Nocera definitiva la condanna di Citarella

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Non farà passi indietro il procedimento giudiziario sugli appalti truccati in Provincia fino al 2009. Da oggi, con una pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione, sono divenute definitive le pene per i costruttori nocerini Rino e Giovanni Citarella (tre anni e cinque mesi), per Federico Spinelli cognato di Giovanni (tre anni e quattro mesi), per il costruttore di Capaccio Giuseppe Ruggiero (tre anni), lo zio Carmine Ruggiero (due anni e sette mesi), l’imprenditore cilentano Emanuele Zangari (due anni e sette mesi) e l’ex consigliere comunale di Nocera Rosario Cozzolino (due anni). Erano stati i loro avvocati (nel collegio Michele Sarno, Lucio Basco, Anacleto Dolce e Antonello Natale) a presentare ricorso, contestando il computo degli anni nei patteggiamenti ratificati nei mesi scorsi dal giudice dell’udienza preliminare Sergio De Luca. Un’istanza che la Suprema Corte ha giudicato ieri inammissibile, dirimendo una questione giuridica sul calcolo della prescrizione nelle pene concordate. E gelando le aspettative del collegio difensivo che, solo due mesi fa, aveva trovato sponda alle proprie tesi nel procuratore generale in Cassazione, secondo il quale dal computo della pena andavano stralciati i reati per i quali la prescrizione era già scattata. Se questa interpretazione fosse stata confermata dai giudici, il procedimento sarebbe tornato alla fase preliminare e gli imputati avrebbero scelto una via diversa dal patteggiamento, optando per il rito ordinario con l’obiettivo di fare scattare la prescrizione anche per i restanti episodi corruttivi contestati dalla Procura. La Corte decise invece di rimandare la questione alle Sezioni unite, chiedendo di dirimere il nodo interpretativo scegliendo tra due tesi: quella secondo cui la richiesta di pena concordata costituisce una implicita rinuncia alla prescrizione e l’altra, per la quale la rinuncia deve essere oggetto di una esplicita richiesta. Le argomentazioni che hanno portato alla pronuncia di ieri non sono ancora state rese note, ma di sicuro c’è che i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, i patteggiamenti sono divenuti definitivi e Giovanni Citarella dovrà deporre non più come indagato in procedimento connesso ma in qualità di teste (quindi con l’obbligo di dire la verità) nel processo “Due Torri” ancora in corso per gli indagati che non hanno concordato la pena. Sul banco degli imputati, in questo processo, ci sono i dipendenti provinciali Raffaele Orefice e Franco Pio De Luca e gli imprenditori Luigi Di Sarli, Eduardo Sale e Giovanni Botta.

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