo, domani arriva mareggiata FOTO VIDEO. Una passeggiata nella perla della Costiera d’ Amalfi  , illuminata dal sole, da Fornillo, dove abbiamo avuto il piacere di vedere il ristorante dei Fusaro aperto fino al 31 gennaio,  fino al molo sulla pagina facebook di Positanonews. La foto di apertura è di Fabio Fusco, il video Michele Cinque . Domani si prevede una bella mareggiata che potrebbe pulire la spiaggia, sarà uno spettacolo per chi vuole si potrà ammirare dal bar Paradise di Elio Rispoli e al Ristorante La Cambusa, il 20 ci sarà anche una gran festa la sera, mentre il 19 tombolata divertente alla Tagliata tutti gli appuntamenti nella sezione eventi Costiera amalfitana di Positanonews . Nella foto a fianco al Ristorante Il Fornillo: Beauty in Positano California and Kansas kristi, Valerie,kelli 

ADDIO A COSIMO BUDETTA

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Salerno / Amalfi La notizia me l’ha data, di primo mattino, Adriano Paolelli. Maledetto mercoledì 17, ho esclamato. Cosimo Budetta è morto. Sapevo che era malato, lo vedevo sofferente già da tempo. Per un lungo periodo ci siamo incontrati, quasi ogni giorno, nel negozio-laboratorio di Adriano, vicino casa mia. Poi le sue uscite son diventate sporadiche, sempre più rare, fino a quando non è stato costretto al ricovero in ospedale. Ne ho seguito il calvario tenendomi costantemente informato.
Di Cosimo mi vien subito da ripetere quello che scrissi alcuni anni fa. Se fosse vissuto in altra epoca avrebbe fatto il miniaturista. Lo immaginavo, e non so dire perché, a decorare, nel silenzio di un monastero, antichi manoscritti. Forse per una certa sacralità che intravedevo nel suo incedere, nel suo interloquire, resa più solenne dalla barba brizzolata. Per la sua straordinaria capacità di mettere penna su carta tracciando immagini suggestive, chiare, precise. Aveva sempre dei minuscoli cartoncini in tasca, pronti a recepirne l’estro, l’ispirazione. Mi convinsi ancor più di questo quando visitai una sua mostra allestita presso l’Archivio di architettura contemporanea in via di Porta Elina a Salerno. Cento acquerelli alle pareti, piccolissimi, realizzati su raffinato supporto cartaceo. Quasi a comporre altrettante pagine di un unico libro, con un appena percettibile filo conduttore: una storia non da raccontare esplicitamente ma da offrire alla immaginazione, alla fantasia. Cavalli rampanti, tori, uccelli, segni zodiacali, ma anche esplosioni stellari, aurore boreali, tempeste tropicali, e così via. Con un disegno tagliente, deciso – a “punta di coltello”, mi verrebbe da dire -, con linee intersecate (il titolo della mostra era “Intersezioni”) a formare triangoli, trapezi, facendogli scivolare dentro il colore, luminoso e vibrante nelle sue svariate sfumature: di volta in volta, rosso, turchese, verde, giallo, blu, bronzo. Con chiazze di bianco tratte dalla carta stessa.
Ma non disdegnava di eseguire dipinti di grandi dimensioni, soprattutto nel periodo di soggiorno nella quiete di Agromonte, in Basilicata. Non trascurabile neppure la sua attività di poeta. Mi riesce difficile dire se, in quel caso, era la poesia a far da supporto ai disegni o viceversa. Il suo motto, i versi di Dino Campana: “Fabbricare, fabbricare, fabbricare, / Preferisco il rumore del mare / Che dice fabbricare fare e disfare / Fare e disfare è tutto un lavorare / Ecco quello che so fare”.
Budetta amava giocare come se la pittura fosse per lui – certo che lo era! – un puro e semplice divertissement. Ma, nello stesso tempo, e soprattutto, lucidissimo esercizio di tecnica, virtuosismo, inventiva, rielaborazione e sintesi di un lungo percorso, compiuto in Italia e fuori, tale da meritargli l’apprezzamento di personalità del livello di Gillo Dorfles (per citare il più anziano e il più autorevole). Anche questo, esercizio di poesia. Senza mai adattarsi alle mode, e neppure al mercato. “Un artista assolutamente singolare – così lo definì Mario Lunetta, intellettuale lucido e impegnato, morto il 7 luglio dell’anno scorso -, che si muove da maestro sia nelle grandi dimensioni pittoriche e scultoree che nella ceramica e negli spazi esigui della pagina a stampa”. Questo consentiva a Cosimo di esprimersi in assoluta libertà: in tutte le manifestazioni della sua personalità. Nella ideazione e realizzazione di preziosi, quanto introvabili, “libri d’artista” (ne ha fatto uno anche per me), in comunione con gli esponenti di maggiore spicco del mondo letterario nazionale: legando il suo nome a quelli di Alfredo Giuliani, Edoardo Sanguineti, Franco Loi, Mario Lunetta, Lamberto Pignotti, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Elio Pagliarani, Alberto Casiraghy, Anna Cascella Luciani e Giorgio Barberi Squarotti. Senza dimenticare Gianni Rodari. Veri capolavori. Dove i disegni, irridenti, graffianti, fanno pendant con filastrocche, scioglilingua, accostamenti di parole surreali o grottesche.
A condizionarlo, forse, è stato solo il carattere schivo, lontano da ogni forma di mondanità. E’ questo che lo ha sottratto agli onori della ribalta. Eppure, in un passato che lo aveva visto attivo a Milano e in Olanda, era riuscito ad attirare su di sé l’interesse e l’apprezzamento di intellettuali, poeti, artisti, critici e scrittori come Bruno Munari, Edoardo Sanguineti, Paolo Ruffilli, Giorgio Luzzi, Franco Loi, Gerardo Pedicini, Tullio De Mauro, Gillo Dorfles, Carmine De Luca, Stefano Bartezzaghi. Salerno lo ha tenuto ai margini delle attività artistico-culturali. Nemo propheta in patria. Peccato!
Sigismondo Nastri
Nelle foto (da sinistra): Cosimo Budetta; un suo dipinto: Canto di Orfeo; Budetta con Gillo Dorfles; altro dipinto: Parola di Gillo.

Agerola 100 mila presenze. Naclerio “Turismo in crescita strepitosa”. E funziona anche d’inverno

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Agerola 100 mila presenze. Naclerio “Turismo in crescita strepitosa”. E funziona anche d’inverno, mentre in Costiera amalfitana, con le perle Positano e Ravello semi chiuse, salvo Amalfi che ha un programma di turnazione, d’inverno si boccheggia. Qui troviamo attività ricettive e ristoranti aperti tutto l’anno. Chiediamo all’assessore al turismo Tommaso Naclerio i numeri di questa crescita strepitosa  “E’ un dato straordinario registrato ad Agerola nel 2017 +34% di presenze turistiche. Quasi 100.000 presenze turistiche registrate quest’anno. Un’economia che si genera intorno al turismo, con la presenza ormai di quasi 150 strutture alberghiere ed extralberghiere.” Quale è il segreto? “Il boom del turismo escursionistico, l’impegno dell’amministrazione del sindaco Luca Mascolo a creare iniziative e promuovere il territorio, un lavoro enorme pubblico-privati e la bellezza della nostra terra con le sue risorse enogastronomiche e paesaggistiche”. In particolare molto ha fatto anche il Sentiero degli Dei da Agerola verso Praiano e Positano e un’accoglienza che Agerola ha sempre avuto nel suo dna, come pure nel dna gli agerolesi hanno una grande volontà e un grande impegno nel mondo del lavoro.

APPUNTAMENTI CULTURALI DI GIOVEDI 18 GENNAIO 2018

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-BIBLIOTECA NAZIONALE SALA RARI ORE 09.30 CONVEGNO SU JUAN ANDRES

-Alle ore 16.30, nella Spezieria della Certosa di San Martino MADONNA DELLE CILIEGIE

-Castel Dell’Ovo Istituto dei Castelli – ore 16.30 Giovanni Vitolo

-Al MANN Giovedì 18 Gennaio 2018, alle ore 16, nell’ambito della XXIII edizione degli Incontri di Archeologia, conferenza “I Praedia di Giulia Felice” Valeria Sanpaolo

Centro Congressi via Parhenope ‘Alla corte di Federico II’  ore 20.30

Cappella San Catello Castellammare presentazione restauro ore 20.00

 

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Al MANN Giovedì 18 Gennaio 2018, alle ore 16, nell’ambito della XXIII edizione degli Incontri di Archeologia,
conferenza “I Praedia di Giulia Felice” con l’intervento di Valeria Sampaolo, Conservatore Capo del Museo Archeologico di Napoli, che illustrerà la domus pompeiana di Iulia Felix e l’importante affresco rinvenuto all’interno del tablino, recentemente restaurato con il contributo dell’Associazione “Amici dei Musei”
#MANN #IncontridiArcheologia #AmicideiMusei

La partecipazione agli “Incontri” è gratuita;
la prenotazione, obbligatoria, si effettua telefonando al Servizio Educativo: tel 081 4422273 e 081 4422270, lunedì-venerdì ore 9-15
A cura del Servizio Educativo

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Certosa e  Museo di San Martino  La Madonna delle ciliegie.Un Riposo nella Fuga in Egitto nel Museo di San Martino.

INAUGURAZIONE Giovedì 18 gennaio ore 16.30

Giovedì 18 gennaio,  alle ore 16.30, nella Spezieria della Certosa di San Martino, Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania, Rita Pastorelli, direttore della Certosa e Museo di San Martino e le curatrici della mostra Ileana Creazzo e Annalisa Porzio, presentano la mostra ‘La Madonna delle ciliegie. Un Riposo nella Fuga in Egitto nel Museo di San Martino’.Tra le opere giunte in dono nel Museo di San Martino nell’Ottocento vi è una tela del pittore senese Francesco Vanni (1563 ca. – 1610), replica con variazioni del Riposo nella Fuga in Egitto di Federico Barocci della Pinacoteca Vaticana, a sua volta ispirato alla Madonna della Scodella del Correggio. Nelle opere il racconto sacro, mutuato dai Vangeli apocrifi, dà vita a una scena di gioiosa vita familiare in cui la Madonna raccoglie in una scodella l’acqua del torrente miracolosamente sgorgato mentre San Giuseppe offre al Bambino una ciocca di ciliegie, innovazione agreste del tema della palma da datteri sorta nel deserto per nutrire e ristorare la Sacra Famiglia. La tela del Museo di San Martino, restaurata nei laboratori del Museo, proviene dalla collezione Caracciolo di Avellino e viene presentata al pubblico insieme ad altre opere, fornendo spunti di riflessione non soltanto sulla formazione del patrimonio museale – in gran parte frutto di donazioni da parte di colti e encomiabili collezionisti privati – ma anche sul tema della replica e riproduzione nell’arte, tra copie e incisioni. In questa occasione saranno anche esposte sedici incisioni a bulino, acquaforte e acciaio, della donazione Ferrara Dentice, realizzate tra ‘500 e ‘800 da maestri italiani, tedeschi, fiamminghi e francesi, sul tema della Fuga in Egitto e del Riposo durante la Fuga, alcune di bellissima qualità e originale soggetto; in una vetrina, sarà  anche presentato un raro volume di stampe tratte dai dipinti di Simon Vouet. L’esposizione è allestita nell’ampia sala della Spezieria della Certosa, dove la tela è affiancata dai ritratti “in pompa magna” di primo Seicento dei principi Camillo e Marino Caracciolo d’Avellino, antenati del donatore, da poco restaurati nel Laboratorio dell’Università Suor Orsola Benincasa. La mostra di approfondimento e valorizzazione di alcuni nuclei collezionistici del Museo è a cura di Ileana Creazzo e Annalisa Porzio, con il coordinamento di Rita Pastorelli, direttore del Museo. La mostra sarà visitabile dal 19 gennaio al 18 marzo 2018

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Il 18 gennaio 2018 alle ore 18.30, nella Concattedrale di Castellammare di Stabia al termine dei Vespri Pontificali  avrà luogo la cerimonia di solenne benedizione della Cappella di San Catello officiata dall’Arcivescovo S.E. Mons. Francesco Alfano, in occasione dell’avvenuto restauro iniziato nel novembre del 2016. La Cappella di San Catello, già esistente all’interno della Cattedrale, fu costruita  “ex novo” a partire dal 1879 su progetto dell’architetto Ignazio Rispoli. I lavori terminarono nel 1883, quando, l’11 maggio, l’allora presule Vincenzo Maria Sarnelli la benedisse solennemente.L’accesso alla nuova costruzione fu realizzato sacrificando l’antica Cappella del Crocifisso, dallo spazio ottenuto fu ricavato un corridoio di collegamento nel quale, attualmente, sono tumulati i resti mortali di Monsignor D’Arco e di Monsignor Petagna. La cappella, di pianta centrale, è caratterizzata da una volta affrescata dal maestro Vincenzo Paliotti sulla quale è rappresentato l’ingresso in cielo di San Catello offerto a Cristo dall’arcangelo San Michele.  Alla base della cupola, nei quattro pennacchi che sorreggono il tamburo, sono raffigurate le quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, temperanza e fortezza. Sull’arco d’ingresso, invece, è dipinto l’apparizione dell’Arcangelo San Michele ai Santi Catello e Antonino sul monte Aureo.Così come dichiarano gli Architetti Flavio Morvillo e Gerarda Cimmino, gli approcci sia progettuali che esecutivi, sono stati ossequiosi dei principi della Carta Italiana del Restauro, e quindi volti a “rispettare e a salvaguardare l’autenticità degli elementi costruttivi”. Infatti, ogni operazione eseguita è stata preventivamente e meticolosamente indirizzata da una profonda conoscenza dei caratteri costruttivi originari, da un’attenta ricognizione dello stato conservativo ed, eventualmente necessaria, è stata condotta sui principi della riconoscibilità, della reversibilità, della compatibilità, del minimo intervento e dell’assoluta eccezionalità.Il restauro ha riportato alla luce l’antico splendore degli stucchi e delle dorature e la lucentezza dei colori originari degli affreschi offuscati per lungo tempo da inopportuni interventi riparatori e da un avanzato stato di degrado, che ne avevano alterato l’identità storica e l’unicità artistica, obliando visioni come quella della mandorla di cherubini che circonda il Cristo effigiato nella cupola. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra: la Dott.ssa Angela Schiattarella, quale delegata della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Napoli; Don Pasquale Vanacore, quale direttore dell’ ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Sorrento- Castellammare di Stabia; Don Antonino D’Esposito, quale parroco della Concattedrale; la Coo.Be.C. – Cooperativa Beni Culturali, quale esecutrice; l’Arch. Flavio Morvillo e l’Arch. Gerarda Cimmino, quali direttori dei lavori; e soprattutto in virtù del contributo ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.La presentazione dei lavori avverrà invece, sempre nella Concattedrale,  nella Cappella di San Catello,  il giorno 20 gennaio 2018 alle ore 20.00.

Sorrento all’Armida da Basilico: sigari , cinema e pizza.

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Sorrento all’Armida da Basilico: sigari , cinema e pizza.  Tutto il prossimo 26 gennaio. La serata si articola in tre momenti. Nella prima parte Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli, e Paride Cimbalo, del Club Amici del TOSCANO, spiegheranno le caratteristiche del sigaro dalla tipica forma biconica e racconteranno qualche curiosità sulla storia del prodotto. Seguirà un percorso di degustazione, curato per l’occasione dal pizzaiolo della casa, Pasquale Langellotti.
Al termine della degustazione, gli appassionati potranno fumare, in abbinamento con le grappe della distilleria Nonino, varie tipologie di sigari.
Il menu prevede: Bocconcini di mozzarella in foglia di limone di Sorrento; Tronchetto con broccoli e pancetta; Degustazione di pizze: marinara, margherita e bufalina e, per finire, straccetti di pasta lievitata serviti con crema alle nocciole.
Il costo è di 20 euro.
Posti limitati. Per info: 081 877 2048

Massa Lubrense, denunciati due giovani di Sorrento: erano in possesso di 4 panetti di hashish

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Massa Lubrense. Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Sorrento. Sono stati fermati e denunciati, infatti, due giovani a Sant’Agata sui due Golfi, entrambi originari di Sorrento, che erano in possesso di ben 4 panetti di hashish. Si tratta di un 21enne che era già noto alle forze dell’ordine e un 19enne incensurato. I ragazzi sono stati perquisiti mentre erano nella propria abitazione: erano in possesso di ben 365 grammi di hashish, di un bilancino di precisione e di altri materiali utili per la vendita.

Praiano, lavori agli impianti Enel: alcune zone senza elettricità

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Lavori agli impianti Enel a Praiano. Ecco perché giovedì 18 gennaio, dalle ore 9,30 alle ore 16,30, mancherà la corrente elettrica in alcune zone.

Le vie interessate (intervalli dei civici “da” “a” raggruppati per pari elo dispari) sono:

v Capriglione g 1, da 11 a 13, da 25 a – v Marconi 2
29, 33, 39, da 43 a 45, da 49 a 61, da – v Masa sn 61b a 69, da 73 a 75, 79

v Capriglione 9 da Za a 4, da 36 a 38, 48, 54, da 66 a 68, 72, da 80 a 82, 182

-v Masa 2, da 1 a 7, 11, da 19 a 23, 27, da 31 a 37, da 47 a 49, 65

v s Nicola 6, da 10 312, 16

v Rezzola sn, 1, da 43 a 49

v casa Rispoli da 1 a 3

v Rezzola da 20 a 32

v s Gennaro sn

v s Gennaro 1

v s Nicola 9

Per informazioni sui lavori programmati o più in generale sulle interruzioni del servizio potete consultare il sito
e-distribuzione.it oppure inviare un SMS al numero 3202041500 riportando il codice POD(ITOO1E…)
presente in bolletta, oppure scaricare e consultare la App gratuita per Smartphone “Guasti e-distribuzione”.
Per segnalare un guasto potete invece rivolgervi al Numero Verde 803.500.

SANT’ANTONIO ABATE 2018 foto e video

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Patrono della città omonima e di Agerola. Ad Agerola causa maltempo, la processione e quindi la presenza di monsignor Soricelli è stata rimandata a domenica prossima.

Nella città di Sant’Antonio Abate invece nel pomeriggio si è tenuta la processione, ma intanto già da una settimana si sta svolgendo la fiera con tanti espositori ed eventi.

La troupe di Positanonewstv è stata accolta dal sindaco Antonio Varone, oggi giorno della festa , in occasione di una opera d’arte sistemata nella casa Comunale. Domani ci sarà la presentazione del libro dedicato a Sant’Antonio Abate.

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CACCIA ALLE STREGHE

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UNO DEGLI ULTIMI SUSSULTI DI LEGALITA’ DEL COMUNE DI PIANO DI SORRENTO MI RICORDA UNA CACCIA ALLE STREGHE. QUALI ? I PROPRIETARI DI CANI ED I CANI STESSI. OGGI IL NOSTRO GRAVE PROBLEMA SONO LE…CACCHE. ORAMAI SONO MESI CHE AVVERTO INTORNO A ME IN CITTA’ UN’ARIA DI ASTIO, SGUARDI FULMINANTI.UN GIORNO UNA DONNA MI URLO’ : VOI VE NE DOVETE ANDARE DA PIANO CON STI CANI, SIETE TROPPI !”. UN SIGNORE ALLONTANANDOSI DI SCATTO DA ME COME SE AVESSI AVUTO LA PESTE MI FA :” PER COLPA VOSTRA PIANO E’ DIVENTATA UNA M*!!”HO APPRESO CHE SONO PARTITE DELLE MULTE ,ED ERA ORA, A CHI NON RACCOGLIE ESCREMENTI DEL PROPRIO CANE (A ME NON CAPITERA’ MAI, INDOVINATE PERCHE’ ? ). TUTTAVIA LA LOTTA DEVE ESSERE COERENTE : SARA’ GIUSTO MULTARE CHI NON SI FERMA ALLE STRISCE PEDONALI, CHI SPUTA PER TERRA, CHI SI SOFFIA IL NASO E GETTA IL FAZZOLETTINO PIENO DI MUCHI, CHI ORINA E DECORA CON VUOTI DI BOTTIGLIE DI BIRRA LE STRADINE LATERALI , AD ESEMPIO IN VIA DELLE ROSE, CHI LANCIA CICCHE IGNORANDO GLI APPOSITI POSACENERE COLLOCATI SUI BIDONCINI ( NON DOVREBBERO ANCGE COSTORO PORTARE ANCHE ESSI CON SE’ SACCHETTI O QUANT’ALTRO?). PERCHE’ NON VI INDIGNATE ANCHE VERSO COSTORO ?

TUTTAVIA MI SEMBRA CHE SI TRATTI DI UNA BATTAGLIA CHE PUO’ GENERARE ODIO VERSO CITTADINI E SOPRATUTTO I CANI, GLI UNICI INCOLPEVOLI IN TUTTO CIO’, NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI INCITARE AL MALTRATTAMENTO DEI CANI SFORTUNATI CHE VAGANO PER IL PAESE. IL RISPETTO SACROSANTO PER LA LEGALITA’ NON ESCLUDE IL RISPETTO PER NOI PROPRIETARI E PER LE NOSTRE CREATURE,CHE SONO ESSERI SENZIENTI E PARTE ANCORA BUONA E CARA DI QUESTO MONDO! QUESTA E’ CIVILTA’ !!!!

 

 

 

Faito, l’unica differenziata che c’è é la vita delle persone.

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Un piccolo gioiello abbandonato, anche la spazzatura viene raccolta più lentamente e molte sono le lamentare dei cittadini che abitano sul monte Faito. Purtroppo l’interdizione della carreggiata blocca i mezzi della Sarim, la società preposta alla raccolta differenziata dei rifiuti, che non possono recarsi sulla montagna e svolgere regolarmente il proprio servizio. Oltre i disagi sugli spostamenti sulla scuola e sul lavoro; la situazione è drammatica da Novembre dopo la frana il Faito si è trovato di colpo isolato.
La bolletta della spazzatura per i residenti del monte Faito sarà più leggera fino a quando la strada non sarà riaperta nuovamente, il pagamento sarà solamente del 20% della tassa sui rifiuti.
Altro accesso per Faito e dal versante di Castellammare ma anch’essa è chiusa da anni per pericolosità ed è tuttora una discarica a cielo aperto tra materiale edile, sacchetti dei rifiuti e scarti tessili.

Faito sta diventando da un angolo di paradiso a un paese fantasma.

Tramonti: il comune riciclone va in tv, ma resistono le discariche a cielo aperto – FOTO/VIDEO

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Immagine di repertorio

Le telecamere della Rai sono giunte a Tramonti per documentare gli ottimi risultati sulla differenziata ottenuti dall’amministrazione negli ultimi tempi, in cui vedono la Campania tra le regioni leader nelle politiche ambientali. Dopo il TGR Campania, anche TGR Leonardo ha portato il Comune di Tramonti come caso studio nei propri approfondimenti su scienza, tecnologie e ambiente. Grande merito di questa operazione è dell’ingegnere Nicola Giordano, che ha portato sul territorio della Costa d’Amalfi le più innovative best practice in tema di smaltimento e riciclo dei rifiuti.

Purtroppo l’altra faccia della medaglia di questo risultato è che ci sono ancora delle resistenze nell’adozione di tale prassi: scelte sociali sbagliate, condotte immotivatamente per pigrizia, che inducono le persone a gettare i rifiuti nell’aperta natura, rendendo concreta la famosa “teoria delle finestre rotte”, in cui tali casi isolati incentivano all’emulazione di certi comportamenti errati, che portano sulla strada del degrado ambientale. Il caso emblematico di tale schiavitù dalle cattive abitudini figura nella foto (sotto), presa direttamente dal gruppo Facebook “Moby Dick”: l’autolesionismo di ammassare il pattume in uno spazio prospiciente alla propria abitazione.

Foto tratta dal gruppo Facebook “Moby Dick”

Vico Equense, degrado in via Alberi: strada completamente dissestata – FOTO

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Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni circa la situazione in cui versa via Alberi a Vico Equense. Per la precisione si tratta della strada che da piazza Alberi (comune di Meta di Sorrento), porta ai Camaldoli, fino ad arrivare appunto in via Camaldoli-Alberi (facente parte del Comune di Vico Equense). La strada, come potete notare, versa in condizioni disastrose, con un altissimo rischio di cadute sia da parte di persone a piedi (per lo più anziani), sia per automobili e motoveicoli, specie in caso di pioggia. Ci sono stati già diversi casi verificatisi.

Vico Equense, gallerie chiuse dal 23 al 25 gennaio

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Vico Equense – Per l’esecuzione dei programmati interventi di manutenzione sugli impianti tecnologici situati lungo la strada statale 145/Var, l’Anas comunica che si rende necessaria – in esclusivo orario notturno – la chiusura al traffico della statale, compreso il tunnel di ‘Santa Maria di Pozzano’, tra i territori comunali di Castellammare di Stabia e Vico Equense. Nel dettaglio, la limitazione sarà attiva tra le ore 22.00 e le ore 6.00 del giorno successivo nelle notti comprese tra il 23 ed il 25 gennaio 2018. Il traffico da/per Napoli verrà deviato lungo la strada statale 145 litoranea ‘Sorrentina’ e lungo viabilità comunale di Vico Equense.

Villa Rosa Positano Cerca Personale

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Villa Rosa Positano
Cerca Personale

Villa Rosa in Positano cerca Receptionist, con esperienza nel settore e conoscenza dei programmi gestionali e la figura di un guardiano notturno per la prossima stagione lavorativa.
Inviare curriculum vitae al seguente indirizzo mail:

info@villarosapositano.it

L’AMMINISTRAZIONE DI MINORI DIALOGA COL MISE PER I PROBLEMI RAI

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Si è tenuto al municipio di Minori, a seguito del pressante invito del Sindaco Reale, un incontro tra la locale amministrazione e i dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico, sul tema dei recenti ripetuti disservizi nella ricezione del segnale televisivo RAI. Il Ministero ha preso atto delle problematiche evidenziate, assumendosi il compito di una verifica tecnica da effettuarsi, in contraddittorio con la stessa RAI, sul territorio comunale nel corso dei prossimi giorni. Lo scopo è quello di porre rimedio entro breve tempo ad un disagio che sta causando non poche difficoltà tra gli utenti, sottoposti peraltro al pagamento automatico del canone anche in mancanza della regolare erogazione del servizio. I rappresentanti ministeriali hanno recepito con prontezza le lagnanze dell’utenza, manifestando ampia disponibilità ad intervenire con sollecitudine.

Tordigliano , tragedia Raffaele Rispoli e Vincenzo Veropalumbo. Continua causa in Tribunale

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Tordigliano , tragedia Raffaele Rispoli e Vincenzo Veropalumbo. Continua causa in Tribunale . Un data che pochi possono dimenticare :  9 Agosto 2014 intorno alle 18 in località Tordigliano, lungo la strada statale amalfitana 163, nel piccolo tratto di Vico Equense , che divide Positano da Piano di Sorrento, ci furono due morti, una delle vittime  Raffaele Rispoli , un ragazzo di Positano di 27 anni figlio di un noto albergatore e Vincenzo Veropalumbo, 18enne originario di Scafati, animatore part-time appena rientrato da una vacanza a Marina di Camerota. Due sono i feriti: uno di loro, Crescenzo D’Auria, 21enne di Poggiomarino, fu trasportato in ospedale. La ricostruzione è oggetto di una causa per omicidio colposo nel Tribunale di Torre Annunziata , come riporta Metropolis. Grosso modo confermata da un perito di parte, mentre i turisti sul bus, olandesi, dalle testimonianze riescono a ricostruire poco, solo il panorama della costa d’ Amalfi e quel sole che la illuminava. Raffaele si trovò l’autobus , che probabilmente aveva rallentato per far vedere il panorama ai turisti, costretto a superare si scontrò con altre due moto che sopravvenivano dall’altro lato. Il centauro sopravvissuto difeso dall’avvocato Pasquale Striano, è sotto processo al Tribunale di Torre Annunziata , la prossima udienza si terrà ad aprile.

 

Vico Equense, open day istituto comprensivo costiero. FOTO VIDEO

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17- 18 – 23 Gennaio 2018  nell’Istituto Comprensivo costiero di Vico Equense. La dirigente scolastica, Debora Adrianopoli, e le insegnanti incontreranno i genitori dei futuri nuovi iscritti per fornire informazioni didattiche, organizzative e modalità di iscrizioni. Il primo giorno è stato seguito dai giornalisti di Positanonews nelle persone di Enrico Di Palma e Viviana Vanacore della redazione Penisola Sorrentina

Positano investita la nostra bibliotecaria

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Positano, Costiera amalfitana. Pochi minuti fa è stata investita la nostra bibliotecaria mentre si trovava in Via Pasitea all’uscita di casa, per andare a tenere la biblioteca gestita dall’associazione Posidonia. Ad investirla un’auto guidata da un uomo che faceva retromarcia e non si avvedeva della donna.. Sul posto è intervenuto il 118 e la donna è stata trasportata all’Ospedale Costa d’ Amalfi di Castiglione di Ravello. Per fortuna niente di grave, sembra la rottura di una caviglia.  Speriamo che tutto vada bene, Adriana ti vogliamo bene, ti  aspettiamo tutti

Tramonti, 77enne morta dopo l’incendio a Polvica: figlio patteggia la pena

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E’ stato condannato, dopo aver patteggiato la pena, a 14 mesi di carcere, con pena sospesa, il 53enne che lo scorso luglio causò l’incendio a Tramonti, nella zona di Polvica, dove rimase ferita a morte la madre 77enne. Paolo Pisacane stava travasando della benzina mentre aveva in bocca una sigaretta accesa. Questo fece sì che si scatenasse un incendio di grosse dimensioni che vide coinvolta la madre Ida De Rosa, la quale riportò delle ustioni sul 70% del proprio corpo. La donna morì dopo i tentativi dei medici dell’ospedale Cardarelli di Napoli di salvarla. Successivamente all’esplosione, alcuni vicini avevano chiuso la chiave del gas evitando il peggio. Erano poi intervenuti anche i Carabinieri di Tramonti per le costatazioni del caso, oltre che i Vigili del Fuoco. Pisacane era accusato di incendio ed omicidio colposo.

Ambiente. Sorrento, consegnata una videocamera subacquea alla Guardia di Finanza

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Nel corso di una cerimonia svoltasi ieri presso il Palazzo Municipale di Sorrento, il sindaco Giuseppe Cuomo e il consigliere comunale, Luigi Di Prisco, hanno consegnato al luogotenente del nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Napoli, Nicola Riccio, una videocamera subacquea. Le Fiamme Gialle sono da tempo impegnate nell’opera di controllo, tutela ambientale e bonifica sui fondali di Sorrento.
Una iniziativa attiva ormai da oltre due anni, che ha visto il quasi totale recupero di alcuni tratti di fondali marini, tra cui le scogliere della spiaggia San Francesco e la Marina Grande.
“Il monitoraggio continuo e l’attenzione rivolta ai nostri fondali è un percorso che abbiamo avviato da tempo e ora, grazie a questa sinergia sempre più solida che stiamo svolgendo con le forze dell’ordine, cercheremo di svolgere azioni contro eventuali scarichi abusivi e pesca illegale – dichiara il consigliere Di Prisco –  Le attività legate alle bonifiche dei fondali, a cui interverranno i gruppi di volontari, Guardia di Finanza, Guardia Costiera e Area Marina Protetta, riprenderanno nella prossima primavera”.

Positano: venerdì evento tombolata allegra alla Tagliata

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Positano Si comunica che l’ evento “Tombolata allegra” Sarà posticipato a venerdì 19 ore 18.00 presso il ristorante “La Tagliata”. Allieteranno la serata lo special voice Pako-Pasquale Cocorullo e Pulcinella- Marco Palmieri con la partecipazione speciale di “Clementina”

Ravello Città della Cultura 2020 dopo il no, intervento di Secondo Amalfitano

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Ravello Città della Cultura 2020 dopo il no, intervento di Secondo Amalfitano direttore di Villa Rufolo che ha guidato il progetto

ANCORA GRAZIE – PASSO E CHIUDO

L’esclusione dalla rosa delle dieci città finaliste per la scelta della Capitale Italiana della Cultura per il 2020, di sicuro lascia l’amaro in bocca.

Non conosciamo le motivazioni di tale esclusione, nè penso le conosceremo mai. Non conosciamo i dossier delle dieci finaliste, ma sono sicuro li conosceremo.

Potrebbero sembrare le considerazioni principali di questa mia riflessione? Niente di tutto ciò; da Roma dove mi trovo, mi viene facile scrivere: non me ne può fregà de meno. La mia vuole essere solo l’esternazione a caldo di pensieri, emozioni, sensazioni intime e proposte, senza ordine nè schemi, ma di getto e, come tutte le mie cose, con il cuore e l’onestà mentale di sempre.

Il dossier di candidatura di RAVELLO Costa d’Amalfi nasce da un’analisi di mille anni di società, cultura ed economia della nostra Costiera, si sviluppa in una serie di progetti tutti intimamente collegati, che sfociano in una vera e propria proposta di sviluppo locale. Questi i punti salienti:

1)La costiera Amalfitana non è un’isola felice e armonica, ma un susseguirsi di alti e bassi, di eccellenze e mediocrità, di notorietà eccessiva e di oblio; la potenza di diversi elementi sovrasta e annulla pezzi importanti in specie per il futuro.

2) Per la prima volta dopo 800 anni tutte le Istituzioni pubbliche del territorio si sono ritrovate unite e compatte.

3) La qualità è il livello dei partners privati e pubblici coinvolti non lascia spazio a dubbi e illazioni sulla qualità delle idee e delle proposte.

4) L’intero progetto potrebbe essere realizzato “a prescindere”, ma il punto è esattamente questo: La Costiera, senza la molla della designazione, è capace di proseguire nell’attuazione del progetto? Lo vuole davvero?

5) Dal 16 settembre ad oggi non ho sentito nè letto alcuna critica strutturata e scientifica sulla proposta di dossier. Quanti hanno lavorato e valutato, con cuore e testa scevra da preconcetti e secondi fini, si sono dichiarati entusiasti del progetto. I testimonial, i supporter e i collaboratori sono tutti professionisti è personalità di primo piano. I bastian contrari per definizione, pochi e malmessi, hanno attivato solo il loro abituale fiume di fango e melma.

Personalmente ho ritenuto che fosse mio dovere impegnarmi per la mia terra che tanto mi ha dato, il lavoro fatto è il frutto di 40 anni di vita pubblica, di lavoro, di professione, di conoscenze e di amicizie. Questi tre anni di studio e di impegno mi sono serviti anche per crescere e imparare. Ho conosciuto persone straordinarie, personalità e professionalità uniche; ho avuto gratificazioni enormi ed insperate. Per tre anni il progetto è stato assorbente nella mia testa, scacciando amarezze e depressioni, è diventato totalizzante nell’ultimo mese tenendo lontano pensieri brutti e preoccupazioni. Mi sono rifugiato in lui per fuggire dalle cattiverie, mi sono esaltato in lui per darmi forza e tenere duro. A questo progetto devo tanto e quindi la mia gratitudine a quanti mi hanno affiancato, e senza i quali nulla avrei potuto, è veramente infinita, ad iniziare dalle 15 Amministrazioni Comunali. Ringrazio tutti e ciascuno singolarmente e collettivamente, non faccio nomi perché sono troppi ed inevitabilmente dimenticherei qualcuno, mi sento di indicarne uno solo come si usa per il portabandiera alle Olimpiadi, e che sono sicuro non dispiacerà a nessuno perché li rappresenterà tutti per costanza, caparbietà, competenza, dedizione, convinzione, umiltà, etica ed estetica, ed anche per l’essere amareggiati: Emilia Filocamo. Forse se anche io ci avessi creduto come lei, oggi staremmo parlando di altro.

Ai tantissimi che hanno scritto, telefonato, postato, esternato, dico grazie e ancora grazie. Voi siete la vera forza della Costa d’Amalfi e potete fare tantissimo ancora, chiedendo a viva voce che la Costiera Unita continui il lavoro avviato, individuando le migliori professionalità per farlo, senza alzare le barriere del campanilismo e mettendo alla gogna i seminatori di odio e di divisioni.

Io, per dare il buon esempio, sarò felice al solo vedere questo lavoro andare avanti anche senza di me, MAI COME ORA I PERSONALISMI NON SERVONO.

A tutti, denigratori inclusi, chiedo scusa per non aver saputo fare di più.

Secondo Amalfitano

Le storie di Gio Ponti e dell’Infinito Blu della Ceramica Francesco De Maio incontrano l’Arch. Mauro Piantelli

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NOCERA SUPERIORE –

Una conferenza per parlare di Gio Ponti e confrontarsi, al tempo stesso, anche con Mauro Piantelli, fondatore di De8 Architetti, esponente di uno degli studi tra i più innovativi e prolifici d’Italia. Tutto questo, venerdì 19 gennaio alle 18.00 (in via Nazionale 63, Nocera Superiore) nell’ambito delle conferenze pubbliche del Master NewItalianBlood organizzate all’interno delle migliori aziende campane.

 

Cornice del convegno sarà la Ceramica Francesco De Maio, esclusivista mondiale per la produzione e commercializzazione dei 33 decori bianchi e blu che Gio Ponti realizzò tra il 1960 e il 1962 per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento, il primo hotel di design al mondo.

 

A dialogare con Luigi Centola e Mauro Piantelli dello studio che ha operato il recupero del Belvedere al 31° piano del Grattacielo Pirelli di Gio Ponti a Milano saranno l’Art Director della Ceramica Francesco De Maio Patrizia Famiglietti e Gianni De Maio Ceo del Gruppo Francesco De Maio.

 

Aprirà la serata Gianni De Maio con un intervento dal titolo “Ceramica Francesco De Maio, passato, presente e futuro” poi la parola passerà a Patrizia Famiglietti per un focus su “Gio Ponti l’Infinito Blu”, quindi Luigi Centola che introdurrà Mauro Piantelli con “De8 Architetti. Opere recenti tra recupero ed innovazione”.

 

Il prestigioso incontro all’indomani dello strepitoso successo della mostra e del libro “Gio Ponti: L’Infinito Blu”, organizzata dalla Ceramica Francesco De Maio e curata da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti, con la collaborazione di Salvatore Licitra, sarà anche l’occasione per riscoprire i tesori del neonato Museo della Ceramica “Francesco De Maio”. Teche in vetro per custodire le più antiche origini dei manufatti di tradizione vietrese tra maioliche del ‘700, pannelli in ceramica degli anni ’40, oggetti d’arte ceramica, maioliche originali di Gio Ponti, fotogrammi e disegni raccontati in una geometria perfetta con curve, semicerchi e linee che rivelano fiori, lune, foglie che volteggiano per creare infinite combinazioni. Il tutto tra testimonianze autografe e bozzetti preparatori delle collezioni della Ceramica Francesco De Maio. “Sarà un’occasione unica – dichiara Gianni De Maio – Apriremo le porte del nostro showroom per far vivere ai partecipanti un meraviglioso viaggio nella storia della “Francesco De Maio” che custodisce l’essenza stessa del Made in Italy riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo”.

 

Ravello come Positano le più belle chiuse d’inverno. I Calce come i Collina

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Positano e Ravello due realtà speculari, come l’immagine che si vede su il laghetto che si è formato sul molo a causa della rottura dei lastroni di copertura. Le due perle della Costiera amalfitana , rinomate e celebrata, ora una ora l’altra, dalla stampa mondiale, fra le più belle località del mondo, d’inverno chiudono quasi i battenti. Ci salvano due famiglie da sempre i Collina del Bar Internazionale a Positano, che sono diventati un punto di riferimento, e i Calce a Ravello, dove ce ne sono due, poi il Klingsor, A Funtanella e la pizzeria “Da Nino” . A Positano fatto il giro di paese a Montepertuso non è aperto nessun ristorante, ma per fortuna c’è il bar “Pertuso”, poi scendendo in spiaggia in Via dei Mulini abbiamo Da Vincenzo, alimentari e non solo di prestigio , che fa da bar e fa pasti caldi,  in spiaggia è aperto il bar “Paradise” dei Rispoli e il ristorante La Cambusa. Poi niente, fuori programma ha mantenuto aperto Il Fornillo in Via Pasitea vista la disperazione, ma non possiamo sapere fino a quando, mentre a Ravello come ristorante c’è il “Raffaele” dell’hotel Parsifal dei fratelli Mansi. Come  alberghi a Ravello sono aperti Palumbo, Bonadies, Graal e Villa Maria a Positano Villa Gabrisa, Hotel Pasitea e tanti Bed and Breakfast. Amalfi si salva un pò con una politica di turnazione voluta dall’amministrazione Daniele Milano, mentre se si sale ad Agerola sono quasi tutti aperti anche d’inverno. Ma allora le spese sono troppe o si guadagna troppo d’estate? Se altre località , non altrettanto famose, per ora, stanno aperte, qualcosa non va. Mimì Collina ci confidò che ai tempi del sindaco Andrea Milano dovevano stare tutti aperti sennò erano guai, ebbene non si chiede ferro e fuoco, ma un minimo di autorganizzazione , a partire dagli imprenditori che dovrebbero associarsi in categoria, e poi, di fronte a questo vuoto l’intervento pubblico con sanzioni ma anche premialità, detassazione per chi è aperto d’inverno, per esempio. Diamoci una mossa.

Elezioni nazionali, scrutatori: commissione decide per sorteggio in sala consiliare

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AVERSA. Nella mattinata di martedì 16 gennaio, si è riunita la commissione elettorale, con i componenti Giovanni Innocenti, Stefano Di Grazia e Domenico Palmiero, alla presenza del responsabile Domenico Coscetta. 

Sono stati validati i registri degli scrutatori per le prossime elezioni politiche nazionali di marzo 2018. La commissione, a parere unanime ed in ottemperanza alle indicazioni del Sindaco, ha deciso che, anche per quest’anno, gli scrutatori verranno sorteggiati pubblicamente nella sala consiliare del comune di Aversa, al fine di garantire la massima trasparenza. 

“Il primo dovere di un amministratore – dice Giovanni Innocenti – è quello di garantire i principi fondanti della trasparenza e democrazia. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di definire i nominativi degli scrutatori in sede pubblica, così da fugare tutti i dubbi che generalmente susseguono l’affidamento di questo ruolo temporaneo. Siamo certi che i cittadini di Aversa apprezzeranno”.

Ravello Costa d’ Amalfi, Cultura e Unesco intervista ad Alfonso Andria

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Mariano Ragusa
È appena iniziato il 2018 che le Istituzioni Ue hanno indicato come Anno europeo del Patrimonio culturale. Occasione da cogliere per il territorio salernitano? Ne parliamo con Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, che ha sede a Ravello.
L’istituzione culturale che lei guida, con quali iniziative si presenta all’appuntamento?
«Con una particolare attenzione al patrimonio culturale diffuso. Non solo dunque ai grandi attrattori, ma aggregando ad essi – in una sorta di rete di prossimità territoriale – piccoli riferimenti locali; quelli che George Vallet definiva valori ambientali diffusi, tessuto connettivo e trama vivente della nostra storia. Inoltre, nel prossimo autunno il Centro organizzerà a Ravello la Conferenza annuale dell’Aici (Associazione delle Istituzioni Culturali Italiane), presieduta dall’on. Valdo Spini. Sarà un’occasione di grande prestigio che vedrà confrontarsi tante importanti realtà operanti nel territorio nazionale quotidianamente impegnate a custodire e valorizzare l’identità culturale del Paese, a promuovere la Bellezza’».
Iniziative in linea con la mission del Centro…
«L’azione del Centro, dal punto di vista scientifico e formativo, è rivolta ad un contesto amplissimo nello scenario europeo e talvolta anche al di fuori dei confini dell’Unione. Ma avvertiamo sempre l’esigenza di un forte ancoraggio al territorio dove il Centro ha sede ed opera: Ravello e la Costa d’Amalfi e nella regione Campania. Ci troviamo in un contesto che per qualità e per sue attrattive paesaggistiche, ambientali, archeologiche, monumentali occupa una posizione di grande rilievo. Basti pensare che nella sola provincia di Salerno, in due anni, 1997 e 1998, l’Unesco iscrisse nella Lista del Patrimonio dell’Umanità i due terzi del territorio: prima la Costiera Amalfitana e poi il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con le emergenze archeologiche di Paestum e di Velia e con la Certosa di Padula. In epoca più recente la Dieta Mediterranea è stata dichiarata Patrimonio immateriale dell’Umanità. Il Centro di Ravello, per incarico a suo tempo ricevuto dalla Soprintendenza di Salerno e dalla Comunità Montana Penisola amalfitana ha redatto il Piano di Gestione del sito Unesco Costiera Amalfitana».
Una linea di continuità del suo impegno istituzionale che ha caratterizzato le stagioni della presidenza della Provincia.
«La Provincia fu capofila delle iniziative che poi portarono ai riconoscimenti Unesco, si impegnò nel recupero alla pubblica fruizione di siti archeologici e monumentali, nel rafforzamento e nel rilancio del sistema museale, anche nell’allestimento di nuovi plessi espositivi, nell’organizzazione di grandi mostre e di eventi. Tra questi ultimi valga l’esempio della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum».
Una scelta strategica e in qualche modo anticipatrice.
«L’opzione per la Cultura partiva da un presupposto: non soltanto il dovere di valorizzare l’esistente ma anche la sfida di legare la Cultura allo sviluppo».
Temi propri su cui opera RavelloLab?
«Proprio così, la Cultura è uno dei motori dell’economia italiana, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del Made in Italy. Insieme con Federculture, ormai da ben dodici anni, il Centro organizza i Colloqui internazionali. Proprio a RavelloLab, nel 2011, nacque l’idea della istituzione di un Programma Capitale italiana della Cultura, sul modello ECOC della Capitale Europea, appunto. In quella legislatura ero Senatore della Repubblica e presentai un disegno di legge specifico. Successivamente il ministro Franceschini ha fatto propria l’idea inserendola nel Decreto Cultura. Oggi è legge».
Negli ultimi tempi anche nel Salernitano si registra una nuova attenzione da parte dell’impresa verso i temi della Cultura e del Patrimonio culturale.
«Certamente e ciò, sul piano nazionale, è dovuto principalmente all’efficacia dell’azione prodotta dal Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. In particolare attraverso alcune innovazioni normative Franceschini ha instaurato un proficuo dialogo con il mondo dell’impresa, offendo concrete opportunità di intervento e sollecitando molteplici iniziative a sostegno della Cultura. In più va detto che il bilancio dello Stato, fino a qualche anno fa molto limitato nelle voci relative al settore, grazie alla spinta politica del MiBACT ha incrementato lo stanziamento dei fondi per la Cultura. Registriamo con soddisfazione anche nel nostro territorio maggiore sensibilità di alcuni imprenditori verso le attività culturali. Nel ruolo che da poco più di due anni ricopro quale consigliere di amministrazione del Parco archeologico di Paestum ho costruito varie occasioni di incontro del direttore Gabriel Zuchtriegel con l’imprenditoria del Salernitano. Durante la presidenza di Mauro Maccauro, attreverso una proficua interlocuzione, sono nati vari interventi, da parte di imprese del territorio: borse di studio, contributi a sostegno di attività di ricerca e di scavo».
Un diesgno strategico da Ravello a Paestum?
«Per la verità proprio grazie a RavelloLab si è stabilito un collegamento più costante tra il Ministero e Confindustria. Durante un colloquio che ebbi con il presidente Vincenzo Boccia, egli si disse molto interessato ad una partecipazione ai nostri Colloqui Internazionali. Successivamente, presso il MiBACT presentammo al Ministro Franceschini e a lui le Raccomandazioni dell’edizione 2016 e annunciammo il tema di RavelloLab 2017, nonché la notizia dell’intervento e del sostegno di Confindustria».
Italia leader non solo per il proprio Patrimonio Culturale ma anche per la vivacità che i territori esprimono. È una sntesi corretta?
«È sotto gli occhi di tutti una accentuazione della visibilità del nostro Paese e i risultati parlano chiaro: aumento dei flussi del turismo da varie provenienze, incremento del numero dei visitatori e conseguentemente degli introiti nelle aree archeologiche, nei siti monumentali ed artistici. Ma anche notevoli riconoscimenti da parte delle Istituzioni europee e dei Paesi membri dell’Unione: non è un caso che l’European Culture Forum, evento inaugurale dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, si sia svolto a Milano, il 7 e 8 dicembre scorsi». Mariano Ragusa, Il Mattino

Nocera, vice sindaco Antonio Cesarano “Nessun patto con camorra”

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NOCERA INFERIORE. «Non sono il postino di nessuno. Sono innocente e non ho fatto alcun tipo di patto elettorale o accordo di altra natura». Per circa tre ore si è difeso così l’ex vicesindaco Antonio Cesarano, finito in carcere la scorsa settimana per scambio elettorale politico-mafioso. La Procura Antimafia lo ritiene il «trait d’union» tra la camorra – rappresentata dall’ex cutoliano Antonio Pignataro – e le istituzioni. Per l’accusa è lui che avrebbe mediato tra il «boss» e il candidato al consiglio Carlo Bianco per far approvare una delibera in giunta in cambio di voti.
Provato psicologicamente da questi primi giorni di carcere, ha voluto fornire chiarimenti sulle accuse che gli vengono mosse, assistito dal legale di fiducia Annalisa Califano. Oltre al Gip, Stefano Berni Canani, all’interrogatorio di garanzia era presente il sostituto della Dda, Vincenzo Senatore. Sui rapporti con l’omicida della piccola Simonetta Lamberti: «Lo conosco unicamente per i suoi problemi di salute, ha spiegato Cesarano, all’incirca dal 2014. Non l’ho mai presentato a Carlo Bianco. Loro due si conoscevano già da tempo e non c’era bisogno di una mia intermediazione». Lo stesso per Ciro Eboli, il «braccio destro» del boss: «L’ho visto sei – sette volte perché accompagnava Pigantaro nel mio studio per le analisi». Proprio sulla sua attività professionale l’ex assessore ha fornito ulteriori chiarimenti, in virtù di ciò che sospetta la Procura. «Sono un biologo, non un medico. Le analisi servivano a Pignataro per valutare la sua idoneità a sottoporsi alle risonanze con mezzi di contrasto. Erano prescritte e io le eseguivo».
L’interrogatorio è entrato nel vivo quando il Gip ha affrontato i rapporti di Cesarano con l’ex consigliere Carlo Bianco, l’amico di una vita che con le sue dichiarazioni lo ha spinto in carcere: «Si, sono amico di Carlo ma l’ho aiutato in maniera rigorosa solo per la campagna elettorale. Senza partecipare a nessun accordo o scambio. Sono una persona integra ed onesta. Non ho mai comprato voti, neanche avrei la disponibilità economica. Ad un certo punto gli sconsigliai anche la candidatura. Forse si è sentito tradito quando ha visto di non aver avuto riscontro dopo le elezioni». E quella stessa mensa per i poveri (l’oggetto della delibera) che doveva sorgere vicino alla parrocchia di San Giuseppe per Cesarano «era un progetto dagli scopi sociali che avrebbe potuto dare valore ad una zona disagiata». Un passaggio anche sul sindaco Manlio Torquato, a domanda del giudice: «Mai problemi sul lato personale, poi ci fu la rottura politica qualche anno fa».
Nicola Sorrentinoil Mattino

Capri abusivismo edilizio nella villa di Paone nipote del fondatore di Kiton

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Capri. Continua l’operazione dei carabinieri di Capri contro l’abusivismo edilizio. Nella rete dei controlli, questa volta, è finito un immobile situato in via Cercola, una delle zone di pregio dell’isola, a metà strada tra Tragara, Monte Tuoro e l’Arco naturale. Una delle strade più caratteristiche dell’isola che attraverso un percorso di scale nel verde collega il centro con la parte alta di Capri. Lunedì mattina nell’ambito delle attività di controllo del territorio lungo il viale di via Cercola, in una zona immersa nel verde, i carabinieri della stazione di Capri, accompagnati dal tecnico del Comune del settore Lavori Pubblici, hanno scoperto un cantiere totalmente abusivo. Nell’immobile preesistente, una villetta di circa 100 metri quadri, erano in corso una serie di lavori totalmente privi di autorizzazioni edilizie. Il proprietario dell’immobile è Silverio Paone, nipote di Ciro, fondatore del brand di moda maschile «Kiton», che riveste un incarico dirigenziale nell’azienda di famiglia.
I militari hanno riscontrato che erano in corso opere abusive per la cui realizzazione sarebbe stato necessario il rilascio di licenze edilizia da parte degli uffici comunali preposti e non la semplice comunicazione di manutenzione ordinaria. I lavori scoperti dai militari, in una zona sottoposta a vincolo paesistico e idrogeologico, erano di notevole entità e consistevano in un ampliamento di 38mq costruiti mediante opere di scavo di un terrapieno, per allargare gli ambienti preesistenti. Davanti alla villetta erano stati realizzati due pergolati in ferro per una copertura complessiva di oltre 15 metri, mentre un vano sottoscala dell’originaria abitazione era stato trasformato, aumentandone i volumi, in un bagno di circa 5 mq. Il fatto più grave che è emerso nel corso del sopralluogo all’interno della villetta è stato la constatazione dell’abbattimento di muri portanti, un’infrazione grave che potrebbe mettere a rischio, secondo gli esperti militari e tecnici, la staticità dell’intero fabbricato. Al termine della loro operazione i carabinieri hanno fatto scattare i sigilli sull’intero cantiere e posto sotto sequestro la villetta dove erano in corso i lavori. Inoltre, nei confronti del proprietario e del legale rappresentante dell’impresa edile è stata sporta denuncia per violazione alle norme urbanistiche, il fascicolo è stato poi inviato alla Procura di Napoli.
Dopo l’intervento dei carabinieri, all’Albo Pretorio del Comune di Capri è stata affissa un’ordinanza di immediata sospensione dei lavori nei confronti del proprietario dell’immobile. Il responsabile del settore edilizia privata, architetto Massimo Stroscio, dopo aver acquisito gli atti e la relazione del sopralluogo di carabinieri e tecnici in cui venivano contestate le opere edili abusive e dopo aver ordinato lo stop ai lavori, ha inviato l’ordinanza alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Napoli, al Presidente della Giunta Regionale della Campania, al Comando di Polizia locale di Capri, alla stazione dei Carabinieri ed al proprietario della villetta, in cui è stata comunicata la sospensione dei lavori e l’avvio del procedimento amministrativo.
Il sequestro della villetta di via Cercola è scattato ad un mese esatto di distanza da un’altra operazione che fece enorme clamore, l’apposizione dei sigilli a villa Settanni davanti ai Faraglioni. Anche in quella occasione l’operazione antiabusivismo portata in atto dai carabinieri, suscitò enorme scalpore all’interno e al di fuori dell’isola, dove, specie nei mesi invernali vengono aperti i cantieri e l’azione costante dei militi dell’arma serve proprio a far si che la realizzazione di nuove opere non contrasti con le normative di tutela ambientale che vigono sull’intero territorio dell’isola di Capri. Anna Maria Boniello Il Mattino

Castellammare col tirapugni alla stazione della Circumvesuviana. Branchi, arresti a Pomigliano, Sorrento ancora niente

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Allarme branchi in Campania ( ma problemi simili ci sono in tutte le grandi città in Italia ) dopo i vari episodi contestati a Napoli .I carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia  nel corso di un servizio per la prevenzione e la repressione dei reati comuni nei paraggi e all’interno delle stazioni Eav hanno scoperto e denunciato un 16enne del luogo che si aggirava in piazza unità d’Italia con in tasca un tirapugni: risponderà di possesso di oggetti atti ad offendere. Durante perquisizione personale i militari lo hanno trovato in possesso anche di 2 grammi e mezzo di marijuana per cui è stato segnalato al prefetto. Stessa sorte per l’amico, un coetaneo di Gragnano che era con lui, trovato invece con mezzo grammo dello stesso stupefacente. A Pomigliano vi sono stati degli arresti. Trentadue persone rapinate in un mese. Diciassette i colpi messi a segno. Sette i componenti della banda: quattro sono minorenni. Sono stati arrestati questa notte dai carabinieri di Pomigliano d’Arco e Castello di Cisterna. Indagini della Procura di Nola, diretta da Annamaria Lucchetta. È l’ennesima babygang del Napoletano in azione nella stessa area in cui sabato scorso una coppia di minori ha picchiato con delle catene due coetanei. A Sorrento non si riesce a sapere ancora niente sul branco che ha aggredito due ragazzi di Positano.

Napoli. Vomero. Libreria Mooks. Sarà presentato “Acque torbide” di Monica Florio.

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Monica Florio - Acque torbide - Edizioni Cento Autori

Articolo di Maurizio Vitiello – Alla Libreria Mooks in Piazza Vanvitelli a Napoli si presenterà il romanzo “Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori).

 

Acque torbide

di Monica Florio

Edizioni Cento Autori

 

Talvolta, può essere pericoloso innamorarsi a quindici anni.

Un romanzo sul fascino perverso del Male che si nutre delle insicurezze e del narcisismo altrui.

 

 

Mercoledì 17 gennaio 2018, alle ore 18.00, alla Libreria Mooks in Piazza Vanvitelli, Vomero – Napoli, si presenterà il romanzo “Acque torbide” di Monica Florio (Edizio,ni Cento Autori). All’incontro interverranno Anna Copertino, Angela Matassa e Mariarosaria Riccio. Sarà presente l’Autrice.

 

Michele è un ragazzino intelligente e intuitivo ma, a causa dall’aspetto un po’ singolare – è basso, grassottello e con gli occhiali –, viene preso di mira dai coetanei che lo chiamano Polpetta.

Quando scopre il legame tra la sorella Valentina e l’istruttore di nuoto, un pedofilo seriale, decide nonostante la fobia per l’acqua, di iscriversi in piscina.

Guidato dall’intuito, Michele cerca di mettere in guardia Valentina dal suo seduttore ma, al tempo stesso, decide di non rivelarlo ai genitori e di mantenere il segreto.

Alla fine, quando tutto sembra essersi risolto e il passato non è più fonte di turbamento, un altro mostro, altrettanto pericoloso, tenterà di colpire Michele negli affetti più cari.

Questo romanzo young-adult esplora la pedofilia che colpisce gli adolescenti, sottovalutata ma altrettanto pericolosa perché basata sul plagio.

 

“Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori), pp. 190, euro 12.00. Collana Storie per crescere diretta da Pina Varriale

 

Una beve scheda sull’autrice:

Monica Florio, napoletana, è una giornalista e operatrice culturale.

Scrive di disagio giovanile, infanzia negata e omofobia.

Ha pubblicato il saggio “Il guappo – nella storia, nell’arte, nel costume” (Kairòs Edizioni, 2004), la raccolta di racconti “Il canto stonato della Sirena” (Ilmondodisuk Libri, 2012) e il romanzo “Puzza di bruciato” (Homo Scrivens, 2015).

È l’autrice dei romanzi di narrativa scolastica “La rivincita di Tommy. Una storia di bullismo omofobico” (La Medusa Editrice, 2014) e “Ragazzi a rischio. Una nuova avventura per Tommy” (La Medusa Editrice, 2016).

 

Da non perdere, da seguire, da leggere.

 

Maurizio Vitiello

 

 

Manager Maradona in visita presso gli uffici di Antonio Luise

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CASTEL VOLTURNO. Continua a rimbalzare sulla stampa il nome di Antonio Luise.

L’agente immobiliare di Castel Volturno, infatti, non è noto, di questi tempi, solo per l’attività politica svolta (che lo ha visto, recentemente, al centro del dibattito pubblico per le sue dimissioni da componente della maggioranza per il passaggio a realtà indipendente), ma anche per le amicizie “di lusso” che lo vedono costantemente a contatto con persone del mondo dello show business e del calcio.

Nella mattinata di domenica 14 dicembre, il manager di Diego Armando Maradona, Stefano Ceci, si è recato a Castel Volturno, presso gli uffici della “Antonio Luise immobiliare” per rendere un saluto all’amico imprenditore. “L’amicizia che mi lega a Ceci – dice Luise – è una costante in cui mi ritrovo da tanti anni. Abbiamo condiviso tanti momenti insieme, anche alla presenza del mito di Napoli, l’indimenticato ‘Pibe de oro’. Credo sia l’esempio della lealtà e della serietà in persona, sono onorato della sua visita. Ancora una volta Castel Volturno si dimostra un centro vivo”.

Criminali stragi di gatti a Nerano , la denuncia del WWF – FOTO

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MARINA DEL CANTONE: ALLARME ESCHE AVVELENATE

STRAGE DI AMICI A 4 ZAMPE … UN CANE SALVATO IN EXTREMIS

IL WWF DENUNCIA: TROVATE I COLPEVOLI!!!

Nella scorsa settimana la comunità del borgo di Marina del Cantone, a Nerano, nel comune di Massa Lubrense, è rimasta scossa nel costatare il progressivo decesso di quasi tutti gli esemplari di gatto che popolavano la località!!!

Le morti, di cui almeno 15 casi accertati parrebbero, per modalità e numero di decessi, dovute tutte ad avvelenamento da esche o bocconi avvelenati, ma gli abitanti della zona non sono riusciti ad identificare esche o tracce riconoscibili di veleno.

È deceduto anche un cane; un secondo è stato salvato dal repentino e testardo intervento del padrone, inducendo nell’animale il vomito facendogli ingerire acqua e sale. Diverse carcasse sono state rimosse in proprio dai cittadini del luogo per questioni di decoro ed igiene. Alcune sono ancora visibili al suolo.

Resta il dubbio sull’eventualità che altri esemplari felini, noti agli abitanti, non siano reperibili in quanto siano andati a morire lontano dalla zona abitata; ancor più forte è radicata è l’incognita circa l’autore di un tale scempio e sulla possibilità che in giro ci possano essere ulteriori esche pronte ad uccidere ancora.

 

Il WWF Terre del Tirreno, allertato dai cittadini, ha immediatamente segnalato i fatti al Sindaco e alle Forze dell’Ordine.

Considerato che avvelenare un animale è reato ai sensi deli articoli 544-bis e 544-ter (uccisione e maltrattamento di animali) del codice penale; l’articolo 14 T.U. Leggi sanitarie (Regio Decreto 27.07.1934, n° 1265) proibisce e punisce lo spargimento di sostanze velenose con reclusione ed ammende; il permanere dei cadaveri di animali al suolo costituisce un grave rischio igienico sanitario e conseguente pericolo per la pubblica e privata incolumità; il Sindaco, in caso di avvelenamento anche solo sospetto, deve aprire un’indagine, bonificare e tabellare la zona, intensificare i controlli; il Sindaco, a seguito della segnalazione di avvelenamento da parte dell’IZPS, deve dare immediate disposizioni per l’apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti;

il WWF ha chiesto un urgente intervento atto ad accertare le cause di morte degli animali, tramite invio delle spoglie all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZPS) competente, provvedere alla rimozione e smaltimento dei cadaveri e, qualora venga accertato lo spargimento di sostanze velenose, esche e quant’altro, attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché intensificando i controlli da parte delle Autorità preposte per individuare e punire i responsabili.

I carabinieri della stazione di Massa Lubrense stanno indagando per far luce sulla triste vicenda.

 

Meta 16.01.2018

 

Vico Equense. Festa della Sacra Famiglia 2017 nella Parrocchia di Moiano

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Vico Equense. La celebrazione della festa della Sacra famiglia, svoltasi lo scorso 30 Dicembre 2017 a Moiano nella Parrocchia di San Renato Vescovo, è stata una bellissima testimonianza di vera comunione.

La comunità locale ha preparato con cura la liturgia, con toni sobri ed efficaci. Nei gesti semplici e profondi che l’hanno connotata, si è percepita la profonda partecipazione di tutta la comunità. Vedere gli sposi presenti, giovani con figli, ma anche tanti nonni, darsi la mano al momento del rinnovo della promessa matrimoniale è stato un momento di grande intensità, vissuto con assorta preghiera e visibile commozione.

Il nostro arcivescovo, S.E. Mons. Francesco Alfano, nella sua omelia, ha esortato tutte le famiglie ad avere il coraggio di seguire l’esempio della famiglia di Nazareth, non lasciandosi scoraggiare dalla difficoltà della vita ma, nutrendosi e fidandosi dell’amore di Dio, mettendo sempre Gesù al centro della nostra vita.

Uno splendido coro polifonico ha accompagnato la celebrazione con i canti ed all’uscita della Chiesa a tutti i partecipanti è stata distribuita un’immagine raffigurante i pastori della Sacra Famiglia presente nella Parrocchia ed una preghiera scritta a mano. Un gesto di cura ed attenzione che ha fatto sentire davvero tutti coloro che vi hanno preso parte figli di una stessa famiglia.

Per altre info: www.diocesisorrentocmare.it

La cappella di San Catello restaurata

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Il 18 gennaio 2018 alle ore 18.30, nella Concattedrale di Castellammare di Stabia al termine dei Vespri Pontificali  avrà luogo la cerimonia di solenne benedizione della Cappella di San Catello officiata dall’Arcivescovo S.E. Mons. Francesco Alfano, in occasione dell’avvenuto restauro iniziato nel novembre del 2016. La Cappella di San Catello, già esistente all’interno della Cattedrale, fu costruita  “ex novo” a partire dal 1879 su progetto dell’architetto Ignazio Rispoli. I lavori terminarono nel 1883, quando, l’11 maggio, l’allora presule Vincenzo Maria Sarnelli la benedisse solennemente.

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L’accesso alla nuova costruzione fu realizzato sacrificando l’antica Cappella del Crocifisso, dallo spazio ottenuto fu ricavato un corridoio di collegamento nel quale, attualmente, sono tumulati i resti mortali di Monsignor D’Arco e di Monsignor Petagna. La cappella, di pianta centrale, è caratterizzata da una volta affrescata dal maestro Vincenzo Paliotti sulla quale è rappresentato l’ingresso in cielo di San Catello offerto a Cristo dall’arcangelo San Michele.  Alla base della cupola, nei quattro pennacchi che sorreggono il tamburo, sono raffigurate le quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, temperanza e fortezza. Sull’arco d’ingresso, invece, è dipinto l’apparizione dell’Arcangelo San Michele ai Santi Catello e Antonino sul monte Aureo. Così come dichiarano gli Architetti Flavio Morvillo e Gerarda Cimmino, gli approcci sia progettuali che esecutivi, sono stati ossequiosi dei principi della Carta Italiana del Restauro, e quindi volti a “rispettare e a salvaguardare l’autenticità degli elementi costruttivi”. Infatti, ogni operazione eseguita è stata preventivamente e meticolosamente indirizzata da una profonda conoscenza dei caratteri costruttivi originari, da un’attenta ricognizione dello stato conservativo ed, eventualmente necessaria, è stata condotta sui principi della riconoscibilità, della reversibilità, della compatibilità, del minimo intervento e dell’assoluta eccezionalità. Il restauro ha riportato alla luce l’antico splendore degli stucchi e delle dorature e la lucentezza dei colori originari degli affreschi offuscati per lungo tempo da inopportuni interventi riparatori e da un avanzato stato di degrado, che ne avevano alterato l’identità storica e l’unicità artistica, obliando visioni come quella della mandorla di cherubini che circonda il Cristo effigiato nella cupola. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra: la Dott.ssa Angela Schiattarella, quale delegata della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Napoli; Don Pasquale Vanacore, quale direttore dell’ ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Sorrento- Castellammare di Stabia; Don Antonino D’Esposito, quale parroco della Concattedrale; la Coo.Be.C. – Cooperativa Beni Culturali, quale esecutrice; l’Arch. Flavio Morvillo e l’Arch. Gerarda Cimmino, quali direttori dei lavori; e soprattutto in virtù del contributo ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La presentazione dei lavori avverrà invece, sempre nella Concattedrale,  nella Cappella di San Catello,  il giorno 20 gennaio 2018 alle ore 20.00.

Vico Equense. Riconosciuti quattro faggi secolari, un Eucalipto ed un Tiglio come Alberi Monumentali

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Vico Equense. E’ stata accolta presso la Regione Campania la proposta di “attribuzione di monumentalità” a quattro faggi secolari del Monte Faito (400 anni), all’Eucaliptus Globosus di Matignano (età presunta 150 anni) e al Tiglio di Massaquano (circa 300 anni).

Soddisfatto della notizia Dario Russo, presidente dell’Associazione Pro Faito Onlus, che ha avanzato la proposta, fatta propria dal Comune di Vico Equense. Questi alberi sono tra i più longevi d’Italia, con una smisurata valenza culturale, testimoni viventi della ormai estinta industria della neve.

Queste piante, di circa 400 anni, infatti, bordavano le neviere, le fosse dove, un tempo, nel periodo invernale si ammassava la neve, che erano foderate da uno strato coibentato costituito da fogliame secco proveniente sempre dagli alberi di faggio. Uno stratagemma ideato, per proteggere la neve dal calore del suolo e dai venti di scirocco per assicurarne la consistenza fino al giungere del periodo estivo, quando dopo essere stata cavata, la neve era trasformata in blocchi di ghiaccio per essere trasportata e venduta in tutta la penisola sorrentina e nei paesi del vesuviano.

Agli alberi monumentali è riconosciuto non solo un valore botanico, ma una rilevanza culturale, infatti, un albero monumentale non è solo un “grande albero di bell’aspetto”, ma lo si può considerare quasi un “sopravvissuto”, la testimonianza di un paesaggio, di un ecosistema, di un uso del suolo e di una precisa fase della vita degli uomini che attraverso le generazioni l’hanno piantato, accudito e ne hanno beneficiato.

La catalogazione è mirata all’istituzione di un albo delle piante monumentali per garantirne la conservazione e la valorizzazione in base a precisi caratteri di rilevanza storica, ambientale e culturale ed a preservare gli alberi da abbattimenti e potature arbitrari e da eventuali danni procurati da terzi.

“Dopo un iter lungo, complesso e non privo di ostacoli – raccontano dalla Pro Faito Onlus – siamo riusciti a far dichiarare alberi monumentali dalla Regione Campania i nostri amatissimi faggi secolari. E’ un risultato inseguito a lungo, frutto di tenacia e perseveranza che rappresenta un messaggio di speranza dopo gli eventi bui che abbiamo vissuto in questi mesi. Ed è con un sentimento di grande riconoscenza che vogliamo ringraziare la agronoma dottoressa Elena De Marco, che ha curato tutta la parte tecnica (le schede che sono state depositate inseguito ai sopralluoghi), e poi anche seguito tutto l’iter fino al raggiungimento dell’obiettivo. Con Faito nel cuore, continuiamo a difendere e rappresentare dovunque possiamo la montagna sul mare”.

L’elenco degli alberi monumentali della Campania lo potete trovare a questo indirizzo.

I nostri alberi sono alle schede 82-83-84-85.

Maltempo, allerta meteo da mezzanotte: vento forte e mare agitato

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La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta meteo per vento e mare valevole a partire dalla mezzanotte e per le successive 24 ore. In particolare, sulla Campania, spireranno venti forti occidentali con temporanee raffiche e il mare si presenterà agitato o molto agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte ai venti. La protezione civile raccomanda agli enti competenti di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni anche in ordine alla vigilanza sulle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.

Vico Equense. Il prossimo 30 gennaio l’insediamento della Commissione Pari Opportunità

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Vico Equense. La prima riunione della “Commissione Pari Opportunità (C.P.O.)” di Vico Equense si terrà il 30 gennaio 2018, alle ore 18, nella sala consiliare. Indetta dal Sindaco Andrea Buonocore, ha come ordine del giorno l’insediamento della commissione, l’elezione del presidente, del vice presidente e del segretario, oltre a varie ed eventuali.

La Commissione che non è più solo a favore della società femminile, si apre alle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender (LGBT) per contrastare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Fanno parte della commissione, nominata dal consiglio comunale, Laura Morelli, Lara Cirillo, Mariapaola Avellino, Susanna Amato, Antonello Sannino, Emilia Terracciano, Francesca Esposito, Ciro Giovanni Nocerino, Umberto D’Amora, Luisa Cinque e Francesco Oliva.

Componenti di diritto sono l’assessore alle politiche sociali Franco Lombardi, più quattro membri indicati dal consiglio comunale: Carolina Apuzzo e Marilisa Di Guida per la maggioranza, Maurizio Cinque e Ferdinando Astarita per la minoranza.

Vico Equense. La Delegazione Enpa con Comune ed Asl presentano la Giornata del Microchip Gratuito

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Vico Equense. La Delegazione Enpa Penisola Sorrento a con la collaborazione del Comune di Vico Equense e l’ASL Napoli 3 Sud, vi Aspetteranno alla Giornata del Microchip Gratuito che si terrà il 27 gennaio 2018, dalle 9:30 alle 13, in Piazza Mercato (Vico Equense) Area Nuovo Comune!

Nella stessa giornata ci sarà anche la possibilità di Adozioni!
Sia per chi Microchipperà o per chi Adotterà ci saranno delle “Promozioni” offerte da Farmina, Tropical Pharm e Canis Sapiens:

FARMINA distribuirà kit omaggio a tutti i partecipanti, contenente (campione+buono sconto+materiale informativo), inoltre, tutti coloro i quali aderiranno al microchip, avranno gratuitamente un PIANO NUTRIZIONALE sviluppato sulle specifiche caratteristiche del cane con l’esatta razione di cibo, riceveranno un carnet di buoni sconto (spendibili esclusivamente presso il punto vendita prescelto) per la copertura di 6 mesi di nutrizione.

TROPICAL PHARM offrirà sconti del 15% su prodotti e servizi di cui dispone per 6 mesi!

CANIS SAPIENS metterà a disposizione la propria esperienza gratuitiutamente in un pacchetto ” Puppy Class” di 7 lezioni gratuite per l’Adozione di un Cucciolo; 3 lezioni gratuite di inserimento in famiglia per l’Adozione di un cane adulto e 2 lezioni di agility per chi microchipperà il proprio cane nell’occasione!

Vi Aspettiamo 🐈🐕♥️

Devastazione e saccheggio a Salerno

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16/01/2018 – Gang di giovanissimi che ha dato vita ad episodi di devastazione e saccheggio sgominata in provincia d Salerno. La Compagnia Carabinieri di Salerno, in collaborazione con personale della Squadra Mobile della Questura di Salerno e del Nucleo di Polizia Economica e Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, ha dato esecuzione questa mattina, tra San Marzano sul Sarno e Pagani, a una misura applicativa della custodia cautelare con il beneficio dei domiciliari, emessa dal gip, nei confronti di 9 indagati, componenti di una gang di giovani appena maggiorenni, che devono rispondere di concorso in devastazione e saccheggio.

17 rapine commesse tra ottobre e novembre 2017 nei comuni della provincia di Napoli

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16/01/2018 – I carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dai GIP del Tribunale per i minorenni di Napoli e del Tribunale di Nola, su richiesta delle relative Procure, nei confronti di 7 indagati (3 maggiorenni e 4 minorenni), ritenuti responsabili, a vario titolo, di 17 rapine ai danni di complessive trentadue persone, commesse in diverse occasioni. L’indagine è nata da una fitta serie di rapine registrate nella provincia a est di Napoli nei mesi di ottobre e novembre 2017, tutte commesse con il medesimo modus operandi.
I successivi accertamenti eseguiti dai militari dell’Arma, sotto la direzione delle Procure presso il Tribunale di Nola e il Tribunale per i minorenni di Napoli, hanno consentito di trarre in arresto in flagranza di reato il 25 novembre a Casalnuovo di Napoli due rapinatori e di documentare il modus operandi utilizzato dagli indagati, i quali, dopo aver individuato le giovani vittime (per lo più minori) nei punti di maggiore aggregazione (stazioni circumvesuviana, piazze, ville comunali) dei comuni dell’area Pomigliano d’Arco, Casalnuovo di Napoli, Brusciano, Volla e Casoria, eseguivano la singola rapina travisati ed armati di pistola scenica, fuggendo subito dopo a bordo di motocicli.
Oggi l’epilogo delle indagini con l’esecuzione dei 7 arresti.

Vico Equense. MusicArte – Itinerari Musicali presenta: “1799 – Tempo, Amore e altre coincidenze”

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Vico Equense. Il percorso di MusicArte – itinerari musicali, cofinanziato dall’E.P.T. Napoli, ha delineato un originale e suggestivo viaggio musicale, artistico e letterario, che ha reso Vico Equense cornice privilegiata per performance musicali di alta qualità.

A corollario dei concerti sono stati presentati al pubblico alcuni racconti inediti, ambientati nel 1799, anno di grandi fermenti nel Regno di Napoli, che anche in questa splendida cittadina hanno lasciato la loro traccia indelebile. Il percorso letterario, denominato “Tempo, Amore e altre coincidenze” ha unito la storia e le leggende locali alla suggestione che un esercizio letterario puro è in grado di creare, sviluppando un percorso immaginifico e surreale.

“La realtà storica e il potere creativo della parola si fondono in un mood narrativo originale e innovativo. – dichiara l’autrice Rosa Gargiulo, e continua – “È stato bello raccontare in maniera non convenzionale il territorio di Vico Equense, scenario sospeso tra mare e cielo, tra passato e futuro!“ Un’ operazione culturale unica nel suo genere che unisce l’intrattenimento all’approfondimento – aggiunge il Direttore Artistico Enrico Ercolano.

Il libro “1799 – Tempo, Amore e altre coincidenze”, curato da MusicArte in collaborazione con Contrappunto House Of Books, sarà presentato al pubblico il prossimo 27 gennaio, alle ore 18.30, alla libreria Ubik: interverrano la professoressa Angela Barba, l’architetto Lucia Manzi, l’autrice dei racconti Rosa Gargiulo, il Direttore Artistico di MusicArte – Enrico Ercolano. Modera l’incontro Giovanna Starace, Direttrice della Ubik di Vico Equense.

In 8 anni spariti 336 comuni, meno spese per tutti e più fondi per loro. Perchè Furore e Conca non lo fanno con Amalfi?

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In 8 anni spariti 336 comuni, meno spese per tutti e più fondi per loro. Perchè Furore e Conca non lo fanno con Amalfi? Giusto per citare i più piccoli, che insieme non arrivano a mille e cinque cento abitanti, ma questo potrebbe valere anche per altri più grandi in Costiera amalfitana tipo Ravello e Scala, Minori e Maiori, Positano e Praiano . Nel caso di Furore e Conca si razionalizzerebbe di molto tanto, per esempio le scuole che non ci sono più a Vettica, vengono frequentate dai bambini amalfitani a Conca dei Marini, sempre a Conca c’è l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Amalfi, per Furore non ci sarebbe più l’assillo di avere lo sbocco a mare col Fiordo perché sarebbe un tutt’uno con Amalfi, come era una vota, e Amalfi potrebbe avere le risorse per risolvere il problema del trasporto pubblico delle zone alte una volta accorpate , magari con un’intesa a due con Agerola per rafforzarsi, non solo turisticamente sia Furore che Conca ne guadagnerebbero visto che Amalfi è sicuramente il nome che da più forza a tutta l’area turisticamente parlando. Si tratta però di perdere per qualcuno un feudo politico forse, per altri spazi di manovra o quant’altro, ma anche come ordine pubblico si avrebbe una polizia municipale più numerosa. Per non parlare degli ingenti fondi che, purtroppo, non sono andati al Sud.  Guarda caso di questa possibilità, che permette di incamerare maggiori fondi, ne hanno fatto buon uso solo al Centro Nord . A riportare i dati è Il Sole 24 Ore. In otto anni sono “spariti” 336 Comuni, poco più del 4% del totale. L’effetto fusione ha cambiato così la mappa dell’Italia dal 2010 a oggi. Incentivati dal testo unico degli enti locali per garantire risparmi di spesa e una più efficiente gestione dei servizi, gli enti locali hanno portato a termine 85 fusioni (in questo caso dando vita a un nuovo municipio con una diversa denominazione) e 8 incorporazioni (qui invece il comune “incorporante” mantiene il proprio nome) con il coinvolgimento di 429 amministrazioni. Il boom nel 2016
Analizzando gli ultimi 8 anni, in base ai dati forniti dal Viminale, è stato il 2016 l’anno record, con l’avvio di 29 aggregazioni (tra fusioni e incorporazioni), superando di poco il 2014 (24) e dopo la “pausa” del 2015 (7). Il trend si è poi stabilizzato nei due anni successivi (14 sia per il 2017 che per il 2018). La Regione al top è il Trentino Alto Adige, che ha portato a temine 23 fusioni e una incorporazione, seguita da Lombardia (17 fusioni e 4 incorporazioni) e Toscana (13 fusioni). Ferme a uno, Liguria, Campania e Calabria, mentre sono ancora a zero Valle d’Aosta, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Più che raddoppiati i contributi per chi si aggrega
A spingere i comuni all’aggregazione ci sono anche gli incentivi economici, previsti dal testo unico degli enti locali, e che dal 2016 sono più che raddoppiati in base a quanto previsto dalla spending review approvata nel 2012 dall’allora governo Monti. Nel 2014 la cifra erogata è stata pari a 9,5 milioni, salita (anche per effetto della crescita delle fusioni) nel 2017 a 37,5 milioni.

Baronissi. Inaccettabili intimidazioni ad Alfonso Farina

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L’atto intimidatorio che ha visto vittima il consigliere comunale di Baronissi, Alfonso Farina, ci vede solidali, senza lacuna riserva, non solo col consigliere, vittima di tali “attenzioni”, ma anche dell’intero Consiglio Comunale di Baronissi, di cui il consigliere è rappresentante. La solidarietà che intendiamo esprimere, non è formale, ma è conseguenza e frutto di una posizione politica, supportata moralmente, di questa Organizzazione che da sempre ha ritenuto la tematica dei rifiuti, uno degli aspetti a più alto rischio della gestione amministrativa di un comune. Per questo abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che essa debba essere maggiormente incentrata su una gestione pubblica, ad evitare che vi possano essere infiltrazioni, pericolose, che possano condizionarne, non solo la tenuta d’efficacia del servizio, ma anche e soprattutto quella legale e morale. L’episodio, grave, che ha riguardato il consigliere Farina è un allarme da non sottovalutare che impone l’alzo dell’attenzione in occasione delle gare d’affidamento della gestione dei rifiuti, in generale, e nel caso in specie del Comune di Baronissi, riconosciuto come comune virtuoso in materia, ma non esente, come appunto l’episodio dimostra, da quelle che possono essere le interferenze malavitose. Pertanto la CGIL/FP di Salerno, sarà sempre vicina agli amministratori che intendono operare nella trasparenza e con la massima attenzione a salvaguardia della legalità.

Il Segretario Generale
Angelo De Angelis

Gioia per il Vescovo Michele Fusco a Minori – FOTO

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Minori, Costiera amalfitana . Il cardinale di Napoli Sepe, nell’augurio finale dopo la consacrazione episcopale di don Michele Fusco il 4 scorso ad Amalfi ,   lo salutò alla ormai nota sua maniera “‘a Maronna t’accumpagne” ed il novello vescovo di Sulmona, positanese d.o.c., ha fatto suo il motto “La Madonna nostra luce” nella sua prima messa da Vescovo nella sua parrocchia di Positano.

Prima di prendere possesso  della sede episcopale abruzzese, don Michele celebrerà Messa in alcune parrocchie della diocesi amalfitana, quasi a ringraziare il popolo amalfitano di Dio dell’affetto che gli assicura.

Domenica 14 gennaio il Vescovo Michele Fusco è stato  nella basilica di Santa Trofimena di Minori, nell’anno giubilare del rinvenimento delle Sacre reliquie della Vergine di Patti, per celebrare, assistito dal parroco Ennio Paolillo, la Messa domenicale della sera per la gioia dei minoresi che lo ammirano e stimano.

g.a.

Nelle foto anche col sindaco di Minori Andrea REale

Sorrento, lavori di metanizzazione: chiusure in via De Maio e Piazza Tasso

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Lavori di metanizzazione a Sorrento. Questa sera, infatti, inizierà il cronoprogramma dei lavori per il completamento della rete di metanizzazione sul territorio comunale di Sorrento e per la corretta esecuzione degli stessi sono state previste delle chiusure.

Ecco quanto è stato disposto:

Nei giorni 16 e 17 gennaio 2018 in via l. de Maio (tratto di strada tra via l. de Maio e piazza s. Antonino), dalle ore 22, 00 alle ore 06,00:

• l’istituzione temporanea del divieto di transito veicolare;
• durante il periodo dei lavori, l’accesso al transito per il centro storico, sarà consentito da via p. r. Giuliani, ad eccezione dei veicoli superiori a m. 2 di larghezza, a m. 7 di lunghezza e m. 2,6 di altezza, compresi gli autobus del servizio pubblico.

Nei giorni 16-17-18 gennaio 2018, in piazza Tasso (tratto tra via s. Cesareo e il bar Fauno, dalle ore 22,00 alle ore 06,00:
• l’istituzione temporanea del senso unico alternato regolato da movieri e/o impianto semaforico; 3. dal 15 gennaio al 10 febbraio 2018, in via del Mare (tratto tra via largo Parsano vecchio e altezza centro medico specialistico sorrentino),

dalle ore 21,00 alle ore 07,00:

• l’istituzione temporanea del divieto di transito veicolare;

• durante il periodo dei lavori, i residenti di marina grande potranno accedere sul litorale transitando per via s. s. Vincenzo – via s. Nicola – via Fuoro – via del Mare e viceversa.

NA/14/1/18 “Torna Napoli” riscuote strepitoso successo presso il teatro Immacolata.

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Domenica 14 gennaio u.s. presso il teatro Immacolata in via Fra Nuvolo,  piazza Immacolata al Vomero, Alberto Del Grosso e Aldo De Gioia in un teatro gremito di pubblico hanno presentato “Torna Napoli” uno spettacolo musicale, canoro, di danza e recitazioni in due tempi in cui hanno fatto da cornice anche alcuni audio video.

Allo spettacolo che ha registrato strepitoso successo, ospite d’onore è stata la grande interprete della canzone  napoletana  Consiglia Licciardi.

Ospite durante l’evento anche il dott. Mario Coppeto Consigliere al Comune di Napoli, sempre sensibile alle attività culturali napoletane.

Ringraziamo tutti i protagonisti, che si sono impegnati al massimo e sono stati tutti bravi; infatti, ad ognuna delle esibizioni, hanno ricevuto tanti applausi.

Hanno partecipato (in ordine alfabetico)

Lilly Amati

Roberto Arnone

Cristiano Avolio

Tina Bonetti

Lino Cavallaro

Gennaro Guerra

Angela Guerra

Il maestro Enrico Mosiello

Antonio Onorato

Antonietta Pujia

Elena Sansone

Giò Siciliano

Per la danza: Roberta Ventre, Vincenza Ventre, Angelo Marino

e le allieve della scuola di danza Rose Ballet.

Ha presentato la giornalista: Anna Aita

Al piano: I maestri Nataliya Apolenskaya  e Gabriella De Carlo,

Staff  tecnico:

Direttrice di scena: Anna Del Grosso

Assistenti di scena: Raffaele Esposito e Chiara Rubino

Regia video: Umberto Santacroce

Per l’audio: Carlo Manzo Service

Per le riprese video: Luigi Strino

Per le foto di scena: Filippo Tufano

Regia tecnica: Nicola Salvo

La regia è stata di Alberto Del Grosso

Il progetto grafico è stato di : Umberto Santacroce 2018.

Lo spettacolo si è concluso sulle note di un motivo caro a tutti al quale si è associato a cantare anche il pubblico.

Al momento della chiusura del sipario, applausi all’unisono della platea hanno sigillato la serata.

Si ringraziano Consiglia Licciardi e il dr. Mario Coppeto per la loro presenza.

Si ringraziano  per l’adesione morale l’Ass. Culturale Cosmopolis, la Rinascita Artistica Partenopea, il giornale Positanonews, la Cooperativa  Mercato di Resina per aver fornito alcuni abiti di scena, il dott. Lello Avolio per la cortese collaborazione, la gestione del Teatro Immacolata per aver ospitato l’evento e tutto il pubblico che ci ha incoraggiato con la sua presenza ed i suoi applausi.

Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei Lettori

del giornale Positanonews

 

 

 

Amalfi due turiste tentano la truffa al Comune per un danno all’auto. Sgamate dalle telecamere di videosorveglianza

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Ad Amalfi 11 nuove telecamere di videosorveglianza. Già sventato attraverso le loro immagini il tentativo di truffa di due turiste, denunciate. Poi si da la colpa a Napoli e al Sud. 

Undici nuove telecamere di videosorveglianza installate in alcune aree strategiche di Amalfi. Sono in funzione da qualche giorno implementando la rete di controllo della città finora limitata alla sola piazza e al centro urbano. I nuovi impianti installatitra Piazza Flavio Gioia I e II, la berma del molo foraneo ed il lungomare che conduce alla zona portuale dopo un periodo di test sono ormai pienamente funzionanti e garantiscono così il controllo da remoto al comando di Polizia Municipale di due aree strategiche della città.

L’entrata in funzione del nuovo lotto è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Amalfi, guidata dal sindaco Daniele Milano ed in particolare dal consigliere delegato alla Polizia Municipale, Giorgio Stancati, che ha fornito un input decisivo al progetto di implementazione predisposto dalla comandante Agnese Martingano. Ma la vera novità del nuovo sistema di telecontrollo è che 4 delle 11 telecamere istallate offrono una visuale a 360°.

Si tratta di strumentazioni di ultima generazione collocate in punti strategici. Il sistema denominato Globotel è strutturato da una torre con altezza media di circa cinque metri, alla cui sommità è collocato uno speciale semiglobo termostatato contenente tutte le apparecchiature informatiche.

All’interno del semiglobo risiede un motore “multimediale“ progettato ai massimi livelli tecnologici, che, a seconda delle esigenze, consentirà all’utente da remoto di gestire, controllare e registrare in formato digitale le immagini provenienti dalle speciali telecamere poste al riparo sotto la base del semiglobo. Tutte connesse in fibra ottica e dagli elevati standard qualitativi, le telecamere che compongono la nuova implementazione del sistema di videosorveglianza, la cui gestione è in capo al comando di Polizia Municipale, potranno avere anche funzione di street wiew per la contestazione di infrazioni al codice della strada e, mediante il rilevamento targhe dei veicoli, riconoscere se questi sono coperti da assicurazione.

Il sistema di videosorveglianza appena entrato in funzione ha già prodotto un primo importante risultato. Infatti le telecamere installate tra Piazza Flavio Gioia I e II, la berma del molo foraneo e la strada che conduce alla zona portuale hanno consentito alla polizia municipale di Amalfi di sventare un tentativo di truffa da parte di due turiste, che lamentavano un danno alla loro autovettura, detenuta a noleggio.

Le due turiste nel periodo natalizio avevano dichiarato che l’importante danno riscontrato sulla vettura sarebbe stato causato all’interno dell’area di parcheggio della berma esterna del molo foraneo. Ma le telecamere hanno dimostrato il contrario, in quanto l’auto, così come accertato dalle immagini, era giunta ad Amalfi già con quel danno alla carrozzeria, che successivamente le turiste avevano tentato di farsi rimborsare dalla società che gestisce le aree di sosta. E così, è scattata la denuncia per il tentativo di truffa ai danni del Comune.

pizza express l’amore per la pizza, servizio a domicilio fino a Positano

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Piano di Sorrento . Hai fame e vuoi fare una pizzata in famiglia o con gli amici ? Chiama e prenota da Pizza Express a Piano di Sorrento! Rilassati e penseranno tutto a loro.

Poi se volete godervi l’ottima pizza dei fratelli Ciampa , ma anche buoni piatti tradizionali, primi, secondi o carne e  un pollo ruspante allo spiedo , il posto giusto è  nel comodo e confortetevole locale sul Cavone .

Lo staff di Pizza Express sarà lieto di servirti tante bontà, preparate con amore dai loro maestri. Golosità e cortesia a prezzi modici.

Inoltre, fa servizi di consegna fino a Positano!

Pizza Express

Via Cavone, 7 – Piano di Sorrento (NA)

Tel. 081 532 1990

Positano, nuovo parroco Don Nello Russo. Don Angelo Mansi verso Ravello?

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Positano potrebbe avere un altro positanese alla guida della parrocchia. Dopo la nomina di Don Michele Fusco a vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, e a Santa Maria Assunta di Positano dovrebbe giungere l’attuale parroco del Duomo di Ravello, Don Nello Russo, come era nelle previsioni. Don Nello così tornerebbe a casa e nella Chiesa dove è cresciuto e si è formato, dopo circa 14 mesi trascorsi nella Città della Musica, che secondo le intenzioni dell’arcivescovo della Diocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni Orazio Soricelli sarebbe coperta invece dall’arrivo di ravellese Don Angelo Mansi, il presente rettore della parrocchia di San Michele Arcangelo in Vettica di Amalfi e cresciuto sotto la supervisione di monsignor Giuseppe Imperato all’ombra del Duomo. In queste ipotesi (da indiscrezioni apparse sulle pagine de Il Vescovado) resta da verificare quale parroco giungerà ai fedeli di Vettica.

 

Vico Equense: A Patierno spreco di acqua.

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Sempre più grave le condizioni di Antigliano, una perdita che dura da mesi: litri d’acqua sprecati, la notte la situazione peggiora e l’acqua scorre nel rivo con una pressione  maggiore rispetto al giorno. L’acqua che scorre è potabile ed è  chiaro che bisogna sostituire gran parte della condotta, molti sono stati i tentativi della Gori ma gli interventi effettuati non hanno risolto nulla. La strada risulta tutta tappezzata per colpa dei continui interventi.

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Cetara, aperta consultazione pubblica su Piano Territoriale per la Prevenzione della Corruzione

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Il Comune di Cetara comunica l’apertura di un procedura aperta di consultazione per l’aggiornamento del Piano Territoriale per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza, per gli anni 2018-2020. Prendendo in riferimento in riferimento le indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione, che prevedono che le amministrazioni, al fine di elaborare un’efficace strategia anticorruzione, devono realizzare delle consultazioni con i cittadini e con le organizzazioni portatrici di interessi collettivi, in occasione della redazione del Piano. Il Comune di Cetara ha quindi attivato tale procedura al fine di acquisire proposte e osservazioni in merito all’aggiornamento del Piano, facendole pervenire entro il giorno 20 gennaio 2018, tramite posta al Comune di Cetara, Corso Umberto I n. 47, 84010 Cetara oppure attraverso Posta Elettronica Certificata (PEC) all’indirizzo segretario.cetara@asmepec.it. Le proposte e le osservazioni giunte, ad eccezione di quelle anonime, saranno introdotte nella relazione illustrativa che accompagnerà il Piano.

SANT’AGNELLO: GIUSEPPE GARGIULO (BOOMERANG) “SEMPRE AL FIANCO DI SAGRISTANI”

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Sant’Agnello . Sentiamo  L’assessore Giuseppe Gargiulo (Boomerang) della lista “Sant’Agnello prima di tutto” del Sindaco uscente Sagristani .”Sono contento del lavoro che stiamo facendo e che speriamo di poter continuare a fare per i prossimi 5 anni, con una squadra parzialmente rinnovata e formata da professionisti e giovani in gamba che rappresenteranno al meglio la nostra Sant’Agnello”   Riguardo una sua possibile candidatura a Sindaco? “Il nostro leader è Piergiorgio Sagristani, nessuno meglio di lui può rappresentare oggi e per il prossimo mandato lo spirito di questo gruppo. In futuro, tra 5 anni, si vedrà chi tra di noi potrà succedergli nel modo più lineare e meritevole possibile. Al momento sono assolutamente contento del mio ruolo nel gruppo, non ho MAI pensato di candidarmi in un gruppo antagonista nè di creare una lista mia. Spero che i miei elettori continuaranno a dare fiducia a me, a Piergiorgio, e al nostro gruppo, per continuare l’eccezionale lavoro che stiamo facendo e che auspichiamo di portare avanti anche per i prossimi 5 anni”. Riguardo altri candidati sindaco che ne pensa? “Chiunque ha diritto di candidarsi e sottoporsi al vaglio degli elettori. Per me la politica è sacrificio e impegno, quello che ho dato in questi anni, io credo di aver fatto il possibile per la gente e per il mio paese, ora mi sottopongo sereno al giudizio dei cittadini, saranno loro a decidere chi dovrà governarli”

Sant’Agnello, ministro Lorenzin propone sindaco Sagristani come capolista del proporzionale. Situazione ancora incerta

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Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha proposto il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, come capolista del proporzionale alla Camera. La richiesta, come ci ha rivelato lo stesso sindaco Sagristani, sarebbe arrivata dai vertici del partito. Queste sono le ultime novità che ruotano attorno alla situazione delle politiche per quanto riguarda il territorio della Penisola Sorrentina. In realtà il sindaco Sagristani è stato contattato anche da altre liste, come Noi Italia, Forza Italia e PD, ma la situazione attuale non riesce ad offrire certezze in merito. Una situazione incerta e confusa che è scaturita da un sistema elettorale sicuramente poco chiaro. Resterà da vedere se il sindaco di Sant’Agnello vuole rischiare lo stesso di non essere eletto e presentarsi.

IL G.S MINORI COSTA D’AMALFI VINCE ANCORA.

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CRONACA DEL COACH
CAMPIONATO UNDER 14 M
– G.S MINORI COSTA D’AMALFI-ANGRI PALLACANESTRO55-32
(10-3/17-12/8-9/20-8)

Le “piccole furie rosse” vincono ancora contro Angri una partita che nonostante il vantaggio largo è stata molto dura, sia per problemi iniziali dovuti al cambio di colore delle proprie divise, sia per l’indisposizione di Mammato che nonostante fosse presente non aveva ancora smaltito i postumi dell’influenza.
Coach Apicella coadiuvato dal prezioso Vincenzo Ruocco schierava il solito quintetto quindi anche Mammato con i fratelli Proto, D’Uva e Di Lieto.
L’inizio della partita era buono per i ragazzi del G.S, grande difesa di squadra, molti errori in attacco, Mammato doveva subito uscire sostituito da un ottimo Alessio Bonito, gli avversari segnavano solo tre punti con un solo canestro realizzato, il periodo si chiudeva con il punteggio di 10 a 3 per i ragazzi della Costa.
Nel secondo periodo coach Apicella completava le rotazioni, l’intensità difensiva calava, la squadra del G.S soffriva la prestanza fisica degli avversari ma alla fine del primo tempo il vantaggio era di dodici punti, partita difficile molto fisica difficile da gestire.
Nonostante le raccomandazioni di coach Apicella e Vincenzo Ruocco negli spogliatoi, l’inizio del terzo periodo come capita da un po’ è stato disastroso, i ragazzi di Angri con un parziale di 6 a 0 rientravano prepotentemente in partita. Dopo un time-out del G.S, i ragazzi della Costa capivano che dovevano giocare insieme mentre nei primi minuti del terzo periodo c’erano cinque giocatori che giocavano ognuno per i fatti propri, dopo la sospensione c’è stata una veemente risposta di squadra che ha permesso di limitare i danni perdendo il quarto solo di un punto e mantenendo un vantaggio di undici punti sugli avversari.
Nel quarto periodo aiutati anche da coach Tortora dell’Angri che giustamente faceva giocare tutti i sui ragazzi la partita si chiudeva definitivamente e i ragazzi minoresi dopo tante difficoltà con merito vincevano con il punteggio di 55 a 33. A fine partita abbiamo sentito coach Apicella “La nostra squadra ha fatto notevoli miglioramenti in un anno ma ha un equilibrio fragile, in sintesi non possiamo permetterci assenze e oggi mancava Gambardella, Imperato e Milo e Mammato alla fine non ha potuto giocare. Abbiamo numerosi giocatori del 2005 molto bravi ma piccoli fisicamente che in ogni caso stanno dando un notevole contributo, per alcuni di loro è il primo vero campionato venendo direttamente dal minibasket. Avendo spostato la partita con l’Open Basket Salerno decisiva per il secondo posto al 2 febbraio, dovremo andare prima in trasferta a Sala Consilina nella prima giornata di ritorno il 27 gennaio, abbiamo tutto il tempo di recuperare le forze fisiche e lavorare bene negli allenamenti per tornare ad essere ancora di più una squadra non a caso ribattezzata dal nostro vice presidente Mauro Dell’isola di “furie rosse”

Tramonti, al via i lavori per il ripristino della viabilità a Campinola

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Foto di Massimo Mannara via Facebook

Il Comune di Tramonti ha affidato i lavori per il ripristino della viabilità a Campinola, nel tratto interrotto a causa di una frana caduta nella notte tra il 29 e il 30 Novembre dello scorso anno, a causa delle forti intemperie. La scarpata prospiciente a via San Sebastiano da cui è crollato il materiale terroso e posta su un fondo privato, nel corso di questi lavori sarà messa in sicurezza. L’importo progettuale per la messa in sicurezza della scarpata ed il ripristino della viabilità ammonta a 6.623,26 Euro e come indicato dall’atto di determinazione, i lavori sono già stati commissionati alla C.G. Costruzioni s.r.l.

Convegno del 26 gennaio: I Rischi della rete. I social network tra opportunità ed insidie

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In  questi tempi  in cui  assistiamo ad episodi   di   violenza e bullismo quotidiani ed   in   presenza di   forte   degrado sociale, le   famiglie intendono collaborare con il territorio, con il tessuto sociale: Scuole, Enti, Associazioni e lo fanno mettendosi all’opera.

La prima e più tangibile testimonianza è la nascita della sede AGE (Associazione Genitori) di Boscoreale (NA),  affiliata all’AGE Nazionale.

Per meglio comprendere, arginare e difendersi dalle insidie della rete, l’AGE – sezione di Boscoreale,  organizza un incontro rivolto a Genitori, Alunni e Docenti, nell’ottica di utilizzare positivamente le opportunità della rete e di contrastarne gli usi illegali o dannosi.

L’incontro, favorito dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Carmen Guarracino, si terrá presso l’istituto Cangemi in data 26 gennaio ore 16 presso il teatro dell’istituto sito in via Cangemi (Boscoreale)e vedrà la partecipazione di esperti del settore.

L’AGE è lieta di accogliere quanti vorranno partecipare.

 

Aggressione di Sorrento, Davide sta meglio. Appello del padre: “Trovate gli aggressori”

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Continuano le cure di Davide Grassi, uno dei due ragazzi di Positano che sono stati travolti dalla folle rabbia di un gruppo di aggressori la notte di sabato a SorrentoDavide si trova ancora in ospedale a Nocera Inferiore , sta meglio ma non è ancora totalmente fuori pericolo , non è riuscito a parlare con nessuno e nelle condizioni in cui era non era in grado di poter ricostruire alcunchè .  Dopo un’emoraggia cerebrale è stato preso in cura e viene sottoposto ancora a continui controlli. Ricordiamo, nei pressi l’Hotel Atlantic, intorno alle 4 del mattino, si è scatenata una aggressione furiosa nella quale ad avere la peggio sono stati due giovani, Davide ed Emanuele Cacace che erano usciti da poco dallo Spicy.

Ad avere la peggio è stato proprio Davide, il quale è ancora in prognosi riservata, anche se sta migliorando, e oggi si sottoporrà ad un’altra tac. Intanto, il padre Stefano, noto e benvoluto contitolare di uno stabilimento balneare a Fornillo, e tutti i familiari hanno lanciato un appello chiaro e diretto: “Trovate subito gli aggressori”. Sì, perché la cosa più importante ora, dopo la salute di Davide, è proprio trovare i colpevoli ed assicurarli alla giustizia.

I familiari hanno voluto anche ringraziare il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, il quale si era così espresso sull’accaduto: “Quello che è accaduto l’altra notte a Sorrento, ai danni di due giovani di Positano, è un atto increscioso che coinvolge tutta la nostra comunità. Come amministratori non ci sottrarremo, per quanto in nostro potere, nella ricerca dei responsabili”.

“Abbiamo apprezzato le parole del sindaco Cuomo – dice Stefano -, parole di civiltà e umanità, al momento ci preme prima di tutto la salute di nostro figlio, poi la ricerca dei responsabili, ma non solo per noi, per chiunque abbia dei figli e possa trovarsi in una situazione come la nostra che non si ripeta più”

Dopo il momento iniziale dove, per evitare che qualche familiare potesse avere da noi la notizia delle condizioni dei ragazzi, non abbiamo fornito le loro generalità completa, a supportare la veridicità della notizia forniamo ulteriori elementi, invitando chiunque possa avere informazioni a fornirle ai carabinieri o anche in forma anonima con un commento sul nostro sito. Invitiamo altresì i responsabili a costituirsi, si informassero con degli avvocati, ci saranno sicuramente minori conseguenze per loro .

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha per il momento aperto un’indagine per lesioni , ma non si è esclude la configuarazione del tentato omicidio, per le conseguenze che ha subito Davide. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglie con piena solidarietà e affetto. Continueremo a tenervi aggiornati.

Vico Equense, accoltellò rivale in amore: condannato a sette anni 38enne del posto

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Vico Equense. Aggredì il rivale in amore e lo prese a coltellate. La vicenda risale al 2013. A.M., ora 38enne, si recò a Napoli, precisamente in via Giotto, al locale di parrucchiere dopo aveva lavorato la fidanzata per diverso tempo. Il titolare era l’ex fidanzato di quest’ultima. L’aggressore, accecato dalla gelosia, sosteneva di aver scoperto che i due si frequentassero ancora, nonostante la ragazza non lavorasse più con l’ex: faccia a faccia, ne è nata una lite che è degenerata in aggressione, con diverse coltellate anche all’addome. Dopo aver soccorso il parrucchiere, i Carabinieri riescono celermente a rintracciare l’aggressore, con ancora i vestiti sporchi di sangue: si era nascosto dalla fidanzata che abitava lì vicino.

Dopo l’arresto, nel novembre 2016 l’uomo viene condannato dalla Corte d’Appello a sette anni e sei mesi di reclusione per tentato omicidio e porto abusivo di armi. La sentenza è stata confermata in Cassazione, proprio in questi giorni.

Castellammare Porto sempre più caro

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Castellammare. Tariffe alle stelle per gli ormeggiatori all’interno del porto, malumori e tensioni tra gli operatori della nautica. Alla base la decisione dell’autorità di sistema portuale del Tirreno centrale di aumentare le tariffe per la locazione di ormeggi e attività commerciali. La delibera, firmata il 13 dicembre 2017 dal presidente dell’autorità Pietro Spirito, è da alcuni giorni ha messo i portuali sul piede di guerra: reclamano di vederci chiaro. Le tariffe secondo i tecnici, infatti, sarebbero aumentate del 300% portando Castellammare al pari di grandi porti turistici italiani e valutando l’aggiornamento delle tariffe secondo il mercato immobiliare cittadino. Avere un negozio al corso Vittorio Emanuele costerà quanto un rimessaggio all’interno dei magazzini generali in via Bonito: la proporzione fatta dagli addetti ai lavori è questa. Nello specifico titolari di bar, ristoranti o negozi pagheranno 162 euro al metro quadrato all’anno. Una cifra inadeguata secondo i titolari di concessioni che si dicono pronti a consegnare le chiavi delle loro attività al presidente Spirito. Inoltre i permessi di ormeggio e attività commerciali sono stati rinnovati fino al 2020 e come l’autorità intenda intervenire in contratti in corso gli addetti ai lavori ancora non se lo spiegano. Per una banchina all’anno si pagherà, per il tratto senza ormeggi, 7,96 al metro quadro, per gli attracchi la tariffa arriva a 65,75 euro all’anno. Volendo essere chiari i titolari di banchine che negli ultimi anni hanno sviluppato sul mare anche bar e luoghi di intrattenimento saranno costretti a pagare all’incirca 200mila euro rispetto ai 50mila totali pagati finora all’anno, sia per gli ormeggi che per i bar. Ma non è tutto, alcuni hanno in concessione, o in affitto dall’autorità anche i magazzini Generali. In quegli spazi il rimessaggio di una barca costa circa 38 euro al metro quadro all’anno, con le nuove tariffe gli affittuari per lo stesso spazio pagheranno 162 euro al metro quadro. «Se i nostri calcoli sono giusti spiegano gli ormeggiatori non ci sono possibilità di lavoro. Sono prezzi fuori mercato nei quali noi non potremmo mai rientrare». Sarà, secondo gli addetti ai lavori, un mercato falsato che a questi prezzi potrebbe favorire i porti vicini come piano di Sorrento o Torre Annunziata ma anche lo stesso porto turistico di Marina di Stabia. Questa mattina le rimostranze saranno portate all’attenzione del sindaco di Castellammare Antonio Pannullo che ha indetto una riunione con gli operatori portuali. «Farò di tutto per contenere gli aumenti richiesti in una logica di mercato commenta Pannullo – per non penalizzare gli operatori che per noi sono una risorsa». Preoccupazione arriva anche dall’opposizione. Commenta Alessandro Zingone capogruppo di Per Castellammare:«Un aumento cosi sproporzionato rischia di mettere in ginocchio le attività che, tra tante difficoltà, vengono esercitate su concessioni demaniali. Al primo cittadino chiediamo un intervento diretto per evitare un altro duro colpo all’economia della città». Gli aumenti sono stati firmati prima ancora che l’autorità portuale firmasse e pubblicasse il 29 dicembre il bando per gli chalet dell’Acqua della Madonna. Aggiornare già le tariffe a quello che la città vorrebbe diventare da qui a qualche anno è quantomeno affrettato. E gli ormeggiatori sono disposti alle barricate.

Napoli, Vomero, Libreria Mooks. Si presenterà il libro di Monica Florio “Acque torbide”.

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Monica Florio - Acque torbide, Edizioni Cento Autori.

Articolo di Maurizio Vitiello – Alla Libreria Mooks in Piazza Vanvitelli a Napoli si presenterà il romanzo “Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori).

 

Acque torbide

di Monica Florio

Edizioni Cento Autori

 

Talvolta, può essere pericoloso innamorarsi a quindici anni.

Un romanzo sul fascino perverso del Male che si nutre delle insicurezze e del narcisismo altrui.

 

 

Mercoledì 17 gennaio 2018, alle ore 18.00, alla Libreria Mooks in Piazza Vanvitelli, Vomero – Napoli, si presenterà il romanzo “Acque torbide” di Monica Florio (Edizio,ni Cento Autori). All’incontro interverranno Anna Copertino, Angela Matassa e Mariarosaria Riccio. Sarà presente l’Autrice.

 

Michele è un ragazzino intelligente e intuitivo ma, a causa dall’aspetto un po’ singolare – è basso, grassottello e con gli occhiali –, viene preso di mira dai coetanei che lo chiamano Polpetta.

Quando scopre il legame tra la sorella Valentina e l’istruttore di nuoto, un pedofilo seriale, decide nonostante la fobia per l’acqua, di iscriversi in piscina.

Guidato dall’intuito, Michele cerca di mettere in guardia Valentina dal suo seduttore ma, al tempo stesso, decide di non rivelarlo ai genitori e di mantenere il segreto.

Alla fine, quando tutto sembra essersi risolto e il passato non è più fonte di turbamento, un altro mostro, altrettanto pericoloso, tenterà di colpire Michele negli affetti più cari.

Questo romanzo young-adult esplora la pedofilia che colpisce gli adolescenti, sottovalutata ma altrettanto pericolosa perché basata sul plagio.

 

“Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori), pp. 190, euro 12.00. Collana Storie per crescere diretta da Pina Varriale

 

Una beve scheda sull’autrice:

Monica Florio, napoletana, è una giornalista e operatrice culturale.

Scrive di disagio giovanile, infanzia negata e omofobia.

Ha pubblicato il saggio “Il guappo – nella storia, nell’arte, nel costume” (Kairòs Edizioni, 2004), la raccolta di racconti “Il canto stonato della Sirena” (Ilmondodisuk Libri, 2012) e il romanzo “Puzza di bruciato” (Homo Scrivens, 2015).

È l’autrice dei romanzi di narrativa scolastica “La rivincita di Tommy. Una storia di bullismo omofobico” (La Medusa Editrice, 2014) e “Ragazzi a rischio. Una nuova avventura per Tommy” (La Medusa Editrice, 2016).

 

Da non perdere, da seguire, da leggere.

 

Maurizio Vitiello

 

 

Quando l’arbitro è un Chapron

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La realtà supera la fantasia nel calcio. L’abitro francese Tony Chapron, 45 anni, domenica sera è stato protagonista di un fatto che ha dell’incredibile. Durante il match tra Nantes e Paris Saint-Germain (Psg), quest’ultimo di gran lunga in testa nel campionato di Ligue 1, la Seria A transalpina, è stato travolto involontariamente dal difensore brasiliano Diego Carlos (Nantes). L’arbitro, ancora a terra, ha tentato di dare un calcio, simile a uno sgambetto, al difensore, e poi lo ha espulso comminandogli un secondo cartellino giallo.

Ancor prima della fine della partita, la scena ha innescato un’ondata di reazioni ben oltre la Francia, fra indignazione e ilarità. Dopo il match vinto in trasferta dal Psg (1-0), Tony Chapron è stato sospeso e dovrà spiegarsi davanti alla commissione disciplinare della federazione professionistica francese. Quando l’arbitro è un Chapron.. in tutti i sensi..

Positano lavori per la fibra per la strada per Montepertuso. Via Boscariello ancora al buio ma per poco

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Positano lavori per la fibra per la strada per Montepertuso. Cominciati poco fa i lavori per la fibra nella cittadina della Costiera amalfitana in Via Monsignor Saverio Cinque, il tratto che porta dalla S.S. 163 Amalfitana a Montepertuso, senza preavviso.   Sempre riguardo ai lavori pubblici abbiamo chiesto al Comune di intervenire per la mancanza di illuminazione elettrica nelle scale di Fornillo, dal Comune ci informano che in Via Boscariello provvederanno in settimana. Sono dieci anni che Via Boscariello non ha pace, centinaia di giorni senza luce con centinaia di interventi fatti. “Bisogna distinguere dal problema storico di Via Boscariello che abbiamo risolto – spiega Antonio Palumbo -, in effetti il problema erano i lampioni che si riempivano d’acqua ed ad ogni pioggia si fulminavano, i lampioni alla fine li abbiamo sostituiti tutti. Il problema ora è la linea che è saltata e sulla quale dovremmo intervenire alla prima giornata di buon tempo”

San Vito Positano – Sorrento il gran gol di Porzio nel video della partita VEDI

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San Vito Positano Sorrento strepitoso il gol di Porzio che ha dato la vittoria ai giallorossi. Ecco la video sintesi della partita ripresa da Tonino Ruocco . Nessun commento su pagine facebook della squadra della Costiera amalfitana, che ha il record di essere l’unica squadra di categoria in Campania a non avere social aggiornati, ma la carica mediatica alla partita la ha data sicuramente Positanonews calcando sul significato della sfida con l’ex Antonio Guarracino, dopo tre anni col Sorrento, soddisfazione di Marco Attanasio, l’allenatore non rilascia dichiarazioni ma è l’unico che parla sui social della squadra.

“Quando tutto sembra essere contro, ricorda che l’aereo decolla contro vento..”
Henry Ford

SAN VITO POSITANO vs SORRENTO 1-0
….E questa e’ la Storia di un Piccolo Uomo….e del suo grande Esercito

Ed è questa la sintesi della sfida..

Ravello , l’Ausino “Villa Cimbrone staccata acqua perchè non pagava”

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L’Ausino spa, società che gestisce i servizi idrici integrati della Costiera amalfitana risponde a Giorgio Vuilleumier che aveva lamentato con un comunicato di essersi vista staccata l’acqua a Villa Cimbrone lo scorso 12 gennaio . Per la società di Cava de Tirreni presieduta  Mariano Agrusta  che gestisce le risorse idriche , con la Costa d’ Amalfi, di buona parte di Salerno, si tratta di 37 mila euro non pagate.

«Da anni il signor Vuilleumier  ha cumulato un debito elevato non pagando le fatture entro i termini di scadenza – scrive l’Ausino in una nota indirizzata agli organi di stampa -. Periodicamente, a seguito di solleciti di pagamento, egli ha versato delle somme, determinate secondo propri arbitrari criteri, che nel tempo hanno reso la debitoria non più sostenibile.

Quindi, dopo aver invitato la società a pagare il debito cumulato minacciando il distacco ed assegnando un congruo lasso temporale per consentire il pagamento, si è dovuto effettuare il distacco, al quale l’utente non si è opposto, in quanto operato nella piena legalità. Le pesanti affermazioni, pubblicate sui mezzi di informazione successivamente all’interruzione dell’erogazione idrica, che si ribadisce essere stata preannunciata da tempo, sconfinano poi nella polemica e nella diffamazione ed obbligano ad una riflessione sulla necessità di tutelare l’immagine dell’Ausino, di coloro che la rappresentano e che vi lavorano».

E relativamente al canone per la depurazione «si fa presente che in tariffa vengono ribaltati solo i servizi effettivamente prestati, che altrimenti non troverebbero copertura economica. Ad ogni buon conto, l’Ausino non pretenderebbe alcuna tariffa di depurazione da parte di chi, nel rispetto dell’ambiente e conoscendo le criticità del sistema affidato, decida di depurare con un proprio impianto ed a proprie spese. Ogni altro comportamento, come nella fattispecie, è strumentale al tentativo di delegittimare il gestore dal pretendere il pagamento del servizio pubblico svolto. L’occasione è utile per dare informazione che, per tutelare gli utenti virtuosi che pagano regolarmente e nei termini le fatture del s.i.i., l’Ausino sta effettuando altre analoghe procedure di distacco delle utenze morose»

La Polisportiva Sorrento esce sconfitta ma a testa alta

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Nel derby contro la Banca Stabiese le sorrentine restano in gara fino alla fine

 Redazione – La Polisportiva Sorrento nel derby contro la Banca Stabiese esce sconfitta ma a testa alta e resta in gara fino alla fine.

Le ragazze costiere ci mettono tutto quello che possono in una gara che sulla carta era quasi proibitiva, ma sul parquet della Tendostruttura del Liceo Severi L. D’orsi sfoggiano una grinta ed un avere un viso aperto che fa tenere l’incontro in bilico.

Le stabiesi nonostante che la partenza lasciava presagire un match in discesa, quattro punti della Potolicchio ed una tripla della Gallo in transizione, lanciavano le coccodrille sul 9-2 dopo pochi minuti di gioco, dopo avviene l’imprevisto. La squadra della coach Braida inverte la marcia grazie alla Scala che con la sua mano morbida dalla media e la sua presenza a rimbalzo fa la voce grossa nella sfida con la sorella Carmen mantiene su le compagne. Le stabiesi però chiudevano il primo quarto sul 16-8. In quello successivo le locali avevano una marcia in più con due triple della Trotta ed il solito buon apporto della Carotenuto sotto le plance che permettevano alle stabiesi di dilatare il vantaggio sul 26-14 a metà secondo quarto. Da questo momento in poi erano le sorrentine a prendere in mano le redini del gioco con la Braida che con sue triple consecutive da 7 metri (26-20) gasava le compagne e le costiere con un finale di tempo tutto grinta e cuore si portavano all’intervallo con il punteggio di 28-28, grazie ad un parziale di 14-2.

Dopo l’intervallo però le locali si rimettevano in sesto e senza fronzoli la Gallo si caricava la squadra sulle spalle e con 8 punti filati, frutto di due triple ed un appoggio in lay up, era l’artefice principale del parziale di 10-2, capace di lanciare le locali sul 39-30 dopo pochi minuti del terzo quarto. La sospensione operata poi dalla sorrentine spezzava il ritmo delle stabiesi che barcollavano senza trovare continuità, così le costiere grazie al gioco sotto canestro delle esperte Errico e Scala rientravano nuovamente in partita alla sirena sul 39-36. L’ultimo parziale però vedeva la Banca Stabiese tenere a dovuta distanza le ospiti, ma la grinta, il cuore e la volontà di non mollare facevano si che le costiere restavano in gara ed al suono della sirena il parziale recitava: 55-50.

CAMPIONATO PALLACANESTRO SERIE B/FEMMINILE – GIRONE UNICO – 10^ GIORNATA – 3^ RITORNO
BANCA STABIESE BASKET STABIA – HERTZ POLISPORTIVA SORRENTO 55-50

(16-8; 12-20; 11-8; 16-14)

BASKET FEMMINILE STABIA: Trotta 11, De Rosa 2, Manganiello, Carotenuto 8, Potolicchio 12, Gallo 18, Orta 3, Giaquinto, Cuomo, Donnarumma, Grumetti 1, Scala all. Costagliola

POLISPORTIVA SORRENTO: Cacace, Facelgi, Scala 18, Cacace R. 8, Errico 7, Parlato 2, Borgongino 6, Braida 9, Staiano, Di Palma.   All. Balsamo.

1° Arbitro: Simone Astone (SA).  2° Arbitro: Mauro Sacco  (SA).

Segnapunti: Paola Perreon (Castellammare di Stabia).  Cronometrista: Michela Gaeta (Castellammare di Stabia).  24 secondi: Giovanni Torre  (Portici).

 

GISPA

 

Politiche spunta il nome di Gennaro Cinque con Sgarbi, Tito e Sagristani fuori gioco rimane Di Nardo

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Politiche spunta il nome di Gennaro Cinque con Sgarbi, Tito e Sagristani fuori gioco rimane Di Nardo. Grammatica o meno, alcuni blog non riescono a starci dietro se non spulciando il punto e virgola, argomento classico di chi è a corto di argomenti e di intelligenza. Dopo il nulla di fatto della settimana scorsa con il segretario PD Costa a Napoli, stasera i circoli della Penisola Sorrentina hanno presentato i nomi concordati del sindaco di Meta Peppe Tito con il vicesindaco di Massa Lubrense Giovanna Staiano. Ne abbiamo parlato a iosa, dietro un’apparente unità c’è uno sfacelo se non , in certi casi, veri e proprie faide, scontri come fra Tito e Trapani per non parlare di Vico Equense dove il PD fa trovare i propri elettori non dalla sera alla mattina, ma da un minuto all’altro con un candidato sindaco diverso. Insomma, che ne parliamo a fare? Saranno tre anni che Positanonews scrive che l’unico candidato dell’area Sorrentina – Monti Lattari, oltre all’area stabiese, con Castellammare di Stabia che, volente o nolente, domina potrebbe essere Luca Mascolo. Ed il sindaco di Agerola rimane l’unico ancora in corsa, l’attuale presidente dell’ente idrico campano, non si esprime sull’argomento, ma continua la sua campagna social pro Renzi , l’unico che ha avuto l’onore di averlo nel suo paese e con lui anche l’allora Ministra Boschi. Insomma c’è poco da riflettere e discutere, anche se Tito, se non avesse avuto l’inchiesta con il Tribunale di Torre Annunziata che potrebbe decidere di rinviarlo a giudizio in piena campagna elettorale, poteva avere le carte in regola per tentare il colpaccio. Piergiorgio Sagristani è rimasto fuori dai giochi al momento, ma per colpa di questo sistema elettorale balordo. Fra Forza Italia e Pd i piccoli partiti possono rappresentare un buon trampolino di lancio, ma quelle poche caselle sono già occupate dai caporioni, per il momento rimane l’ipotesi Lorenzin che vorrebbe metterlo in lista, ma resterà da vedere se il sindaco di Sant’Agnello vuole rischiare lo stesso di non essere eletto e presentarsi. Lo stesso dicasi per il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, la sua candidatura è molto lineare,  è stata ben accetto la  disponibilità al partito di Berlusconi per il sindaco di una città prestigiosa come Sorrento, ma i posti sicuri sono davvero pochi, senza questa concreta possibilità difficile che Cuomo si candidi.  Candidature di bandiera, ma non per questo meno significative , lo diciamo riferite alla possibilità di essere eletti, ci sarebbero con Giovanna Staiano nel PD, con Michele Vitiello in Forza Italia, con Davide Infuso con Fratelli d’ Italia, Rosario Lotito con il Movimento Cinque Stelle.  Ora spunta anche quella di Gennaro Cinque, che è un uomo di peso, e non solo fisico. Cinque riesce a portare migliaia di voti non solo a Vico, ma con Forza Italia le porte sono sbarrate a causa della Beneduce e  nel PD non gli hanno permesso di entrare, la voglia e la forza di competere non gli manca, in attesa della fine del mandato di Andrea Buonocore, e di una sua eventuale nuova candidatura come sindaco, Gennaro potrebbe rimettersi di nuovo in gioco. Certezze in penisola comunque non ce ne sono, solo alte probabilità, e quello con più alte probabilità rimane ancora Nello Di Nardo, ma la situazione è ancora molto fluida, forse tutto si deciderà nelle ultime ore prima di presentare le liste.

“Vulpus pilum mutat, non mores”, una schiavitù che non è mai andata via

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“VULPES PILUM MUTAT, NON MORES”

1815, il Congresso di Vienna, presieduto da Napoleone Bonaparte, sottoscrive l’abolizione della tratta dei negri da parte di Olanda, Regno Unito e Francia. 2017, l’Onu apre un’inchiesta sulle “aste” tenute in Libia dalla stessa Guardia Costiera locale, accusata di vendere migranti in partenza verso l’Europa. Dopo duecento anni possiamo dunque affermare che l’unico mutamento inflitto al fenomeno schiavitù sta nel modus operandi. La negazione della libertà, conseguente alla condizione di schiavismo, può pero essere soggetta a differenti interpretazioni. Sin dalla civiltà romana veniva definito schiavo colui il quale, spesso prigioniero politico, veniva impiegato in svariate faccende al servizio di un padrone. Attraverso il percorso storico si è riscontrata un’estensione della concezione di schiavitù, ancorata sì alla costante di umiliazione e privazione di libero arbitrio, ma unita anche ad uno sfruttamento fisico. È con l’avvento del colonialismo che lo schiavo diviene tale semplicemente perché giudicato inferiore dai celebri naviganti europei, i quali uniranno alla scienza marittima un’innovazione ben più avanguardistica, il commercio triangolare. Un’asse della morte che univa Europa, Africa e America tramite merci e uomini. Ma restiamoci in America, perché è stato lo zio Sam ad averci aperto realmente gli occhi su quanto un semplice accordo, a volte, non riesca a placare una politica genocida come questa. Nonostante nel IX secolo in tutto il mondo occidentale la schiavitù fosse già un lontano incubo (legislativamente), negli States la situazione era e continuò ad essere invariata fino al ’65. Prima dell’ascesa di Lincoln, i censimenti registravano 23 milioni di cittadini americani, dei quali il 15% era legalmente in stato di schiavitù. Dietro la nascita del jazz ci sono generazioni di afroamericani martoriate in quei campi di cotone, e purtroppo, un solo Kunta Kinte. Ritorniamo dunque alla disambiguazione del sentirsi schiavo, di qualcuno o di qualcosa. Schiavitù è forzatura e quindi repressione del libero arbitrio, e il ‘900 ce l’ha insegnato. Non erano poi schiavi gli ebrei nei lager? Un campo di concentramento è la massima espressione del neoschiavismo. Probabilmente il modo migliore per eludere la carta dei diritti umani, ossia quelli di impiegare come lavoratori per la patria oppositori e dissidenti, usanza che non è poi sparita al termine del secondo conflitto mondiale. Come anticipato in precedenza, a cambiare sono soltanto le modalità, si passa dalle minoranze alle personalità più scomode, continuando a negare il primo ed inalienabile diritto umano. Tuttavia, non c’è bisogno di scomodare il solito capro espiatorio della Corea del Nord per definire la schiavitù del Terzo Millennio. Il lavoro, costituzionalmente, deve essere retribuito in base al minimo salariale per impiego, all’orario lavorativo, e al ruolo svolto dal lavoratore. Alternativa, lo stakanovismo, concetto però travisato dalle multinazionali, anch’esse dimostratesi abili nell’aggirare qualsivoglia legge sindacale. A partire dallo sfruttamento minorile per terminare con il reclutamento di operai, senza spargimento di sangue, facendo leva soltanto sui bisogni primari delle persone. Attualmente assistiamo a due diversi filoni di schiavismo: il primo, inerente alla forzatura dell’impiego lavorativo e spesso anche dignitoso di uomini e donne, come capita per la prostituzione. Il secondo, riguarda una riproposta della già citata tratta degli schiavi, con protagonisti però migranti, in fuga dalle più atroci barbarie. Un elemento accomuna ambedue le problematiche, la capacità dell’uomo di dimenticare facilmente la storia.

ALBERTO MARESCA

Dolores O’Riordan, la cantante irlandese del gruppo “The Cranberries”, è morta. a 46 anni

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Il mondo della musica in lutto Dolores O’Riordan, la cantante irlandese del gruppo “The Cranberries”, è morta. Lo ha fatto sapere la sua agente Lindsey Holmes tramite una nota citata dai media irlandesi. Aveva 46 anni.

“La cantante della band irlandese The Cranberries era a Londra per una breve sessione di registrazione. Non sono disponibili al momento ulteriori dettagli. I familiari sono distrutti dall’aver appreso la notizia e hanno chiesto di rispettare la loro privacy in questo momento molto difficile”, afferma la nota.

Dolores O’ Riordan entra a far parte del gruppo nel 1990 in sostituzione del cantante Niall Quinn. La band pubblicherà tre album: Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?(1993), No Need to Argue (1994), l’album contenente la canzone Zombie premiata agli MTV Awards come migliore canzone del 1995, e To the Faithful Departed (1996). Il 12 settembre 1995, Dolores O’Riordan è sul palco a duettare con Luciano Pavarotti. Nel 1999 esce il nuovo disco, Bury the Hatchet, a cui seguirà un tour. Dopo altre due pubblicazioni, Wake Up and Smell the Coffee e il loro Greatest hits Stars – The Best of 1992 – 2002, i componenti della band si separano, senza molto clamore e senza dichiarare ufficialmente lo scioglimento, nel 2003. Il 25 agosto 2009,  la O’Riordan annuncia la riunione del gruppo. Durante il tour viene pubblicato un nuovo album.

La prima uscita solista di Dolores O’ Riordan è del 2004, per la colonna sonora del film di Mel Gibson ‘La passione di Cristo‘. Nel 2004 compare nell’album Zu & Co. di Zucchero Fornaciari, con la canzone Pure Love, eseguita anche dal vivo in duetto nello Zu & Co. Tour, e nella colonna sonora del film ‘Evilenko’. Nell’ottobre del 2007 duetta con Giuliano Sangiorgi (leader dei Negramaro) nel brano intitolato Senza fiato. La canzone fa parte della colonna sonora di ‘Cemento armato’, film che segna l’esordio da regista dello sceneggiatore Marco Martani. Il suo primo album da solista, intitolato Are You Listening?, viene pubblicato il 4 maggio 2007 dalla Sanctuary Records, poco prima della sua unione alla Universal music. L’album è preceduto dal singolo Ordinary Day. Il disco è formato da dodici tracce molto varie. Una delle prime canzoni, Black Widow, è stata composta nel 2003. Il secondo album solista di Dolores O’Riordan è No Baggage, pubblicato il 25 agosto 2009; contiene dieci brani inediti più una nuova versione di Apple of My Eye, canzone contenuta nell’album precedente.

Sant’Agnello Fabio Aponte candidato del Movimento Cinque Stelle?

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Sant’Agnello Fabio Aponte candidato del Movimento Cinque Stelle? Sotto i riflettori la politica nella cittadina della penisola sorrentina, fra gossip , fake news, indiscrezioni. Intanto l’unico movimento politico ad aver dichiarato ufficialmente che intende presentare una lista elettorale per le comunali a Sant’Agnello è il Movimento Cinque Stelle di Grillo. Nessuna dichiarazione dagli aderenti al movimento, come è noto bisogna mandare le candidature e poi, dopo averle vagliate e fatta una lista, mandare la lista per la certificazione al movimento. Senza la certificazione nessuno si può fregiare di questo titolo. Finora ci sono state due competizioni che hanno visto candidato sindaco Rosario Lotito a Sorrento e Salvatore Mare a Piano, quest’ultimo al momento è l’unico consigliere comunale eletto in penisola sorrentina del M5S. Dunque bisognerà aspettare per l’ufficialità e anche sull’ipotesi del candidato sindaco.

Capri disastro ospedale Capilupi. Oltre l’orizzonte al sindaco De Martino”Dimettetevi”

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Capri. Cronaca di un disastro continuo quello dell’Ospedale Capilupi che desta sconcerto, rispetto a quello che succede nella perla della Campania, l’isola più amata al mondo, è davvero assurdo, il Costa d’ Amalfi a Ravello e l’ Ospedale di Sorrento, per parlare delle vicine costiera amalfitana e penisola sorrentina, sono gioielli al confronto di quello che riportano le cronache. Oltre l’ Orizzonte interviene con un post chiedendo le dimissioni del sindaco e dell’assessore

IL DISASTRO DELL’OSPEDALE CAPILUPI
L’avevano garantito poco meno di 3 anni fa, in uno “storico” incontro pubblico con il Presidente De Luca di avere “la bacchetta magica” per risolvere i problemi dell’Ospedale Capilupi di Capri… ci ritroviamo oggi nel disastro più completo con il nostro unico presidio ospedaliero ridotto a un mero pronto soccorso con modestissime attività diagnostiche consentite, con una sala operatoria da tempo chiusa e dove è vietato persino far nascere i figli dei nostri concittadini, così come prevede il recente piano ospedaliero voluto dal governatore Vincenzo De Luca e dal suo staff con l’ok del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Una situazione a dir poco vergognosa, di cui non sfugge la precisa responsabilità del Sindaco, della Sua giunta e del suo Assessore al ramo, particolarmente solerte quest’ultimo a promettere interventi mai onorati come quelli per il pronto soccorso o a sottoscrivere inutili protocolli d’intesa con la Regione per le Isole del Golfo, mentre in sostanza la stessa Regione ci smantella l’ospedale.
Le dimissioni dell’ass. Falco sarebbero un gesto quanto meno tardivo ma più che mai necessario, per porre la necessaria attenzione su questa inaccettabile situazione; ma ancor più dovute sarebbero le dimissioni del Sindaco Gianni De Martino in qualità di primo responsabile della salute dei propri cittadini e di conseguenza reo primario di tale disastro.
E mentre impazza il business dell’elitrasporto, reso necessario oramai anche per un un unghia incarnita, rileviamo l’assordante silenzio di tutto il “Cerchio Magico della Primavera caprese” sempre attento a criticare e contestare le voci fuori dal coro e che ora sembra zittito da una situazione quanto meno imbarazzante.

Positano domani l’ Ausino stacca l’acqua da Liparlati fino a Laurito, solo volantini con lo scotch per avvisare

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Positano domani l’ Ausino stacca l’acqua da Liparlati fino a Laurito, solo volantini con lo scotch per avvisare. Desta perplessità su come gestisca la comunicazione il consorzio che gestisce le acque della Costiera amalfitana e Cava de Tirreni, una parte importante della provincia di Salerno. Un foglietto striminzito attaccato con lo scotch che saranno riusciti a leggere in pochi, nessun avviso mandato alla stampa locale e sta solo sulla pagina facebook del Comune di Positano da poche ore Comunque domani sarete senza acqua in queste zone..

Amalfi , Positano , Capri orari invernali 2018 ? Via mare non ci sono

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Riceviamo e pubblichiamo . mi scusino,

non riesco a trovare on-line gli orari invernali dei collegamenti da Amalfi a Positano e Capri.

Esistono? ci interessa la settimana dal 24 febbraio pv.

grazie, p. Cosmina MILANO

Rispondiamo noi di Positanonews, oramai riferimento della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina non solo come giornale , ma anche come ufficio informazioni, con le istituzioni praticamente assenti e per niente aggiornate ci scrivono privati e tour operator dall’ Italia e dal mondo…

Le corse via mare d’ inverno non ci sono, purtroppo le chiamano vie del mare, ma sono vie stagionali, da prima di Pasqua a ottobre ci saranno e vi informeremo in maniera reale …

ECCO LA SHORT LIST PER LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2020

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Ravello è fuori, non compare nella rosa delle città Capitali della Cultura 2020.

A nulla è servita questa estate passata vivere a Paphos un pò di giorni per vedere come funzionava l’essere Capitale della Cultura e consegnare tra le mani di Amalfitano la brochure relativa.

Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo annuncia le dieci città che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.
Le città della short list arrivano in finale superando le altre 21 candidate al bando dello scorso maggio e ora dovranno presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni della Commissione presieduta da Stefano Baia Curioni. La città vincitrice potrà rappresentare per un anno la nuova offerta culturale e turistica nazionale, attuando il proprio progetto grazie al contributo statale di 1 milione di euro.
L’iniziativa, istituita con la Legge Art Bonus per il periodo 2015 – 2018 per valorizzare la progettualità delle candidate italiane a Capitale Europea della Cultura 2019 e divenuta stabile con la Legge di Bilancio 2018, è volta a sostenere e incoraggiare cartelloni di eventi e attività capaci di far recepire in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 sarà assegnato, come di consueto, nell’ambito di una cerimonia pubblica nella sede del Ministero, a Roma, in via del Collegio Romano 27, il prossimo 16 febbraio alle ore 11.00 alla presenza del Ministro Dario Franceschini.

Amalfi piazza gremita per l’ultimo saluto a Fabio Borgese

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Foto di Gaetano Buonocore (via Facebook)

Una folla gremita in Piazza Duomo, ad Amalfi, è accorsa oggi pomeriggio per dare un ultimo saluto a Fabio Borgese. Come testimonia la foto c’è stata una massiccia partecipazione ai funerali, con l’intero paese che si è stretto al dolore della famiglia di Fabio.

Cetara, vittoria all’inglese con la Galdese

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Foto Ufficio Stampa ASD Cetara

Sabato il Cetara ha vinto in trasferta con la Galdese a Nocera Superiore, al Comunale Karol Wojtyla. I costieri inseguono il Calcio Stella, ma il gap con la vetta e di un punto.

Vittoria per 0-2 abbastanza liscia per la squadra cetarese sul campo della Galdese. L’ASD Cetara va subito in vantaggio con un tiro da fuori area di Pappalardo Antonio, pochi minuti dopo raddoppia su calcio d’angolo ancora una volta Liguori Domenico. C’è rammarico però per un probabile infortunio del bomber De Bonis Vincenzo che esce prima della fine del primo tempo con un problema al bicipite femorale. Segue un secondo tempo ricco di occasioni anche per Imperato Alessio, Marciante Cesare, De Bonis Pietro, Zuppardi Pierluigi, Massimo Alessandro e Masturzo Antonio ma senza riuscire a concretizzare. Un ottimo lavoro in questo match anche della difesa cetarese che è oggi composta da Ottomana Antonio, il capitano Pappalardo Pierfrancesco, Carobene Bernardo e Liguori Domenico. (Ufficio Stampa ASD Cetara)

Antonietta Di Martino, la campionessa di atletica leggera di Cava de’ Tirreni, racconta i successi tra tante difficoltà

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«Lo speaker che annuncia le medaglie a Osaka e pronuncia il mio nome abbinato a “silver medal” me lo sogno anche di notte. È un’emozione che porterò dentro per sempre». Antonietta Di Martino, orgoglio salernitano dell’atletica leggera, ricorda con entusiasmo e soddisfazione uno dei punti più alti della sua carriera: la medaglia d’argento ai mondiali di Osaka nel 2007 e il primato italiano di 2,03 metri nel salto in alto. Qual è, a parte Osaka, l’emozione più bella della sua vita sportiva? Quando sono tornata a saltare dopo l’operazione alla caviglia: c’era chi mi dava per spacciata, era un intervento difficile per gli atleti. Fu la mia rinascita, la mia seconda vita sportiva. La cosa che ricorda con meno piacere? Le Olimpiadi di Pechino del 2008: vi partecipai e non andò come avrei voluto. Mi torna in mente non solo per il risultato: non seppi gestire bene un po’ di cose. Poi non andai neanche alle Olimpiadi di Londra del 2012 per infortunio. Può sembrare strano, ma l’Olimpiade è molto diversa da mondiale ed europeo pure se siamo quasi sempre le stesse persone e la manifestazione è simile: si respira un’aria differente e si vive in maniera diversa. Che effetto fa essere l’erede di Sara Simeoni? Quando pensavo di superare il suo record mi sembrava una cosa bellissima. Il suo era un record mondiale e aveva la mia stessa età: avevo due mesi quando lo realizzò. Poi, una volta raggiunto, mi è passata questa sensazione. Certo, ne sono orgogliosa: non avrei mai immaginato di saltare 2,02 metri quell’8 giugno 2007. Quando lessi quel numero sul tabellone non pensai che era il record della Simeoni. Cominciai a rendermi conto che l’avevo superata quando mi vidi su tutti i giornali. Sara Simeoni è stata sempre considerata come Pietro Mennea: una grandissima atleta. Si è soliti dire che lo sport non ama le donne, trattate economicamente peggio degli uomini e poco rappresentate: è così? Le differenze, purtroppo, ci sono e spesso le ho vissute in prima persona. È diverso quando a vincere è un maschio. Anche a livello economico è così: ricordo che la mia borsa di studio, per esempio, era più bassa di un maschio che era più o meno del mio stesso livello. Ma c’è poco da fare: è una questione di mentalità. C’è chi fa differenze e chi no. Anzi, c’è pure chi apprezza di più le donne perché riconosce che per loro è tutto più difficile. Per me non c’è alcuna differenza. Certo, l’uomo sarà sempre più forte ma su determinate cose siamo e dobbiamo essere uguali. Una donna che vince nello sport è come se avesse vinto due volte: contro i pregiudizi e concretamente; è d’accordo? Sì. Da quando è nato mio figlio spesso mi fermano persone per dirmi che, in quanto maschio, diventerà un grande campione. Io li spiazzo: se fosse stata femmina no? Non sarebbe potuta diventare una campionessa? Io che sono? All’inizio ci restano un po’ male ma poi mi danno ragione. Forse c’è ancora chi pensa che la donna debba stare a casa a fare la calza. Ma io dico che le donne oggi anche per questo sono più forti. La sua passione per l’atletica leggera parte da Cava de’ Tirreni: quali sono le difficoltà che incontra nel nostro territorio chi vuole praticare sport a livello professionistico? Quando ho cominciato non c’erano società sportive e mi sono avvicinata a Salerno per gli allenamenti. A Cava per farmi allenare mi hanno rifatto la pedana ma a me serviva tutta la pista: è come se si chiedesse a un attaccante di allenarsi solo nell’area di rigore. Mi sono destreggiata bene tra Cava de’ Tirreni e Salerno. Però si incontrano tante difficoltà lungo il percorso. Ne ricordiamo qualcuna? Su tutte quella degli allenamenti: sono praticamente cresciuta al Vestuti. Qualcuno mi ha detto che ero ingrata perché non mi allenavo nella mia città; ma è capitato anche che per delle lamentele non mi facessero fare la doccia allo stadio a Cava. Qual è il segreto per arrivare così in alto? Crederci. Anche quando tutti dicono che non è possibile. Più mi dicevano che non sarei diventata nessuno e più mi intestardivo. Ci vuole dedizione: se vuoi essere prima non puoi pensare ad altro; vale nello sport e nella vita. Escludendo il salto in alto, qual è il suo sport preferito? La pallavolo e il tennis. La pallavolo mi sarebbe molto piaciuta in quanto sport di squadra. Come è messa con il calcio? Male; non perché non mi piaccia, semplicemente non ho tanto interesse. Seguo come tutti la Nazionale italiana e simpatizzo per la Cavese, la squadra della mia città. Com’è oggi la sua vita lontana dallo sport? Sono ferma da quattro anni: non ce la facevo più, ero stanchissima. Mi sono dedicata a mio figlio. Anche se sta tornando la voglia di allenarmi. Ieri sono andata ad allenarmi al campo con il mio compagno. Mi sono divertita vedendo quello che riuscivo a fare un tempo e quello che faccio ora. Per ora alleno una atleta del mio compagno; poi si vedrà. (Barbara Ruggiero – La Città)

 

Simone Di Cerbo, promessa del salto con l’asta, prova a portare Salerno agli Europei

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I numeri nella quotidianità, piaccia o meno, spesso esprimono la verità. Nello sport le misure, invece, rappresentano la cartina di una passione vissuta con impegno. Così sacrifici, fra tutti i chilometri percorsi due volte a settimana in compagnia del papà per raggiungere Foggia dove allenarsi presso la Scuola nazionale di salto con l’asta guidato dal direttore Davide Colella, e caparbietà, il lavoro in solitudine e senza lamentele nella palestra Aquamare Sport a Salerno per migliorare sia tecnica che fisico, fanno volare alto il sedicenne salernitano Simone Di Cerbo. Agli Assoluti di Ancona sabato pomeriggio ha valicato la misura di 4 metri e settanta centimetri ottenendo, con la migliore prestazione personale di sempre, la qualificazione ai Campionati Europei Allievi Under 18, in programma nel mese di luglio a Gyor in Ungheria ed il record regionale di categoria. Tris vincente sotto gli occhi del direttore tecnico sia del settore giovanile che dell’Area Sviluppo della Federazione Italiana di Atletica Leggera, il maratoneta e già medaglia d’oro olimpica Stefano Baldini, favorevolmente impressionato dall’astista salernitano al punto che a breve Simone Di Cerbo potrebbe indossare la maglia azzurra. «Il saltatore è quasi sempre solo, non viene certo spinto dal tifo oceanico e nella maggiore parte dei casi per la concentrazione non lo sentirebbe nemmeno. – spiega il talentuoso atleta -. La parte del salto che mi offre più soddisfazione e che mi fa scorrere l’adrenalina nelle vene è sicuramente il valicamento di quella maledetta asticella appoggiata sul nulla e che per un nulla potrebbe cadere e accompagnarti sul tappetone. Molti, spesso, mi chiedono se io durante i pochi secondi del salto riesca a capire se valicherò o meno l’asticella. La risposta è positiva, è come se tutto per qualche millesimo di secondo si fermasse o meglio rallentasse». Già punto di forza dell’IdeaAtletica Aurora Salerno, nel meeting ad Ancona ha debuttato con la nuova società Enterprise Sport & Service, sodalizio Campione d’Italia 2016 e 2017 su pista di atletica leggera con sede a Benevento ma che raccoglie atleti in particolare delle province di Napoli oltre che di quella sannita, classificandosi al secondo posto con la stessa misura del vincitore, ma categoria Senior (classe 1993), Eugen Cebanu. Studente modello e carattere schivo, Simone Di Cerbo segue con attenzione la Salernitana: «E’ la squadra di calcio della mia città e la rappresenta non solo nello sport». Ed al club granata augura di volare il più alto possibile. «Come Simone», il coro dei compagni di scuola dell’astista che da oggi continuerà ad allenarsi, sognando di regalare a Salerno una maglia azzurra nell’atletica. (Alfredo Boccia – La Città)

L’ex tecnico del Napoli Bianchi: «E’ l’anno degli azzurri, la Juventus è logora. Un bene essere usciti dalla Champions»

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Uno pensa: ecco, Ottavio Bianchi è l’uomo giusto per gettare l’acqua sul fuoco, per spegnere gli entusiasmi e per invitare alla prudenza. E invece no. Pure il gelido tecnico del primo scudetto ci crede: anche lui è convinto che tutto remi a favore del Napoli e di Sarri. «Perché è solo questione di dettagli, di centimetri, di particolari. Il Napoli è lì a un soffio dal grande traguardo: perché se un anno arrivi secondo, un altro terzo, un altro ancora secondo… e allora è solo questione di avere pazienza». Ma davvero anche lei crede che il Napoli sia favorito per lo scudetto? «Ha un solo obiettivo, deve pensare soltanto al campionato e questo aiuterà Sarri a far dare il massimo alla sua squadra. Ma l’eliminazione dalla Champions e anche quella dalla Coppa Italia sono due assist seri per le proprie ambizioni». Anche lei uscì dalla Coppa Uefa. Fu un vantaggio? «Non giocare in Europa non è una questione di poco conto. E anche noi abbiamo tratto beneficio da quell’eliminazione che all’inizio fu una specie di tragedia. Il Napoli ha l’Europa League ma non è la stessa cosa… però nessuno deve dimenticarsi che quell’anno vincemmo la Coppa Italia facendo giocare praticamente quasi sempre le riserve. E ne vincemmo tredici su tredici mettendo in campo chi non giocava quasi mai la domenica». Le riserve nel Napoli sono pochine, invece? «Sono anni che non vedo giocatori che dalla panchina entrano e fanno la differenza. Penso al destino dei vari Gabbiadini, Pavoletti, Maksimovic. E poi avendo davanti a sé soltanto la lotta per lo scudetto credo che quelli che ci sono bastano e avanzano per tenere testa alla Juventus». Ma lei, Bianchi, non era un tipo prudente? «Lo sono sempre stato, ma questo Napoli deve capire che ha tra le mani un’occasione che deve sfruttare. È davanti a tutti, ha una piazza matura, equilibrata, ha un progetto preciso di calcio. Dall’esterno ho l’impressione di un gruppo compatto, coi piedi per terra, legato alle idee dell’allenatore, che non si svilisce facilmente. Ai miei tempi uscire dalla Coppa Italia con l’Atalanta, perdendo in casa, avrebbe prodotto delle reazioni esagerate». Allegri si sarà stufato di tutto queste critiche sulla bellezza? «Diciamo la verità: da noi De Coubertin non farebbe proprio una bella figura. Si gioca per vincere, conta solo quello. Funziona ancora come si diceva ai miei tempi “marca bella che fa figura”. Le squadre vincenti in certi momenti sono belle e in altre sono pratiche. Ma anche il Napoli quest’anno vince gettando in campo la concretezza». Dove è avvantaggiato il Napoli e dove la Juve in questo testa a testa? «Io vedo la Juve in calo. Anche questo infortunio di Dybala può andare nella direzione giusta. Uno dice: la tattica. Certo, ma quando hai un campione come l’argentino, tutto il resto diventa una chiacchiera. Ma penso che tra i bianconeri ci sia anche un logorio anagrafico. Gioca a vincere ogni competizione e queste partite in Champions toglieranno energie». Cosa ha in comune questo Napoli con il suo dello scudetto del 1987? «Il mio aveva tantissimi napoletani, in questo si fa fatica a trovare un italiano. Completamente diverso. E i paragoni sono impossibili». Alla ripresa c’è l’Atalanta nella sua Bergamo. «Ecco, questo è un bel guaio. Io al Napoli avevo il problema delle gare dopo la sosta. Lo ricordate? Avevo sempre delle grosse difficoltà perché ero lì a dover rimettere in sesto giocatori che venivano dalle vacanze dall’altra parte del mondo». Sarri ha il suo stesso incubo: infatti ha chiesto alla sua squadra di rientrare prima. «E ha fatto bene a farlo, anche io mi sarei messo di traverso. Però aver accettato questa decisione è la prova che si tratta di un gruppo compatto, unito, pieno di entusiasmo». Sarà una trasferta a Bergamo senza tifosi del Napoli per paura di incidenti. «Ecco, la solita situazione insopportabile. Gli stadi sono lo specchio del nostro Paese. Si va a vedere una partita solo per insultare gli avversari.È sempre stato così e nulla è stato fatto per cancellare questa situazione». C’è anche tanto razzismo ancora? «Io ho allenato a Roma e a Napoli: a seconda dei casi mi davano del meridionale al nord, del leghista al centro e del settentrionale al sud. Ho preso insulti ovunque. È un male comune al nostro Paese». Perché il calcio italiano si è ridotto nelle condizioni di non prendere parte al Mondiale? «Nel 2010 ci ha eliminato la Slovacchia. E cosa abbiamo fatto? Nulla. Nel 2014 non siamo stati capaci di battere Costarica. E cosa abbiamo fatto? Nulla. Non c’è spirito di squadra, non c’è voglia di pianificare, di rischiare». (Pino Taormina – Il Mattino)

La mamma del 18enne ucciso a Crotone: «Volevo salvare le donne, mi hanno ucciso un figlio. Ma non posso arrendermi»

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«Ho aiutato tante donne, non sono riuscita a salvare mio figlio». Katia Villirillo vive il suo dolore nel modesto appartamento di 40 metri quadri al primo piano alla periferia di Crotone. Fondatrice dell’associazione «Libere donne» e mamma di Giuseppe ucciso ad appena 18 anni, abbraccia le centinaia di donne venute a confortarla. Molte salvate dalla strada e dalla droga e oggi pronte a stringersi a lei che dal 2009 si prende cura di quanti, in questa città, le hanno chiesto aiuto. «Ho dato tanto a Crotone con la mia associazione, ma mi hanno lasciata sola a combattere il malaffare e le ingiustizie. Mio figlio è morto soltanto perché uno spacciatore si era messo in testa che la mia famiglia spiasse i suoi loschi affari» dice Katia. Salvatore Gerace, l’assassino che sabato pomeriggio ha ucciso Giuseppe, abita con sorella, cognato e nipote di fronte alla sede dell’associazione «Libere donne». Questa vicinanza gli ha fatto credere che quello fosse una sorta di punto di osservazione in una zona degradata della città spesso popolata da tossici, rapinatori e prostitute. «Ho scelto di aprire la sede dell’associazione in questo posto proprio perché c’era l’esigenza di contrastare il malessere sociale. Questo impegno non è stato visto di buon occhio da nessuno, neanche dalle istituzioni» attacca Katia. «È per questo che mio figlio è morto, ma io non voglio arrendermi, non abbandonerò i miei progetti e il mio impegno». La donna racconta come è maturato l’assurdo delitto: «Quell’uomo diceva di sentirsi spiato, aveva paura di essere ucciso o di finire in galera e ha deciso di punirci. Sabato quando ha visto arrivare Giuseppe in moto ha pensato a un regalo delle forze di polizia per le sue soffiate. È entrato nella stanza mentre io e i miei tre figli e la fidanzata di Giuseppe stavamo prendendo un caffè. Ha iniziato a sparare senza dire nulla. Mi sono precipitata fuori gridando, per chiedere aiuto. Un proiettile ha colpito Giuseppe alla spalla. Sono rientrata per soccorrerlo e mentre lo stavo alzando da terra lui gli ha sparato il colpo di grazia al cuore». L’omicida è poi salito a casa sua ed è ridisceso con le stampelle e quando si è consegnato al capo della Mobile Nicola Lelario ha detto di essere stato colpito alle gambe e che non si reggeva in piedi. Dopo l’interrogatorio in questura è stato portato in carcere con una sedia a rotelle, perché diceva di non poter camminare. L’uomo, 57 anni, aveva finito di scontare tre anni di carcere un paio di mesi fa. Era tornato a vivere a Crotone e continuava a fare lo spacciatore. Si era comprato un revolver e qualche giorno fa aveva atteso sotto casa l’arrivo di Katia Villirillo. «Guarda ho una pistola, stai attenta a quello che fai tu e i tuoi figli» le aveva gridato. Una minaccia, una delle tante che l’uomo, ormai da tempo, faceva alla famiglia di Katia. Lei non gli aveva dato molto peso, abituata a subire di tutto in questi anni. Un lungo l’elenco che snocciola come un rosario: «Avevo chiesto al Comune l’installazione delle telecamere di sorveglianza e non mi hanno dato ascolto; avevo sollecitato il ripristino del numero verde per l’associazione e hanno fatto finta di non sentire; avevo implorato una protezione e hanno ignorato le mie preoccupazioni». Dopo il delitto i familiari dell’assassino hanno chiesto perdono. «Solo ora si ricordano di me, dopo che ho perso un figlio? — chiede in lacrime Katia — Perché non gli hanno sequestrato la pistola prima?». La morte di Giuseppe ha scosso tutti a Crotone. L’amministrazione comunale ora ha deciso di occuparsi di Katia Villirillo, mentre per il giorno dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino con l’impegno a costituirsi parte civile al processo. (Carlo Macrì – Corriere della Sera) 

Piano di Sorrento. Pasquale Santovito, per i 10 anni dal suo trapianto, dona un ecografo all’Ospedale Vanvitelli

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Gli angeli sono accanto a noi, ma spesso non li vediamo. Sono coloro che, sotto le sembianze di persone normali, compiono atti speciali e di grande amore.

E’ il caso di un giovane di Piano di Sorrento, Pasquale Santovito, che ha trasformato un suo percorso di dolore in qualcosa di più grande. Pasquale dieci anni fa venne sottoposto al trapianto di cuore e, per ricordare questo importante anniversario, ha voluto organizzare una serata di beneficenza durante la quale sono stati raccolti dei soldi utilizzati per l’acquisto di un ecografo portatile che, proprio questa mattina, è stato consegnato al reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale Vanvitelli. Pasquale ha pubblicato un post sulla sua pagina face book che ci fa piacere riportare, perché è bello poter rendere noti dei gesti così grandi.

Ecco il post:

“Cari amici e amiche, stamattina finalmente è avvenuta la consegna dell’Ecografo portatile con sonda a favore del reparto di Cardiochirurgia dell’AOU L. Vanvitelli. Il dispositivo (acquistato con i fondi raccolti alla serata di beneficenza organizzata in occasione del mio 10^ anniversario di trapianto di cuore) consentirà di effettuare ecografie cardiache soprattutto ai pazienti, adulti e bambini i quali, per difficoltà motorie, non possono lasciare la propria stanza. GRAZIE AL VOSTRO AIUTO abbiamo fatto un piccolo ma grande gesto di solidarietà!  Tutto questo non poteva esistere senza la vostra vicinanza e presenza, quindi un GRAZIE accorato a tutti voi, dal primo all’ultimo… A chi ci ha creduto ancora più di me in questo progetto, a chi ha contribuito in silenzio, a chi s’è messo in gioco con una propria foto messa all’asta e a chi s’è “battuto” per aggiudicarsi una foto contribuendo alla causa… Stamattina ho solo fatto da tramite: il merito è tutto vostro! Grazie!!

Papa: «Comprensibile la paura verso i migranti, ma va superata. Gli stranieri rispettino le leggi dei Paesi ospitanti»

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L’integrazione, spiegava una settimana fa agli ambasciatori, è «un processo bidirezionale, con diritti e doveri reciproci». Così ieri, nella messa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, davanti a novemila persone da 49 Paesi che affollavano la basilica di San Pietro, Papa Francesco ha invitato con realismo a superare le difficoltà dell’accoglienza senza nascondersele. Perché «non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze», ha spiegato il Papa nell’omelia. «E così spesso rinunciamo all’incontro con l’altro e alziamo barriere per difenderci». Vale per tutti, chi è chiamato ad accogliere e chi chiede aiuto: «Le comunità locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l’ordine costituito, “rubino” qualcosa di quanto si è faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati hanno delle paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento». E «queste paure sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano». L’essenziale è non cedere, però: «Avere dubbi e timori non è un peccato. Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto. Il peccato è rinunciare all’incontro con l’altro, il diverso, il prossimo che di fatto è un’occasione privilegiata di incontro con il Signore». Il messaggio di Francesco, che stamattina parte per il suo viaggio in Cile e Perù, è scandito da quattro verbi, «accogliere, proteggere, promuovere e integrare». Il Papa cita le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni, «venite e vedrete!», come «un invito a superare le nostre paure per poter andare incontro all’altro, accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo». Vale pure per chi è costretto a migrare: «Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti. Significa pure comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro». Lo aveva detto anche al Corpo diplomatico: «A chi è accolto si chiede l’indispensabile conformazione alle norme del Paese che lo ospita, nonché il rispetto dei principi identitari dello stesso». D’altra parte, prosegue Francesco, «per le comunità locali, accogliere, conoscere e riconoscere significa aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi arrivati, così come la loro vulnerabilità e timori». Al fondo, ci sono le parole del Giudizio universale nel capitolo 25 di Matteo, «quanto non faceste a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, neppure a me lo faceste», l’atteggiamento che distinguerà i giusti dai dannati: «Il Signore era affamato, assetato, nudo, ammalato, straniero e in carcere, e da alcuni e stato soccorso mentre da altri no». È «una preghiera reciproca» a chiudere: «Migranti e rifugiati pregano per le comunità locali, e le comunità locali pregano per i nuovi arrivati». (Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera)

 

La rivolta dei giovani modelli: «Anche noi molestati sul set». Denunciati i super fotografi Weber e Testino

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Lo abbiamo saputo per anni, ma c’è voluto lo scandalo Weinstein per smuovere le acque: molestie e abusi sessuali diffusi in molti ambienti di lavoro, favoriti anche da una cultura che tende a trasformare la donna in oggetto. Ma ora, mentre monta il movimento «Me Too» e si moltiplicano le denunce, scopriamo che l’uomo, responsabile di questi abusi nella stragrande maggioranza dei casi, a volte può anche essere la vittima più vulnerabile delle violenze sessuali. Esiste, insomma, anche l’uomo-oggetto, come il modello usato dai fotografi per i servizi di moda: vale meno di una modella, è meno rispettato, è più facilmente sostituibile ed è, quindi, più vulnerabile ai ricatti professionali. L’uomo, poi, tende a denunciare le violenze subite ancora meno delle donne per paura di essere preso in giro e di vedere messa in discussione la sua mascolinità o, magari, anche solo la sua capacità di difendersi. È la realtà sconcertante che viene fuori dall’ennesima inchiesta del “New York Times”. Stavolta il quotidiano ha scandagliato il mondo dei fotografi di moda seppellendo sotto decine di denunce due mostri sacri del settore: il peruviano Mario Testino, fotografo anche della famiglia reale britannica, e l’americano Bruce Weber, autore delle foto di alcune delle campagne pubblicitarie di maggior successo, da quelle di Calvin Klein ad Abercrombie & Fitch. Il “Times” ha raccolto 15 testimonianze contro Weber e 13 contro Testino: modelli ed ex collaboratori di studio variamente molestati e abusati sessualmente a partire dagli anni Novanta che raccontano — a volte in modo anonimo, ma spesso esponendosi con nome e cognome — le pressioni psicologiche, i provini fatti nelle camere da letto degli alberghi, i lavori negati a chi si sottraeva alle avance. Ne emerge la descrizione dello sconcertante clima di un mondo nel quale al modello veniva fatto credere che valeva poco se non suscitava un forte desiderio sessuale: sulla carta patinata come nello studio fotografico, spesso trasformato in alcova. I due fotografi sono ancora attivissimi — Testino, che ha immortalato il fidanzamento del principe William con Kate Middleton, ha lavorato per grandi campagne come quelle di Burberry, Dolce & Gabbana e Michael Kors ed ha ripreso Serena Williams con la figlia neonata per la copertina di Vogue — agli episodi denunciati emergono, in genere, da un passato abbastanza lontano: i primi abusi risalgono ai primi anni Novanta. In qualche caso, in realtà, sarebbe meglio dire «riemergono», visto che Testino (63 anni) e Weber (71 anni) una certa fama di molestatori se l’erano fatta da tempo, almeno nel loro mondo, e che alcune denunce erano arrivate già l’anno scorso. Fino a ieri, però, non era successo nulla: è dal 1988, quando la rete televisiva Cbs dedicò una puntata di «60 Minutes» a molestie e violenze subite dalle modelle delle agenzie di moda di Parigi, che si sa della diffusione di questi abusi tra stilisti, fotografi, agenti, ma anche in altri mondi «creativi» come quelli dell’arte o della musica. Personaggi e istituzioni di questi settori hanno sempre preferito chiudere un occhio anziché denunciare per non rovinare la loro immagine glamour. Le case di moda scaricavano sulle agenzie la responsabilità della protezione delle loro modelle, mentre le agenzie sostenevano che toccava a questi brand non affidarsi a fotografi magari di grido, ma con una brutta fama. Dal caso Weinstein in poi, però, tutto è cambiato: ieri, simultaneamente alla denuncia del “Times”, è arrivata la decisione della Condé Nast, la casa editrice di riviste come “Vogue”, di non affidare più alcun servizio a Testino e Weber, anche se i due hanno respinto ogni addebito («tutto falso»). Anna Wintour, la regina della moda che è direttrice artistica di Condé Nast e direttrice di “Vogue”, si è detta profondamente turbata dalle accuse e ha messo in quarantena i due fotografi da sempre di casa nel gruppo editoriale. Troppo tardi? Lei se l’è cavata dicendo che le azioni arrivano quando c’è una crisi. Insomma, ci voleva Weinstein. Ora Condé Nast si è anche data un rigido codice di condotta per i futuri servizi fotografici: niente minorenni, modelle mai lasciate sole sul set, scene di nudo spiegate e accettate in anticipo. Un altro editore, Hearst (“Elle”, “Cosmopolitan”), ha fatto altrettanto ma si era mosso prima: a settembre, prima della tempesta Weinstein. (Massimo Gaggi – Corriere della Sera)

Ischia. È nata Dalila Grazia, la sorellina dei bimbi salvati dalle macerie. La madre salvata mentre era al quarto mese

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Ischia. «Un giorno, chissà, le racconteremo tutto. Le diremo di quella notte in cui il terremoto ha rischiato di spazzarci via, con mamma incinta di quattro mesi e mezzo. E le parleremo dei fratelli, Ciro e Mattias, piccoli eroi sotto le macerie». Brillano gli occhi ad Alessandro Toscano, mentre prende in braccio la neonata Dalila Grazia davanti agli occhi orgogliosi di mamma Alessia, stanca ma felice. Ospedale Internazionale di Napoli, questa non è una nascita come tutte le altre: ha il dolce sapore della rinascita. La bimba pesa tre chili e seicento grammi ed ha un doppio nome perché «Dalila lo hanno scelto i fratelli e Grazia, vabbè, è scontato perché è stata davvero una grazia». La piccola incarna l’orgoglio di un paese terremotato che ha saputo ripartire. E il 21 agosto sono rinati tutti, uno alla volta, estratti miracolosamente vivi da una palazzina accartocciata su se stessa dopo il sisma che, alle 20.47, ha fatto tremare Casamicciola. Paura e speranza, una notte infinita. Mamma Alessia è la prima a essere tratta in salvo: va dritta all’ospedale “Rizzoli” di Lacco Ameno, ha il pancione. Illesa, incredibilmente: si teme per la gravidanza. Poi tocca a papà Alessandro, salvato dalle lamiere della sua Toyota: era uscito a recuperare un giocattolo, tornerà claudicante tra le macerie per «pregare e assistere». Perché restano sotto Pasqualino, appena 7 mesi, Ciro e Mattias, 11 e 8 anni. Il primo sarà estratto nel cuore della notte, mentre i due fratellini si faranno coraggio a lungo, tenendo l’Italia col fiato sospeso per 16 ore. Ora sono tutti insieme, attorno a Dalila Grazia, nata venerdì mattina dopo un viaggio notturno in traghetto da Ischia a Napoli. «Siamo felicissimi», confessa Alessandro, mentre Ciro e Mattias giocano con la neonata. «Quello che è successo non si dimentica – spiega Alessandro – Ogni giorno, alle 21, iniziamo a pensare. A ricordare. E mica pensiamo solo a noi e a quell’incubo: pensiamo a tutti i terremotati, da Amatrice a L’Aquila. Angoscia, paura. Ecco, la nascita di Dalila Grazia può aiutarci a voltare pagina». Martedì la famiglia più famosa dell’isola terremotata tornerà a casa. Da qualche mese i Toscano vivono in una casa della Diocesi, nella frazione di Fontana, lontano dalla zona rossa: «Dobbiamo ringraziare il vescovo, Pietro Lagnese, e il parroco don Pasquale Mattera: l’intera comunità ci ha adottato. La ricostruzione? Sono scettico, tutto è immobile. Tante famiglie, anche con bambini, vivono ancora negli alberghi, a quasi cinque mesi dal terremoto». In via Serrato, nella palazzina dove ha trovato la morte una delle due vittime del terremoto, Marilena Romanini (l’altra, Lina Balestrieri, è morta a pochi metri di distanza), il tempo sembra essersi fermato al 21 agosto. Silenzio , macerie, non s’è mosso nulla. «Ci siamo tornati, anche con i bambini – confessa Alessandro – e abbiamo trascorso il Capodanno in piazza Majo, nella zona rossa. Dobbiamo affrontare le paure del passato, scappare non serve. Guardare avanti sì. Anche grazie a Dalila Grazia». La vita è tornata alla normalità per Mattias, che va in seconda elementare, e per Ciro, che frequenta la prima media. Certo, continuano a spuntare premi in giro per l’Italia, cerimonie e nuove amicizie («Ha legato con Edoardo, uno dei bimbi orfani scampati alla tragedia dell’hotel Rigopiano: si sono conosciuti a Firenze»). Lo smartphone vibra sempre. «Ecco – fa segno Alessandro – lui è uno dei pompieri del nucleo speciale Usar, quelli che hanno salvato Mattias e Ciro. È nata un’amicizia: un patto mentre loro, i veri eroi, promettevano ai bimbi che li avrebbero tratti in salvo». «Auguri, super papà», legge Alessandro, prima di girare via WhatsApp le foto della famiglia, tutti insieme con l’ultima arrivata. Che un giorno saprà e potrà esserne orgogliosa. (Pasquale Raicaldo – la Repubblica)

Portici. Sindaco si difende dalle accuse di molestie sessuali: “Una mitomane”. L’accusatrice: “Credo nella giustizia”

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Il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, passa al contrattacco, dopo le rivelazioni sulle accuse di molestie sessuali avanzate contro di lui da Rossella B., professionista che ha denunciato un tentativo di approccio consumatosi nella stanza di Cuomo al municipio di Portici cinque anni fa, prima che lui lasciasse per candidarsi al Senato nelle liste del Pd. «Siamo al cospetto di una vicenda totalmente inventata, presumibilmente frutto delle farneticazioni di una mitomane – attacca Cuomo – è assolutamente palese, non solo per chi mi conosce, che mai avrei potuto molestare una donna e trovo singolare che si rivelino oggi, con estrema dovizia, particolari di una vicenda inventata di sana pianta e risalente, a quanto riferito dalla donna, a cinque anni fa. Sta diventando estremamente pericolosa la tecnica di inventare accuse infamanti per colpire i sindaci e ciò che rappresentano nelle loro comunità, proprio come accaduto di recente al sindaco di Mantova». Cuomo non a caso tira in ballo Mattia Palazzi, primo cittadino mantovano accusato di aver inviato sms a sfondo sessuale alla vicepresidente di un’associazione culturale: il Gip presso il tribunale di Mantova ha disposto l’archiviazione del procedimento contro di lui il 9 gennaio, sollevandolo da ogni accusa. «Naturalmente – aggiunge l’ex senatore dem – sono assolutamente sereno ma non sono disposto ad assistere in silenzio al passaggio di questa macchina del fango messa in moto per colpirmi politicamente da ambienti notoriamente ostili già dall’ultima campagna elettorale. Per questo motivo ho già incaricato i miei legali di denunciare per calunnia questa donna e tutti coloro che strumentalmente pensano di utilizzare questa squallida macchinazione per colpire la mia persona e la mia figura politica». Donna che sarà sentita nei prossimi giorni dai magistrati della Procura guidata da Giovanni Melillo che hanno raccolto la denuncia, depositata nella stanza dell’aggiunto Giuseppe Lucantonio. Ma l’accusatrice si difende e sostiene la sua tesi. «Io sarei una matta, una che farnetica? Ma chi può pensare che una donna come me, con la sua età, il suo profilo di lavoratrice, una madre sia così autolesionista da denunciare cose tanto gravi senza averne i motivi?». Rossella B. non ci sta a passare per una “calunniatrice”. Quarantotto anni, madre di una ragazza appena maggiorenne, è una signora che appare scossa dallo scandalo che lei stessa ha aperto. Ma non intenzionata a recedere. E decide di raccontare tutto. Signora Rossella, lei nutriva motivi di rancore verso il sindaco Cuomo? «Prima di quell’episodio di cui sono stata vittima? Assolutamente no. Anzi, io mi candidai persino dalla sua parte politica. Sono sempre stata una sua sostenitrice, c’era da parte mia solo stima». Con ordine. Lei accusa il sindaco di gravi molestie. Come può provarlo? «Io non ho assolutamente motivi per mentire. Io rimasi scioccata dal suo comportamento. Ancora adesso ricordarlo mi fa male… (le si incrina la voce, piange)». Accadde circa 5 anni fa nello studio del sindaco, lei dice alla polizia. Cosa accadde? «Sì. C’era un segretario con i capelli rossicci che certamente si ricorda di me. Entrai nella sua stanza …». Com’era, quella stanza? «C’era da un lato un ampio tavolo per riunioni, dall’altro la sua scrivania con una sedia importante e davanti due poltroncine per gli ospiti. Io, che già lo conoscevo, gli chiesi aiuto. Perché io ero e sono rappresentante di prodotti chimici ad ampio raggio: di quelli che possono essere utili in vari settori della imprenditoria pubblica e delle amministrazioni. Io non volevo favoritismi particolari: ma essere messa in grado di mostrare il rapporto qualità-prezzo dei nostri prodotti…». D’accordo. Ma il sindaco cosa avrebbe fatto? «Mi si spogliò davanti, me lo ritrovai mezzo nudo davanti a me. Disse: io ti aiuto ma tu mi devi fare … insomma parliamo di sesso orale». Se questa fu la scena perché non lo denunciò subito? «Ero scioccata. Alzai la voce, gli dissi “ma come ti permetti, che cos’è questo atteggiamento?”. Lui si gelò, non se lo aspettava e mi disse che era inutile che mi mettevo a urlare perché il suo studio era insonorizzato. Mi chiede perché non dissi nulla. Ma era un uomo potente, uno che doveva andare in Parlamento. E io una sconosciuta qualunque. Ecco perché, anni dopo, quando a dicembre è successo che anche il suo amico Pasquale Noia ha provato ad abusare di me, non ci ho visto più. Ho pensato: ma questi davvero mi hanno preso per una idiota? Per una che subisce tutto?». Ora arriviamo al secondo uomo che lei denuncia. Ma prima mi dica: chi le presenta Noia e perché? «Noia me lo ha presentato Cuomo. Mi disse: lui ti può aiutare». E lei ci ha creduto. Perché? «Perché Noia ha in mano l’apparato di tutta l’elettricità, forniture della pubblica illuminazione ma anche cimiteri, mercato. E quindi altro che prodotti chimici: solventi, pulenti, lubrificanti. Ma io volevo davvero che loro mettessero alla prova i prodotti che sono ottimi e hanno prezzi concorrenziali». Ma lei chiedeva scorciatoie? «Io? No. Piuttosto: andassero a vedere gli inquirenti quali amici del sindaco vincono le gare. Vincono sempre gli stessi». Lei si rende conto della gravità delle sue affermazioni e di quello che rischia? «Certo. Non sono matta. Sono una persona che lavora, che non si è arricchita. Sono una che denuncia per mostrare a mia figlia di 18 anni che non bisogna subire». Quindi lei pensa che uscire con Noia le possa servire. E torniamo al 30 dicembre scorso. «Lui voleva vedermi in un posto isolato, dissi di no. Restammo nel parcheggio dell’agriturismo in auto. Cercò di buttarsi addosso, dissi di no. Allora lui si masturbò, mi sporcò. Io ero fuori di me e mi arrabbiai moltissimo. Me ne andai, andai al pronto soccorso». Però lui non l’aveva ferita, né provocato lesioni. Cosa c’entrava l’ospedale ? «Ero scioccata, nel panico e avevo battiti accelerati. E volevo dare loro i miei abiti sporchi. Mi dissero che non sapevano che farsene, dovevo andare in un centro specializzato». Quegli abiti li ha ancora? «Certo. Lì ho già consegnati alla polizia di Portici». Sa che potrebbe essere sentita dal pm? «Sono pronta. Credo molto nella giustizia. Come credevo nella politica. Spero di non essere delusa». (la Repubblica)

Ravello città della cultura 2020 non ce la fa, la spunta il centro nord

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Ravello e la Costa d’ Amalfi Città della Cultura 2020 non è entrata nel novero delle prime dieci , purtroppo la Costiera amalfitana ha perso l’occasione che sarebbe venuta da questo importante riconoscimento. Ad essere preferite prevalentemente città del Centro Nord e Agrigento. Sarà per la prossima volta, contenti di aver appoggiato questa iniziativa per la nostra terra, per  il Sud e la Campania.  A dopo aggiornamenti.

Capaccio Paestum. Sconto sul fitto dei terreni per le cupole geodetiche in via Nassirya

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Ritorna l’ipotesi della possibile collocazione delle cupole geodetiche in via Nassirya. Cambiano, però, i termini dell’accordo economico con i proprietari del fondo, con un risparmio annuo per il Comune di 5.000 euro. L’ente a settembre aveva rescisso il contratto di locazione, siglato dalla precedente amministrazione con i proprietari, Ferdinando e Gennaro D’Alessio, che ora si sono resi disponibili ad abbassare il canone di locazione annuo da 15.000 a 10.000 euro Il terreno preso in fitto è di circa 14.000 metri quadri e sarà utilizzato dal Comune per interventi di riqualificazione urbana. Sul tavolo dei progetti anche la possibile ricollocazione delle tre tensostrutture acquistate nel 2014 dall’amministrazione Voza, una delle quali danneggiata per uno squarcio nel telone di copertura. Le sfere geodetiche potrebbero, ma resta solo un’ipotesi, trovare casa. L’obiettivo della locazione dei terreni è realizzare degli interventi di riqualificazione nell’ambito delle azioni di valorizzazione urbana previste per Capaccio Scalo. L’ex amministrazione Voza aveva previsto i numerosi interventi, con la realizzazione di un parco urbano, l’installazione di nuovi impianti di illuminazione pubblica e l’allestimento di una zona eventi. Si puntava a dare vita ad un nuovo indotto economico prodotto dagli eventi ospitati nelle cupole durante tutti i 12 mesi dell’anno e al rilancio del territorio che comprendesse la destagionalizzazione dell’offerta turistica. Per l’acquisto delle sfere e di due prefabbricati mobili da adibire a servizi igienici, il Comune investì 628.300 euro, con l’accensione di un mutuo ventennale presso la Cassa depositi e prestiti, alla quale corrispondere 21.000 euro ogni sei mesi. Per rimontarle all’ente serviranno almeno 150.000 euro. Resta da capire se l’amministrazione Palumbo deciderà di optare per la ricollocazione delle cupole all’interno del terreno di via Nassirya o al contrario cercherà di sfruttare il fondo, preso in affitto, per progettualità urbanistiche di altro tipo e finalità. (Angela Sabetta – La Città)

Sorrento il sindaco su aggressione ragazzi di Positano “Troviamo i colpevoli “

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Sorrento. Registriamo un apprezzabile intervento del sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo che ha affrontato di petto la vicenda dell’aggressione ai ragazzi di Positano la notte scorsa. “Quello che è accaduto l’altra notte a Sorrento, ai danni di due giovani di Positano, è un atto increscioso che coinvolge tutta la nostra comunità. Come amministratori non ci sottrarremo, per quanto in nostro potere, nella ricerca dei responsabili”. Così il sindaco Giuseppe Cuomo interviene rispetto all’aggressione subita da due ragazzi di Positano all’uscita della discoteca la scorsa notte. I giovani, ricoverati nel reparto di Terapia intensiva all’ospedale di Nocera Inferiore, sono stati malmenati fuori dal locale. “Chiediamo pertanto a chi abbia informazioni su questa vigliacca aggressione, di fornire alle forze dell’ordine ogni elemento utile – continua il sindaco -. Nei prossimi giorni convocheremo i titolari del locale all’esterno del quale si è svolto l’episodio, e seguiremo da vicino il prosieguo delle indagini. L’auspicio è che le giovani vittime si rimettano in breve tempo, e che possano collaborare affinché gli autori del gesto possano essere identificati”. Intanto le forze dell’ordine sono impegnate a tutto campo, le indagini dei carabinieri continuano a 360 gradi e si è vicini alla individuazione dei responsabili ai quali converrebbe costituirsi per evitare maggiori conseguenze.

Eventi

Napoli. PAN/Palazzo Arti Napoli. “L’ARTE E LA CITTA'” nelle foto di...

Articolo di Maurizio Vitiello – Nando Calabrese insegue con l’occhio fotografico l’anima della città attraverso gli sguardi degli artisti tra scorci di palazzi napoletani,...