Piano di Sorrento. Villa Fondi: La delibera sostanziale. Iaccarino: "Si è votato un cavillo non su interesse pubblico"

0

Piano di Sorrento. Villa Fondi: La delibera sostanziale. Un no con tanti spiragli, visto che non si rigetta in sostanza la non pubblica utilità, ma solo il fatto che la pratica era incompleta. Alla fine Anna Iaccarino è stata anche ostacolata nel suo esercizio di consigliere comunale, tanto che alla fine è stata costretta ad alzarsi quando alle sue eccezioni da mettere a verbale il sindaco Giovanni Ruggiero ha riferito che “era un intervento solo per inserire delle parole” e la Iaccarino si è allontanata per tornare dopo il voto. Hanno deliberato di non dichiarare il pubblico interesse del progetto sulla scorta del fatto che i privati non avevano presentato dei documenti (dettagli insomma), nel corpo della delibera viene chiaramente detto che l’istruttoria amministrativa non è completa ai fini del decidere, ma poi decidono lo stesso! Anna Iaccarino è interventuta: “Dopo mesi di discussioni il progetto doveva essere respinto perché non c’era il pubblico interesse nel contenuto del progetto stesso (per il tipo di opere che offrivano, per le condizioni economiche etc.) e non per la semplice dimenticanza di un documento”. Insomma, una questione così importante non può essere archiviata con un cavillo tra l’altro impugnabile dai privati, andava data una pronuncia sulla sostanza dello stesso lo si doveva come impegno morale verso tutti i cittadini che hanno protestato e come rispetto della parola data all’incontro in biblioteca quando il sindaco ammise che il progetto per quello che offrivano non era di pubblico interesse. Insomma, non si è dichiarata la pubblica utilità per un vizio di forma e non di sostanza in un procedimento amministrativo che il funzionario dichiara non completo. Anna Iaccarino ha aggiunto: “io avevo chiesto di modificare la delibera dicendo che non si ravvisava comunque l’interesse pubblico, ma non è stato fatto”. Oggi la consigliera così commenta sulla sua bacheca di facebook: “Più colpita per quello che si riesce a dire e a fare in consiglio comunale, che non per l’evento della decadenza di Berlusconi… si può passare su tutto, dalle illegittimità alle più evidenti inopportunità politiche; si può mentire e negare l’evidenza e ci si può barricare dietro le offese personali, quelle che si tirano fuori quando non si hanno più argomenti di discussione; si può condannare la libertà di stampa e di pensiero (l’avesse detto un politico nazionale si sarebbe arrivati alla scomunica!); si possono far passare i cittadini per visionari creduloni fomentati da malpensanti; si può annunciare, con astio, un voto contrario su un argomento come se si volesse far credere al proponente che la bocciatura abbia un valore che vada oltre la “contrarietà a prescindere” o la semplice sconvenienza; insomma tutto è concesso, poi si passa al voto… chi non riesce proprio a darsi un pizzico sulla pancia sgattaiola fuori, perché, si sa, il voto compatto mette una pietra su tutto!”

Lascia una risposta