Ravello strada provinciale ancora chiusa vergogna che dura un anno

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Ravello la bellissima, gemma della costa d’ Amalfi , con la  strada provinciale ancora chiusa, una  vergogna che dura un anno. Da più di un anno la carrabile è ufficialmente chiusa, per rischio colata di fango, ma si passa lo stesso, a proprio rischio e pericolo. È la situazione paradossale  (e vergognosa ) della Strada provinciale 1, la quale unisce Tramonti e Ravello in Costiera amalfitana , che dal chilometro 8 al chilometro 10 presenta elevati fattori di criticità e, soprattutto, il concreto pericolo che, da un momento all’altro, possa venire giù un fiume di fango. In pratica tutti si sono lavati le mani, rendendo off limit l’arteria, evitando quindi eventuali responsabilità in caso di disgrazia. Per capire come l’opinione comune consideri la striscia d’asfalto pienamente percorribile, basta considerare che anche i pullman turistici l’hanno utilizzano, durante la stagione turistica, per raggiungere la città della musica. Perciò, per chi non è informato, non esisterebbe alcun problema e la Sp1 sembrerebbe essere “abile e arruolata” e, dunque, in grado di supportare, in tutta sicurezza, il traffico veicolare. Dietro l’apparenza, però, si cela l’inghippo o, meglio, si nasconde il grande equivoco. Ai punti di accesso della Provinciale, infatti, sono ancora ben visibili i cartelli che “avvertono” della sua chiusura, consigliando agli automobilisti percorsi alternativi. Di conseguenza la carrabile dovrebbe essere assolutamente interdetta al transito ma così non è, e non si sa nemmeno quando saranno realizzati gli interventi per mettere in sicurezza l’area. «La soluzione non esiste ancora – evidenzia sconsolato il sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier – e soprattutto c’è un progetto. Dopo 30 anni d’incuria, un intero versante di montagna è franato». Ancora il primo cittadino di Ravello: «Adesso per bonificare la zona occorrerebbero diversi milioni di euro e siamo in attesa che la Provincia, che si è assunto l’onere, presenti un piano di lavoro». La comunicazione tra i comuni interessati e la provincia di Salerno  l’Ente che ha sede a Palazzo Sant’Agostino, comunque, sembra essere carente. «Abbiamo più volte sollecitato – aggiunge Vuilleumier – un nuovo incontro con i responsabili provinciali, ma fino ad ora, dopo la riunione in Comunità montana dello scorso giugno, non s’è fatto ancora nulla». Una situazione veramente inconcepibile in un contesto di altissimo turismo quale da sempre è quello di Ravello. Gaetano de Stefano