Terra dei Fuochi ora bruciare rifiuti è reato

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«Per la prima volta il Governo affronta il problema della terra dei fuochi». Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha annunciato, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, il decreto legge per affrontare l’emergenza ambientale nella cosiddetta ‘Terra dei fuochi’, tra le province di Napoli e Caserta, caratterizzata dalla presenza di roghi di rifiuti. Il provvedimento introduce nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti, stabilisce la perimetrazione delle aree coinvolte e prevede il controllo di tutti i terreni entro 150 giorni.

In mattinata era stato un tweet del ministro Nunzia De Girolamo a diffondere la notizia dell’approvazione del decreto legge, presentato dallo stesso ministro dell’agricoltura e dal ministro dell’ambiente Andrea Orlando. Ha scritto il ministro De Girolamo su Twitter: «Decreto #terradeifuochi non è un punto di arrivo ma un inizio. Nuovo inizio per la Campania».

Presente alla riunione del governo anche il governatore campano Stefano Caldoro. «Dal Governo ok alle richieste della Regione e dei cittadini. Parte il lavoro comune sulla Terra dei fuochi» ha “twittato” Caldoro.

FOTO: IL TWEET DEL MINISTRO DE GIROLAMO

LE DISPOSIZIONI URGENTI. Il decreto, che reca disposizioni urgenti per fronteggiare emergenze ambientali e industriali, è stato largamente dibattuto. Con il Dl si dà il via alla mappatura delle aree interessate e si semplificano e accelerano le bonifiche. Inoltre viene introdotto nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti. È inoltre stabilita la perimetrazione delle aree agricole interessate e della campagna ed entro 150 giorni tutti i terreni saranno controllati. È quanto riferiscono fonti ministeriali.

LA SODDISFAZIONE DI REALACCI. «Il cosiddetto decreto Terra dei Fuochi approvato oggi in Consiglio dei Ministri è un provvedimento importante, che potrà essere ulteriormente migliorato nel suo passaggio alla Camera». Lo afferma Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente della Camera. «Questo provvedimento – rileva Realacci – permetterà di affrontare meglio l’emergenza bonifiche, di alzare l’asticella della legalità e di rafforzare l’azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti. Come denunciato dal dossier Ecomafia di Legambiente, in Campania sono almeno quindici i clan che hanno tratto profitto da questo ‘traffico sporco’, praticamente due squadre di calciotto che si contendono il titolo di campioni dell’orrore di cui fanno parte: gli Alfieri, i Belforte, Bidognetti, Birra-Iacopino, i Casalesi, i Crimaldi, i Fabbrocino e i Galasso, e ancora i La Torre, i Mallardo, i Marfella, i Mazzacane, Moccia-Maione, i Nuvoletta e gli Schiavone», conclude Realacci.

IL COMMENTO DI ROMANO. Dal ministro De Girolamo un’ottima notizia per la Terra dei Fuochi: il Governo ha approvato il decreto legge. Da oggi, pene severe per chi commette il reato di combustione dei rifiuti, la perimetrazione delle aree agricole e 600 milioni per le bonifiche, che si aggiungeranno ai 300 milioni già destinati dalla Regione Campania: è una svolta per l’ambiente in
Campania». È quanto afferma Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania. «Fondamentale è anche il raccordo informativo che si crea tra l’autorità giudiziaria e i sindaci al
fine di intervenire con le bonifiche sui terreni colpiti da sversamenti illegali e per creare quella rete di
prevenzione, repressione ed intervento indispensabile per affrontare questa immensa problematica che investe la vita dei cittadini delle province di Napoli e di Caserta», aggiunge l’esponente di Ncd, che sottolinea «il determinato impegno messo in campo dal presidente Caldoro e dal Consiglio regionale e l’ottima sinergia tra la Regione Campania e il Governo che hanno consentito di dare una risposta efficace alla Terra dei Fuochi».

«NUOVO PUNTO DI PARTENZA». «L’approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto sulla Terra dei Fuochi rappresenta un nuovo punto di partenza per il lavoro di risanamento della Campania». Ad affermarlo è il deputato del Pd Massimiliano Manfredi, membro della Commissione Ambiente. «Un plauso doveroso – continua – va al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che fin dal primo giorno di mandato ha voluto impegnarsi in prima persona per porre le basi di quello che sarà un lungo percorso di rilancio del territorio di Napoli e Caserta». Per Manfredi, «i punti focali del Decreto rispondono con forza alle istanze presentate da noi in Parlamento e sollecitate dai tanti Enti Locali virtuosi che, grazie alla condivisione in tempo reale delle informazioni con l’Autorità Giudiziaria, saranno veri protagonisti di questa missione. Fondamentale sarà la mappatura dei suoli e delle falde acquifere, che in pochi mesi farà luce sui terreni da bonificare e su quelli che potranno continuare ad essere coltivati, ponendo fine a qualsiasi speculazione a danno della nostra filiera agroalimentare». «Importantissima allo stesso modo – conclude – risulta l’introduzione del reato di combustione dei rifiuti, che rafforzerà il lavoro di contrasto ai roghi e alla criminalità organizzata già egregiamente promosso dal commissario Donato Cafagna. Infine, per l’immediato futuro, è basilare che vengano non solo impegnate, ma messe subito a disposizione le risorse per tutte le opere ambientali programmate in seno al Decreto. I cittadini si aspettano una svolta, le Istituzioni sono chiamate a fornirle all’unisono senza un minuto in più di ritardo».

DON PATRICIELLO: «SUBITO LA MAPPATURA». «Ben venga la repressione, ma ora serve la mappatura delle terre inquinate»: è il commento di don Maurizio Patriciello, il prete diventato simbolo della ribellione dei cittadini della Terra dei Fuochi, all’ok nel Consiglio dei Ministri al decreto sulla Terra dei Fuochi. «Ora servono interventi a monte – continua don Patriciello – leggi in grado di bloccare il fenomeno degli sversamenti abusivi sulle nostre terre di rifiuti provenienti da tutto il territorio italiano». Secondo don Maurizio le attività «in nero» – come quella venuta alla luce a Prato, dove sette operai cinesi sono morti in un incendio – producono anche «scarti in nero», cioè, sottolinea, «rifiuti che non possono essere smaltiti alla luce del sole e che finiscono per essere interrati nella Terra dei Fuochi». «Il problema – dice ancora don Patriciello – lo risolveremo sicuramente con la repressione, che è il primo atto, ma poi anche andando a incidere seriamente sulla tassazione di queste fabbriche e sulla sistemazione delle loro attività». «Se si continua a produrre ‘in nerò, e noi facciamo finta di non vedere – conclude don Maurizio – il problema non troverà mai una vera e definitiva soluzione»