IL PROF. CARMELO BONIFACIO MALANDRINO, RECENSISCE IL ROMANZO "L´Invenzione emotiva" di B.Ruggiero

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Positano. In attesa di vedere al Teatro Tasso di Sorrento e al Museo del Viaggio di Positano la pièce teatrale della Compagnia teatrale I Murattori, condividiamo con i lettori di Positanonews una recensione del libro di Benito Ruggiero “L’invenzione emotiva”, edito da Ed. Positanonews, redatta dal Prof. Carmelo Bonifacio Malandrino. “L’invenzione emotiva” continua a raccogliere riconoscimenti. È di oggi la notizia che la Commissione Giudicatrice del Premio Internazionale di Letteratura “PHINTIA” con sede a Licata, Agrigento, alla sua 28^ Edizione, ha conferito testualmente “l’Attestato di Segnalazione per meriti letterari emergenti allo scrittore Benito Ruggiero per l’opera di narrativa edita ‘L’invenzione emotiva’ “. Inoltre domenica 1 dicembre nel corso della Cerimonia di premiazione ad Aulla, Massa Carrara, del Premio di Poesia e Narrativa “Val di Magra – Roberto Micheloni” 2013 XXVII edizione, Ruggiero con “L’invenzione emotiva” sarà premiato tra i finalisti. I nostri ringraziamenti al Prof. Carmelo Bonifacio Malandrino che ha voluto pregiarci della propria recensione, intitolandola: VISIONE ACCADEMICA DEL ROMANZO “L’INVENZIONE EMOTIVA” Ne “L’invenzione emotiva” si è incuneata la mitologia, l’allucinazione dell’invisibile. Subito Benito ha fantasticato un “antimondo” fatto di parole, immagini, concetti caricati di “valore”. Subito il regno dell’ideale, evocato dal nulla ma capace di diventare tutto. “L’invenzione emotiva” ha compiuto – lo si è intravisto – un enorme lavoro. Ha cancellato evidenze millenarie. Ha demolito desideri e appetiti elementari, vi ha sostituito concetti e valori astratti eppure apparentemente tratti dai più normali rapporti empirico-materiali tra gli uomini. Su questi concetti e valori ha eretto deontologie sempre più complesse e innaturali. Benito Ruggiero si è trovato invischiato in un sistema di prescrizioni e di divieti, di colpe (inesistenti) e di punizioni (reali) di cui ha perso il senso e la gestione. Ha voluto separarsi “dal suo passato” unico, ha voluto modificare radicalmente i suoi tratti essenziali fino a diventare “qualcosa di (…) inaudito, enigmatico, greve di contraddizioni”. Si concretizza la visione di quest’uomo acculturato, di questo essere indebolito, di questa creatura distrutta da mostri interiori, che a poco a poco si è tanto travestito e trasformato in qualcosa di intellettuale, anzi di superlativamente intellettuale, da potersi infiltrare oggi, passo dopo passo, già nelle scienze più rigorose e apparentemente più oggettive: anzi mi sembra che si sia già impadronito di tutta la fisiologia e teorie della vita. Anche questa “vita di spiegazione” è, per lo meno, in se stessa razionale e psicologicamente fondata. Prof. Carmelo Bonifacio Malandrino.