Sorrento, a proposito della crisi del commercio.

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inserito da Salvatore Caccaviello
Non abbiamo potuto fare a meno di inserire sul nostro giornale il post pubblicato su fb dell’amico e commerciante del centro storico Raffaele Ferraro. Il quale anche a proposito del black friday,  analizza la situazione attuale , niente affatto rosea,del commercio nella città del Tasso. Indicando che forse la soluzione dovrebbe essere cercata altrove.(s.c.)
UNO PER TUTTO E TUTTO PER UNO
Non conosco l’esito per i commercianti del b.friday ma mi è sembrato che come tutti i venerdì ,sabato e domenica fosse visibile grossomodo sempre la stessa quantità di gente in piazza , anche in considerazione della possibilità di avere sconti ecc.Ebbene chi era contrario compreso il sottoscritto non si è augurato il peggio per coloro che hanno voluto l’iniziativa a carattere commerciale.Purtroppo non credo sia possibile travisare i motivi addotti dall’opposizione, in special modo dall’ascom e da tanti commercianti . Peccato, per coloro che ne hanno parlato e scritto, aver interpretato in un modo assolutamente squalificante e riduttivo le ragioni ben sviscerate invece dai rappresentanti di categoria e da comitati cittadini.In effetti i benefici sono stati per i soliti pochi e tutta quella voglia di spendere non sembra che oggettivamente sia esistita in giro.Quei pochi che hanno speso lo hanno fatto nei negozi accorsati e ben forniti(pochi d’altronde) mentre per gli altri ben poca cosa è stata fatta.la trasformazione ad outlet dei negozi sorrentini avrebbe dovuto avere tempi diversi ed essere rimandata a gennaio dando la speranza a tanti di poter mantenere ancora margini di profitti sulle vendite atti a fare fronte al periodo invernale. Infatti gli sconti che si fanno e che riducono in maniera seria i profitti durante il b.friday favoriscono i grandi che possono contare sulla resa indietro dell’invenduto ,sulla mole di merce nei depositi e tirata fuori per la svendita ,ma riducono di molto la possibilità per i piccoli e non bene accorsati negozianti di vendere qualche loro prodotto con margini di profitti per affrontare le spese di gestione dei negozi,dei fitti sempre alti,ecc.ecc. e poter continuare l’attività.Quindi una svendita generale non voluta è stato uno degli importanti motivi per il no al b.friday. Intanto i vicoli erano quasi deserti ,ho le foto e le immagini del centro storico con i negozi , i ristoranti e bar chiusi, fatto questo che la dice lunga sulla reale volontà dell’amministrazione di affrontare la problematica questione della stagionalità.Ebbene hanno già scelto la strada mettendo come al solito qualche toppa, senza affrontare in maniera strutturale la questione.Intendiamoci, in tempi di crisi drammatica come quella che stiamo vivendo nulla può darsi per scontato, ma nemmeno si può pensare di risolvere i problemi con iniziative che, sebbene aiutino qualcuno, danneggiano altri.Ad un certo punto dell’anno chiusura generale di alberghi,ristoranti,bar ed un paese messo a pagliuolo con l’assoluta strafottenza delle autorità.E’ come se diventassimo improvvisamente impiegati anche noi di alberghi,ristoranti,ed attività che funzionano prevalentemente 8 mesi all’anno .Chiudono loro e dovrebbero o potrebbero chiudere anche gli altri che con hotel,ristoranti e bar per l’appunto non c’entrano niente.E’ la monoeconomia del nostro territorio che assoggetta tutti al diktat di chi domina lo scenario peninsulare.Mettono i dipendenti in cassa integrazione tanto la pagano gli altri,accumulano patrimoni e licenziano ,mandano tutti gli italiani a casa assumendo extracomunitari E le stelle stanno a guardare. –  Raffaele Ferraro

 

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