APRE A MAMME AL CENTRO LO SPORTELLO ANTI-VIOLENZA

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“Non solo il 25 novembre, ma tutti i giorni dell’anno la lotta alla violenza sulle donne deve essere una prerogativa di ogni cittadino”, ha dichiarato Roberta D’Esposito, Presidente dell’Associazione “Mamme al centro” nell’inaugurare il 3-12-13 lo sportello anti violenza “Sos donna” presso la sede di”Mamme al centro” in via San Sergio 1 a Sant’Agnello. Il servizio consta di un’equipe completa di psicologo (Angelo Gismondi), assistente sociale (Francesca Paola Di Capua), psicopedagogista (Anna Sallustro), avvocato civilista (Gianluca Faella) e penalista (Valerio Aiello), ostetrica (Angela Maria Flinio), pediatra (Carlo Alfaro).”I dati sulla violenza contro le donne non possono lasciarci indifferenti, e anche la nostra Penisola sorrentina non è esente da questo cancro”, continua Roberta. La cosa più triste è che questi drammi si svolgono troppo spesso nel chiuso delle pareti di casa, proprio in quei luoghi in cui le donne dovrebbero sentirsi sicure, da parte di uomini che dicono di amarle. E gli omicidi rappresentano solo l’epilogo più evidente, dietro ai quali si celano anni di soprusi, abusi, maltrattamenti passati sotto silenzio. L’importanza del sostegno alle donne maltrattate è espressa magistralmente nel bellissimo libro di Khaled Hosseini, un drammatico romanzo sulla violenza sulle donne. Laila, la giovane madre afgana picchiata costantemente dal marito fino quasi a venire uccisa, non può impedire ai suoi due figli di assistere alle continue violenze che il marito commette su di lei, ma dà loro una relazione di attaccamento così forte e sicura da consentirgli di affrontare ogni tipo di avversità sia nel presente e nel futuro. Toccante quel passaggio in cui il bimbo maschio dice a tavola al padre che la madre si è intrattenuta con un uomo nel corso del pomeriggio, comunicazione che porterà ad episodi di violenza omicida del marito verso la moglie e poi alla morte del padre stesso. Il bambino capisce di averla fatta grossa, di aver innescato qualcosa di più grande di lui, e guarda implorante la madre che gli dice: “Stai tranquillo Zalmai, dì la verità”. Laila aveva avuto a sua volta un genitore (in questo caso il padre), che l’aveva amata molto, che aveva avuto con lei una relazione di attaccamento sicura, e aveva creato una giovane donna capace di opporsi al dolore. Lo scopo dello sportello appena inaugurato è proprio questo, offrire alle donne in difficoltà un porto sicuro dove trovare la forza di raccontare, capire, reagire, combattere. Un altro testo illuminante, stavolta sul rapporto malato di un uomo che angaria la propria donna, è quello di Marcel Proust nel sesto volume di “Alla ricerca del tempo perduto”, “La prigioniera”, in cui racconta del rapporto di amore e morbosa gelosia del protagonista Marcel con Albertine: “ Tenendola sotto il mio sguardo, nelle mie mani, avevo l’impressione di possederla tutt’intera ”. E’ per combattere questa concezione della donna come possesso dell’uomo che si instituiscono centri come quello di “Mamme al centro”. Le scrittrici Michela Murgia e Loredana Lipperini nel libro “L’ho uccisa perché l’amavo. Falso!”, spiegano che è ora di finirla di parlare di femminicidio con un’implicita giustificazione del delitto classificandolo come passionale, dovuto a uno scatto d’ira, alla gelosia, da mettere dunque in conto all’amore. Chiamare questi delitti “passionali” o “della gelosia”, frutto di un accesso di rabbia o di un momento di “blackout”, significa solo cercare alibi per gli assassini. Il libro mette in evidenza le trame che si nascondono dietro questi gesti drammatici, evidenziando come la loro origine sia in un modo sbagliato e assurdo di intendere l’amore e il rapporto uomo-donna. Bisogna lavorare sulla mentalità corrente, per un cambiamento culturale che porti a vedere le cose da un altro punto di vista, dalla prospettiva delle vittime. Nel libro di Simonetta Agnello-Hornby e Marina Calloni, “Il male che si deve raccontare”, le autrici affermano che per condurre la lotta alla violenza di genere è necessario coinvolgere servizi sociali e sanitari, welfare, scuole, creando una Edv (Eliminate Domestic Violence) Italy, filiale italiana dell’associazione contro la violenza domestica in Gran Bretagna. Gli sportelli anti-violenza sarebbero parte integrante di questo sistema. Come scrive Cinzia Tani nel suo libro “Mia per sempre”, purtroppo le donne pagano con la violenza di genere le loro conquiste sociali. La violenza sulle donne trae origine da una millenaria concezione del rapporto uomo-donna, oggi inaccettabile. Una società che voglia dirsi civile deve mettere in atto ogni strumento e risorsa per fermare la violenza. Concludiamo ancora con le parole di Roberta di Mamme al centro: “Con questa inaugurazione mettiamo un importante mattone per costruire insieme un centro che possa accogliere tutte le donne e mamme vittime di violenze e soprusi”.